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Gianni Cuperlo: “Perché sostengo Nicola Zingaretti”. In un documento di SinistraDem i motivi della scelta

Universo: scoperto Farout, il pianeta più lontano del Sistema solare

Lui in ferie, i suoi in rosso

Così il governo architetta ​la furbata per raggirare la Ue

Gianni Cuperlo: “Perché sostengo Nicola Zingaretti”. In un documento di SinistraDem i motivi della scelta

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Un Patto per l’Alternativa e una Costituente popolare per un nuovo Pd. Gianni Cuperlo motiva il suo sostegno a Nicola Zingaretti nella corsa verso la segreteria del Partito Democratico. In un documento SinistraDem sintetizza i motivi della scelta.

1. In questi anni complicati abbiamo difeso qualche coerenza. Lo abbiamo fatto con lealtà e solidarietà verso il Pd. Lo diciamo con l’umiltà di chi sa vedere e riconoscere i propri limiti, di chi vuole ascoltare e continuare a imparare. Ma anche di chi considera il trasformismo una malattia della politica. Perché per noi unità e chiarezza camminano assieme. Abbiamo la convinzione che l’apertura sia sempre segno di autorevolezza, forza delle classi dirigenti e premessa di unità.

Abbiamo conosciuto e sofferto la scissione di parte della sinistra. Oggi spirano venti di separazione verso il cosiddetto “centro” e di rivincite a prescindere da un ragionamento onesto sulla sconfitta storica del Pd e della sinistra che ha consegnato il paese a questa destra. Tutto suona a conferma di una identità fragile del Partito Democratico.

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nonsolofole @ Dicembre 19, 2018

Universo: scoperto Farout, il pianeta più lontano del Sistema solare

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Gabriele Laganà

L’Universo non smette di regalare grandi sorprese. Alcuni astronomi americani, infatti, hanno individuato un nuovo pianeta, il più distante dal sistema solare.

Il corpo celeste, nome in codice 2018 VG18, è stato chiamato “Farout”, che in italiano significa “lontano” ed è un pianeta nano che ha una distanza dal Sole 120 volte superiore rispetto a quella della Terra.

La scoperta si deve ai ricercatori Scott Sheppard, della Carnegie Institution for Science, David Tholen, dell’Università delle Hawaii, e Chad Trujillo, dell’Università dell’Arizona Settentrionale, ed è stata annunciata dall’Usai, il Centro per i pianeti minori dell’Unione Astronomica Internazionale.

Gli astronomi hanno individuato il nuovo e remoto inquilino del nostro sistema solare grazie al telescopio giapponese Subaru, posizionato sul vulcano Mauna Kea nelle Hawaii, mentre esploravano le infinite distese spaziali alla ricerca del mitico “Pianeta 9”.

La scoperta di Farout non ha solo un valore simbolico ma avrà risvolti importanti nelle future ricerche mirate a svelare ciò che avviene ai confini del Sistema solare.

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nonsolofole @ Dicembre 19, 2018

Lui in ferie, i suoi in rosso

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Alessandro Sallusti

Alessandro Di Battista, leader grillino in esilio volontario, conferma le difficoltà svelate ieri da questo Giornale – in cui si trova l’azienda di famiglia di cui è socio al trenta per cento, un’azienda in forte ritardo con i pagamenti ai dipendenti e piena di debiti con fornitori, banche e agenzie delle entrate.

Da bullo qual è, Di Battista però va oltre e invece che scusarsi con i creditori insulta e minaccia noi e – siccome il senso del ridicolo non ha limiti – Silvio Berlusconi, che con questa storia non c’entra assolutamente nulla. «Fermatevi o vi faccio un mazzo tanto», dice in sintesi Di Battista. Il quale, toccato sul vivo, dimentica le sue parole d’ordine sputate in faccia negli ultimi anni a chiunque gli passasse a tiro, politico e no: «Trasparenza e onestà, onestà e trasparenza».

Una cosa la dice giusta il bullo: la mia è una delle tante piccole imprese strangolate dalla crisi e dalle tasse, e ci invita a dare la stessa pubblicità a tutte le altre, forse per dimostrare che la sua vicenda non è poi così eccezionale.

Probabilmente il ragazzo è distratto, perché questo Giornale da anni dedica pagine e pagine alle storie di piccoli imprenditori in difficoltà e decine sono stati gli articoli con appelli ai politici a fare qualcosa per salvare questa gente. Evidentemente non li ha letti, né li avrebbe condivisi, altrimenti lui e il suo partito non sosterrebbero una manovra economica, a partire dal reddito di cittadinanza, che i piccoli imprenditori li prende a calci nel sedere.

Non siamo noi che uccidiamo imprese e lavoro, ma lui e le sue politiche economiche del cavolo, a meno che lo scopo ultimo del reddito di cittadinanza non fosse quello di fare pagare a noi i suoi dipendenti (e magari anche quelli di papà Di Maio), da mesi senza stipendio.

C’è un’altra cosa. Quando un’azienda è in crisi, il buon padrone prima di sospendere i pagamenti raddoppia gli sforzi e i sacrifici, non come lui che se ne sta in giro per il mondo in posti esotici a giocare a fare il giornalista e a pontificare di morale e politica.

Affari suoi, comunque. Un leader politico non ha privacy né può lo ha sostenuto lui distinguere tra morale pubblica e privata. Per cui, invece di minacciare e ricattare i giornali, si rimbocchi le maniche e paghi, in quota parte, i suoi debiti a chi lavora, alle odiate banche e al fisco. Con quello che ha guadagnato in cinque anni da parlamentare (circa 700mila euro) i soldi non dovrebbero mancargli.

IL GIORNALE

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nonsolofole @ Dicembre 19, 2018

Così il governo architetta ​la furbata per raggirare la Ue

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Augusto Minzolini

Alle 17,30 del pomeriggio il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, lascia Montecitorio dal portone di piazza del Parlamento. Il maxiemendamento che dovrebbe ridisegnare la manovra con l’ok di Bruxelles ancora non è arrivato al Senato, ma il numero due della Lega che ormai ha maturato un’allergia verso i grillini, si affida alla speranza: «Alla fine chiuderemo spiega perché a nessuno conviene rompere.

Poi ognuno lo interpreterà a suo modo… All’italiana». Appunto, quell’intesa con l’Europa che ieri il ministro dell’Economia Tria dava già per fatta, forse per mettere Di Maio e Salvini di fronte al fatto compiuto, e Palazzo Chigi ancora no, potrebbe essere nella peggior tradizione italica, un accordo con grandi ombre, che ognuno commenterà a suo modo oggi, lasciandosi margini per il domani. Nel bene e nel male: e questo vale per la Ue, come per il governo italiano.

In fondo è il massimo che si può ottenere dopo mesi di follia, in cui si è scatenata una guerra di parole per poi rifugiarsi in un armistizio per salvare la faccia. «Incrociamo le dita e speriamo di farcela», dice sul portone della Camera che si affaccia su piazza Montecitorio il sottosegretario grillino, Vincenzo Spadafora.

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nonsolofole @ Dicembre 19, 2018

Buche Roma, stop all’emendamento per farle riparare all’Esercito

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di MAURO FAVALE

È diventato un pasticcio l’emendamento alla manovra per intervenire sulle disastrate e pericolosissime strade di Roma, tristemente note per buche e spaccature che anche quest’anno hanno provocato incidenti mortali. La commissione bilancio del Senato ha dichiarato inammissibile la proposta avanzata dalla maggioranza che stanziava 65 milioni di euro nel biennio 2019-2020 per riparare l’asfalto della città con l’aiuto del Genio dell’esercito.

Una novità festeggiata in mattinata dalla sindaca Virginia Raggi: “Una grande vittoria per Roma e i romani. Il governo sta mantenendo le promesse, ha stanziato i fondi per il rifacimento delle strade. Verrà impiegato l’esercito e il genio militare”. Una frase che ha ricordato (sui social e al Pd) l’affermazione dell’ex sindaco Gianni Alemanno che nel 2012 chiese l’aiuto dei militari per fare fronte al maltempo che si era abbattuto su Roma.

In poche ore, però, è mutato l’atteggiamento dei 5 Stelle. Prima la ministra della Difesa Elisabetta Trenta ha spiegato che “l’esercito interverrà nelle situazioni di emergenza, su quelle strade in cui c’è stata un’altissima mortalità. Perché, come ho detto, noi andiamo a supporto delle amministrazioni dove ci siano situazioni di emergenza riconosciute e richieste di intervento. No, non tapperemo le buche ma daremo supporto alla situazione di emergenza”. Poi è arrivata la bocciatura della commissione bilancio con la viceministra Laura Castelli costretta a precisare: “L’intervento per la manutenzione delle strade di Roma ci sarà e sarà regolarmente finanziato. Stiamo effettuando una semplice correzione formale del testo, che sarà ripresentato a breve e che finalmente aiuterà la Capitale a risolvere l’annosa questione delle buche nelle strade”.

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nonsolofole @ Dicembre 19, 2018

Genova, il nuovo ponte sul progetto di Piano sarà costruito da Salini Impregilo con Fincantieri e Italferr: costo 202 milioni

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GENOVA – Il nuovo ponte sul Polcevera a Genova sarà costruito da Salini Impregilo insieme con Fincantieri e Italferr. Confermata l’anticipazione di Repubblica. Il progetto sarà eseguito da Italferr sull’idea dell’architetto genovese Renzo Piano. Rimane fuori dai giochi il gruppo Cimolai di Pordenone, con il progetto firmato dall’altra archistar, Santiago Calatrava. La società comunica di essere stata informata ieri dal Commissario straordinario che i lavori per la ricostruzione del ponte sul Polcevera verranno affidati alla cordata concorrente. “La società Cimolai – si legge in una nota – per puro spirito di servizio al Paese e per non ostacolare la ricostruzione tale da aprire al traffico l’infrastruttura entro Natale 2019, non ha intenzione di presentare ricorso”.
Il nuovo viadotto costerà 202 milioni al netto dell’Iva. La cordata è disponibile a costituire una unica struttura giuridica, si legge nel decreto. Il decreto dice che gli assegnatari sono disponibili a iniziare i lavori per “la risoluzione delle interferenze e lo spostamento dei sottoservizi il 1 febbraio e hanno dichiarato di potere “terminare il completamento dell’ impalcato in quota entro il mese di dicembre 2019”.
La Società di scopo a cui verrà spetterà la ricostruzione sarà composta paritariamenete da salini Impregilo e Fincantieri e si chiamerà “Per Genova”. Mentre a Italferr spetterà la progettazione sulla base di quanto previsto da Renzo Piano che, tuttavia, non dovrebbe essere coinvolto direttamente nei lavori. Salini Impregilo e Fincantieri confermano in una nota l’aggiudicazione del contratto per la ricostruzione del ponte sul fiume Polcevera a Genova “che verrà realizzato dalla neocostituita società ‘PERGENOVA'”.
Il nuovo ponte che parte dal progetto di Renzo Piano “prevede il completamento dell’opera in 12 mesi, dal momento in cui l’area verrà resa disponibile, dopo il completamento delle attività di demolizione”, spiegano le società.
Il ponte “sarà costituito da un impalcato in acciaio, con una travata continua di lunghezza totale pari a 1100 metri, costituita da 20 campate. Il progetto – spiegano Salini Impregilo e Fincantieri – prevede 19 pile in cemento armato di sezione ellittica posizionate con un passo costante di 50 metri, ad eccezione della campata sul torrente Polcevera e di quella sulle linee ferroviarie, dove l’interasse passa da 50 a 100 metri”, una soluzione che consente di limitare le dimensioni delle strutture e delle fondazioni.

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nonsolofole @ Dicembre 19, 2018

Pensioni, rivalutazione bloccata oltre i 1.530 euro. Oltre i 100 mila euro il «taglio» | Le ultime novità della manovra

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di Lorenzo Salvia, Mario Sensini e Claudia Voltattorni

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Pensioni e inflazione

È un appuntamento fisso. Ma finora i rinvii erano sempre stati minimi, di un anno non di più. Stavolta l’obbligo di mettere a gara le concessioni balneari, previsto da una contestata direttiva europea, viene fatto slittare di quindici anni. In sostanza cancellato. Si tratta di una delle ultime novità che arriva dal fronte degli emendamenti al disegno di legge di Bilancio. Per finanziare l’intervento su quota 100 verrà prorogato ma in versione soft il blocco dell’adeguamento all’inflazione per gli assegni superiori ai 1.530 euro. Mentre il taglio dell pensioni elevate dovrebbe partire non più al sopra dei 90 mila ma dei 100 mila euro. Il rinvio in sé non è una sorpresa, ma a colpire è l’entità. Si tratta di una misura voluta da tutti e due gli alleati di governo, Lega e Movimento 5 Stelle. Anzi qualche mese fa il centrodestra allora unito aveva pure portato a Roma l’olandese Frederik Bolkestein, padre della contestata direttiva del 2006 che porta il suo nome. E gli aveva fatto dire davanti a una platea entusiasta di gestori balneari che quelle regole non si sarebbero dovuto applicare alle spiagge, perché sono servizi non beni. Dalle circa 30 mila concessioni che punteggiano le nostre coste lo Stato ricava appena 106 milioni di euro l’anno. Briciole che tali resteranno per i prossimi quindici anni se, come appare scontato, l’orientamento del governo discusso nel vertice di domenica notte porterà a un emendamento da approvare nei prossimi giorni. È chiaro che un rinvio di 15 anni significa disinnescare in modo definitivo la direttiva. Non a caso gli operatori del settore, anche se in attesa di vedere la norma nero su bianco, parlano di «incubo finito».

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nonsolofole @ Dicembre 19, 2018

La forza nascosta dei vincoli esterni

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di Antonio Polito

Se il più forte governo sovranista del continente deve accettare un negoziato fino all’ultimo centesimo con una Commissione debole perché ormai alla fine del mandato, allora vuol dire che il nostro destino in Europa è davvero ineluttabile. La manovra del popolo è stata scritta al telefono con Bruxelles, mentre il Parlamento sovrano aspettava di riceverla per motociclista sotto forma di maxi emendamento, prendere o lasciare. Se sono vere le versioni che danno per chiuso l’accordo, verrebbe da domandarsi perché non l’abbiamo fatto prima, risparmiandoci tre mesi sull’ottovolante dello spread, e il pagamento dei relativi interessi. Tanto era chiaro che anche stavolta non potevamo rispondere all’Europa «me ne frego».

Perché? La risposta più semplice è: perché ne facciamo parte. Siamo cioè legati da una tale trama di convenienze comuni che se si strappa anche un solo filo l’intero tessuto nazionale rischia di slabbrarsi come un vecchio maglione. Facciamo parte dell’Europa perché altrimenti il nostro debito ci costerebbe troppo. Facciamo parte dell’Europa perché tutti i nostri commerci si svolgono nella Ue o secondo regole negoziate dalla Ue.

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nonsolofole @ Dicembre 19, 2018

Ecosconto sulle auto: sarà fino a 6mila euro solo per chi rottama

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Gli “ecosconti” per l’acquisto di auto elettriche o ibride verranno garantiti solo fino a 45mila euro di spesa e saranno di 6mila euro, il massimo previsto, solo per chi rottamerà la propria auto e ne comprerà una elettrica nella fascia di emissioni 0-20 grammi/km di Co2. A chi rottama e acquista una macchina nella fascia di 21-70 grammi/km di Co2, vengono scontati 2.500 euro. Per chi non rottama, lo sconto sarà compreso tra 4mila e 1.500 euro.

L’emendamento Lega-M5s – Confermato, quindi, l’incentivo fino a 6.000 euro per l’acquisto di auto elettriche ma a fronte della rottamazione di un’auto fino ad euro 4 e per l’acquisto di vetture che non costino più di 45mila euro più Iva. E’ quanto prevede un emendamento alla manovra presentato dai relatori Gianmauro Dell’Olio (M5S) e Paolo Tosato (Lega) che ridisegna il sistema di bonus-malus basato sulle emissioni di CO2.

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nonsolofole @ Dicembre 19, 2018

Manovra, Mef: “Raggiunto lʼaccordo con lʼUe” | Palazzo Chigi frena: “Prudenza”

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Raggiunto l’accordo tra il governo italiano e la Commissione europea sulla Manovra. Lo riferiscono fonti del ministero dell’Economia, precisando che l’intesa per il momento è “informale” e verrà ufficializzata oggi dopo il via libera da parte di Bruxelles. Il vicepremier Di Maio è “molto fiducioso” mentre Salvini è “soddisfatto”. Palazzo Chigi intanto chiede prudenza: “E’ essenziale conservare la riservatezza fino all’ultimo”.

Di Maio fiducioso – Il vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, si è detto ottimista: “Sono molto fiducioso: questa Manovra la porteremo a casa, con i provvedimenti che ci abbiamo messo dentro e senza procedura di infrazione”, ha commentato in piazza davanti Montecitorio mentre festeggiava con i deputati M5S l’approvazione del ddl anticorruzione.

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nonsolofole @ Dicembre 19, 2018

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