Archive for the ‘Cronaca’ Category

Il mistero dei 30mila morti in più, in Italia, che non sono attribuiti al Covid

mercoledì, Gennaio 20th, 2021

di Federico Fubini

Il mistero dei 30mila morti in più, in Italia, che non sono attribuiti al Covid

(Ansa)

L’Italia deve ancora spiegare a se stessa quei trentamila e quarantotto in più. Questa cifra – 30.048 – rappresenta il numero dei decessi in più del 2020 che non sono stati attribuiti a Covid-19. Perché? E cosa è successo esattamente? Negli ultimi giorni del 2020 Istat, l’istituto statistico, ha diffuso i dati di una tristissima contabilità: il numero di morti in Italia fra marzo e novembre, in confronto alle medie dei 5 anni precedenti. In questi 9 mesi decisivi della pandemia risulta un eccesso di 85.624 decessi sugli andamenti fra il 2015 e il 2019. Tuttavia, solo i due terzi di questi si spiegano ufficialmente con Covid-19. In base al dashboard del ministero della Sanità, si contavano fino alla fine di novembre scorso 55.576 morti sui quali era stato trovato il coronavirus. Dunque durante il drammatico 2020 ci sono stati almeno trentamila decessi in più rispetto alla normalità del passato.

Nel 2020 mortalità aumentata del 19%

Sono anche queste vittime Covid, che però non hanno avuto una diagnosi? O i sistemi sanitari, travolti dalla pandemia, hanno smesso di curare tumori o patologie cardiache con l’attenzione di prima? I numeri, da soli, sono muti. Non permettono di rispondere a queste domande essenziali su ciò che è successo realmente l’anno scorso. Non restituiscono la verità su quei trentamila. È possibile però scomporli su base territoriale, per farsi un’idea. La prima risposta è che l’anno scorso la mortalità nel Paese è aumentata del 19% — un po’ sopra il mezzo milione di persone in tutto — ma dietro questa media si nascondono enormi differenze territoriali. Ci sono province in cui i decessi non sono mai aumentati (Cagliari, Caltanissetta, Rieti) o lo hanno fatto pochissimo (Agrigento, Messina, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Matera, Chieti, Salerno, Benevento, Viterbo, Siena). Ce ne sono altre invece dove il numero dei decessi è quasi raddoppiato o comunque è esploso: più 86% a Bergamo, più 76% a Cremona, più 62% a Lodi, più 57% a Brescia, più 41% a Milano. Solo nella provincia più importante della Lombardia c’è un eccesso di quasi diecimila morti rispetto alla normalità degli anni recenti. Anche Pavia, Lecco, Parma e Piacenza sono colpite duramente.

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Napoli, crolla facciata della chiesadel Rosario a piazza Cavour: traffico paralizzato, gente in strada

mercoledì, Gennaio 20th, 2021

Una parte della facciata della Chiesa di Santa Maria del Rosario alle Pigne (conosciuta come del ‘Rosariellò) è crollata per cause in corso di accertamento stamane in Piazza Cavour nel centro di Napoli. Crollato anche un solaio con parte dell’edificio adiacente alla chiesa. Secondo quanto si apprende dalla Polizia Municipale,che con i vigii del fuoco sta facendo accertamenti, non vi sarebbero feriti. Il crollo è avvenuto intorno alle 8. La zona è molto frequentata: accanto alla chiesa vi è la Salita Stella utilizzata da automobilisti e pedoni così come l’area di Piazza Cavour.  

I padri che celebrano le funzioni nella Chiesa del Rosariello a Napoli sono entrati, insieme con i Vigili del Fuoco, nella struttura per una verifica all’interno di eventuali danni. Contrariamente a quanto appreso in precedenza, la Chiesa era regolarmente aperta al culto. «È un vero miracolo che non sia rimasto coinvolto nessuno – dice un residente – dal momento che alle spalle vi è un istituto scolastico anche per le elementari e la zona è molto frequentata». Sul posto, oltre ai Vigili del Fuoco e la Polizia Municipale c’è anche la Polizia di Stato oltre a unità della Protezione Civile. 

IL MESSAGGERO

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Lombardia in guerra contro la zona rossa. Il lockdown costa miliardi all’economia

lunedì, Gennaio 18th, 2021

di MASSIMILIANO MINGOIA

Milano, 18 gennaio 2021 – Il ricorso al Tar della Lombardia è pronto, sarà depositato questa mattina. La Regione non cede di un millimetro e procederà per vie legali contro la decisione del governo di far scattare la zona rossa, da ieri, nella regione guidata dal leghista Attilio Fontana. Dei quasi 15 milioni di italiani sotto lockdown, oltre 10 milioni sono lombardi, un sesto degli abitanti dell’intera penisola. Nell’area che da sola produce il 22 per cento del Pil, per 368 miliardi di euro di valore, ci sono oltre 51mila fra bar e ristoranti, un quinto dei 256mila che la Coldiretti – stime di ieri – ritiene a rischio chiusura, con un fatturato dimezzato (-48%) e quasi 41 miliardi di euro in fumo. Così, il governatore, indica su Facebook l’obiettivo della dura presa di posizione della Lombardia: “Ora facciamo ricorso. Puntiamo a sederci al tavolo tecnico della modifica dei parametri, che il governo ha più volte promesso, ma mai aperto, anzi, ha stretto le soglie sugli stessi parametri e portato la Lombardia in zona rossa”.

Il presidente si riferisce all’indice Rt, che calcola la trasmissibilità del virus nel tempo in base alla curva dei casi giornalieri. Su questo fronte, nel tardo pomeriggio, scende in campo anche la vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti, che sollecita al ministro della Salute Roberto Speranza una sospensione per 48 ore, in via cautelare, dell’ordinanza sulla zona rossa.

Una sospensione in attesa dell’aggiornamento degli indici Rt basati su dati che configurerebbero per la Lombardia un livello di rischio attuale più mite. “La revisione sollecitata per martedì sulla base di questi dati – sottolinea la Moratti – potrà essere molto più puntuale e oggettiva e dimostrare il minor grado di rischio di Regione Lombardia. Si tratta di una sospensiva di 48 ore che sono certa troverà poi una conferma definitiva per l’intera Regione a seguito del ricalcolo degli indici che alla data del 16 gennaio a Regione Lombardia risulterebbe di 1,01 in decremento dall’1,17 di domenica 10 gennaio”. La nota dell’assessore è corredata da una serie di tabelle, che indicano, riferite a ieri, 15,9 nuovi positivi ogni 100 mila abitanti, 6,40 nuovi positivi per 100 tamponi e 4,51 ricoverati in terapia intensiva ogni 100 mila abitanti. Non solo. C’è anche una tabella che mostra la Lombardia al primo posto tra le Regioni per vaccini anti-Covid somministrati: 177.282.

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Zona arancione nel Lazio, cosa cambia: bar e ristoranti chiusi, no asporto dopo le 18

giovedì, Gennaio 14th, 2021

di Mauro Evangelisti

Classificazione complessiva del rischio alta, percentuale di saturazione dei posti letto Covid di terapia intensiva al 34 per cento e in area medica al 44. L’Rt, l’indice di trasmissione, ormai ha toccato 1,1. Tutti questi elementi messi in fila confermano che il Lazio si avvia al salto dalla fascia gialla (quella con meno limitazioni occupata da quando è iniziato il sistema dei colori) all‘arancione. Secondo il Ministero della Salute le nuove classificazioni saranno ufficializzate dalle valutazioni della cabina di regia di domani e diventeranno operative da domenica. In sintesi: sabato dovrebbe essere l’ultimo giorno in fascia gialla, anche se ad oggi c’è ancora qualche punto interrogativo. E in arancione finiranno, secondo le previsioni, altre regioni: Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Puglia, Umbria, Marche, Piemonte, Trentino Alto Adige. Già sono in questa fascia di rischio Calabria, Veneto, Lombardia, Sicilia ed Emilia-Romagna, ma per alcune c’è la possibilità di diventare rosse. E cosa cambierà per Roma, per le altre quattro province laziali e per tutte le aree che passeranno da gialle ad arancione?

Zona arancione per 9 regioni, rossa per 3 (c’è la Lombardia): i nuovi limiti agli spostamenti

BAR E RISTORANTI
Rispetto alla fascia gialla, questo è il cambiamento più pesante. I bar e i ristoranti dovranno restare chiusi sempre, non a partire dalle 18. Potranno comunque consegnare pasti e bevande a casa dei clienti. Per l’asporto si va verso la limitazione alle 18 riservata ai bar: l’obiettivo è evitare che si creino assembramenti davanti ai locali, una sorta di simulazione di vita notturna non autorizzata che diventerebbe rischiosa in questa delicatissima fase dell’epidemia. Ricapitolando: con il giallo a Roma era possibile andare al bar e al ristorante fino alle 18, in arancione è sempre vietato, si può ricorrere alla consegna a casa o in ufficio.


LO STOP AGLI SPOSTAMENTI
Oggi, in fascia gialla, i cittadini del Lazio si possono spostare tranquillamente da una provincia all’altra, a condizione che non superino i confini regionali. Con la classificazione in arancione questa libertà finisce: sono vietati gli spostamenti fuori dal territorio comunale.

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Roma choc, cassiere ruba i ticket al centro tumori (triplicava lo stipendio): «Ho difficoltà economiche». Condannato

mercoledì, Gennaio 13th, 2021

di Adelaide Pierucci

Triplicava lo stipendio con i soldi dei ticket versati dalle donne malate di tumore alla mammella. In meno di cinque mesi un cassiere dello sportello accettazioni di Palazzo Baleani – un centro per la senologia del Policlinico Umberto I in Corso Vittorio Emanuele – alleggerendo le buste numerate e sigillate con le quali avrebbe dovuto consegnare gli incassi giornalieri, ha rubato 15mila euro. Una media di tremila al mese, il doppio del suo stipendio di base, 1.500 euro. Walter Bianchini, 50 anni, l’impiegato infedele e noncurante della sanità al collasso, ieri, è stato condannato a un anno e 10 mesi di reclusione (con sospensione della pena) per il reato di peculato, anche se ha restituito parte della somma. «Ho difficoltà economiche», ha ammesso alla fine, quando, non quadrando i conti della cassa ticket, i sospetti della direzione amministrativa si sono concentrati su di lui.

Ex dipendente di un ufficio postale sottrae 40 mila euro dal libretto di un’anziana parente: licenziato


La denuncia presentata dai vertici aziendali è finita sul tavolo del pm Giuseppe Deodato, che acquisiti gli accertamenti del nucleo di Polizia Economica Finanziaria delle Fiamme gialle, ha disposto il rinvio a giudizio dell’impiegato infedele. Il periodo sotto esame va da gennaio a maggio 2016. L’impiegato, addetto allo sportello per i ticket per il dipartimento ematologia e oncologia, preferiva i pagamenti in contanti.

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Il 2020? Annus horribilis anche tra le lenzuola

martedì, Gennaio 12th, 2021

di VIVIANA PONCHIA

Un inglese su quattro ammette di non ricordare quando ha avuto l’ultimo rapporto sessuale. Gli altri tre tergiversano. In piena emergenza qualcuno ha avuto il coraggio di sondare la tenuta della libidine fra 10 mila britannici imprigionati nelle maglie sempre più strette delle chiusure anti Covid. Pochissimi ne hanno ancora voglia. E chi ce l’ha se la fa passare. Le risposte incassate dalla società angloamericana MysteryVibe (settore sex toys, perché qualcuno deve pur continuare a crederci) sorprendono solo chi resta convinto che Eros vada sempre a braccetto con Thanatos: nel tempo sospeso della pandemia i due eterni complici prendono le distanze, la morte è talmente vischiosa che il desiderio avvizzisce. Gli italiani non sono messi meglio degli inglesi.

Altro studio sotto le lenzuola, stessi risultati: l’83% degli intervistati confessa un crollo verticale dell’attività. E porta come alibi l’ansia, la paura del contagio, le limitazioni della mobilità, il distanziamento sociale. O la presenza di bambini in casa. E la noia, regina in pantofole dei giorni tutti uguali. Il sesso non vuole pensieri, diceva un vecchio adagio. Ma ha bisogno di tantissime altre cose, anche solo il preambolo di un caffè che porta sviluppi interessanti al cinema che porta al sushi eccetera. È saltata l’aritmetica della seduzione, quel mettere e togliere addendi dentro uno schema conosciuto dove la variabile più fastidiosa poteva essere l’alito pesante. Del percorso a tappe che in tanti abbiamo affrontato sognando magari stimoli meno banali non resta niente (bella lezione per chi non ha apprezzato quando poteva). Via i bar, le sale buie, i ristoranti. Via le palestre, i teatri, le milonghe dove “balla signorina?” apriva un mondo. Via anche gli uffici, che nella letteratura del corteggiamento fanno la loro bella figura. E via le scuole, che tutti ricordiamo innanzitutto come palestre dell’affettività. Cosa resta? Che modello di vita ci viene imposto da quasi un anno? Il 25% degli inglesi sostiene di non avere mai fatto sesso durante tutto il 2020, le donne soprattutto. E d’altra parte, trascurando le paranoie, dove incontrarsi, coltivarsi, lasciarsi?

Qualcuno si sente brutto. Fuori allenamento. Siamo irritabili e irritanti dentro questo eterno mercoledì che nemmeno un crepuscolare come Marino Moretti avrebbe immaginato così pernicioso. Casa, lavoro, spesa, casa. Mascherina sul naso, le nuove nuance del Pantone in tasca per azzeccare il colore giusto, la paura di sbagliare. Sinceramente: fareste sesso con gente così?

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Crepet: “Tra i ragazzi cresce l’esasperazione. Sono rabbiosi perché abbandonati”

lunedì, Gennaio 11th, 2021

ALESSANDRO BELARDETTI

Volti sfregiati per assomigliare a Joker, maxi risse in ogni angolo d’Italia, video choc sui social: la pandemia cosa sta scatenando nei giovani?

“Non esiste un solo motivo per questi deliri – risponde lo psichitara Paolo Crepet, 69 anni –. La pandemia è un catalizzatore della realtà, porta tutto all’estremo. C’è un pandemic mood, ma dietro troviamo un’educazione senza regole da parte delle famiglie. Il Dpcm è il principe delle norme, e di fronte a questo i genitori sono persi. Ora arrivano i veri ’no’ e i figli diventano pazzi. Una parte delle nuove generazioni non ha gli strumenti per affrontare la pandemia: ecco perché girano senza mascherine o fanno mega risse”.

Però: niente scuola, niente sport, niente svago con gli amici. È un vuoto esistenziale.

“Certo, è evidente che se tratti i giovani come l’ultima ruota del carro, il Paese è in ginocchio. Peggio va solo per gli anziani. I vecchi reclusi muoiono, i giovani si arrabbiano. E si danno appuntamento per menarsi. Le autorità recitano interesse verso le scuole, i giovani, il futuro: a loro interessa solo dell’economia. Perché la Toscana apre le scuole? Perché si può”.

Dietro ai giovani che praticano autolesionismo cosa si nasconde?

“L’elogio del rischio c’è sempre stato nei giovani, ma moderato. Chi si sfregia non ha il limite, prevale l’istinto della sperimentazione della più grande emozione possibile che però è vicina a quella fatale, la morte”.

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Milano, ragazza di 14 anni si fa tagliare le labbra per somigliare a Joker: denunciato il fidanzatino: «Era una prova di dolore»

lunedì, Gennaio 11th, 2021

Volevano capire quanto riuscissero a sopportare il dolore. Così si sono tagliati le labbra per riprodurre un ghigno simile a quello di Joker. Ma per le ferite riportate sono finiti in ospedale. La ragazzina di 14 anni è stata sfregiata dal suo fidanzato di 17 anni con dei profondi tagli che dalle labbra si allungano verso il viso, ed è stata ricoverata all’ospedale di Cernusco sul Naviglio, nel Milanese. Anche il ragazzo avrebbe provato ad infliggersi gli stessi tagli senza riuscirci.

«Abbiamo fatto questa prova per verificare la soglia del dolore». È quanto avrebbe detto il
ragazzo di 17 anni. Stando a quanto riferito nelle indagini dei carabinieri di Cassano d’Adda e della Procura per i minorenni, lei poi avrebbe cercato di infliggere gli stessi tagli a lui, ma
per il dolore si sarebbe fatta accompagnare al pronto soccorso. I tagli sono simili al ghigno di Joker, ma si ipotizza allo stato una «prova di dolore», come detto dal ragazzo.

Choc in rete per un tredicenne: «Morire è bello», la chat che porta al suicidio, inchiesta a Roma

All’inizio ai medici i due avrebbero detto di essere stati aggrediti in strada, ma la versione non è parsa credibile e il ragazzo è stato denunciato alla Procura dei minorenni per «deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso», ossia il nuovo reato di sfregio introdotto dalla recente legge sul ‘codice rossò. Inquirenti e investigatori stanno cercando di capire le ragioni di quelle ferite che il ragazzo avrebbe inferto alla ragazza per poi ferirsi a sua volta. E tra le ipotesi, appunto, ci sarebbe quella di un folle gioco per emulare il sorriso di Joker. 

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«Sono alghe?», bagnante avvista pesce pietra perfettamente mimetizzato: il più velenoso al mondo

domenica, Gennaio 10th, 2021
Nelle acque di Bribie Island nel Queensland, in Australia. Una puntura può causare una paralisi muscolare – Ansa /CorriereTv
Una bagnante, Bianca Kristin, ha avvistato e ripreso un pesce pietra perfettamente mimetizzato nelle acque di Bribie Island nel Queensland, in Australia. Secondo il Museum of Tropical Queensland, i pesci pietra sono i più velenosi del mondo.
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Napoli, paura all’Ospedale del Mare, esplosione nella notte: si apre voragine di 50 metri, Covid residence evacuato

venerdì, Gennaio 8th, 2021

Esplosione nella notte nel parcheggio dell’Ospedale del Mare di Ponticelli a Napoli. Il Covid Residence è stato evacuato. A quanto sembrerebbe una enorme voragine si è aperta nel parcheggio interno dell’ospedale. Un buco di 50 metri per 50 e profondo almeno 15 metri, in cui sono finite delle auto. Non ci sarebbero vittime o feriti. Sul posto i vigili del fuoco

IL MESSAGGERO

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