Archive for the ‘Immigrazione’ Category

Migranti su un barcone in avaria: la Libia invia i soccorsi dopo ore

lunedì, Gennaio 21st, 2019

In balia del mare per ore e solo in nottata soccorsi da un cargo inviato dalla Libia. In 100 – tra cui venti donne e dodici bambini – hanno atteso l’aiuto su un barcone in avaria 60 miglia al largo delle coste libiche. Ore di angoscia che sono terminate con l’invio dei soccorsi: in serata un mercantile, dirottato sul posto dalla guardia costiera libica, ha raggiunto la carretta e salvato i migranti. La nave è diretta al porto di Misurata.

Palazzo Chigi: “Verrano portati in salvo a Misurata” – Terminate le operazioni di trasbordo, il cargo Lady Sharm, battente bandiera della Sierra Leone, farà ritorno in Libia, da dove il barcone era partito. “Verranno portati in salvo a Misurata”, ha fatto sapere in serata Palazzo Chigi, che in precedenza aveva sollecitato la guardia costiera libica affinché effettuasse quanto prima l’intervento. Anche il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli ha assicurato: “Tutto si svolge secondo le convenzioni internazionali. Seguo con attenzione, nella speranza che l’operazione si concluda senza problemi”.

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Strage nel Mediterraneo: muoiono 120 disperati, i barconi non si fermano

domenica, Gennaio 20th, 2019

fabio albanese catania

La rotta del Mediterraneo centrale sembrava si fosse svuotata di migranti, visti i numeri esigui di sbarchi degli ultimi mesi e i proclami della politica. Venerdì, però, l’ennesima tragedia ha ricordato che quel tratto di mare resta il più mortale al mondo. Un gommone con 120 persone a bordo è affondato. I sopravvissuti sono tre. Gli altri 117 migranti, e tra loro donne e bambini, sono ufficialmente dispersi. Ma non ci sono dubbi che siano morti tutti annegati. A riferirlo sono stati i tre giovani salvati dalla Marina militare italiana e portati nell’hotspot di Lampedusa. La procura militare di Roma e quella ordinaria di Agrigento hanno aperto inchieste.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso «profondo dolore per la tragedia». Il premier Giuseppe Conte ha detto di essere «scioccato da questa nuova strage» e accusa i trafficanti di «crimini contro l’Umanità». Ma, come era facile immaginare, la polemica politica non si è fatta attendere, con il ministro dell’Interno Matteo Salvini che tuona: «Il naufragio di ieri è la dimostrazione che se riapri i porti ritornano i morti. Ribadisco, cuori aperti da chi scappa dalla guerra, ma porti chiusi. Si scordino di ricominciare come a Natale e Capodanno». Il ministro si riferiva non solo al naufragio, ma anche ai salvataggi avvenuti ieri al largo di Zuara, uno da parte dell’unica Ong rimasta al momento attiva, la tedesca Sea Watch. Nell’era delle fake news, supporta La Stampa e l’informazione di qualità

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Naufragio di migranti al largo della Libia, i tre superstiti: “I morti sono 117”

sabato, Gennaio 19th, 2019

Palermo, 19 gennaio 2019 – Sono molto più drammatici i contorni del naufragio avvenuto ieri a nord di Tripoli, al largo della Libia. Secondo i superstiti – due sudanesi e un gambiano – tratti in salvo dalla Marina italiana, le vittime sono infatti 117. I tre, ascoltati dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), hanno riferito di essere partiti giovedì in 120 su un gommone che si è sgonfiato dopo circa undici ore di navigazione, le persone sono quindi via via cadute in mare annegando. Tra loro anche dieci donne, una delle quali incinta, e due bimbi, uno di appena due mesi.

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Metà degli immigrati rimane in Italia: flop del ricollocamento obbligatorio

venerdì, Gennaio 18th, 2019

Mauro Indelicato

La redistribuzione obbligatoria ha mestamente fallito. A distanza di più di tre anni dalla decisione di ricollocare l’alto numero dei migranti arrivato in Europa tra il 2014 ed il 2015, si può ben dire che l’esperimento non ha funzionato. I numeri parlano chiaro: su 120mila migranti presenti sul suolo europeo per i quali si è decisa la ricollocazione, meno della metà è stato effettivamente ricollocato. Tutto il resto si trova ancora nei paesi di primo approdo, Italia in testa. 

Cosa prevede l’accordo del 2015

È il 22 settembre 2015, l’Europa deve fronteggiare una grave crisi migratoria aperta su due fronti: quello mediterraneo e quello del cosiddetto “corridoio balcanico“. Da sud e da est arrivano migliaia di migranti, che da subito generano clamore in seno all’opinione pubblica del vecchio continente, specialmente dei Paesi settentrionali ed orientali. Questi ultimi non sono abituati a vedere passare all’interno del proprio territorio così tanti migranti, sul fronte della sicurezza e dell’ordine pubblico le preoccupazioni non sono state poche. Ma sono soprattutto due i paesi in prima linea nella gestione dell’emergenza immigrazione: Italia e Grecia. Il nostro Paese accoglie numerosi migranti che arrivano da sud, soprattutto quelli che partono da una Libia già parecchio destabilizzata e senza governo da quattro anni. La Grecia invece assorbe gran parte dei migranti che arrivano dalla Turchia. Con la chiusura della rotta balcanica, migliaia di migranti rimangono nel paese ellenico sia sulle isole che presso la terraferma. LEGGI ANCHELa Nato è al suo tramonto
Le alternative all’Alleanza

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In Calabria l’odissea di 51 migranti, un disperso. Arrestati due presunti scafisti

giovedì, Gennaio 10th, 2019

Cinquantuno migranti di etnia curda sono stati soccorsi lungo la costa nella frazione Torre del comune di Melissa, nel crotonese, dove sono giunti a bordo di una imbarcazione a vela. La barca si è incagliata a pochi metri dalla spiaggia nei pressi di un hotel. Le urla dei migranti hanno svegliato alcuni dei residenti della zona. Il sindaco di Melissa Gino Murgi e diversi cittadini si sono immediatamente prodigati per trarre in salvo le persone. E’ stata anche utilizzata l’imbarcazione di salvataggio in dotazione all’hotel per il periodo estivo per portare al sicuro le sei donne ed i quattro bambini, tra i quali un neonato, che erano a bordo. L’hotel ha poi messo a disposizione la sua struttura per soccorrere le persone e permettere loro di potersi asciugare e cambiarsi usando stufe, phon e coperte. Sul posto sono giunte le forze di polizia per gli adempimenti di rito. I migranti saranno trasferiti al Centro di accoglienza di Sant’Anna per le procedure di identificazione. Un migrante risulta disperso in mare dopo che la barca a vela sulla quale viaggiava insieme ad altre 51 persone, si è incagliata a Torre Melissa.. “Sono orgoglioso della mia comunità che ha dimostrato una grande capacità di esternare il bene e di far trionfare la solidarietà. Di fronte a situazioni come questa emerge l’umanità che si ha dentro” afferma il sindaco Murgi. “Ho visto miei concittadini – ha aggiunto Murgi – togliersi il giubbotto per darlo alle persone bagnate e infreddolite. Ma tutti, qui, si sono prodigati al massimo. Sono orgoglio di come abbia funzionato la macchina dei soccorsi e dell’accoglienza, con grande diligenza e professionalità. E’ stata un’esperienza bruttissima vedere tutta quella sofferenza, la disperazione, bambini di uno o due anni nell’acqua, le mamme e i papà che urlavano chiedendo aiuto. Ma allo stesso tempo è stata una pagina di grande umanità quella scritta dai miei concittadini e da tutti i rappresentanti istituzionali”.

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Sea Watch, compromesso tra Conte e Salvini sui migranti: “10 in Italia affidati alla Chiesa Valdese”

giovedì, Gennaio 10th, 2019

Ilario Lombardo Inviato a Varsavia

È un compromesso che può essere letto in due modi differenti. A seconda della prospettiva scelta. E dell’interpretazione che si dà ai tempi degli eventi. Perché da una parte Giuseppe Conte conferma «l’impegno di accogliere» i migranti della Sea Watch e della Sea Eye e precisa che «in attesa dei trasferimenti chiederà un incontro urgente con Avramopoulos (il commissario europeo alle migrazioni) per far eseguire la ricollocazione degli oltre duecento migranti che da agosto l’Italia aspetta siano accolti» da nove Paesi europei che non hanno dato seguito agli impegni. Dall’altra, Matteo Salvini dice che «non ci sarà nessun arrivo in Italia finché l’Europa non rispetterà gli impegni presi, accogliendo i 200 immigrati sbarcati in estate tra Pozzallo e Catania che dovevano già essere ricollocati».

E’ poco prima dell’una di notte quando si chiude l’ennesimo vertice di governo, preteso da Salvini e convocato d’urgenza per le 23, due ore dopo l’atterraggio del leghista di ritorno dalla Polonia. Doveva essere un faccia a faccia di chiarimento con Conte, dopo lo strappo sulle Ong, ma alla fine ha chiesto di essere presente anche Luigi Di Maio, vicepremier e capo politico del M5S. Di fatto Salvini sembra mettere un ulteriore condizionale alla risoluzione del caso delle due navi Ong cariche di famiglie lasciate in balia delle onde per giorni: perché subordina la loro accoglienza alla redistribuzione di migranti arrivati sei mesi fa in Italia.

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Migranti in Italia, Salvini blocca tutto: “Non consultato, non autorizzo niente”

mercoledì, Gennaio 9th, 2019

Andrea Indini

“Non penso che l’esecutivo sia a rischio…”. Quando lo raggiunge la notizia dell’accordo con l’Unione europea sulla redistribuzione dei 49 immigrati che si trovavano a bordo della Sea Watch e della Sea Eye, il sottosegretario Giancarlo Giorgetti si trova a un evento al Miur.

Nell’immediato cerca di stoppare qualsiasi voce di crisi di governo, poi però si affretta a mettere in chiaro che la vicenda non è affatto risolta. Il dubbio, però, resta. E si fa strada soprattutto dopo che il presidente della Commissione per le Politiche europee della Camera, il grillino Sergio Battelli, si è messo pubblicamente a ringraziare Giuseppe Conte per la sua mediazione con Bruxelles. “Chi ha deciso per l’Italia?”, si chiedono nel partito di Giorgia Meloni. Matteo Salvini dice chiaramente di non essere stato consultato: “Io non autorizzo niente, vediamo se arrivano…”.

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Ok di Malta allo sbarco, migranti in Italia e altri sette Paesi

mercoledì, Gennaio 9th, 2019

Svolta nella vicenda dei 49 migranti da settimane a bordo delle navi delle Ong Sea Watch e Sea Eye al largo delle coste maltesi. Malta ha dato l’ok allo sbarco che avverrà “nelle prossime ore”, ha detto in conferenza stampa Joseph Muscat. Il premier ha annunciato il via libera all’accordo europeo: Malta trasferirà sulle proprie navi i migranti che saranno redistribuiti tra otto paesi Ue, tra cui l’Italia. “L’operazione per trasferire i migranti sulle navi delle nostre forze armate – ha detto Muscat – inizierà il prima possibile”. 

Sul caso resta il gelo tra Lega e 5Stelle. “Altro che farne sbarcare altri o andarli a prendere con barconi e aerei, stiamo lavorando per rimandarne a casa un bel po’. Scafisti e terroristi: a casa!!!”, aveva scritto su Twitter il ministro Matteo Salvini, postando la notizia degli arresti dei carabinieri del Ros per la tratta di migranti dalla Tunisia e terrorismo, tornando così sulla polemica con il premier Gisueppe Conte che ieri, a proposito dei migranti a bordo delle navi SeaWatch e Seaeye, ancora a largo di Malta, ha detto che “li prenderò con l’aereo e li riporterò”. 

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Migranti, soluzione più vicina: la Germania pronta ad accoglierne 50

martedì, Gennaio 8th, 2019

Appare più vicina la soluzione nell’impasse delle due navi Sea-Eye e Sea Watch con 49 migranti a bordo. Dopo che Malta, per aprire i suoi porti alle imbarcazioni delle Ong, ha chiesto di trasferire le 249 persone arrivate a dicembre, Berlino si è detta pronta a riceverne 50. I posti offerti non risultano tuttavia ancora sufficienti e per questo la Commissione Ue ipotizza di trasferire solo chi abbia possibilità di ottenere asilo.

Oltre alla Germania, anche la Francia si è detta pronta ad accogliere 50 migranti dei 298 totali (i 249 di Malta più i 49 delle due navi), mentre il Portogallo ha dato disponibilità per 10 e Lussemburgo e Olanda 6 ognuno. E perfino la Romania, quale presidente di turno del Consiglio Ue è pronta a “fare sforzi” per riceverne alcuni. Per l’Italia, invece, al di là dell’offerta di Conte per 15 nuclei familiari, non è mai stata data una disponibilità ufficiale.

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Premier Malta: non creerò un precedente facendo sbarcare i 49 migranti della Sea Watch

domenica, Gennaio 6th, 2019

Il premier maltese Joseph Muscat ha assicurato  che l’isola non diventerà il luogo dove vengono fatti “sbarcare i migranti salvati dalle organizzazioni umanitarie che altri Paesi non vogliono accogliere”. Muscat ha specificato che è sua responsabilità non creare un precedente facendo sbarcare i 49 migranti bloccati sulla Sea Watch. “Il governo – ha detto – deve trovare un equilibrio tra protezione di vite umane e proteggere Malta e la sua sicurezza”.

Le immagini dei migranti a bordo della Sea Watch

Le immagini dei migranti a bordo della Sea Watch
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