Archive for the ‘Sicilia’ Category

L’ultimo giallo su Messina Denaro in un’intercettazione. “Iddu lo accompagnavano alla stazione di Trapani”

mercoledì, Novembre 13th, 2019

al nostro inviato SALVO PALAZZOLO

TRAPANI – “Iddu veniva a Trapani”, sussurra il figlio di un storico mafioso palermitano. E’ una tranquilla mattina di due anni fa. “Iddu?”, chiede il vecchio massone trapanese. “Sì, iddu – conferma il rampollo – lo accompagnava Mimmo alla stazione”. Forse con una Mercedes. E’ un attimo, la conversazione è disturbata, ma gli occhi del giovane maresciallo del Ros che con i suoi compagni dà la caccia a Matteo Messina Denaro si illuminano. “Iddu”, lui, Trapani, stazione, Mimmo, come uno dei fedelissimi del superlatitante, Mimmo Scimonelli, che aveva proprio quel tipo di auto. Ecco cos’era la “carrozza” di cui parlavano i mafiosi quattro anni fa, quando distribuivano i pizzini: “Con la stessa carrozza arrivarono”, così dicevano. La carrozza del treno. Nell’epoca di auto veloci e aerei, nessuno mai – fino a due anni fa – aveva pensato alla vecchia carrozza ferroviaria per la fuga infinita del pupillo di Totò Riina, Matteo Messina Denaro, il capomafia trapanese condannato all’ergastolo per le stragi del 1993.

Questa è un’indagine che continua a riservare un colpo di scena dietro l’altro. E stamattina il nuovo capitolo della storia è iniziato prima dell’alba: i carabinieri del Ros e i finanzieri del nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo hanno arrestato il vecchio massone trapanese dell’intercettazione su “Iddu” alla stazione, si chiama Antonio Messina, e altre due persone accusate di aver organizzato un traffico di hashish fra la Spagna, Milano e la Sicilia.

Rating 3.00 out of 5

Il mistero del trimarano fantasma. Vola a 8 nodi senza equipaggio poi svanisce

martedì, Ottobre 29th, 2019

Lampedusa- Non ha ancora una risposta il mistero del trimarano scomparso dopo un’avaria durante la Rolex Middle Sea Race, regata tra l’Italia e Malta.

Il trimarano di 60 piedi “Ad Maiora” dell’armatore italiano Bruno Cardile, tra i partecipanti alla regata, sarebbe sparito nel nulla dopo un soccorso effettuato il 22 ottobre. L’equipaggio fu costretto ad abbandonare l’imbarcazione dopo un’avaria allo scafo sinistro. 

Nessun problema per il soccorso, effettuato dalla vedetta della Capitaneria di porto di Lampedusa CP 319, già in servizio in zona. L’equipaggio, sbarcato sano e salvo, però non si spiega, come pure la capitaneria di porto, come mai una barca abbandonata a se stessa, con le vele ammainate, e con un problema allo scafo possa aver ripreso improvvisamente a navigare a 8 nodi, cosa non possibile senza le vele, e in linea retta, come se seguisse una rotta prestabilita?. Fatto confermato da un sistema di tracciamento della sua posizione obbligatorio nelle regate d’altura. Ma a bordo non ci dovrebbe essere nessuno.

Ma il giallo s’infittisce ogni giorno che passa, infatti improvvisamente la barca si è fermata e il segnale è scomparso. Dopo nulla, nessuna notizia. Un fatto strano, come la ripartenza, confermato dalla sala operativa della Guardia Costiera. Fabio Colivicchi, direttore del sito specializzato Saily.it e amico dell’armatore, racconta: “Bruno (Cardile, ndr) è appena atterrato all’aeroporto di Malta, ha affittato un piccolo aereo per effettuare una ricognizione, ma non ha visto niente. Sono arrivati oltre Lampedusa, in direzione Tunisia. Hanno sorvolato Gozo e Malta, sono stati sull’ultimo punto di segnalazione, e non hanno visto né la barca né eventuali detriti, sacchi di vele e altro del genere”. 

Rating 3.00 out of 5

Mafia, l’ultima verità sulla strage di Capaci: “Un ex poliziotto mise l’esplosivo sotto l’autostrada”

mercoledì, Ottobre 23rd, 2019

Dal nostro inviato SALVO PALAZZOLO

CALTANISSETTA. E’ stato agente della polizia penitenziaria e mafioso del clan di Caltanissetta, collabora con la giustizia dal 2009, ma alcuni mesi fa, dopo la sentenza sulla “trattativa Stato-mafia”, ha chiesto di tornare nuovamente davanti ai magistrati che indagano sulle stragi Falcone e Borsellino. Lui è Pietro Riggio, 54 anni, uno dei pentiti che hanno parlato anche del leader di Confindustria Antonello Montante. Adesso, racconta una storia misteriosa, in cui il protagonista è un ex poliziotto che chiamavano il “turco”. “Mi ha confidato di aver partecipato alla fase esecutiva delle strage Falcone – ha messo a verbale Riggio davanti ai pm di Caltanissetta – si sarebbe occupato del riempimento del canale di scolo dell’autostrada con l’esplosivo, operazione eseguita tramite l’utilizzo di skate-bord”.

Dichiarazioni pesanti, che hanno lasciato perplessi i magistrati nisseni, da sempre scettici sull’ipotesi che a Capaci ci sia stato un “doppio cantiere” per la strage del 23 maggio 1992: le sentenze fin qui emesse annoverano solo uomini delle cosche attorno all’autostrada dove furono uccisi Falcone, la moglie e gli agenti di scorta.

Rating 3.00 out of 5

Palermo, fiumi di cocaina dall’Argentina in Sicilia. I corrieri arrivavano all’aeroporto di Parigi

martedì, Ottobre 1st, 2019

di SALVO PALAZZOLO

Dall’Argentina la droga arrivava in Sicilia dentro piccoli pacchi, nascosta nel sottofondo delle valigie. I corrieri viaggiavano in aereo fino a Parigi, poi proseguivano in treno o in auto verso Palermo. Un meccanismo ben collaudato, che è proseguito per mesi. Poi, le indagini della squadra mobile di Palermo diretta da Rodolfo Ruperti, coordinate dalla procura distrettuale antimafia, hanno bloccato il grande business. Sono 24 le ordinanze di custodia cautelare eseguite nella notte, in tutta Italia. La “testa dell’acqua” era a Bagheria, alle porte di Palermo, dove vivevano alcuni trafficanti ritenuti vicini alle cosche. Poco distante, a Villabate, altri manager della droga importavano invece hashish dal Marocco, quasi 1000 chili di droga sono passati da alcuni depositi del Nord Italia prima di arrivare in Sicilia, 700 sono stati sequestrati.

Palermo, fiumi di coca dall’Argentina. I dialoghi fra i trafficanti: “Il cavallo ti serve per duemila metri?”

Rating 3.00 out of 5

Mafia, operazione a Palermo: 11 arresti per estorsione

martedì, Settembre 17th, 2019

Operazione antimafia a Palermo, dove i carabinieri hanno eseguito un’ordinanza cautelare in carcere nei confronti di 11 persone accusate di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Le indagini hanno fatto emergere gli interessi di Cosa nostra sul controllo e la gestione dei locali della movida palermitana, di cui l’organizzazione riusciva a controllare i servizi di sicurezza privata imponendo gli addetti e le tariffe per ogni operatore impiegato.

Il trucco delle associzioni di volontari – La figura di spicco dell’organizzazione, secondo gli inquirenti, era Andrea Catalano che avrebbe sfruttato solidi legami con gli esponenti di vertice dei mandamenti mafiosi di Porta Nuova. Per eludere la normativa di settore erano state fondate due associazioni di volontari antincendio nell’ambito delle quali venivano formalmente impiegati, in qualità di addetti antincendio, quei “buttafuori” che a causa dei loro precedenti penali si trovavano nell’impossibilità di ottenere la necessaria autorizzazione prefettizia.

Rating 3.00 out of 5

Nuova forte esplosione dello Stromboli, cenere sulle case

giovedì, Agosto 29th, 2019

di MANUELA MODICA

TROMBOLI (Messina) – Una forte esplosione è avvenuta poco dopo mezzogiorno sullo Stromboli, con ricaduta di sabbia, cenere e altro materiale vulcanico. Stavolta dal lato del villaggio di Stromboli, anche questa volta un parossisma, apparentemente di entità leggermente minore rispetto alla scorsa esplosione.

Nuova eruzione Stromboli, l’enorme nube nera avanza sul mare: la fuga della barca

Rating 3.00 out of 5

Arrestato Arata, il consigliere di Salvini per l’energia. In cella anche Nicastri, “re” dell’eolico

mercoledì, Giugno 12th, 2019

di SALVO PALAZZOLO

Due mesi dopo l’avviso di garanzia e le perquisizioni, finisce in manette Francesco Paolo Arata, il consulente per l’Energia del ministro Matteo Salvini, due anni fa aveva contribuito a stilare il programma della Lega. Ora, è accusato di “intestazione fittizia, con l’aggravante di mafia, corruzione e autoriciclaggio”, queste le contestazioni che gli vengono mosse dalla procura di Palermo e dalla Dia di Trapani. Per i suoi affari con Vito Nicastri, il “re” dell’eolico vicino all’entourage del latitante Matteo Messina Denaro, e per alcune mazzette che sarebbero state pagate a un dirigente regionale. Questa mattina, sono stati arrestati anche il figlio di Arata, Francesco, Vito Nicastri e suo figlio Manlio. Ai domiciliari, il dirigente Alberto Tinnirello, che è stato in servizio all’assessorato regionale all’Energia.

Dalle perquisizioni del 17 aprile scorso, sono emersi riscontri importanti alle ipotesi d’accusa, così la svolta nell’indagine, condotta dal procuratore aggiunto Paolo Guido e dal sostituto Gianluca De Leo. Le richieste dei pm sono state accolte dal gip Guglielmo Nicastro. E questa mattina, sono scattati anche diversi sequestri di società che gestiscono impianti eolici.

Rating 3.00 out of 5

Catania, stupro di gruppo su 19enne: filmano tutto con il telefonino, arrestati tre ragazzi

martedì, Marzo 26th, 2019

di NATALE BRUNO

Violentata in una strada buia vicino piazza Europa a due passi dal salotto buono della città. Vittima di violenze di gruppo una giovane americana di 19 anni che a Catania, da tre mesi, era ospite alla ‘pari’ di una famiglia per la quale faceva la baby sitter.

Accuse infamanti per tre giovani della città bene: Roberto Mirabella di 20 anni, Salvatore Castrogiovanni e Agatino Spampinato tutti e due di 19 anni. Sono stati arrestati per violenza sessuale di gruppo: i tre sono stati fermati dai carabinieri della stazione di piazza Verga lo scorso 21 marzo, sottoposti ad interrogatorio di garanzia sono stati rinchiusi nel carcere di piazza Lanza su disposizione del gip che ha convalidato il fermo ed emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere.

La ragazza americana che non parla italiano, ma comprende perfettamente la lingua, nella tarda serata dello scorso 15 marzo insieme con un’amica, in un bar di via Teatro Massimo, è stata avvicinata dai tre giovani che si sono intrttenuti con lei dopo che era rimasta da sola. Dopo averle offerto da bere l’hanno convinta a spostarsi in un altro bar della zona. Una volta in strada si sono avvicinati con una banale scusa alla loro auto e l’avrebbero obbligata a salire. Sarebbe iniziato così l’incubo per la giovane.

Rating 3.00 out of 5

Castelvetrano, scoperta una superloggia segreta. Ai domiciliari l’ex deputato Cascio, rivelò l’indagine

giovedì, Marzo 21st, 2019

dal nostro inviato SALVO PALAZZOLO

Castelvetrano, la città dei misteri. Non solo attorno al superlatitante Matteo Messina Denaro. Ora, salta fuori pure una superloggia segreta formata da massoni, politici e professionisti che riusciva ad orientare le scelte del Comune, ma anche nomine e finanziamenti a livello regionale. Una loggia in grado di ottenere persino notizie riservate sulle indagini in corso della magistratura. Questa notte, 27 persone sono state arrestate dai carabinieri del nucleo Investigativo di Trapani, altre dieci sono indagate a piede libero: a capo del gruppo ci sarebbe stato l’ex deputato regionale di Forza Italia Giovanni Lo Sciuto; dell’associazione segreta avrebbe fatto parte anche l’ex sindaco di Castelvetrano, Felice Errante, finito ai domiciliari. Stessa misura cautelare per l’ex deputato di Forza Italia Francesco Cascio, accusato di aver favorito il gruppo di Lo Sciuto: avrebbe rivelato l’esistenza delle intercettazioni di Trapani, dopo averlo saputo – questa l’accusa – dall’allora segretario del ministro dell’Interno Angelino Alfano, Giovannantonio Macchiarola, che è indagato per rivelazione di notizie riservate, sarà interrogato domani.

Rating 3.00 out of 5

Voto di scambio, 96 politici siciliani indagati: cʼè anche Totò Cuffaro

venerdì, Marzo 15th, 2019

Era un sistema diffuso di scambio di voti, favoritismi e promesse di posti di lavoro quello che a Termini Imerese (Palermo) era stato messo in piedi per condizionare due competizioni elettorali: le regionali del 2017 e le comunali dello stesso anno. Al culmine di un’inchiesta la Procura ha emesso 96 avvisi di conclusione indagini per assessori, deputati, sindaci e amministratori comunali. Tra gli indagati anche l’ex governatore Totò Cuffaro, scarcerato nel 2015.

Con lui sono indagati anche l’assessore regionale territorio, Toto Cordaro; il capogruppo all’assemblea regionale di “Diventerà Bellisima” (lista che fa capo all’attuale Governatore Nello Musumeci) Alessandro Aricò; gli ex coordinatori della Lega in Sicilia Alessandro Pagano e Angelo Attaguile; il candidato (non eletto) del Pd alle regionali, Giuseppe Ferrarello; il sindaco di Termini Imerese, Francesco Giunta, sostenuto da uno schieramento di centrodestra. Tra gli indagati anche Loredana Bellavia, che quando il caso è esploso si è dimessa da assessore comunale.

Rating 3.00 out of 5
Marquee Powered By Know How Media.