Archive for the ‘Sicilia’ Category

A Palermo sequestro da 21 milioni di euro: sigilli ad aziende, case, auto, conti correnti e polizze

sabato, luglio 14th, 2018

I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo, su delega della Procura, hanno dato esecuzione a un provvedimento emesso dal locale tribunale, sottoponendo a sequestro tre complessi aziendali, oltre che 66 immobili (fra cui una villa di pregio con piscina panoramica, appartamenti e terreni), 19 autoveicoli, 36 rapporti bancari e 5 polizze vita, per un valore complessivamente stimato in circa 21 milioni di euro. Il destinatario del sequestro è Pietro Formoso, già sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno e con precedenti penali per reati contro il patrimonio e la persona.

Più collaboratori di giustizia lo hanno indicato come «uomo d’onore» della famiglia mafiosa di Misilmeri (Pa), legato da stretti vincoli di amicizia con l’allora capo del mandamento Benedetto Spera. Inoltre, gli stessi hanno riferito come Formoso avesse una consistente capacità economica, conseguita grazie ai profitti illeciti derivanti dalle attività criminali poste in essere soprattutto nel traffico di sostanze stupefacenti.

Il 5 aprile di quest’anno, l’uomo è stato arrestato per «associazione a delinquere di tipo mafioso», al termine di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo. Gli accertamenti patrimoniali ora condotti sono il frutto, oltre che delle tradizionali attività di ricostruzione dei patrimoni illecitamente accumulati dalla criminalità organizzata, di approfondimenti in materia tributaria e di repressione dei fenomeni di riciclaggio. Le investigazioni svolte dal Gico di Palermo, coordinate dalla Procura presso il Tribunale di Palermo, hanno permesso di evidenziare come il Formoso si sia avvalso di prestanome ai quali ha fittiziamente intestato due compendi aziendali operanti nel settore della commercio all’ingrosso di carne ed un’impresa attiva nel comparto delle vendite di fabbricati e terreni, oltre che un vastissimo patrimonio immobiliare e finanziario. (altro…)

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Sentenze pilotate, arrestato giudice del Cga: Giuseppe Mineo accusato di corruzione dopo le confessioni dell’avvocato Amara

mercoledì, luglio 4th, 2018

dalla nostra inviata ALESSANDRA ZINITI

MESSINA. Cade la prima testa eccellente nell’inchiesta sulle sentenze aggiustate al Consiglio di Stato e al Cga siciliano che, dopo gli arresti di febbraio, ha ricevuto nuova linfa vitale dalle confessioni dei due principali protagonisti, gli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore

Questa mattina, su richiesta della Procura di Messina guidata da Maurizio de Lucia, la Guardia di finanza ha arrestato il giudice del Consiglio di giustizia amministrativa della Sicilia Giuseppe Mineo, già salito agli onori delle cronache nazionali due anni fa quando fu indicato dall’ex premier Matteo Renzi nella lista dei nuovi giudici del Consiglio di Stato nonostante fosse stato sanzionato per il ritardo con cui depositava le sentenze.  Macchia che, alla fine, alla verifica dei requisiti, gli costò l’esclusione dal massimo organo della giustizia amministrativa.

Una “promozione” che, nonostante la giovanissima età (aveva 44 anni quando la soglia minima per il Consiglio di Stato è 55) era stata assicurata a Mineo proprio dagli avvocati e Calafiore per “ringraziarlo” del suo lavoro, come giudice relatore,  a sostegno della decisione favorevole a due società, la Open Land e la Am Group, in una maxirichiesta di risarcimento che nel 2016 rischiò di mandare in default il comune di Siracusa.    (altro…)

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Messina, incendio in appartamento: morti due bambini | Il più grande si è sacrificato per cercare di salvare il fratello

venerdì, giugno 15th, 2018

Due bambini di 10 e 13 anni sono morti in un incendio che si è sviluppato intorno alle 4 di mattina nella loro abitazione, in via dei Mille a Messina: il più grande dei due ha perso la vita nel tentativo di salvare il fratello. In casa erano presenti i genitori e altri due fratelli che sono stati portati in salvo. I genitori hanno cercato di soccorrere anche gli altri due figli ma le fiamme glielo hanno impedito

Le fiamme si sarebbero propagate verso una corte interna dello stabile. Ad accorgersi dell’incendio è stata una vicina di casa che ha dato l’allarme chiamando i vigili del fuoco. Nel rogo sono morti asfissiati Francesco Filippo Messina, di 13 anni, e il fratello Raniero di 10. Salvi, invece i due fratelli più piccoli di 8 e 6 anni, Tancredi e Francesco, così come i genitori, Giovanni e Chiara Messina. Il padre è riuscito a portare in salvo i due figli più piccoli. (altro…)

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Blitz nel Trapanese, si stringe il cerchio intorno a Messina Denaro

martedì, giugno 5th, 2018
Rino Giacalone

Ci sono 17 indagati nell’ambito delle indagini che puntano alla cattura del boss latitante Matteo Messina Denaro. Dalle prime luci dell’alba di oggi, sono in corso nel trapanese una serie di perquisizioni a Castelvetrano, Mazara del Vallo, Partanna, Santa Ninfa, Salaparuta e Campobello di Mazara, finalizzate a colpire la rete di fiancheggiatori del famigerato capo mafia, ricercato da 25 anni. Le perquisizioni in queste ore stanno riguardando soggetti che, nel corso degli anni, sono stati arrestati per associazione mafiosa e che hanno avuto collegamenti e frequentazioni con appartenenti a “Cosa nostra”. Fra loro vi sono anche alcuni soggetti che, storicamente, sono stati in stretti rapporti con il latitante Matteo Messina Denaro.

 

Ora la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, su segnalazione della Polizia di Stato, li ha sottoposti a una nuova indagine perché sospettati di agevolare la latitanza del capomafia della provincia di Trapani. In campo c’è un dispositivo composto da 150 uomini del Servizio Centrale Operativo, delle Squadre Mobili di Palermo e di Trapani e del Reparto Prevenzione Crimine di Palermo, stanno perquisendo edifici, abitazioni, attività commerciali e imprenditoriali di persone legate al boss latitante. Gli investigatori della Polizia stanno utilizzando anche attrezzature speciali per verificare l’esistenza di cavità o nascondigli all’interno degli edifici.

 

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Messina, assenteismo al Comune di Ficarra: sospesi metà dei dipendenti. Gli accusati: “Si fa così da 30 anni”

giovedì, aprile 5th, 2018

di ALESSANDRA ZINITI

MESSINA. “Ma qui sono trent’anni che si fa così. Ognuno agisce per coscienza personale”. Si è quasi stupito uno dei dirigenti del Comune di Ficarra, piccolo paese sui Nebrodi, quando i carabinieri gli hanno contestato il mancato controllo sulle presenze degli impiegati del suo ufficio. Anche perché anche lui, come buona parte di loro, era solito concedersi, in orario di lavoro, lunghissime pause caffè, passeggiate al mercato, puntate in piazza, a casa o altrove per sbrigare affari personali. Il tutto, naturalmente, senza mai timbrare il cartellino.

Sedici sui circa quaranta dipendenti del Comune di Ficarra si sono visti così notificare questa mattina dai carabinieri del comando provinciale di Messina provvedimenti di sospensione dal servizio emessi dal gip di Patti. Truffa aggravata e continuata ai danni dell’ente pubblico e false attestazioni i reati contestati agli indagati, tra i quali figurano anche i dirigenti di tre servizi: l’area tecnica, quella amministrativa e quella economico-finanziaria. (altro…)

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Elezioni, vittoria troppo larga per M5S: in Sicilia più seggi che candidati

martedì, marzo 6th, 2018

di CLAUDIO REALE

Fuori Fabio Giambrone, dentro Davide Faraone e probabilmente Fausto Raciti nel Pd. Un seggio garantito per Raffaele Stancanelli, Renato Schifani e Stefania Prestigiacomo. Ma soprattutto una vittoria larghissima per il Movimento 5 Stelle, che oltre ai 28 eletti all’uninominale piazza 25 parlamentari nella quota proporzionale: tanto larga, la vittoria, da creare un problema nei subentri, visto che molti dei parlamentari grillini che l’hanno spuntata nella quota proporzionale hanno ottenuto il seggio anche all’uninominale. Così, nel M5S, si crea un problema di scorrimento: la lista – che per legge non poteva superare 4 nomi – è troppo breve rispetto ai seggi realmente ottenuti dai grillini.

  • M5S, VITTORIA TROPPO LARGA: CHI SUBENTRA?

Succede ad esempio nel collegio proporzionale di Messina ed Enna. Alessio Villarosa e Francesco D’Uva hanno vinto le rispettive sfide dell’uninominale, e dunque opteranno ovviamente per quel seggio. Alle loro spalle, però, c’è un solo nome, quello di Antonella Papiro: data per certa l’elezione di quest’ultima, il secondo parlamentare che a M5S spetta scatterebbe in un altro collegio. Situazione analoga a Catania (Giulia Grillo e Simona Suriano hanno vinto nella quota maggioritaria, e visto che i seggi ottenuti al proporzionale sono 3 alle loro spalle resta solo Luciano Cantone) e Siracusa-Ragusa (Marialucia Lorefice e Maria Marzana si trovano alle spalle il solo Filippo Scerra) per la Camera e in Sicilia orientale per il Senato (Nunzia Catalfo non può lasciare il seggio a una “riserva” perché M5S ha fatto bottino pieno). (altro…)

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Acireale, arrestati il sindaco Barbagallo ed altri sette in indagine per corruzione e appalti truccati

venerdì, febbraio 23rd, 2018

NATALE BRUNO

C’è anche il sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo, tra le otto persone arrestate (5 in carcere e tre ai domiciliari) nell’operazione anticorruzione condotta della guardia di finanza di Catania. I finanzieri sono entrati in azione stamattina all’alba su ordine della procura distrettuale antimafia di Catania. L’indagine riguarda diversi episodi di possibile corruzione e turbativa d’asta in appalti pubblici nei Comuni di Acireale e Malvagna (Messina). I particolari dell’operazione saranno illustrati nel corso della conferenza stampa che si terrà alle ore 10 odierne alla Procura della Repubblica di Catania, alla presenza del procuratore, Carmelo Zuccaro. (altro…)

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Catania, l'”ambulanza della morte”: uccise malati nel trasporto per “venderli” alle pompe funebri

giovedì, dicembre 21st, 2017

di NATALE BRUNO

Avrebbe iniettato dell’aria in vena ad almeno tre persone anziane e malate per poi vendere ai familiari i servizi di onoranze funebri a pagamento. Così “la gente non moriva per mano di Dio”, ma per “guadagnare 300 euro, invece di 30 o 50”. Grazie alle dichiarazioni di un pentito al programma tv “Le Iene”, stamattina i carabinieri di Catania hanno arrestato un uomo di 42 anni, il barelliere Davide Garofalo, accusato di omicidio volontario. Un reato che gli viene contestato con l’aggravante di avere agevolato gli interessi di Cosa nostra. Le vittime sono una donna e un uomo molto anziani e un 55enne deceduto nel 2015. Nell’inchiesta ci sono altre due barellieri indagati per altri episodi simili, a cui sono contestati gli stessi reati avvenuti su altre ambulanze. La procura non ha voluto precisare la loro attuale posizione. Le indagini riguardano oltre 50 casi: secondo i carabinieri una decina di decessi ha “una maggiore pregnanza”.

L’indagine era in corso da poco meno di un anno. In tv, un pentito aveva ricostruito il caso: secondo il collaboratore di giustizia, le morti avvenivano durante il trasporto dall’ospedale di Biancavilla a casa dei pazienti, dimessi perché in fin di vita. I casi sarebbero iniziati nel 2012, all’insaputa dei vertici dell’ospedale e dei medici. I carabinieri hanno acquisito anche le cartelle cliniche delle vittime. (altro…)

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Terremoto nel Canale di Sicilia: forte scossa magnitudo 3.9

giovedì, dicembre 14th, 2017

l sisma ha avuto ipocentro a 10 km di profondità ed epicentro in mare 63 km a sud di Modica (Ragusa)

Ancora scosse di terremoto in Sicilia. L’ultima di magnitudo 3.9 è stata registrata alle 2:13 di giovedì nel Canale di Sicilia. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 10 km di profondità ed epicentro in mare 63 km a sud di Modica (Ragusa). (altro…)

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La scuola vieta le preghiere. I genitori contro il preside

venerdì, novembre 24th, 2017
riccardo arena
palermo
 

Si è preso insulti da tutta Italia, oscurantista è il più gentile, imbecille il meno cortese: è accusato di furia iconoclasta, il dirigente scolastico che, a Palermo, ha fatto togliere la statua della Madonna, le immagini dei santi e di Papa Francesco dai corridoi del suo istituto elementare. Vietati anche gli atti di culto durante le ore di lezione, la preghiera del mattino e forse pure il segno della croce prima di fare merenda.

 Laicismo, insomma, in un contesto, come quello siciliano, che è molto confessionale. Nicolò La Rocca, preside della scuola Ragusa Moleti, quartiere Cuba-Calatafimi, ambiente medio-borghese, non lontano dal centro storico, crea un putiferio ma sostiene che la circolare che ha sorpreso i bambini e creato un coro unanime di dissenso nei suoi confronti si basa su una protesta di segno contrario da parte di alcuni genitori e su un parere dell’Avvocatura dello Stato del 2009, che a sua volta interpreta le leggi. E dunque dura lex, sed lex, anche se gli effetti di sopprimere con la forza del diritto abitudini consolidate un po’ disorienta i circa 800 bambini di età compresa fra tre e dieci anni, che frequentano i tre plessi dell’istituto. Effetto non voluto, la rivolta dei genitori, uniti dalle chat contro il preside, siciliano ma per anni in servizio in Lombardia e rientrato in settembre nell’Isola. Ecco dunque la raccolta di firme, le insegnanti che non sanno che fare e appaiono pure loro indecise, ma sono costrette a vietare ai bambini tutto ciò che pare fare riferimento alla religione.

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