Archive for the ‘Esteri’ Category

Brexit, Ue approva linee guida per negoziato

sabato, aprile 29th, 2017
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I cento giorni di Trump, perché l’America potrebbe crescere di più

sabato, aprile 29th, 2017

L’economia americana procede bene. La disoccupazione è ai minimi storici, la crescita è tra il 2 ed il 3%, l’inflazione intorno al 2% (l’obiettivo della Fed) ed i tassi di interesse hanno cominciato ad allontanarsi dal pericoloso «zero». Ovviamente tutto ciò non grazie ai primi cento giorni di Trump. A quest’ultimo si può accreditare il balzo di Wall Street; i mercati hanno brindato alle promesse di Trump di deregolamentazione e di riduzione di imposte. Come giudicare la politica economica di Trump nei suoi primi tre mesi? La parola che viene in mente per descriverla è «confusione». Lo stesso Trump ha ammesso in una intervista che fare il presidente è piu complicato di quanto pensasse.

La sua riforma del sistema sanitario (per cambiare Obamacare) è stata un fallimento. Era un progetto fatto in fretta e bocciato anche da parte del suo partito; ora l’amministrazione sta disperatamente cercando un’altra via. In campagna elettorale aveva promesso di uscire dal Nafta (l’accordo di libero scambio con Canada e Messico) ora dice che vuole «negoziare» (non si capisce bene su cosa) ma non uscire. Aveva promesso una guerra commerciale con la Cina che (per fortuna) ora sembra accantonata per motivi di politica estera. Il muro con il Messico pare non si faccia più, non ci sono i soldi nel bilancio e il Messico (che sorpresa!) non vuole pagare. La politica contro gli immigrati da molti Paesi «a rischio» è stata ripetutamente bocciata da vari giudici federali. L’altro ieri Trump ha proposto un taglio delle aliquote sul reddito riducendo gli scaglioni a tre, (10, 25, e 35%) e cancellando qualche detrazione, ma non quella degli interessi sui mutui edilizi. Invece quest’ultima va eliminata perché favorisce un eccessivo indebitamento per case, che tra l’altro, contribuì alla crisi del «subprime». I mercati hanno accolto non bene la proposta fiscale: stavano correndo e all’annuncio sono scesi, sembrerebbe per i pochi dettagli forniti sulla riforma e per un senso di approssimazione nell’operato di governo. Il sistema fiscale americano va riformato. È troppo complicato, ingiusto e pieno di «favori» a questo o quel settore dell’economia (le cosiddette «tax expenditures») e con una infinità di possibili elusioni.

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La Corea del Nord sfida le sanzioni: lancia missile balistico, ma fallisce

sabato, aprile 29th, 2017

La Corea del Nord sfida gli Usa e lancia un nuovo missile balistico nello stesso giorno in cui il segretario di stato Rex Tillerson, presiedendo al consiglio di sicurezza dell’Onu una riunione sulla crisi, apre ai negoziati ma chiede un maggior isolamento diplomatico ed economico di Pyongyang ammonendo che «tutte le opzioni devono restare sul tavolo», compresa quella militare.

 

Poco conta che il lancio sia fallito e che il razzo, probabilmente del tipo “Kn-17” a medio raggio, lanciato da una regione a nord della capitale verso il mar del Giappone, sia esploso in volo pochi minuti dopo, senza «rappresentare una minaccia per il Nord America», come sottolineato dal comando Usa nel Pacifico. Resta il segnale di voler tener testa a Washington e di voler proseguire il proprio programma missilistico e nucleare.

 

«Il Consiglio di Sicurezza Onu deve agire prima che lo faccia la Nord Corea», aveva sollecitato Tillerson, sostenendo che «non agire immediatamente sulle questioni fondamentali della sicurezza nel mondo potrebbe portare conseguenze catastrofiche”. Un rischio evocato in una intervista alla Reuters anche da Donald Trump. Il presidente che è stato immediatamente informato, in un briefing, se da un lato confida nell’azione del presidente cinese Jinping dall’altro avvisa che «c’è la possibilità che si arrivi ad un grande, grande conflitto con la Corea del Nord». (altro…)

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Bande armate e miseria, nelle strade di Caracas l’incubo della guerra civile

sabato, aprile 29th, 2017
paolo mastrolilli
inviato a caracas

Verso l’ora del tramonto, la piazza Altamira è illuminata solo dai fuochi di sbarramento accesi dai ragazzi della protesta contro il governo chavista. Bottiglie molotov in mano, passamontagna calati sulla faccia, hanno appena salutato l’ultima vittima della repressione, lo studente ventenne Juan Pernalete, ucciso da una bomba lacrimogena che lo ha colpito al petto. La polizia ha bloccato le strade, ma dopo i trenta morti dell’ultimo mese, stasera almeno lascia fare. È l’immagine di un Venezuela arrivato al bivio, tra l’incubo di una guerra civile che già si intravede, la perpetuazione del chavismo in una dittatura militare, o una soluzione politica di compromesso che però nessuno sembra in grado di immaginare.

 

L’accelerazione è cominciata a fine marzo, quando la Corte suprema legata al regime ha tentato di esautorare l’Asamblea Nacional, il parlamento dove l’opposizione ha una maggioranza di due terzi. Dicono che l’abbia fatto per trasferire al presidente Maduro i poteri necessari a garantire i prestiti chiesti alla Russia, indispensabili per evitare il default dello stato sommerso dai debiti. Quella sentenza maldestra è stata denunciata persino dalla procuratrice generale Luisa Ortega Diaz, ed è stata mezzo revocata poche ore dopo, ma per l’opposizione è diventata l’occasione della svolta. Da allora in poi è scesa in piazza tutti i giorni, con manifestazioni che puntano a costringere il governo ad accettare nuove elezioni. Sicura che Maduro le perderebbe, perché i sondaggi più generosi non gli danno oltre il 20% dei consensi. Proprio per questo il regime ha risposto con la repressione, e potrebbe continuarla o inasprirla, fino a cancellare le presidenziali che in teoria dovrebbero tenersi l’anno prossimo.

 

AP

(Un manifestante travestito nelle strade della capitale venezuelana regge la scritta «La dittatura di Maduro è la morte») (altro…)

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Russia, mistero su Putin: le voci sulla salute dello Zar e le insidie per la quarta elezione

venerdì, aprile 28th, 2017

Putin al Cremlino (Epa)
Il futuro presidenziale di Vladimir Putin, che è come dire il futuro della Russia tout court, è chiuso in una formula pseudo-matematica: 70×70=50 plus. Dove il primo 70 è la percentuale di affluenza alle urne alle elezioni del marzo 2018 da assicurare, il secondo 70 è quella dei voti espressi che Putin deve assolutamente prendere e il 50 plus è la percentuale risultante di consenso nell’intero corpo elettorale, che ne deriverebbe per il presidente.

La formula per vincere

«È la formula della legittimità, la questione per Putin infatti non è di essere rieletto, cosa del tutto scontata, ma di ottenere una vittoria che abbia piena legittimazione formale e politica», spiega Sergej Markov, ex deputato di Russia Unita e analista vicino al Cremlino. L’uomo incaricato di produrre questo scenario è Sergej Kirienko, vice-capo dello staff presidenziale. Corollario importante è che la rielezione avvenga senza sforzo apparente, senza cioè coinvolgere troppo Vladimir Vladimirovich nella campagna elettorale, sminuendone la «sacralità».

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Sposati da 69 anni, muoiono mano nella mano a 40 minuti di distanza

venerdì, aprile 28th, 2017

La loro storia d’amore era iniziata a distanza. Entrambi argentini, abitavano troppo lontani l’uno dall’altra: e avevano preso a scriversi delle lettere. Si erano sposati 69 anni fa: e da allora non si sono più separati. Fino alla fine. La storia di Isaac e Teresa Vatkin — che dopo quasi 70 anni di matrimonio sono morti lo scorso sabato a 40 minuti l’uno dall’altra, tenendosi per mano — è stata raccontata dal Daily Herald, uno dei quotidiani di quello Stato, l’Illinois, che era diventato la loro casa. Ed è stata poi ripresa, e comunicata al mondo, dalla Bbc.

Isaac aveva 91 anni, Teresa 89. Sabato, quando entrambi ormai respiravano a fatica, i familiari avevano chiesto al personale dell’Highland Park Hospital di metterli nella stessa stanza, uno accanto all’altra, per poter fare in modo che si tenessero per mano. «Non volevo avessero paura, in quei momenti», ha detto la nipote Debbie Handler. «Ho pensato che se avessero saputo di essere l’uno in compagnia dell’altra, sarebbero stati tranquilli». Ad andarsene per prima, vinta dall’Alzheimer, è stata Teresa. Quaranta minuti dopo, Isaac l’ha seguita. «Sono rimasti innamorati fino all’ultimo secondo», ha detto di loro, nell’orazione funebre, il Rabbi Barry Schechter. «Letteralmente fino alla fine».

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Sale la tensione Usa-Corea del Nord. Trump: “Rischi molto seri di un conflitto”

venerdì, aprile 28th, 2017

Con la Corea del Nord c’è il rischio «di conflitto molto serio. Certamente». Così il presidente americano Donald Trump in un’intervista a Reuters, spiegando che preferirebbe risolvere la questione del programma nucleare di Pyongyang con la diplomazia ma «è molto difficile».

 Trump ha dunque segnalato una svolta nella collaborazione con Pechino, pronta a fare pressioni su Pyongyang, dopo la visita del presidente cinese Xi Jinping in Florida all’inizio di aprile. Xi «penso ci stia provando con forza. Sicuramente non vuole disordini e morte. È una brava persona. È davvero una brava persona: ho avuto modo di conoscerlo bene. Ama la Cina e ama il popolo cinese. So che vorrebbe fare qualcosa ma è possibile che non possa». A prendere molto sul serio le minacce di Pyongyang anche il primo ministro australiano, Malcom Turnbull, che in un’intervista radiofonica ha detto di temere un attacco della Corea del Nord contro i Paesi vicini.

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Francia, Emmanuel e Brigitte: la storia d’amore tra lo studente e la prof

martedì, aprile 25th, 2017

Quella tra Emmanuel Macron, candidato alle presidenziali francesi e Brigitte Trogneux è una storia d’amore fuori dal comune. Trentanove anni lui, 64 lei, si conobbero quando Macron era ancora uno studente al liceo di Amiens, in Piccardia e Brigitte la sua insegnante di lettere. Terminato il liceo, Macron partì per studiare a Parigi, ma promise all’amata che sarebbe tornato e l’avrebbe sposata. Il loro amore non fu semplice da vivere. (altro…)

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Corea del Nord, Trump non si ferma Inviato sottomarino nucleare

martedì, aprile 25th, 2017

L’arrivo del sommergibile Michigan nel porto sud coreano di Busan
L’arrivo del sommergibile Michigan nel porto sud coreano di Busan
shadow

WASHINGTON – Segnali ravvicinati tra la Corea del Nord e gli Usa. Il regime ha iniziato i festeggiamenti per l’85 anniversario della fondazione delle forze armate: una ricorrenza che, secondo alcuni, potrebbe essere accompagnata o seguita da un nuovo test militare. Washington, invece, ha inviato il sommergibile nucleare Michigan – dotato di missili da crociera – nel porto sud coreano di Busan: un attracco documentato con foto subito diffuse per lanciare chiaramente un messaggio anche se i portavoce hanno parlato di missione di routine. La presenza di questa unità non è comunque una sorpresa in quanto fa parte dello schieramento dell’Us Navy nella regione e lo stesso presidente lo aveva indicato in una recente intervista.

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Corea del Nord, Usa non escludono raid in caso di un test nucleare

lunedì, aprile 24th, 2017

L’ambasciatrice americana all’Onu, Nikki Haley, non esclude un raid degli Stati Uniti contro la Corea del Nord, se Pyongyang effettuerà un altro test nucleare.

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