Archive for the ‘Politica’ Category

L’asse tra Conte e il Pd e la spinta di Grillo: M5S, così finisce una stagione

giovedì, Gennaio 23rd, 2020

di Massimo Franco

L'asse tra Conte e il Pd e la spinta di Grillo: M5S, così finisce una stagione

Se ci sarà, si dimostrerà un lungo, tormentato passo indietro. Più che una svolta, la certificazione che una stagione del M5S è finita. Ma è finita da tempo. E il fatto che Luigi Di Maio, incarnazione del grillismo vincente e «governista», si prepari a lasciare non la Farnesina ma la leadership politica, sembra nascere dalla determinazione di Beppe Grillo a puntellare ancora di più l’esecutivo di Giuseppe Conte. La sua uscita di scena è figlia solo in parte delle sconfitte elettorali.

Non basta a spiegare quanto accade nemmeno il rosario di insuccessi locali degli ultimi mesi: scenario che promette di essere confermato alle Regionali di domenica in Emilia-Romagna e Calabria. L’elemento decisivo appare più profondo. Il M5S guidato da lui ormai è in caduta libera a tutti i livelli. Il passaggio quotidiano di parlamentari pentastellati nel limbo del gruppo misto, unito alle accuse di «autoritarismo», sono diventati una miscela tossica. E a Di Maio non basta più la strategia del muro di gomma per evitare una resa dei conti nel segno di Beppe Grillo. Può darsi che finisca per apparire il tipico capro espiatorio di un Movimento a caccia di colpevoli per la sua crisi di identità. E tuttavia è un ruolo che ha finito per costruirsi da solo, nella convinzione di non avere alternative come leader. Su questo punto probabilmente non ha tutti i torti: non si vede ancora chi possa prendere il suo posto, se non un «reggente» in vista di equilibri futuri.

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Elezioni regionali 2020, chi sono gli impresentabili

giovedì, Gennaio 23rd, 2020

Roma, 23 gennaio 2020 –  A tre giorni dal voto in Emilia-Romagna e Calabria, l’Antimafia ha redatto come al solito la lista dei cosiddetti “impresentabili“. Il presidente Nicola Morra – dopo aver fatto le pulci, con la commissione, ai candidati in lista, ha reso noto il verdetto: un impresentabile in Emilia Romagna e due in Calabria. Su un terzo nome in Calabria sono in corso verifiche che dovrebbero concludersi “nella giornata di oggi”, sottolinea Morra. 

Chi sono i candidati impresentabili

Si tratta di due esponenti di Forza Italia e uno di Fratelli d’Italia. In Emilia Romagnail candidato giudicato impresentabile è Mauro Malaguti di Giorgia Meloni-Fratelli d’Italia: ha riportato una sentenza di condanna in primo grado per peculato con rito abbreviato. In Calabria invece sono due i candidati rinviati a giudizio con fase dibattimentale in corso: Giuseppe Raffa di Forza Italia-Berlusconi per Santelli, rinviato a giudizio per corruzione in concorso e il cui dibattimento è in corso a Reggio Calabria e Domenico Tallini di Forza Italia-Berlusconi con Santelli, rinviato a giudizio per più fattispecie di corruzione.

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Giuseppe Conte non partecipa al Forum economico mondiale a Davos

giovedì, Gennaio 23rd, 2020

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, diversamente da quanto programmato, non parteciperà oggi al FOrum economico mondiale in Svizzera. Lo si apprende dall’organizzazione del World Economic Forum.

Conte era atteso nel primo pomeriggio. Alle 16 avrebbe pronunciato il suo ‘special address’ alla comunità di investitori e leader politici a Davos, come farà stamani la cancelliera Angela Merkel. In ambienti di governo si conferma che il presidente non sarà a Davos per altri urgenti impegni di governo che lo trattengono a Roma.

L’HUFFPOST

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Rai, il “comizio” di Salvini a Porta a Porta. Bonaccini: “Clamoroso: il servizio pubblico non ha fatto il suo dovere”

giovedì, Gennaio 23rd, 2020

ROMA – “Devo dire che è clamoroso. Trovo incredibile che sia stato permesso a Salvini di fare un comizio a Porta a Porta nell’intervallo della partita di Coppa Italia. Il servizio pubblico non ha fatto il suo dovere”. Così il presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini commenta il caso Salvini-Rai: invece della solita presentazione della trasmissione è stato mandato in onda un inserto con il leader leghista che spiegava perchè votare Lega domenica.

E sulla campagna elettorale in Emilia Romagna: “Salvini che citofona al tunisino chiedendogli se spaccia? Uno dei punti più bassi raggiunti dalla politica italiana”.

Blitz Salvini al citofono, vicepresidente del parlamento tunisino: “Gesto razzista e vergognoso”

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Di Maio lascia: l’alternativa è Patuanelli, Di Battista si scalda

giovedì, Gennaio 23rd, 2020

di Alessandro Trocino

ROMA — Amici e nemici lo considerano un discorso di «candidatura», più che di dimissioni. Ed è evidente come la mossa di Di Maio — con lancio di numerosi sassolini dalla scarpa — sia stata decisa con largo anticipo, sulla scorta di molte pressioni. Il primo a chiederglielo, si racconta nei ranghi del Movimento, è stato Beppe Grillo, che però non avrebbe apprezzato modi e tempi delle dimissioni e che per ora sul suo blog si limita a parlare di «pesticidi a tavola» e di «Gratta e Vinci». Dopo le pressioni, l’ex capo politico ci ha messo oltre un mese a finire di scrivere il suo discorso e, controvoglia, ha deciso di farla finita: ma colpendo duro sui nemici interni e rilanciando con forza la sua leadership.

Il nuovo cerchio magico

Mossa che non è piaciuta. Ma gli avversari sanno che Di Maio gode dell’appoggio di Davide Casaleggio e che sta ricreando una corte di fedelissimi. Il nuovo cerchio magico dovrà servirgli a sostenerlo nella nuova battaglia che ha intenzione di condurre da qui a marzo. Con le mani libere. «Ricordiamoci che è il fondatore del Movimento con Casaleggio», ricorda un senatore. Ed è vero, perché nella nuova associazione «Movimento 5 Stelle», costituita il 20 dicembre del 2017, figurano solo due soci, titolari del simbolo e dell’associazione, mentre Grillo è solo il garante. Con Di Maio ci sono Laura Castelli, Manlio Di Stefano, Riccardo Fraccaro, Alfonso Bonafede, Enrica Sabatini (ieri devastata da lacrime di commozione) e soprattutto la sindaca di Torino Chiara Appendino, molto spinta dai fedelissimi.
La galassia degli avversari — per ambizioni personali o per divergenze ideologiche — si trova di fronte l’immenso compito di ricompattarsi per acquistare forza. Nicola Morra ieri era assente, dopo le polemiche sulla Calabria. Stefano Patuanelli, considerato forse l’unica vera alternativa, c’era e ha abbracciato Di Maio. Del resto l’hanno fatto tutti, amici e nemici.

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Di Maio si dimette da capo politico: i punti del suo discorso in due minuti

giovedì, Gennaio 23rd, 2020
Ecco le parti più importanti del discorso del ministro degli esteri | Ansa – CorriereTv
Luigi Di Maio si dimette da capo politico del Movimento 5 Stelle e lo annuncia attraverso un discorso ai parlamentari del Movimento.
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Ostinato, silenzioso, refrattario agli spin doctor

mercoledì, Gennaio 22nd, 2020

I fatti hanno la testa dura. E, se possibile, Stefano Bonaccini ce l’ha ancora più dura, testardamente ancorato all’autodisciplina della sua giovinezza, a un metodo, a una cultura, dna che nessuno spin doctor riesce a cambiare. Questo senso di “responsabilità” li ha proprio marcati a fuoco i comunisti, anche quando, nell’anno del signore 2020, si ritrovano in lite con la storia. A casa loro. I suoi collaboratori, prima di salire in macchina verso Modena, gli fanno vedere i fuochi d’artificio di Salvini che suona ai campanelli degli immigrati al Pilastro (il quartiere della Uno bianca) per cercare lo spacciatore, le provocazioni della Borgonzoni, una che non la vota neanche il padre, insomma, dicono, “attacca”: “Io – risponde – quel terreno non lo accetterò mai, non mi ci faccio trascinare. Non partecipo a questo imbarbarimento del clima, in cui si può dire di tutto. No, proprio no. Io parlo di Emilia Romagna in modo serio. Punto”.

In fondo, il primo sovranista è lui, “prima gli emiliani, in un certo senso”, accenna un sorriso quando glielo dico: “Beh, se prima gli emiliani significa che voglio che si parli di Emilia e non di Gregoretti, Conte, di Europa, di cose che non c’entrano nulla… L’Emilia non è uno scalpo da agitare sulla politica nazionale”. Poi, di corsa in macchina verso Modena, dopo un confronto con la sfidante nella sede del Resto del Carlino. “Sorridi di più”, è l’unico consiglio che accetta dai suoi. O fa finta, ma per qualche minuto perché l’adrenalina non fa ridere, per il resto fa di testa sua. Senza appunti, senza telefonino, sguardo fisso in camera che trasmette la diretta, postura mai scomposta, imperturbabile ma non freddo, naturalmente educato, questo Bonaccini è, letteralmente, il governo fatto persona. Poco empatico, che è una debolezza, ma anche una forza perché, a un certo punto, non sai più come attaccare uno così, che fa parlare la realtà che ha prodotto, quasi annullando l’io, come se il corpo fosse solo il veicolo di un progetto collettivo. Il governo emiliano: operosità, cacciavite, mai personalismo, discorsi dettagliati sulle politiche concrete più che sulla grande politica, idea che “parlino i fatti”, perché il codice genetico di una regione è più forte di ogni campagna mediatica.

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Di Maio dimesso: chi è Vito Crimi, il reggente che studia da capo

mercoledì, Gennaio 22nd, 2020

di Alessandro Trocino

Di Maio dimesso: chi è Vito Crimi, il reggente che studia da capo

Vito Crimi (Imagoeconomica)

È uno degli esponenti più longevi del Movimento, passato dal meet up Beppe Grillo di Brescia nel 2007 al ruolo di senatore, sottosegretario nel Conte II e ora possibile reggente del Movimento 5 Stelle. Mentre Luigi Di Maio si accinge a formalizzare le sue dimissioni , molti gli pronosticano un avvenire da capo vero. Quel che è certo è che Vito Crimi ha fatto molto discutere in questi anni, con scelte discutibili, come l’accanimento contro i finanziamenti a Radio Radicale, ma anche con una tenacia che ne hanno fatto uno degli uomini meno mediatici ma più attivi del Movimento.

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Di Maio ai ministri: «Mi dimetto da leader politico del M5S». Alle 17 l’annuncio

mercoledì, Gennaio 22nd, 2020

di Emanuele Buzzi, Redazione Online

Di Maio ai ministri: «Mi dimetto da leader politico del M5S». Alle 17 l'annuncio

Si è concluso alle 11.45 l’incontro di Luigi Di Maio e i ministri a Palazzo Chigi: è durato poco più di un’ora. Di Maio ha incontrato ministri e viceministri M5S per annunciare le sue dimissioni da capo politico. Una scelta, che sarà comunicata pubblicamente oggi pomeriggio , che Di Maio ha già anticipato ai suoi: «Lascio da capo politico». Il ministro dei Esteri parlerà al Tempo di Adriano: «Alle 17 sarò a Roma insieme a tutti i facilitatori regionali- scrive su Facebook – Mi collegherò in diretta perché ho delle cose importanti di cui parlarvi… Vi aspetto. A più tardi. Forza!». Cresce, in queste ore, l’ipotesi di affidare la reggenza del M5S a Vito Crimi, in vista degli Stati generali previsti nella metà di marzo.

Ore 15.15. «Finisce l’epoca degli “È colpa di Di Maio”. In questo momento il Movimento è chiamato ad unirsi intorno a sé stesso e non ad una persona. Questo ci farà crescere e responsabilizzare ancora di più. Il Movimento è un’entità umana. Ha avuto un’infanzia, un’adolescenza, e adesso sta entrando nell’età adulta. Fa parte della crescita cambiare approccio verso ciò che ci succede. Questa scelta di Luigi è probabilmente il frutto di questo cambiamento», scrive su Facebook Francesco Silvestri, tesoriere del gruppo M5S alla Camera.

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Salvini: “Il citofono? Azione dimostrativa per aiutare una mamma”

mercoledì, Gennaio 22nd, 2020

Matteo Salvini ha spiegato le ragioni del gesto compiuto martedì sera a Bologna, quando ha suonato il citofono dell’abitazione di un presunto spacciatore a margine di un evento per la campagna elettorale.

“Babbo e figlio spacciano droga, ecco perché ho citofonato a quella casa. Abbiamo segnalato a chi di dovere, che agirà di conseguenza, perché spacciare droga alla luce del sole significa vendere morte”, ha spiegato il leader della Lega in collegamento con “Mattino Cinque”.

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