Archive for the ‘Esteri’ Category

La tempesta Gloria fa 7 morti in Spagna, ora è allerta in Francia

giovedì, Gennaio 23rd, 2020

E’ salito a 7 morti e quattro dispersi il bilancio del passaggio della tempesta Gloria sulla Spagna, mentre la perturbazione si è spostata verso i Pirenei francesi. Nel sud della Francia è allarme rosso per possibili inondazioni. Due fiumi sono già esondati e 1.500 persone sono state evacuate.
 

L’ultima vittima in Spagna è stata un uomo caduto in mare nel porto di Palamos, nel nord-est della Catalogna. Altre due persone sono morte in Andalusia. Un contadino di 77 anni è deceduto schiacciato dal crollo di una serra a causa della grandine. Un senzatetto è morto di freddo, mentre un un cadavere è stato trovato in una zona alluvionata nella provincia di Alicante. Nello stesso punto un uomo è disperso dopo che la sua auto è stata trascinata via dall’acqua e disperse sono altre tre persone, tra cui un inglese di 25 anni.

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Virus Cina, i morti salgono a 9: oltre 400 i casi accertati

mercoledì, Gennaio 22nd, 2020

Il nuovo coronavirus ha fatto altre vittime in Cina: i casi accertati in tutto il Paese hanno superato i 400 e le vittime sono aumentate da sei a nove. Lo ha detto il vice ministro della Commissione nazionale per la salute Li Bin in una conferenza stampa. Il nuovo virus della stessa famiglia della Sars “può mutare e propagarsi più facilmente”, ha aggiunto.

Intanto la regione semi-autonoma cinese di Macao ha annunciato il primo caso accertato del coronavirus apparso in Cina e ha ordinato a tutti gli impiegati dei suoi casinò di indossare una maschera per arginare l’epidemia.

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Francia, blackout a sud Parigi causato dal sindacato Cgt Energie | Ira di Macron: “Un fatto scandaloso”

martedì, Gennaio 21st, 2020

Massiccio blackout elettrico a sud di Parigi, nei comuni di Rungis e Orly nell’Ile-de-France. Circa 30mila gli utenti rimasti al buio. Il sindacato Cgt Energie della Val-de-Marne ha rivendicato sulla propria pagina Facebook l’azione volontaria, gesto di protesta contro la riforma delle pensioni. Il gestore della rete elettrica ha annunciato che farà causa contro il sindacato. Furiosa la reazione del presidente Macron: “Scandaloso”.
 

Il nuovo blackout “selvaggio” ha innescato la reazione di Emmanuel Macron il quale ha definito questa protesta come “scandalosa” e “irresponsabile”. A riferirlo è stato il ministro francese incaricato per la Città e la Casa, Julien Denormandie. “L’obiettivo del blackout – ha spiegato il segretario generale di Fnme-Cgt, Sèbastien Menesplier –  è passare ad una velocità superiore dopo la mobilitazione del 9 gennaio e andare via via crescendo fino al 24 gennaio”, giorno in cui la riforma verrà presentata in consiglio dei ministri.

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Il misterioso virus cinese si trasmette da persona a persona

martedì, Gennaio 21st, 2020

di Cristina Marrone

Il misterioso virus cinese si trasmette da persona a persona

È della città di Wuhan, focolaio dove si è diffuso il virus, la quarta vittima del virus misterioso, simile alla Sars, che si sta diffondendo in Cina. Virus che — come confermato da un rinomato esperto della Commissione della salute pubblica del governo di Pechino, Zhong Nanshan — è trasmissibile da persona a persona. L’origine sembra essere stata individuata in un mercato del pesce a Wuhan, ma secondo Zhong, intervistato da Cctv, anche coloro che non hanno visitato la città cinese possono aver contratto il virus, simile a quella Sars che tra il 2002 e il 2003 fece almeno 650 morti in Cina e a Hong Kong. L’Oms intanto ha convocato il Comitato di emergenza sul caso: si svolgerà a Ginevra il 22 gennaio per accertare se il focolaio di casi «rappresenti – afferma l’Oms in una nota – un’emergenza di salute pubblica di livello internazionale e quali raccomandazioni dovrebbero essere fatte per fronteggiarla». Di fronte all’emergenza sanitaria il presidente cinese Xi Jinping ha chiesto «sforzi risoluti» contro la diffusione del nuovo coronavirus. Facendo il punto della situazione Xi, segretario generale del Partito comunista cinese e a capo della Commissione militare centrale, ha sottolineato come «priorità» la sicurezza e la salute della popolazione, invitando a migliorare la comunicazione e il coordinamento con l’Organizzazione mondiale della Sanità e Paesi come Hong Kong, Macao e Taiwan per unire gli sforzi nel frenare la diffusione del virus. In questi giorni anche operatori sanitari che hanno curato pazienti sono stati contagiati dal nuovo virus.

I contagi
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La verità di Harry: “Amo il Regno ma io e Meghan non avevamo altra scelta”

lunedì, Gennaio 20th, 2020

LONDRA – “Il Regno Unito è la mia casa e un luogo che amo. Questo non cambierà mai, ma io e Meghan non avevamo altra scelta”: il principe Harry rompe il silenzio dopo giorni di fibrillazioni e l’annuncio della loro rinuncia al titolo di altezze reali. Lo ha fatto a Londra durante un evento di beneficenza per l’associazione Sentebale, fondata dallo stesso Harry e dal principe Seeiso del Lesotho nel 2006 in onore di Diana allo scopo di perpetuare il suo aiuto ai malati di Aids e Hiv.

‘Megxit’, Harry parla per la prima volta dell’uscita dalla Royal family: ”Meghan e io non avevamo altra scelta”


“Prima di iniziare – ha esordito il duca di Sussex parlando per la prima volta dopo che Buckingham Palace ha accolto la decisione di rinunciare al titolo dettando le condizioni del loro nuovo status – devo dire che posso solo immaginare quello che potreste aver sentito o forse letto nelle ultime settimane. Per questo voglio che ascoltiate da me la verità, per quanto posso condividere. Non come un principe, un duca, ma come Harry, la stessa persona che molti di voi hanno visto crescere negli ultimi 35 anni, ma con una prospettiva più chiara”.

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Virus misterioso in Cina, possibili 1700 contagi

domenica, Gennaio 19th, 2020

Londra- Gli scienziati dell’Imperial College di Londra – che fornisce consulenza ad enti quali il governo del Regno Unito e l’Organizzazione Mondiale della Sanità – affermano che i casi del ‘virus misterioso‘, che ha causato un focolaio nella città cinese di Wuhan, sarebbero molti di più della cinquantina identificati finora, e arriverebbero a 1700. L’asserzione si basa su un calcolo che tiene conto del fatto che tre sono stati ‘esportati‘ all’estero. Al momento due casi dell’infezione, dovuta a un coronavirus ‘parente’ della Sars, anche se molto meno letale, si sono verificati in Thailandia e uno in Giappone, tutti in persone provenienti dalla città cinese che ha 11 milioni di abitanti e un aeroporto internazionale.

La proiezione è inoltre basata sul traffico aereo da Wuhan, spiega Neil Ferguson, l’autore principale dello studio pubblicato per ora solo sul sito dell’Università. Un focolaio di questa potata, sottolinea l’esperto, fa pensare ad una possibilità di trasmissione da uomo a uomo, finora esclusa dall’Oms e dalle autorità cinesi. “Non c’è bisogno di essere allarmisti – afferma – ma l’ipotesi dovrebbe essere presa in considerazione seriamente”. Al momento, oltre a Thailandia e Giappone, anche Singapore e Hong Kong hanno intensificato i controlli negli aeroporti, e anche gli Usa hanno annunciato misure simili negli aeroporti di San Francisco, Los Angeles e New York.

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Libia, al tavolo dei leader: il generale cala i suoi assi e alza la posta

domenica, Gennaio 19th, 2020

di LORENZO BIANCHI

Khalifa Haftar ha calato il suo asso alla vigilia della Conferenza di Berlino. Con l’ordine di chiudere i porti attraverso i quali passa la produzione petrolifera dell’est e del centro della Libia ha voluto ricordare che è lui il vero uomo forte, il leader in grado, come ha detto l’inviato dell’Onu Ghassan Salamè, di “togliere il pane” ai suoi connazionali. Ormai controlla la maggior parte del territorio. La sua fetta è molto di più estesa di quella del rivale tripolino. Fayez al Sarraj ha ricevuto di recente il discutibile puntello dei miliziani mobilitati dalla Turchia, gli uomini dell’Esercito Nazionale Siriano, nelle cui fila militano anche i combattenti di Ahrar al Sharqiya, ex qaedisti di Jabhat al Nusra balzati sulle prime pagine per aver ucciso in ottobre la regina della diplomazia curda Hevrin Khalaf. I combattenti arrivati dalla Siria, circa 1000, sono stati schierati nella parte orientale di Tripoli. Secondo l’Osservatorio siriano per i Diritti Umani quattordici sono già stati passati per le armi dai soldati di Haftar. Dalla capitale della Libia arrivano segnali di stanchezza della popolazione per lo strapotere delle milizie che controllano la capitale. Riaffiora perfino qualche nostalgico di Gheddafi.

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Libia, stop all’export del petrolio. L’Onu: «Conseguenze devastanti»

domenica, Gennaio 19th, 2020

Nuovi sviluppi nella crisi libica. La tensione non si abbassa. La Noc sta impartendo in queste ore disposizioni per la chiusura dei terminal petroliferi di Ras Lanuf, Brega e al Sidra, nell’est della Libia, ipotizzando «cause di forza maggiore». Lo riferiscono all’agensa Ansa fonti della sicurezza italiane, «al netto della dilagante retorica e propaganda di parte» nel Paese. Il terminal di Zueitina risultava stamani funzionante con una petroliera che, a quanto si apprende, avrebbe effettuato correttamente il carico. Ma si ritiene che la Noc possa chiederne la chiusura domani. Quelle della Noc, spiegano ancora le fonti, sono azioni a difesa degli interessi che derivano dalla commercializzazione degli idrocarburi e anche in vista di possibili cause legali. È infatti la Noc l’unica titolata a disporre lo «shut down» e a dichiarare la «causa di forza maggiore». APPROFONDIMENTI

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Al Arabiya, citando sue fonti, dà notizia di consultazioni in corso tra paesi arabi ed europei in merito al progetto di accordo della conferenza di Berlino sulla Libia. Tra le varie cose, riporta l’emittente panaraba, si discute della formazione di un nuovo consiglio presidenziale libico e di un nuovo governo, si sta valutando la possibilità di formare un comitato neutrale per preparare una nuova costituzione ed è in discussione anche un accordo tra paesi arabi ed europei per prevenire interferenze turche in Libia.

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Libia, il premier Al Sarraj potrebbe disertare la conferenza di Berlino

sabato, Gennaio 18th, 2020

Il premier libico Fayez Al Sarraj potrebbe disertare la conferenza di Berlino in programma sabato, decidendo di inviare solo una delegazione di Tripoli. Lo riferisce in un tweet la “Libya Al Ahrar”, tv di base a Doha, in Qatar. Secondo l’emittente, che cita “fonti speciali del consiglio presidenziale”, Sarraj potrebbe non recarsi personalmente in Germania ma mandare solo una “delegazione del governo di accordo nazionale”. 

Il clamoroso passo indietro, se confermato, rischia di indebolire la sostanza del vertice, convocato con la speranza di mediare un cessate il fuoco duraturo. Ma l’atmosfera è tesa anche per i nuovi scambi di accuse tra gli opposti schieramenti, con il presidente turco Erdogan che ha bollato il generale Khalifa Haftar come “un uomo inaffidabile”.

Nella capitale tedesca, intanto, gli sherpa sono al lavoro per perfezionare una bozza di intesa da sottoporre alle parti al meeting in programma domenica. E la molla che avrebbe fatto scattare Sarraj sarebbe stata proprio un passaggio nell’ultima versione del documento, in cui si chiede un “nuovo governo di accordo nazionale”: una mossa letta dall’entourage di Sarraj come il tentativo di spingere il premier a farsi da parte.

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Parigi, alcuni manifestanti tentano di aggredire Macron e la moglie durante una serata a teatro

sabato, Gennaio 18th, 2020

Una trentina di manifestanti hanno tentato venerdì sera di entrare in un teatro parigino in cui Emmanuel Macron e la premiere dame Brigitte stavano assistendo a uno spettacolo. Il tentativo è stato respinto dalla polizia. Macron e la consorte sono stati messi in sicurezza, poi sono potuti rientrare nella sala per assistere alla fine della piece teatrale. Lo riferisce la radio France Info. 

Blitz dei manifestanti contro Macron in un teatro parigino

Macron e Brigitte stavano assistendo al teatro della Bouffe du Nord alla rappresentazione de “La Mouche”. Un uomo che si trovava anch’egli in sala ha postato sui social network una foto della coppia presidenziale in platea invitando i militanti ad intervenire fuori dal teatro: “Qualcosa si sta preparando, la serata sarà movimentata”, ha scritto su Twitter. Si trattava di Taha Bouhafs, un cosiddetto “giornalista militante”, che è successivamente stato fermato.

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