Archive for the ‘Tecnologia’ Category

M5S, il Garante per la privacy multa la piattaforma Rousseau per 50 mila euro

giovedì, Aprile 4th, 2019

La piattaforma Rousseau dell’omonima associazione di Davide Casaleggio «non gode delle proprietà richieste a un sistema di evoting (voto elettronico, ndr)». Non dà, quindi, le adeguate garanzie «che prevedono la protezione delle schede elettroniche e l’anonimato dei votanti in tutte le fasi del procedimento elettorale elettronico» durante l’espressione delle preferenze da parte degli iscritti al Movimento 5 Stelle. È la conclusione a cui è giunto il Garante della privacy, che negli ultimi due anni ha monitorato gli interventi dell’Associazione e l’ha ammonita per le ripetute intrusioni degli hacker. Con l’odierno provvedimento è arrivata una multa da 50 mila euro e la richiesta — per scongiurare ulteriori sanzioni — di consentire la verifica a posteriori delle attività compiute, assegnare credenziali di autenticazione ad uso esclusivo di ciascun utente con privilegi amministrativi, definendo per ciascuno i differenti profili di autorizzazione, e realizzare un sistema di voto che fornisca garanzie di sicurezza, autenticità e riservatezza.

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Più di mille italiani intercettati su cellulare per errore da hacker di Stato

sabato, Marzo 30th, 2019

di ALESSANDRO LONGO

ROMA – Alcune centinaia di utenti italiani, forse oltre un migliaio, sono stati infettati per errore da un software pensato per intercettazioni di Stato, tramite una ventina di app inserite su Google Play Store. Lo spyware, il cui nome è Exodus, è stato scoperto dalla società no profit Security No Borders, in un’inchiesta fatta in collaborazione con la rivista Motherboard. A quanto si legge nel rapporto, come poi confermato da molti esperti a Repubblica, Exodus è usato dalle principali procure per intercettare criminali (le loro telefonate, registrare i suoni ambientali, copiare la rubrica, il registro telefonico, la posizione gps, le conversazioni Facebook e via di questo passo). Il problema è che per un errore nel codice questo software finiva per intercettare in modo indiscriminato chiunque scaricasse queste app con lo spyware, presenti liberamente sullo store di Google (prima che Big G le rimuovesse proprio nei giorni scorsi). Perlopiù si trattava di app (ovviamente all’apparenza normali) che si presentavano come strumenti per migliorare le prestazioni del cellulare oppure per ricevere offerte promozionali del proprio operatore e quindi esclusive per chi le installava

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Apple Watch, è il tempo del cuore. L’orologio fa l’elettrocardiogramma: la nostra prova

giovedì, Marzo 28th, 2019

al nostro inviato TIZIANO TONIUTTI

Apple Watch, è il tempo del cuore. L'orologio fa l'elettrocardiogramma: la nostra prova

LONDRA – L’unione con il corpo umano è il nuovo orizzonte delle tecnologie, c’è un collegamento sempre più stretto tra i dispositivi che usiamo tutti i giorni, la loro evoluzione e la nostra fisiologia. E il mercato dei dispositivi indossabili – i “wearable” – esplode. Tra queste categorie di prodotto, l’Apple Watch è il più venduto orologio smart al mondo e anzi, come non manca di ricordare il numero 1 di Apple Tim Cook dal palco dello Steve Jobs Theater durante l’ultimo keynote – è l’orologio più venduto in assoluto. Con l’introduzione della series 4, Apple Watch ha fatto il salto di qualità come dispositivo di monitoraggio, introducendo nuovi elettrodi integrati nel vetro posteriore e nella Corona digitale, che si affiancano a quello ottico. Questi elettrodi, abbinati all’app ECG, mettono gli utenti clienti in condizione di effettuare un elettrocardiogramma simile a una lettura monoderivazione, un ECG con tanto di referto che si può poi inviare al medico. L’aggiornamento permette l’attivazione della funzione di notifica di ritmo irregolare sul Watch, che è anche in grado di controllare di tanto in tanto in background il ritmo cardiaco e di inviare una notifica se viene rilevato un ritmo cardiaco che risulta corrispondere a una fibrillazione atriale.

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Usa, Apple perde contro Qualcomm: pagherà 31 milioni

sabato, Marzo 16th, 2019

Il produttore statunitense di componenti per smartphone Qualcomm ha vinto una lunga battaglia legale contro Apple, accusata di aver violato un brevetto. Un tribunale federale della California gli ha dato ragione e ora la Mela dovrà risarcirlo con 31 milioni di dollari. I componenti utilizzati contestati sono quelli su iPhone 7, 8 e X. Questo giudizio “è l’ultima vittoria nella nostra disputa legale mondiale per riconoscere che Apple sta usando le nostre tecnologie senza pagare”, ha detto Qualcomm in una nota.

In questo caso, le tecnologie in questione sono quelle che consentono a uno smartphone di connettersi rapidamente a Internet non appena viene acceso o che consentono alle applicazioni di elaborare i dati in modo più efficiente.

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“A rischio i nostri dati”: il governo mette al bando Huawei e Zte per il 5G

giovedì, Febbraio 7th, 2019

federico capurso roma

«L’Italia metterà al bando Huawei e Zte». Fonti qualificate della Difesa e della Farnesina chiudono «definitivamente» all’ipotesi di affidare ai due colossi cinesi delle telecomunicazioni lo sviluppo delle infrastrutture su cui viaggerà la tecnologia 5G. Per farlo, Palazzo Chigi è pronto ad utilizzare il “golden power”, lo strumento con cui è possibile recedere da contratti già firmati senza pagare penali, perché riguardanti strutture considerate strategiche per il Paese.

La nuova rete 5G non fornirà solo una più veloce connessione Internet, ma sarà in grado di interconnettere automobili senza guidatore, università, ospedali, televisioni: l’intera vita di un Paese. In Italia sono già scese in campo le più importati compagnie telco: da Wind a Telecom, da Vodafone a Iliad, fino alle due multinazionali cinesi. Ecco perché Washington mostra tutta la sua preoccupazione per la sicurezza delle telecomunicazioni nei paesi Nato. Ancor di più se, come in Italia, sono presenti basi militari americane.

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Apple, falla sicurezza su FaceTime: si può ‘spiare’ chi neanche risponde

martedì, Gennaio 29th, 2019

9to5Mac, il sito specializzato sui prodotti dell’azienda di Cupertino, ha scoperto un grave bug su iPhone che riguarda le videochiamate che si effettuano attraverso FaceTime. Seguendo una determinata procedura, è possibile ascoltare la persona che si sta chiamando anche se questa non ha ancora risposto o non ha alcuna intenzione di rispondere. Il meccanismo è spiegato in questo video realizzato da MacRumors, altro sito dedicato al mondo Apple.

Se la persona chiamata, senza rispondere, spinge il tasto dell’accensione, sul display di chi chiama comparirà anche ciò che riprende la videocamera dell’ignaro interlocutore. “Siamo consapevoli del problema e abbiamo identificato una soluzione che sarà diffusa con un upgrade del software più avanti nel corso della settimana” ha detto un portavoce Apple al sito Cnet dedicato alle nuove tecnologie. In effetti, dopo il clamore mediatico suscitato negli Usa dalla scoperta del bug, nella pagina Apple riguardante lo stato del funzionamento dei servizi “Face Time” è contrassegnato dal semaforo giallo e dalla voce “problema”. Lo stesso sito Cnet ha scritto che, dopo aver riportato il problema ad Apple, le chiamate di gruppo FaceTime – responsabili della falla – sono diventate “temporaneamente non disponibili” e non è stato più possibile, dunque, “riprodurre il bug” a cura di Pier Luigi Pisa

REPTV

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“Zuckerberg vuole integrare WhatsApp, Instagram e Facebook Messenger”

sabato, Gennaio 26th, 2019

L VERO investimento di mr. Zuckerberg? Riunificare la galassia di applicazioni social del gruppo: WhatsApp, Instagram e Facebook Messenger. Un investimento non da poco in termini di sviluppo, per il quale – stando a quanto dichiarato da quattro persone coinvolte nel progetto che hanno chiesto di restare anonime – Facebook ha messo centinaia di ingegneri e sviluppatori al lavoro sulla riconfigurazione delle funzioni di base delle app di comunicazione. A rivelarlo è il New York Times, spiegando che nei piani del fondatore e ceo di Menlo Park le app, pur continuando a funzionare stand-alone (ossia in maniera autonoma), condivideranno però le infrastrutture di messaggistica.

rep

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Collection #1, il «più grande» furto di dati online: raccolti 773 milioni di mail. Cambiate le password

venerdì, Gennaio 18th, 2019

di Federico Cella

Collection #1, il «più grande» furto di dati online: raccolti 773 milioni di mail. Cambiate le password

shadow 831

Viene raccontato come «il più grande furto di dati della storia» e si chiama «Collection #1», un’operazione di hackeraggio che avrebbe raccolto 773 milioni (772.904.991 per la precisione) di indirizzi web e più di 21 milioni (21.222.975) di password uniche. Il nome peraltro lascia supporre che esistano anche altre versione di questo attacco che ha portato alla raccolta di un archivio da 87 gigabyte di dati sensibili (foto sopra). Secondo Agi ad averne dato notizia per primo in Italia su Twitter è stato l’utente Odisseus, un esperto italiano di cybersecurity, ma a scoprire l’archivio è stato Troy Hunt, ricercatore informatico autore del sito Have I been pwned? («Sono stato bucato?») che da anni conserva il risultato di successivi furti di dati ai danni di Yahoo!, Facebook, Twitter, Adobe, YouPorn e via dicendo. Andando su questo sito è possibile scoprire se si è stati oggetti del furto. In ogni caso il consiglio degli esperti di sicurezza è quello di cambiare immediatamente le proprie password. Qui sotto potete trovare una guida per farlo in modo sicuro.

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“Nessuno dovrebbe utilizzare Facebook”: parla Dave Eggers, scrittore e pioniere del digitale

venerdì, Gennaio 11th, 2019

di Federico MarconiL

L’intelligenza artificiale che snatura il pensiero umano. L’utilizzo dei big data come falsa comodità. La privacy in pericolo e i social network come minaccia, le grandi compagnie tecnologiche guidate solamente dalla logica del profitto: è il ritratto del «surveillance capitalism», il capitalismo della sorveglianza, come lo definisce Dave Eggers.

Quarantotto anni, scrittore e attivista, fondatore e direttore della prestigiosa rivista letteraria McSweeney’s, Eggers è tra le più apprezzate penne statunitensi dall’uscita del suo primo romanzo, “L’opera struggente di un formidabile genio” (Mondadori). Era il 2000 e il libro divenne in poco tempo un caso editoriale con il plauso della critica: il New York Times lo inserì al primo posto nella classifica dei bestseller del 2001 e al dodicesimo tra i libri del decennio.

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Lg Oled R, abbiamo provato in anteprima il televisore che si arrotola e scompare: il video

giovedì, Gennaio 10th, 2019
di Paolo Ottolina | Paolo Ottolina – CorriereTv
Sul retro due bracci meccanici e un sistema a listarelle, simile a una tapparella. Tre le posizioni di utilizzo. Il prezzo? Sarà molto alto ma non folle
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