Archive for the ‘Campania’ Category

Avellino, esplode fabbrica di fuochi d’artificio a Gesualdo: almeno un morto

giovedì, Marzo 14th, 2019

Avellino, 14 marzo 2019 – Una violenta esplosione nel primo pomeriggio ha distrutto una fabbrica di fuochi d’artificio a Gesualdo, in provincia di Avellino. Una persona, non ancora identificata, è morta nello scoppio che si è registrato in via Prima Traversa IV Novembre, alla periferia del paese. Non si escludono altre vittime. 

Il video su Twitter dei Vigili del Fuoco:

Video incorporato

Vigili del Fuoco @emergenzavvf

#14marzo 15:40, intervento in corso dei #vigilidelfuoco a Gesualdo (AV) per lo scoppio di una fabbrica di fuochi pirotecnici, con conseguente incendio della vegetazione nell’area circostante. Durante le operazioni è stato rinvenuto il corpo privo di vita di una persona 26 17:06 – 14 mar 2019

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Camorra, catturato a Napoli il superboss Marco Di Lauro: era il secondo più ricercato in Italia dopo Messina Denaro

domenica, Marzo 3rd, 2019

Il superlatitante di camorra Marco Di Lauro, è stato catturato alla periferia di Napoli. Latitante da 14 anni, era il secondo ricercato più pericoloso d’Italia dopo Matteo Messina Denaro. Quando in casa sono arrivati gli uomini delle forze, stava consumando un piatto di pasta. La sua cattura potrebbe essere legata a un femminicidio avvenuto a Milito, che ha coinvolto uno ex sorvegliato speciale, in passato vicino al clan.

Di Lauro era ricercato per associazione di tipo mafioso, e altri realti, e nel 2006 sono state diramate le ricerche anche in campo internazionale. Quarto figlio del boss Paolo Di Lauro, era latitante dal 7 dicembre 2004, quando sfuggì al maxi blitz nella “notte delle manette”, in cui circa mille agenti invasero Scampia e Secondigliano ed eseguirono 53 ordinanze. Sulla sua testa pende un ergastolo per l’omicidio dell’innocente Attilio Romanò, ucciso per errore nel gennaio del 2005 nell’ambito della prima faida di Scampia.

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Nella Terra dei veleni: tra roghi tossici e l’ombra della criminalità organizzata

giovedì, Febbraio 7th, 2019

Ignazio Riccio

La giornata è piovosa e addentrarci nelle campagne tra Napoli e Caserta non è un’impresa semplice. L’appuntamento con la Guardia ambientale del Wwf e con l’Associazione italiana sicurezza ambientale (Aisa) è stato fissato da tempo e, nonostante la fanghiglia e l’acqua scosciante che cade dal cielo, decidiamo di partire per il giro di ispezione alla ricerca dei cumuli di rifiuti sversati illecitamente.

Quel materiale ogni giorno viene bruciato, dando vita ai roghi tossici, con conseguenze molto gravi per l’ambiente e per la salute dei residenti.

Il nostro viaggio comincia nel cuore di quella che viene definita Terra dei fuochi, un quadrilatero della morte dove la situazione resta ancora grave, nonostante da un po’ di tempo se ne parla meno. L’area a nord di Napoli resta una polveriera e la zona dei Cappuccini ad Aversa, a pochi passi dalla città, è un ricettacolo di rifiuti di ogni genere.

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Bimbo ucciso, il compagno della mamma fermato per omicidio volontario aggravato

lunedì, Gennaio 28th, 2019

di ANTONIO DI COSTANZO

Bimbo ucciso a Cardito: arrestato per omicidio volontario aggravato e tentato omicidio Tony Sessoubti Badre, 24 anni. Nei suoi confronti è stato emesso un provvedimento di fermo dal pm della Procura di Napoli Nord, Paola Izzo. Il giovane è fortemente sospettato di essere l’omicida di Giuseppe, 7 anni, figlio della sua compagna trentenne, trovato morto all’interno di un’abitazione di Cardito, in provincia di Napoli.  

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Bomba contro l’ingresso della storica pizzeria Sorbillo a Napoli

mercoledì, Gennaio 16th, 2019

Una bomba è stata fatta esplodere davanti all’ingresso della storica pizzeria Sorbillo di via Tribunali, nel cuore del centro storico di Napoli. Nessun danno a persone, solo all’ingresso della struttura ma tanta paura per il boato che è stato avvertito e soprattutto stupore perché colpito un marchio molto conosciuto, cui fanno capo una serie di locali aperti in diverse città in Italia e anche all’estero. Lo stesso titolare, Gino Sorbillo, pizzaiolo noto in tutto il mondo, su Facebook annuncia che la pizzeria “è chiusa per bomba” ma, assicura “riapriremo presto”. Cinque anni fa la pizzeria di via Tribunali 32, dove c’è la sede storica, fu incendiata.

“Mi scuso con tutte le persone che sono rimaste scosse da quest’ennesima cattiva notizia. A Napoli e dintorni esistono persone straordinarie e positive  che vivono veramente con tanto tanto amore verso gli altri”, ha commentato su Facebook. Tantissimi in queste ore i messaggi di vicinanza che gli stanno arrivando.

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Camorra, volevano il pizzo anche dalle mense scolastiche: 9 arresti

martedì, Gennaio 8th, 2019

I carabinieri di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip a carico di nove persone ritenute vicine a due consorterie camorristiche: una facente capo al clan Mallardo sul territorio di Giugliano e l’altra facente capo al clan De Rosa sul territorio di Qualiano. Gli indagati erano dediti a estorsioni, sia tentate che consumate, ai danni di ditte edili, pescherie e alberghi e mense scolastiche.

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Tratta di esseri umani, inchiesta Fbi-polizia sulla mafia nigeriana

sabato, Gennaio 5th, 2019

La tratta di esseri umani non coinvolge solo disperati alla ricerca di una vita migliore in Occidente, ma anche veri e propri schiavi. Soprattutto dall’Africa, da dove la mafia nigeriana invia in Italia persone destinate da una parte al mercato del sesso, e dall’altra a quello del traffico di organi. E crocevia di questi traffici sembra essere, secondo un’inchiesta internazionale, il litorale della Campania.

All’indagine, riporta il quotidiano Il Messaggero, lavorano da luglio l’Fbi, la polizia italiana di Caserta, Roma, Palermo e Torino e, presto, anche la polizia canadese. L’inchiesta è partita seguendo le tracce di passaggi anomali di denaro delle bande criminali della mafia nigeriana negli Stati Uniti (i Vicking, gli Eyes e i Black Axe), e analizzando i flussi, veicolati attraverso i money transfer ma anche paypal, è arrivata a Castel Volturno. Qui, sui conti di insospettabili immigrati nigeriani, arrivano fondi ingenti.

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Di Maio, il padre: Luigi attaccato con ferocia, non ha la minima colpa

venerdì, Novembre 30th, 2018

“Le mie responsabilità non possono ricadere sui miei figli”. Lo afferma Antonio Di Maio, il padre del vice presidente del Consiglio italiano e leader politico dei Cinque Stelle, dopo il caso sui lavoratori in nero nell’azienda di famiglia e il sequestro di alcuni beni su terreni di loro proprietà. “Le due vicende sono totalmente differenti”, puntualizza a chi gli fa notare analogie con il caso del padre di Matteo Renzi.

“Mio figlio, giustamente, – afferma al Corriere della Sera – ha preso le distanze dagli errori che ho commesso, ha garantito subito la massima trasparenza presentando tutte le carte. Non si è sottratto alle domande, non ha fatto nulla per favorirmi o nascondere fatti e ha fatto bene. Lo conosco, è mio figlio, non avrebbe potuto avere altro comportamento perché è una persona onesta”. (altro…)

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Napoli, polizia municipale nella proprietà del padre di Di Maio: sequestrate alcune aree

giovedì, Novembre 29th, 2018

Gli agenti della polizia municipale si sono presentati a Mariglianella (Napoli), in una proprietà di cui è comproprietario il padre del vicepremier Luigi Di Maio. Al suo interno sono state sequestrate alcune aree dove erano stati depositati rifiuti inerti. Alla vista dei giornalisti, diverse persone hanno invitato i cronisti ad allontanarsi al grido di “Di Maio è l’orgoglio della nostra nazione”.

Gli agenti della polizia municipale hanno verificato le costruzioni nel terreno di proprietà di Antonio Di Maio insieme ad alcuni tecnici. In mattinata si sono registrati momenti di tensione fra alcuni residenti della zona e i cronisti. (altro…)

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Un operaio denuncia: “Lavoravo in nero nell’azienda Di Maio”

lunedì, Novembre 26th, 2018
Jacopo Iacoboni

Un operaio edile di Pomigliano d’Arco ha denunciato ieri sera a Le Iene di aver lavorato per due anni in nero nell’impresa edile di Antonio Di Maio, il papà del vicepremier. L’operaio sostiene diverse altre cose molto gravi. Racconta di aver subito un infortunio sul lavoro a un dito, e di averlo segnalato ad Antonio Di Maio, il quale gli avrebbe risposto di «non dire che mi ero fatto male nel suo cantiere. Mi consigliò di dire che mi ero fatto male in casa». Luigi Di Maio ha risposto così, alla trasmissione: «Io non gestisco direttamente l’azienda. E tra il 2009 e il 2010 non ero socio. A me questa cosa non risulta ma il fatto è grave, verificherò». Poi, in stato di evidentissimo imbarazzo e difficoltà davanti all’inviato Filippo Roma, ha preso le distanze persino dal suo stesso padre: «Io e mio padre per anni non ci siamo neanche parlati. Non c’era stato un buon rapporto, per anni… Te lo dico proprio col cuore, Adesso è migliorato un po’».

La storia però rischia di essere uno scandalo. I fatti risalgono a un periodo antecedente di due anni a quello in cui l’attuale vicepremier è diventato proprietario al 50% dell’azienda di famiglia, nondimeno le circostanze – se vere – sarebbero di estrema gravità. (altro…)

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