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Europa in rosso con il caos Brexit, Piazza Affari maglia nera

Rifiuti a Napoli, la maggioranza gialloverde si spacca. Di Maio a Salvini: “Gli inceneritori non c’entrano una ceppa”

Treni, nuovi diritti per chi viaggia: l’Ue alza i rimborsi per i ritardi. Ecco le cifre

Vittorio Feltri asfalta il M5s: “Ridicolo scoprire l’abusivismo soltanto adesso”

Europa in rosso con il caos Brexit, Piazza Affari maglia nera

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Le incertezze sulla tenuta del governo di Theresa May dopo l’accordo preliminare sulla Brexit e lo scontro Roma-Bruxelles sulla manovra economica italiana hanno pesato sui listini azionari europei (quil’andamento degli indici). Maglia nera di giornata è stata Piazza Affari, che ha perso lo 0,9% sul FTSE MIB: le vendite hanno colpito in primo luogo Prysmian (-5,12%), Moncler (-3,49%) e Buzzi Unicem (-3,41%). Positive invece Tenaris (+1,22%) e Pirelli & C (+1,27%), mentre hanno chiuso in contrastate le banche, con lo spread BTp-Bund a quota 314 punti base. Effetto trimestrali su Ima, in rialzo del 4,3%, e Mondo Tv, sprofondata del 20,4%.

All’indomani del via libera del Governo inglese all’intesa per l’uscita dalla Ue, che sarà sottoposta tra dieci giorni al Consiglio europeo ed entro fine anno al Parlamento inglese, le prime dimissioni arrivate da Londra (quelle del ministro della Brexit Raab e quelle del Segretario di Stato per l’Irlanda del Nord) aumentano la turbolenza della sterlina (che scivola di un punto percentuale e torna ai minimi da due settimane) e contribuiscono a un atteggiamento cauto degli operatori. A Milano attenzione sulle trimestrali ma anche al caso Italia con la richiesta di Austria e Olanda di avviare la procedura di infrazione nei confronti di Roma per disavanzo eccessivo.

A Wall Street, intanto, i listini sono penalizzati dal calo del settore tech, a partire da Amazon e Facebook, che stanno vanificando l’effetto delle trimestrali superiori alle attese di Walmart e Cisco. Gli investitori valutano una serie di dati macroeconomici in chiaroscuro e, a livello internazionale, le preoccupazioni per le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, a cui si aggiungono quelle per la situazione caotica nel Regno Unito per la Brexit. Gli operatori del settore restano inoltre naturalmente vigili sulla situazione del petrolio, dopo il crollo dei prezzi delle ultime settimane. More on page 383964

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nonsolofole @ novembre 15, 2018

Rifiuti a Napoli, la maggioranza gialloverde si spacca. Di Maio a Salvini: “Gli inceneritori non c’entrano una ceppa”

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di ROBERTO FUCCILLO

NAPOLI – Rifiuti a Napoli. La maggioranza gialloverde si spacca. Di Maio attacca Salvini. “Quando si viene in Campania e si parla di Terra dei Fuochi si dovrebbero tener presenti la storia e le difficoltà di questo popolo. La Terra dei Tuochi è un disastro legato ai rifiuti industriali (provenienti da tutta Italia) non a quelli domestici. Quindi gli inceneritori non c’entrano una beneamata ceppa e tra l’altro non sono nel contratto di Governo”. Lo scrive su Facebook il vicepremier del M5S che fa riferimento, senza citarlo, a quanto affermato da Matteo Salvini sui rifiuti in Campania. Il vicepremier leghista, infatti aveva proposto “termovalorizzatori in ogni provincia della Campania”.

E all’attacco di Di Maio, il leader della Lega replica: “Nel contratto di governo si parla di soluzione al problema dei rifiuti che o spariscono o evaporano o li mangiamo o li valorizziamo o li inceneriamo o li mettiamo in discarica. Quando acerra si ferma per la manutenzione a gennaio, io voglio che ci sia una soluzione per i napoletani e per i campani. Io sono per costruire e non per i ‘no’ perchè con i no non si va da nessuna parte”.

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nonsolofole @ novembre 15, 2018

Treni, nuovi diritti per chi viaggia: l’Ue alza i rimborsi per i ritardi. Ecco le cifre

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EMANUELE BONINI
STRASBURGO

Basta al “far west” ferroviario. Più tardi il treno arriva in ritardo, più bisognerà risarcire il viaggiatore. Il Parlamento europeo approva le proposte per nuove diritti dei passeggeri ferroviari, per modificare la legislazione in materia. Spetta adesso al Consiglio definire le proprie posizioni e negoziare le modifiche normative definitive al regolamento del 2007. Le modifiche volute dall’Aula (533 voti a favore, 37 voti contro e 47 astenuti) colpiscono ancora più duramente le compagnie di tutta Europa, costrette ancora di più a offrire un trasporto senza intoppi.

Più rimborsi e meno scuse

Principale cambiamento proposto dall’Aula quello riferito ai rimborsi. Le regole attuali prevedono un rimborso del 25% del prezzo del biglietto in caso di ritardo compreso tra 60 e 119 minuti, e del 50% per rimborso superiore ai 120 minuti. Il Parlamento chiede adesso un rimborso del 50% del costo del titolo di viaggio per ritardi superiori a 60 minuti, del 75% per ritardi superiori ai 90 minuti e del 100% per ritardi maggiori dei 120 minuti. Linea dura contro le compagnie ferroviarie non finisce qui. Gli europarlamentari hanno respinto le richieste di esenzioni dal risarcimento in caso di circostanze eccezionali, come invece previsto dalla legislazione comunitaria così come in vigore attualmente. Le cause «esterne» non saranno dunque più un alibi per erogare meno o non erogare affatto il rimborso.
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nonsolofole @ novembre 15, 2018

Vittorio Feltri asfalta il M5s: “Ridicolo scoprire l’abusivismo soltanto adesso”

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“Il condono non contraddice l’onestà dei 5 Stelle, l’abusivismo è un fenomeno sociale non politico che prosegue da almeno un secolo”. Vittorio Feltri, ospite di Myrta Merlino a L’aria che tira, su La7, commenta il decreto Genova approvato questa mattina 15 novembre alla Camera, con l’articolo che riguarda la sanatoria per gli abusi edilizi ad Ischia: “Sono sempre stati tollerati da tutte le amministrazioni. More on page 383956

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nonsolofole @ novembre 15, 2018

Pd, Gentiloni appoggia Zingaretti alla segreteria: “Coraggioso, è la maggiore novità”

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di MONICA RUBINO

Appoggia la candidatura di Nicola Zingaretti alla segreteria Pd, perché “è coraggioso”, ed è “la maggiore novità”. Mentre definisce “fantascienza” una candidatura a premier per se stesso. Vede all’orizzonte un “rischio cortocircuito” per l’economia italiana. E la politica di Matteo Salvini nei confronti con l’Europa “non porta da nessuna parte”, se non all’isolamento. Questi i temi principali dell’intervista a Paolo Gentiloni, deputato Pd ed ex premier, ospite questa mattina a Circo Massimo, su Radio Capital, condotto da Massimo Giannini e Jean Paul Bellotto.

L’endorsement a Zingaretti

“È stata una scelta coraggiosa di Zingaretti, nessuno si candidava a guidare il Pd. Ha un tasso di novità che è importante in questi casi, maggiore di quello di altri pure validi, che vedremo se si candideranno; se Minniti e Martina si candidano non parlerei mai male di loro, sono stati miei ministri”, spiega Gentiloni. E sgombra il campo da voci su una sua candidatura alla presidenza del Consiglio: “Io candidato premier? Al momento è fantascienza”. Mentre sull’ipotesi di separare il ruolo di segretario da quello di candidato premier risponde: “Ormai nessun partito italiano realisticamente può avere un segretario che aspiri a fare il premier. Conte non era segretario di qualche partito…Di Maio e Salvini lo avrebbero fatto in caso di vittoria? Vincere da soli con l’attuale legge elettorale è altamente improbabile”. Si augura, in ogni caso, che il congresso del Pd si faccia prima possibile “entro gennaio o febbraio, ce la stiamo prendendo troppo comoda”.

PD, Gentiloni: “Fantascienza mia candidatura a premier. Se governo salta vedo elezioni”

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nonsolofole @ novembre 15, 2018

Decreto Genova, via libera definitivo. Toninelli alza il pugno, bagarre in aula

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Roma, 15 novembre 2018 – Via libera definitivo al Dl Genova: nell’Aula del Senato, i voti a favore sono stati 167, 49 i contrari e 53 gli astenuti. A favore hanno votato M5s, Lega, Fdi, Per le Autonomie. Contrari Pd e Leu, mentre Forza Italia si è astenuta. Ora il testo, composto di 46 articoli e suddiviso in cinque capi, è legge.

Il decreto prevede la nomina del commissario straordinario e detta le procedure per la ricostruzione del ponte Morandi, crollato lo scorso 14 agosto.

L’ARTICOLO RIPRISTINATO – Dopo il voto è scoppiata la bagarre nell’emiciclo e la presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati è costretta a sospendere la seduta. Il dibattito e le fibrillazioni politiche hanno riguardato l’articolo 25 del provvedimento, con le misure sul condono relative a Ischia. Un articolo prima modificato durante l’esame nelle commissioni Lavori Pubblici e Ambiente e poi ‘ripristinato’ dall’Assemblea nel testo approvato dalla Camera. Delle opposizioni, il Pd ha dichiarato il voto contrario, Fi l’astensione e FdI il voto a favore.

BAGARRE SU TONINELLI –  La bagarre è scoppiata quando il ministro Danilo Toninelli, durante il voto, ha alzato il pugno, gesto subito denunciato dalla capogruppo di Forza Italia Annamaria Bernini (“Una vergognosa manifestazione di inciviltà da parte del ministro”). Dai banchi delle opposizioni si sono levati cori “dimissioni, dimissioni“. More on page 383951

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nonsolofole @ novembre 15, 2018

Bilancio, leghisti scettici. Per il 42% la manovra non farà crescere il Pil

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Salvini e Di Maio dovrebbero fermarsi un attimo e dare una occhiata all’ultimo sondaggio Emg.

Il tema? La manovra economica. Sebbene la maggioranza degli italiano (leggi qui) creda che lo scontro con l’Europa sia giusto, sono molti meno quelli che vedono nella Legge di Bilancio un toccasana per l’economia nostrana.

Secondo un sondaggio EMG Acqua presentato oggi ad Agorà, condotto da Serena Bortone su Rai3, infatti il 53% degli italiani non crede che la manovra del governo farà crescere l’economia dell’Italia. Anzi. Ma quello che più degli altri dovrebbe “preoccuparsi” per quest’ultima rilevazione è Matteo Salvini. More on page 383949

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nonsolofole @ novembre 15, 2018

Francia e Germania contro la manovra italiana

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Gli attacchi e le critiche alla manovra del governo gialloverde ormai sono all’ordine del giorno.

Ieri ci hanno pensato Bce, Bundesbank, Ue, Austria e Olanda. Oggi è la volta della Germania e della Francia.

“Mi rammarico che l’Italia non abbia accolto la mano tesa dalla Commissione europea. La Commissione europea aveva detto ‘discutiamo, dialoghiamo, proviamo a migliorare questo bilancio’, e l’Italia ha rifiutato questo dialogo”, ha dichiarato il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire invitando l’Italia a “dare prova di responsabilità” e “lucidità” su questo dossier. Le Maire, parlando alla trasmissione ‘Les 4 vérités’ su France 2, ha detto che “ora sta alla Commissione europea prendere la sua decisione”.

E ancora: “Le regole europee non sono delle regole imposte da Bruxelles, sono delle regole di tutti, che ci proteggono, che rafforzano la nostra zona euro e che abbiamo tutti scelto liberamente, quando le rispettiamo tutti, ci rafforzano tutti, davanti alla Cina, davanti agli Stati Uniti. Quando ognuno fa ciò che vuole, questo indebolisce tutti”. Poi il ministro francese ha concluso: “La zona euro oggi non sarebbe in grado di affrontare in buone condizioni una nuova crisi finanziaria di grandi dimensioni o una crisi economica. Dunque il futuro, gli anni a venire, i prossimi mesi, devono essere consacrati al rafforzamento della zona euro”. More on page 383947

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nonsolofole @ novembre 15, 2018

Allegria di naufragi

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LUCA BOTTURA

Grazie ai poteri forti, al gruppo Bilderberg, e alle compagnie telefoniche ebraiche gestite da George Soros, ho ricevuto l’intercettazione relativa a un colloquio avuto tra il senatore De Falco e Luigi Di Maio prima del voto che ha fatto saltare in commissione il condono su Ischia. La propongo integralmente.

De Falco: «Sono De Falco da Livorno, parlo con il capo politico?
Di Maio: «Sì, buonasera comandante De Falco»
De Falco: «Mi dica il suo nome per favore»
Di Maio: «Sono Luigi Di Maio, comandante»
De Falco: «Di Maio? Ascolti Di Maio. Ci sono persone intrappolate dal Governo. Gente che vi aveva dato il voto per l’onestà, e adesso li prendete per il culo facendo i condoni. Adesso lei va con la sua auto blu sotto la prua di Palazzo Chigi, lato dritto. C’è una biscaggina. Lei sale su quella biscaggina e va a bordo. Le è chiaro? Io sto registrando questa comunicazione capo Di Maio…».
Di Maio: «Comandante le dico una cosa…»
De Falco: «Parli a voce alta. Metta la mano davanti al microfono e parli a voce più alta, chiaro? Non è in uno di quel talk show dove manco le fanno le domande».
Di Maio: «In questo momento il Governo è inclinato… C’è Salvini che…».
De Falco: «Ho capito. Ascolti: c’è gente che sta scendendo dalla biscaggina del terrazzo, quello dove lei faceva il fenomeno davanti a quattro gatti reclutati su Facebook”.
Di Maio: «Ah, quello». More on page 383945

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nonsolofole @ novembre 15, 2018

Decreto Genova approvato al Senato con 167 sì: è legge

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A tre mesi dal crollo del ponte Morandi, è legge il decreto su Genova e altre emergenze. Il testo è stato approvato in via definitiva dal Senato con 167 voti favorevoli, 49 contrari e 53 astensioni. Il provvedimento era passato alla Camera il primo novembre, dopo una seduta notturna.

Dopo il voto il ministro dei Trasporti e Infrastrutture Danilo Toninelli, presente in aula, alza il pugno in segno di vittoria, scatenando la vibrante protesta delle opposizioni. Nell’emiciclo scoppia la bagarre, al punto che la presidente Elisabetta Casellati è costretta a sospendere la seduta. La seduta poi riprende: Casellati rimprovera Toninelli per “atteggiamenti poco commendevoli”. La capogruppo di Forza Italia Bernini invita il ministro a “non presentarsi più” in aula. Mentre il capogruppo dem Andrea Marcucci prima rimprovera Casellati di non “aver mai ripreso Toninelli” e poi le chiede “chiudere con dignità la seduta di oggi, con un minuto di silenzio per il morti di Genova”. Richiesta che viene accolta da Casellati. More on page 383943

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nonsolofole @ novembre 15, 2018

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