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Governo, scontro su Savona. Salvini: “Al Tesoro mai un amico di Berlino”. Meloni con la Lega: “No a ingerenze del Colle”

Sette giorni di caos trattative ci sono costati 20 miliardi

Toti: “La Lega e la destra neofascista? Salvini raccoglie istanze che da sole sarebbero più pericolose”

Attacco frontale del NYT: “Conte? Uno sconosciuto la cui unica qualifica è eseguire gli ordini”

Governo, scontro su Savona. Salvini: “Al Tesoro mai un amico di Berlino”. Meloni con la Lega: “No a ingerenze del Colle”

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ROMA – Si allontana la formazione del governo guidato da Giuseppe Conte dopo l’incontro al Quirinale con Sergio Mattarella, in cui il presidente ha ribadito i suoi dubbi sul nome indicato da Salvini e Di Maio come ministro dell’Economia, ovvero l’economista Paolo Savona. E si registra anche un aumento della tensione politica con una nuova bordata di Matteo Salvini contro la Germania: “Mai al Tesoro un amico di Berlino”. E un attacco irrituale di Giorgia Meloni al presidente della Repubblica: “Su Paolo Savona, una nuova inaccettabile ingerenza di Mattarella, dopo l’ostinazione a non conferire l’incarico di governo al centrodestra. Ho comunicato a Salvini che Fratelli d’Italia, pur senza aver cambiato idea sul governo giallo-verde, offre il suo convinto aiuto per rivendicare il diritto di un governo a scegliere un ministro dell’economia non indicato da Bruxelles. L’Italia è ancora una nazione sovrana, Juncker e la Merkel se ne facciano una ragione”, dice in un comunicato.

E si rafforza la tensione anche sul piano economico e finanziario, dopo l’impennata di ieri dello spread e l’avvertimento di Moody’s sul rating. Così, in mattinata, arriva l’affondo dell’ex segretario Pd, Matteo Renzi, proprio sullo spread: “Se è ai massimi la colpa è di Di Maio e Salvini. Se i mutui aumenteranno la colpa è solo loro”. E scende in campo anche Maurizio Martina: “Caro Salvini, state giocando sulla pelle del Paese per i vostri miseri interessi. Invece governare è prendersi cura dell’Italia”. More on page 379012

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nonsolofole @ maggio 26, 2018

Sette giorni di caos trattative ci sono costati 20 miliardi

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È stata un’altra settimana negativa per Piazza Affari. Il Ftse Mib, il principale indice della Borsa di Milano, ha ceduto il 4,5% nell’ottava (-2,8% al netto dello stacco delle cedole) e oltre il 7% negli ultimi 15 giorni.

Da quando è entrata nel vivo la trattativa tra la Lega di Matteo Salvini e il M5s per la formazione del governo i titoli quotati in Borsa hanno perso circa 17 miliardi di valore scendendo a quota 635 miliardi di euro (contemplando anche l’erogazione dei dividendi si attesterebbero a 623 miliardi circa). E pensare che lo scorso 7 maggio il Ftse Mib aveva toccato i massimi in chiusura da settembre 2008. E non è tutto. Moody’s ha messo sotto osservazione il rating Baa2 dell’Italia per un possibile downgrade. Lo ha annunciato la stessa agenzia in un comunicato, evidenziando le criticità – rischio di indebolimento del bilancio e stallo delle riforme istituzionali – che rendono necessario mettere l’Italia sotto osservazione. Moody’s comunque ritiene basso il rischio che l’Italia esca dall’Eurozona. More on page 379009

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nonsolofole @ maggio 26, 2018

Toti: “La Lega e la destra neofascista? Salvini raccoglie istanze che da sole sarebbero più pericolose”

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di MARCO PREVE

Giovanni Toti che è presidente della Regione Liguria ma soprattutto è il grande pontiere dell’unione  fra Forza Italia e la Lega, alla presentazione del libro NaziItalia di Paolo Berizzi, ci prova pure a prendere le distanze dai nostalgici e arriva al punto di affiancare le politiche sociali di CasaPound a quelle degli Hezbollah. Però, quando il moderatore Matteo Indice lo sollecita a rispondere alla domanda clou, ovvero come fa un partito liberale e democratico come Forza Italia ad avere come alleato la Lega di Salvini che  si accompagna a gruppi neofascisti come CasaPound e Forza Nuova e ad altri dai toni neonazisti come Lealtà Azione, Toti non butta alle ortiche un’alleanza cucita con molta fatica in questi tre anni.
“Se non ci fosse la Lega a raccogliere alcuni malesseri, paure e insicurezze che in Europa in questi anni si sono sempre più diffuse sarebbe assai peggio” è in sostanza la tesi di Toti. E quando Berizzi fa notare che un “futuro ministro dell’interno che allo stadio indossa, per mostrarlo, il giubbotto di Casapound” è qualcosa che va oltre la tolleranza, Toti, come spesso in queste occasioni spinose ne  se ne esce con la battuta “io non lo avrei messo perché era un brutto giubbotto”.
Insomma niente di nuovo sotto il sole del risorgente neofascismo italiano del quale Berizzi racconta non solo lo sviluppo degli ultimi anni ma soprattutto gli intrecci, sempre più radicati con la Lega “non quella di Bossi che era fortemente antifascista, ma quella sovranista di Salvini”.

Toti: "La Lega e la destra neofascista? Salvini raccoglie istanze che da sole sarebbero più pericolose"

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nonsolofole @ maggio 26, 2018

Attacco frontale del NYT: “Conte? Uno sconosciuto la cui unica qualifica è eseguire gli ordini”

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“I populisti si prendono Roma”. A scriverlo è un durissimo editoriale del New York Times, che parla del primo ministro incaricato Giuseppe Conte come di uno “sconosciuto professore di legge” con un curriculum gonfiato, “la cui principale qualifica è la sua disponibilità ad eseguire gli ordini” dei leader di Lega e M5S

“Non è chiaro quanti danni potrà fare la coalizione”, scrive il giornale, che sottolinea le differenze ideologiche fra le due formazioni politiche che la compongono e la risicata maggioranza di cui godono in Parlamento. Tuttavia il cambiamento di direzione in un membro chiave dell’Unione europea la cui fedeltà al progetto europeo non era messa in dubbio, rappresenta “un serio colpo” ai progetti di un rafforzamento dell’integrazione europea portati avanti dal presidente francese Emmanuel Macron e la cancelliera tedesca Angela Merkel.

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nonsolofole @ maggio 26, 2018

Governo, Gentiloni lascia Palazzo Chigi: “Non dilapidiamo il lavoro fatto in questi anni”

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ROMA – Ha riunito i collaboratori e dipendenti di Palazzo Chigi per il saluto dopo oltre un anno e mezzo di lavoro comune. E per il premier uscente Paolo Gentiloni “E’ stato un grandissimo onore per me servire l’Italia qui da Palazzo Chigi: vi faccio gli auguri per il lavoro dei prossimi anni”. L’esponente Pd continua: “Rabbia, disagio, dobbiamo prenderci cura delle paure che provocano ferite e cicatrici ancora aperte”. Nel fare questo, però, “bisogna stare attenti a non dilapidare il lavoro fatto in questi anni. Risalire la china per 5 lunghi anni come l’italia ha fatto non è stato semplice, richiede perseveranza, costanza e sacrificio. Purtroppo, per andare fuori strada non servono 5 anni, bastano pochi mesi, talvolta poche settimane”. More on page 379003

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nonsolofole @ maggio 26, 2018

Renzi: “Spread ai massimi? Colpa di Di Maio e Salvini”. Conte al lavoro sui ministri, ma il nodo resta Savona

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ROMA – Si allontana – per il momento solo di qualche ora, forse giorni – la formazione del governo guidato da Giuseppe Conte dopo l’incontro al Quirinale con Sergio Mattarella, in cui il presidente ha ribadito i suoi dubbi sul nome indicato da Salvini e Di Maio come ministro dell’Economia, ovvero l’economista Paolo Savona. E si rafforza la tensione anche sul piano economico e finanziario, dopo l’impennata di ieri dello spread e l’avvertimento di Moody’s sul rating. Così, in mattinata, arriva l’affondo dell’ex segretario Pd, Matteo Renzi, proprio sullo spread: “Se è ai massimi la colpa è di Di Maio e Salvini. Se i mutui aumenteranno la colpa è solo loro”.

Non c’è alcuna certezza che Conte possa sciogliere la riserva sull’incarico tra sabato e domenica, ma non viene ancora esclusa del tutto l’eventualità.

Il professore è atteso da una giornata di lavoro alla Camera, ma non vedrà i leader di Lega e M5s. Salvini è a Milano, mentre Di Maio sarà effettivamente a Montecitorio, ma non sono previsti incontri con il premier incaricato.  More on page 379001

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nonsolofole @ maggio 26, 2018

GDPR: tutto quello che c’è da sapere in 12 punti

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Roberto Catania

Il GDPR (General Data Protection Regulation) è ufficialmente il nuovo riferimento normativo sulla privacy. Dopo 2 anni di “periodo di grazia”, dunque, il nuovo Regolamento europeo per il trattamento dei dati personali è diventato a tutti gli effetti vigente.

Da oggi, in pratica, tutte le società e le pubbliche amministrazioni che richiedono i dati personali per offrire servizi e prodotti, devono sottostare alle nuove regole fissate dall’Europa. Ce ne siamo accorti in questi giorni guardando le tante comunicazioni piovute nella nostra casella di posta che hanno provato a spiegarci (in modo a volte piuttosto confusionario) quali saranno d’ora in poi i nuovi diritti e doveri in materia di trattamento dei dati.

In linea di massima si può dire che il ruolo del GDPR sia quello di radunare e armonizzare tutte le precedenti norme (comunitarie e non), compresa la vecchia Direttiva 95/46/EC sulla protezione dei dati e il codice per la protezione dei dati personali e il dlgs.n. 196/2003 (che viene abrogato ma solo per le parti in contrapposizione con il nuovo regolamento).

L’idea è dunque quella di fornire alle autorità locali un nuovo strumento di riferimento che sancisca in modo unico e inoppugnabile le regole per il trattamento dei dati. Ai singoli Paesi è comunque concessa la facoltà di legiferare per adeguarsi al nuovo quadro normativo, cosa che verrà fatta anche in Italia con un decreto legislativo ancora in fase di completamento. More on page 378999

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nonsolofole @ maggio 26, 2018

I dubbi su Paolo Savona Ministro dell’Economia

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Stefano Cingolani

La formazione del governo gialloverde si è impantanata sul ministro dell’economia. A turbare i sonni del presidente della Repubblica è la candidatura di Paolo Savona soprattutto a causa delle sue posizioni critiche, anzi del tutto negative, sul trattato di Maastricht e sull’euro. Senza dubbio sono questioni chiave, ma certo non le sole.

L’Italia ha bisogno innanzitutto di un ministro dell’economia che sappia tenere sotto controllo i conti pubblici e sia in grado di ridurre in modo consistente il debito. I parametri europei possono essere considerati “stupidi” come disse Romano Prodi o “illogici” come ritiene Savona, ma i parametri strutturali che determinano la solidità di un paese sono la crescita e la finanza pubblica e l’Italia è quanto meno carente in entrambi. Ciò determina un giudizio sostanzialmente negativo da parte di chi compra e vende i titoli italiani, quelli di stato, ma non solo, anche quelli delle banche e delle imprese.

Diciamo subito che Savona ha tutti i titoli per occupare la poltrona di Quintino Sella, titoli veri, dal perfezionamento al Mit con il Nobel Franco Modigliani, al servizio studi della Banca d’Italia che ha diretto, dalla Confindustria con Guido Carli al ministero dell’industria nel breve gabinetto guidato da Carlo Azeglio Ciampi nel 1993-94, fino alle esperienze sul campo alla guida del Fondo interbancario di garanzia, quello che copre i buchi quando le banche crollano o falliscono del tutto. Uno studioso di valore, un uomo tutto d’un pezzo che si dimise da ministro perché contrario a come dovevano essere privatizzate le due principli bnche dell’Iri, la Commerciale e il Credito italiano (era in dissenso con Romano Prodi allora presidente dell’Iri.
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nonsolofole @ maggio 26, 2018

Vittorio Feltri: “Paolo Savona? Sergio Mattarella metterà un nome a lui gradito, così come chiesto dall’Europa”

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Paolo Gentiloni, nelle sue ultime ore da premier, ha avvisato Giuseppe Conte: “Basta poco per andare fuori strada”. Un avvertimento che Vittorio Feltri condivide. Lo spiega a SkyTg24, dove afferma: “Si tratta di parole di circostanza, di buon senso. Però si deve ricordare che il governo, come le piante, si giudicano dai frutti che per ora sono ben pochi”. Insomma, giudizio sospeso. Il direttore, semmai, esprime il suo dissenso per le barricate opposte da Sergio Mattarella al nome di Paolo Savona all’Economia: “Lui sì che ha un buon curriculum – riprende riferendosi a Savona -. Non capisco perché non debba essere messo a fare il suo mestiere”. Dunque, la cupa profezia: “Si preferirà una persona duttile, che vada bene all’Europa e scelta da Mattarella”. Dunque, le critiche al programma di M5s e Lega, bollato come “irrealizzabile per mancanza di fondi. Dove sono i soldi per il reddito di cittadinanza? Il debito crescerà ulteriormente, e questa non mi sembra una buona idea”. More on page 378995

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nonsolofole @ maggio 26, 2018

Referendum per legalizzare l’aborto in Irlanda, gli exit poll: “Ha vinto il sì con il 68%”

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Un giorno «storico», agli occhi di molti. Di sicuro un passaggio destinato a segnare un’epoca tanto per i vincitori quanto per gli sconfitti, e soprattutto per le donne. L’Irlanda, terra di secolari radici cattoliche incamminata sulla scia del resto d’Europa verso la secolarizzazione, ha deciso oggi a larghissima maggioranza in favore dell’aborto libero in un referendum che ha diviso la sua gente, ma certo non a metà.

Gli exit poll non lasciano margini di dubbio: 68% contro 32 stando a quello realizzato da Ipsos per l’Irish Times, addirittura 69,4% contro 30,6 secondo la tv pubblica Rte.

Un voto per voltare pagina insomma, che suggella il trionfo del fronte favorevole all’abrogazione dell’articolo 8 della Costituzione, sulla tutela della vita del nascituro, introdotto nel 1983 per cementare il divieto di fatto dell’interruzione della gravidanza, salvo casi eccezionali di pericolo diretto per la vita della madre. Un divieto che per anni aveva significato viaggi all’estero a migliaia per chi voleva abortire.

 

La giornata di bel tempo, almeno per gli standard irlandesi, ha favorito, come speravano i sostenitori del sì, attestatasi alla fine attorno al 70%. In uno scenario per certi versi simile a quello di un altro referendum contrastato e assai simbolico, sfociato giusto tre anni fa nel via libera ai matrimoni gay.
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nonsolofole @ maggio 26, 2018

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