Archive for the ‘Immigrazione’ Category

“Recupero sospetto”. Ecco il nuovo fronte per la comandante

mercoledì, Luglio 3rd, 2019

Fausto Biloslavo

Carola Rackete dovrebbe temere una seconda inchiesta, quella sul favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per il recupero dei migranti al largo della Libia.

Il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, lo ha evidenziato e ieri ha partecipato all’audizione davanti alle commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia della Camera. «Finora non abbiamo rilevato la prova di una collusione tra i trafficanti di esseri umani e le Ong. Questo, però, non significa che non si possano registrare chiamate di questo tipo» ha spiegato. Nel caso del penultimo sequestro della Sea Watch 3 del 19 maggio gli inquirenti hanno a disposizione una telefonata molto sospetta giunta dalla Libia con un cellulare al Centro di soccorso della Guardia costiera di Roma. Chi ha chiamato parlava non benissimo in inglese e cercava Sea Watch, ma aveva sbagliato numero.

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Il giudice “salva” la Rackete: l’arresto non viene convalidato

mercoledì, Luglio 3rd, 2019

Chiara Sarra

Come previsto, il giudice ha “salvato” Carola Rackete: dopo quasi 24 ore dall’interrogatorio il gip di Agrigento, Alessandra Vella, non ha infatti convalidato l’arresto per la capitana della Sea Watch 3 che la notte tra venerdì e sabato scorso, con una manovra avventata, ha forzato il blocco e ha attraccato al porto di Lampedusa imponendo all’Italia di far sbarcare i 40 migranti a bordo.

Secondo il giudice non è stato commmesso il reato di resistenza e violenza a nave da guerra, mentre il reato di resistenza a pubblico ufficiale è stato giustificato da una “scriminante” legata all’avere agito “all’adempimento di un dovere”, quello di salvare vite umane in mare. Inoltre la scelta del porto di Lampedusa non sarebbe stato strumentale – sempre a detta della toga -, ma obbligatoria perchè i porti dell Libia e della Tunisia non sono stati ritenuti porti sicuri. Per questo la capitana tedesca è stata liberata dai domiciliari.

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Sea Watch 3, il gip non convalida lʼarresto: Carola Rackete è libera | Il pm valuta se impugnare la decisione

mercoledì, Luglio 3rd, 2019

Il gip di Agrigento non ha convalidato l’arresto della comandante della Sea Watch 3 Carola Rackete,contrariamente a quanto aveva richiesto la Procura, che potrebbe impugnare il verdetto. La 31enne dunque torna libera. Immediata è stata la reazione di Matteo Salvini: “Per la magistratura ignorare le leggi e speronare una motovedetta della Gdf non sono motivi per andare in galera. Nessun problema: pronto un provvedimento per rispedirla nel suo Paese“.

Per il ministro dell’Interno la Rackete “è pericolosa per la sicurezza nazionale”. Per questo la capitana “tornerà nella sua Germania, dove non sarebbero così tolleranti con una italiana che dovesse attentare alla vita di poliziotti tedeschi”. “L’Italia ha rialzato la testa – ha poi continuato -: siamo orgogliosi di difendere il nostro Paese e di essere diversi da altri leaderini europei che pensano di poterci trattare ancora come una loro colonia. La pacchia è finita”. “Dalla giustizia mi aspettavo pene severe per chi ha attentato alla vita di militari italiani, evidentemente sbagliavo”, ha sottolineato il vicepremier, che ha definito la Rackete una  “ricca fuorilegge”.

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I sentieri segreti dei migranti per bucare i confini italiani

venerdì, Giugno 28th, 2019

Costanza TosiGiuseppe De Lorenzo

Di sentieri nascosti, stretti, quasi invisibili ne esistono centinaia. Forse migliaia. I migranti che attraversano la rotta balcanica li battono di giorno e di notte.

Dormono tra le rocce del Carso, sopra Trieste. Poi all’alba raggiungono la città. Lungo il confine che divide il Friuli Venezia Giulia dalla Slovenia, gruppi di immigrati valicano la frontiera per chiedere asilo all’Italia. “Li vedo tutte le mattine sulla strada”, racconta Michela che vive a Basovizza. “Arrivano centinaia di persone ogni giorno”.

Della vecchia “zona franca” tra Italia e Jugoslavia è rimasta solo una breve striscia senza alberi. “Un tempo i militari titini presidiavano l’area”, ricorda qualcuno. “Oggi nessuno controlla”. Nei primi cinque mesi del 2019 sono stati fermati 652 migranti, cui vanno aggiunti gli oltre 200 identificati nel mese di giugno. Sono già il doppio dei 446 registrati l’anno scorso, sintomo di una rotta che sta tornando ad essere florida. “Non basta chiudere i porti“, sospira un abitante. Gli stranieri sbarcano in Grecia, attraversano l’Albania, il Montenegro, la Bosnia, la Croazia e la Slovenia. I relativi governi dovrebbero identificarli e accoglierli, ma qualcuno sfugge o c’è chi finge di non vederli (guarda il video).

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Migranti, la Sea Watch 3 è davanti al porto di Lampedusa” | Salvini: “Io non do nessuna autorizzazione”

mercoledì, Giugno 26th, 2019

Il capitano della Sea Watch 3, la nave ferma in mare da 14 giorni con 42 migranti a bordo, ha deciso di entrare nel porto di Lampedusa, nonostante il no del governo. “So cosa rischio – ha spiegato Carola Rackete – ma i naufraghi sono allo stremo”. Immediata la replica di Salvini: “Io non do nessuna autorizzazione, Germania e Olanda ne risponderanno”. La motovedetta della Gdf partita da Lampedusa ha intimato l’alt alla nave, che però non si è fermata e ora è davanti al porto di Lampedusa. L’attracco è previsto in serata.

  • 26 giu 17:26 Nave a tre miglia dalla costa La Sea Watch 3 si trova a circa 3 miglia dalla costa di Lampedusa. La nave della ong è stata affiancata da una motovedetta della guardia costiera.

16:47

Sea Watch, attracco previsto in serata

Dovrebbe attraccare a Lampedusa dopo le 20.30, appena sarà partito il traghetto diretto a Porto Empedocle, la nave Sea Watch 3 che, forzando il blocco della Finanza, è ormai davanti all’isola. L’unico approdo possibile, viste le dimensioni dell’imbarcazione, è il molo commerciale. Non è escluso, però, che i 42 migranti a bordo vengano prima trasferiti sulle motovedette della Capitaneria e portati a terra. 26 giu 16:34

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I talebani dell’accoglienza: i bilanci di Sea Watch ai raggi X

mercoledì, Giugno 26th, 2019

Fausto Biloslavo

Solo la nave Sea Watch 3, al largo di Lampedusa con una quarantina di migranti a bordo, è costata nel 2018 oltre un milione e mezzo di euro sommando i lavori in cantiere dell’anno prima e l’acquisto di due gommoni di soccorso.

E poi vanno aggiunte le spese per gli equipaggi, oltre al personale a Berlino e Amburgo di 304.069,65 euro. Non poco per aver «soccorso» in mare, come sostiene l’Ong tedesca, 5mila persone nel 2018, anche se il numero sembra un po’ alto. Lo scorso anno la nave dei talebani dell’accoglienza è rimasta sotto sequestro a Malta per quattro mesi.

Non a caso nel bilancio dell’Organizzazione non governativa si scopre che per Sea Watch 3 sono stati sborsati oltre 31mila euro di spese legali. Nel 2018 la nave, a parte le paghe degli equipaggi, è costata 784.210,41 euro, in pratica il 55,9% dei costi totali. Una cifra ampiamente coperta dalle donazioni, che lo scorso anno sono arrivate, fino al 31 ottobre a 1.797.388,49 euro.

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Tutti i voli segreti degli aerei ong: così da Lampedusa portano in Italia le navi dei migranti

domenica, Giugno 23rd, 2019

Fausto Biloslavo

Gli aerei delle Ong decollano da Lampedusa per individuare i gommoni dei migranti partiti dalla Libia poi raccolti in mare dai talebani dell’accoglienza come Sea watch.

Il Giornale è in possesso delle documentazione sulle 78 missioni dei velivoli Colibrì e Moonbird, dal primo gennaio agli inizi di giugno. Solo 24 sono partite da Malta, che rimane un punto di appoggio. Però la base principale è Lampedusa. Secondo un ex pilota militare «volano tanto, anche una o due missioni al giorno. La durata è spesso lunga con un costo che può aggirarsi sui 300 dollari all’ora». I bilanci di Sea watch certificano che «l’operazione Moonbird» è costata nel 2017 e 2018 ben 622.376 euro donati in gran parte dalla Chiesa evangelica tedesca.

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Sea Watch attacca l’Italia: “Il vostro confine è disumano”

giovedì, Giugno 20th, 2019

Angelo Scarano

Sea Watch adesso mette nel mirino l’Italia. Dopo la sentenza del Tar che di fatto ha respinto il ricorso contro il divieto di ingresso nelle acque terriotriali italiane disposto dal Viminale, di fatto l’ong con un duro comunicato attacca il governo: “Sono trascorsi 8 giorni dal soccorso, la Sea Watch si trova ancora in acque internazionali dove il nuovo decreto legge impedisce l’ingresso nelle acque italiane e al comandante di esercitare il diritto sacrosanto di entrare in un porto per uno stato di necessità determinato da una situazione di emergenza sanitaria a bordo”, spiega l’ong tedesca.

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Rifugiati, è record. L’Unhcr: “Più di 70 milioni di persone in fuga”

mercoledì, Giugno 19th, 2019

ALESSANDRA ZINITI

Più di 70 milioni di persone costrette a lasciare i loro Paesi per sfuggire a guerre, violenze, persecuzioni, fame. malattie, povertà.  E’ un record assoluto quello rivelato dal Global Trends, l’annuale report dell’Unhcr, alla vigilia della Giornata mondiale del rifugiato. Dieci anni fa gli sfollati forzati erano “solo” 43 milioni, ora siamo vicini al raddoppio. Un aumento vorticoso che non è stato determinato solo dal conflitto siriano. Nel 2018 il numero delle persone in fuga è cresciuto di ben 2,3 milioni di persone.

C’è un nuovo punto di crisi nel mondo ed è il Venezuela da cui, solo nel 2018, sono partiti oltre 3 milioni di persone, ad un ritmo di 5.000 al giorno. Ma se i Paesi in cui i venezuelani cercano rifugio sono innanzitutto quelli circostanti dell’America latina e dei Caraibi, c’è un dato, piccolo in termini assoluti ma significativo come tendenza, che vede raddoppiati, da 10.000 a 20.000,i venezuelani che hanno chiesto asilo in Spagna- E un considerevole aumento si registra anche in Italia, oltre il 300 per cento.

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Il cibo gettato nell’immondizia: il video choc al centro migranti

giovedì, Giugno 13th, 2019

Andrea Indini

Non è la prima volta che assistiamo scene del genere. Il cibo destinato a sfamare gli immigrati ospiti di in un centro di accoglienza buttato per strada, in mezzo alla pattumiera.

Avanzi ancora incellofanati e intonsi. L’ultimo spreco del business dell’accoglienza arriva da Roma. Alcuni video postati da Andrea De Priamo, capogruppo di Fratelli d’Italia in Campidoglio, svelano il contenuto di decine di sacchi grigi della spazzatura ammassati a ridosso della struttura di via Pallavicini, nel IX Municipio della Capitale. “È possibile che non si riesca ad inviare un quantitativo giusto di cibo e se ne debba sprecare così tanto?”, si chiede De Priamo annunciando un’interrogazione urgente al sindaco Virginia Raggi.

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