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Grosseto, vinse 5 milioni al gratta e vinci e svenne: donerà i soldi in beneficenza

I rebus di una squadra che nei sondaggi vede il 46%

Parnasi, il tesoriere del Pd indagato per fondi illeciti

Manovra, stop agli aumenti dell’Iva. La lite sul “reddito”. Lega: solo agli italiani

Grosseto, vinse 5 milioni al gratta e vinci e svenne: donerà i soldi in beneficenza

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Quel biglietto da 20 euro del gratta e vinci che le ha regalato 5 milioni di euro le avrebbe certamente cambiato la vita in meglio. E dalla gioia, e dalla consapevolezza di ciò, quel 12 settembre, nella tabaccheria di Grosseto dove aveva giocato, era persino svenuta. Ma quando si è ripresa, la fortunata vincitrice, una 50enne sotto sfratto che si arrangia facendo lavori domestici, non ci ha pensato due volte a cosa fare di quell’ingente somma. “Donerò una parte ai più bisognosi”, aveva promesso ai presenti prima di sparire. Per poi ricomparire, qualche giorno dopo, e mantenere quanto detto: “Quel che non ho potuto avere in vita mia voglio che l’abbiano gli altri”. Detto, fatto, come riporta Il Tirreno. A beneficiare di tanta generosità saranno in tanti, anche dei disabili: verrà realizzato il sogno degli stessi tabaccai.

Due, infatti, i desideri che realizzerà la vincitrice: comprarsi una casa e devolvere il resto tra amici, associazioni e bisognosi. E la lista, a quanto pare, è lunga.

Il centro per disabili che sarà costruito grazie alla vincita recordTra i beneficiari, Gianluca d’Ascoli, 42 anni, amico della 50enne e compagno della tabaccaia che assistette alla vincita. A Il Tirreno l’uomo ha riferito i buoni propositi della neomilionaria. “Mi aiuterà – ha detto – a realizzare un mio sogno: un centro per disabili nelle campagne di Grosseto, ristrutturando il casale diroccato di 800 metri quadri, dove lavorava il nonno della mia compagna”. More on page 382197

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nonsolofole @ settembre 21, 2018

I rebus di una squadra che nei sondaggi vede il 46%

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Sul primo dato, cioè che l’alleanza leghisti e grillini non abbia un respiro strategico sono d’accordo tutti nel centrodestra. La difficoltà, per non dire l’impossibilità, di coniugare i diversi punti del contratto di governo con la legge di Bilancio sta lì a dimostrarlo anche a chi ha scommesso che la relazione tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio si sarebbe trasformata in un matrimonio stabile.

«L’ipotesi del polo populista – osserva il vicepresidente dei deputati azzurri, Roberto Occhiuto – non esiste più». «Non è mai esistita», taglia corto Daniela Santanchè. Mentre un liberale finito alla corte di Salvini come il deputato Giuseppe Basini avverte: «Con quello che passa il convento in questo Paese c’è solo il centrodestra». E Giorgia Meloni sentenzia: «Salvini ha capito che con i 5 Stelle non va da nessuna parte e che, nel bene e nel male, deve guardare agli alleati di sempre». More on page 382195

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nonsolofole @ settembre 21, 2018

Parnasi, il tesoriere del Pd indagato per fondi illeciti

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di Sara Menafra

Arriva direttamente al cuore del Partito democratico, l’indagine sui pagamenti alla politica dell’imprenditore Luca Parnasi, arrestato a giugno scorso per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, ma che da alcuni mesi ha deciso di raccontare quello che sa ai pm romani. A finire sul registro degli indagati è il tesoriere del Pd, Francesco Bonifazi. Una relazione che ora costa all’esponente dei dem l’accusa di finanziamento illecito, in concorso con l’imprenditore romano: i due avrebbero usato anche la fondazione Eyu come canale per far arrivare al Pd soldi non in chiaro ma le indagini dovranno ora capire se siano arrivate anche altre dazioni, per ora la cifra contestata è di 150mila euro. A confermare le ipotesi della pm Barbara Zuin e del nucleo investigativo dei Carabinieri guidato da Lorenzo D’Aloia è stato ieri lo stesso Parnasi, in un breve interrogatorio centrato tutto sui rapporti con i dem. L’imprenditore ha anche ammesso che tra lui e il tesoriere, prima dell’ultima campagna elettorale, ci sarebbero stati diversi contatti e un incontro nella sede del Pd a Sant’Andrea delle Fratte. La riunione è stata registrata dal trojan che Parnasi aveva sul cellulare e che ha seguito le mille relazioni dell’imprenditore che doveva guidare la realizzazione dello stadio di Tor di Valle. Ma, visto che si è svolta nello studio del parlamentare, non può essere utilizzata e dovrà essere distrutta. More on page 382193

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nonsolofole @ settembre 21, 2018

Manovra, stop agli aumenti dell’Iva. La lite sul “reddito”. Lega: solo agli italiani

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L’ipotesi di un aumento selettivo delle aliquote Iva per finanziare le misure della manovra è durata lo spazio di una giornata. Una meteora nelle complesse trattative per mettere insieme la prossima legge di Bilancio. Il fuoco di fila contro un ritocco all’insù delle aliquote soltanto per alcuni prodotti, è stato bloccato prima dai due vice premier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, poi direttamente dal ministro dell’Economia Giovanni Tria. «L’Iva», ha detto il leader della Lega, «sicuramente non aumenterà». L’aumento dell’Iva, gli ha fatto eco Di Maio, «è una fake news». Poi è toccato a Tria, prima in audizione al Senato e poi parlando a margine della festa per i 140 anni del Messaggero a Cinecittà. «Bloccheremo l’aumento», ha detto il ministro, ricordando che il «disinnesco» era previsto nella risoluzione al Documento di economia e finanza approvata a giugno. L’idea di finanziare alcune misure, come il taglio dell’Irpef, con un aumento selettivo dell’Iva, insomma, è definitivamente sparita dal tavolo.

IL CONTO ALLA ROVESCIA
Ma il tempo stringe, e il momento di iniziare a chiudere il cerchio della manovra è quasi arrivato. Entro giovedì prossimo, dovrà essere approvata la variazione del Def nella quale, ha spiegato ieri Tria, ci saranno sia i numeri che le misure che il governo proporrà nella legge di Bilancio. Questa mattina ci sarà un vertice di governo al quale parteciperanno, oltre allo stesso ministro dell’Economia, il presidente del Consiglio e i rappresentanti economici dei due partiti, Massimo Garavaglia e Laura Castelli. Probabile ci sia anche lo stesso Salvini. More on page 382191

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nonsolofole @ settembre 21, 2018

Il Messaggero compie 140 anni, festa a Cinecittà con Mattarella. Cusenza: libertà di stampa va difesa

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«Il Messaggero è un giornale indipendente sia intellettualmente che economicamente. Perché è arbitro delle proprie idee ed in grado di camminare con le proprie gambe». È il presidente del Messaggero, Francesco Gaetano Caltagirone, a tratteggiare l’identikit del giornale che compie 140 anni nel corso della serata evento promossa, presso gli studi di Cinecittà, per festeggiare questo importante compleanno, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

A fare gli auguri alla testata, diretta da Virman Cusenza, numerosi esponenti del mondo politico, dell’imprenditoria e dello spettacolo. Presenti la presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati, il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, il ministro dell’Economia Giovanni Tria, e i ministri della Pa, Giulia Bongiorno, e dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli. E, tra gli altri, l’esponente di Forza Italia, Mara Carfagna, e l’ex premier Paolo Gentiloni. Per il compleanno del quotidiano romano è arrivata a Cinecittà Studios, sul set di Roma Antica, la sindaca Virginia Raggi, e, ancora, tra gli altri, Gigi Proietti, Enrico Vanzina e Renzo Arbore. «Il Messaggero vuole essere la casa dei romani, aspira ad essere il loro difensore civico, oltre che una voce autorevole a livello nazionale», ha detto il direttore Virman Cusenza, illustrando il nuovo sito de Il Messaggero. Il nuovo sito conterrà, oltre alla parte informativa, con la possibilità di ascoltare gli articoli dei giornalisti del quotidiano e un visual potenziato, anche tanti servizi per i cittadini di Roma. More on page 382188

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nonsolofole @ settembre 21, 2018

Totti si racconta al Venerdì: “Le mie paure, gli scherzi, i campioni che avrei voluto a Roma”

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Le lunghe partite a calcio tra amici dopo la scuola, l'”assedio” dei tifosi nel suo quartiere, le preoccupazioni di oggi e i campioni con cui avrebbe voluto giocare. L’ex capitano romanista, autore con Paolo Condò dell’autobiografia “Un capitano” (Rizzoli), si racconta in un lungo colloquio con Marco Cicala del “Venerdì”.

 

Oggi su Repubblica un’anticipazione dell’intervista di Marco Cicala a Francesco Totti. L’intervista integrale sul Venerdì in edicola domani.
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nonsolofole @ settembre 21, 2018

Pomodori Pechino

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Per volare da Roma alla Cina, Luigi Di Maio è passato per Amsterdam. A chi ne richiedeva il motivo, ha confessato che non era mai stato in Svezia e voleva approfittarne per ascoltare un po’ di fado.
Ma, quel che più conta, il volo è avvenuto in classe economica. Basta con gli Air Force Renzi, basta con la classe Magnifica Alitalia, basta con i privilegi della Casta che rischiavano di farlo arrivare riposato all’appuntamento coi maggiorenti di Pechino, i quali l’hanno comunque accolto con entusiasmo grazie a un decisivo punto in comune: anche loro non parlano italiano.

Durante le 10 ore di volo, che il vicino di posto ha dichiarato essere state le più lunghe della sua vita, Di Maio ha rifiutato i salatini di benvenuto, che ha poi versato su un apposito fondo per salatini destinato alle piccole medie imprese. E, prima di essere immobilizzato dagli steward perché stava interferendo con le apparecchiature di bordo («Buongiorno, è il comandante che parla: continuo a sentire “uno vale uno” in cuffia e mi sarei anche un po’ frantumato gli spoiler») ha effettuato una diretta Facebook in cui mostrava fiero la carta d’imbarco del posto 5C. Che è in business, ma solo sui voli internazionali. More on page 382184

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nonsolofole @ settembre 21, 2018

Non si cambiano gli uomini per piegare le regole

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Non contento d’aver intimato al ministro dell’economia e delle finanze di trovare le risorse per mantenere le arrischiate promesse fatte nella campagna elettorale, il M5S mette nel mirino anche il Ragioniere generale dello Stato. Non riuscendo a piegare le regole al proprio volere, vorrebbe cambiare gli uomini garanti, nell’interesse generale, del rispetto di quelle regole, perché più si distribuisce oggi, più aumenta il debito, più domani gli italiani dovranno pagare per restituire le somme prese a prestito.

L’intenzione manifestata da rappresentanti del governo è grave in quanto il Ragioniere generale dello Stato, sottoposto alla infelice legge dello «spoils system», è stato appena confermato dal governo stesso, anche se per un periodo breve di tempo (fino al maggio prossimo). Ed è tanto più grave in quanto la Ragioneria generale, a capo della quale sta il Ragioniere, è il cuore dello Stato, il guardiano dei conti pubblici nell’interesse dei cittadini. Questa è una struttura frutto della riforma De Stefani del 1923. De Stefani, ministro delle finanze fino al 1925, attuò un disegno lungamente maturato, fin dai primi anni dopo l’Unità, quello di dotare lo Stato di un controllore dei conti, mettendo la Ragioneria generale al di sopra di quelle centrali e periferiche, e facendola diventare quindi il centro di una rete di osservatori e custodi dei conti. More on page 382182

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nonsolofole @ settembre 21, 2018

Daniele Franco, il ragioniere dello Stato che può negare il timbro alla Finanziaria: «Mi vogliono cacciare? Devono solo dirmelo»

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Il governo, con la prossima manovra di bilancio, non potrà mantenere tutte le promesse. Ci vuole gradualità, altrimenti salterebbero i conti. Lo ha ribadito alla Camera il ministro dell’Economia, Giovanni Tria: «Si conferma che l’obiettivo è di assicurare la graduale realizzazione degli interventi contenuti nel contratto di governo, compatibilmente con le esigenze di mantenere l’equilibrio dei saldi strutturali di finanza pubblica». Dove le parole chiave sono appunto «graduale» e «equilibrio». Tria dunque non sembra preoccuparsi più di tanto dei due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, che un giorno sì e uno no gli intimano di trovare le risorse per attuare flat tax, quota 100 sulle pensioni e reddito di cittadinanza. E i due vicepremier sembrano non preoccuparsi più di tanto dell’indifferenza di Tria. Il titolare dell’Economia ostenta cautela? «Fa parte del suo lavoro», taglia corto il leader della Lega, Salvini. Come se quello in atto fra i vicepremier e il ministro fosse un gioco delle parti. Che però, tempo una settimana, dovrà determinare un risultato scritto nella nota di aggiornamento al Def, il documento di economia e finanza.

Lo spazio di manovra

La nota al Def, per prima cosa, dovrà prendere atto del rallentamento dell’economia e correggere le previsioni contenute nel Def di aprile. Il prodotto interno lordo non crescerà più dell’1,5% quest’anno e dell’1,4% nel 2019. I nuovi numeri ruoteranno intorno all’1-1,1% quest’anno e all’1% il prossimo. La frenata dell’economia, la maggior spesa per gli oneri sul debito (4-5 miliardi nel 2019) a causa dell’aumento dello spread e la cancellazione delle clausole di salvaguardia (12,5 miliardi) che prevedono l’aumento dell’Iva, spingono il deficit 2019 sopra il 2%, ma Tria vuole ridurlo all’1,6-1,7%, altrimenti non potrebbe assicurare una sia pur leggera discesa del debito pubblico. Questo significa che, solo per contenere il deficit, il ministro dovrebbe trovare circa 7 miliardi. Ai quali sommare quelli per finanziare le proposte di 5 stelle e Lega: ognuno dei quali reclama 8-9 miliardi. Dovranno accontentarsi di molto meno. More on page 382180

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nonsolofole @ settembre 21, 2018

Centrodestra, coalizione unita in tutte le elezioni amministrative | Berlusconi: “Presto torneremo al governo”

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Il centrodestra si presenterà unito a tutte le prossime competizioni elettorali a partire dalle regionali in Piemonte, Abruzzo, Basilicata e Sardegna. Lo si legge in una nota congiunta, diramata al termine del vertice di coalizione. Verrà individuato un candidato condiviso anche per tutti gli altri appuntamenti amministrativi. “Il centrodestra esiste, resiste e presto tornerà al governo”, ha dichiarato il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

“Se volete conoscere il mio pronostico, sono sicuro che in un futuro non lontano il centrodestra tornerà alla guida del Paese per la fortuna dell’Italia e degli italiani, che usciranno abbastanza presto dall’ubriacatura che si sono presi nei confronti dei Cinque Stelle”, ha sottolineato Berlusconi. More on page 382178

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nonsolofole @ settembre 21, 2018

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