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L’abbaglio elettorale del salario minimo: rischio boomerang per occupazione e stipendi

Brexit, record di firme per chiedere un secondo referendum. Folla nelle strade di Londra: “Siamo un milione”

Trento, rissa al convegno della Provincia (che appoggia il congresso di Verona) : manifestanti caricati, cinque feriti

Reddito di Cittadinanza, dopo due settimane 500mila richieste ai Caf

L’abbaglio elettorale del salario minimo: rischio boomerang per occupazione e stipendi

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di MAURIZIO RICCI

In tempi di recessione, evocare aumenti salariali suona fasullo, ma, se siamo sotto elezioni, è una facile schiacciata a rete. Puntualmente, dunque, nel frullatore della propaganda è entrato anche un tema scivoloso e complesso come l’introduzione di un salario minimo legale. Ma è l’uovo di Colombo per il rilancio dell’economia o una ricetta semplicistica per l’Italia e un vaneggiamento se applicato in Europa? Vediamo.

Perché in Italia non c’è

Un minimo da pagare comunque, per legge, al lavoratore esiste nella maggior parte dei paesi europei. Non in Italia. Ma neanche in Scandinavia. Il motivo è che siamo paesi con sindacati forti. In Italia, la Costituzione prevede che la paga sia fissata da un contratto collettivo e oltre l’80 per cento dei lavoratori italiani – minimo compreso – è, in linea di principio, coperto da un contratto. Allora, dove è il problema? Nel numero di contratti. Se io e mio zio mettiamo in piedi un sindacato che firma con quattro imprenditori un contratto dove si prevede la paga di 2 euro l’ora per un neurochirurgo e lo spediamo al Cnel, quello è un contratto collettivo che fa – almeno a termini di legge – testo. Infatti, in Italia esistono oltre 800 contratti. Il risultato è che, chi lo cerca, trova il minimo che vuole. Bisognerebbe stabilire che valgono solo i contratti firmati da organizzazioni effettivamente rappresentative, ma questo presuppone che si regoli,  come voleva la Costituzione, la rappresentanza sindacale e non ci si riesce da 70 anni.

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nonsolofole @ Marzo 23, 2019

Brexit, record di firme per chiedere un secondo referendum. Folla nelle strade di Londra: “Siamo un milione”

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Record formalizzato, oltre le 4,2 milioni di firme, per la petizione popolare lanciata sul web per chiedere al Parlamento britannico la revoca dell’articolo 50, e quindi lo stop della Brexit, a dispetto del voto referendario di 3 anni fa. Lo riportano i media sulla base dei numeri dal sito di Westminster che segnalano il sorpasso rispetto a un’analoga iniziativa condotta nel 2016 dallo stesso fronte pro Remain per invocare (allora invano) un referendum bis. La notizia arriva nella giornata del grande corteo anti-Brexit in corso a Londra.

Sono più di un milione le persone scese in piazza a Londra nel grande corteo anti Brexit di oggi per invocare un secondo referendum. Lo affermano i promotori della piattaforma ‘People’s Votè, parlando di una partecipazione “straordinaria”.

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nonsolofole @ Marzo 23, 2019

Trento, rissa al convegno della Provincia (che appoggia il congresso di Verona) : manifestanti caricati, cinque feriti

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TRENTO Fin da un’ora prima della conferenza «Donne e Uomini, solo stereotipi di genere o bellezza della differenza?», nello spazio di fronte al palazzo della Provincia arrivano diversi cittadini. Ci sono anche Paolo Ghezzi e il segretario Cgil Franco Ianeselli, venuto per coordinare la manifestazione alla soppressione dei corsi per l’educazione alle differenze di genere e poi decisosi a entrare per seguire la conferenza. Una partecipazione insolita a un evento dal titolo provocatorio e un finale imprevisto, che ha avuto come protagonisti i cittadini e le forze dell’ordine in uno scontro acceso. Cinque i feriti e severe le critiche dei cittadini.

Tensioni in Provincia
Tensioni in Provincia
Fugatti tentato dal patrocinio (sull’esempio di Fedriga)

La regione Friuli ha dato il patrocinio al Congresso delle Famiglie di Verona. E il presidente Massimiliano Fedriga ha già detto che parteciperà. La Provincia di Trento per ora non ha preso una decisione. «Il programma del congresso rispecchia la nostra visione — commenta Fugatti —. Ma ancora non abbiamo discusso sul patrocinio. È molto probabile che partecipi, ma definiremo presto anche questo dettaglio». Intanto, la politica provinciale non sembra certo prendere le distanze dal messaggio che verrà veicolato nella manifestazione veronese. Lo sforzo del Congresso di Verona di schierarsi dalla parte della famiglia naturale va a braccetto con la tematica no-gender su cui si sono confrontati ieri in Piazza Dante Emiliano Lambiase, Maria Cristina del Poggetto e Maristella Paiar. Un confronto voluto dagli assessori Bisesti e Segnana. La sala prenotata per l’evento aveva una capienza di 60 posti, di cui 20 riservati ai consiglieri provinciali. Nella piazza, però, ce ne sono già un’ottantina che chiedono di entrare.

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nonsolofole @ Marzo 23, 2019

Reddito di Cittadinanza, dopo due settimane 500mila richieste ai Caf

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A due settimane esatte dall’entrata in vigore del provvedimento, sono oltre 500mila gli italiani che si sono rivolti agli sportelli dei Caf per presentare domanda per il Reddito di Cittadinanza. Secondo i dati della Consulta Nazionale dei Caf, “mentre al Nord e al Centro è chiesto da persone singole rispettivamente per il 21% e il 23%, al Sud la percentuale si abbassa fino al 12,4”.

Secondo i dati raccolti in 10 città campione su 7.964 domande presentate fino al 20 marzo, gli under 30, i Millennials, rappresentano il 6,8% delle domande presentate. Il dato è trascinato da una percentuale al Sud del 10,3%, mentre al nord sono il 4,7% e al centro il 3,2%.

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nonsolofole @ Marzo 23, 2019

Il Pd consegna a Toninelli lʼelenco delle 600 opere “bloccate dal ministro”

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Video incorporato

Andrea Marcucci @AndreaMarcucci

Alla fine del mio intervento ho consegnato al ministro #Toninelli l’elenco delle oltre 600 opere che sta bloccando. Un ministro che fa male all’Italia.

“Salvatosi” dalla mozione di sfiducia nei suoi confronti, il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, non è però riuscito a sottrarsi a una sorta di gogna mediatica alla quale l’ha sottoposto il capogruppo del al Senato, Andrea Marcucci. Il quale, al termine dell’intervento, ha consegnato all’esponente M5s un fascicolo con le oltre 600 opere che, secondo il Pd, Toninelli “sta bloccando”. E quindi ha postato sui social il video.

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nonsolofole @ Marzo 23, 2019

Salvini stanco di Conte: “Il premier fa il fenomeno”

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Bartolo Dall’Orto

C’è tensione nel governo. Le europee si avvicinano, M5S e Lega si allontanano.

È normale, è il gioco delle parti di due movimenti che condividono la posizione di governo ma poi si candidano su su fronti opposti al Parlamento Ue. I temi a dividere gli alleati sono numerosi: la Tav, gli F35, il Congresso mondiale delle Famiglie. È proprio su questo punto che, secondo quanto scrive il Corriere, il ministro dell’Interno Matteo Salvini si sarebbe irritato non poco con Giuseppe Conte. “Conte ha compiuto un atto violento contro il ministro Fontana e si è messo a fare il fenomeno in Consiglio dei ministri”, avrebbe detto il leader della Lega. Senza contare quel “tentativo confuso e velleitario di Di Maio” di commissariargli di fatto il Viminale.

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nonsolofole @ Marzo 23, 2019

Siria, i curdi annunciano la vittoria finale contro l’Isis

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giordano stabile inviato a beirut

Il portavoce delle Forze democratiche siriane ha annunciato la fine della battaglia di Baghuz, l’ultimo villaggio ancora controllato dall’Isis in Siria. Mustafa Bali ha dedicato la vittoria alle “migliaia di martiri” e a tutti quelli che in questi anni hanno lottato assieme ai curdi siriani contro gli jihadisti dello Stato islamico. Fra loro ci sono stati anche decine di italiani, compreso Lorenzo Orsetti, caduto proprio sul fronte di Baghuz.

Civili scudi umani

La battaglia nell’ultima sacca dell’Isis, lungo la sponda orientale dell’Eufrate, al confine dell’Iraq, è durata quasi quattro mesi, dall’inizio di dicembre. I jihadisti avevano ammassato in pochi villaggi e nella cittadina di Hajin migliaia di combattenti e decine di migliaia di civili. La lotta è stata prolungata perché i curdi hanno tentato di evacuare il maggior numero di civili, in totale 46 mila. Migliaia di combattenti si sono arresti e sono prigionieri nei campi, compresi centinaia di stranieri.

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nonsolofole @ Marzo 23, 2019

Sicurezza, Salvini boccia il piano Di Maio: sono sorpreso e stupito, stia al suo posto

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amedeo la mattina roma

«Sorpreso, stupito, ma anche comprensivo. Certo, comprensivo fino a un certo punto». Sì perchè Matteo Salvini si rende conto che Luigi Di Maio è nei guai politicamente, in crollo verticale nei sondaggi, prossimo all’ennesima batosta in Basilicata, preoccupato di finire sotto il 20% alle elezioni europee. Per non parlare della vicenda romana che vede uno dei fondatori del Movimento 5 Stelle, Marcello De Vito, in carcere e la sindaca Virginia Raggi sulle montagne russe. Dunque comprensione per un alleato in cui finora ha creduto, ma l’intervista alla Stampa del vicepremier grillino è stata vissuta come un’invasione di campo. «Una reazione disperata», dicono fonti leghiste.

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Ha dato fastidio l’annuncio di un documento sulla sicurezza al quale sta lavorando la ministra delle Difesa Elisabetta Trenta per introdurre in Italia una National Security Strategy sul modello Usa per un maggiore coordinamento tra presidenza del Consiglio, Viminale, Difesa, ministero delle Infrastrutture, il dipartimento dei servizi segreti. Un modo per ridurre i poteri del ministro dell’Interno, commissariare Salvini che grazie al suo attivismo sul terreno della sicurezza ha portato la Lega dal 17% a circa 35%, almeno stando ai sondaggi.

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nonsolofole @ Marzo 23, 2019

Congresso delle famiglie a Verona, l’appello di 200 accademici contro il patrocinio di Palazzo Chigi. E gli organizzatori si arrendono

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Mentre continua tra gli alleati di governo lo scontro sul congresso delle famiglie a Verona, in programma dal 29 al 31 marzo e di chiaro stampo anti-abortista e anti-Lgbt, un gruppo di 240 accademici giuristi da tutta Italia ed Europa hanno firmato un appello per chiedere la revoca del patrocinio concesso dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. Nonostante, infatti, ieri sera anche il premier Giuseppe Conte abbia dichiarato il suo no al patrocinio, fino a stamattina mancava ancora l’atto formale di revoca e il logo di Palazzo Chigi continuava a campeggiare sul sito del forum. “Oltretutto – spiegano i professori universitari –  non esiste un ministero della Famiglia ma un ministro della Famiglia senza portafoglio, che come tale non può dare patrocini se non attraverso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il che contraddice la dichiarazione secondo cui è un’iniziativa isolata del ministro Fontana”. Alla fine sono stati gli stessi organizzatori del convegno ad annunciare un passo indietro: “Abbiamo ricevuto la diffida ad utilizzare il marchio di Palazzo Chigi proprio ora. Il cambio del logo è in corso e in più siamo orgogliosi di annunciare il Patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia”. Non solo. “Ci è stato comunicato – hanno aggiunto in serata – che dovremo usare come immagine del patrocinio concesso dal ministro per la Famiglia direttamente il logo della Repubblica italiana: per noi si tratta di un felice guadagno”.

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nonsolofole @ Marzo 23, 2019

Il potere e i fragili controlli

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di Sabino Cassese

Molte sono le anomalie dell’assetto politico costituzionale uscito dalle elezioni di un anno fa. Un governo finora senza vera opposizione(questa è tale se capace di presentare una offerta politica e di assicurare una guida coesa). Un esecutivo diviso su tutto, anche sulla politica estera (basti pensare all’atteggiamento nei confronti della Cina). Parlamento e Consiglio dei ministri svuotati e le loro funzioni trasferite ai vertici delle due forze politiche al governo. Amministrazioni pubbliche «sfiduciate» (se si ricorre a commissari straordinari per le opere pubbliche è perché non si fa affidamento sugli apparati ordinari). Autorità indipendenti silenziate e costrette alla cessione di indipendenza, per assicurare «discontinuità» e contemporaneamente salvare il salvabile.

Resisterà la nostra giovane democrazia a queste nuove tensioni? Sappiamo che democrazia non è solo elezioni, è anche pluralismo, «checks and balances», competizione e controlli, contropoteri, per correggere almeno le maggiori anomalie, anche perché il conflitto tra i poteri è in grado di renderne visibile l’esercizio e consentire il controllo dell’elettorato su chi governa. Ma il nostro sistema di garanzie è debole.

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nonsolofole @ Marzo 23, 2019

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