Livorno, 17 novembre 2017 – Cosa ci faceva quel materiale esplosivo in una Smart bianca trovata al porto di Livorno giovedì pomeriggio? Ci sono legami tra il livornese arrestato dalla Guardia di finanza e gruppi organizzati, magari di matrice terroristica o comunque criminale? Sono domande alle quali le Fiamme Gialle labroniche stanno cercando di dare risposta. Le prime risultanze dicono di no: i quattro ordigni rudimentali non sarebbero ricollegabili né ad ambienti dell’ estremismo islamico né a esponenti anarco-insurrezionalisti, secondo quanto riferirisce l’Ansa citando “diverse fonti investigative e lo stesso procuratore di Livorno Ettore Squillace Greco”.

Come anticipato da Il Telegrafo, la Finanza ha trovato il materiale esplosivo a bordo di una Smart al porto. E’ stata una pattuglia della sezione operativa Pronto Impiego del Gruppo a scoprirla: stava eseguito un posto di controllo lungo viale Italia, importante direttrice portuale, nei pressi della rotonda di Porta a Mare. Tra i numerosi mezzi controllati, c’era anche la Smart. Patente e libretto, come al solito, per iniziare il controllo. Sul sedile del passeggero, in una busta della spesa, c’erano quattro ordigni esplosivi di fattura artigianale, che potevano essere attivati a distanza con un telecomando. (altro…)