Archive for the ‘Cultura’ Category

L’arte prostituta dei politici, intanto l’Italia va a pezzi

mercoledì, settembre 19th, 2018

Crolla la Reggia di Caserta? Non è grave

Non la facciamo troppo lunga: è crollato solo un soffitto nella Reggia di Caserta. In fondo poteva andare peggio: poteva crollare la Cappella Sistina, e invece è ancora in piedi; poteva crollare il Colosseo, e invece è ancora lì; poteva crollare la sala del Botticelli agli Uffizi, e invece c’è ancora; poteva crollare la Torre di Pisa, e invece è ancora lì che pende.

Non facciamo i soliti gufi che ammorbano le pagine dei giornali scrivendo che il patrimonio d’arte cade a pezzi. Non cade a pezzi. È solo caduta a pezzi la Reggia di Caserta. Cosa vuoi che sia? Se chiedi agli italiani dov’è Caserta, ti rispondono tra il Molise e l’Abruzzo. Se chiedi agli italiani quante volte sono andati a Caserta, ti dicono che devono ancora andarci. Se chiedi agli italiani chi abbia fatto la Reggia di Caserta, ti rispondono chissenefrega. Dunque, se cade un soffitto, che cosa vuoi che sia? Non rompere i coglioni con queste inutili notizie da becchino.

450 milioni per gli sfigati (altro…)

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Pavia, ritrovato il più antico ‘spartito musicale’: risale al 1100

martedì, luglio 24th, 2018

Pavia, ritrovato il più antico 'spartito musicale': risale al 1100

Ritrovato alla Biblioteca Universitaria di Pavia un antifonario del 1100, forse il più antico finora conosciuto. Lo annuncia il ministro della cultura Bonisoli precisando che la pagina di pergamena manoscritta, antesignana dello spartito musicale, è stata ritrovata durante il restauro finanziato con l’Art Bonus dal Mibac di un volume del ‘600. Un ritrovamento, sottolinea, “che dimostra l’importanza della tutela e del rapporto con il mondo universitario e il suo sistema bibliotecario”

Durante il restauro sul volume di Giovanni De Deis, In Ecclesia Mediolanensi (Milano, Melchiorre Malatesta, 1628), è emerso un foglio in pergamena manoscritta, che, ad un attento esame, si è rivelato essere un documento composito che, oltre alle iscrizioni, contiene minutissime notazioni di musica medievale. (altro…)

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Russia, cento anni fa la strage dei Romanov. “Quei resti sono della famiglia dello zar”

mercoledì, luglio 18th, 2018
MOSCA. Quei resti ossei rinvenuti a Ekaterinburg e poi sepolti a San Pietroburgo appartengono davvero ai Romanov. L’ennesima conferma è arrivata nel centenario della loro brutale uccisione, ma non basta a dissipare un mistero che ha appassionato intere generazioni di storici né a mettere fine alla disputa tra lo Stato e la Chiesa russa ortodossa.

Nella notte tra il 16 e il 17 luglio 1918, l’ultimo zar Nicola II, la moglie Alexandra e i loro cinque figli che avevano tra i 10 e i 20 anni vennero giustiziati a Ekaterinburg dai bolscevichi che misero così fine ai 300 anni della dinastia Romanov a capo dell’Impero russo. I corpi furono poi gettati in fretta e furia in una fossa comune alle porte della città sugli Urali. I resti di Nicola, Alexandra e tre dei figli – Anastasia, Olga e Tatiana – furono ritrovati solo nel 1979. Una scoperta rivelata solo in pieno crollo dell’Urss.

Ezio Mauro racconta la rivoluzione russa. Dodicesima puntata: il massacro dei Romanov

in riproduzione….

Bisogna attendere il 1998 perché le ossa vengano identificate ufficialmente e infine sepolte nella cripta della cattedrale di Pietro e Paolo a San Pietroburgo il 17 luglio di vent’anni fa. Ma l’allora patriarca Aleksej snobbò il funerale e mandò un vescovo a presiedere la cerimonia di sepoltura di quelli che chiamò “resti ignoti”. Tutti i membri della famiglia imperiale vennero poi canonizzati nel 2000.

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Saqqara, scoperto un laboratorio per l’imbalsamazione e 35 nuove mummie

domenica, luglio 15th, 2018

Il Ministero delle Antichità egizie aveva già fatto trapelare qualche indiscrezione creando negli ultimi giorni un bel po’ di attesa e fibrillazione intorno a una scoperta effettuata a Saqqara dalla missione egiziano-tedesca dello Sca e dell’Università di Tübingen. Ma sabato mattina, nei pressi della piramide di Unas, si è tenuta la conferenza stampa ufficiale che ha confermato il ritrovamento di un laboratorio d’imbalsamazione, una cachette con gli attrezzi utilizzati nel trattamento dei cadaveri e un pozzo funerario con oltre 35 mummie di XXVI dinastia (672-525 a.C.). L’area, che non veniva scavata da oltre un secolo, si trova proprio a Sud del complesso piramidale dell’ultimo faraone della V dinastia (circa 2350 a.C.).
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Il ritorno del templari “a difesa dell’Europa cristiana”

sabato, luglio 7th, 2018

La penombra della cripta dona la giusta atmosfera di mistero. I cavalieri s’aggiustano il mantello bianco con una vistosa croce rossa sulla spalla. Il novizio, convocato, avanza in religioso silenzio e s’inginocchia di fronte al maestro templare. Ascolta contrito il rito dell’ammissione: “Nel nome di nostro signore Gesù Cristo, ti accogliamo nell’Ordine del Tempio” (guarda il video esclusivo).

Roma, primavera 2018. Basilica dei santi Apostoli. Oltre 700 anni dopo la fine ingloriosa dei cavalieri crociati le immagini suonano mistiche. Antiche. In qualche modo misteriose. Sono passati sette secoli dalla morte dell’ultimo maestro dei Templari, Jacques De Molay. E i Pauperes commilitones Christi, quell’Ordine militare e religioso braccio armato della Chiesa in Terra Santa, sembra ormai un ricordo del passato cui s’ispirano solo romanzieri e scrittori. E invece c’è chi ancora oggi ne cavalca i simboli e prova a risvegliare l’orgoglio perduto dei “poveri soldati di Cristo”.

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La conoscenza rende liberi

sabato, luglio 7th, 2018

«Un museo è un luogo di impegno, non di evasione o isolamento o di separazione, per rendere l’uomo libero in quanto informato.

Si cerchi dunque in ogni modo di far intervenire il museo in tutte le attività culturali dell’ambiente in cui funziona: non come sede di contemplazione o studio della tradizione, ma come luogo in cui si costruisce e si vive lo sviluppo della realtà contemporanea. Per questo si chiamino a svolgere l’attività didattica, la lettura delle diverse collezioni, non soltanto gli esperti in materia, ma gli storici e i conoscitori di altre discipline». (altro…)

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Racconti, Augias: “La lingua più bella? L’italiano”

venerdì, giugno 29th, 2018

Un titolo enfatico quello del libro di Claudio Marazzini, ‘L’italiano è meraviglioso’ (Rizzoli), nel quale il presidente dell’Accademia della Crusca, partendo da osservazioni generali, spiega che la nostra lingua ha una caratteristica unica: prima che la penisola venisse unita politicamente, era già un elemento di identità. Studiare la lingua significa confrontarsi con la politica e la storia del paese in cui quella lingua si parla. Inevitabile la critica all’uso eccessivo di anglismi, termini che prendiamo in prestito anche se possediamo un dizionario ricchissimo. “Usare parole straniere, al posto delle nostre, è sintomo di provincialismo e non di cultura”.

REP.IT

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Racconti, Augias: “Perdersi nel mare dei ricordi navigando nell’Egeo”

lunedì, giugno 11th, 2018

Storie, miti e località di una bellezza ineguagliabile. Le dense pagine del libro di Giorgio Ieranò, ‘Arcipelago’ (Einaudi), possono essere un’ottima lettura da poltrona, come una utilissima guida di viaggio. L’autore, professore di letteratura greca a Trento, descrive nei dettagli luoghi e leggende di uno dei posti più incredibili della Terra.  (altro…)

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Palermo, la “Natività” di Caravaggio non fu distrutta ma venduta dal boss

giovedì, maggio 31st, 2018

Secondo alcuni fu seppellita insieme ai tesori del boss Gaetano Alberti, altri sostengono invece che venne distrutta. A quanto pare però la “Natività” di Caravaggio, considerata dall’Fbi una delle dieci opere rubate più importanti al mondo, esiste ancora ed è conservata in Svizzera. E’ quanto emerge dalla relazione della Commissione antimafia guidata da Rosy Bindi. L’ultima novità sulle sorti del celebre quadro è stata ricostruita grazie alle parole di un collaboratore di giustizia: Gaetano Grado. A vendere il capolavoro di Michelangelo Merisi a un mercante d’arte sarebbe stato Tano Badalamenti, il boss di Cosa Nostra che, tra le altre cose, commissionò l’omicidio di Peppino Impastato.

Palermo, la "Natività" di Caravaggio non fu distrutta ma venduta dal boss

La “Natività” di Caravaggio è stata portata via dall’oratorio di San Lorenzo, a Palermo, nella notte tra il 17 e il 18 ottobre 1969. Secondo l’Antimafia si troverebbe all’estero, forse in Svizzera, dove è stata portata da un mercante e rivenduta sul mercato clandestino dell’arte. L’opera, inoltre, probabilmente sarebbe stata spezzettata in più parti per ottenerne il massimo del profitto.
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Racconti, Augias: “Il futuro è arrivato e non ci piace”

martedì, maggio 29th, 2018

Una rivoluzione è in corso e riguarda miliardi di persone: è il capovolgimento totale del sistema delle comunicazioni. Cala l’influenza dei media tradizionali, prolifera il web. Intanto i popoli emigrano: in Germania nel ’68 c’erano 2 milioni di stranieri, oggi sono 17; in Italia in 15 anni siamo passati da uno a 5 milioni. Gli effetti? La crisi delle democrazie liberali, negli Stati Uniti come in Europa. (altro…)

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