Archive for the ‘Salute’ Category

Virus misterioso, arrivato a Roma il volo da Wuhan: passati allo scanner i 202 passeggeri

giovedì, Gennaio 23rd, 2020

Sono passati in un “canale sanitario” dedicato, lontano dalle aree di transito, i 202 viaggiatori provenienti dalla città cinese di Wuhan, epicentro del coronavirus. A loro sono state applicate per la prima volta le procedure disposte dalle autorità dopo la diffusione del contagio. Appositi scanner hanno controllato la temperatura corporea dei passeggeri del volo della China Southern Airlines Cz 645, atterrato alle 4:50 a Fiumicino.

Il Ministero della Salute ha deciso l’innalzamento delle misure di controllo e della rete di sorveglianza per prevenire e fronteggiare I rischi legati al nuovo coronavirus, simile alla Sars, il cui focolaio si è diffuso proprio a partire da Wuhan. Oltre allo screening, per i passeggeri del volo (alcuni sono solo transitati nello scalo di Wuhan ed arrivano da altre località) è prevista anche la compilazione di una scheda che indichi destinazione e percorso una volta sbarcati, in caso la malattia si sviluppasse successivamente, dopo la fase di incubazione.

I viaggiatori, molti dei quali con indosso le mascherine, per la maggior parte di nazionalità cinese, pochi italiani, una coppia di australiani, sono stati fatti transitare, dopo lo sbarco, in una sala appositamente attrezzata per effettuare i controlli, lontana dal transito di passeggeri di altri voli in arrivo. Fiumicino dispone infatti di una struttura decentrata rispetto ai Terminal realizzata da ADR su indicazione del Ministero della Sanità per gestire questo tipo di casi essendo l’aeroporto deputato a gestire anche voli in emergenza sanitaria. La struttura dispone dei più avanzati sistemi di isolamento, in grado di contenere eventuali infezioni.

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Corte d’Appello di Torino: “L’uso del cellulare può causare tumori alla testa”

martedì, Gennaio 14th, 2020

L’uso prolungato del telefono cellulare può causare tumori alla testa. Lo sostiene la Corte d’Appello di Torino che ha confermato la sentenza di primo grado emessa nel 2017, sul caso sollevato da un dipendente Telecom Italia colpito da neurinoma del nervo acustico. Invece in estate un rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità, Arpa Piemonte, Enea e Cnr-Irea non aveva dato conferme all’aumento di neoplasie legato all’uso del cellulare.

L’Inail pagherà una rendita vitalizia La sentenza della Corte d’Appello di Torino condanna l’Inail a corrispondere una rendita vitalizia da malattia professionale al lavoratore Roberto Romeo. Per i giudici c’e’ un nesso con l’utilizzo frequente del telefono da parte del lavoratore, anche quattro o cinque ore al giorno.

Una sentenza storica, come lo era stata quella di Ivrea, la prima al mondo a confermare il nesso causa-effetto tra il tumore e l’uso del cellulare”, spiegano gli avvocati Stefano Bertone e Renato Ambrosio. “La nostra è una battaglia di sensibilizzazione. Manca informazione, eppure è una questione che interessa la salute dei cittadini.  Basta usare il cellulare 30 minuti al giorno per otto anni per essere a rischio”.

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Meningite, altro caso sul lago d’Iseo: in ospedale il marito di Marzia Colosio, la donna morta a inizio mese

martedì, Gennaio 14th, 2020

Mentre dall’Istituto superiore della sanità arriva la conferma sui primi quattro casi di sepsi da meningococco C, tutti scatenati dallo stesso batterio, sul lago d’Iseo c’è un quinto malato. È il marito di Marzia Colosio, la mamma di 48 anni, di Predore, morta il 3 gennaio, a un mese esatto dalla prima vittima. Veronica Cadei di Villongo aveva solo 19 anni. L’uomo, 54 anni, è ricoverato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e non risulta in pericolo di vita.

«In queste ore l’Istituto superiore di sanità ha confermato che i primi quattro casi di sepsi da meningococco C registrate nelle scorse settimane nel Basso Sebino presentano lo stesso genotipo del batterio — spiega l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera —. Questo elemento conferma la scelta di procedere all’offerta vaccinale estesa alla popolazione della zona. Un’offerta che prosegue anche nei prossimi giorni negli ambulatori straordinari, nelle scuole superiori, nelle aziende e attraverso i medici di base del territorio». L’assessore esprime inoltre rammarico per alcune scelte «eccessivamente emotive e non giustificabili» adottate nei giorni scorsi nell’ambito del settore sportivo.

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Meningite, riprese vaccinazioni in una zona più ampia della Bergamasca

mercoledì, Gennaio 8th, 2020

Continua la massiccia campagna di vaccinazioni contro la meningite nel Basso Sebino: l’area degli ambulatori straordinari è stata estesa alla provincia di Brescia e alla Valle Calepio, nella Bergamasca. Già somministrati 7mila vaccini, dalla vigilia di Natale, e altri 20mila sono pronti nei 10 ambulatori di Villongo (2 sedi), Predore, Credaro (2 sedi), Gandosso, Sarnico, Castelli Calepio (2 sedi) e Grumello del Monte, a Paratico, Iseo e Capriolo.

“C’è un focolaio di meningite nel territorio al confine fra Bergamo e la provincia di Brescia, ma con numeri limitati (parliamo di poche unità) e un’attenzione molto seria che sia la Regione Lombardia che l’Istituto Superiore di Sanità che tutte le altre istituzioni a partire dai comuni stanno mettendo in campo. C’è un lavoro serio, che in
queste ore sta limitando la portata”. Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza.

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Aids, l’allarme dell’Oms: diagnosi tardiva per una donna europea su due

domenica, Dicembre 1st, 2019

IRMA D’ARIA

LA DIAGNOSI DI AIDS arriva in ritardo per una donna europea su due. A dirlo sono i dati diffusi dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) e dall’Ufficio regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per l’Europa. Secondo i dati del 2018, rappresentano circa un terzo delle 141.000 nuove diagnosi registrate in quest’area del mondo. Ad alimentare l’Hiv in Europa è un problema persistente di diagnosi tardiva che caratterizza il 54% dei casi noti tra le donne. Dati in linea con quelli dell’ultimo Rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità: anche se per la prima volta si registra una diminuzione di circa il 20% delle nuove diagnosi, lo scorso anno il 57% delle persone ha scoperto di essere sieropositiva molti anni dopo essersi infettata e si stima che circa 15mila persone abbiano contratto il virus dell’Hiv senza saperlo. Questo perchè oggi l’Aids non fa più paura visto che i giovani la ritengono una malattia curabile. A fotografare il livello di conoscenza dei Millennials è una ricerca svolta su 5534 ragazzi – tra gli 11 e 25 anni – da Skuola.net col supporto non condizionato di Msd Italia, in occasione della Giornata mondiale dell’Aids.

Ancora disinformazione e pregiudizi tra i giovani

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Vaccini salvavita per gli over 65, medici e pazienti poco informati

mercoledì, Novembre 27th, 2019

Nonostante i vaccini siano dei veri salvavita per alcune categorie di persone, sia i pazienti che gli stessi medici sono poco informati. Poco più di un anziano su due si vaccina per l’influenza, e solo in poche regioni si arriva al 50% di copertura contro lo pneumococco, che protegge da polmoniti talvolta letali per gli over 65. Lo rivela un’indagine italiana presentata al Congresso nazionale della Società italiana di Gerontologia e Geriatria.

Dalla ricerca emerge che anche i medici, che per portare gli anziani a una copertura vaccinale adeguata dovrebbero proporre attivamente i vaccini, hanno in realtà una carenza di formazione: solo uno su due propone il vaccino contro lo pneumococco, appena uno su quattro il nuovo vaccino per l’Herpes Zoster. L’indagine Sigg è stata condotta su 500 medici, principalmente giovani specialisti in geriatria o specializzandi, per indagare la conoscenza dei vaccini per gli over 65. I dati mostrano innanzitutto che pochi anziani chiedono informazioni sulle vaccinazioni: appena un anziano o un caregiver su tre lo fa, in due casi su tre per timore degli effetti collaterali e in un caso su cinque per scetticismo nei confronti dei vaccini “Questi risultati indicano che sarebbe indispensabile un’offerta proattiva delle vaccinazioni da parte dei medici.

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Alzheimer, scoperta la molecola che blocca la malattia

martedì, Novembre 26th, 2019

Un gruppo di ricercatori della Fondazione Ebri “Rita Levi-Montalcini” ha scoperto una molecola che “ringiovanisce” il cervello bloccando l’Alzheimer nella prima fase. Si tratta dell’anticorpo A13, che favorisce la nascita di nuovi neuroni contrastando così i difetti che accompagnano le fasi precoci della malattia. Una strategia, secondo gli scienziati, che apre nuove possibilità di diagnosi e cura.

Lo studio, interamente italiano, è stato effettuato su topi che, trattati con la molecola, hanno ripreso a produrre cellule neuronali a un livello quasi normale.

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È allarme per il batterio killer: primi due malati in Lombardia

giovedì, Novembre 14th, 2019

Marta Bravi

Milano – Sono stati curati e guariti i pazienti colpiti da infezione da Klebsiella pneumoniae NDM a Milano. Ricoverati all’IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano tra settembre e ottobre due pazienti avevano contratto l’infezione in Lombardia, altri due arrivavano da fuori regione.

Ma tant’è, dopo la trentina di decessi in Toscana per il batterio multiresistente, c’è allarme anche in Lombardia. La Klebsilla pneumoniae, infatti, viene definito anche «batterio killer», dal momento che è causa dei decessi nel 50 per cento dei casi. Si trova naturalmente nella mucosa intestinale, può provocare infezioni alle vie urinarie o polmoniti.

La sua arma? Grazie alla produzione dell’enzima carbapenemasi è resistente agli antibiotici, anche i cosiddetti «salvavita» (i carbapenemi) ad ampio spettro e molto potenti. «Il rischio per il futuro – spiega Andrea Gori, direttore dell’unità complessa di Infettivologia del Policlinico di Milano – sarà quello di compromettere interventi medici prioritari per la salute come i trapianti di organo, gli interventi chirurgici e l’assistenza ai pazienti critici in ambito intensivistico».

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Celiachia, una nanoparticella con glutine per fermare la malattia

venerdì, Ottobre 25th, 2019

LO STOP alla celiachia arriva proprio dal glutine. Lo hanno scoperto i ricercatori della Northwestern Medicine iniettando una nanoparticella nei pazienti affetti dalla malattia. I risultati della sperimentazione clinica di fase saranno resi noti alla conferenza “European Gastroenterology Week” di Barcellona e svelano il meccanismo che può bloccare la malattia autoimmune che, innescata proprio dal glutine, danneggia le pareti intestinali.

ALIMENTAZIONEScrivi all’esperto

Il ‘nanodispositivo’ biodegradabile è il cavallo di Troia che permette al paziente di imparare a riconoscere il glutine, la principale componente proteica del grano, come una sostanza innocua evitando reazioni autoimmuni. Durante la sperimentazione i pazienti celiaci hanno potuto così mangiare glutine per due settimane senza risentirne. La nanoparticella contenente glutine iniettata nel sangue viene subito captata da cellule immunitarie (i macrofagi) che letteralmente ingoiano il suo ‘cargo’ e avvertono altre cellule immunitarie della sua innocuità, cosicché si prevengono reazioni avverse al glutine.

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C’è un legame tra batteri e Alzheimer, via a studio clinico in Usa ed Europa

domenica, Ottobre 20th, 2019

WASHINGTON  – Piano piano, senza troppo clamore, i test salgono di livello. E’ iniziato anche in Europa l’arruolamento dei pazienti di Alzheimer per uno studio clinico americano che potrebbe aprire nuove prospettive di cura per una patologia che colpisce circa 40 milioni di persone nel mondo, di cui un milione solo in Italia. I risultati sono attesi nel 2021. Il ‘trial’ clinico, che mira a coinvolgere 570 pazienti tra Usa e vecchio continente, segue la messa a punto di un farmaco sperimentato finora solo sui topi, dopo la scoperta di un legame tra l’Alzheimer e il batterio ‘Porphyromonas gingivalis’, una delle cause principali della parodontite o piorrea, una grave forma di gengivite, altamente resistente agli antibiotici.

“C’è l’evidenza che il Porphyromonas gingivalis e i suoi enzimi, chiamati gingipains, in grado di degradare le proteine nel cervello, possono giocare un ruolo centrale nella patogenesi dell’Alzheimer, fornendo un nuovo quadro concettuale per il trattamento della malattia”, si legge nello studio, pubblicato nei mesi scorsi sulla rivista americana online Science Advances. A condurlo e finanziarlo è stata la Cortexyme, compagnia biotech della California, in collaborazione con Jagiellonian University in Polonia, University of California, University of Louisville School of Dentistry e Harvard University School of Dental Medicine in Usa, University of Melbourne in Australia e University of Auckland in Nuova Zelanda.

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