Archive for the ‘Sanità’ Category

Tutti a curarsi al Nord, esodo da 5 miliardi

giovedì, Agosto 1st, 2019

di ANTONIO TROISE

Roma- Li chiamano i “viaggi della speranza” e avvengono tutti su un’unica direttrice, da Sud a Nord. Nel 2019 ne sono stati 319mila, una cifra impressionante. Dietro questi numeri c’è una sanità che nel Mezzogiorno continua a essere “malata”, nonostante qualche punta di eccellenza. Troppo poco per fermare un esodo massiccio di pazienti fra le due aree del Paese. Non è solo un fenomeno sociale. La grande migrazione sanitaria, infatti, sposta non solo le barelle ma anche miliardi di euro. Un conto salato che, di fatto, rende più ricchi i bilanci delle imprese sanitarie del Nord e impoverisce ancora di più le casse di quelle del Sud, che ormai da anni non se la passano bene, fra commissariamenti e bilanci in profondo rosso.

Secondo l’ultimo report della Fondazione Gimbe di Bologna, dedicato ai crediti, ai debiti e ai saldi delle mobilità sanitaria, ogni anno 4,6 miliardi di euro prendono la strada del Settentrione. E l’88% del saldo attivo confluisce verso tre Regioni, quelle cioè che hanno le più evidenti capacità attrattive: Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Quelle che presentano standard di qualità più elevate e, non a caso, che sono fra le apripista delle richieste di maggiore autonomia.

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Ospedali pubblici, code per tutti ma non se paghi. La mappa Regione per Regione

mercoledì, Luglio 3rd, 2019

di Milena Gabanelli e Simona Ravizza

Chi paga, in oltre la metà dei casi, ottiene esami e visite mediche in meno di 10 giorni, gli altri aspettano (se non in casi straordinari, nelle strutture meno gettonate e lontano da casa). Gli ultimi dati del ministero della Salute, tenuti nascosti dentro i cassetti e non resi pubblici, confermano quel che gran parte dei pazienti sperimenta quotidianamente sulla propria pelle: per avere una prestazione in tempi ragionevoli bisogna aprire il portafoglio, come hanno fatto nel 2018, secondo il IX rapporto Censis-Rbm, 19,6 milioni di italiani. Può essere utile, allora, capire quel che sta dietro l’eterno problema delle liste d’attesa. La questione è strettamente collegata all’attività privata dei medici che in Italia, in 51 mila e rotti su 118 mila, visitano in libera professione dentro l’ospedale pubblico per cui lavorano (altri 10 mila visitano in studi privati senza collegamento con la struttura pubblica, i restanti 57 mila invece lavorano solo per il servizio sanitario).

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Umbria, inchiesta sulla Sanità: arrestato segretario Pd e assessore regionale

venerdì, Aprile 12th, 2019

I l segretario del Pd dell’Umbria Gianpiero Bocci e l’assessore regionale alla Salute e coesione sociale Luca Barberini sono stati arrestati dalla Gdf nell’ambito dell’indagine della procura di Perugia su alcune irregolarità che sarebbero state commesse in un concorso per assunzioni in ambito sanitario. Nei confronti dei due sono stati disposti i domiciliari. Stesso provvedimento per il direttore generale dell’Azienda ospedaliera Emilio Duca e per il direttore amministrativo della stessa azienda.

La Guardia di Finanza aveva prima eseguito decreti di perquisizione nei confronti del presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, del segretario regionale del Pd ed ex sottosegretario all’Interno Gianpiero Bocci e dell’assessore regionale alla Sanità Luca Barberini. L’inchiesta della procura di Perugia riguarda un concorso di una delle aziende sanitarie umbre. Nell’indagine sarebbero coinvolti anche sei dirigenti dell’azienda ospedaliera.

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Ospedali, i 300 reparti da evitare perché non sono sicuri

mercoledì, Aprile 10th, 2019

di Simona Ravizza Milena Gabanelli

L’ospedale non è una boutique, dove il «poco e caro» equivale a cura del dettaglio e qualità. Secondo le direttive scientifiche internazionali, per curare bene, gli ospedali devono avere un determinato volume di attività: in medicina più casi tratti meglio lo fai perché hai un’adeguata esperienza, inoltre, lavorando su economie di scala, non sprechi denaro pubblico. Per i Pronto soccorso la media è di almeno 20 mila pazienti l’anno, per i parti di 500.

Cosa prevede la legge

Questi criteri sono recepiti dal decreto ministeriale 70 del 2015 voluto dall’allora ministro della Salute Beatrice Lorenzin: «Per numerose attività ospedaliere – viene spiegato – sono disponibili prove, documentate dalla revisione sistematica della letteratura scientifica, di associazione tra volumi di attività e migliori esiti delle cure». Il provvedimento s’intitola: Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera. I reparti che non stanno nei parametri devono essere chiusi o riconvertiti. Questi criteri riguardano le metropoli e le aree dove l’offerta sanitaria è vasta, e non sono ovviamente applicabili all’alta montagna o alle zone geograficamente disagiate. Dove non c’è alternativa, piuttosto che nulla è meglio piuttosto.

Pronto soccorso con meno di 54 pazienti al giorno: sono sicuri?
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Da Nord a Sud, questi grafici mostrano le regioni con gli ospedali più efficienti

giovedì, Marzo 28th, 2019

Marco Cimminella

“Gli ospedali della Toscana primi in Italia”. Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha espresso il suo entusiasmo sul profilo Facebook, sottolineando i risultati raggiunti dalle strutture del territorio. Purtroppo non tutti i governatori della Penisola possono fare lo stesso: muovendoci da nord a sud lungo lo Stivale emergono significative differenze di performance.

Ci sono situazioni in cui la durata della degenza è lunga nonostante la complessità della casistica clinica trattata sia più bassa dello standard: dalla Campania alla Valle D’Aosta, passando per il Lazio. E altre, invece, dove i pazienti rimangono meno tempo a letto grazie alla maggiore efficienza organizzativa del complesso sanitario locale: insieme alla Toscana, ci sono Emilia Romagna, Abruzzo e Umbria.Guarda anche

A scattare la fotografia di questa disomogeneità italiana è il rapporto annuale sui ricoveri ospedalieri, pubblicato dal ministero della Salute. Oltre a segnalare una generale diminuzione del volume di attività degli ospedali italiani, prova a dare una misura della capacità delle strutture sanitarie di trattare i casi clinici con un efficace utilizzo delle risorse disponibili. E lo fa incrociando due indicatori: l’indice comparativo di perfomance (Icp), che mostra l’efficienza in relazione ai tempi di degenza dei pazienti; e l’indice di case mix (Icm), relativo alla complessità clinica della casistica trattata.

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I medici in pensione richiamati in corsia: “Non si trovano i giovani”

mercoledì, Marzo 27th, 2019

di MICHELE BOCCI

l colpo finale lo ha dato il bando per assumere medici per i pronto soccorso. Ottanta i posti disponibili, appena dieci i candidati. Dopo aver visto l’insuccesso di quella selezione il governatore veneto Luca Zaia ha deciso di scrivere una delibera a suo modo rivoluzionaria. Si tratta infatti del primo atto regionale nel quale si prevede la possibilità di assumere a tempo determinato camici bianchi in pensione. Le difficoltà a reperire dottori per i reparti pubblici sono ben note da tempo. Un po’ in tutta Italia si fatica a mantenere organici sufficienti e così ci si è organizzati in vario modo. Ad esempio utilizzando medici in affitto con contratti da 5-10 giorni messi a disposizione da agenzie e cooperative, oppure professionisti a gettone che lavorano giusto per un turno di notte ogni tanto. Tra questi ci sono anche pensionati, ai quali pochi giorni fa ha pensato anche la Regione Molise che ha permesso alla Asl di sondare il terreno su chi è uscito dal servizio per raggiunti limiti di età. Pure i privati spesso non trovano da assumere e ci sono professionisti molto anziani, come l’anestesista Giampiero Giron di Villa Salus a Mestre, 85 anni, che vanno ancora in sala operatoria. 

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Donazione organi, 5 milioni hanno detto sì: Bolzano la provincia più generosa

martedì, Marzo 26th, 2019

Le dichiarazioni di volontà alla donazione di organi e tessuti hanno raggiunto quota 5 milioni in 15 mesi. E’ quanto fa sapere il Centro nazionale trapianti spiegando che a trainare la crescita è stato il progetto “Una scelta in Comune” (che permette di registrare la volontà con il rilascio del documento d’identità). I centri che si sono dimostrati più generosi sono Proves (Bolzano), Taurianova (Reggio Calabria) e Bolzano.

Nel comune di Proves (Bz) ha detto “sì” alla donazione il 100% dei 47 cittadini (su 267 abitanti) che hanno deciso di esprimersi all’anagrafe. Nei comuni di medie dimensioni a primeggiare è Taurianova (Rc) che tra i propri 15 mila abitanti ha registrato 1.293 consensi (99,9%) e una sola opposizione. Tra le grandi città invece è Bolzano la più generosa, con il 98,8% di dichiarazioni positive (3.433 su 3.473), seguita da Genova con il 92,4% (30.504 sì su 33.026) e da Verona con il 92,3% (9.644 sì su 10.450).

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Vacanze a Cuba e regali ai medici, gli affari gonfiati dei re delle protesi

lunedì, Marzo 25th, 2019

di MICHELE BOCCI

T anti regali per i medici e gli infermieri che danno una mano agli affari dell’azienda privata. Dall’abbonamento alle partite della Roma al viaggio a Cuba fino all’assunzione di un familiare. Intorno alle protesi sanitarie, strumenti spesso tecnologicamente all’avanguardia fondamentali per la cura di migliaia di persone, girano tanti soldi. E c’è chi tenta di farne più del dovuto prendendo la scorciatoia dell’illegalità. Ad esempio, facendo scrivere sulla cartella clinica, a personale di sala compiacente, che per un determinato intervento è stata utilizzata una protesi più costosa di quella effettivamente impiantata dal chirurgo. Un modo per lucrare mettendo a rischio la salute del paziente. Se infatti ci sono problemi con il dispositivo sanitario utilizzato, e ad esempio è necessario richiamare i pazienti per verificarne eventuali difetti, chi si ritiene sia stato curato con un altro modello di protesi non viene interpellato.

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Diabete, ricercatrice italiana scopre la molecola con un ruolo chiave nella malattia

martedì, Marzo 19th, 2019

Una giovane scienziata italiana ha scoperto un possibile nuovo bersaglio farmacologico per la cura del diabete di tipo 2, la forma più comune della malattia. Francesca Sacco, ricercatrice presso l’Università Tor Vergata di Roma, ha osservato che la molecola detta GSK3 impedisce alle cellule pancreatiche di produrre insulina, l’ormone che regola la glicemia. I test sui topi suggeriscono che, spegnendo tale molecola, si potrebbe frenare la malattia.

Pubblicato sulla rivista Cell Metabolism, lo studio, in collaborazione con università tedesche e australiane, ha avuto il contributo di Piero Marchetti dell’Università di Pisa.

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Vaccini, da lunedì a scuola solo con il certificato

domenica, Marzo 10th, 2019

Niente più proroghe sul fronte vaccini e scuola: da lunedì i genitori che non hanno presentato la certificazione originale sulle vaccinazioni dei figli vanno incontro alle sanzioni previste dalla legge Lorenzin, che arrivano fino all’esclusione per nidi e scuole dell’infanzia. Intanto è allo studio un nuovo provvedimento che prevede il cosiddetto “obbligo flessibile”. I presidi: “Negli asili non potranno più entrare bimbi senza certificato”.

Nelle altre scuole, invece, in questi casi è prevista solo una sanzione pecuniaria, e gli alunni potranno entrare lo stesso. Secondo l’Associazione nazionale dei presidi, il problema “è soprattutto nella scuola primaria, dove i non vaccinati potrebbero restare a contatto con gli immunodepressi, i quali non sono tutelati da questo tipo di previsione normativa”. Nel frattempo, in una scuola di Torino sono tornati manifesti No Vax che annunciano un corteo per il 23 marzo “in difesa della libertà di cura e dell’inviolabilità del corpo”.

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