Archive for the ‘Politica’ Category

Al Colosseo lo striscione di Forza Nuova in ricordo della morte di Mussolini

sabato, aprile 29th, 2017
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Caro Grillo, ma la tua è una faccia intelligente?

sabato, aprile 29th, 2017
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Il governo si sfila dalla partita e chiude la porta in faccia a Renzi

venerdì, aprile 28th, 2017
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Grillo indica i giornalisti dal palco: «Guardateli e ricordatevi di loro»

venerdì, aprile 28th, 2017

Il leader del Movimento 5 stelle Beppe Grillo è tornato ad attaccare i giornalisti. Lo ha fatto — secondo quanto riportato dall’agenzia Ansa — durante una replica del suo spettacolo, a l teatro Goldoni di Livorno. «In sala stasera ci sono i giornalisti, guardate, sono qui, prendono appunti» ha detto il comico e capo politico indicando un gruppo di cronisti in platea, mentre si sono accese le luci. Poi ha aggiunto: «Estrapolano pezzi di frasi e fanno i titoli sui giornali. Poi dicono che sono io pericoloso per l’informazione. Guardateli in faccia e ricordatevi di loro».

Il rapporto contestato

Grillo faceva riferimento al rapporto, presentato ieri, di Reporters sans Frontières, nel quale veniva spiegato che l’Italia passa dal 77esimo al 52esimo posto al mondo per la libertà di stampa e che però, tra i problemi, c’è proprio Beppe Grillo. In particolare, secondo l’organizzazione per la libertà di informazione, a essere problematico è il fatto che «responsabili politici come Beppe Grillo non esitino a comunicare pubblicamente l’identità dei giornalisti che danno loro fastidio». Aver indicato il gruppo di reporter presenti al teatro di Livorno, invitando il pubblico a «ricordarsi di loro», è un comportamento che rientra esattamente nella fattispecie indicata da Reporters sans Frontières.

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Alleanze e rotture, via alla sfida per cambiare la legge elettorale

venerdì, aprile 28th, 2017
carlo bertini, ugo magri
roma

Come d’incanto, il nebbione della legge elettorale comincia a diradarsi. E dalla foschia emerge un sistema di cui si vedono i primi contorni. Somiglia molto al congegno con cui votavamo per le Province: tanti collegi con un solo candidato per partito, che venivano assegnati in rapporto ai voti presi da ciascuna forza politica. Questo «Provincellum» (così è stato ribattezzato) sarà quasi certamente la proposta del relatore alla Camera, che è il presidente della Commissione Affari costituzionali Andrea Mazziotti. Verrà lanciata a metà della prossima settimana e diversi partiti si sono già sbilanciati in tal senso, da Mdp alla Lega, da Forza Italia ai centristi (eccezion fatta per Alfano).

 

Mai più con D’Alema

Ma la circostanza veramente nuova è che, subito dopo le primarie di domenica, Renzi romperà gli indugi e avanzerà finalmente una sua proposta. Quella di Mazziotti non lo entusiasma perché (spiega l’ex premier da Vespa) il «Provincellum è un sistema che fa finta di avere i collegi, ma poi non si sa se passa il tuo candidato o no, dunque giova a chi non ha un voto e spera di tornare in Parlamento grazie a un colpo di fortuna». Renzi preferirebbe invece un congegno di tipo maggioritario, con collegi piccoli, un premio e niente capilista bloccati. Un sistema che garantisca la governabilità dopo il voto e non lo esponga all’accusa di voler fare «inciuci», ad esempio con Berlusconi.

 

Le larghe intese forse saranno necessarie, ammette nel «Porta a porta», tuttavia sarebbe meglio evitarle. Gli unici con cui non vorrà mai avere a che fare sono i transfughi, incominciando da Massimo D’Alema: «Lui ha rotto il Pd e ha brindato il giorno del referendum: se ne parli coi militanti delle Feste dell’Unità, questi non li fanno entrare nemmeno nelle cucine». Altra cosa sarebbe un’alleanza con Pisapia, che Renzi non vede male e per la quale il suo competitor Orlando sarebbe pronto a chiedere un referendum tra gli iscritti . (altro…)

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Tutti pronti (a parole) a tagliare le tasse

venerdì, aprile 28th, 2017
amedeo la mattina
ROMA

La battaglia elettorale prossima ventura sarà combattuta soprattutto su due argomenti: immigrazione e tasse. Sul fisco c’è una tendenza mondiale alla riduzione. Trump l’aveva promesso e in questi giorni ha annunciato (ancora è un annuncio) l’introduzione della flat tax al 15% per le aziende. In Francia il rush finale del ballottaggio è giocato tra Macron, che promette una sforbiciata della tassazione sulle imprese dal 33,3 al 25% e dei contributi sociali, e Le Pen che intende privilegiare una riduzione delle imposte sulle persone fisiche nelle fasce basse.

 E in Italia? Mercoledì alla Camera la maggioranza ha dato via libera al Def con una serie di raccomandazioni: a cominciare dall’impegno del governo a rivedere al ribasso l’Irpef. Impegni tanto generici quanto cavalcati da tutte le forze politiche da molti anni a questa parte. La rivoluzione fiscale è rimasta scritta nel contratto con gli italiani che Berlusconi firmò in tv nel 2001. Si è arrivati al bonus degli 80 euro che Renzi definisce «la più grande redistribuzione del reddito mai fatta in Italia. L’ha ripetuto l’altra sera su Sky durante il confronto sulle primarie. Emiliano ha bocciato la politica del governo Renzi tutta basata sui bonus: «Si è rivelata fallimentare». Orlando ha fatto un distinguo: «Bene gli 80 euro, ma è stato un errore chiederli indietro ad alcune fasce di contribuenti». I due sfidanti spingono sulla web tax e non escludono una sorta di patrimoniale: un contributo a chi guadagna cifre importanti. Renzi è invece contrario all’una e all’altra ipotesi.

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Migranti, Orlando: “Togliere le mele marce nelle Ong, ma non generalizzare”

giovedì, aprile 27th, 2017

“Non è giusto ricostruire la storia delle Ong come quella di organizzazioni colluse con i trafficanti di essere umani”. Così il ministro della Giustizia e candidato alle primarie Pd Andrea Orlando al videoforum di RepubblicaTv condotto da Massimo Giannini e Laura Pertici. “Spero che la Procura di Catania parli attraverso le indagini”, ha aggiunto Orlando in merito alle dichiarazioni del procuratore Carmelo Zuccaro, secondo il quale alcune Ong potrebbero essere finanziate da trafficanti

REP.IT

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Libertà di stampa, accuse a Grillo «Io il problema? Sistema marcio»

giovedì, aprile 27th, 2017

Un balzo di venticinque posizioni, dal settantasettesimo posto al cinquantaduesimo. Sempre dietro a Belize e Botwana, ma più vicini a Stati Uniti (quarantatreesimi) e Francia (trantanovesima). Un balzo che ha un significato: la libertà di stampa in Italia è migliorata, almeno secondo il rapporto annuale di Reporters sans Frontières (Rsf). Tuttavia i giornalisti sono ancora «minacciati dalla criminalità organizzata». Ma il rapporto annuale diventa anche un caso politico perché Rsf denuncia che i cronisti subiscono intimidazioni da «politici come Beppe Grillo, del Movimento 5 Stelle, che non ha esitato a rendere pubblica l’identità dei giornalisti che lo infastidiscono». La replica del leader del Movimento — che spesso anche durante i suoi spettacoli teatrali ha utilizzato i rapporti di Rsf per denunciare lo stato dei media in Italia — non si fa attendere e arriva via blog. «La colpa di questo sistema informativo marcio è mia», scrive il garante pentastellato. E contrattacca: «In un Paese in cui un ex premier condannato tiene in mano tre televisioni da oltre 20 anni, dove molti giornali nazionali sono amministrati da editori impuri iscritti a partiti politici o, peggio ancora, dove alcuni quotidiani sono persino proprietà diretta di partiti politici, il problema sono io, che scrivo su un blog».

«Errore nel rapporto»

I Cinque Stelle fanno quadrato intorno a Grillo (che era stato citato anche nel rapporto del 2015: «Sembra voler controllare i giornalisti»). Sul blog fioccano i commenti: sfiorano quota duecento e sono in larga parte a difesa del leader. Qualche simpatizzante addirittura si prende la briga di criticare Rsf sulla sua pagina Facebook. (altro…)

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Pd, Emiliano attacca Renzi: «È il solito testardissimo, pensa di risolvere i problemi con i bonus»

giovedì, aprile 27th, 2017

Lo scontro al confronto Sky in vista delle primarie Pd | CorriereTv

Vivace scambio di battute tra Michele Emiliano e Matteo Renzi al confronto Sky in vista delle primarie Pd. “È sempre il solito, pensa di risolvere i problemi con i bonus e non con i diritti assicurati a tutte le persone. È una fissazione che abbiamo provato a togliergli dalla testa. È testardissimo a insistere negli errori», le parole del governatore della Puglia. (altro…)

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Un po’ Grillo un po’ Silvio, tra pistole e rapper

giovedì, aprile 27th, 2017

a cura di Mattia Feltri

MATTEO RENZI

ANSA

Simpatia 4,5

E di colpo la vita gli ha messo addosso un malumore irrimediabile. Si presenta in studio con l’espressione di uno seccato di esserci. Perché Orlando ed Emiliano e non Kennedy e De Gaulle, accidenti? I due rivali siedono più vicini, sulla destra dei nostri teleschermi. Ma è più probabile che si sia allontanato lui, verso sinistra, stranamente.

 

Berlusconismo 8

Come il vecchio Silvio, non si capacita che il mondo non riconosca la portata dei suoi successi. Un vero disastro, perché ogni volta è costretto all’elenco: Jobs Act, 80 euro, petto in fuori in Europa, battaglie perdute per le riforme. Fortuna è stato al governo solo tre anni: il suo elenco dura dieci minuti, quello di Silvio durava un’ora e mezzo. (altro…)

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