Archive for the ‘Editoriali – Opinioni’ Category

Non facciamo più figli nel mondo occidentale

lunedì, luglio 31st, 2017

Alla notizia della possibile estinzione del pappagallo neozelandese (detto anche pappagallo Alitalia perché fatica a volare), gli amanti della natura insorsero giustamente per sensibilizzare l’opinione pubblica. Invece, dopo la rivelazione dei ricercatori dell’università di Gerusalemme che il maschio occidentale ha smarrito la metà dei suoi spermatozoi, nessun amante dell’umanità è sembrato preoccuparsi. La macchina dell’informazione ha digerito e sputato il ferale annuncio in meno di ventiquattr’ore e in nessuna città europea o nordamericana si segnalano sit-in di protesta o quantomeno code nei reparti di andrologia. Non è la prima volta che in Occidente ci troviamo alle prese con il problema delle culle vuote. Ma è la prima volta che sembriamo non considerarlo un problema. L’imperatore Augusto fu visto battere la testa contro un muro del Senato quando comprese che Roma era diventata così sterile da non essere in grado di sostituire i quindicimila soldati scomparsi nella battaglia di Teutoburgo contro i trisavoli della Merkel, mentre appena due secoli prima era riuscita a rimpiazzare in un batter di ciglia le quasi centomila perdite subite dai cartaginesi, trisavoli dei migranti. (altro…)

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L’editoriale di Maurizio Molinari: “Nel Maghreb la contesa fra europei”

lunedì, luglio 31st, 2017

Il video editoriale del direttore de La Stampa Maurizio Molinari

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E Parigi licenzia anche il nostro chef

venerdì, luglio 28th, 2017
Alberto Mattioli
 

Non c’è due senza tre. Dopo la Libia e i cantieri di Saint-Nazaire, arriva il nuovo colpo basso francese nei confronti dell’Italia. Ieri i social (i nostri, almeno) ribollivano d’indignazione per la triste storia di Maurizio Landi, 56 anni, di professione cuoco. Dopo aver chiuso la sua osteria a Bologna, Landi si era reinventato come chef in Francia, in una locanda del Beaujolais. E qui è stato licenziato per aver servito della pasta al dente e, nonostante le ingiunzioni sempre più pressanti del suo datore di lavoro, per essersi sempre rifiutato di stracuocerla.

Landi, peraltro, è recidivo. Si era già opposto ai clienti gallici che pretendevano gli spaghetti alla bolognese, spiegando invano che il ragù, a Bologna in particolare e in generale nel mondo civilizzato, reclama tassativamente le tagliatelle. «Ma ho scoperto che nel mio giorno di riposo servivano il ragù che avevo lasciato con gli spaghetti», racconta il neodisoccupato al «Corriere di Bologna». Così Landi è diventato il nuovo eroe nazionale. (altro…)

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Un diverso approccio all’Europa

venerdì, luglio 28th, 2017
Marta Dassù

Un amico diplomatico mi ha detto in modo un po’ cinico, alla conclusione dei tre giorni della Conferenza degli ambasciatori: l’unico che non ho applaudito è stato il ministro degli Esteri francese, Yves Le Drian. Che venga a farci lezioni di europeismo, dopo che Emmanuel Macron ci ha esautorato sulla Libia e dopo il brutale stop di Parigi all’acquisizione di Stx da parte di Fincantieri, è davvero ridicolo. La mossa libica del nuovo presidente francese è vissuta come uno schiaffo diplomatico da un Paese come il nostro, così sovra-esposto (migrazioni) e così impegnato (da anni) nella ricerca di una soluzione al caos generato proprio da Parigi, con l’intervento voluto da Nicolas Sarkozy nel 2011.

Ieri si è aggiunta la decisione, annunciata da settimane, di tenere in mani francesi i cantieri di Saint-Nazaire, stracciando il vecchio accordo dei tempi di François Hollande. Il Tesoro francese aveva il diritto di esercitare la sua prelazione, naturalmente; ma fra dinamismo frenetico sulla Libia (poi si vedrà dove porterà) e forzatura sovranista in materia di politica industriale, l’Italia si sente sotto attacco. Non da parte della perfida Merkel, questa volta; ma da parte dello spregiudicato inquilino dell’Eliseo.

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La razza italiana esiste. Ed è dannata

giovedì, luglio 27th, 2017

Ogni giorno il Pd ci offre una chicca benefica per distrarsi da caldo e afa. Seguire il dibattito interno al partito di Renzi è diventato cult, un po’ come guardare Paperissima o, una volta, Scherzi a parte.

Ancora non si è spenta l’eco dello psicodramma per l’abbraccio di Pisapia alla Boschi che irrompe sulla scena lo sdegno collettivo e democratico per una frase pronunciata da Patrizia Prestipino, che ieri abbiamo scoperto essere membro della direzione e responsabile del dipartimento animali del Pd. Commentando ai microfoni di Radio Campus un’altra perla del dibattito a sinistra (la polemica sull’istituzione annunciata da Renzi di un «Dipartimento mamme», ritenuto da molti compagni un’inaccettabile scelta sessista), la renziana Prestipino ha detto che si tratta di una scelta giusta, perché noi italiani «per continuare la nostra razza dobbiamo dare sostegno alle mamme». (altro…)

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La nuova guerra digitale

giovedì, luglio 27th, 2017

Una tempesta elettromagnetica ha cancellato tutte le memorie degli archivi informatici. Annientate le tecnologie digitali, il mondo è tornato a quelle analogiche e una cupa dimensione fisica spazza via quella cibernetica. È solo un film, certo: possiamo liquidare come fantascienza apocalittica il «sequel» di Blade Runner che arriverà nei cinema in autunno e che farà sprofondare Harrison Ford, Ryan Gosling e Jared Leto in un mondo devastato, senza Internet. Eppure quello che sta avvenendo nella dimensione poco nota ma molto preoccupante della criminalità informatica già oggi contiene brandelli di quell’incubo. Migliaia di utenti sotto attacco — aziende, ospedali, ministeri o semplici cittadini — sono stati, infatti, messi davanti a un vero ricatto digitale: «O paghi un riscatto, o distruggiamo tutti i tuoi dati». (altro…)

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La partnership nelle secche di Saint-Nazaire

giovedì, luglio 27th, 2017
teodoro chiarelli
 

C’è un qualcosa di incomprensibile, o di inconfessabile, nell’ostinata determinazione del presidente francese, Emmanuel Macron, di affondare prima ancora di salpare le ancore l’«Airbus del mare», il nuovo campione europeo della cantieristica navale. L’italiana Fincantieri ha rilevato il 66,66% di Stx France, che controlla i cantieri di Saint-Nazaire, nell’ambito di una procedura concorsuale in corso a Seul. L’allora governo francese in carica sotto la presidenza di François Hollande ha chiesto a Fincantieri di interessarsi della Stx che i coreani non erano più in grado di gestire e Fincantieri lo ha fatto proponendo un progetto industriale ben definito, che prevede una chiara governance a guida italiana, ma con ampie garanzie a tutela dell’occupazione.

 Un piano che parte dalla costruzione di navi da crociera e si allarga al settore militare, dove Italia e Francia già collaborano da tempo, come nel caso del programma Fremm.  (altro…)
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Quei populisti senza crescita

mercoledì, luglio 26th, 2017

Di fronte all’alta disoccupazione, soprattutto fra i più giovani, e alla stabilità del numero di famiglie italiane in condizioni di povertà relativa (10 per cento in media, ma il doppio nel Mezzogiorno) ci sono due strade: la redistribuzione o la crescita. Un esempio di redistribuzione è il reddito di cittadinanza proposto dal Movimento 5 Stelle, cioè un sussidio indipendente dallo sforzo che una persona dimostra di fare per trovare un lavoro. La redistribuzione finisce inevitabilmente in un aumento del debito pubblico e quindi in un rallentamento della crescita. Un altro esempio è il protezionismo: protezione delle aziende nazionali anche se sono poco produttive e i medesimi beni potrebbero esser acquistati altrove a prezzi inferiori. Anche questo danneggia la crescita sia perché prezzi più alti riducono i consumi, sia perché le rendite create dal protezionismo raramente si traducono in investimenti e progetti innovativi. (altro…)

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Una doccia fredda per Roma

mercoledì, luglio 26th, 2017
stefano stefanini
 

Da Parigi, le buone notizie per la Libia spiazzano l’Italia. La mediazione francese fra Fayez al-Sarraj e Khalifa Haftar può segnare una svolta nella crisi; come tutti gli accordi, i fatti conteranno più delle parole. Certo è un brusco risveglio per l’Italia, tagliata fuori senza cerimonie dall’incontro malgrado l’impegno profuso in Libia negli ultimi dieci mesi (siamo l’unico Paese europeo e occidentale ad aver riaperto l’ambasciata).

 Le parole sono quelle giuste: cessate il fuoco e elezioni in primavera. L’attuazione sarà problematica. Non solo dal dire a Parigi al fare a Tripoli (e a Tobruk) c’è di mezzo il proverbiale mare. I due uomini forti della Libia non controllano tutte le varie milizie, fazioni, tribù sul terreno. Resta di positivo che l’accordo fa giustizia delle rispettive pretese di legittimità (internazionale di Al-Sarraj, elettorale del parlamento di Tobruk che sostiene Haftar) in favore di un reciproco riconoscimento delle principali forze in campo.

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Sei riforme da non tradire

martedì, luglio 25th, 2017

di MARIO CALABRESI

Andiamo di corsa verso le elezioni accelerate, senza mostrare troppa preoccupazione di mettere in sicurezza i conti del Paese. Chi vuole portarci alle urne all’inizio dell’autunno ha innanzitutto il dovere di approvare la legge di stabilità prima dello scioglimento delle Camere. Pensare che la presentazione della manovra da parte del governo basti a proteggerci dalla speculazione e dai rischi dell’esercizio provvisorio è perlomeno pittoresco se non irresponsabile.

Ma non basta, per essere decoroso questo finale di legislatura dovrebbe evitare di buttare all’aria i provvedimenti che attendono di essere varati da anni e che sono ormai vicinissimi alla meta. Sono molti, dalle liberalizzazioni all’abolizione dei vitalizi. Ma ci sono soprattutto le leggi che riguardano i diritti dei cittadini, approvarle sarebbe un atto di sensibilità oltre che un segno di civiltà. (altro…)

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