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Il governo si sfila dalla partita e chiude la porta in faccia a Renzi

Due islamisti pronti al martirio. Erano legati ad Anis Amri, il killer di Berlino

Russia, mistero su Putin: le voci sulla salute dello Zar e le insidie per la quarta elezione

Sposati da 69 anni, muoiono mano nella mano a 40 minuti di distanza

Il governo si sfila dalla partita e chiude la porta in faccia a Renzi

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nonsolofole @ aprile 28, 2017

Due islamisti pronti al martirio. Erano legati ad Anis Amri, il killer di Berlino

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nonsolofole @ aprile 28, 2017

Russia, mistero su Putin: le voci sulla salute dello Zar e le insidie per la quarta elezione

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Putin al Cremlino (Epa)
Il futuro presidenziale di Vladimir Putin, che è come dire il futuro della Russia tout court, è chiuso in una formula pseudo-matematica: 70×70=50 plus. Dove il primo 70 è la percentuale di affluenza alle urne alle elezioni del marzo 2018 da assicurare, il secondo 70 è quella dei voti espressi che Putin deve assolutamente prendere e il 50 plus è la percentuale risultante di consenso nell’intero corpo elettorale, che ne deriverebbe per il presidente.

La formula per vincere

«È la formula della legittimità, la questione per Putin infatti non è di essere rieletto, cosa del tutto scontata, ma di ottenere una vittoria che abbia piena legittimazione formale e politica», spiega Sergej Markov, ex deputato di Russia Unita e analista vicino al Cremlino. L’uomo incaricato di produrre questo scenario è Sergej Kirienko, vice-capo dello staff presidenziale. Corollario importante è che la rielezione avvenga senza sforzo apparente, senza cioè coinvolgere troppo Vladimir Vladimirovich nella campagna elettorale, sminuendone la «sacralità».

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nonsolofole @ aprile 28, 2017

Sposati da 69 anni, muoiono mano nella mano a 40 minuti di distanza

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La loro storia d’amore era iniziata a distanza. Entrambi argentini, abitavano troppo lontani l’uno dall’altra: e avevano preso a scriversi delle lettere. Si erano sposati 69 anni fa: e da allora non si sono più separati. Fino alla fine. La storia di Isaac e Teresa Vatkin — che dopo quasi 70 anni di matrimonio sono morti lo scorso sabato a 40 minuti l’uno dall’altra, tenendosi per mano — è stata raccontata dal Daily Herald, uno dei quotidiani di quello Stato, l’Illinois, che era diventato la loro casa. Ed è stata poi ripresa, e comunicata al mondo, dalla Bbc.

Isaac aveva 91 anni, Teresa 89. Sabato, quando entrambi ormai respiravano a fatica, i familiari avevano chiesto al personale dell’Highland Park Hospital di metterli nella stessa stanza, uno accanto all’altra, per poter fare in modo che si tenessero per mano. «Non volevo avessero paura, in quei momenti», ha detto la nipote Debbie Handler. «Ho pensato che se avessero saputo di essere l’uno in compagnia dell’altra, sarebbero stati tranquilli». Ad andarsene per prima, vinta dall’Alzheimer, è stata Teresa. Quaranta minuti dopo, Isaac l’ha seguita. «Sono rimasti innamorati fino all’ultimo secondo», ha detto di loro, nell’orazione funebre, il Rabbi Barry Schechter. «Letteralmente fino alla fine».

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nonsolofole @ aprile 28, 2017

Grillo indica i giornalisti dal palco: «Guardateli e ricordatevi di loro»

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Il leader del Movimento 5 stelle Beppe Grillo è tornato ad attaccare i giornalisti. Lo ha fatto — secondo quanto riportato dall’agenzia Ansa — durante una replica del suo spettacolo, a l teatro Goldoni di Livorno. «In sala stasera ci sono i giornalisti, guardate, sono qui, prendono appunti» ha detto il comico e capo politico indicando un gruppo di cronisti in platea, mentre si sono accese le luci. Poi ha aggiunto: «Estrapolano pezzi di frasi e fanno i titoli sui giornali. Poi dicono che sono io pericoloso per l’informazione. Guardateli in faccia e ricordatevi di loro».

Il rapporto contestato

Grillo faceva riferimento al rapporto, presentato ieri, di Reporters sans Frontières, nel quale veniva spiegato che l’Italia passa dal 77esimo al 52esimo posto al mondo per la libertà di stampa e che però, tra i problemi, c’è proprio Beppe Grillo. In particolare, secondo l’organizzazione per la libertà di informazione, a essere problematico è il fatto che «responsabili politici come Beppe Grillo non esitino a comunicare pubblicamente l’identità dei giornalisti che danno loro fastidio». Aver indicato il gruppo di reporter presenti al teatro di Livorno, invitando il pubblico a «ricordarsi di loro», è un comportamento che rientra esattamente nella fattispecie indicata da Reporters sans Frontières.

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nonsolofole @ aprile 28, 2017

I lamenti dell’Italia immobile .

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Il consueto riferimento al provincialismo spiega poco o nulla. Da che cosa dipendono gli eccessi di «esterofilia» di cui sono periodicamente preda tanto la politica quanto il mondo della comunicazione? Da dove nasce l’irresistibile impulso a chiedersi, di volta in volta, chi sarà mai il futuro Mitterrand italiano, il futuro Blair, la futura Merkel, il futuro Sarkozy, e oggi, naturalmente, il futuro Macron? Il suddetto impulso, e le connesse parole in libertà, nascono probabilmente dall’esigenza di ribadire quel (finto) odio di sé, quel (finto) viscerale disprezzo per se stessa che l’Italia pubblica è tenuta a manifestare ogni giorno. Esiste da tanto tempo una convenzione sociale religiosamente osservata dai più. Consiste nel ribadire in ogni minuto che Dio manda in terra che l’Italia è il peggio del peggio, forse il Paese più corrotto di tutto il mondo occidentale, nonché
il più inefficiente, quello che sta in fondo a tutte le possibili classifiche, quello che esce malconcio in tutti i confronti internazionali. A leggere certi commenti sembra che al di qua delle frontiere, in Italia, imperi il vizio e che basti attraversarle, entrare
in un qualunque altro Paese europeo per trovarsi a diretto contatto con la virtù e la perfezione umana. Se l’Italia, come risulta dalle suddette descrizioni, è il peggio, non resta che aggrapparsi ai «modelli stranieri»: importare i Blair, i Macron e via discorrendo.

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nonsolofole @ aprile 28, 2017

Alitalia, ora non basta più il prestito ponte di 400 milioni

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nicola lillo
roma

Potrebbero non bastare per i prossimi sei mesi i 400 milioni di prestito ponte ad Alitalia per evitare lo stop dei voli. L’intervento dello Stato a condizioni di mercato è stato messo in campo «a condizione che si faccia un lavoro di vendita», ha detto il ministro Carlo Calenda, che ha comunque escluso un ulteriore impegno pubblico. Il problema però a cui vanno incontro i tre commissari che verranno nominati dal governo è che dovranno preparare un nuovo piano industriale per la compagnia in meno tempo di quanto non abbiano fatto i precedenti manager e con molti meno soldi, che non sarebbero sufficienti. La strada per trovare una soluzione per Alitalia è sempre più stretta, mentre l’acquirente più papabile, Lufthansa, smentisce l’ipotesi di un suo interessamento.

 Nei corridoi di Fiumicino non hanno però sorpreso più di tanto le parole della compagnia tedesca. Chi sta seguendo da dentro la partita sa che l’azienda è una società quotata e non può certo scoprire le carte quando il terreno è ancora minato e quando non è chiara la strada che verrà intrapresa. I contatti tra le due compagnie ci sono stati, spiegano alcune fonti, e l’interesse di Lufthansa per il vettore italiano potrebbe essere congelato, in attesa che tra qualche mese la situazione diventi più chiara e soprattutto l’acquisto più conveniente. Invece le Ferrovie dello Stato sembrano sfilarsi con più decisione assicurando che «in questo momento l’argomento Alitalia non è di interesse e la società non è stata contattata da nessuno». More on page 363858

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nonsolofole @ aprile 28, 2017

Alleanze e rotture, via alla sfida per cambiare la legge elettorale

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carlo bertini, ugo magri
roma

Come d’incanto, il nebbione della legge elettorale comincia a diradarsi. E dalla foschia emerge un sistema di cui si vedono i primi contorni. Somiglia molto al congegno con cui votavamo per le Province: tanti collegi con un solo candidato per partito, che venivano assegnati in rapporto ai voti presi da ciascuna forza politica. Questo «Provincellum» (così è stato ribattezzato) sarà quasi certamente la proposta del relatore alla Camera, che è il presidente della Commissione Affari costituzionali Andrea Mazziotti. Verrà lanciata a metà della prossima settimana e diversi partiti si sono già sbilanciati in tal senso, da Mdp alla Lega, da Forza Italia ai centristi (eccezion fatta per Alfano).

 

Mai più con D’Alema

Ma la circostanza veramente nuova è che, subito dopo le primarie di domenica, Renzi romperà gli indugi e avanzerà finalmente una sua proposta. Quella di Mazziotti non lo entusiasma perché (spiega l’ex premier da Vespa) il «Provincellum è un sistema che fa finta di avere i collegi, ma poi non si sa se passa il tuo candidato o no, dunque giova a chi non ha un voto e spera di tornare in Parlamento grazie a un colpo di fortuna». Renzi preferirebbe invece un congegno di tipo maggioritario, con collegi piccoli, un premio e niente capilista bloccati. Un sistema che garantisca la governabilità dopo il voto e non lo esponga all’accusa di voler fare «inciuci», ad esempio con Berlusconi.

 

Le larghe intese forse saranno necessarie, ammette nel «Porta a porta», tuttavia sarebbe meglio evitarle. Gli unici con cui non vorrà mai avere a che fare sono i transfughi, incominciando da Massimo D’Alema: «Lui ha rotto il Pd e ha brindato il giorno del referendum: se ne parli coi militanti delle Feste dell’Unità, questi non li fanno entrare nemmeno nelle cucine». Altra cosa sarebbe un’alleanza con Pisapia, che Renzi non vede male e per la quale il suo competitor Orlando sarebbe pronto a chiedere un referendum tra gli iscritti . More on page 363856

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nonsolofole @ aprile 28, 2017

I robot di Amazon sbarcano a Rieti

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beniamino pagliaro
 

I robot di Amazon faranno il loro debutto in Italia nell’autunno di quest’anno, quando il gruppo dell’ecommerce aprirà il terzo centro di distribuzione nel Paese, a Passo Corese, in provincia di Rieti. La tecnologia di Amazon Robotics permetterà al centro che nasce per servire Roma e il Sud Italia, di diventare il più evoluto della penisola.

La decisione del gruppo che è presente in Italia dal 2010 descrive l’accelerazione nella corsa all’automazione, che è considerata una delle tendenze guida dell’economia globale. I robot di Amazon sono però un esempio della fase di transizione, in cui la macchina non sostituisce l’uomo, bensì e umani e robot istruiti dal software lavorano assieme. Il centro di Passo Corese creerà infatti 1.200 posti di lavoro a tempo indeterminato in tre anni. Amazon utilizza i robot dal 2014 in vari centri americani: da allora il numero di lavoratori negli stessi centri è cresciuto di cinque volte, e soprattutto è cresciuta la produttività dei centri. Quando acquistiamo un prodotto su Amazon, l’ordine arriva ai centri in tempo reale e nel giro di circa 15 minuti (secondo un’analisi di Deutsche Bank, in ogni caso in pochi minuti) il pacco viene consegnato al corriere espresso che ce lo porterà a casa. Questo succede nei centri dove robot e umani lavorano assieme, mentre in quelli dove non ci sono i robot il tempo sale a un’ora o più.

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nonsolofole @ aprile 28, 2017

Tutti pronti (a parole) a tagliare le tasse

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amedeo la mattina
ROMA

La battaglia elettorale prossima ventura sarà combattuta soprattutto su due argomenti: immigrazione e tasse. Sul fisco c’è una tendenza mondiale alla riduzione. Trump l’aveva promesso e in questi giorni ha annunciato (ancora è un annuncio) l’introduzione della flat tax al 15% per le aziende. In Francia il rush finale del ballottaggio è giocato tra Macron, che promette una sforbiciata della tassazione sulle imprese dal 33,3 al 25% e dei contributi sociali, e Le Pen che intende privilegiare una riduzione delle imposte sulle persone fisiche nelle fasce basse.

 E in Italia? Mercoledì alla Camera la maggioranza ha dato via libera al Def con una serie di raccomandazioni: a cominciare dall’impegno del governo a rivedere al ribasso l’Irpef. Impegni tanto generici quanto cavalcati da tutte le forze politiche da molti anni a questa parte. La rivoluzione fiscale è rimasta scritta nel contratto con gli italiani che Berlusconi firmò in tv nel 2001. Si è arrivati al bonus degli 80 euro che Renzi definisce «la più grande redistribuzione del reddito mai fatta in Italia. L’ha ripetuto l’altra sera su Sky durante il confronto sulle primarie. Emiliano ha bocciato la politica del governo Renzi tutta basata sui bonus: «Si è rivelata fallimentare». Orlando ha fatto un distinguo: «Bene gli 80 euro, ma è stato un errore chiederli indietro ad alcune fasce di contribuenti». I due sfidanti spingono sulla web tax e non escludono una sorta di patrimoniale: un contributo a chi guadagna cifre importanti. Renzi è invece contrario all’una e all’altra ipotesi.

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nonsolofole @ aprile 28, 2017

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