Archive for the ‘Campania’ Category

Napoli, tenta di rapire bimbo di 6 anni: la folla vuole linciarlo, lo salva la polizia

lunedì, giugno 12th, 2017

Un uomo di 40 anni ha tentato di rapire un bambino di 6 anni che era con la madre, le urla della donna hanno attirato l’attenzione del vicinato che ha fermato l’uomo: solo l’intervento dei carabinieri ha evitato il linciaggio del rapitore.

È finito così in manette, con l’accusa di tentato sequestro di persona, Giovanni Barbato. L’uomo è residente nel parco Verde di Caivano di fronte al palazzo dove viveva Fortuna Loffredo, la bambina uccisa dopo aver subito abusi sessuali da parte di un vicino.

Il tentativo di rapimento è avvenuto nella tarda mattinata di sabato in via Cavour a Qualiano, in provincia di Napoli, ma è stato reso noto solo oggi. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la madre, una 35enne straniera da tempo residente in Italia, aveva appena messo sul seggiolino dell’auto il piccolo di 6 anni e stava aiutando a entrare nell’abitacolo il figlio maggiore. (altro…)

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Condannato per camorra, minacciò anche Saviano: ma può tornare a fare l’avvocato

giovedì, giugno 1st, 2017

 CONCHITA SANNINO

NAPOLI.  Arrestato e condannato, per tre volte. Per aver messo la sua funzione di avvocato al servizio della camorra, stando a diverse sentenze di primo grado. Eppure Michele Santonastaso, del foro di Santa Maria Capua Vetere – parte di quel Casertano che geograficamente è il cuore di Gomorra – non solo è libero, in assenza di sentenze passate in giudicato. Ma, clamorosamente, per una decisione del Consiglio disciplinare del distretto dell’Ordine degli avvocati, che ha revocato la sua sospensione cautelare dall’albo, può tornare a fare il legale. L’avvocato si trova ora costretto all’obbligo di dimora a Milano. Ma, per effetto di una decisione dei suoi colleghi, potrà esercitare nuovamente quella professione che lo avrebbe trasformato nell’ alter ego di un padrino.

Storia emblematica della giustizia italiana, quella che riguarda uno dei penalisti ritenuti “colletti bianchi” del cartello criminale che fa capo ai più temibili padrini della camorra. Santonastaso è stato condannato a 11 anni, per  associazione di stampo camorristico, con il clan dei casalesi, nel dicembre 2014. Ha poi collezionato altre condanne, sempre di primo grado, per le minacce aggravate dalla finalità mafiosa: rivolte sia contro Roberto Saviano (ancora 2014, sentenza del Tribunale di Napoli) sia contro i magistrati Raffaele Cantone e Federico Cafiero de Raho (Tribunale di Roma, luglio 2016). (altro…)

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Marano, gioielliere ucciso nel suo negozio a colpi di pistola

martedì, maggio 9th, 2017

dalla nostra inviata IRENE DE ARCANGELIS

E’ stato trovato a pancia in giù, in un lago di sangue, dietro al bancone del suo negozio. Salvatore Gala, 43 anni, è stato ucciso a colpi di pistola nella sua gioielleria di Marano, provincia di Napoli. La cassaforte è stata svuotata. E’ accaduto in via Merolla, strada centrale della cittadina dell’hinterland del capoluogo campano. L’allarme è stato dato dalla madre, preoccupata perché il figlio non era rientrato dopo la chiusura del negozio. Gala era separato e aveva una figlia di sette anni. Indaga la Procura di Napoli Nord, procedono i carabinieri della compagnia di Giugliano. Si indaga per omicidio per rapina, ma non si escludono altri ipotesi. I gioielli potrebbero essere stati portati via dopo l’omicidio, per mascherare altri moventi. Gli inquirenti si chiedono infatti perché Gala si è trattenuto in negozio oltre l’orario di chiusura: aveva un appuntamento con qualcuno?

“Ho aperto la porta della gioielleria e l’ho trovata a soqquadro: la cassaforte era aperta e vuota. Poi mi sono affacciato dietro il bancone. C’era il corpo di Salvatore, in una pozza di sangue. Una scena raccapricciante”. Così Giuseppe Iavarone, descrive il momento in cui si è trovato davanti al cadavere di Salvatore Gala.

Gioielliere ucciso a Marano, il testimone: “L’ho trovato in una pozza di sangue”

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Consip, Woodcock sotto accusa: “Non doveva parlare del caso”

martedì, maggio 9th, 2017

di DARIO DEL PORTO e CONCHITA SANNINO

NAPOLI – Da accusatore ad accusato. Secondo il Pg della Cassazione, quel magistrato ha violato il riserbo: doveva tacere. Procedimento disciplinare per Henry John Woodcock, il pm napoletano che, insieme alla collega Celeste Carrano, ha indagato su presunte tangenti e cordate nel mega appalto Consip. Si tratta dell’inchiesta madre – i cui atti sono stati poi trasferiti a Roma – che ha portato all’arresto dell’imprenditore Alfredo Romeo, e al coinvolgimento degli eccellenti, tra cui il ministro Luca Lotti e il padre di Matteo Renzi. Un’altra pagina a sorpresa, nella tormentata vicenda: proprio mentre ieri, a piazzale Clodio, fa un altro passo avanti il complesso filone romano e va in scena l’incidente probatorio che cristallizza le dichiarazioni di Marco Gasparri contro Romeo. “Sì, presi 100mila euro da Romeo per consigli e informazioni sulle gare”, ribadisce il funzionario Consip di fronte al procuratore aggiunto di Roma, Paolo Ielo, e al pm Mario Palazzi.

Ora, però, c’è anche il pm Woodcock a dover dare spiegazioni. Al centro della dura contestazione che gli viene mossa dal Pg Pasquale Ciccolo, finisce il ragionamento riportato da Repubblica lo scorso 13 aprile. Nell’articolo vengono dettagliatamente ricostruite alcune riflessioni del pm sulle ore più tese dell’indagine sul capitano del Noe Giampaolo Scafarto: è l’ufficiale che ha redatto la corposa informativa Consip. A Roma, i pm prima revocano la delega al nucleo, poi mettono sotto inchiesta l’investigatore. Grave l’ipotesi. Aver manomesso un passaggio del dossier, attribuendo a Romeo, invece che al suo consulente Italo Bocchino, questo brano: “Renzi, l’ultima volta che l’ho incontrato…”. (altro…)

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Napoli, all’ingresso della città il pubblico “bagno dell’eroina”

lunedì, maggio 8th, 2017
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Locri: turismo e moda nei beni confiscati, la resistenza dei partigiani antindrangheta

martedì, marzo 21st, 2017

dalla nostra inviata ALESSANDRA ZINITI

LOCRI – “OH, MI raccomando, ognuno telefoni a una famiglia della Locride, che portino ognuno cinque persone per dire da che parte stanno”. Alle sei e mezza del pomeriggio, nella chiesa madre dove celebra una messa in ricordo di Vincenzo Grasso, una delle centinaia di vittime della mafia che si ricordano oggi, don Luigi Ciotti fa appello ai fedeli.

E’ la risposta alla sfida lanciata da chi la notte tra domenica e lunedì si è “armato” di spray per imbrattare i muri dei palazzi della Chiesa, dell’amministrazione, della scuola di Locri con scritte che suonano come l’affermazione di una supremazia, quella del dominio della ‘ndrangheta sulla gente di questo pezzo d’Italia dimenticata.

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“Mazzette, appalti truccati e aiuti alla camorra”. 69 arresti: anche sindaci campani e professori

mercoledì, marzo 15th, 2017
grazia longo
inviata a Napoli

Un nuovo scandalo dei colletti bianchi scuote l’Italia. Questa volta i reati di corruzione e turbativa d’asta vengono contestati, a vario titolo, dalla Procura di Napoli a sindaci, consiglieri regionali, imprenditori, professori universitari prevalentemente della provincia di Caserta.

 69 le ordinanze di custodia cautelare eseguiti, dalle prime ore dell’alba, dalla Polizia tributaria della Guardia di Finanza in una maxi-operazione coordinata dai procuratori aggiunti di Napoli Nunzio Fragliasso e Giuseppe Borrello con un pool di cinque pm della Dda (Maresca, Giordano, Landolfi, Sanseverino, e D’Alessio) (altro…)
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Lucravano sulle forniture per i malati terminali: ai domiciliari un primario dell’istituto Tumori di Napoli e la moglie

martedì, marzo 7th, 2017

di DARIO DEL PORTO e CONCHITA SANNINO

Lucravano sulle forniture di prodotti per malati terminali di oncologia. Un’accusa gravissima porta agli arresti domiciliari F. I. , un primario del Pascale, direttore della struttura di oncologia chirurgica addominale dell’Istituto di via Semmola, e sua moglie.

Sono sette complessivamente le misure cautelari emesse dal Gip di Napoli ed eseguite in queste ore dal Nucleo di polizia tributaria guidata dal colonnello Giovanni Salerno. L’accusa è corruzione.

L’inchiesta dei pm Henry John Woodcock e Celeste Carrano, coordinata dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino, avrebbe accertato che il primario affidava a trattativa privata la fornitura di materiale oncologico  – puntando sulla classificazione di prodotti “unici e infungibili” –  che in realtà veniva prodotto da terzi, ma distribuito da una società riconducibile alla moglie del medico. Che, stando all’impianto accusatorio, avrebbe ricavato dall’operazione un “ricavo notevole” in termini percentuali. (altro…)

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Risorge la Città della Scienza l’innovazione sfida la camorra

venerdì, marzo 3rd, 2017
flavia amabile
inviata a napoli

A sud si vede lo scheletro nero di quella che fino all’incendio del 4 marzo 2013 era la Città della Scienza, un gioiello da 350mila visite l’anno e uno dei migliori musei scientifici d’Europa. Quattro anni dopo è ancora lì con il suo carico di macerie e misteri irrisolti. A nord si staglia la carcassa dell’Italsider, un altro mostro arrugginito, quello che resta del sogno di una Napoli capace di creare posti di lavoro per tutti.

 Al centro di questa desolazione ora c’è Corporea, il primo museo interattivo in Italia interamente dedicato al corpo e alla salute, una sfida contro i voleri della criminalità organizzata, i mandanti ancora senza nome né volto delle otto bombe che in mezz’ora cancellarono la Città della Scienza e le sue promesse di un futuro migliore.

Il futuro migliore si inaugura domani, a quattro anni esatti dal rogo, con ministri e alte cariche dello Stato in visita. Domenica il museo aprirà al pubblico e ha già 180mila prenotazioni. «Il nostro obiettivo è arrivare a 250mila visitatori l’anno», spiega Vincenzo Lipardi, consigliere di Città della Scienza. In realtà si punta molto più in alto. «Puntiamo alla riapertura della Città della Scienza entro il 2020 e a raddoppiare così il numero dei visitatori», promette il direttore Luigi Amodio. (altro…)

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Furbetti del cartellino, 55 arrestati all’ospedale di Napoli. Indagati anche medici e infermieri

venerdì, febbraio 24th, 2017

Qualcuno usciva per giocare a tennis. Qualcun altro andava a fare shopping. Un dipendente si assentava durante l’orario di servizio e si recava addirittura a fare lo chef in una struttura alberghiera. Il blitz a Napoli contro i furbetti del cartellino ha portato a 55 ordinanze di custodia cautelare, mentre gli indagati sono 94. Tutti dipendenti dell’ospedale partenopeo Loreto Mare.

INCASTRATI DALLE TELECAMERE

L’indagine è durata due anni, con l’analisi di ore e ore di filmati e intercettazioni e oltre 500 servizi di osservazione e pedinamento. Migliaia gli episodi di assenteismo. I carabinieri del Gruppo tutela salute e del Nas hanno piazzato nel nosocomio telecamere immortalando gli episodi di assenteismo che hanno portato ai provvedimenti restrittivi per truffa ai danni di Ente pubblico e falsa attestazione di presenza. Come spiegano i carabinieri, cinquantacinque persone, tra le quali un neurologo, un ginecologo, nove tecnici di radiologia, 18 infermieri professionali, sei impiegati amministrativi, nove tecnici manutentori e 11 operatori sociosanitari, questa mattina sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal gip di Napoli su richiesta della procura della Repubblica. (altro…)

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