Archive for the ‘Salute’ Category

È allarme per il batterio killer: primi due malati in Lombardia

giovedì, Novembre 14th, 2019

Marta Bravi

Milano – Sono stati curati e guariti i pazienti colpiti da infezione da Klebsiella pneumoniae NDM a Milano. Ricoverati all’IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano tra settembre e ottobre due pazienti avevano contratto l’infezione in Lombardia, altri due arrivavano da fuori regione.

Ma tant’è, dopo la trentina di decessi in Toscana per il batterio multiresistente, c’è allarme anche in Lombardia. La Klebsilla pneumoniae, infatti, viene definito anche «batterio killer», dal momento che è causa dei decessi nel 50 per cento dei casi. Si trova naturalmente nella mucosa intestinale, può provocare infezioni alle vie urinarie o polmoniti.

La sua arma? Grazie alla produzione dell’enzima carbapenemasi è resistente agli antibiotici, anche i cosiddetti «salvavita» (i carbapenemi) ad ampio spettro e molto potenti. «Il rischio per il futuro – spiega Andrea Gori, direttore dell’unità complessa di Infettivologia del Policlinico di Milano – sarà quello di compromettere interventi medici prioritari per la salute come i trapianti di organo, gli interventi chirurgici e l’assistenza ai pazienti critici in ambito intensivistico».

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Celiachia, una nanoparticella con glutine per fermare la malattia

venerdì, Ottobre 25th, 2019

LO STOP alla celiachia arriva proprio dal glutine. Lo hanno scoperto i ricercatori della Northwestern Medicine iniettando una nanoparticella nei pazienti affetti dalla malattia. I risultati della sperimentazione clinica di fase saranno resi noti alla conferenza “European Gastroenterology Week” di Barcellona e svelano il meccanismo che può bloccare la malattia autoimmune che, innescata proprio dal glutine, danneggia le pareti intestinali.

ALIMENTAZIONEScrivi all’esperto

Il ‘nanodispositivo’ biodegradabile è il cavallo di Troia che permette al paziente di imparare a riconoscere il glutine, la principale componente proteica del grano, come una sostanza innocua evitando reazioni autoimmuni. Durante la sperimentazione i pazienti celiaci hanno potuto così mangiare glutine per due settimane senza risentirne. La nanoparticella contenente glutine iniettata nel sangue viene subito captata da cellule immunitarie (i macrofagi) che letteralmente ingoiano il suo ‘cargo’ e avvertono altre cellule immunitarie della sua innocuità, cosicché si prevengono reazioni avverse al glutine.

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C’è un legame tra batteri e Alzheimer, via a studio clinico in Usa ed Europa

domenica, Ottobre 20th, 2019

WASHINGTON  – Piano piano, senza troppo clamore, i test salgono di livello. E’ iniziato anche in Europa l’arruolamento dei pazienti di Alzheimer per uno studio clinico americano che potrebbe aprire nuove prospettive di cura per una patologia che colpisce circa 40 milioni di persone nel mondo, di cui un milione solo in Italia. I risultati sono attesi nel 2021. Il ‘trial’ clinico, che mira a coinvolgere 570 pazienti tra Usa e vecchio continente, segue la messa a punto di un farmaco sperimentato finora solo sui topi, dopo la scoperta di un legame tra l’Alzheimer e il batterio ‘Porphyromonas gingivalis’, una delle cause principali della parodontite o piorrea, una grave forma di gengivite, altamente resistente agli antibiotici.

“C’è l’evidenza che il Porphyromonas gingivalis e i suoi enzimi, chiamati gingipains, in grado di degradare le proteine nel cervello, possono giocare un ruolo centrale nella patogenesi dell’Alzheimer, fornendo un nuovo quadro concettuale per il trattamento della malattia”, si legge nello studio, pubblicato nei mesi scorsi sulla rivista americana online Science Advances. A condurlo e finanziarlo è stata la Cortexyme, compagnia biotech della California, in collaborazione con Jagiellonian University in Polonia, University of California, University of Louisville School of Dentistry e Harvard University School of Dental Medicine in Usa, University of Melbourne in Australia e University of Auckland in Nuova Zelanda.

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Tumore al seno, quando le nuove tecnologia aiutano la diagnosi precoce. E si guarisce di più

domenica, Ottobre 13th, 2019

di SARA BERNACCHIA

Sensibilizzazione, prevenzione e cura sono stati i temi al centro di ‘Health screening. Le nuove tecnologie per la lotta al tumore al seno’, l’incontro parte del ciclo Talks on Tomorrow, organizzato da H-Farm e Repubblica, in collaborazione con Fujifilm “Ho scelto questo mestiere perché avevo imparato che la diagnosi precoce cambia le possibilità di guarigione. Oggi, quando presento a una paziente una diagnosi poco felice, ho la consapevolezza di poterle prospettare una speranza concreta”. Individuare il cancro al seno in una fase precoce, che Enrico Cassano, direttore della divisione di Radiologia senologica dell’Istituto europeo dei tumori di Milano, definisce “la fortuna nella sfortuna”, è infatti fondamentale per far aumentare le possibilità di guarigione. Perché oggi, lo dicono i dati, il cancro al seno si può battere. In Italia sono 815mila donne che lo hanno incontrato o lo stanno combattendo e la percentuale di sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è dell’87 per cento. Sensibilizzazione, prevenzione e cura sono stati i temi al centro di ‘Health screening. Le nuove tecnologie per la lotta al tumore al seno’, l’incontro parte del ciclo Talks on Tomorrow, organizzato da H-Farm e Repubblica, in collaborazione con Fujifilm.

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In calo le diagnosi di tumore: 2mila casi in meno nel 2019. E’ la prima volta

mercoledì, Settembre 25th, 2019

di ANNA MARIA LIGUORI

I nuovi casi di tumore in Italia tendono a diminuire. Nel 2019 sono stimate 371mila diagnosi (196mila uomini e 175mila donne), erano 373mila nel 2018: 2mila in meno in 12 mesi. Le cinque più frequenti sono quelle della mammella (53.500 casi nel 2019), colon-retto (49.000), polmone (42.500), prostata (37.000) e vescica (29.700). In calo, in particolare, le neoplasie del colon-retto, dello stomaco, del fegato e della prostata e, solo negli uomini, i carcinomi del polmone. E’ la prima volta che si registra un calo del genere.

In aumento anche la sopravvivenza: il 63% delle donne e il 54% degli uomini sono vivi a 5 anni dalla diagnosi. Almeno un paziente su quattro, pari a quasi un milione di persone, è tornato ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale e può considerarsi guarito. Questi sono i dati macroscopici censimento ufficiale, giunto alla nona edizione, che descrive l’universo cancro in tempo reale grazie al lavoro dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), dell’Associazione Italiana Registri Tumori (Airtum), di Fondazione Aiom, Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), Passi d’Argento e della Società Italiana di Anatomia Patologica e di Citologia Diagnostica (Siapec-Iap), raccolto nel volume “I numeri del cancro in Italia 2019”, presentato oggi all’Auditorium del Ministero della Salute in un convegno nazionale.

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Cordone ombelicale: scienza, business e vane speranze, tutto quello che c’è da sapere

lunedì, Settembre 23rd, 2019

di Milena Gabanelli, Mario Gerevini, Simona Ravizza

Le speranze dei genitori, non sostenute dalla scienza. Società fallite, altre con bilanci che non stanno in piedi o mai depositati. E oggi, migliaia di mamme e papà si interrogano: «Dove è finito il sangue dei cordoni ombelicali dei nostri neonati?». Per capire che cosa c’è dietro questo business bisogna partire da Internet: «Assicura la salute di tuo figlio per gli anni a venire. Conservare il cordone ombelicale è la prima scelta d’amore che fai per il futuro del tuo bambino». La Rete è piena di pubblicità di società private che, pagando, spingono alla crioconservazione, ma la «vendita» vera e propria si concretizza attraverso un’altra rete, quella che transita da ostetriche e ginecologi compiacenti per approdare alla sala parto. Sta di fatto che oggi, a livello mondiale, nelle banche private ci sono almeno 4 milioni di cordoni conservati per uso personale contro i 730 mila donati alla collettività. La differenza non è da poco.

A che cosa servono le cellule staminali
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Farmaci: da una parte ci curano, dall’altra ammalano pesci, animali e piante

mercoledì, Settembre 11th, 2019

di Andrea Marinelli

I farmaci curano le malattie, ma quando il corpo li smaltisce, continuano a vivere nell’ambiente e l’effetto non è per nulla «curativo». Negli ultimi trent’anni, la produzione di farmaci è passata da 63 a 217,5 miliardi di euro e oggi sul mercato sono presenti oltre 3.000 principi attivi farmaceutici che, una volta assunti, devono essere smaltiti. Esseri umani e animali lo fanno nello stesso modo, attraverso urine e feci, ma la diffusione nell’ambiente è diversa: nel primo caso la contaminazione arriva attraverso le acque reflue, cioè quelle di scarico, nel secondo direttamente nel terreno.

Fino al 90% di ogni farmaco finisce nell’acqua
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Stati Uniti, “in Illinois prima vittima di sigaretta elettronica”

sabato, Agosto 24th, 2019

24 agosto 2019 ROMA – Gli Stati Uniti hanno registrato la loro prima vittima da fumo di sigaretta elettronica. Un paziente è morto in Illinois, dopo aver sviluppato una grave malattia respiratoria. Lo hanno reso noto le autorità sanitarie dello Stato americano. Il centro per il controllo e le prevenzioni delle malattie (Cdc) ha fatto sapere che 200 persone si sono ammalate in tutto il Paese per via della sigaretta elettronica. “Questa tragica morte in Illinois rafforza i seri rischi associati ai prodotti di sigarette elettroniche”, ha detto Robert Redfield direttore del Cdc. “Siamo rattristati dalla notizia della prima morte correlata ad una grave malattia polmonare per chi usa sigarette elettroniche o dispositivi per svapare”.

Della vittima non si conoscono le generalità ma si sa che era dell’Illinois e aveva un età tra i 17 e i 38 anni. Proprio in questo Stato si è registrato negli ultimi tempi un aumento dei malati che arrivavano in ospedale con sintomi comuni: tosse, affaticamento e respiro corto e in qualche caso vomito e diarrea. Non si comprende però come questi disturbi e queste malattie possano essere indotte dall’uso della sigaretta elettronica. Sembra che alcuni pazienti abbiano usato per “svapare” dei liquidi contenenti Thc (tetraidrocannabinolo) che è uno dei maggiori e più noti principi attivi della cannabis.

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Tumori, la terapia Car-T approvata dall’Agenzia Italiana del Farmaco

mercoledì, Agosto 7th, 2019

L’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha dato il via libera alla rimborsabilità da parte del Servizio sanitario nazionale della prima terapia a base di cellule Car-T (Chimeric Antigen Receptor T-cell) in Italia. «La nuova terapia, denominata Kymriah (tisagenlecleucel) e messa a paunto da Novartis- riferisce l’Aifa in una nota – potrà essere prescritta secondo le indicazioni approvate da Ema (European Medicine Agency) e utilizzata presso i centri specialistici che saranno selezionati dalle Regioni, per pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B (Dlbcl) resistenti alle altre terapie o nei quali la malattia sia ricomparsa dopo una risposta ai trattamenti standard e per pazienti fino a 25 anni di età con leucemia linfoblastica acuta (Lla) a cellule B».

Che cosa sono

Le terapie Car-T – spiega ancora l’Agenzia del Farmaco – rappresentano una strategia immunoterapica di ultimissima generazione nella lotta ai tumori del sangue. Utilizzano i globuli bianchi (linfociti T) prelevati dal paziente e appositamente ingegnerizzati per attivare il sistema immunitario; una volta reinfusi nel paziente, entrano nel circolo sanguigno e sono in grado di riconoscere le cellule tumorali e di eliminarle. Con l’approvazione da parte del Consiglio di amministrazione di Aifa, si è concluso l’iter procedurale per garantire l’accesso a queste nuove terapie salvavita. «Le caratteristiche tecniche e operative di questo tipo di terapia, e soprattutto la gestione delicata dei possibili effetti collaterali ha reso necessario rispetto al passato un lavoro diverso di pianificazione – ha dichiarato il direttore generale di Aifa Luca Li Bassi – che ha coinvolto, in ruoli parimenti fondamentali, tutti gli attori del Sistema Sanitario Nazionale. Un lavoro di squadra puntuale e attento ha fatto in modo di aprire un percorso che garantirà a breve un accesso presso centri specialistici distribuiti nelle diverse aree geografiche del territorio nazionale». L’approvazione prevede un nuovo modello di rimborso, il pagamento al risultato (payment at results), utilizzato da Aifa per la prima volta.

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Ristoranti etnici, la metà è irregolare: i Nas sequestrano 128 tonnellate di cibo

venerdì, Giugno 14th, 2019

Cibi scaduti, scongelati e ricongelati, mancato rispetto delle norme igieniche, etichette incomprensibili, importazioni vietate. Questo lo scenario che emerge dai controlli dei Nas dei Carabinieri in tutta Italia su ristoranti etnici e depositi di alimenti provenienti dall’estero.

Le autorità hanno accertato irregolarità in 242 strutture, quasi la metà dei locali ispezionati. L’incidenza è maggiore nel settore della ristorazione, specie negli “all you can eat”: nel 48% dei locali sono state trovate irregolarità. In totale sono 22 le attività chiuse o sospese mentre in 477 casi sono state riscontrate violazioni di legge e sequestrate 128 tonnellate di cibo.

Malori dopo la cena al ristorante: quattro all’ospedale per sospetta intossicazione alimentare

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