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L’asse tra Conte e il Pd e la spinta di Grillo: M5S, così finisce una stagione

Elezioni regionali 2020, chi sono gli impresentabili

Pompei, forse di Plinio il Vecchio il cranio misterioso dell’Asas

Virus misterioso, i morti in Cina saliti a 25 | Il contagio è partito dai serpenti | Pechino chiude la Città Proibità

L’asse tra Conte e il Pd e la spinta di Grillo: M5S, così finisce una stagione

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di Massimo Franco

L'asse tra Conte e il Pd e la spinta di Grillo: M5S, così finisce una stagione

Se ci sarà, si dimostrerà un lungo, tormentato passo indietro. Più che una svolta, la certificazione che una stagione del M5S è finita. Ma è finita da tempo. E il fatto che Luigi Di Maio, incarnazione del grillismo vincente e «governista», si prepari a lasciare non la Farnesina ma la leadership politica, sembra nascere dalla determinazione di Beppe Grillo a puntellare ancora di più l’esecutivo di Giuseppe Conte. La sua uscita di scena è figlia solo in parte delle sconfitte elettorali.

Non basta a spiegare quanto accade nemmeno il rosario di insuccessi locali degli ultimi mesi: scenario che promette di essere confermato alle Regionali di domenica in Emilia-Romagna e Calabria. L’elemento decisivo appare più profondo. Il M5S guidato da lui ormai è in caduta libera a tutti i livelli. Il passaggio quotidiano di parlamentari pentastellati nel limbo del gruppo misto, unito alle accuse di «autoritarismo», sono diventati una miscela tossica. E a Di Maio non basta più la strategia del muro di gomma per evitare una resa dei conti nel segno di Beppe Grillo. Può darsi che finisca per apparire il tipico capro espiatorio di un Movimento a caccia di colpevoli per la sua crisi di identità. E tuttavia è un ruolo che ha finito per costruirsi da solo, nella convinzione di non avere alternative come leader. Su questo punto probabilmente non ha tutti i torti: non si vede ancora chi possa prendere il suo posto, se non un «reggente» in vista di equilibri futuri.

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nonsolofole @ Gennaio 23, 2020

Elezioni regionali 2020, chi sono gli impresentabili

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Roma, 23 gennaio 2020 –  A tre giorni dal voto in Emilia-Romagna e Calabria, l’Antimafia ha redatto come al solito la lista dei cosiddetti “impresentabili“. Il presidente Nicola Morra – dopo aver fatto le pulci, con la commissione, ai candidati in lista, ha reso noto il verdetto: un impresentabile in Emilia Romagna e due in Calabria. Su un terzo nome in Calabria sono in corso verifiche che dovrebbero concludersi “nella giornata di oggi”, sottolinea Morra. 

Chi sono i candidati impresentabili

Si tratta di due esponenti di Forza Italia e uno di Fratelli d’Italia. In Emilia Romagnail candidato giudicato impresentabile è Mauro Malaguti di Giorgia Meloni-Fratelli d’Italia: ha riportato una sentenza di condanna in primo grado per peculato con rito abbreviato. In Calabria invece sono due i candidati rinviati a giudizio con fase dibattimentale in corso: Giuseppe Raffa di Forza Italia-Berlusconi per Santelli, rinviato a giudizio per corruzione in concorso e il cui dibattimento è in corso a Reggio Calabria e Domenico Tallini di Forza Italia-Berlusconi con Santelli, rinviato a giudizio per più fattispecie di corruzione.

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nonsolofole @ Gennaio 23, 2020

Pompei, forse di Plinio il Vecchio il cranio misterioso dell’Asas

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Pompei

Roma, 23 gennaio 2020 – Forse è davvero di Plinio il Vecchio il misterioso cranio conservato all’Accademia di Arte Sanitaria di Roma. L’incredibile ipotesi viene presentata oggi a Roma, nell’ambito del convegno sui 100 anni dell’Accademia. E’ il risultato di due anni di ricerche del ‘Progetto Plinio’, coordinate dal giornalista e storico dell’arte Andrea Cionci, in collaborazione con esperti del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e delle università Sapienza di Roma, di Firenze e di Macerata. 

Con le cautele del caso quindi è “sempre più verosimile” che il cranio considerato dalla tradizione appartenente a Plinio il Vecchio sia davvero un resto del grande naturalista e ammiraglio romano. 

I risultati presentati oggi a Roma, nella seconda parte del convegno dedicato all’apertura del 100.mo Anno accademico dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria (Complesso monumentale dell’Ospedale S. Spirito in Sassia).

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nonsolofole @ Gennaio 23, 2020

Virus misterioso, i morti in Cina saliti a 25 | Il contagio è partito dai serpenti | Pechino chiude la Città Proibità

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Le vittime del coronavirus in Cina sono salite a 25 mentre i casi di contagio sono 616. I virologi avrebbero identificato come il virus 2019-nCoV sia arrivato all’uomo. Ci sarebbe stata una prima trasmissione dai pipistrelli per poi passare ai serpenti. Intanto, le autorità hanno messo in quarantena Huanggang ed Ezhou: le due città cinesi si trovano nella regione dello Hubei, dove è scoppiato il focolaio dell’infezione. Chiusa la Città Proibita.

Oltre a Wuhan quindi è vietato ogni spostamento anche in altre due città. Per evitare che il virus possa propagarsi ancora, Pechino ha annullato i festeggiamenti per il Capodanno cinese. Stessa decisione è stata presa da Macao.

Primo caso di contagio a Singapore C’è stato un primo caso di contagio anche a Singapore. Lo riferiscono i media locali, che citano il ministro della Salute. Il caso, riferisce lo Straits Time, riguarda un uomo di 66 anni di Wuhan, arrivato a Singapore il 20 gennaio. Il figlio di 37 anni è trattato in ospedale come caso sospetto mentre i suoi compagni di viaggio sono in quarantena. Un’altra donna di 53 anni, anch’essa cinese, è risultata positiva ai test preliminari, ancora in attesa di conferma.

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nonsolofole @ Gennaio 23, 2020

Giuseppe Conte non partecipa al Forum economico mondiale a Davos

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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, diversamente da quanto programmato, non parteciperà oggi al FOrum economico mondiale in Svizzera. Lo si apprende dall’organizzazione del World Economic Forum.

Conte era atteso nel primo pomeriggio. Alle 16 avrebbe pronunciato il suo ‘special address’ alla comunità di investitori e leader politici a Davos, come farà stamani la cancelliera Angela Merkel. In ambienti di governo si conferma che il presidente non sarà a Davos per altri urgenti impegni di governo che lo trattengono a Roma.

L’HUFFPOST

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nonsolofole @ Gennaio 23, 2020

Al via con Ruffini alle Entrate la grande partita delle nomine

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La prima tornata della grande partita delle nomine dice che all’Agenzia delle Entrate ritorna Ernesto Maria Ruffini. Leggere Matteo Renzi. Il legame tra i due è solido e datato. 2010, prima Leopolda. Sul palco voluto dall’allora sindaco di Firenze salì proprio Ruffini, che disse: “A non pagare le tasse non ci guadagna nessuno, anzi ci perdiamo tutti”. 2015, Renzi premier: Ruffini è nominato amministratore delegato di Equitalia. Poi, nel 2017, diventa direttore delle Agenzia delle Entrate. Il ritorno l’hanno voluto proprio i renziani. Il Pd ha detto subito sì, ma Luigi Di Maio si è messo di traverso per un po’. Al Consiglio dei ministri di giovedì sera, secondo quanto apprende Huffpost da fonti di governo di primissimo livello, sarà tutto sistemato. Ruffini alle Entrate. Marcello Minenna, già assessore al Bilancio della Giunta Raggi, al Demanio in quota 5 stelle. Alle Dogane Antonio Agostino: viene dal Cipe, voluto dai grillini e da Conte. 

Sarà quindi la riunione dei ministri in programma domani alle 21, al ritorno del premier e del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri da Davos, a dare il via libera alle prime nomine di peso. La partita si sblocca. Basta pensare che l’incarico dei direttori delle tre agenzie fiscali – appunto Entrate, Dogane e Demanio – è scaduto il 9 dicembre, ma già da prima, come è consuetudine, è partita la rumba della successione. La traccia politica è quella della spartizione. I pesi delle poltrone sono differenti. Se è vero che Le Dogane hanno un’importanza strategica in tempi di Brexit e il Demanio è centrale in questioni come la riforma del catasto, è però altrettanto evidente che le Entrate, per ruolo e ampiezza dei compiti, ha un peso specifico decisamente maggiore. 

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nonsolofole @ Gennaio 23, 2020

Parcelle milionarie e conflitti d’interesse, ecco la casta che si arricchisce con la crisi

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di Vittorio Malagutti

Nell’Italia con il motore in panne e il Pil stagnante c’è un settore che non conosce crisi. Anzi, viaggia a gran velocità e muove una giostra milionaria di incarichi, consulenze e relative parcelle. È l’industria dei salvataggi aziendali, cioè concordati, curatele fallimentari, amministrazioni straordinarie. Una ristretta cerchia di professionisti, in prima fila avvocati e commercialisti, si spartisce la ricchissima torta dei compensi per la gestione o la liquidazione delle grandi imprese in difficoltà. La lista dei gruppi a rischio naufragio si allunga di mese in mese.

Ci sono le storie infinite, tipo Alitalia e Ilva, che continuano a macinare perdite mentre passano da un commissario all’altro. E poi un variegato elenco di casi critici, decine e decine di marchi noti e meno noti, accomunati da un futuro incerto che potrebbe spazzare via migliaia di posti di lavoro. Per esempio, giusto per citare le cronache più recenti, colossi delle costruzioni come Astaldi e Condotte, oppure Mercatone Uno, i grandi magazzini del mobile. E così, mentre il Paese si impoverisce e il made in Italy perde letteralmente i pezzi, aumentano di conseguenza le occasioni d’affari per gli specialisti in crac e affini, quelli che “risolvono problemi”, per dirla con Mr. Wolf di Pulp Fiction, il film di Quentin Tarantino.

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Astaldi, inchiesta bomba della procura: indagati per corruzione i commissari

I giudici capitolini hanno perquisito gli uffici dei professionisti Ambrosini, Gatti e Rocchi, che gestiscono il concordato preventivo del colosso delle costruzioni. Nel mirino i compensi da decine di milioni di euro. Usate intercettazioni che potrebbero terremotare il mondo delle consulenze delle amministrazioni straordinarie. Fonti della magistratura: la procedura deve andare avanti

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nonsolofole @ Gennaio 23, 2020

Milano, Riccardo Muti trionfa alla Scala con la Chicago Symphony

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di ANGELO FOLETTO

Trionfo alla Scala, ultima tappa italiana (questa sera sono al Lac di Lugano) per Riccardo Muti e la Chicago Symphony. Trionfo nonostante un pubblico così provinciale da fare la standing ovation e subito dopo voltare le spalle al palcoscenico per guadagnare il guardaroba, non richiamando Muti almeno una volta ancora. Trionfo scritto ma fortemente voluto. Dall’impaginazione, anzitutto.

Il maestro ha preferito portare a Milano (come a Firenze) il programma più idiomatico: ideale per mettere in vetrina le qualità speciali della Chicago Symphony e stagliare la sua antica passione per alcuni capolavori del Novecento come la Symphonie Mathis der Maler di Hindemith e la Terza Sinfonia di Prokof’ev. Partiture che sembrano scritte su misura (in realtà parte della musica di Prokof’ev, nata per l’opera l’Angelo di fuoco di cui la sinfonia risuona esplicitamente, ebbe la prima lettura a Chicago) di una compagine-corazzata orchestrale che ha fatto della lucentezza e dallo smalto collettivo una firma difficilmente imitabile.

Il maestro avrebbe facilmente potuto innescare il pilota automatico, limitandosi a sorvegliare l’evoluzione esecutiva perfetta dei suggestivi arcaismi di Hindemith e delle tinte musicali torride (nella cantabilità, nella brutalità armonico-strumentale e nei barbarismi ritmici) della magnifica e teatralissima sinfonia di Prokof’ev. Ma Muti ha voluto insinuare in queste musiche linguisticamente un po’ anacronistiche (rispetto agli anni di composizione, all’ambiente da cui derivarono e alla evoluzione caratteriale dei rispettivi autori), una convinzione personale.

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nonsolofole @ Gennaio 23, 2020

Rai, il “comizio” di Salvini a Porta a Porta. Bonaccini: “Clamoroso: il servizio pubblico non ha fatto il suo dovere”

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ROMA – “Devo dire che è clamoroso. Trovo incredibile che sia stato permesso a Salvini di fare un comizio a Porta a Porta nell’intervallo della partita di Coppa Italia. Il servizio pubblico non ha fatto il suo dovere”. Così il presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini commenta il caso Salvini-Rai: invece della solita presentazione della trasmissione è stato mandato in onda un inserto con il leader leghista che spiegava perchè votare Lega domenica.

E sulla campagna elettorale in Emilia Romagna: “Salvini che citofona al tunisino chiedendogli se spaccia? Uno dei punti più bassi raggiunti dalla politica italiana”.

Blitz Salvini al citofono, vicepresidente del parlamento tunisino: “Gesto razzista e vergognoso”

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nonsolofole @ Gennaio 23, 2020

La tempesta Gloria fa 7 morti in Spagna, ora è allerta in Francia

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E’ salito a 7 morti e quattro dispersi il bilancio del passaggio della tempesta Gloria sulla Spagna, mentre la perturbazione si è spostata verso i Pirenei francesi. Nel sud della Francia è allarme rosso per possibili inondazioni. Due fiumi sono già esondati e 1.500 persone sono state evacuate.
 

L’ultima vittima in Spagna è stata un uomo caduto in mare nel porto di Palamos, nel nord-est della Catalogna. Altre due persone sono morte in Andalusia. Un contadino di 77 anni è deceduto schiacciato dal crollo di una serra a causa della grandine. Un senzatetto è morto di freddo, mentre un un cadavere è stato trovato in una zona alluvionata nella provincia di Alicante. Nello stesso punto un uomo è disperso dopo che la sua auto è stata trascinata via dall’acqua e disperse sono altre tre persone, tra cui un inglese di 25 anni.

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nonsolofole @ Gennaio 23, 2020

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