Archive for the ‘Esteri’ Category

Brexit, Labour ai Comuni: “Pronti per un secondo referendum”

martedì, Gennaio 22nd, 2019

LONDRA. Per la prima volta, nero su bianco, Jeremy Corbyn sostiene la richiesta di un secondo referendum sulla Brexit. Il leader Labour ha rotto gli indugi presentando un emendamento ieri notte alla Camera dei Comuni, insieme a tutto il gotha del suo partito. Una mossa quasi a sorpresa, vista la risaputa riluttanza di Corbyn su un’eventuale seconda consultazione popolare, da lui considerata sempre come ultima soluzione: prima vengono le elezioni e la possibile conquista di Downing St. Ma la pressione interna degli europeisti del Labour è cresciuta nelle ultime ore e quindi il leader laburista ha ufficializzato questa apertura per placarli.

Rating 3.00 out of 5

Raid di Israele in Siria contro obiettivi iraniani. Teheran replica: “Impazienti di eliminarvi dalla faccia della Terra”

lunedì, Gennaio 21st, 2019

Uno scambio di colpi a distanza, con un razzo iraniano in terra israeliana e un raid di Israele in Siria come avvertimento per l’Iran. Una replica a parole da Teheran che non lascia spazio a interpretazioni: “Impazienti di eliminare Israele”. Questo il clima che si respira in Medio Oriente, con un’escalation militare e politico che preoccupa.

L’aviazione israeliana ha condotto la scorsa notte un esteso attacco contro obiettivi militari iraniani in Siria, ha riferito il portavoce militare, precisando che esso è avvenuto in risposta al lancio di ieri di un razzo terra-terra iraniano verso una località sciistica israeliana sul Monte Hermon (alture del Golan), che è stato peraltro intercettato in volo. Il bilancio sarebbe di 11 vittime, tutti militari. Le forze armate israeliane, ha avvertito il portavoce, “restano determinate ad agire per impedire il rafforzamento iraniano in Siria”.

Rating 3.00 out of 5

Migranti, giravolta della Germania buonista: vara una stretta sugli ingressi

sabato, Gennaio 19th, 2019

Giuseppe De Lorenzo

Ricordate la Merkel delle porte aperte e il suo accorato appello in favore del Global Compact? “I migranti portano prosperità”, disse la Cancelliera di fronte ai delagati Onu a Marrakech.

Discorso molto applaudito e apprezzato. Peccato che alle belle parole seguano fatti che vanno in un’altra direzione, se non opposta quantomeno discordante.

La Germania si appresta ad ampliare la sua lista di “stati di origine sicuri” con l’ingresso di Algeria, Georgia, Marocco e Tunisia. La misura è stata votata dal Bundestag con 509 deputati e solo 138 contrari (Partito dei Verdi e della Sinistra). Per diventare definitiva manca solo il via libera del Bundesrat. È una vittoria delle politiche che puntano alla limitazione dei flussi migratori, non certo di quelle che incoraggiano il “diritto a migrare”.

Rating 3.00 out of 5

Messico, esplosione gasdotto: 21 morti e 71 feriti. Le vittime stavano rubando carburante

sabato, Gennaio 19th, 2019

Una perdita in un gasdotto di carburante ha provocato una fortissima esplosione che ha ucciso almeno 21 persone e ne ha ferite 71. Lo ha reso noto il governatore dello stato di Hidalgo, Omar Fayad. È stato lui a denunciare che, quando è avvenuta l’esplosione, alcune persone stavano cercando di rubare la benzina che usciva da alcune perdite del gasdotto, riempiendo delle taniche.

“Mi è stato riferito che in 20 sono stati ustionati a morte ed altre 54 vittime sono state curate per le ustioni”, ha detto Fayad all’emittente locale FaroTv. Sui social sono state postate foto, immagini e video di persone bruciate vive

“Invito l’intera popolazione a non essere complice del furto di carburante – è l’appello su Twitter di Fayad – Questo, oltre ad essere illecito, mette la vostra vita e le famiglie a rischio. Quello che è successo oggi a Tlahuelilpan non dovrebbe essere ripetuto”.

Rating 3.00 out of 5

Davos, la delegazione americana non parteciperà al forum economico mondiale

venerdì, Gennaio 18th, 2019

dalla nostra inviata ANNA LOMBARDI

NEW YORK. La delegazione americana non parteciperà al forum economico mondiale di Davos. Il viaggio cancellato per tutti i membri del governo che in Svizzera doveva essere rappresentato dal ministro degli Esteri Mike Pompeo e da quello del tesoro Steven Mnuchin. Tutta colpa dello shutdown, fa sapere la Casa Bianca.

E, certo, il presidente Donald Trump aveva già dato forfait una settimana fa, quando – il 10 gennaio scorso – aveva fatto sapere che non avrebbe partecipato al grande incontro dei potenti della Terra proprio a causa della chiusura parziale del governo federale, nell’ambito del braccio di ferro con i democratici per ottenere i 5,7 miliardi di dollari che gli servono per costruire quel muro al confine col Messico che fu una delle promesse della sua campagna elettorale.

Esteri

Usa, Trump lancia la nuova difesa missilistica: “Più potenti che mai”

Rating 3.00 out of 5

Brexit, Theresa May si salva: il Parlamento britannico vota la fiducia

giovedì, Gennaio 17th, 2019

dal nostro corrispondente ANTONELLO GUERRERA

Dopo la disfatta epica di ieri sul suo accordo con l’Ue sulla Brexit (oramai sepolto), Theresa May oggi ha superato un altro voto cruciale: con 325 a 306 è stata respinta la mozione di sfiducia contro di lei, o meglio del suo governo, che il leader laburista Jeremy Corbyn ha presentato alla Camera dei Comuni. Decisivo, per la tenuta dell’esecutivo, ancora una volta il voto dei deputati del Democratic Unionist Party, i lealisti nordirlandesi, determinati a impedire che Corbyn formi un nuovo governo.

Ora che ce l’ha fatta, ricomincerà tutto daccapo, un po’ come nel Giorno della Marmotta: la premier britannica riprenderà a tessere la tela con i suoi per un nuovo, irrealistico accordo, per allontanare lo spauracchio del 29 marzo, quando il Regno Unito, senza un’uscita concordata con l’Ue, verrebbe brutalmente sbalzata fuori dall’Unione, con conseguenze economiche e commerciali potenzialmente gravissime.

Rating 3.00 out of 5

Condannata a resistere

mercoledì, Gennaio 16th, 2019

Barbara Serra Conduttrice per Al Jazeera English

C’è un luogo comune che si sente e legge ovunque sulla stampa e TV britannica. È qualsiasi frase che inizi con “Se questi fossero tempi normali……”

Perciò cominciamo col dire che, se questi fossero tempi normali, un primo ministro che presiede sulla più grande sconfitta in parlamento subita da un governo britannico da quasi un secolo, farebbe la cosa onorabile e si dimetterebbe e/o annuncerebbe delle nuove elezioni generali. Ma, e qui completiamo la frase fatta, questi non sono assolutamente tempi normali nel Regno Unito, e non lo sono dal fatidico 24 giugno 2016, quando questo paese si è svegliato in una nuova realtà.

Theresa May ha perso per 230 voti e anche nel suo stesso partito, un conservatore su tre non ha votato per il suo accordo sull’uscita del Regno Unito dall’Ue. La May ha perso la sua autorità politica, ma le dimissioni porterebbero ancora più caos. “Lei ha il dovere di rimanere nel suo ruolo e risolvere questa questione”, ha detto in tv l’ex portavoce di David Cameron, apparentemente senza cogliere l’ironia della sua affermazione.

Rating 3.00 out of 5

In mattinata liberi i tre carabinieri assediati dai miliziani di Hamas, bloccati nella sede Onu a Gaza

mercoledì, Gennaio 16th, 2019

di VINCENZO NIGRO

Dovrebbero essere liberi di lasciare Gaza questa mattina i 3 carabinieri del “nucleo scorte” del consolato italiano a Gerusalemme che da lunedì sono rimasti assediati da Hamas dentro una sede Onu di Gaza City. I militari erano stati intercettati da un gruppo di miliziani mentre si trasferivano a bordo della loro Toyota blindata: i miliziani hanno provato a fermarli sparando dei colpi di Kalashnikov, i carabinieri hanno accelerato e si sono rifugiati nella sede Onu di Gaza City.

Ieri notte il console a Gerusalemme Fabio Sokolowicz, dopo ore di spiegazioni e mediazioni con il ministero degli Interni di Hamas a Gaza, è riuscito a chiarire che i 3 sono effettivamente militari italiani coperti da immunità diplomatica. Hamas avrebbe garantito che i 3 in mattinata potranno lasciare la sede Onu per rientrare a Gerusalemme.

Rating 3.00 out of 5

Gb, Parlamento boccia accordo su Brexit raggiunto da Theresa May

mercoledì, Gennaio 16th, 2019

Si riapre la partita della Brexit: l’accordo sul divorzio dall’Ue raggiunto a novembre da Theresa May con Bruxelles è stato bocciato dalla Camera dei Comuni britannica con 432 no contro 202 sì. La ratifica è stata negata con uno scarto pesante per il governo Tory di 239 voti. Sono stati 118 i conservatori che hanno votato contro il premier. Mercoledì si vota la mozione di sfiducia presentata da Jeremy Corbyn che ha parlato di “sconfitta devastante”.

Rating 3.00 out of 5

Nairobi, attentato a un hotel. I jihadisti rivendicano l’assalto

martedì, Gennaio 15th, 2019

Raffaello Binelli

Forti esplosioni e spari all’hotel DustiD2 di Nairobi (Kenya). “C’è stata una bomba, ci sono molti spari”, racconta un uomo che lavora negli uffici del complesso dell’hotel.

L’esplosione è stata avvertita anche dagli uffici dell’agenzia Afp, che si trova a circa cinque km di distanza dal compound, che ospita l’albergo e uffici in un quartiere di lusso.

Una guardia privata di sicurezza ha fatto riferimento a “banditi”. Sembra che il commando sia composto da quattro persone e che si trovi ancora nella struttura. Nell’albergo ci sarebbero anche diversi ostaggi, persone rimaste intrappolate. Nell’esplosione hanno preso fuoco anche diverse automobili che hanno reso la zona una blocco di fuoco. I morti, al momento, sarebbero tre e i feriti sono già 14.

Rating 3.00 out of 5
Marquee Powered By Know How Media.