Archive for the ‘Cronaca’ Category

Anziani non autosufficienti e la battaglia per l’assistenza: un dramma per 500 mila famiglie

sabato, giugno 24th, 2017
lidia catalano
 

«Era diventata aggressiva, rifiutava di lavarsi e vestirsi. L’Alzheimer si era divorato mia madre, la persona che conoscevo all’improvviso non esisteva più». Lucia Bertini riavvolge il nastro dei ricordi. «Era il 2004, io e mio fratello vivevamo lontani e mio padre non era in grado di gestire la situazione». La signora Annita non riconosceva più i familiari e usciva di casa sola la notte. «Una mattina l’hanno trovata in un parco in pieno inverno: addosso aveva soltanto una canottiera». Intervengono i servizi sociali e la donna, 71 anni, viene ricoverata in una Residenza sanitaria assistenziale (Rsa). «Non avevamo alternative – racconta Lucia Bertini – c’era bisogno di una struttura che vigilasse su di lei 24 ore al giorno. Ma quando ci hanno comunicato il costo del ricovero siamo quasi svenuti». Tremila euro al mese. «L’Asl ne copriva metà. La parte restante, la cosiddetta quota sociale, era a carico di mia madre, un’anziana con una pensione da 450 euro. Nessuna rendita, nessuna casa di proprietà».

 

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LE MINACCE E LA BATTAGLIA LEGALE

I conti, è evidente, non tornano. E per farli quadrare l’Rsa di Fucecchio, il Comune a una manciata di chilometri da Firenze dove risiedeva la signora Annita, impone alla figlia di firmare una fideiussione con la quale si impegna al pagamento della retta. «Ho stretto i denti e ho accettato. Che alternative avevo? Per qualche anno, anche grazie all’aiuto di mio fratello e alla pensione minima di mio padre, siamo riusciti a coprire la quota». La situazione precipita quando si ammala anche l’altro genitore. (altro…)

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Blitz antimafia in 4 regioni: 23 arresti, a Roma sequestrati beni per 280 milioni

venerdì, giugno 23rd, 2017

Operazione antimafia con arresti in quattro regioni e sequestro record di beni e aziende per 280 milioni di euro nella capitale. Nelle province di Roma, Napoli, Milano e Pescara, i carabinieri del comando provinciale di Roma, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip presso il Tribunale di Roma su richiesta della locale Dda, nei confronti di 23 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di appartenere a due distinte associazioni per delinquere finalizzate all’estorsione, l’usura, il riciclaggio, l’impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, e il fraudolento trasferimento di beni o valori. All’operazione hanno partecipato anche i finanzieri del Nucleo polizia tributaria di Roma. (altro…)

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Vaccini, morto a Monza il bimbo leucemico colpito da morbillo «Contagiato da fratelli non vaccinati»

venerdì, giugno 23rd, 2017

Una battaglia, difficile fin da subito, durata tre mesi. Una storia già tragica nella sua «evoluzione» che aveva commosso tanti, a cominciare dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Un’agonia che si è conclusa ieri: si è spento il bambino di sette anni, colpito dalla leucemia e poi ammalatosi anche di morbillo, preso da altri bimbi che non erano stati vaccinati. Forse sono stati i suoi stessi fratelli, una femmina e un maschio poco più grandi d’età. Il piccolo era ricoverato all’ospedale San Gerardo di Monza. C’è, in questa tragedia famigliare, un’eco pubblica. Giulio Gallera è l’assessore lombardo al Welfare. Dice: «Il bambino è deceduto per complicanze polmonari e cerebrali da morbillo. Questa morte è l’esempio di come la cosiddetta “immunità di gregge” (cos’è: l’articolo) sia fondamentale per la protezione di tutti quei bambini che, per la loro malattia oppure per lo stato di trattamento nel quale si trovano, non sono protetti, anche quando fossero stati vaccinati in precedenza». È ancor più drammatico, nel registrare la scomparsa del piccolo, il ricorso alle percentuali. Più drammatico ma al contempo obbligatorio. Prosegue Gallera: «Il piccolo era affetto da leucemia linfoblastica acuta, una malattia che oggi ha una probabilità di guarigione in oltre l’85% dei casi con forme simili». Quell’«immunità di gregge», ovvero la vaccinazione di oltre il 95% dei bambini della quale parla l’assessore della Regione, «è l’unica strada per tutelare soggetti immunodepressi che hanno contratto malattie come il bimbo del San Gerardo».

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Eluana Englaro, il consiglio di Stato dà ragione al padre: “La Lombardia lo risarcisca”

giovedì, giugno 22nd, 2017

di PIERO COLAPRICO

L’idea di Beppino Englaro, di rivolgersi ai giudici e “fare tutto alla luce del sole”, perché “solo nella legalità esiste la libertà” ha dato ancora una volta ragione al papà di Eluana: il Consiglio di Stato, respingendo il ricorso della Regione Lombardia, ha confermato, come aveva già fatto il Tar, il diritto al risarcimento e l’ha fissato in 133mila euro.

Bisogna ricordare che, dopo la sentenza della Cassazione, che consentiva la fine della nutrizione forzata della paziente, ammettendo che potesse essere lasciata andare dopo diciassette anni di stato vegetativo, l’allora presidente Roberto Formigoni non ottemperò alla decisione dei giudici. Impedì che Eluana Englaro venisse ricoverata in un hospice, dichiarò che non sarebbe morta in alcuna struttura sanitaria lombarda, come se la Lombardia non facesse parte dello Stato Italiano.

ARCHIVIO – L’intevista a Englaro: “Così nessuno soffrirà più come noi” (altro…)

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Dottoressa uccisa nel Teramano: accoltellata davanti all’ospedale. Caccia allo stalker

giovedì, giugno 22nd, 2017

SANT’OMERO (TERAMO) – Una dottoressa è stata accoltellata a morte davanti all’ospedale Val Vibrata di Sant’Omero. Aveva finito il suo turno e stava andando a prendere la sua auto quando, verso le 16, un uomo che l’aspettava nel parcheggio l’ha colpita alla gola ed al petto con un coltello. Testimoni affermano di averla sentita urlare aiuto. L’uomo è fuggito.

La vittima si chiama Ester Pasqualoni, 53 anni, responsabile del reparto di day hospital di Oncologia, e lascia due figli di 15 e 17 anni. A trovare il suo corpo, disteso a terra tra due macchine, è stato un medico del pronto soccorso che però non ha potuto far niente: “È morta tra le mie braccia. Una cosa assurda pensare che era Ester”, dice Piergiorgio Casaccia, che lì, in tutto quel sangue sangue non l’aveva riconosciuta. “Intorno c’erano evidenti segni di colluttazione, c’erano due borse in terra, il cellulare. Una cosa assurda. Poi c’è stata solo disperazione e pianto. Perché, chi, chi può volere del male a Ester?. Una persona che ha aiutato tutti i pazienti, anche di notte. Tra le mie mani ha fatto gli ultimi respiri. Assurdo pensare che era Ester”. (altro…)

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Perché il futuro continui a essere quotidiano

mercoledì, giugno 21st, 2017
beniamino pagliaro
TORINO

«Il futuro è quotidiano» sono le parole che abbiamo scelto per festeggiare i 150 anni della Stampa, e la ricerca di un futuro sostenibile ed equilibrato dell’industria editoriale è al cuore della conferenza che oggi a Torino chiude questi mesi. L’editore della Stampa, John Elkann, ha scelto il centro stampa del giornale quale luogo simbolo in cui ospitare molte delle personalità più rilevanti dell’industria editoriale globale e studiare il futuro del settore. Le testate più prestigiose del mondo si riuniranno tra le nostre rotative, introdotte dal direttore Maurizio Molinari. Prima un dialogo tra il numero uno del Financial Times, Lionel Barber, quello dell’Hindustan Times, Bobby Gosh, Lydia Polgreen dell’Huffington Post e Ascânio Seleme di O Globo, moderati dal direttore di Bloomberg News John Micklethwait. Il confronto tra gli amministratori delegati, moderato dal direttore dell’Economist (di cui Exor è dal 2015 il maggiore azionista), Zanny Minton Beddoes, avrà come protagonisti il Ceo di Politico, Robert Allbritton, quello di Le Monde, Louis Dreyfus, quello del South China Morning Post Gary Liu e quello del New York Times Mark Thompson.

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Scontri in piazza Santa Giulia, arriva anche l’anti-sommossa

mercoledì, giugno 21st, 2017
lodovico poletto
torino

Scena numero uno: la polizia presidia l’accesso a via Giulia di Barolo, per marcare il territorio. Il messaggio è chiaro: mai più aggressioni alle forze dell’ordine, come quella di dieci giorni fa proprio in questa zona. Scena numero due: alle 22, dopo due ore di presidio, accompagnato da qualche coro, e piccole provocazioni che cadono nel vuoto, gli agenti anti sommossa lasciano Vanchiglia, e le sue strade della movida. Restano un funzionario donna e tre o quattro poliziotti in borghese.

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Terremoto, la ricostruzione nel caos: in strada il 92 per cento delle macerie

martedì, giugno 20th, 2017

dai nostri inviati GIULIANO FOSCHINI e FABIO TONACCI

VISSO – A Sasha avevano detto che entro sette mesi avrebbe avuto una casetta di legno. Proprio lì a Visso, il suo paese distrutto. Era novembre. Sasha, oggi, vive ancora in una roulotte. A Marco, 11 anni, avevano detto che la sua classe sarebbe rimasta unita, che non avrebbe perso i compagni di scuola: a settembre, per il secondo anno di fila, ne conoscerà di nuovi sulla costa adriatica. A Enzo, allevatore di Castelsantangelo sul Nera, avevano detto che gli avrebbero portato una nuova stalla. Sta per iniziare la prima estate del dopo terremoto, e le sue bestie dormono in quel che rimane della vecchia.

Avevano promesso. Le istituzioni avevano promesso. Il governo Renzi prima, il governo Gentiloni poi, i governatori regionali. Tutti. Hanno fatto credere agli abitanti del cratere più vasto della storia del nostro Paese – 131 comuni in quattro Regioni – che “presto” sarebbero tornati a una vita, tutto sommato, accettabile. Che “presto” sarebbe finita. Dieci mesi dopo, invece, non è nemmeno cominciata: le macerie sono a terra, di casette ne sono arrivate pochissime, la ricostruzione è un miraggio.

Una volta c’era “il modello Bertolaso” che, in nome della rapidità, calpestava regole e aggirava i controlli: la somma urgenza invocata per qualsiasi cosa, i Grandi Eventi, le deroghe, le ordinanze di Protezione civile firmate direttamente dal Presidente del consiglio. E abbiamo visto con quale facilità si sono inseriti speculatori e corruttori all’Aquila, al G8 della Maddalena, ai mondiali di nuoto del 2009. Ora, in una sorta di contrappasso, siamo precipitati nel “modello Burocrazia”: il cavillo, la carta bollata, l’indecisione spaventata di chi negli enti pubblici pretende dieci autorizzazioni anche solo per puntellare un muro. “Non si può fare più in fretta”, vanno dicendo a Roma i tecnici della Struttura di Missione della Presidenza del consiglio. “Le normative sono quello che sono e il cratere è troppo grande”. Sventolano mappe, leggi, ordinanze. Fanno confronti. “Ci sono 208.000 abitazioni da verificare e non abbiamo ancora finito: dopo il terremoto dell’Aquila ne avevamo 75.000, in Emilia 42.000. Vi rendete conto?”. (altro…)

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Consip, la deposizione boomerang che inguaia Arma e politici

martedì, giugno 20th, 2017

di CARLO BONINI

ROMA – Se su Consip era stata consigliata o commissionata in extremis un’operazione di salvataggio giudiziario che in qualche modo provasse a ridurne il danno politico, l’esito è una catastrofe. L’iscrizione al registro degli indagati di Luigi Ferrara, presidente di Consip, con l’accusa di aver mentito nella deposizione di venerdì scorso al procuratore aggiunto Paolo Ielo e al sostituto Mario Palazzi, trascina infatti nell’abisso di un’inchiesta che promette di non lasciare nessuno con le ossa intere proprio chi in quella testimonianza doveva trovare una via di uscita. Il comandante generale dell’Arma dei carabinieri Tullio Del Sette. Non solo. A catena, finisce con l’irrobustire la complessiva ipotesi di accusa formulata dalla Procura di Roma secondo cui, tra l’estate e l’autunno del 2016, intorno all’inchiesta principale sugli appalti Consip allora condotta dalla Procura di Napoli, ufficiali di vertice dell’Arma (Del Sette, appunto, e il comandante dei carabinieri in Toscana Emanuele Saltalamacchia), nonché l’allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e oggi ministro dello Sport Luca Lotti, si resero responsabili di una insistita fuga di notizie che, per mettere politicamente al riparo il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, avrebbe dovuto sterilizzare l’invasività dell’indagine allora condotta dal Noe dei carabinieri con uso sistematico di intercettazioni telefoniche e ambientali. (altro…)

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Morta la stilista Carla Fendi, un pezzo di storia della moda italiana

martedì, giugno 20th, 2017
maria corbi
roma

Carla e Candido forever, diceva la scritta che sventolava dall’aereo sopra la festa per le loro nozze d’oro, nel 2010. E ieri Carla Fendi ha raggiunto suo marito in quel posto dove <forever> significa veramente per sempre. Nel 2013 aveva perso la sua metà e non era stata più la stessa. La malattia ha fatto il resto. Anche se questa donna, classe 1937, era una combattente, educata alla rigida disciplina aziendale dalla madre, la fondatrice dell’impero Fendi. E fino alla fine ha continuato a lavorare e a impegnarsi nella Fondazione che porta il suo nome. E a presenziare alle occasioni importanti della maison Fendi di cui è rimasta fino alla fine presidente onorario.

 La storia di Carla e delle sue sorelle, le mitiche quattro <F> della moda, racconta l’estro, l’impegno, il duro lavoro e il successo di chi ha fatto grande il made in Italy nel mondo. «Mia madre, raccontava Carla, era orfana di padre: Quando andò a Firenze da sua zia, ma chiese di poter lavorare, anche se all’epoca poche donne lo facevano. Non voleva essere mantenuta dai parenti. Avevano una pelletteria. È cominciato tutto così. Poi mamma si fidanzò con mio padre e tornò a Roma, dove aprirono la loro pelletteria».

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