Archive for the ‘Politica’ Category

Governo in bilico, scintille con Italia Viva sulla manovra

giovedì, Dicembre 5th, 2019

Federico Giuliani

Il governo giallorosso è attraversato da nuove e improvvise tensioni, con Italia Viva che questa mattina ha abbandonato il tavolo sul ddl Bilancio al Senato, dove era in corso una riunione di maggioranza sugli emendamenti.

Il partito di Renzi è poi tornato al tavolo. Per le 17 è in programma un vertice di maggioranza a palazzo Chigi a cui parteciperà anche il premier Conte, il quale cercherà di rimettere insieme i cocci ed evitare il naufragio politico. L’obiettivo è trovare una soluzione sulla manovra gradita a tutti, anche perché il rischio di uno strappo è dietro l’angolo. A questo proposito la senatrice di Italia Viva, Donatella Conzatti, ha spiegato la situazione dal punto di vista dei renziani: “Dopo una sospensione, ora abbiamo ripreso regolarmente. Abbiamo fatto un chiarimento tra parlamentari e alle 17 le delegazioni della maggioranza andranno a Palazzo Chigi per il vertice con il Premier Giuseppe Conte e il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri”.

Le tre tasse oggetto della contesa

Il motivo del dissidio è da ricercare nelle proposte avanzate per il taglio delle tasse. Italia Viva fa muro e chiede la totale abrogazione di plastic tax e tassa sulle auto aziendali, oltre all’eliminazione della sugar tax.

Rating 3.00 out of 5

Primi mea culpa M5s su Bibbiano

giovedì, Dicembre 5th, 2019

C’è un video che torna indietro come un boomerang, che fa molto male al Movimento 5 Stelle e a Luigi Di Maio che lo ha girato. “Linea comunicativa totalmente sbagliata”, lo accusa il deputato Luca Carabetta. Ma ricostruiamo i fatti. A fine luglio il capo politico M5s, per smentire le voci di una futura alleanza con il Pd, disse in diretta Facebook che quello dei dem era il “Partito di Bibbiano” e che mai, dunque, avrebbe fatto nascere un governo con loro. Cavalcò l’inchiesta sugli affidi illeciti approfittando del fatto che il sindaco dem del piccolo comune di Reggio Emilia, Andrea Carletti, era stato accusato di abuso di ufficio e falso.

Al di là del fatto che esattamente un mese dopo è nato l’esecutivo giallorosso, ora il primo cittadino di Bibbiano non ha più l’obbligo di dimora e può riprendere il suo mandato. Così le parole utilizzate nel famoso video si ritorcono contro l’ex vicepremier e il suo partito non gli perdona quell’uscita quanto mai affrettata: “Non ho mai scritto un post su Bibbiano o sul Pd perché non ho mai condiviso la linea comunicativa di Di Maio. Ha sbagliato”, dice il deputato grillino Luca Carabetta.

Rating 3.00 out of 5

Legge elettorale, c’è l’accordo su un proporzionale corretto

giovedì, Dicembre 5th, 2019

Un primo accordo è raggiunto ma dovrà essere perfezionato in una prossima riunione, già convocata per mercoledì prossimo. I partiti della maggioranza hanno raggiunto una convergenza su una legge elettorale sul modello del proporzionale corretto. Il Pd ha detto no a un proporzionale puro e si è escluso dal raggio di azione il sistema maggioritario, compreso il doppio turno nazionale caro al Pd.

Nelle prime simulazioni i partiti hanno ragionato sulla creazione di una serie di collegi medio piccoli che hanno lo scopo di correggere il proporzionale, richiamandosi quindi al modello spagnolo. Il vero scoglio attualmente sembra essere la soglia di sbarramento.

Rating 3.00 out of 5

Mes, Gualtieri: “Raggiunto accordo all’Eurogruppo, passano i tre punti chiesti dell’Italia”

giovedì, Dicembre 5th, 2019

“E’ stato definito un accordo di principio che dovrà essere finalizzato in linea con le procedure nazionali”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri al termine dell’Eurogruppo. “Sono fiducioso che su questa base sia possibile raggiungere un consenso nella maggioranza perché complessivamente è una situazione migliore di quella di partenza”, ha spiegato Gualtieri che ha definito “demagogia priva di fondamento la campagna di Salvini”.

Dopo un lungo negoziato finito poco prima della mezzanotte a Bruxelles, l’Italia ha ottenuto le tre cose che chiedeva all’Eurogruppo per la riforma del Mes, il Trattato sul Fondo salva-Stati dell’Eurogruppo, e sulla “road map” verso lo schema europeo di garanzia dei depositi bancari. Lo ha riferito ai giornalisti, uscendo dalla riunione, il ministro dell’Economia.

Il primo obiettivo era di arrivare a definire, ma non finalizzare, un accordo sulla riforma del Mes, in modo che fosse possibile per il Parlamento italiano esprimersi in merito, prima della firma del governo.

Rating 3.00 out of 5

Conte rassicura sul Mes: “Rinvio possibile, non ci faremo fregare”

mercoledì, Dicembre 4th, 2019

Luca Sablone

Giuseppe Conte è sicuro: l’Italia sul Mes troverà una soluzione. Ma bisogna fare i conti con la dura presa di posizione da parte di Luigi Di Maio, che ieri ha rimarcato il ruolo di rilievo del Movimento 5 Stelle: “Io credo che la loro volontà sarà assolutamente rispettata, ma anche quella delle altre forze politiche.

Per andare avanti serve l’accordo tra tutte le forze che sostengono il governo. Lavoriamo in un percorso che è collettivo e le riforme che adotteremo saranno sempre nell’interesse dei cittadini”. Il presidente del Consiglio ha spiegato che il governo si sta muovendo “in una logica di pacchetto”, ovvero nel progetto vi sono sia l’unione bancaria sia quella monetaria: “È giusto che l’Italia si esprima solo quando avrà una valutazione complessiva su dove si sta andando, io ancora non ho firmato nulla, tantomeno una cambiale in bianco”. E ha voluto rassicurare il Paese: “Non faremo una figuraccia. ci sono 19 Paesi che stanno scrivendo una riforma, c’è una sintesi nazionale da fare e poi una europea. State sicuri che non ci faremo fregare“.

Rating 3.00 out of 5

Delrio avverte Di Maio: “Basta ricatti, non temiamo le urne”

mercoledì, Dicembre 4th, 2019

Un conto è “ascoltare le sollecitazioni che arrivano dal primo partito”, un altro è l’approccio usato da Luigi Di Maio: “Ricattare gli alleati non può essere un metodo”. In un’intervista a “Repubblica”, il capogruppo  Graziano Delrio avverte il capo politico del M5s, che ha rivendicato il ruolo di ‘ago della bilancia sul Mes: “Non abbiamo paura delle elezioni”.
 

Delrio ricorda la scelta fatta in agosto dando vita al governo: “Avremmo potuto rafforzare il Pd correndo alle urne, invece abbiamo scelto il Paese e le famiglie italiane che altrimenti avrebbero pagato i 23 miliardi della tassa Salvini sull’Iva”. Ora, dopo che arriverà l’ok alla finanziaria, “il nostro obiettivo è continuare a lavorare per sbloccare investimenti fermi da due anni, stimolare il lavoro per i giovani, mettere i soldi nelle tasche dei lavoratori dipendenti”. Ma più che un nuovo “contratto” come chiesto da Di Maio, Delrio immagina “un patto sulla base di quello che abbiamo deciso ad agosto nel programma di governo e sui temi comuni che anche Beppe Grillo ricorda continuamente: un’agenda per l’ambiente, l’attenzione alla giustizia sociale, un nuovo sviluppo sostenibile”. 
 

Rating 3.00 out of 5

M5S, l’ombra della scissione. Al bivio governisti e tentati dalla Lega

mercoledì, Dicembre 4th, 2019

di Monica Guerzoni e Alessandro Trocino

M5S, l'ombra della scissione. Al bivio governisti e tentati dalla Lega

In Aula, lo sguardo di Luigi Di Maio non incrocia mai quello di Giuseppe Conte. Più spesso finisce per dirigersi verso il leghista Garavaglia, che fu viceministro dell’Economia. Occhiate d’intesa, forse di nostalgia, che fanno il paio con i capannelli del giorno dopo a Montecitorio, dove gruppuscoli di 5 Stelle dispersi confabulano con deputati leghisti, nella parte degli adescatori. Il più attivo è Giancarlo Giorgetti: «Ha ragione Di Maio, per una volta che è coerente, perché gli date contro?». Ma è lo stesso Giorgetti che un attimo dopo scherza: «Cinque Stelle? Ma no, sono quattro, tre, due, una». Gioco di parole che allude al progressivo prosciugarsi del Movimento. Fonti leghiste assicurano che già quattro senatori hanno accettato il trasbordo nella Lega e altri starebbero per cedere. Voci, spesso interessate. Ma che si innestano in un quadro complesso, che vede un ministro degli Esteri sempre più inquieto e un Movimento che va veloce in direzione scissione.

Rating 3.00 out of 5

Conte: «Sul fondo salva-Stati dico no a cambiali in bianco. Ma basta propaganda»

mercoledì, Dicembre 4th, 2019

di Marco Galluzzo, inviato a Londra

Conte: «Sul fondo salva-Stati dico no a cambiali in bianco. Ma basta propaganda»

Londra, il premier Giuseppe Conte a Downing Street

«Di Maio dice che come Movimento 5 stelle è l’ago della bilancia, io dico che è giusto, sottoscrivo».
Ma decidono loro se si sottoscrive o meno il Mes.
«Io credo che la loro volontà sarà assolutamente rispettata, ma anche quella delle altre forze politiche. Per andare avanti serve l’accordo tra tutte le forze che sostengono il governo. Lavoriamo in un percorso che è collettivo e le riforme che adotteremo saranno sempre nell’interesse dei cittadini».

M5S chiede una cosa precisa: rinviare il Mes.
«Noi ci stiamo muovendo in una logica di pacchetto, abbiamo fatto un vertice di maggioranza su questo. Pacchetto significa che il progetto comprende unione bancaria e monetaria: è giusto che l’Italia si esprima solo quando avrà una valutazione complessiva su dove si sta andando, io ancora non ho firmato nulla, tantomeno una cambiale in bianco. Già domani si entrerà nel vivo sul dossier dell’unione bancaria, io non ho nessuna intenzione di firmare in bianco. Ci sono tante varianti in una logica di pacchetto, anche dal punto di vista procedurale e ci sono tanti modi di affermare questo metodo».

Rating 3.00 out of 5

Venezia, ore 21: si alzano le dighe del Mose. Prove «blindate» a Malamocco

martedì, Dicembre 3rd, 2019

VENEZIAL’acqua si increspa e nella notte spuntano le righe gialle, circondate dal blu delle luci delle forze dell’ordine. Eccole lì, sono le 21, le paratoie del Mose che salgono una dopo l’altra, quattro alla volta, per formare una diga intera. Le 19 «porte» della bocca di Malamocco sono su, a proteggere Venezia dall’acqua alta. O perlomeno così dovrebbe essere quando, forse già alla fine dell’anno prossimo, il Mose sarà pronto per la chiusura totale. «Un momento storico — dice il sindaco Luigi Brugnaro dalla sala di comando con i tecnici del Consorzio capitanato dal commissario Francesco Ossola e il provveditore reggente Cinzia Zincone — Sono di persona a vedere le paratoie alzarsi, opera unica orgoglio della nostra scienza e tecnologia. ora dobbiamo terminare i lavori, sarà il simbolo della resilienza». Quella di ieri sera è stata la prova di chiusura totale della bocca di Malamocco, la prima qui dopo che già nel 2014 si chiuse tutta la schiera di Lido Treporti.

Rating 3.00 out of 5

Tra Confucio e Di Maio, Salvini crede nella spallata

martedì, Dicembre 3rd, 2019
ROME, ITALY - DECEMBER 02: Lega political party leader Matteo Salvini delivers his speech during the...
ROME, ITALY – DECEMBER 02: Lega political party leader Matteo Salvini delivers his speech during the information on the changes to the Treaty on the European Stability Mechanism (ESM), at the Italian Senate, on December 2, 2019, in Rome, Italy. (Photo by Antonio Masiello/Getty Images)

“Questo governo sta in piedi per interessi esterni. Voglio vedere  quanto durano. Una sconfitta dopo l’altra li faremo cadere”. Sono passate da poco le 18, nell’aula di Palazzo Madama si è concluso il secondo match fra Matteo Salvini e il premier Giuseppe Conte, e un gasatisissimo Stefano Candiani, uomo forte di via Bellerio,  pascola nel Salone Garibaldi del Senato esternando una sicumera mai vista: “Vedrete, non potranno durare in queste condizioni”.  Il dibattito sul Mes, la riforma del “Fondo Salva Stati”, è scivolata via con tanto di rissa finale davanti agli occhi di una scolaresca di Fermo. Eppure i leghisti sono convinti della spallata al governo. Alla buvette è tutto un “Conte è un bugiardo”, “domani sera guardate le Iene e vedete chi è il Pinocchio del governo”. E ancora: “Mangeranno il panettone, ma non la colomba”.

Questo è il clima in un lunedì pomeriggio da bollino  rosso per la politica italiana e che riporta le lancette al 20 agosto scorso quando Salvini e Conte si sfidarono per l’ultima volta da membri dello stesso governo. Alle 15 il Salone Garibaldi del Senato ribolle di voce discordanti. C’è chi preconizza una crisi di governo dopo l’approvazione di bilancio, e chi invece si sbilancia, leggi alla voce
senatore Pd molto informato, “tutto può saltare già il prossimo 11 dicembre, ma noi fino all’ultimo medieremo nell’interesse del Paese”. Nel frattempo, alla buvette, Salvini addenta due piadine. A pochi metri l’altro Matteo, ovvero Renzi, fa lo show, tra un aneddoto e un altro ancora sul passato che fu. Il leghista Candiani passa e gli domanda: “Ma si paga il biglietto?”.

Rating 3.00 out of 5
Marquee Powered By Know How Media.