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Renzi, Gentiloni e Padoan riuniti a Palazzo Chigi. Al Quirinale oggi è il giorno dei peones

Roma, spariscono multe per 6 milioni di euro: tra i beneficiari ci sono i nomi di Lotito e Candela

Prima le scuse, poi il resto

Mps, la Bce respinge la proroga all’aumento di capitale

Renzi, Gentiloni e Padoan riuniti a Palazzo Chigi. Al Quirinale oggi è il giorno dei peones

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di MONICA RUBINO

ROMA – Al via la seconda giornata di consultazioni al Quirinale tra le forze politiche e il capo dello Stato Sergio Mattarella, che tenterà di chiudere la crisi entro lunedì e affidare il nuovo incarico entro la metà del mese. E mentre si svolge la processione di gruppi al Colle, Matteo Renzi e il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni si sono riuniti a Palazzo Chigi. Il nome del capo della Farnesina, infatti, è salito in pole position per la guida del nuovo esecutivo. I due sono poi stati raggiunti anche dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e successivamente da quello dell’Agricoltura Maurizio Martina. Durante l’incontro si è imposto anche il tema Mps, proprio mentre veniva resa nota la notizia della bocciatura da parte della Bce della richiesta di proroga per l’aumento di capitale dell’istituto senese.

Intanto il titolare della Cultura Dario Franceschini, ormai tagliato fuori dalla corsa per Palazzo Chigi, ha commentato con un tweet ironico le voci su un suo presunto accordo con Forza Italia: More on page 357293

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nonsolofole @ dicembre 9, 2016

Roma, spariscono multe per 6 milioni di euro: tra i beneficiari ci sono i nomi di Lotito e Candela

Posted in: Cronaca, Lazio | Comments (0)

Tra il 2008 e il 2013 ai cittadini romani sono state annullate circa 80mila multe: l’ufficio contravvenzioni avrebbe cancellato troppe sanzioni e adesso i magistrati della Corte dei conti stanno valutando la legittimità di tale operazione visto che il danno subito dal Campidoglio ammonta ad almeno 6 milioni di euro.

L’infrazione più frequente sarebbe l’accesso non autorizzato in Ztl, la zona a traffico limitato imposta in centro città per limitare ingorghi e inquinamento.

Come riferisce “Repubblica”, tra i beneficiari delle cancellazioni non ci sarebbero soltanto comuni cittadini: nell’indagine in corso sono spuntati tanti nomi di calciatori, attrici, magistrati, ditte di autonoleggio. Alcune vetture che hanno goduto della cancellazione delle multe sarebbero intestate anche a società riconducibili al presidente della Lazio e consigliere Figc Claudio Lotito. Tra gli sportivi ci sarebbe l’ex calciatore francese Vincent Candela, passato per la Roma di Fabio Capello.

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nonsolofole @ dicembre 9, 2016

Prima le scuse, poi il resto

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nonsolofole @ dicembre 9, 2016

Mps, la Bce respinge la proroga all’aumento di capitale

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nonsolofole @ dicembre 9, 2016

I futuri convertiti ai Cinque Stelle

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di Angelo Panebianco

Correva l’anno 1993. Proprio come ora, anche se per ragioni diverse, il motore del sistema politico italiano si era imballato. La fine della Guerra fredda e le inchieste giudiziarie avevano gettato nel marasma la politica romana. Tutti gli osservatori si aspettavano che il vincitore delle successive elezioni generali (che si sarebbero tenute l’anno dopo, nel 1994) sarebbe stato l’unico partito sopravvissuto alla tempesta: il partito (nominalmente) post-comunista, il Pds, allora guidato da Achille Occhetto. Tutti davano per scontato che la «gioiosa macchina da guerra» di Occhetto si sarebbe mangiata il Paese in un boccone solo. E come sempre succede in questi casi, questa generale convinzione innescò un processo di bandwagoning, una ressa fra tutti quelli che volevano saltare sul carro del vincitore. Si sprecavano le dichiarazioni di lodi di intellettuali vari per il Pds, le interviste genuflesse ai suoi dirigenti da parte di zelanti giornalisti, eccetera. La Rai, che per origine, storia e legami correnti, è sempre stata l’organizzazione del Paese più sensibile di tutte ai cambiamenti negli equilibri del potere nazionale, la prima a fiutare il vento, si era già posizionata anticipando i futuri sviluppi politici.

È facile scommettere sul fatto che nelle prossime settimane e nei prossimi mesi i beneficiari del bandwagoning saranno i Cinque Stelle. Si capisce perché: è il partito che al momento gode di migliore salute rispetto a tutti gli altri. Il Pd del post-referendum è in una crisi dalla quale non uscirà facilmente. Anche perché coloro che in quel partito hanno ora vinto, coloro che hanno realizzato il regicidio, hanno finalmente abbattuto il tiranno, l’usurpatore, rappresentano quanto di più vecchio (culturalmente parlando) esista nella politica italiana. È difficile che possano avere un futuro. Non era stato proprio Marx, del resto, a dire che la prima volta è tragedia e la seconda è farsa?

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nonsolofole @ dicembre 9, 2016

Brasile, italiano ucciso in una favela di Rio. Forse per rapina o perché in zona controllata da trafficanti

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di DANIELE MASTROGIACOMO

RIO DE JANEIRO – E’ il terzo italiano ucciso in Brasile in tre settimane. Ma questa volta è successo nel cuore di Rio de Janeiro, all’interno della favela Morro dos Prazeres, una delle duecento presenti in città, a due passi da uno dei quartieri storici e più frequentati dai turisti: Santa Teresa. La dinamica non è ancora chiara. Tutto è accaduto poco dopo le 11 di mattina, le 15 in Italia. Due italiani in moto, la vittima identificata in Roberto Bardella, 52 anni, e l’amico Rino Polato, 59, si sono immersi nella favela e hanno iniziato a girare tra i vicoli. A questo punto, circolano due possibili versioni dell’accaduto.

I due, secondo O’ Globo, potrebbero essere stati notati da qualcuno che ha cercato di derubarli. Uno dei due deve aver reagito, commettendo il classico errore che tutti, autorità locali e polizia in testa, invitano a non fare. Per tutta risposta l’aggressore deve aver tirato fuori un’arma e non ci ha pensato un attimo a usarla. L’altra possibile spiegazione è riportata dal sito del settimanale Veja: i due sarebbero entrati in un’area ancora controllata da trafficanti, che avrebbero iniziato a sparargli contro. Comunque sia, la fine della storia è tragica: raggiunto alla testa da un colpo d’arma da fuoco, Bardella è morto sul colpo, Polato potrebbe essere fuggito o essere stato catturato e poi rilasciato, è comunque sopravvissuto.

Brasile, italiano ucciso in una favela di Rio. Forse per rapina o perché in zona controllata da trafficanti

Roberto Bardella (a sinistra) e Rino Polato (fonte: Facebook)

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nonsolofole @ dicembre 9, 2016

Ezio Mauro racconta la rivoluzione russa. Prima puntata: Rasputin

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1917-2017: cento anni fa i bolscevichi prendevano il potere in Russia. Ezio Mauro torna sui luoghi della rivoluzione per raccontarne i protagonisti in 10 puntate: un capitolo al mese, da leggere sul giornale e da vedere sul web. Il primo è dedicato a Grigorij Rasputin, il monaco analfabeta che influenzava le decisioni politiche e militari dello Zar Nicola II e di sua moglie Aleksandra.

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nonsolofole @ dicembre 9, 2016

Se il voto diventa un rito cannibale

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di MASSIMO GIANNINI

NA macabra ‘cerimonia cannibale’ si consuma intorno al corpo stanco del Paese. La politica, terremotata dall’ordalia referendaria, divora se stessa. E precipita l’Italia in una crisi di governo che si fa sempre più indecifrabile. Renzi si dimette, la sinistra fagocita un altro dei suoi leader. Ma Renzi non esce di scena, come aveva promesso. Semmai rilancia: chiama tutti i partiti a un’impossibile ‘grande abbuffata’, che non vedremo mai. E quindi si rilancia, forse per oggi, sicuramente per il futuro: solo io posso succedere a me stesso.

Se la direzione del Pd doveva chiarire cosa c’è dietro l’angolo, l’obiettivo è fallito. L’ex premier ha parlato da premier ancora in carica. Non una parola sulla disfatta referendaria, molte parole sulle cose fatte nei mille giorni e su quelle ancora da fare. La serena, equilibrata consapevolezza di domenica è durata lo spazio di una notte. Il ‘discorso della sconfitta’ è già dimenticato, quasi che la sconfitta non sia mai esistita. Anzi il Pd, pare, sta conoscendo “un boom di iscrizioni”. Se è stata indecorosa la festa della minoranza del partito, che in un impeto bertinottiano ha brindato alla caduta del ‘suo’ governo, lo è altrettanto la festa di Renzi, che “alza i calici” non si sa bene a che cosa.

Questa è una crisi totalmente autoprodotta. Nata da un referendum che doveva purificarlo dal peccato originale (guidare un governo non eletto), e invece si è rivelato un perfetto suicidio politico. E complicata da un azzardo morale (imporre al Paese una legge elettorale valida solo per la Camera, nella fallace certezza che gli italiani avrebbero detto sì all’abolizione del Senato elettivo).

Cosa propone Renzi per uscire dal vicolo cieco nel quale ha cacciato l’Italia? More on page 357278

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nonsolofole @ dicembre 9, 2016

Il viaggio sui treni del terrore dove comandano gli immigrati

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nonsolofole @ dicembre 9, 2016

M5S, rissa in assemblea e alla deputata infuriata scappa una bestemmia

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ilario lombardo
roma

Se Beppe Grillo fa un post come quello di ieri, dove ha ribadito (cioè imposto) che «nel M5S non esistono correnti», e bisogna muoversi come «un corpo solo, un’anima sola», vuol dire che qualcosa sta succedendo e il Movimento è a rischio implosione. Ma a chi era diretto il post concordato con Davide Casaleggio? A Roberto Fico e a Roberta Lombardi, soprattutto: il primo perché lanciando la sfida a Luigi Di Maio, batte ogni giorno sul sogno di un M5S più movimentista; la seconda, perché, nella sua quotidiana battaglia contro Virginia Raggi ha detto alla Stampa che Mafia Capitale è ancora in Campidoglio e che, sì, esistono due anime diverse all’interno del M5S. Risultato: Fico e Lombardi hanno pubblicato un post riparatore su Facebook. Grillo non ne può più, chiede di lasciar perdere «opinioni divisive» e «questioni personali». Intima a chi non seguirà il suo schema di «farsi da parte». Il governo potrebbe essere a un passo. Ma il comico sa che la pancia del M5S cova sospetti e rancore. E doveva succedere prima o poi – dopo mesi passati a dissimulare serenità, a comprimere frustrazioni, dopo tante confessioni anonime ai giornali – che qualcuno dall’interno raccontasse con nomi e cognomi cosa sta succedendo. Così abbiamo ricevuto un resoconto dettagliato dell’assemblea congiunta di mercoledì, dove tutti i nodi rinviati a dopo il referendum sono stati toccati. More on page 357272

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nonsolofole @ dicembre 9, 2016

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