Archive for the ‘Politica’ Category

Governo, crisi in diretta: Conte al Quirinale alle 18.30. Renzi: «Spiace che il Pd sia schiacciato su M5S»

mercoledì, Gennaio 20th, 2021

Crisi governo. È iniziato a Palazzo Chigi il vertice di maggioranza convocato dal premier Giuseppe Conte dopo il voto di fiducia in Aula al Senato. All’incontro, che non viene confermato dalle fonti ufficiali, dovrebbero essere presenti Nicola Zingaretti e Dario Franceschini per il Pd, Vito Crimi e Alfonso Bonafede per il M5s, Roberto Speranza per Leu.

Governo Conte, cosa succede ora: piano per ampliare (in fretta) la squadra, nodo Renzi

Ore 17.20, Conte al Quiirinale alle 18.30. Il premier Giuseppe Conte dovrebbe recarsi, a quanto si apprende, alle 18.30 al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il colloquio avverrà all’indomani del voto di fiducia in Senato sulle comunicazioni del premier sul governo.

Ore 17.10, Renzi nella enews. «Mi dispiace per il Pd che si è schiacciato sul Movimento Cinque Stelle: poteva giocare un ruolo da protagonista in questa crisi, ha scelto di assecondare il disegno grillino. Peccato. Ma questa scelta rafforza in me la convinzione di aver fatto bene a creare Italia Viva». Lo scrive Matteo Renzi nella enews. Ieri in Aula al Senato «è stato uno dei miei interventi più difficili». Lo scrive il leader di Iv Matteo Renzi nella sua newsletter Enews. «Peccato che il premier abbia messo la sua paura di perdere Palazzo Chigi davanti alle esigenze e ai bisogni del Paese. Ô andata così: le ministre hanno lasciato la poltrona per difendere le loro idee, il presidente del Consiglio ha cambiato le proprie idee per mantenersi il prestigioso ruolo. Quando mi riferisco al cambiare idea penso a Conte che oggi si propone come leader antisovranista (all’ONU diceva il contrario) e antipopulista (alla scuola di formazione della Lega diceva il contrario). Legittimo cambiare idea. Ma se uno deve cambiare la terza maggioranza in tre anni, imbarcando persone con storie molto diverse, solo per durare un pò di più, preferisco la coerenza limpida di Bellanova, Bonetti e Scalfarotto. E preferisco la loro dignità», afferma.

Ore 16,20 È terminato a Palazzo Chigi il vertice di maggioranza con i capi delegazione e i leader di partito, tutti collegati da remoto. Durante la riunione, a quanto apprende l’Adnkronos, sarebbe stata confermata la linea condivisa in questi giorni, ovvero allargare il perimetro della maggioranza. L’intenzione del premier Giuseppe Conte sarebbe quella di andare avanti, mantenendo per ora l’interim all’Agricoltura, e, solo successivamente, una volta puntellata la maggioranza, decidere sulla squadra di governo. Nella riunione ci sarebbe stato soprattutto un confronto su come andare avanti con il lavoro.

Ore 15.50 Comincini prende le distanze da Iv. «Io voglio che Iv rientri nel perimetro del governo, e mi spenderò anche con altri colleghi per farlo. È chiaro che se poi dall’altra parte non c’è nessuna intenzione di farlo ci sarà da fare una riflessione, ma ora bisogna trovarci con dedizione sforzo, è nell’interesse del Paese». Così a Un Giorno da Pecora, il senatore Iv Eugenio Comincini.«Se Iv va all’opposizione non me la sento di andarci anche io:farò tutto il possibile per ricucire lo strappo che c’è stato. A quello scenario spero non si arrivi,ci sono diversi colleghi animati dal convincimento che bisogna fare di tutto per ricucire.Dovremmo incontrarci come gruppi domani».

Ore 15,50 Il centrodestra firma una nota congiunta: «Voteremo compatti lo scostamento di bilancio». «Il Paese non può restare ostaggio di un governo incapace, arrogante e raccogliticcio – si legge nella nota – Si tratta di una minoranza di governo che continua la sfacciata e scandalosa compravendita di parlamentari e che non si fa scrupoli a imbarcare chi, eletto col centrodestra, ha tradito l’impegno preso con gli elettori. Nonostante le forzature del governo e le continue scorrettezze, nonostante una pretesa autosufficienza che non esiste, il centrodestra non intende privare le famiglie e le aziende italiane degli aiuti necessari in un momento così drammatico: per questa ragione, come annunciato, voterà compatto lo scostamento di bilancio. In ogni caso il centrodestra intende rappresentare al Presidente della Repubblica il proprio punto di vista sulla situazione che è ormai insostenibile».

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Crisi di governo, Pd-M5S: meglio dimissioni e poi il ter. Oggi possibile informativa al Colle

mercoledì, Gennaio 20th, 2021

di Marco Conti

Il “rafforzamento della squadra di governo” promesso dal premier Conte parte tutto in salita e non tanto per una questione di numeri ma di prospettiva politica visto che il governo evita a Palazzo Madama la débacle grazie a due senatori di Forza Italia e ad un ex grillino spinto in Aula all’ultimo momento. 

Comporre la quarta gamba della maggioranza in sostituzione di Iv diventa ora complicato perché non sono usciti allo scoperto in «maniera trasparente», come promesso da Giuseppe Conte e Dario Franceschini, un gruppo di “volenterosi” ma si sono acchiappati al volo tre senatori che hanno solo in parte evitato al governo di schiantarsi già ieri sera. Il risultato non soddisfa l’ala governativa del Pd che ha sostenuto Conte nella sfida perchè i 156 sono frutto di un “raschiamento” degli scontenti molto lontani, alcuni anche per storia politica personale, da quelle tradizioni invocate dallo stesso Conte. «Sommando voti contrari e astenuti, Conte non avrebbe avuto la fiducia. Ne prenda atto e domani mattina vada al Colle a dimettersi», sostiene il senatore Lupi che ricorda come nella scorsa legislatura a palazzo Madama l’astensione veniva considerato voto contrario.

Senato, fiducia a Conte con 156 voti sì, 140 no e 16 astenuti

Sino a ieri pomeriggio tutti coloro che trattavano per salvare Giuseppe Conte si dicevano convinti che entro pochi giorni avrebbero trovato una dozzina di senatori pronti a costruire un gruppo, ma il compito appare ora più arduo. «Ma chi viene ora a sorreggere un governo così debole», sosteneva ieri notte un ministro sconsolato. Conte informerà oggi il Capo dello Stato Sergio Mattarella sull’evoluzione della crisi di governo e in questa occasione è probabile che il premier rassicuri il Presidente sui tempi del rafforzamento della maggioranza. Il Quirinale osserva con costante preoccupazione la crisi e il risultato di ieri sera non cambia quel «fare presto» che guarda all’emergenza pandemica e ai tanti problemi del Paese. Il problema per Mattarella è anche il pressing delle opposizioni che già ieri sera chiedevano udienza al Quirinale.

L’obiettivo della maggioranza assoluta non si doveva raggiungere ieri sera, ma resta come obiettivo politico e non solo perché alcuni voti richiedono la soglia del 161. Nel M5S e nel Pd ci si interroga sulla campagna acquisti e su quel gruppo «raccogliticcio», per dirla con Renzi, che ora si dovrà costruire e amalgamare. Un embrione, secondo i progetti, di quel partito di Conte più volte enunciato. 

Da quando è iniziato il tira e molla con Iv, quasi due mesi fa e inizialmente supportato anche dal Pd, Conte ha sempre escluso l’ipotesi delle dimissioni anche in vista di un reincarico dato per certo. Un ultimo tentativo, che prevedeva un passaggio del premier al Quirinale per tentare un “ter”, è stato proposto dal Pd per scongiurare le dimissioni dei ministri di Iv, ma il premier ha sempre temuto che mollare palazzo Chigi anche per un secondo, sarebbe stato e continua ad essere pericoloso. Niente “ter”, quindi, almeno nelle intenzioni del presidente del Consiglio.

Crisi di governo, Renzi: «Noi di Italia Viva pronti a tutto, anche a un governo di unità nazionale»

Nel Pd non tutti sono però pronti a sostenere la linea di Conte che è sostenuta dalla pattuglia dem al governo. Il semplice rimpasto non sarebbe sufficiente a cambiare in radice la squadra di governo e permettere, per esempio, al Pd di mettere un piede a palazzo Chigi con Andrea Orlando. Ma gli aspiranti sono anche altri e attese analoghe ci sono nel M5S dove crescono i contrari alla nascita di un partito di Conte che potrebbe rappresentare la scialuppa di salvataggio per molti grillini al secondo mandato. 

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Salvini e la frase sui senatori a vita. Lui: «Citavo Beppe Grillo»

mercoledì, Gennaio 20th, 2021
l leader della Lega in Aula cita una vecchia battuta del fondatore del M5s – Agtw /CorriereTv
«Lei, avvocato Conte, ci chiede la fiducia, non la diamo a lei ma agli italiani. Speriamo che liberi la sua poltrona. E ricordo ai senatori a vita che legittimamente voteranno la fiducia ai 5s, cosa diceva il leader dei 5s su di loro, `non muoiono mai, o almeno muoiono troppo tardi´, che coraggio che avete…». Così il leader della Lega, Matteo Salvini, intervenendo in dichiarazione di voto a Palazzo Madama, provocando la bagarre e la protesta della Presidente Casellati. «Parole veramente inopportune», ha chiosato. «Sono parole disgustose e il senatore che parlerà dopo chiederà scusa nome dei 5s», ha concluso Salvini.
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Crisi di governo, il piano di Conte: allargare la maggioranza, altrimenti si va a casa

mercoledì, Gennaio 20th, 2021

di Monica Guerzoni

Quattro telefonate, di giorno e di notte e con l’ultima, un soffio prima del gong, Giuseppe Conte strappa il sì del socialista renziano Riccardo Nencini, che ha in tasca il simbolo del Psi. Ma con 156 voti c’è poco da esultare. Il premier da una parte è soddisfatto, «perché si va avanti e adesso bisogna correre, per superare l’emergenza sanitaria e la crisi economica». Dall’altra, a Palazzo Chigi c’è preoccupazione perché i numeri, è chiaro, «non sono straordinari». Il piano è tirare dritto, mostrando di non sentire le grida indignate delle opposizioni. Non dimettersi («e perché mai?»), ma semmai salire oggi stesso al Colle per riferire al presidente Mattarella. E poi? Stamattina un vertice di maggioranza, lavorare per far approvare Recovery e scostamento di bilancio e, da qui a fine febbraio,dare la caccia ai responsabili per allargare la maggioranza relativa con cui ha salvato il suo governo dalla «irresponsabilità di Renzi». La sofferta fiducia di Palazzo Madama è per Conte «un punto di partenza», ma il finale è incerto. Prova ne sia l’ansia con cui l’avvocato chiedeva ieri ai suoi interlocutori: «Davvero Zingaretti vuole andare a votare?». Se tra un paio di settimane i numeri non saranno lievitati, Conte dovrà arrendersi a salire al Colle.

L’avvocato deve trovare in fretta almeno cinque, sei «costruttori», anche perché i senatori a vita Segre, Monti e Cattaneo spesso non prendono parte ai lavori di Palazzo Madama. «I numeri presto aumenteranno», si dice fiducioso Conte. Sì, ma come? Nel Pd c’è chi spera che la ricomposizione con Italia viva sia solo questione di tempo, ma il premier ha orgogliosamente «voltato pagina» e sogna di portare via a Renzi più senatori possibile. Lasciandolo dall’altra parte del campo. Se non vorrà arrendersi al passaggio ad alto rischio del Conte ter, il giurista pugliese dovrà far fruttare al massimo il «pacchetto» che contiene patto di legislatura, rimpasto e legge proporzionale. E se l’azzardo del sistema elettorale lanciato per sedurre Forza Italia e Udc ha messo in allarme il Pd e il M5S, che vedono all’orizzonte una «lista Conte», adesso l’avvocato ha altri tormenti. Il primo è allargare in fretta la maggioranza, perché «se non ci sono i numeri questo governo va a casa».

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Crisi di governo, il centrodestra si appella al Colle. Salvini e Meloni: «Pronti ad andare da Mattarella»

mercoledì, Gennaio 20th, 2021

di Paola Di Caro

Crisi di governo, il centrodestra si appella al Colle. Salvini e Meloni: «Pronti ad andare da Mattarella»

Alla fine di una giornata lunghissima, si leva un grido dal centrodestra: «Ci rivolgeremo a Mattarella: c’è un governo che non ha la maggioranza al Senato e sta in piedi con chi cambia casacca», annuncia Matteo Salvini. «Conte non ha la maggioranza, non può andare avanti così. Berlusconi si dimise. Non credo che Mattarella chiuderà un occhio», aggiunge Giorgia Meloni, che già nella discussione alla Camera aveva chiamato in causa il ruolo del capo dello Stato. «Non hanno i numeri, Forza Italia chiede un incontro al capo dello Stato», chiosa Antonio Tajani. Il voto di fiducia finisce con grande delusione per il centrodestra, peri sì arrivati a sorpresa da Forza Italia, ma con la certezza che «non finisce qui». Che nei prossimi giorni si darà battaglia.

Tutti i leader della coalizione avevano accarezzato fino all’ultimo il sogno di buttare giù il governo: «Vedo tanto nervosismo, qui c’è gente che era convinta di portare a casa la poltrona, adesso siete meno convinti di portare a casa la poltrona, eh…», ruggiva Matteo Salvini in Aula durante il suo intervento, facendo correre un brivido alla maggioranza, mentre i numeri si facevano sempre più ballerini e il tam tam su un possibile no in arrivo da Italia viva pareva un’ipotesi concreta.

D’altronde, da giorni, e ieri ininterrottamente, i leader del centrodestra — con il capo leghista in testa — si erano confrontati con Matteo Renzi per cercare di convincerlo a votare contro l’esecutivo. Erano stati fatti anche i calcoli: Iv avrebbe perso certamente 4 senatori, che avrebbero votato sì, ma poteva essere realizzato il colpaccio di battere il governo o almeno di tallonarlo su numeri molto bassi, costringendo Conte alle dimissioni.

Serviva però non perdere nemmeno un voto. E lo stesso Renzi, che con i suoi ha deciso di votare solo alla seconda chiama, ha assistito con tutto il centrodestra alla seconda botta presa in due giorni da Forza Italia, che ha perso due pezzi importanti ai fini della conta, almeno uno clamoroso: il senatore ex montiano Andrea Causin, dato in dubbio fino all’ultimo, eMaria Rosaria Rossi, l’ex segretaria e collaboratrice di Berlusconi ai tempi del «cerchio magico», hanno votato sì. «È una vendetta della Pascale contro il Cavaliere…», dice tra i denti una collega a proposito della Rossi, grande amica dell’ex compagna di Berlusconi, «una condotta vergognosa, riprovevole e indegna», grida Maurizio Gasparri, mentre Antonio Tajani e Anna Maria Bernini decretano l’espulsione dei due dal partito di due, così li definisce Giorgio Mulè «voltagabbana d’accatto».

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Fiducia al governo, Conte: “L’Italia non ha un minuto da perdere” | Renzi: “Forse non è game over per loro, ma lo è per il Paese” |

mercoledì, Gennaio 20th, 2021

Dopo la fiducia incassata anche al Senato, l’obiettivo del governo è “rendere ancora più solida questa maggioranza”. Lo ha detto Giuseppe Conte, sottolineando che “l’Italia non ha un minuto da perdere. Subito al lavoro per superare l’emergenza sanitaria e la crisi economica. Priorità al piano vaccini, Recovery Plan e dl Ristori“. Duro il commento di Matteo Renzi: “Forse non è game over per il governo, ma è game over per il Paese”.

“Non hanno i numeri nelle Commissioni, non ho più il vincolo di maggioranza, non devo più votare per Bonafede”, ha affermato il leader di Italia Viva.

Governo, Conte incassa la fiducia al Senato: 156 votano a favore | “Var” sul voto di Ciampolillo, Italia Viva si astiene

Renzi: “Pronti a tutto, anche a un governo di unità nazionale” – Per Renzi “c’è stato un calciomercato lunghissimo e alla fine numeri decisamente deludenti. Un Paese in crisi non si governa con questi numeri. Noi siamo assolutamente disposti a discutere di tutto, tranne con la la destra. Anche di un governo di unità nazionale. Ci sono tante possibilità, ma Conte pensa più alla poltrona che al Paese”.

“Italia Viva all’opposizione, dovevano asfaltarci ma mancano i numeri” – “Oggi dovevano asfaltarci, ma non hanno la maggioranza”, ha aggiunto Renzi. “Mi sembra evidente” che da oggi saremo opposizione: “il presidente del Consiglio ha scelto di costituire un’altra maggioranza, non ci vuole con sé”.

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Conte al Senato Diretta Fiducia con 156 voti. Sì di Nencini (Iv) e di due senatori di Fi

martedì, Gennaio 19th, 2021

Il governo di Giuseppe Conte alla prova del Senato incassa la fiducia con 156 sì. Due senatori di Forza Italia hanno votato a favore del governo Conte così come il senatore di Iv, il socialista Riccardo Nencini. L’esecutivo resta quindi sotto i 161 voti necessari per la maggioranza assoluta ma ottiene la fiducia con la maggioranza semplice.  I ‘no’ sono stati 140, 16 gli astenuti. APPROFONDIMENTI

La proclamazione del risultato delle votazioni ha subito un ritardo per il caos generato dal voto del senatore Alfonso Ciampolillo (ex M5S) arrivato in tardi sulla seconda chiama. La presidente Elisabetta Casellati ha chiesto di vedere la registrazione video della seduta e ha poi fatto nuovamente esprimere il voto al senatore, favorevole alla fiducia. 

Salvini e Meloni: chiederemo colloquio al Colle

«Rispetto alle premesse e alle speranze di Conte e Casalino le cose non sono andate come speravano: sentivo parlare di decine di responsabili ma al netto di casi singoli, dall’altra parte ce ne sono di più, il centrodestra ha mantenuto la sua compattezza e non era scontato. Ho parlato con Salvini, parlerò con Berlusconi. Ora dobbiamo chiedere un colloquio con il Colle», ha detto Giorgia Meloni a Rete 4. «Ci rivolgeremo a Mattarella: c’è un governo che non ha la maggioranza al Senato e sta in piedi con chi cambia casacca», annuncia anche il leader della Lega, Matteo Salvini al Tg1. 

La replica di Conte

«Dobbiamo investire sul futuro», dice Conte aprendo la sua replica in Senato e citando il problema del calo demografico di cui soffre il Paese. «Un tema toccato dalla senatrice Drago – disce il premier – è il calo demografico: è un problema serissimo, è uno dei cali tra i più severi degli ultimi anni. Anni fa in Germania successe la stessa cosa. Se non interveniamo adesso in tempo, rischiamo di compromettere il futuro dei nostri figli. Occorrono investimenti economici strutturati, dobbiamo investire sul futuro e non possiamo farlo creando una crisi di governo o cercando di far cadere un governo. Da luglio partirà tra l’altro la riforma dell’assegno unico mensile per oltre 12 milioni di bambini, un progetto avviato dalla ministra di Iv Bonetti». 

«Il tema della scuola ci sta a cuore a tutti, dobbiamo lavorare perché resti centrale nell’agenda non del governo ma del Paese. Abbiamo realizzato 40mila aule in più, merito di una grandissima sinergia» con «sindaci, presidenti delle Regioni, autorità territoriali». E «abbiamo mobilitato 10 mld in più sulla scuola, archiviando la stagione dei tagli che avevamo ereditato». «Un intero capitolo del Recovery è dedicato all’istruzione. La curva epidemiologica non accenna a migliorare. Ci preoccupa ma continueremo a fare di tutto, l’obiettivo è la didattica in presenza», prosegue Conte.

«Falso che l’Italia registri il peggior calo di Pil»

Molte osservazioni hanno riguardato il nostro calo del Pil e la consistenza dei ristori. Non corrisponde affatto al vero – sottolinea Conte – che l’Italia sia prima per caduta più forte del Pil. Nonostante siamo stati colpiti per primi dalla pandemia nei primi tre trimestre del 2020 il calo tendenziale del Pil è stato lo stesso che in Francia, inferiore alla Spagna e al Regno Unito». «Il rimbalzo del terzo trimestre è stato tra i più alti d’Europa, il 15,9%. Gli ultimi dati ci spingono a confermare per il 2020 un calo del 9%, sensibilmente inferiore a quello previsto in estate e minore di altri Paesi europei». «Si è detto che abbiamo dato meno ristori di altri Paesi? È un’affermazione destituita di fondamento. Grazie a quella rete di protezione il pil è calato meno del previsto ed è stato compensato anche il deficit».

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I numeri in Senato per Conte: spauracchio quota 161 voti

martedì, Gennaio 19th, 2021

Francesca Galici

Oggi è il giorno decisivo per Giuseppe Conte. Che dalla Camera sarebbe uscito con un gruzzolo di voti sufficiente per proseguire era prevedibile.

Il voto al Senato è molto più incerto e gli scenari aperti sono numerosi in base a quanti voti riuscirà a portare a casa. I 161 voti che gli darebbero maggiore sicurezza sembrano un miraggio che si dissolve sempre di più sulla linea dell’orizzonte ma sotto quella soglia per Giuseppe Conte potrebbe non essere così scontato continuare a gvernare. Durante il discorso alla Camera, Giuseppe Conte ha definitivamente messo un punto a qualunque possibilità di dialogo con Italia viva e, in contraddizione con quanto da lui dichiarato nel 2018, ha preso le distanze dai “nazionalisti e sovranisti”. Si è appellato alle forze “europeiste, socialiste, liberali e popolari”, prendendo una precisa posizione politica, che influirà anche il voto di oggi in Senato.Meloni smaschera Conte “Quanto vale la sua parola Cosa diceva tre anni fa…”

Scenario 1: Conte ottiene più di 160 voti

Sarebbe lo scenario migliore per il presidente del Consiglio ma al momento è il più improbabile. Ma ponendo il caso che dovesse ottenere la fiducia da 161 (o più) senatori, il presidente del Consiglio avrebbe a disposizione una maggioranza assoluta che consentirebbe un governo relativamente tranquillo per i prossimi mesi.

Scenario 2: Conte ottiene tra 155 e 160 voti

Questo è lo scenario che attualmente viene dato come più probabile nella maggioranza. Senza i renziani, Giuseppe Conte deve fare appello ai responsabili, che ieri sono diventati “volenterosi” durante il suo discorso. Impossibile sapere con esattezza quali e quanti saranno i senatori che risponderanno “presente” alla chiamata del presidente del Consiglio finché non verrà espresso il voto. Allo stato attuale delle cose, la maggioranza sembra che sia disposta ad accontentarsi anche solo di 155 voti. In quel caso, per il premier l’obiettivo sarebbe quello di trascinare nella maggioranza altri senatori strada facendo. Addirittura, alla luce dell’attuale situazione, da più fonti della maggioranza emerge che oggi i 155 voti verrebbero considerati una vittoria.

Scenario 3: Conte ottiene tra 150 e 154 voti

Per molti, invece, sarebbe questo lo scenario più plausibile, con 154 voti a favore del presidente del Consiglio nella votazione al Senato. Non sarebbe certo facile continuare a governare con numeri così risicati ma potrebbe comunque provare a proseguire senza passare per le dimissioni, il suo incubo peggiore.

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Crisi di governo, Conte oggi al Senato. La giornata politica in diretta

martedì, Gennaio 19th, 2021

di Alessandro Sala e Alessandro Trocino

Crisi di governo, Conte oggi al Senato. La giornata politica in diretta

Incassata la maggioranza assoluta alla Camera, con 321 voti (il plenum dell’assemblea è di 630), il premier Giuseppe Conte oggi affronta la prova del Senato, dove i numeri a sostegno del governo sono molto più risicati. Italia viva, dopo l’abbandono del governo, ha annunciato che si asterrà nel voto finale e questo consentirà all’esecutivo di ottenere la fiducia con una maggioranza relativa: non è richiesto un quorum minimo ed è sufficiente superare l’opposizione anche di un solo voto. Gli ultimi rumors danno per ora a favore del governo una pattuglia compresa tra i 152 e i 159 senatori: quelli di M5S , Pd e Leu a cui si aggiungerebbero tra i 12 e i 15 voti provenienti dal gruppo Misto o di transfughi da altri gruppi e 7 dal gruppo delle Autonomie. Ma questo è il pallottoliere ipotetico. Quello reale è quello che si sta muovendo in Senato: il risultato è atteso attorno alle 20.30.

***

17.40 – Renzi: «Perché la crisi? Ora o mai più»
Renzi è poi tornato sulle motivazioni della crisi, insistendo sul concetto dell’ora-o-mai-più: . «Questo è un momento opportuno, ora o mai più si può fare la discussione. Ora ci giochiamo il futuro, non fra sei mesi. Ora o mai più perché c’è un nuovo presidente degli Stati Uniti. Ora o mai più perché qualche giorno fa sono stati fatti degli accordi impressionanti in medio Oriente. Ora o mai più perché Merkel e Macron hanno siglato accordi con la Cina mentre noi siamo rimasti a guardare», ha aggiunto Renzi. «Ora o mai più perché questo è l’anno del G20 in Italia». E, ancora: Ora o mia più pr l’economia, abbiamo il 160 per cento di debito e i ragazzi pagheranno il conto più di altri di questa crisi. Ora o mai più per il Mes»

17.33 – Renzi a Conte: «Il suo non è il governo migliore»

Matteo Renzi durante l’intervento
Matteo Renzi durante l’intervento

Renzi ha preso per primo la parola dopo l’interruzione dei lavori e ha attaccato frontalmente il premier Conte: «Il suo non è il migliore dei governi — ha sottolineato il leader di Italia Viva —, per affrontare la tragedia in corso serve un esecutivo più forte». E ancora: «Lei ha avuto paura di salire al Quirinale perché ha scelto un arrocco che temo sia dannoso per le istituzione».

Ore 17.31 – Riprende la seduta al Senato

Ore 17.19 – Renzi annuncia: «Non ho bloccato Casalino su Whatsapp»
C’è attesa per l’intervento di Matteo Renzi al Senato. Il leader di Italia Viva, nell’attesa, parlando con alcuni giornalisti ha detto: «Non ho bloccato Casalino su whatsapp», smentendo alcuni retroscena. Poco prima il portavoce del premier, Rocco Casalino, era passato a poca distanza, entrando verso l’emiciclo

Ore 16.46 – Minivertice dei ministri M5S al Senato
Mini-vertice dei ministri M5S nella pausa dei lavori dell’aula del Senato per la sanificazione. Alla riunione sono arrivati alla spicciolata, accolti dal capo politico, Vito Crimi, il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, dello Sport, Vincenzo Spadafora, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, il capodelegazione, Alfonso Bonafede, la responsabile del Lavoro, Nunzia Catalfo.

Ore 16.30 – Nuova pausa sanificazione e capigruppo
La seduta è stata nuova mente sospesa per una sanificazione dell’aula. La seduta riprenderà alle 17,30. Nel frattempo la presidente Casellati ha convocato i capigruppo.

Ore 16.25 – Centinaio e l’omino Playmobil

Centinaio mostra l’omino Playmobil, Salvini osserva da vicino
Centinaio mostra l’omino Playmobil, Salvini osserva da vicino

«Avvocato Conte, lei è come l’omino Playmobil, che potevi trasformare come volevi, in tanti personaggi.. E´ un premier per tutte le stagioni, vada a casa!». Lo ha detto Gian Marco Centinaio, senatore della Lega ed ex ministro dell’Agricoltura, intervenendo in Aula e mostrando uno dei noti pupazzetti di plastica che hanno la caratteristica di poter cambiare look e funzione grazie a dei pezzi interscambiabili. Al suo fianco era seduto il leader leghista, Matteo Salvini .

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Senato, Renzi a Conte: “Proprio ora è il momento di fare la crisi, serve un governo forte”

martedì, Gennaio 19th, 2021

Dopo aver incassato la fiducia alla Camera, Conte è al Senato per chiedere il sostegno al suo governo. “Qui a testa alta”, ha detto parlando in Aula. Matteo Renzi, leader di Italia Viva, critica il premier: “Serve un esecutivo più forte, lei non si è dimesso”. “Lei ha avuto paura di salire al Colle perché ha scelto un arrocco che spero sia utile per lei ma credo sia dannoso per le istituzioni”, ha aggiunto a Palazzo Madama.

Renzi a Conte: “La politica non è distribuzione di poltrone”

“Chi perde oggi? Qualcuno dice Conte, Renzi, Iv. Sembra che la discussione riguardi le singole persone. E’ l’Italia che sta perdendo la più grande opportunità che ha da perdere dopo il Piano Marshall. Ecco perché le ho chiesto di fare un passo in più non trasformi la discussione politica in una distribuzione di incarichi. Lei forse pensa davvero che la politica sia l’arte difficile del governo ma non possiamo limitarci di dare una poltrona in più”. Lo dice il leader di Iv Matteo Renzi al Senato. 19 gen 17:48

Renzi a Conte: “Scelto arrocco dannoso per le istituzioni”

“Lei ha avuto paura di salire al Colle perché ha scelto un arrocco che spero sia utile per lei ma credo sia dannoso per le istituzioni”. Lo dice il leader di Iv Matteo Renzi in Senato. “La crisi istituzionale non è aperta ma l’Italia vive una crisi sanitaria ed economica”, spiega Renzi sottolineando come l’Italia sia il Paese con il “più alto numero di morti di Covid in rapporto alla popolazione”. “Sono mesi che chiediamo una svolta, non è vero che siamo stati irresponsabili, siamo stati fin troppo pazienti”. 19 gen 17:45

Renzi: “Ora o mai più il Mes”

“Ora o mai piu’ per il Mes”. Ha detto ancora Matteo Renzi nella sua replica alle comunicazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte.  19 gen 17:43

Renzi a Conte: ha avuto paura di salire al Quirinale

“Lei ha avuto paura di salire al Colle perché ha scelto un arrocco che spero sia utile per lei ma credo sia dannoso per le istituzioni”. Lo dice il leader di Iv Matteo Renzi in Senato. “La crisi istituzionale non è aperta ma l’Italia vive una crisi sanitaria ed economica”, spiega Renzi. “Sono mesi che chiediamo una svolta, non è vero che siamo stati irresponsabili, siamo stati fin troppo pazienti, ora o mai più si può fare una discussione”, aggiunge. 19 gen 17:40

Renzi a Conte: serve governo più forte

“Signor presidente, se lei parla di crisi incomprensibile, le spiego le ragioni che hanno portato la nostra esperienza al termine. Non è il governo più bello del mondo: pensiamo ci sia bisogno di un governo più forte, non pensiamo possa bastare la narrazione del ‘gli altri Paesi ci copiano’. Non è stata aperta ancora una crisi istituzionale perché lei non si e’ dimesso”. Lo dice il leader di Iv Matteo Renzi nel suo intervento in Aula al Senato.  19 gen 17:38

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