Archive for the ‘Cultura’ Category

Addio a Luciano De Crescenzo, “il professor Bellavista” che ha raccontato le diverse sfaccettature di Napoli

venerdì, Luglio 19th, 2019

E’ morto a Roma Luciano De Crescenzo. Lo scrittore, regista e attore napoletano soffriva da anni di una malattia neurologica ed è deceduto, a 90 anni, per le conseguenze di una polmonite. Considerato “l’ingegnere filosofo”, ultimo simbolo della cultura partenopea, De Crescenzo ha scritto oltre 50 libri, venduto oltre 18 milioni di copie nel mondo di cui 7 milioni solo in Italia. Le sue opere sono state tradotte in 19 lingue e diffuse in 25 Paesi.

E  morto Luciano De Crescenzo, l  ingegnere filosofo


Venerdì la camera ardente – La camera ardente di Luciano De Crescenzo sarà allestita venerdì 19 luglio nella Sala della Protomoteca in Campidoglio. L’apertura al pubblico sarà dalle 10 alle 20.

De Crescenzo era nato il 20 agosto 1928 a Napoli nel borgo di Santa Lucia e ha abitato nello stesso stabile in cui era nato il suo storico amico Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer (con cui ha frequentato anche le elementari).

Dietro l’aria sorniona, è stato un umanista che ha fatto dell’ironia e della divulgazione le sue bandiere espressive, condite con un umorismo sapido e colto che diventa popolare con la levità tipica della sua cultura, fatta risalire alla filosofia greca tradotta nel buonsenso comune.

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È morto Franco Zeffirelli

sabato, Giugno 15th, 2019

Francesco Curridori

Il cinema italiano piange la scomparsa di Franco Zeffirelli, il regista di Gesù di Nazareth e di Storia di una capinera apprezzato in tutto il mondo per il suo stile e la sua raffinatezza si è spento nella sua casa a Roma.

L’infanzia tormentata di Zeffirelli

Gianfranco Corsi, in arte Zeffirelli, nasce a Firenze nel 1923 dall’unione clandestina di una coppia di amanti e, in quanto figlio illegittimo di donna sposata non può ricevere né il cognome della madre né quello del padre, Ottorino Corsi.

Nel collegio del Convento di San Marco a Firenze Giorgio La Pira, storico esponente della Dc e futuro sindaco di Firenze, è suo istitutore:“Fu lui a spiegarmi che l’aborto è un crimine e che i totalitarismi, fascismo nazismo comunismo, sono tutti uguali, ma il comunismo è più pericoloso”, rivelerà Zeffirelli che, durante gli anni della guerra fece la Resistenza da cattolico liberale. “Rischiai di essere ammazzato dai comunisti. Li vidi – dirà in un’intervista – fare cose orribili, assassinare un prete solo perché aveva benedetto le salme dei fascisti e gettare il suo corpo nella fossa che usavano come latrina”.

“Sono ‘figlio di ignoti’, N.N. (nescio nomen, ndr). Ma c’era una regola, i cognomi degli illegittimi venivano scelti a partire da una lettera, a rotazione. In quei giorni era il momento della ‘Z’. Cosi mia madre suggerì che mi chiamassero ‘Zeffiretti’, da un’aria di Mozart da lei molto amata (l’Idomeneo ndr). Nella trascrizione, l’impiegato fece un errore, mise due ‘l’ al posto delle ‘t’. Cosi io divenni Zeffirelli”, racconterà in un’intervista al settimanale Sette. Il regista, dopo la morte della madre, trascorre la sua infanzia nell’Istituto degli Innocenti di Firenze finché la zia paterna lo prende in custodia e lo porta a casa sua. Suo padre naturale lo riconoscerà a 19 anni ma, ormai, per Zeffirelli, che nel ‘99 racconterà la storia della sua infanzia col film Un tè con Mussolini, è troppo tardi per separarsi da quel ‘falso’ cognome che sarà regolarizzato solo dopo il suo ingresso in Senato.

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Il ministro Bonisoli: “Zeffirelli, un genio dei nostri tempi”

sabato, Giugno 15th, 2019

“Il mondo della cultura e del cinema piangono la morte del maestro Franco Zeffirelli, un genio dei nostri tempi. Ho amato i suoi film. A nome mio e del Mibac esprimo le condoglianze alla sua famiglia”. Così, su Twitter, il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli ricorda il regista, morto all’età di 96 anni.

Il ministro Bonisoli: “Zeffirelli, un genio dei nostri tempi”

IL CORDOGLIO DEL MONDO POLITICO E NON SOLO

“La morte di Zeffirelli lascia l’Italia più povera, perché con lui è scomparso l’ultimo grande protagonista di un’epoca irripetibile della cultura italiana, un Maestro insostituibile, grazie a una vita interamente dedicata all’arte, che fosse cinema od opera lirica, prosa o televisione”. Lo dichiara in una nota Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia.

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“Dream è l’anagramma di…”: il monologo di Massini è una durissima lezione a un razzista

domenica, Giugno 2nd, 2019

Il racconto di Stefano Massini, per la sua rubrica settimanale a Piazzapulita, su La 7, inizia con il tifo razzista di un padre alla partita di calcio del figlio e si trasforma in una riflessione sul linguaggio dell’odio e sulla retorica con cui spesso ci si trovaa contrastarlo.

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Mina a Sanremo, il figlio Massimiliano Pani apre all’ipotesi

lunedì, Aprile 15th, 2019

Mina direttore artistico del Festival di Sanremo. Per ora è poco più che una suggestione, ma sarebbe un colpaccio per la Rai e per la kermesse sanremese, dopo tre anni di Claudio Baglioni. A 79 anni, il suo nome è quello che accende di più l’interesse, dopo oltre 40 anni senza comparire in quella tv che ha contribuito a rendere grande. Massimiliano Pani, suo figlio, produttore e arrangiatore dei suoi dischi, non esclude: “Lavoriamo a un bel progetto per l’autunno” dice al Messaggero, ma non chiude all’ipotesi che Mina possa tornare al Festival.

“Se la Rai le chiedesse di scegliere i brani in gara e le permettesse di mantenere la visione artistica, credo proprio che accetterebbe”

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Alberto Angela: così racconto il romanzo della storia italiana ai vostri lettori

sabato, Aprile 13th, 2019

di ILARIA ZAFFINO

“È come vedere una statua antica che ti guarda, poi di colpo sorride, ed è lei a parlarti della sua epoca: questa è la differenza. Tutti gli altri libri di storia te la fanno vedere immobile, con quello sguardo un po’ severo. Noi la facciamo sorridere”. Alberto Angela, 57 anni, giornalista, scrittore, divulgatore tv, riassume così, con questa immagine, la sua ultima impresa: la collana Come eravamo. Il romanzo degli italiani dalle origini all’Unità d’Italia: ora è in edicola con Repubblica il primo dei venti volumi, che usciranno a cadenza settimanale (a 9,90 euro più il prezzo del giornale). “Da piccolo disegnavo uomini preistorici e dinosauri. Da quel che ricordo sono sempre stato appassionato di storia: i racconti che le maestre facevano sul mio coinvolgimento in seconda elementare sono entrati nella storia di famiglia”.

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Quadro rubato dai nazisti agli Uffizi, Germania pronta a restituire lʼopera

domenica, Marzo 17th, 2019

l “Vaso di fiori” dell’olandese Jan van Huysum, il quadro rubato dai nazisti dalla Galleria degli Uffizi durante la seconda guerra mondiale, potrebbe presto tornare a Firenze. Dopo l’appello delle autorità locali e del direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, Berlino ha assicurato che “anche per il governo federale il dipinto deve senza dubbio tornare a occupare il suo posto originario”. L’opera è attualmente in una collezione privata in Germania.

Firenze, il quadro rubato dai nazisti
“La comunicazione del ministero federale degli Affari esteri della Repubblica Federale di Germania, da’ significativo riscontro al costante impegno che abbiamo posto per il recupero del quadro ‘Vaso di Fiori’, del pittore olandese Jan van Huysum.

“La comunicazione del ministero federale degli Affari esteri della Repubblica Federale di Germania, da’ significativo riscontro al costante impegno che abbiamo posto per il recupero del quadro ‘Vaso di Fiori’, del pittore olandese Jan van Huysum.

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Franco Ferrarotti all’Huffpost: “Il piacere del potere è troppo intenso. Di Maio e Salvini dureranno per 5 anni”

lunedì, Marzo 11th, 2019

Chi vede la crisi di governo, sottovaluta l’eccitazione che dà il comando: “Il piacere del potere è più intenso di un orgasmo. Per questo, Salvini e Di Maio dureranno per tutta la legislatura. Il calcestruzzo del potere che li tiene insieme è molto più forte delle loro opinioni discordanti sulla Tav”. Basta pronunciare la parola “politica” per accendere in Franco Ferrarotti il fuoco di una passione antica: “Mi piaceva così tanto che mi stava mangiando la vita”, dice all’Huffpost. Eppure il nome di Ferrarotti, in Italia, è un sinonimo del termine “sociologia”. Poiché è lui l’uomo che ha innestato, nel corpo tradizionale del sapere italiano, il ramo moderno di questa disciplina, andando allo scontro frontale perfino con Benedetto Croce, che della sociologia fu un grande nemico: “Stroncò la mia traduzione de La teoria della classe agiata di Thorstein Veblen sul Corriere della Sera. Io risposi con due articoli sulla Rivista di Sociologia. E tutti, nel mondo della cultura italiana, si domandarono chi era quell’incosciente che aveva osato contraddire Croce. Ero io, un ragazzo di poco più di vent’anni”.

Il fondatore del Manifesto, Valentino Parlato, in un articolo di molti anni lo definì “un vulcano”. E sembra un’espressione esagerata finché non si è davanti a quest’uomo di novantadue anni, posseduto da una vitalità tale che, una volta uscito di lì, hai anche tu la voglia di leggere tutto, viaggiare in ogni parte del mondo, incontrare più persone possibile: “Nella mia vita, ho avuto quattro o cinque carriere. Non ne ho cercata nemmeno una. Sono loro che mi hanno trovato”. Essere professore, per lui che è stato il primo ad avere la cattedra di una disciplina che non c’era mai stata prima, in Italia, ha significato camminare sulla strada dell’incertezza: “Non ho mai avuto niente da insegnare. Io andavo in aula per professare le mie idee. Nient’altro che questo: le mie idee. Nessuno può presumere di avere la conoscenza. Semmai, è la conoscenza che ha te”.

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Piero Angela all’Huffpost: “L’impressione che domani andrà peggio sta avvelenando l’Italia”

domenica, Marzo 3rd, 2019

Mi riceve di spalle, chino sulla fedele scrivania. Dalla finestra al suo fianco filtra appena la luce necessaria a una lettura faticosa: “Sto studiando, attenda un attimo”. Otto lauree, oltre trenta libri scritti e quasi mezzo secolo di divulgazione scientifica non gli bastano. Piero Angela vuole sapere ancora qualcosa di più.

La scrivania in realtà è un normalissimo tavolo da cucina, circondato da dischi e statuette di legno posizionate con cura su ogni muro disponibile, in una specie di mosaico composto per ricordare le decine e decine di viaggi in giro per il mondo. “Li ho presi in Indonesia, in Africa, in Asia centrale. Ci tengo molto”, mi dice senza nemmeno voltarsi.

Sottolinea, scrive, legge con attenzione e poi scrive ancora. Poi, finalmente, si volta. Una stretta di mano e poco spazio per i convenevoli: “Mi metto una cravatta e cominciamo”.

Ma lei non si annoia mai ad imparare?

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“La mia vita con il Dalai Lama alla scoperta della mindfulness”

mercoledì, Febbraio 13th, 2019

di RAIMONDO BULTRINI

Alan Wallace si laureò più di 30 anni fa in fisica prima di specializzarsi negli studi di filosofia e religione, seguiti da 14 anni in un monastero buddhista sotto la guida del Dalai lama e altri maestri di meditazione. E’ da questa esperienza a cavallo tra mistica e scienza che l’ex monaco americano si è trasformato in uno dei più attivi divulgatori dei progetti di ricerca sostenuti dal leader tibetano sugli effetti delle antiche pratiche dei sutra e tantra himalayani sulla psiche umana.

Invitato ormai in tutto il mondo a condurre seminari e corsi spirituali sta lavorando da anni alla creazione in Italia di un centro dove saranno invitati yogi e meditatori disposti a un esperimento mai tentato su vasta scala, il loro “monitoraggio” fisiologico e biochimico durante e dopo le pratiche meditative condotte per lunghi periodi, fino a tre anni.

Tutti i benefici della mindfulness

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