Archive for the ‘Immigrazione’ Category

Migranti, 80.000 esclusi dall’accoglienza. A gennaio del 2021 gli irregolari in Italia saranno 750.000

venerdì, Novembre 1st, 2019

di ALESSANDRA ZINITI

Ottantamila persone messe in strada, fuori dalle strutture di accoglienza in cui avevano trovato ospitalità e avviato il loro percorso di integrazione con un permesso da richiedente asilo nell’attesa che la loro domanda venisse vagliata dalle commissioni.
Ha un numero ben definito l’esercito dei migranti, presenti sul nostro territorio ancora con un titolo di soggiorno valido, che il decreto sicurezza voluto da Matteo Salvini che ha dato un taglio netto all’accoglienza e ai criteri di concessione dei permessi di soggiorno, ha messo in mezzo alla strada
Un numero che viene censito dal rapporto “La sicurezza dell’esclusione – Centri d’Italia 2019” realizzato da ActionAid e Openpolis che, per la prima volta, offre una valutazione dell’impatto delle politiche migratorie del primo governo Conte

Il report stima che il numero degli irregolari potrà arrivare a 680.000 entro la fine dell’anno e superare i 750.000 a gennaio del 2021. Un aumento consistente del numero degli immigrati diventati irregolari per la soppressione della protezione umanitaria che ha prodotto innanzitutto l’aumento della percentuale dei cosiddetti “diniegati”, cioè coloro ai quali viene negata qualsiasi forma di protezione internazionale, che passano dal 67 per cento del 2018 all’80 per cento del 2019.

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Pugno di ferro leghista sui rom: sei mesi per rispettare la legge

giovedì, Ottobre 31st, 2019

Giuseppe De LorenzoEugenia Fiore

“Sì, siamo contenti della mia nuova sistemazione”. Eva e suo marito lo dicono senza mezzi termini: “È meglio così”. Oggi vivono in un appartamento normale, con acqua luce e gas che dovranno pagare come tutti i normali cittadini.

Certo, fa strano sentir dire a un nomade che la Lega “ha fatto bene” o che un esponente del Carroccio “è stato bravo”. Non rientra nel gioco delle parti cui siamo abituati. Ma è così. A Ferrara, come promesso in campagna elettorale, il campo nomadi è stato sgomberato, i suoi occupanti ricollocati e costretti a pagare utenze o affitto.

Era il lontano 1989 quando il campo di via delle Bonifiche venne aperto per “riconoscere dignità” a chi è vive in base a “specifità culturali”. “Ci abitavano 40 persone, il regolamento era completamente disatteso e le condizioni igieniche a livello delle periferie africane”, racconta il vicesindaco leghista Nicola Lodi. Un panorama fatto di baracche, liquami riversati in strada e immobili fatiscenti. Degrado, ovvio. Ma anche criminalità.

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Migranti: fingersi gay è la scappatoia consigliata loro per avere il permesso di soggiorno

venerdì, Ottobre 25th, 2019

Un avvocato rivela a “Stasera Italia” l’appiglio che viene suggerito ai richiedenti asilo in Italia

“In Italia basta dichiararsi gay per avere il permesso di soggiorno“. L’avvocato Gerardo Cembalo spiega così, ai microfoni di “Stasera Italia“, la scappatoia che spesso viene consigliata ai migranti che si vedono negare il diritto d’asilo.

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La famiglia italiana cacciata: “Se voi foste stati stranieri…”

giovedì, Ottobre 10th, 2019

Eugenia FioreFabio Franchini

“Se andiamo avanti così, qui di italiani non ne rimarrà nessuno”. Siamo nel cortile di una casa popolare a due passi da Piazza Abbiategrasso, a Milano.

Un grosso condominio gestito (male) da MM-Metropolitana Milanese, in stato di totale abbandono. Il palazzo cade a pezzi, ma il Comune aumenta gli affitti. I residenti si sentono presi in giro: sono esasperati dai disservizi e dall’essere trattati come cittadini invisibili. Un palazzone a “elle” abitato da italiani e stranieri, con quattro scale e una quarantina di appartamenti sfitti, vuoti. “

Dov’è l’emergenza abitativa di cui parlano tanto?”, si sfoga con noi un condomino. Quindi, ci si fa incontro Michela, una donna che viveva in quello stabile fino a qualche mese fa: “Ero irregolare, è vero, ma non per colpe tutte mie: vivevo qui con il mio ex marito e per anni non mi sono mai occupata di queste cose burocratiche, mi sono sempre fidato di lui, sbagliando. Ora però non è giusto che paghino i miei figli”.

Ci facciamo raccontare la sua storia: “Di fatto, sono stata cacciata, anche se non mi hanno fatto lo sgombero: ho lasciato l’alloggio di mia spontanea volontà, visto che l’ispettore di MM mi diceva che se non lo avessi fatto, avrebbero preso una denuncia anche i miei figli e dunque saremmo stati sgomberati. Allora ce ne siamo andati prima: non volevo pagassero colpe che non hanno”. È tanta la rabbia e sono tantissime le lacrime.

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Dall’imam pugni ai bambini che sbagliavano le preghiere

martedì, Ottobre 1st, 2019

Sergio Rame

Una violenza continua, sette giorni su sette. Schiaffi, pugni e spintoni. E ancora: umiliazioni e tirate di orecchie.

Non guardava in faccia nessuno. Riempiva di botte i bambini di 4 e 5 e i ragazzini di 10 anni. Per farlo infuriare, come rivela l’agenzia Adnkronos, bastava che gli alunni sbagliassero a recitare le preghiere islamiche. Per l’imam del centro di preghiera “Bangladesh Cultural Center”, che questa mattina all’alba è finito in manette su provvedimento del gip di Padova, le botte e le umiliazioni erano il giusto castigo per punire tutti quei bimbi, anche loro di origine bengalese, a cui insegnava i dettami dell’islam tutti i pomeriggi, sabato e domenica compresi.

I bambini, a cui l’imam insegnava, vivevano nel terrore. Le pressioni psicologichi, che il bengalese esercitava su di loro durante le lezioni, erano costanti. “Ma perché non lo denunci alla Questura?”, aveva chiesto, in un’occasione, uno di loro rivolto al proprio compagno appena schiaffeggiato. Poi qualcosa, finalmente, si è rotto. E i bambini hanno avuto il coraggio di parlarne con i rispettivi genitori. Con il passare delle settimane sono, quindi, arrivate le prime segnalazioni agli investigatori dalla stessa comunità islamica e dalle insegnanti delle scuole elementari che i piccoli frequentavano.

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Cittadinanza ai figli dei migranti, riparte la riforma: c’è l’intesa Pd-M5S

sabato, Settembre 28th, 2019

ROMA – Alla Camera riparte in Commissione Affari costituzionali l’esame della legge sulla cittadinanza che introduce il cosiddetto ius culturae. Lo dice il presidente della Commissione Giuseppe Brescia (M5S), che sarà anche relatore alla riforma. L’esame riprenderà giovedì prossimo 3 ottobre .


Il testo, a prima firma Laura Boldrini, era stato incardinato in quota opposizioni (Leu) nell’ottobre 2018 e il relatore era Roberto Speranza, ora divenuto ministro.
“Siamo ancora all’inizio – spiega Brescia – ma credo si possa lavorare per introdurre lo ius culturae, legando la cittadinanza alla positiva conclusione di un ciclo di studi, e non alla sola frequenza. Non c’è solo il testo a prima firma Boldrini da esaminare. Ci sono diversi testi di altri gruppi, tra cui un testo Polverini di Forza Italia che introduce proprio lo ius culturae. Naturalmente arriverà anche un testo M5S. Serve una discussione che metta all’angolo propaganda e falsi miti, guardi in faccia la realtà e dia un segnale positivo a chi si vuole integrare”.

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Migranti, primo patto europeo: 10 Paesi pronti a firmare. Sbarchi, quote, rimpatri: cosa può cambiare

martedì, Settembre 24th, 2019

MALTA — Redistribuzione preventiva e automatica dei migranti: è questo il punto chiave dell’intesa tra i «volenterosi» che potrebbe davvero cambiare la gestione dei flussi migratori. Si tratta della richiesta principale presentata dal presidente del consiglio Giuseppe Conte e dalla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, frutto anche delle trattative bilaterali condotte nell’ultima settimana. Ma adesso bisognerà verificare quanti Stati europei aderiranno a questo progetto che Italia, Malta, Francia e Germania hanno messo a punto e condiviso con la Finlandia, presidente di turno dell’Unione. Se saranno confermati i calcoli fatti qui a La Valletta su almeno dieci Paesi pronti a firmare, allora si potrà dire che il sistema è effettivamente cambiato, perché ad essere scardinato sarà il principio che — in base al trattato di Dublino — obbliga il Paese di primo ingresso a farsi carico degli stranieri fino alla decisione sulla richiesta di asilo. Portogallo, Irlanda, Lussemburgo, Grecia e Spagna avrebbero manifestato appoggio, altri potrebbero dare il consenso, anche per non rischiare di ottenere una riduzione dei contributi economici.

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Vertice Malta, Lamorgese: “Sì a redistribuzione e rotazione dei porti”| Di Maio critico: “Non è la soluzione”

lunedì, Settembre 23rd, 2019

Quello che è avvenuto è un primo passo concreto per un approccio di vera azione comune europea”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, al termine del vertice sui migranti a Malta. Quattro i punti su cui Italia, Malta, Francia e Germania hanno trovato l’accordo: tra questi la redistribuzione di tutti i richiedenti asilo, non solo di coloro con lo status di rifugiato e un meccanismo di rotazione dei porti su base volontaria.

Sono quattro i punti su cui Italia, Malta, Francia e Germania, con la presidenza finlandese di turno dell’Ue e la commissione Ue, hanno trovato l’accordo che dovrà ora essere sottoposto agli altri Paesi Ue. Tra questi punti, il più significativo è quello che prevede la redistribuzione di tutti i richiedenti asilo e non solo di coloro che hanno ottenuto lo status di rifugiato.

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È finita l’era Salvini: i migranti rioccupano il palazzo di via Costi

domenica, Settembre 22nd, 2019

Elena BarlozzariAlessandra Benignetti

Via Raffele Costi un anno dopo è tornata ad essere un approdo per disperati. La voce tra i migranti allo sbando nella Capitale si è sparsa in fretta.

Così il rudere diroccato che svetta sulla periferia di Tor Sapienza è stato occupato di nuovo. Qui le ruspe del ministro Salvini sono ormai un ricordo sbiadito. Non hanno retto all’urto di chi cerca riparo né il ferro delle recinzioni né il cemento con cui sono stati sigillati gli accessi. Il primo è stato divelto quel tanto che basta a ritagliarsi un varco, mentre il secondo è stato buttato a terra. Per chi ha seguito le vicende della vecchia occupazione è come un déjà-vu: i panni stesi, le sagome che si intravedono al di là dei vetri rotti e il fumo delle cucine improvvisate che si disperde nell’aria. Ogni cosa pian piano sta tornando al suo posto. Lì dove prima abitavano quasi 300 persone, oggi ce ne sono una quarantina.

Principalmente migranti dell’Africa subsahariana: gambiani, nigeriani, ghanesi e senegalesi. Sono arrivati qui tra luglio e agosto e ci raccontano di essere stati “deportati” dalla Germania. Fanno parte, insomma, della schiera di dublinanti che Berlino mette su un volo di sola andata verso l’Italia. Uno di loro si chiama Boubakar e ha 27 anni. Quando lo hanno riportato indietro non aveva nulla con sé ed è finito a dormire in mezzo alla strada, finché il passaparola non lo ha condotto in via Costi.

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Migranti, accordo con Germania, Francia e Malta: sanzioni a chi rifiuta quote e partenze immediate

domenica, Settembre 15th, 2019

di Fiorenza Sarzanini

Dieci giorni di tempo per un’intesa che renda automatica la distribuzione dei migranti. Su questo lavora l’Italia in vista della riunione con i ministri dell’Interno dell’Unione europea che si svolgerà a La Valletta il 23 settembre. Sarà la prima uscita ad un vertice internazionale della titolare del Viminale Luciana Lamorgese, ma sarà soprattutto il banco di prova per quell’accordo sul quale si stanno già impegnando anche i governi di Germania, Francia e Malta.

L’obiettivo è dichiarato: fissare quote di accoglienza per ogni Stato, chi non accetta otterrà meno soldi. Una linea rilanciata ieri dal presidente del Parlamento europeo David Sassoli che ha parlato esplicitamente di «risorse condizionate alla solidarietà». Con una clausola ulteriore: i trasferimenti dovranno essere effettivi e soprattutto immediati. Dunque subito dopo l’identificazione effettuata nel porto di sbarco, gli stranieri saranno portati nei luoghi di destinazione.

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