Archive for the ‘Politica’ Category

Green pass durata: le Faq. Ecco quanto dura la validità della certificazione verde

domenica, Maggio 9th, 2021

Roma, 9 maggio 2021 – Il green pass (qui come funziona e come ottenerlo) ormai sta entrando sempre più nella nostra vita: si tratta della certificazione verde che ci serve dallo scorso 26 aprile per spostarci liberamente anche tra le regioni di diverso colore (per esempio da una regione arancione ad una rossa. Gli spostamenti tra regioni gialle sono invece liberi). La certificazione verde servirà anche dal 15 maggio per poter entrare in Italia senza doversi sottoporre alla mini quarantena di 15 giorni. E servirà anche per poter andare a trovare i nostri anziani nelle Rsa.

Una delle domande più importanti riguarda la durata della sua validità: per quanto tempo la nostra certificazione verde avrà validità? Vediamo cosa dicono al riguardo le Faq del governo.

Green pass, i dubbi

Indice Rt regione per regione: i nuovi dati

Le tre condizioni previste

Il green pass accerta l’esistenza di una di queste tre condizioni: aver completato la vaccinazione; essere guariti dal Covid, con cessazione dell’isolamento; aver effettuato un test antigenico rapido o molecolare con esito negativo.

Coprifuoco: cosa cambia dal 17 maggio

Vaccinazione

Una delle tre condizioni riguarda la vaccinazione (con le due dosi o l’unica di Johnson e Johnson). In questo caso “la certificazione di avvenuta vaccinazione ha una validità di sei mesi dal completamento del ciclo vaccinale ed è rilasciata, su richiesta dell’interessato, in formato cartaceo o digitale, dalla struttura sanitaria o dal sanitario che effettua la vaccinazione, al momento stesso dell’effettuazione dell’ultima dose prevista”. Va ricordato che in ogni caso la certificazione viene caricata automaticamente nel nostro fascicolo sanitario elettronico

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Stop alla quarantena per i turisti Ue, parenti nelle Rsa. Il governo continua sulla strada delle riaperture

domenica, Maggio 9th, 2021

By Gabriella Cerami

Chi arriverà in Italia dagli altri Paesi Ue, dalla Gran Bretagna e da Israele non dovrà osservare i cinque giorni di quarantena. Da sabato prossimo, per entrare in Italia basterà infatti seguire le stesse regole che valgono per spostarsi verso regioni in zona arancione o rossa: ovvero il referto negativo del tampone o il certificato di vaccinazione al Covid. Reduce dal G7 di Londra e da diverse interlocuzioni con l’amministrazione Usa, Luigi Di Maio ha incontrato il ministro della Salute Roberto Speranza per imprimere una svolta significativa a favore del mondo del turismo che spera di poter tornare ad attirare i viaggiatori stranieri in estate.

Da più parti al ministro degli Esteri sono arrivate richieste perché ci sarebbe un forte interesse per le mete italiane. Comunque dei paletti ci saranno. L’orientamento del governo italiano, come emerso dalla riunione fra i due ministri, è di riaprire a tutti i Paesi che abbiano raggiunto un livello alto di vaccinazione e si lavora alla definizione di un parametro.

Ma il punto per l’esponente M5s, come per altri membri del governo, è allentare le misure restrittive. L’abolizione della quarantena è un primo importante passo in avanti, ora bisogna ragionare concretamente sul coprifuoco: “Entro metà giugno, meglio ancora i primi giugno, va abolito”. È il ragionamento che viene fatto nella compagine di governo mentre Matteo Salvini continua a spingere sull’acceleratore.

Inoltre l’industria turistica attende novità sul fronte del certificato europeo, sollecitate anche dal premier Mario Draghi, essenziale per avere clienti anche dagli altri continenti. Dopo il discorso con cui martedì Draghi preannunciava per la seconda metà di maggio l’apertura ai turisti europei, è arrivata una prima ondata di prenotazioni da Paesi come Olanda, Portogallo e Germania, come testimoniano ad esempio alcuni tour operator romani. Ma sono russi, americani e cinesi i turisti che in genere spendono di più in Italia, e quindi genera ottimismo anche la dichiarazione di Speranza e Di Maio sul potenziamento dei voli Covid free da Oltreoceano, nonché l’intenzione di eliminare la quarantena anche per chi proviene dagli Usa, applicando sempre lo stesso criterio (tampone, vaccino o Covid), entro la metà di giugno. In pratica si ha un mese di tempo, nella speranza che i contagi continuino a diminuire e che i vaccinati siano sempre di più, per far ripartire il turismo, e quindi l’economia, in Italia.

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Mattarella: “Fare piena luce sugli anni di piombo, ora prendere tutti i latitanti”

domenica, Maggio 9th, 2021

La completa verità sugli anni di piombo ”è un’esigenza fondamentale per la Repubblica”. Lo dice il capo dello Stato Sergio Mattarella in un’intervista a “la Repubblica” nel giorno dedicato alle vittime del terrorismo.
Mattarella ringrazia il presidente francese Macron per i recenti arresti dei terroristi italiani in Francia e si augura “che possa avvenire lo stesso per quanti si sono sottratti alla giustizia italiana e vivono la latitanza in altri Paesi”.
Evidenzia quindi la necessità per l’Italia di rinnovare quella “solidarietà nazionale” che permise alla Repubblica di prevalere contro l’eversione.

“Sono stati anni molto sofferti, in cui la tenuta istituzionale e sociale del nostro Paese, è stata messa a dura prova. Oltre quattrocento le vittime in Italia, di cui circa centosessanta per stragi”, sottolinea. L’origine? “Certamente non dalla contestazione del ’68″, secondo il presidente della Repubblica, “al contrario. Le stagioni delle lotte sindacali, come quelle delle manifestazioni studentesche, sviluppatesi alla fine degli anni ’60 del Novecento, hanno rappresentato forti stimoli allo sviluppo di modelli di vita ispirati a maggiore giustizia e coesione sociale”.

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Emiliano: “Al governo chiedo regole chiare, così avremo le vacanze sicure”

domenica, Maggio 9th, 2021

AMEDEO LA MATTINA

ROMA. Michele Emiliano, vicepresidente della Conferenza delle Regioni, è il governatore di una delle Regioni a maggiore vocazione turistica.

Come vede la prossima stagione turistica in Puglia?
«Puntiamo a un turismo di prossimità, che permetta di riscoprire i borghi e i percorsi immersi nella natura. Per questo la Puglia è una location ideale. Prendersi cura del turista trasformando la vacanza in una vera e propria esperienza, questo è il nostro punto di forza. Per farlo, è importante avere presto regole chiare per consentire agli operatori turistici di pianificare le riaperture. In particolare come Regioni stiamo stimolando il livello centrale alla preparazione dei protocolli di sicurezza, rivisti alla luce del green pass, il passaporto verde». È d’accordo sulle isole covid free?
«Aspiriamo ad avere una regione covid free perché l’intera Puglia è a vocazione turistica. Alle Isole Tremiti da tempo abbiamo messo in sicurezza tutti i cittadini fragili e gli over 60. Per decisione del Commissario Figliuolo presa con i sindaci delle isole minori, mercoledì anche alle Tremiti ci sarà una vaccinazione di massa che riguarderà circa 270 cittadini».

Per il governatore Cirio non c’è differenza tra Capri e Sestriere. È d’accordo?
«Se Sestriere fosse isolata geograficamente al pari delle isole minori, che sono quelle meno turistiche, e avesse le stesse difficoltà legate al raggiungimento degli ospedali in caso di emergenza metereologica, avrebbe diritto a mio avviso alla vaccinazione di massa, per analogia».

Lei è a favore per maggiori aperture?
«Gradualità e prudenza devono accompagnare ogni scelta sulle riaperture. La speranza è che ciò sia possibile, sempre se i contagi continueranno a calare e riusciremo a vaccinare il maggior numero di persone».

Per il governatore Fedriga insistere con Rt rischia di essere distorsivo per valutare i colori delle Regioni.
«Speranza sta lavorando con una commissione per riformare il sistema delle zone colorate, sottraendolo al ruolo che attualmente ha l’Rt che, con ospedali vuoti e contagi in numeri assoluti bassi, rischia – per il gioco delle percentuali di aumento – di riportare in zone a rischio elevato Regioni che sono a rischio basso».

Fedriga insiste su estensione coprifuoco alle 23 e di anticipare le riaperture.
«Non è un’ora di coprifuoco che farà la differenza, ma le condotte individuali e collettive che verranno adottate. Se i cittadini e gli operatori rispetteranno le misure di prevenzione, penso si possa iniziare a ragionare su una maggiore libertà di circolazione».

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Storari: fu Davigo a dirmi di dargli i verbali segreti. L’inchiesta sul «corvo» verso Brescia

domenica, Maggio 9th, 2021

di Giovanni Bianconi e Luigi Ferrarella

Storari: fu Davigo a dirmi di dargli i verbali segreti. L'inchiesta sul «corvo» verso Brescia

Il pm milanese Paolo Storari, 55 anni, all’uscita della Procura di Roma dopo l’interrogatorio

«Informazioni comunicate a persona autorizzata a riceverle». Per il pubblico ministero milanese Paolo Storari — che con la consegna dei verbali segreti all’allora componente del Consiglio superiore della magistratura Piercamillo Davigo innescò un anno fa la bomba esplosa ora con la diffusione anonima di quelle stesse carte — il caso Amara-Csm-corvo è tutto qui. Per quel che lo riguarda, dunque, non è un caso. Ma resta indagato per violazione del segreto d’ufficio, sebbene all’uscita dall’interrogatorio davanti al procuratore di Roma Michele Prestipino il suo avvocato Paolo Della Sala neghi l’esistenza di reati. Ricordando che il suo assistito è «un magistrato, come ce ne sono moltissimi, la luce del cui ufficio resta accesa fino a tardi la sera, molto amato all’interno del foro e considerato dai colleghi perché ha sempre saputo lavorare anche con assoluta apertura, in condivisione con gli altri; è tutto meno che un soggetto portato all’individualismo». Parole che tendono a stemperare, o comunque non attribuire a Storari, il contrasto con il procuratore Francesco Greco che l’ha portato a bussare alla porta del collega Davigo. Ma al di là dei giudizi dell’avvocato difensore sulla «serenità» del pm inquisito, resta l’oscura e intricata vicenda del dossieraggio attribuito alla ex segretaria di Davigo al Csm, Marcella Contrafatto, indagata per calunnia, e tutte le polemiche che ha provocato. Soprattutto all’interno della magistratura e del suo organo di autogoverno, con inevitabili code politiche.

La competenza

Ai colleghi di Roma che hanno nel fascicolo una relazione del procuratore Greco in cui si afferma che Storari riferì che la consegna a Davigo degli interrogatori dove Amara parla della fantomatica loggia massonica coperta Ungheria (luogo in cui politici, magistrati, avvocati, vertici delle forze dell’ordine e professionisti pianificavano nomine e strategie) avvenne a Roma nell’aprile di un anno fa, l’interessato ha invece ribadito ciò che aveva già testimoniato Davigo mercoledì scorso: l’incontro si svolse a Milano, in pieno lockdown anti-Covid, quando il Csm era chiuso e l’ex consigliere non aveva motivo per andare nella capitale.

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Coprifuoco in Italia, nuovo orario alle 23 o alle 24. Via la quarantena per i turisti Ue: dibattito nel governo

domenica, Maggio 9th, 2021

di Alessandro Trocino

Coprifuoco in Italia, nuovo orario alle 23 o alle 24. Via la quarantena per i turisti Ue: dibattito nel governo

ROMA — L’estate si avvicina e arrivano anche le prime misure di allentamento che potrebbero rimettere in moto il turismo e la voglia di vacanze, agevolata dal caldo, come l’anno scorso, ma quest’anno anche dall’avanzata della campagna vaccinale.

L’orario del coprifuoco in Italia

Il 17 maggio potrebbe esserci un primo segnale con l’estensione del coprifuoco dalle 22 alle 23 o alle 24, anche se le tensioni non mancano e non c’è ancora una linea univoca, in attesa di verificare i dati, la prossima settimana. C’è chi vorrebbe eliminarlo subito, a partire dai leghisti, e chi vorrebbe più gradualità, come il ministro Roberto Speranza. Che, insieme a Luigi Di Maio ha annunciato che il 15 maggio partiranno una serie di misure per ridurre o annullare la quarantena per chi proviene da Paesi stranieri.

Le regole per le visite nelle Rsa

Ma il ministro della Salute ha fatto anche un altro annuncio, molto atteso: con «effetto immediato» ha stabilito che con il green pass si potrà accedere nelle Rsa per poter finalmente rivedere i parenti anziani, dopo mesi di distanza forzata dettata dalla pandemia. Familiari e visitatori, al momento dell’accesso, dovranno esibire esclusivamente agli incaricati delle verifiche le certificazioni verdi previste dal decreto legge del 22 aprile. Ovvero il certificato di guarigione da non oltre sei mesi, il certificato di vaccinazione entro lo stesso periodo e un tampone o il test rapido negativo da non più di 48 ore. I contatti fisici, però, sono ammessi solo se sia il visitatore che il paziente sono vaccinati o guariti da non più di 6 mesi. Gli accessi riguardano di norma non più di due visitatori per degente.

Le reazioni

Il via libera è accolto favorevolmente dalla dem Sandra Zampa, che aggiunge: «Dopo mesi di rifiuti da parte di molte direzioni sanitarie, nonostante le due circolari del ministero della Sanità, non ci sono più alibi per nessuno». Anche Matteo Salvini apprezza il via libera sulle Rsa, ma incalza sugli altri fronti: «Questa settimana chi potrà dire no a #riaperture e #nocoprifuoco?».

Coprifuoco, Galli: «La limitazione degli orari è una scelta obbligata»

Il fronte diametralmente opposto ormai non è più tanto politico ma appartiene a quella cerchia di virologi ed esperti che resta prudente. In prima fila Massimo Galli, che si dice «nauseato» dai discorsi sul coprifuoco, ma ripete: «È evidente che la limitazione degli orari, nel tentativo di diminuire la circolazione serale, diventa una scelta in qualche modo obbligata, quando si decide di aprire». Inutile dire che Matteo Bassetti la pensa in modo diametralmente opposto: «Se le persone sono in giro per tre ore la sera invece che per quattro, si ha solo l’effetto contrario a quello voluto, perché fanno la stessa cosa per un’ora in meno».

Fedriga: «Spostare il coprifuoco alle 23»

Le Regioni, con in testa Massimiliano Fedriga, chiedono di spostare il rientro a casa alle 23. Ma c’è chi va oltre, come Di Maio, che ha chiesto di «superare» il coprifuoco. Il sottosegretario Carlo Sibilia vorrebbe invece far slittare l’orario alle 24, così come il viceministro Pierpaolo Sileri e il virologo Fabrizio Pregliasco.

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Giorgia Meloni: «Mio padre in fuga. Mia madre stava per abortire, poi decise di tenermi»

sabato, Maggio 8th, 2021

di Aldo Cazzullo

Giorgia Meloni: «Mio padre in fuga. Mia madre stava per abortire, poi decise di tenermi»

Giorgia Meloni, qual è il suo primo ricordo?
«Ho tre anni e sto annegando. L’acqua si chiude sopra di me. Mio padre ci aveva lasciato in barca con una tata che non sapeva nuotare. Da allora una delle mie paure più grandi è morire affogata. Per questo ho fatto nuoto, agonismo, immersioni».

Mi pare un buon motivo per evitare nuoto e immersioni.
«Al contrario. Io sono piena di paure; per questo le impatto. Mi impongo di vincerle. Ogni volta che faccio sub mi viene un attacco di panico; e l’unico rimedio è mettere la testa sott’acqua. La sola paura che non ho impattato è quella degli scarafaggi. Li vedo e scappo».

Nel suo libro lei racconta che sua madre stava per abortire, e lei non sarebbe dovuta nascere.
«È vero. C’era già mia sorella Arianna. La storia con papà era finita. Tutti avevano detto a mamma di non tenermi, e lei era andata in clinica, digiuna, per fare le analisi prima dell’intervento. Sulla soglia ha esitato. Poi si è detta: io questa creatura la voglio. Così ha attraversato la strada, è entrata al bar, ha ordinato cappuccino e cornetto. Mi sono salvata così».

Però è cresciuta senza padre.
«Un padre che non c’è, che si dissolve è un padre che non ti vuole. Che ti rifiuta. È forse una ferita più profonda di un padre che muore».

Però con sua sorella andavate a trovarlo alle Canarie, dove si era trasferito.
«Avevo 11 anni. Lui sparì in barca e ci lasciò con la sua compagna, che non era entusiasta. Decisi che non l’avrei rivisto mai più. Quando compii 13 anni mi mandò un telegramma: “Buon compleanno, Franco”. Non “papà”; Franco. Mi dissi che avevo fatto la scelta giusta».

Non l’ha più rivisto?
«No. Mia sorella sì; io non ho voluto. Quando è morto, non ho provato nulla. Né dolore, né gioia; che sarebbe comunque stata un’emozione. Non lo odiavo, e non lo amavo».

Com’è possibile?
«A lungo ho creduto che il fatto di non avere un padre non mi avesse cambiata. Solo di recente ho capito che non è così. Non avere un padre è come un buco nero, un pozzo chiuso. E io quel pozzo non potevo permettermi di riaprirlo».



Qual è la sua paura più grande?
«Deludere. Gli altri e me stessa. Per questo lavoro e studio come una pazza».

Pensavo il fuoco…
«Perché a tre anni ho dato fuoco alla casa? Fu anche colpa di mia sorella però… Avevamo smontato la casa di Barbie per farne un’astronave. Non contente, volevamo dare una festa, solo per noi due. Così abbiamo acceso una candela, in vista della serata, poi abbiamo chiuso la porta e siamo andate a vedere i cartoni. Presero fuoco i pupazzetti e i pasticcini. La mamma sentì un rumore e aprì la porta: c’erano le fiamme al soffitto».

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Draghi, riaperture usando la testa, più controlli in aeroporti. Sui vaccini, pensiamo prima a superare il blocco all’export

sabato, Maggio 8th, 2021

di Elisa Messina

Draghi, riaperture usando la testa, più controlli in aeroporti. Sui vaccini, pensiamo prima a superare il blocco all'export

Prima della liberalizzazione dei brevetti sui vaccini anti Covid bisognerebbe parlare della rimozione del blocco alle esportazioni promosso soprattutto da parte di Stati Uniti e Regno Unito. È la posizione del presidente del consiglio Mario Draghi che, durante la conferenza stampa a Porto in occasione del vertice europeo, è tornato sulla questione aperta dal presidente Biden. «Biden ha aperto una porta, ma la sua posizione deve essere ancora capita nella sua completezza» ha precisato il premier: «Ci sono milioni di persone nel mondo che stanno morendo. ci sono case farmaceutiche che hanno ricevuto milioni su milioni. Ci si aspetta che diano qualcosa in cambio. Ma la questione è complessa». In primo luogo la liberalizzazione dei vaccini non garantisce l’aumento della produzione, ha precisato il premier, e non garantisce che questi vengano prodotti in sicurezza che è un requisito fondamentale.

«Russia e Cina? Non impensieriscono»

Il nodo da superare, secondo Draghi, è quello del blocco alle esportazioni: «l’Ue ha esportato almeno quanto ha prodotto – ha detto Draghi. Ci sono paesi che stanno morendo perché non hanno accesso ai vaccini e ci sono programmi come il Covax, nati per portare i vaccini in questi paesi, che però sono insufficienti». A chi interpreta la mossa di Biden come tattica o diplomatica per battere la politica del vaccino della Russia e della Cina, che fanno grandi proclami di export, il premier risponde che non lo ritiene credibile, anzi di più, la definisce «un’ipotesi buffa»: Russia e Cina non impensieriscono gli Usa. Annunciano di esportare milioni di dosi, è vero, «ma poi le consegne non corrispondono agli annunci», ha precisato il premier.

Italia, riaperture in modo graduale

Con i vaccini stiamo andando nella giusta direzione, ha sottilenato Draghi: il 90 per cento di chi ha più di 80 anni ha ricevuto almeno una dose. Dal «famoso 26 aprile» il giorno della prima riapertura, ricorda Draghi, i ricoveri sono calati, così le vittime. Se l’andamento procede in questa direzione sicuramentela cabina di regia procederà con nuove riaperture. L’importante, ribadisce il premier, è la gradualità. «Riapriamo ma usando la testa». «Io voglio riaprire, che le persone tornino fuori a lavorare, a stare insieme, a divertirsi. Ma bisogna farlo in sicurezza»

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Gli affari segreti in Serbia di Marco Zanni, l’uomo di Matteo Salvini

sabato, Maggio 8th, 2021

di Vittorio Malagutti e Carlo Tecce

Il leghista Marco Zanni, capo del gruppo dei sovranisti di Identità e Democrazia al Parlamento europeo e sensale di Matteo Salvini presso i governi di estrema destra, ha già lasciato parecchi ricordi di sé in Europa. Una volta si scusò con gli italiani di CasaPound e i greci di Alba Dorata perché i colleghi onorevoli di sinistra non furono ospitali quando visitarono Bruxelles per declamare la morte della moneta unica. Un’altra volta si beccò il rimprovero di Jean Claude Juncker perché si rifiutò di alzarsi in piedi nel giorno del suo congedo da commissario. Un’altra ancora subì, con iniezione monodose e con sguardo corrucciato, una lezione di economia da Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea. Quello che invece Zanni non ha lasciato in Europa, nel rispetto della trasparenza, sono le dichiarazioni dei suoi affari in Serbia. Eppure l’agognato ingresso di Belgrado in Europa è un argomento costante nelle sue esternazioni, assai apprezzate dai politici e dai giornali balcanici. Anche perché, fin dal primo mandato a Bruxelles, il 36enne Zanni fa parte della «delegazione al comitato parlamentare di stabilizzazione e di associazione tra l’Unione europea e la Serbia».

I documenti sulla galassia di società avviate in Estonia e in Serbia  

La folgorazione per la Serbia fu immediata. Già nel settembre 2017, il bergamasco di Lovere, appena fuoriuscito dai 5 Stelle per aggregarsi alla Lega, guidava un gruppo di imprenditori lombardi nella florida provincia della Vojvodina per incitarli a investire nel mercato libero di un Paese candidato a entrare in Europa e però ben saldo nelle sue tradizioni e influenze russe. Il primo a provarci fu lo stesso Zanni nel febbraio 2018 quando aprì a Belgrado con la famiglia e alcuni amici bergamaschi la società Only the brave, solo i coraggiosi, proprio mentre stava per rendere ufficiale il suo approdo nella Lega di Matteo Salvini, più affine ai suoi ideali politici e alle sue visioni europee. Per arrivare a Belgrado, però, Zanni &Co. hanno fatto un giro largo che parte da una strada di campagna di Viimsi, villaggio al nord di Tallin, la capitale dell’Estonia, avamposto dell’Unione europea che confina con la Russia.

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Conte: «Draghi? Difficile gestire una maggioranza molto larga»

sabato, Maggio 8th, 2021

di Francesco Verderami

Conte: «Draghi? Difficile gestire una maggioranza molto larga»

Un’ora trascorsa a parlare non di Casaleggio ma di Draghi. E nel racconto di Conte, ovviamente, tutto inizia dalla fine, dalla crisi del suo governo, caduto «per una convergenza oggettiva di interessi». Che è un modo per evitare la parola «complotto» e al tempo stesso evocarla. «È chiaro che alcuni settori economici e politici volessero voltar pagina. Non ho elementi invece per dire se ci fossero anche degli incroci internazionali. Può essere che in questa operazione Renzi si sia prestato». Additare Renzi come unico colpevole è stato finora un alibi dei giallorossi per coprire responsabilità ed errori che invece furono collettivi e che Conte non nasconde: «Per mesi ci fu un’opera di logoramento. Ogni giorno si parlava solo di rimpasto. Si arrivò al punto che la questione venne sollevata in Parlamento dall’allora capogruppo del Pd Marcucci. Il fatto è che i partiti di maggioranza avevano scaricato su di me il problema».

È evidente il riferimento a Zingaretti, Di Maio e Renzi, sebbene Conte ripeta sempre «i partiti»: «I partiti volevano che fossi io a cambiare i ministri. Alcuni di loro venivano presi pubblicamente di mira. Tutto questo indebolì il mio governo». Fu allora che Renzi staccò la spina: «L’ho sempre considerato un problema. E visto che i sondaggi di Iv non decollavano, ruppe. Non so se puntasse davvero a questa soluzione della crisi: un politico non accetta facilmente di cedere il potere a un tecnico». Il «tecnico» è Draghi, «e non mi sorprese che fosse lui il mio successore. Se ne parlava da tempo». Come da tempo si parlava di attriti verso l’ex presidente della Bce: «Un falso costruito ad arte. Non era vero che non corresse buon sangue». Eppure Draghi non fu invitato agli Stati generali indetti dal governo, nonostante partecipassero anche cantanti e artisti, come Elisa e Monica Guerritore: «Intanto c’erano Lagarde e von der Leyen. Se non c’è stato Draghi è perché in quel momento non aveva un ruolo. Ma ho sempre espresso attestati di stima per una grande personalità italiana, tanto che gli chiesi se potevo impegnarmi sul suo nome per un incarico in Europa. Lui però declinò». E uscì la storia che fosse «stanco». «In effetti quella frase mi venne un po’ male, ma non era per tagliarlo fuori».

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