Archive for the ‘Editoriali – Opinioni’ Category

Un voto che migliora il Paese

domenica, ottobre 22nd, 2017

È finita nell’unico modo possibile, cioè con il commissariamento da parte del governo centrale.

Così la Catalogna non solo non avrà la secessione, ma perde momentaneamente anche la larga autonomia di cui godeva. In questi ultimi anni si è discusso a lungo sul senso e sulla possibilità reale che uno Stato membro esca dall’Unione europea e si è giunti alla quasi unanime conclusione che no, la cosa non sta in piedi. Solo la Gran Bretagna ci ha provato, ma a distanza di oltre un anno è ancora impantanata, mezza dentro e mezza fuori, con qualche parametro migliorato ma molti altri peggiorati. E parliamo di uno dei Paesi più robusti dell’Europa e del mondo, che per questo aveva già ottenuto una serie di concessioni (a partire dal mantenere la propria moneta) e deroghe agli stretti paletti comunitari. (altro…)

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Se la Boldrini dimentica le altre donne

domenica, ottobre 22nd, 2017

Ci mancava la Boldrina a solidarizzare con Asia Argento via Corriere. Tra aerei di Stato per New York, un’intervista al New York Times e missioni non ha trovato il tempo di chiamare Asia.

«Con il segretario abbiamo parlato di Libia e degli sforzi per arrivare a un accordo tra le parti in causa». Risolta la questione libica, la Boldrina invia il suo messaggio ad Asia: «È il momento di fare squadra. Alla Camera ho istituito il caucus delle donne, ho letto molti rilievi offensivi fatti da uomini che quasi giustificavano Weinstein». Le donne invece no. Quelle che sulle strade si vendono a cinquanta euro, e non per fare un film a Hollywood, giudicano Asia una privilegiata. Ma per loro la Boldrina non ha una parola. (altro…)

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Scorciatoie populiste, gli errori più gravi del leader

domenica, ottobre 22nd, 2017

di EUGENIO SCALFARI

Dobbiamo tornare sulla questione Renzi-Banca d’Italia non perché ci siano novità ma per esaminare le conseguenze e le varie interpretazioni. In favore di Renzi c’è un certo tipo di populismo: quei numerosi cittadini con patrimoni e redditi alquanto limitati, che – a torto o a ragione secondo i casi – maledicono le banche che per loro rappresentano gli interessi di un capitalismo ladro. È assai probabile che Renzi, conoscendo questo fenomeno che tutti conosciamo, abbia puntato su di loro per allargare la platea dei suoi ascoltatori e sperabilmente degli elettori per il Pd. Questa motivazione è tuttavia molto esile, rispetto alla mole dei contraccolpi che ha suscitato e susciterà.

Il primo è la contrarietà di una buona parte della classe dirigente del Pd, di quasi tutta la classe dirigente del Paese e della pubblica opinione. Il secondo è un errore vero e proprio: gli italiani che se la prendono con le banche hanno di mira quelle operanti sul loro territorio, qualcuna grande e molte piccole e locali, ma non la Banca d’Italia della quale molti ignorano le funzioni. L’attacco di Renzi invece è stato soltanto nei confronti dell’Istituto di emissione e non alle banche e banchette che egli anzi difende. È curiosa questa dicotomia: lui spera di ottenere voti da chi odia le banche, ma parlando contro la Banca d’Italia dimentica che questa ha come compito di difendere le banche in difficoltà e di solito lo esplica. (altro…)

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La crisi di maturità dell’euro

domenica, ottobre 22nd, 2017

Parto dall’affermazione che il futuro dell’euro sia legato strettamente al futuro dell‘Unione Europea (UE) e, viceversa, il futuro della UE sia legato a quello dell’euro. La ragione è la valenza politica, oltre che economica, della moneta unica. L’unione monetaria non era parte del progetto iniziale della UE. In principio ci si focalizzò su trattati per il libero scambio per porre le basi di un progetto che nasceva con una forte motivazione geo-politica: garantire la pace in un continente che usciva devastato dalla guerra.

L’idea della moneta comune prende piede più tardi, con la prospettiva dell’unificazione della Germania. Con la caduta del Muro di Berlino si riapre in Europa la questione tedesca. La Francia accetta una Germania unita e più potente in cambio della moneta comune. L’obbiettivo — da parte di Mitterand — era quello di «europeizzare la Germania», di neutralizzare la sua forza fornendo un’alternativa al primato del marco tedesco nel sistema monetario europeo. Una moneta comune guidata da una istituzione — la futura Banca centrale europea — in cui tutti i Paesi fossero seduti intorno al tavolo, avrebbe dato più peso alle ragioni della politica economica francese rispetto ad un sistema in cui quest’ultima si doveva adeguare alla politica monetaria tedesca per garantire la parità di cambio.

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Molinari: “La sfida politica di Rajoy agli indipendentisti non poteva essere più aspra, più chiara ed evidente”

domenica, ottobre 22nd, 2017

La sfida politica del governo spagnolo agli indipendentisti non poteva essere più aspra e più chiara.

Ci sono almeno due interrogativi che si aprono ora: il primo riguarda le istituzioni che i catalani si sono dati. Il secondo concerne che cosa potrebbe avvenire nelle urne. Rajoy intende trasformare le prossime elezioni in un vero referendum di adesione alla Spagna e per questo ha fatto ricorso a motivazioni di tipo economico. La crisi tra Madrid e Barcellona accelera.

Il commento del direttore Maurizio Molinari a RaiNews24

LA STAMPA

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La falsa ribellione

sabato, ottobre 21st, 2017

di EZIO MAURO

C’È un’evidente ansia da campagna elettorale permanente, ben più che una preoccupazione per la sicurezza dei correntisti bancari e dei risparmiatori, nell’offensiva di Matteo Renzi contro il governatore della Banca d’Italia Visco. Non c’è alcun dubbio che il tema del risparmio, del credito e della solidità delle nostre banche agiti la pubblica opinione, che dopo i casi Monte Paschi, Etruria e Vicenza si sente esposta, raggirata e ben poco tutelata dai meccanismi e dagli istituti di salvaguardia del sistema. Quindi è comprensibile e persino doveroso che i leader trattino la questione in vista del voto, quando è il momento del rendiconto sul passato e degli impegni per il futuro. Ma Bankitalia non è l’Anas o la Cassa del Mezzogiorno: e delle banche si può discutere, e anzi si deve, ma senza gettare un’istituzione di garanzia nel tritacarne del vortice elettorale.
Che ci sia stato un problema di vigilanza allentata e di sorveglianza miope sulle fragilità che le banche italiane camuffavano è ormai fuori dubbio, perché tutti abbiamo sentito per troppi anni i controllori garantire sulla solidità certa dell’impianto, a partire da via Nazionale, e dallo stesso Governatore. (altro…)

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La partita (globale) del referendum

sabato, ottobre 21st, 2017

Vale la pena dirlo: ci siamo comportati bene. Per una volta in vista del doppio referendum sull’autonomia di Lombardia e Veneto non abbiamo messo in onda il solito format di una lotta politica rissosa e inconcludente.

Il paragone con la drammatiche vicende della Catalogna, pur con tutte le (grandi) differenze di contesto e di storia, non può non venire in mente e ne usciamo con un buon voto. La campagna referendaria si è svolta in maniera ordinata, la forza politica che più ha investito in questa consultazione — la Lega Nord — non ha caricato i toni come altre volte in passato e persino il suo leader Matteo Salvini, propenso spesso ad alzare i decibel del suo protagonismo politico, questa volta ha scelto accenti più cauti. Il maggior partito d’opposizione in entrambi i consigli regionali — il Pd — ha replicato all’iniziativa dei governatori Maroni e Zaia in maniera composta e persino la divergenza di comportamento elettorale registratasi al suo interno, tra il sì «tattico» di Giorgio Gori e la dichiarata astensione del vicesegretario nazionale e ministro Maurizio Martina, alla fine ha contribuito a svelenire il clima. Nella partecipazione alle urne si misurerà il consenso attorno ad opinioni diverse tra loro, non ci sono nemici da annientare. E non ci sono nemmeno scenari apocalittici — nell’uno e nell’altro caso — da scongiurare. (altro…)

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La legge del più forte

sabato, ottobre 21st, 2017
Mattia Feltri

E voi uomini?, chiedono. Che avete da dire, voi uomini? Che abbiamo da dire? È difficile dire qualcosa sul produttore di Hollywood, Harvey Weinstein, in quanto maschi. Ogni tanto chiedono, e voi giornalisti? È difficile rispondere del lavoro di un altro, solo perché fa il tuo stesso lavoro. È impossibile rispondere dei comportamenti di un altro – di tanti altri – perché del tuo stesso sesso. Si può dire qualcosa sull’umanità e cioè che non c’è parità fra uomo e donna perché gli uomini sanno gettare una donna all’altro capo della stanza, e non viceversa (copyright Naomi Alderman). Sono brutali, orrendi rapporti di forza. Il femminicidio è un brutale, orrendo rapporto di forza. Weinstein voleva e otteneva donne in ragione dell’uso della sua forza sociale

Il comico di Zelig, Marco Della Noce, dorme in auto perché dopo la separazione non ha più soldi. Due separati o divorziati su tre chiedono aiuto alla Caritas. Ogni cento che vanno a mangiare alla Caritas, diciotto sono separati o divorziati. (altro…)

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L’errore dell’Europa sulla questione sicurezza

venerdì, ottobre 20th, 2017

È lo scoglio contro cui possono infrangersi le previsioni economiche come altre più o meno plausibili ipotesi sul futuro. È l’incognita-sicurezza. Si tratti dell’evoluzione della crisi fra Stati Uniti e Corea del Nord, o della minaccia rappresentata dal terrorismo islamico, o dalle manovre poste in essere da Stati autoritari ai danni dei Paesi democratici, i problemi della sicurezza, per lo meno in Europa, sono diventati molto più gravi e pressanti di quanto fossero ancora un decennio fa. Per non parlare dei «favolosi» anni Novanta, quando — prima dell’11 Settembre 2001 — vivevamo in quella atmosfera rilassata, piacevole, che segue sempre la fine di una guerra, persino la fine di una Guerra fredda.

Da molto tempo l’atmosfera è tutt’altra. Per ragioni politiche, naturalmente, amplificate però, e anche esasperate, dagli sviluppi tecnici. Fino a poco tempo addietro non era pensabile che le elezioni nei Paesi democratici potessero essere pesantemente condizionate dall’azione intossicante di hacker professionisti al soldo di potenze autoritarie (leggi: Federazione russa). Ma è accaduto nelle elezioni presidenziali americane. E c’è stato anche un tentativo russo di influenzare le elezioni presidenziali francesi. D’ora in poi, tutti i Paesi democratici correranno il rischio di manipolazioni dall’esterno. Il ministro degli Interni Marco Minniti, come i suoi colleghi delle altre democrazie, sta predisponendo barriere. (altro…)

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Renzi sbancato

giovedì, ottobre 19th, 2017

Renzi va all’assalto della Banca d’Italia, chiedendo la testa del governatore Visco che non avrebbe a suo dire vigilato a sufficienza sulla correttezza dell’operato dei nostri istituti di credito, ma rimane scornato.

Governo, Quirinale, sistema bancario e centrali finanziarie europee hanno fatto quadrato attorno a Visco e si sono detti stupiti della mossa irresponsabile del segretario del partito di maggioranza. Irresponsabile e anomala perché l’autonomia di Bankitalia dalla politica è cosa, almeno formalmente, sacra (il governatore viene nominato dal Presidente della Repubblica sentito il ministro delle Finanze e il consiglio dei saggi dell’istituto stesso). (altro…)

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