Archive for the ‘Cultura’ Category

Israele, torna alla luce un mosaico di 1.500 anni: racconta un episodio del Vangelo

domenica, Settembre 22nd, 2019

Cinque pani e due pesci, proprio come raccontano gli evangelisti nel Nuovo Testamento. Nell’area archeologica di Hippos, nel nord di Israele, i ricercatori dell’Università di Haifa hanno portato alla luce un mosaico di 1.500 anni raffigurante uno dei più noti miracoli compiuti da Gesù: la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Si tratta della pavimentazione, perfettamente conservata, di una chiesa costruita vicino al lago di Tiberiade, noto anche come Mar di Galilea, distrutta da un incendio nel 700 d.C. Per il capo del progetto di ricerca, il professor Michael Eisenberg: “Non si può ignorare la somiglianza con la descrizione dell’episodio riportata nel Nuovo Testamento e ciò – aggiunge – potrebbe rendere necessario riconsiderare il luogo in cui Cristo compì il miracolo”. A cura di Sofia Gadici

REPTV

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Paestum, una scultura arcaica nel tempio di Athena: nuovi scenari per gli archeologi

venerdì, Settembre 13th, 2019

La scoperta di una testa tardo-arcaica in pietra nel santuario di Athena, durante la campagna di scavo 2019 dell’Università di Salerno, è l’ultima sorpresa riservata agli archeologi dal sito di Paestum. Gli archeologi diretti da Fausto Longo hanno riportato alla luce un volto posto di trequarti; il materiale pare sia lo stesso con il quale furono realizzati alcuni elementi decorativi del tempio di Athena.
Il fatto che la superficie posteriore del reperto si presenti non rifinita conduce gli studiosi a ritenere, fanno sapere dal Parco archeologico di Paestum, che si possa trattare di un frammento di una lastra architettonica, forse una metopa; sarebbe la prima recuperata nel santuario della dea guerriera.

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INTELLETTUALI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI

martedì, Agosto 13th, 2019

Massimo Cacciari

Non ho vissuto l’età dei totalitarismi, l’età della morte del pensiero critico ma oggi più che mai posso considerare quanto sia pericoloso il sonno della ragione. Nell’età del ritorno dei Malvolio di montaliana memoria un semplice prendere le distanze  non può bastare,  non è piu possibile una “fuga immobile” anzi può rappresentare una scelta immorale, un disimpegno colpevole.Oggi non è più tempo di tacere, è tempo di prendere una posizione perché ogni esitazione potrebbe mettere a rischio le grandi conquiste culturali del secondo dopoguerra. La cooperazione internazionale, la democrazia, l’integrazione, la tolleranza non possono essere valori negoziabili.
Quello che maggiormente preoccupa non è il ristretto e circoscritto disegno politico di Salvini ma la constatazione dei consensi numerosi che colleziona, non è di Di Maio, che mi preoccupo e del suo serbatoio di voti “protestanti” ma la constatazione che la protesta sinistroide abbia consegnato il paese ad una destra becera e livida e che una larga fetta anche di intellettuali non si sia resa ancora conto che si è prostituita alla peggiore delle destre , non a quella progressista e europeista ma alla destra razzista e violenta di Salvini.Ad una destra incapace di cogliere i segni del tempo, incapace di progettare un mondo di uomini in grado di vivere insieme pacificamente nella consapevolezza che ogni vero progresso raggiunge la sua pienezza col contributo di molti e con l ‘inclusione  di tutti ,seguendo l’insegnamento terenziano alla base della nostra cultura occidentale :”Homo sum humani nihil a me alienum puto”.

Appartengo al mondo della formazione, sto, pertanto, in trincea a contatto con una generazione vivace, intelligente, elettronica e “veloce” che  “vivendo in burrasca” rischia di precipitare nel baratro dell’indifferenza o, nel peggiore delle ipotesi ,dell’intolleranza, dell ‘aggressività pericolosa e ignorante.

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Primo Levi non è stato solo un testimone ma uno dei più grandi scrittori del Novecento

mercoledì, Luglio 31st, 2019

di Marco Belpoliti e Wlodek Golkorn

Primo Levi per decenni è stato celebrato come un grande testimone della Shoah, un’icona dell’antifascismo, custode della preziosa memoria, diventato scrittore per via delle esperienze ad Auschwitz e quindi uno scrittore sui generis. Il testimone tuttavia è una persona che rende conto, nei tribunali, degli eventi cui ha assistito, con tanto di date e circostanze. Il testimone aiuta il giudice, o lo storico, a ricostruire un evento nei dettagli, quasi sempre in ordine cronologico. Spetta a chi ascolta dare un senso: giuridico, storiografico, politico, alla testimonianza. Lo scrittore invece procede in un modo contrario rispetto al testimone, costruisce un mondo attraverso un sistema di simboli, segni, metafore, libero di usare frammenti di ricordi, di ricomporli in un ordine che corrisponda alle emozioni e non alle misure convenzionali del tempo. E lo fa per indagare sulla condizione umana e per dare un senso al mondo e alle cose prime e ultime.

Oggi, a cent’anni dalla sua nascita, il compleanno cade il 31 luglio, possiamo sentirci liberi di affermare che Levi è uno dei più grandi scrittori del Novecento e non un testimone? Lo chiedo a lei, Marco Belpoliti, che è il curatore delle opere di Primo Levi.

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Bozzetto venduto per poche lire riconosciuto come un Modigliani: ora vale una fortuna

martedì, Luglio 30th, 2019

Il bozzetto è rimasto per decenni chiuso in un cassetto, finché il suo proprietario, che lo aveva acquistato negli anni Settante per appena 55 mila lire, non ha voluto verificarne l’autenticità. Il dipinto in questione è un inedito di Amedeo Modigliani, olio su tela, raffigurante Jeanne He’buterne, la donna del notissimo quadro presente al Metropolitan di New York. L’avvocato del proprietario, del quale ancora non è stato diffuso il nome, spiega: “Sono state effettuate analisi chimico-scientifiche universitarie sull’opera e, dopo cinque anni di perizie, è arrivata l’autenticazione da parte del Tribunale di Venezia: si tratta proprio di un Modigliani autentico”. Poi aggiunge: “E’ difficile fare stime sul valore, ma potrebbe valere sui 10 milioni di euro”.

Bozzetto venduto per poche lire riconosciuto come un Modigliani: ora vale una fortuna
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Addio a Luciano De Crescenzo, “il professor Bellavista” che ha raccontato le diverse sfaccettature di Napoli

venerdì, Luglio 19th, 2019

E’ morto a Roma Luciano De Crescenzo. Lo scrittore, regista e attore napoletano soffriva da anni di una malattia neurologica ed è deceduto, a 90 anni, per le conseguenze di una polmonite. Considerato “l’ingegnere filosofo”, ultimo simbolo della cultura partenopea, De Crescenzo ha scritto oltre 50 libri, venduto oltre 18 milioni di copie nel mondo di cui 7 milioni solo in Italia. Le sue opere sono state tradotte in 19 lingue e diffuse in 25 Paesi.

E  morto Luciano De Crescenzo, l  ingegnere filosofo


Venerdì la camera ardente – La camera ardente di Luciano De Crescenzo sarà allestita venerdì 19 luglio nella Sala della Protomoteca in Campidoglio. L’apertura al pubblico sarà dalle 10 alle 20.

De Crescenzo era nato il 20 agosto 1928 a Napoli nel borgo di Santa Lucia e ha abitato nello stesso stabile in cui era nato il suo storico amico Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer (con cui ha frequentato anche le elementari).

Dietro l’aria sorniona, è stato un umanista che ha fatto dell’ironia e della divulgazione le sue bandiere espressive, condite con un umorismo sapido e colto che diventa popolare con la levità tipica della sua cultura, fatta risalire alla filosofia greca tradotta nel buonsenso comune.

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È morto Franco Zeffirelli

sabato, Giugno 15th, 2019

Francesco Curridori

Il cinema italiano piange la scomparsa di Franco Zeffirelli, il regista di Gesù di Nazareth e di Storia di una capinera apprezzato in tutto il mondo per il suo stile e la sua raffinatezza si è spento nella sua casa a Roma.

L’infanzia tormentata di Zeffirelli

Gianfranco Corsi, in arte Zeffirelli, nasce a Firenze nel 1923 dall’unione clandestina di una coppia di amanti e, in quanto figlio illegittimo di donna sposata non può ricevere né il cognome della madre né quello del padre, Ottorino Corsi.

Nel collegio del Convento di San Marco a Firenze Giorgio La Pira, storico esponente della Dc e futuro sindaco di Firenze, è suo istitutore:“Fu lui a spiegarmi che l’aborto è un crimine e che i totalitarismi, fascismo nazismo comunismo, sono tutti uguali, ma il comunismo è più pericoloso”, rivelerà Zeffirelli che, durante gli anni della guerra fece la Resistenza da cattolico liberale. “Rischiai di essere ammazzato dai comunisti. Li vidi – dirà in un’intervista – fare cose orribili, assassinare un prete solo perché aveva benedetto le salme dei fascisti e gettare il suo corpo nella fossa che usavano come latrina”.

“Sono ‘figlio di ignoti’, N.N. (nescio nomen, ndr). Ma c’era una regola, i cognomi degli illegittimi venivano scelti a partire da una lettera, a rotazione. In quei giorni era il momento della ‘Z’. Cosi mia madre suggerì che mi chiamassero ‘Zeffiretti’, da un’aria di Mozart da lei molto amata (l’Idomeneo ndr). Nella trascrizione, l’impiegato fece un errore, mise due ‘l’ al posto delle ‘t’. Cosi io divenni Zeffirelli”, racconterà in un’intervista al settimanale Sette. Il regista, dopo la morte della madre, trascorre la sua infanzia nell’Istituto degli Innocenti di Firenze finché la zia paterna lo prende in custodia e lo porta a casa sua. Suo padre naturale lo riconoscerà a 19 anni ma, ormai, per Zeffirelli, che nel ‘99 racconterà la storia della sua infanzia col film Un tè con Mussolini, è troppo tardi per separarsi da quel ‘falso’ cognome che sarà regolarizzato solo dopo il suo ingresso in Senato.

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Il ministro Bonisoli: “Zeffirelli, un genio dei nostri tempi”

sabato, Giugno 15th, 2019

“Il mondo della cultura e del cinema piangono la morte del maestro Franco Zeffirelli, un genio dei nostri tempi. Ho amato i suoi film. A nome mio e del Mibac esprimo le condoglianze alla sua famiglia”. Così, su Twitter, il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli ricorda il regista, morto all’età di 96 anni.

Il ministro Bonisoli: “Zeffirelli, un genio dei nostri tempi”

IL CORDOGLIO DEL MONDO POLITICO E NON SOLO

“La morte di Zeffirelli lascia l’Italia più povera, perché con lui è scomparso l’ultimo grande protagonista di un’epoca irripetibile della cultura italiana, un Maestro insostituibile, grazie a una vita interamente dedicata all’arte, che fosse cinema od opera lirica, prosa o televisione”. Lo dichiara in una nota Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia.

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“Dream è l’anagramma di…”: il monologo di Massini è una durissima lezione a un razzista

domenica, Giugno 2nd, 2019

Il racconto di Stefano Massini, per la sua rubrica settimanale a Piazzapulita, su La 7, inizia con il tifo razzista di un padre alla partita di calcio del figlio e si trasforma in una riflessione sul linguaggio dell’odio e sulla retorica con cui spesso ci si trovaa contrastarlo.

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Mina a Sanremo, il figlio Massimiliano Pani apre all’ipotesi

lunedì, Aprile 15th, 2019

Mina direttore artistico del Festival di Sanremo. Per ora è poco più che una suggestione, ma sarebbe un colpaccio per la Rai e per la kermesse sanremese, dopo tre anni di Claudio Baglioni. A 79 anni, il suo nome è quello che accende di più l’interesse, dopo oltre 40 anni senza comparire in quella tv che ha contribuito a rendere grande. Massimiliano Pani, suo figlio, produttore e arrangiatore dei suoi dischi, non esclude: “Lavoriamo a un bel progetto per l’autunno” dice al Messaggero, ma non chiude all’ipotesi che Mina possa tornare al Festival.

“Se la Rai le chiedesse di scegliere i brani in gara e le permettesse di mantenere la visione artistica, credo proprio che accetterebbe”

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