Archive for the ‘Politica’ Category

Bonafede sfida Salvini: “Bisogna dare la cittadinanza a Ramy”

martedì, Marzo 26th, 2019

Sergio Rame

Dopo Luigi Di Maio, scende in campo Alfonso Bonafede.

Nonostante il Viminale abbia chiesto cautela prima di concedere la cittadinanza italiana a Ramy, il 13enne che insieme ad altri compagni di classe ha telefonatao ai carabinieri contribuendo così a sventare il folle piano di Ousseynou Sy di lanciare uno scuolabus incendiato contro l’aeroporto do Linate, il Guardasigilli ha invitato Matteo Salvini a “dare subito la cittadinanza al ragazzino”. Si profila quindi un nuovo braccio di ferro all’interno della maggioranza. Dal momento che, se concessa a Ramy, la cittadinanza verrebbe estesa anche ai genitori, il leader del Carroccio vuole vederci chiaro prima di consegnarla. E il vederci chiaro significa controllare che nessuno abbia precedenti penali.

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Il Pd secondo… Zingaretti

martedì, Marzo 26th, 2019

By Stefano Baldolini

“Per arrivare primi, se sei terzo, prima devi riuscire a essere secondo”, ha dichiarato a caldo Nicola Zingaretti, indicando senza troppi fronzoli l’obiettivo praticabile a medio termine, e reagendo alle sacche di resistenza renziana che hanno provato a imputargli la perdita del presidente uscente di regione, e implicitamente la mancata discontinuità con la stagione ‘pittelliana’ in Basilicata.

Al di là del sarcasmo della neo-vicepresidente Pd Anna Ascani (“Alla sesta volta persino Toto Cutugno ha smesso di esultare per il secondo posto”), al di là dei toni solitamente bruschi dell’altro giachettiano Luciano Nobili (“Senza Renzi, felici e perdenti”), il tema c’è. Si è perso di nuovo – più o meno con onore – ma si è perso anche in Basilicata. Troppo poco tempo per l’eventuale effetto trascinamento della nuova leadership zingarettiana, ancora troppo poco presentabile il Pd per attrarre i delusi dai pentastellati.

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Di Maio: «Serve un chiarimento tra alleati. Il voto? Non abbiamo bisogno di Berlusconi»

martedì, Marzo 26th, 2019

di Emanuele Buzzi

Luigi Di Maio, lei continua a sostenere che in Basilicata non siete crollati. Ma nel 2018 eravate al 44% e ora siete al 20%.
«Ma non si possono fare confronti. Alle Regionali il voto ha connotazioni diverse, interessi diversi e nonostante tutto in Basilicata oggi siamo la prima forza politica. Poi è ovvio che si tratta di una scelta…».

In che senso?
«Beh sì, si può scegliere se portare avanti un proprio candidato, con una propria lista e un programma, dare delle certezze ai cittadini come fa il M5S, e si può scegliere di rincorrere i successi degli altri».

Allude a Salvini?
«Non mi riferisco a nessuno, ma ho visto una interessantissima analisi di Antonio Polito, in cui dice che il centrodestra è un fantasma, vince ma non esiste. Del resto quel che è accaduto in Basilicata è indicativo, parliamoci chiaro: vince un candidato di Berlusconi e tutti fanno festa. Contenti loro. Per quanto mi riguarda: noi corriamo con la nostra lista, altri fanno le ammucchiate. Piuttosto che governare insieme a Berlusconi, il M5S se ne va all’opposizione. Sono scelte di campo. Noi siamo autonomi, con qualche difetto come tutti, ma siamo autonomi, non abbiamo bisogno di Berlusconi».

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Conto alla rovescia per una nuova fase politica: piano per una lista unitaria Lega-Meloni

martedì, Marzo 26th, 2019

fabio martini roma

Nei giorni scorsi Matteo Salvini aveva inviato all’amministrazione americana segnali molto forti: davanti all’accoglienza per certi versi trionfale che Roma aveva preparato al leader cinese Xi Jinping, il capo della Lega si è dissociato dalle manifestazioni di più spiccato giubilo con un giudizio sferzante («Non mi si dica che in Cina c’è il libero mercato»), un modo per andare incontro al forte malumore dell’amministrazione americana. Come dire: Washington può fidarsi della Lega e del suo capo. Oggi e soprattutto domani. In caso sempre più probabile di una precipitazione degli eventi verso elezioni anticipate.Una strategia che il leader della Lega ha confrontato con Steve Bannon, l’ex stratega della vittoriosa campagna elettorale di Donald Trump, in questi giorni in Italia, prendendo in esame la possibilità di dare vita ad un nuovo centrodestra sovranista, con Giorgia Meloni ed anche, eventualmente, senza Silvio Berlusconi. L’approccio d’attacco di Salvini è condiviso e incoraggiato da Bannon che – dopo la rottura con lo staff di Trump – si sta dedicando all’Europa con la mission di «rendere globale la rivoluzione contro il Partito di Davos». Dentro questa strategia, Bannon sta cercando di costruire una sorta di Internazionale populista, il cui primo obiettivo è di ottenere un buon risultato alle elezioni di maggio 2019: in Italia il rapporto privilegiato è con il capo della Lega. E in queste ore Bannon ha spiegato ai suoi interlocutori italiani che presto la parola tornerà agli elettori italiani. Steve Bannon, come si sa, non è Trump, ma nelle settimane scorse anche l’amministrazione americana era stata informata delle intenzione leghiste di arrivare ad una resa dei conti con gli alleati pentastellati.

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Un terremoto nel M5S? “Ora cambiamo tutto o basta con il governo”

lunedì, Marzo 25th, 2019

Chiara Sarra

“Abbiamo un problema, così non va”: nel Movimento 5 Stelle è l’ora dell’autocritica e della resa dei conti.

Anche se Luigi Di Maio esulta e parla di una compagine “più forte di prima in Basilicata”, la verità è che l’approdo a Palazzo Chigi sta nuocendo al suo partito.

Lo dimostrano le elezioni Regionali di questi mesi. E lo dimostrano i malumori interni al movimento stesso. “Il ministro Tria si sta mangiando il governo, la politica è ferma”, si era sfogato venerdì in piazza Gianluigi Paragone. Che a urne chiuse avrebbe persino puntato contro i vertici. “È stato un errore tenere fuori Alessandro Di Battista”, avrebbe detto secondo un retroscena riportato dal Corriere, “Deve tornare al nostro fianco e combattere con noi. Perché stiamo diventando forza di sistema. E non basta fare il compitino, dobbiamo tornare a essere tsunami come una volta. Siamo tutti colpevoli di questa deriva. Dobbiamo fare un tagliando e cambiare tutto. Se non siamo capaci, beh allora scansiamoci. Non vale la pena andare avanti così, con questo governo”.

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Salvini non pensa a strappare Resa dei conti solo a maggio

lunedì, Marzo 25th, 2019

Chiara Giannini

Lo scontro tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini si fa sempre più forte. I due vicepremier ormai sono divisi su tutto: dalla Tav agli accordi con la Cina, dalla sicurezza fino all’autonomia.

E ora a marcare la distanza tra i due arrivano anche i risultati delle elezioni in Basilicata. Un dato di fatto c’è: il Movimento Cinque stelle crolla sotto il peso di consensi in forte calo. Si era già visto alle elezioni in Abruzzo, ora si replica. I pentastellati, nati sotto il segno della protesta popolare, si trovano a fare i conti con il vento sovranista che soffia sempre più forte e che sta spazzando via ogni dubbio: gli italiani fanno il tifo per Salvini, complici i temi chiave che stanno a cuore alla Lega, in particolare l’immigrazione. Qual è, dunque, lo scenario che si prospetta dopo le consultazioni in Basilicata?

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Autonomia, Lega all’attacco. Zaia: “O ce la danno o tutti a casa”. Salvini: “Ora o mai più”

lunedì, Marzo 25th, 2019

Sarà l’effervescenza della festa di partito a Treviso, ma la Lega va alla carica sull’autonomia. Lo fa con il suo numero uno, Matteo Salvini, e con il presidente veneto, Luca Zaia. Il governatore lancia quasi una sfida ai 5Stelle: “Andiamo avanti, ci sarà il 3 aprile un’ulteriore audizione al Senato. Se si firma e ci danno l’autonomia bene, sennò a casa tutti”, dice Zaia durante la “Veneto Fest”. E ancora: “Siamo stanchi di pagare gli sprechi degli altri. Non è la secessione dei ricchi come dice qualcuno ma è di quelli che son stufi di essere trattati come dei pirla”. Zaia è d’altronde da sempre il più radicale nel pressing sull’autonomia. In passato ha addirittura parlato di un’ecatombe in caso di mancata intesa, viste le resistenze di molti 5Stelle, in particolare dell’ala meridionale del Movimento.

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Sala: “Salvini sfugge al problema dello ius soli” | Il vicepremier: “Non se ne parla, non è il luna park”

lunedì, Marzo 25th, 2019

Quella battuta di Salvini sul ragazzino egiziano “non ha senso. Il vicepremier sfugge al dibattito sullo ius soli”. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala va all’attacco dopo che Salvini aveva invitato Ramy, il ragazzino, “eroe” del bus su cui hanno rischiato la vita 51 bambini, a farsi eleggere per cambiare la legge. Il vicepremier replica: “Non se ne parla, la cittadinanza non è un biglietto per il luna park. Ma spero di incontrare Ramy”


Sala: “Ius soli tema caldissimo” – E invece sulla materia, secondo Sala, c’è da discutere, eccome. “I temi sono complessi – dice, riferendosi all’attacco del senegalese ai 51 ragazzi sull’autobus – e io non voglio mettere il cappello su questi fatti, come fanno in tanti. Però lo ius soli è una questione significativa. E’ giusto che ne parli il Parlamento, quindi io evito di cavarmela con le battute, ma certamente c’è un tema di tanti ragazzi nati in Italia e che vivono la nostra cultura”.



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Elezioni Basilicata: Destra vincente e crollo M5s, atto terzo

lunedì, Marzo 25th, 2019

E tre. Il centrodestra vince anche il terzo test elettorale dell’era del governo gialloverde. Dopo Abruzzo e Sardegna, anche la Basilicata: terra dove il centrodestra non ha mai conquistato l’amministrazione regionale. Finora. Vince il candidato di Forza Italia, l’ex generale della guardia di finanza Vito Bardi, sostenuto da cinque liste ma soprattutto dal carisma di Matteo Salvini, nelle ultime due settimane praticamente sempre presente in regione, paesino dopo paesino, palco dopo palco.

Quello per Salvini è un voto politico per i lucani, un voto sulla fiducia, diciamo così, come è stato quel 44% tributato al M5s alle scorse politiche. Come in Sardegna e Abruzzo il Movimento non fa bene, dimezza i consensi rispetto alle politiche 2018, deve accontentarsi del terzo posto del resto largamente preventivato. Il candidato del M5s Antonio Mattia si è infatti candidato anche come consigliere per entrare in consiglio: la legge elettorale regionale permette l’elezione da consigliere solo ai primi due candidati presidenti, il vincente e il miglior perdente.

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Regionali Basilicata, il centrodestra ipoteca il successo | Bardi sopra il 42%: “Abbiamo scritto la storia”

lunedì, Marzo 25th, 2019

Il centrodestra vince anche in Basilicata. Con il 75% dei seggi scrutinati Vito Bardi ottiene il 42,47% e si avvia verso la presidenza della Regione, con la Lega sempre più nazionale di Matteo Salvini che si afferma ora al Sud con il 19%. Secondo è Carlo Trerotola del centrosinistra al 32,99%, staccato di quasi 10 punti. Seguono Antonio Mattia di M5s al 20,37% e Valerio Tramutoli (Basilicata Possibile, lista civica) al 4,17%.


La Basilicata è pronta per il cambiamento, abbiamo scritto la storia. Dopo tanti anni di governo di centrosinistra, il centrodestra ha scelto la via del riscatto per questa terra”. Queste le prime parole di Vito Bardi, che si è detto “emozionato” per il risultato ottenuto. “Nella mia agenda al primo posto ci sarà il lavoro”, ha aggiunto.

Come già in Molise, Abruzzo e Sardegna, dunque, la coalizione della Lega con Forza Italia (9,15%) e Fratelli d’Italia (5,82%) paga a livello amministrativo, se saranno confermati questi dati fino alla fine, nonostante i partner siano divisi dal governo a Roma. Esperienza quest’ultima che sembra pesare sul M5s, che registra, sul parziale, un dato sotto il 20%, meno della metà delle politiche di un anno fa (44%), ma 7 punti sopra le regionali 2013, restando comunque primo partito in Basilicata.

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