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Da Lugano a Pomigliano d’Arco, per fare la maturità (a buon mercato)

Il destino di Cdp, Tim e l’inganno del “territorio”

Lo spettro recessione spaventa la Bce Verso il ritorno del quantitative easing

Milano, alloggi popolari in ostaggio degli abusivi: “Ci occupano case e cantine”

Da Lugano a Pomigliano d’Arco, per fare la maturità (a buon mercato)

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Elisabetta Burba

«Si rivolga al mio avvocato». Così risponde Silvana Giunta, la preside dell’istituto Fogazzaro di Lugano, in Ticino, quando Panorama la chiama per un’intervista. Ma chi è il suo avvocato? «Non mi interessa» è la sconclusionata risposta della preside.
L’imbarazzo corre sul filo. In effetti, di motivi per sentirsi a disagio Silvana Giunta ne ha in abbondanza: la sua scuola è al centro di uno scandalo che sta scuotendo tutta la Svizzera. Per sostenere la maturità, gli studenti dell’istituto Fogazzaro si trasferiscono in massa in Italia, in una scuola dove la promozione è garantita. E con quel diploma, riconosciuto in patria in virtù di accordi bilaterali, possono poi accedere alle università svizzere.
Apriti cielo! La vicenda ha indotto il Dipartimento dell’Educazione (Decs) ad aprire un’inchiesta amministrativa sul Fogazzaro, che è stato costretto a sospendere le lezioni. Non bastasse, il deputato ticinese dell’Udc Tiziano Galeazzi ha presentato sulla vicenda un’interrogazione al Consiglio di Stato.
Ma andiamo per ordine. Da cinque anni a questa parte, ogni estate 80/90 studenti ticinesi varcano il confine per venire in Italia a sostenere l’esame di maturità. E non si fermano a Como o a Varese. Proseguono per 800 e passa chilometri fino a raggiungere Pomigliano d’Arco. Proprio così: la città in periferia di Napoli, dove si è formato il vice-premier Luigi Di Maio, è diventata il diplomificio degli studenti ticinesi in affanno.

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nonsolofole @ Febbraio 16, 2019

Il destino di Cdp, Tim e l’inganno del “territorio”

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Nicola Porro

Il giorno di San Valentino, ognuno si fa male come vuole, ho letto una «bombastica» intervista realizzata a Fabrizio Palermo sul Sole24Ore.

Pochi si ricorderanno di una zuppetta di un po’ di mesi fa in cui sostenevo l’ottima scelta fatta dal governo nel prendere il banchiere e piazzarlo alla guida della Cassa depositi e prestiti. Mai giudizio fu più affrettato. L’intervista, cari commensali, era imbarazzante. Una supercazzola, ma di quelle che neanche al conte Mascetti in gran forma sarebbe riuscita. È come chiedere ad un conduttore di sinistra, antisalviniamo, pro-immigrati, di condurre una puntata di Popolo sovrano, o come si chiama il programma di Raidue, inventato da quel genio di Carlo Freccero. Insomma leggi Palermo e ti ricordi del Gabibbo: nel senso di quello che incrociava Cuccia che per minuti e minuti non rispondeva. Andiamo al dunque. Cosa può dire un signore che controlla Eni, Snam, fincantieri, Poste e praticamente una buona fetta di quel che è rimasto dell’industria pubblica italiana? «In tre anni Cdp diventerà partner strategico di 60mila Pmi». Ma davvero? La grande cassaforte delle partecipazioni pubbliche si «popolarizza».

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nonsolofole @ Febbraio 16, 2019

Lo spettro recessione spaventa la Bce Verso il ritorno del quantitative easing

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Gian Maria De Francesco

Roma Altri 53,2 miliardi di euro. È l’incremento del debito pubblico italiano certificato da Bankitalia nel 2018 (2.316,7 miliardi dai 2.263,5 dell’anno precedente.

Si tratta di un trend preoccupante considerato che al 31 dicembre scorso le entrate tributarie hanno segnato un incremento del 3,6% annuo a 463,4 miliardi, una crescita superiore a quella del Pil (+1%).

Secondo l’economista di Fi, Renato Brunetta, «con l’entrata in recessione dell’Italia dal quarto trimestre del 2018, il rapporto debito/Pil 2019 sarà più alto del 2,04% preventivato, probabilmente tra il 2,5% e il 3,0%». In quest’ambito Confindustria ha invitato il governo a intervenire sulle clausole di salvaguardia che «sono diventate controproducenti, invece di rassicurare istituzioni europee e mercati, stanno avendo l’effetto di aumentare l’incertezza sui conti pubblici». Non sorprende, perciò, la sfiducia degli investitori: a novembre 2018 lo stock dei titoli di Stato detenuti all’estero era pari a 646,8 miliardi (27,5% del totale), in calo rispetto ai 651,8 miliardi di ottobre (27,9%).

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nonsolofole @ Febbraio 16, 2019

Milano, alloggi popolari in ostaggio degli abusivi: “Ci occupano case e cantine”

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Marianna Di PiazzaFabio Franchini

A un tiro di schioppo dalla metro “Lilla” di Segesta, c’è via Bernardo Zamagna, che sbuca in Piazzale Selinunte, centro di quel quadrilatero di fatiscenti case popolari che è ormai diventato il quartiere arabo di Milano, e volto (molto) poco attraente della zona di San Siro.

Qui, al civico 4, da diverso tempo decine di extracomunitari abusivi hanno occupato alcuni appartamenti e le cantine del caseggiato, trasformandole in un vero e proprio dormitorio.

Una situazione critica in una fetta di Milano difficile in cui l’integrazione è pressoché impossibile: via Carlo Dolci, via Paravia, via Civitali e via Ricciarelli delimitano appunto un quadrato in cui proliferano degrado, rifiuti, criminalità e spaccio di droga. I pochi residenti italiani che abbiamo incontrato hanno paura. E anche per timore di subire ritorsioni hanno preferito non comparire in video.

Appena mettiamo piede nel cortile dello stabile, incrociamo degli operai: sono al lavoro per conto dell’Aler, e stanno montando le porte di ferro alle cantine, sgomberate più volte dalle forze dell’ordine meneghine. (Guarda il video)

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nonsolofole @ Febbraio 16, 2019

Valentino Rossi, oggi 40 anni. Mito anche se non vince

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di FRANCO BERTINI

Valentino Rossi, sorridente in un bel primo piano

Pesaro, 16 febbraio 2019 – «Non sempre il tempo la gioventà cancella, non lo sfioran né lacrime né affanni, Valentino ha quarant’anni e più lo guardi e più ti sembra bello». Magari anche bravo. Non è un caso che per celebrare il compleanno – anzi il genetliaco come si conviene ai personaggi illustri – di Valentino Rossi si possa fare impunemente riferimento ad una poesia di Edmondo De Amicis, sì proprio lui, quello del libro “Cuore”, quello degli eroi della infanzia di tutti noi, quelli che ti prendono cuore e anima, quelli che “gli eroi son tutti giovani e belli”.

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E d’altronde a chi paragonare uno come Valentino Rossi se non ad un eroe del “Cuore”, visto che ormai, come loro, fa parte del nostro immaginario collettivo al di là del fatto che guidi e vinca o anche no? Chi è il Valentino Rossi del libro “Cuore”?. Non certo Bottini, ligio e mediocre, bravo ma ipocrita. Ovviamente manco Garrone, onestamente “lungo grosso buono e coglione”. Il malvagio Franti? Troppo cattivo, anche se è già uno che rompeva le regole e i luoghi comuni troppo retorici. Allora Stardi? No, era uno che si impegnava tanto, ma talento niente. Adesso sentite invece come viene presentato quest’altro personaggio: «E’ il primo della classe e anche della scuola. È molto intelligente, pare non faccia fatica a sapere tante cose. È descritto come un bel ragazzo, biondo con i riccioli; sempre educato e disponibile, socievole con i compagni anche con quelli di estrazione sociale più bassa, vestito tutto d’azzurro con dei bottoni dorati».

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nonsolofole @ Febbraio 16, 2019

La cenere nel forno

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di BRUNO VESPA

Andreotti aveva due forni, uno socialista, l’altro comunista, aperti solo a Roma. Anche Craxi ne aveva due, più piccoli: uno a Roma con la Dc, uno nelle ‘regioni rosse’ con il Pci. Anche Salvini ha due forni: quello regionale con Berlusconi e Meloni è più importante del forno regionale craxiano. Il centrodestra governa insieme in otto regioni ed è in pole position in altre tre. Il forno romano con Di Maio è apparentemente inespugnabile. Apparentemente. Il futuro politico italiano sta in questo avverbio. Nessuno si aspettava che lo shock del voto abruzzese fosse così forte per i 5 Stelle. Il problema è che l’Abruzzo si tira dietro Sardegna, Basilicata e Piemonte dove i sondaggi collocano il Movimento al terzo posto, chiunque conquisti la regione. E alle elezioni europee del 26 maggio la distanza della Lega dai suoi alleati di governo varia nelle previsioni tra i cinque e i nove punti. Tutto può accadere, naturalmente. Ma i risultati abruzzesi e le previsioni sul resto sono stati sufficienti ad aprire nel M5s una crisi di sistema. 

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nonsolofole @ Febbraio 16, 2019

I passi verso una controriforma fiscale

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I pentaleghisti al governo sembra facciano a gara nello sfondare il muro del ridicolo, lanciando a destra e a manca valutazioni, meglio sarebbe dire tweet, del tutto inattendibili sullo stato di salute del nostro Paese.

Una simile sfacciataggine comunicativa costituisce l’altra faccia della medaglia dell’economia della promessa, dove il presente è bigio ma un’alba rosea sarebbe dietro l’angolo (vedi l’ultima intervista di Conte alla Repubblica).

Così non è, come testimoniano tutti gli istituti di ricerca economica, i centri studi delle principali organizzazioni sindacali, quelli delle associazioni padronali a livello internazionale e interno. Insomma vi è una convergenza da più parti, politiche e sociali, nel descrivere un futuro particolarmente negativo per il nostro Paese, in quadro affatto felice dell’economia mondiale, di nuovo afflitta da una bolla finanziaria di gigantesche proporzioni.

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nonsolofole @ Febbraio 16, 2019

Matteo&Matteo

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Nella disperazione del momento, c’è chi prepara ricette per l’osteria del proprio avvenire, di pietanze fino a poco tempo fa considerate indigeribili. Ma, dicevamo, la disperazione del mondo renziano porta alla ricerca di un modo per risuscitare, quando sarà, fuori dal Pd. Andiamo al dunque. Il tema è: c’è un terreno possibile di confronto tra chi si riconosce in Renzi e la Lega, semmai dovesse crollare tutto?

La domanda, fino a poco tempo, sarebbe sembrata fantapolitica. Adesso è una suggestione, una “chiacchiera”, che avanza in mondi e persone che hanno sostenuto Renzi e che ragionano su come dar forma al suo nuovo inizio. Come il direttore del Foglio che, qualche tempo fa, elencò tutti i punti di una possibile convergenza: tav, tap, grandi opere, trivelle, taglio delle tasse, eccetera eccetera: “E se alla fine – si chiedeva Cerasa – la salvezza del paese passasse da un magnifico accordo tra la Lega e il Pd? Ovverosia: fare un patto, quando sarà necessario, per rendere impossibile la nascita di una maggioranza alternativa a quella attuale, nel caso in cui questa maggioranza dovesse collassare”.

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nonsolofole @ Febbraio 16, 2019

Paura di perdere il tesoretto Inps

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Costretti a scaricare l’ex interlocutore Chalencon, troppo eversivo per essere gilet giallo affidabile. Sotto pressione sul dossier autonomie. Ma è sul “tesoretto” Inps, chiave di volta della misura simbolo – il reddito di cittadinanza – che i 5 stelle rischiano di pagare il pegno peggiore. Il docente di politica economica Pasquale Tridico, la figura scelta per sostituire Boeri, era la chiusura del cerchio proprio in quanto inventore del Rdc. Ma a pochi giorni dal voto in Abruzzo l’obiettivo sembra sfuggire di mano.

Di qui i piedi puntati per non restare a mani vuote. Anche mettendo in conto una soluzione sterilizzata, seppure a tempo: sarebbe, comunque, il male minore. Il rush finale delliennesimo round tra 5 stelle e Lega sulle nomine, quello per la presidenza dell’Inps, registra una necessità politica forte tra I pentastellati: se il proprio candidato non va bene al Carroccio allora si va avanti con un commissario traghettatore. Troppo vicino il ricordo di come è andata a finire un’altra partita cruciale, quella per la poltrona più alta della Consob. Sembrava tutto fatto per il profilo scelto dai grillini, ma alla fine la scelta è ricaduta su Paolo Savona, l’uomo che il segretario della Lega voleva al Tesoro. La strategia cambia: allungare I tempi della trattativa politica. Lo stallo come strumento di pressione. Perché – spiega una fonte del partito di primo livello – “Tridico non può fare la fine di Minenna”.

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nonsolofole @ Febbraio 16, 2019

Caso Diciotti, lunedì il voto online dei 5Stelle sul processo a Salvini

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Domenica l’annuncio sul blog delle Stelle. Lunedì – o addirittura domenica stessa – il voto sulla piattaforma Rousseau. Come anticipato oggi da Repubblica, il Movimento 5 Stelle proverà a uscire dall’impasse della decisione sul processo a Matteo Salvini sul caso Diciotti ricorrendo alla consultazione online.

rep

M5S, Cade un altro tabù: via al limite dei due mandati. E su Salvini si deciderà online

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nonsolofole @ Febbraio 16, 2019

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