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I furbi e i fessi

L’audio choc di Casalino: “Siamo pronti alle purghe”

La partita del Cavaliere

Migranti, Di Maio: “Bene che non ci siano più navi Ong”. Fico: “Italia salvi vite in mare”

I furbi e i fessi

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Ma allora i soldi ci sono, altro che storie. Se un governo può pagare il portavoce del premier Conte 170mila euro, cioè più del premier stesso e se la segretaria di Di Maio può guadagnare 70mila euro, vale a dire più di un primario ospedaliero, se tutto questo è possibile non vedo perché sia necessario mettere le mani nelle tasche dei pensionati o aumentare l’Iva.

In realtà le cose stanno diversamente. Di soldi non ce ne sono, o meglio ce ne sono per loro (la nuova casta, famelica quanto e più della vecchia) ma non per mandare avanti il Paese. Ed è inutile che Di Maio e compagni se la prendano con l’Europa che ci impone il rigore, perché davanti a simili inutili sperperi chiunque storcerebbe il naso.

Dicevamo che di soldi non ce ne sono, almeno non a sufficienza per mettere in pratica le faraoniche promesse elettorali. Di Maio si sta comportando come quel padre che ha solo diecimila euro sul conto ma promette al figlio che se promosso gli comprerà la Ferrari. E quando il bravo pargolo in questo caso l’elettore passa a riscuotere, il padre allarga le braccia e invece che ammettere di essere stato un imbroglione si giustifica dicendo che il direttore della banca è uno stronzo che non gli concede fiducia. More on page 382220

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nonsolofole @ settembre 22, 2018

L’audio choc di Casalino: “Siamo pronti alle purghe”

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O la borsa o la vita: «O ci trovano i 10 miliardi del c… per il reddito di cittadinanza, oppure dedicheremo il 2019 a far fuori tutti questi pezzi di m…

del ministero dell’Economia».

La voce che pronuncia il minaccioso ultimatum, condito di scurrilità, sembra proprio quella di Rocco Casalino, potente boss della comunicazione di Palazzo Chigi (guarda il video). O quanto meno quella di un suo bravissimo imitatore.

La registrazione circola nelle redazioni, sembra realizzata di straforo in un bar, con tanto di tintinnio di posate e bicchieri in sottofondo, e la voce del Casalino (o presunto tale) che impartisce la sua velina a un interlocutore silente, con ogni probabilità giornalista. L’argomento è lo scontro sulla manovra, con i Cinque stelle partiti a testa bassa contro il ministro Tria che, come ha ingiunto Di Maio, «deve trovare i soldi» per realizzare le mirabolanti promesse dei grillini agli elettori, a cominciare dal «reddito di cittadinanza» urbi et orbi. L’intento di Casalino è quello di rettificare la linea un po’ spericolata del vicepremier: niente più minacce al ministro (perché se salta lui salta il governo, e anche Di Maio e Casalino tornano a casa, e pure in Economy), la colpa delle mancate coperture va data agli anonimi tecnici della struttura ministeriale e alla loro cattiveria verso i grillini. More on page 382218

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nonsolofole @ settembre 22, 2018

La partita del Cavaliere

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di BRUNO VESPA

A Di Maio piace ritrarre Berlusconi come la moglie che accetta il tradimento del marito. Temiamo che in cuor suo la pensi all’opposto: se non farà errori clamorosi, il centrodestra potrà conquistare la maggioranza delle sette regioni in cui oggi è all’opposizione, che si aggiungeranno alle sei in cui già governa. L’influenza di Salvini sul territorio si allargherà ponendo le premesse – sondaggi alla mano – per una vittoria alle elezioni politiche, quando dovessero celebrarsi.
Berlusconi non è la moglie tradita. È la moglie che ritrova il marito al quale essa stessa (non dimentichiamolo mai) aveva dato il permesso di fare una scappatella. Fu una scelta rivelatasi giusta perché consente a chi ha vinto le elezioni di assumersi ogni responsabilità di governo mostrando il duro confronto con la realtà al pubblico spesso illuso che le difficoltà economiche dell’Italia siano superabili con un tratto di penna. More on page 382216

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nonsolofole @ settembre 22, 2018

Migranti, Di Maio: “Bene che non ci siano più navi Ong”. Fico: “Italia salvi vite in mare”

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Roma, 21 settembre 2018 – “Per fortuna oggi non ci sono più Ong nel mediterraneo perché le operazioni devono farle le autorità competenti”. Questa frase del vicepremier Luigi Di Maio, a Radio1, ha scatenato non poche polemiche dentro e fuori da M5s. E in serata è stato contraddetto anche dal presidente della Camera Roberto Fico, esponente del M5s, in un dibattito alla festa di Mdp Articolo 1: “L’ho detto sempre, lo ribadisco anche stasera. Sia sulla Diciotti che su situazione di questo tipo, per me le navi devono poter entrare nei porti e le persone sbarcare senza nessun problema”. Un chiaro riferimento, anche se indiretto, a quanto aveva disposto Salvini nel primo caso della Diciotti. “Il Mediterraneo e stato oggetto di varie missioni. Oggi che gli sbarchi sono diminuiti, potremmo delegare sempre più alla capitaneria. Se è in grado di salvare le vite bene, sennò bisogna chiedere aiuto a tutti”.

Fico ha anche aggiunto: “Gli sbarchi che si riducono significano persone bloccate in Libia, io non ero d’accordo neanche con la linea Minniti”. Per il presidente della Camera “il punto non sono le 10 persone a bordo dell’Aquarius, ma la contrattazione con l’Europa: i Paesi di Visegrad, con in testa Orban, non fanno gli interessi degli italiani”.  More on page 382214

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nonsolofole @ settembre 22, 2018

Centrodestra, il sondaggio: ora vale il 47%. Maggioranza assoluta in Parlamento

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di ANTONIO NOTO

Roma, 22 settembre 2018 – Nelle intenzioni di voto i dati fondamentali espressi dagli italiani sono due: uno, che con la legge elettorale in vigore alle Politiche (per avere la maggioranza assoluta bisogna essere almeno tra il 40 e il 42% delle preferenze), il centrodestra in questo momento avrebbe addirittura il 47,4% dei voti. Ben al di sopra della soglia che regalerebbe a Salvini & Berlusconi la maggioranza assoluta dei seggi: un risultato molto importante. Il centrodestra, in questo modo, guadagnerebbe così l’undici per cento dei consensi rispetto all’ultima tornata elettorale.

E questo surplus di voti da dove deriva? Si spiega soprattutto perché il nuovo corso della Lega, guidato da Matteo Salvini, consente al Carroccio di raddoppiare le preferenze (dal 16,6 al 34%). Ma il partito non aumenta perché fa suoi solamente i voti di Forza Italia, bensì soprattutto perché è riuscito a conquistare quegli elettori che lo scorso 4 marzo non si sono recati alle urne. Per questo l’incremento delle preferenze di tutto il centrodestra unito è così rilevante: c’è una quota degli astenuti e degli indecisi che oggi sceglie di abbracciare il programma e le promesse politiche della Lega. More on page 382212

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nonsolofole @ settembre 22, 2018

Pronto il pacchetto pensioni: sul deficit al 2% ora si tratta

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di Andrea Bassi

Per la prima volta dopo uno dei vertici armoniosi sulla manovra, come li aveva definiti il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il ministro dell’Economia Giovanni Tria, non finisce l’incontro direttamente sul banco degli imputati. Anzi. Stavolta, con Conte che annuncia la «prima fumata bianca» e dice che «il deficit sarà definito dopo le misure», ad esultare sono i grillini, che poco dopo la fine del summit a Palazzo Chigi con il ministro dell’Economia, con Conte, Paolo Savona e il vice ministro leghista Massimo Garavaglia e Matteo Salvini, lasciano trapelare l’apertura di Tria a spingere l’asticella del disavanzo fino al 2%.

«Nessun tabù da parte del ministro», fa sapere il Movimento Cinque Stelle. Che non significa che il Tesoro lascerà correre il disavanzo, ma che almeno ha accettato di discutere una soglia, l’1,8%, che era diventata una sorta di linea Maginot. La Lega («non ci impiccheremo agli zero virgola», ha detto Salvini) e i pentastellati hanno consegnato nelle mani di Tria tutte le loro proposte, con l’annessa richiesta di poter contare su una dote di almeno 15 miliardi di euro per realizzarle. Il ministro si è impegnato a valutarle. Ma su alcune avrebbe già dato il suo via libera. Come per il pacchetto fiscale della Lega Nord. Dal prossimo anno entrerà in vigore il regime forfettario, che consentirà a piccoli e autonomi di essere esonerati dall’obbligo di fatturazione elettronica e di pagare una tassa forfettaria del 15% sui redditi fino a 65 mila euro. Per le grandi imprese arriva invece la super-Ires che vale, secondo le prime stime, «quasi un miliardo di risparmi» sulle tasse per le aziende, come ha sottolineato il sottosegretario al Mef Massimo Bitonci che sta seguendo il dossier in prima battuta insieme al collega Massimo Garavaglia More on page 382210

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nonsolofole @ settembre 22, 2018

Raggi: «Ok dal premier Conte a poteri speciali per la Capitale»

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Via libera ai poteri speciali per Roma. L’atteso incontro della sindaca Virginia Raggi con il premier Giuseppe Conte sancisce di fatto l’avvio del percorso per dotare la Città Eterna di maggiori competenze per renderla «al pari delle altre Capitali». L’iter, il cui cronoprogramma emergerà in una prossima riunione, dovrebbe prevedere l’affiancamento di un comitato di saggi costituzionalisti.

Al termine del faccia a faccia, cordiale e durato circa due ore a Palazzo Chigi, è la sindaca a fare il punto con la stampa degli argomenti affrontati: «Non sono venuta con la lista della spesa, abbiamo parlato di sviluppo e della possibilità di istituire una cabina di regia permanente, una sorta di ‘Fabbrica Romà, direttamente con il Governo all’interno della quale concertare progetti di sviluppo tra noi, il Governo e i players su Roma». Un progetto che oltre a tutti i rami del Governo mira ad includere, come spiegano dal Campidoglio, forze produttive, sindacati e Regione Lazio, per il rilancio economico della città. More on page 382208

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nonsolofole @ settembre 22, 2018

Manovra, avanti su quota 100 e reddito di cittadinanza. Di Maio: «Sarà solo per gli italiani»

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«Toglietevi dalla testa i numerini e pensate ai cittadini». Il ministro dell’Economia Giovanni Tria naturalmente non può accogliere l’invito di Luigi Di Maio, ma la frase è significativa dello stato di tensione sui conti. Perché è proprio sui «numerini» che si giocano gli equilibri della manovra. E perché, dopo il vertice mattutino di tre ore, e una trattativa durata tutto il giorno, Matteo Salvini ottiene un decreto unico immigrazione/sicurezza (decreto Salvini), che sarà varato lunedì, dovendo però tener conto delle osservazioni del Colle. I 5 Stelle, dal loro canto, ancora arrancano per ottenere quei 10 miliardi necessari per il reddito di cittadinanza, la cambiale da riscuotere per ottenere un buon risultato alle Europee. «La fumata bianca è iniziata», commenta in serata il premier Giuseppe Conte, e poi aggiunge: «Terremo i conti in ordine, non siamo scalmanati». More on page 382206

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nonsolofole @ settembre 22, 2018

Unicef: “In Italia un milione e 200mila bimbi vivono in povertà”

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Unicef: "In Italia un milione e 200mila bimbi vivono in povertà"

“Ci sono in Italia oltre 1 milione e 200mila bambini e ragazzi che vivono in povertà assoluta, il 12,1% del totale”. Lo denuncia l’Unicef, spiegando che altri “2 milioni e 156mila vivono in povertà relativa”. “E’ inammissibile – dice il presidente di Unicef Italia, Francesco Samengo -. More on page 382204

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nonsolofole @ settembre 22, 2018

Reddito cittadinanza, Di Maio: “Per cinque milioni di italiani”. Ma glissa sui beneficiari

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Luigi Di Maio ha sempre detto che il reddito di cittadinanza verrà applicato già dal prossimo anno a 5 milioni di persone che in Italia vivono in povertà assoluta. Oggi ha dichiarato, sulle orme di Salvini, che si applicherà solo agli italiani. Ma tra i 5 milioni di poveri l’Istat considera anche gli stranieri residenti, di cui 1,6 milioni sono sotto la soglia di indigenza. More on page 382202
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nonsolofole @ settembre 22, 2018

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