Archive for the ‘Tecnologia’ Category

Scoperte falle di sicurezza nelle connessioni Wi-Fi: a rischio i dati di tutti

lunedì, ottobre 16th, 2017

I dati di milioni di persone sono a rischio a causa di falle di sicurezza che interessano le connessioni Wi-Fi. Nel Wpa2, cioè l’algoritmo di crittografia del Wi-Fi, infatti sono state trovate vulnerabilità che possono essere usate da cybercriminali per “rubare informazioni sensibili come carte di credito, password, chat, email”. Lo rileva l’università belga KU Leuven, che ha scoperto le falle, al momento non sfruttate.

Il problema si chiama KRACK (sta per “Key Reinstallation Attacks”) e non riguarda prodotti specifici, ma lo standard stesso del Wi-Fi. Ciò significa che qualsiasi Pc, smartphone e router è a rischio. “L’attacco funziona contro tutte le reti moderne Wi-Fi protette”, spiegano i ricercatori. Il consiglio è di installare sui dispositivi wireless gli ultimi aggiornamenti resi disponibili dalle aziende che, informate nelle scorse settimane, stanno correggendo le vulnerabilità. (altro…)

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L’attacco hacker a Yahoo! del 2013 ha colpito 3 miliardi di utenti, il triplo di quanto comunicato inizialmente

mercoledì, ottobre 4th, 2017

Non un miliardo, come comunicato nel dicembre del 2016, ma tre miliardi di persone sono state esposte all’attacco hacker del 2013. Ovvero l’intera utenza di Yahoo! dell’epoca. Più del popolo di Facebook, Instagram e Twitter messi insieme, per rendersi conto delle proporzioni. A comunicare il nuovo clamoroso dato è la stata società di Sunnyvale, messa sotto la lente di ingrandimento da Verizon. (altro…)

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Gli antichi guerrieri di terracotta cinesi armati dallo smartphone Gli antichi guerrieri di terracotta cinesi armati dallo smartphone

martedì, ottobre 3rd, 2017

di GIULIANO ALUFFI

DIECI guerrieri dell’Esercito di Terracotta cinese hanno ritrovato le loro antiche armi grazie alla realtà aumentata: succede al Franklin Institute di Filadelfia, dove da sabato è aperta la mostra Terracotta Warriors of the First Emperor, che durerà fino al 4 marzo 2018 e comprende dieci delle 8.000 celebri statue (costruite 2.200 anni fa per volontà dell’imperatore Qin Shihuangdi ed estratte dagli artigli della terra nel 1974) e 160 oggetti – come le parti in ferro delle armi e utensili vari – sotterrati insieme all’esercito. Il trucco magico realizzato dagli esperti digitali del Franklin Institute consiste in questo: inquadrando le statue con lo smartphone, un’app (che il museo ha reso disponibile su Google Play e iTunes) fa ricomparire tra le mani dei guerrieri, oggi vuote, le ricostruzioni digitali delle armi che reggevano in origine: soprattutto balestre che, essendo di legno, sono andate distrutte nei millenni.

The @PhillyInquirer calls our exhibtion “An ambitious, tremendously inventive exhibit.” http://bit.ly/2xE1kBm 

Photo published for Why the Terracotta Warriors are so special, and how to see them in Philly

Why the Terracotta Warriors are so special, and how to see them in Philly

The Franklin Institute on Saturday unveils Terracotta Warriors of The First Emperor, an ambitious, tremendously inventive exhibit about one of China’s richest archaeological treasures, the massive…

philly.com

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Facebook, problemi tecnici: per alcuni utenti risulta inaccessibile

mercoledì, agosto 23rd, 2017

Dalle 11 di mercoledì per alcuni utenti sia in Europa che in altri continenti Facebook risulta inaccessibile: i problemi tecnici per il social network sembrerebbero verificarsi soprattutto con chi prova a collegarsi da computer, attraverso il browser Chrome di Google su pc con sistema operativo Windows.

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Arriva il microchip sottopelle

martedì, luglio 25th, 2017
paolo mastrolilli
inviato a new york

Sapevamo che prima o poi sarebbe accaduto, però un conto è guardarlo nei film di fantascienza, e un altro nella tua mano. Stiamo parlando del microchip che dal primo agosto verrà impiantato tra il pollice e l’indice di tutti i dipendenti della compagnia del Wisconsin Three Square Market, per fare acquisti, aprire la porta dell’ufficio, in sostanza «timbrare il cartellino» e accedere al proprio computer.

 32M è un’azienda di River Falls che disegna software per i locali all’interno degli uffici dove gli impiegati vanno nei momenti di pausa. Tutte le compagnie americane li hanno, e in genere contengono macchine dove si possono comprare snack.

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«Connettere le persone non basta più»: Zuckerberg cambia la missione di Facebook

venerdì, giugno 23rd, 2017

Quando, tra qualche tempo, si guarderà ai mesi tra la fine del 2016 e l’avvio del 2017, gli studiosi del mondo dell’hi tech potrebbero cogliere i segni di un passaggio epocale: l’era di una progressiva, ma inarrestabile, presa di coscienza. E se le confessioni di uno dei cofondatori di Twitter —«The Internet is broken», «Internet non funziona più», aveva detto al New York Times Evan Williams — hanno fatto scalpore, la mossa annunciata e attuata da Mark Zuckerberg sarà forse, nei fatti, ancor più dirompente.

Il giovane che l’Economist rappresentava nelle vesti di un imperatore ha deciso di modificare la mission del suo social network: ed è la prima volta che lo fa. L’annuncio è arrivato in un summit di Facebook a Chicago, e con un post: ma la spiegazione è arrivata anche nella prima vera intervista concessa a una tv (la Cnn) dal 2012.

«Connettere le persone online non basta», sintetizza l’emittente americana, che poi cita direttamente Zuckerberg: «Negli ultimi 10 anni siamo rimasti concentrati sull’obiettivo di rendere il mondo più aperto e connesso. Non abbiamo terminato. Ma prima pensavo che, se solo avessimo dato alle persone la possibilità di esprimersi e le avessimo aiutate a connettersi, il mondo sarebbe migliorato da sé. Per molti versi è stato davvero così. Ma la nostra società è ancora divisa. Ora credo che noi abbiamo la responsabilità di fare di più. Non basta connettere il mondo: dobbiamo fare in modo che si unisca sempre più». (altro…)

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Tra Fratelli Musulmani e web, l’educazione criminale di Salman per diventare il jihadista perfetto

giovedì, maggio 25th, 2017

lorenzo vidino

In queste ore in cui stanno emergendo i primi dettagli su Salman Abedi, tre dinamiche meritano particolare attenzione. La prima sono i contatti operativi dell’attentatore di Manchester. Desta particolare preoccupazione il fatto che le autorità ritengano sia «pressoché impossibile» che il giovane abbia confezionato un ordigno così sofisticato da solo.

 Pare che Abedi sia stato di recente sia in Libia che in Siria. Qualcuno gli ha dato l’ordigno durante uno di questi viaggi e Abedi l’ha riportato con sé in patria? O gli sono state impartite le conoscenze necessarie e poi Abedi ha fatto tutto da solo una volta tornato a Manchester? Oppure esiste un esperto artificiere jihadista che opera in Inghilterra, cosa che forse giustificherebbe la dichiarazione di Theresa May su un altro attentato imminente? Ciascuna delle tre ipotesi costituisce una problematica con enormi ripercussioni per l’antiterrorismo non solo inglese ma di tutta Europa.

Quello che invece è sempre più chiaro è che Abedi era tutto tranne che un lupo solitario. I viaggi in Libia e Siria e le frequentazioni in Inghilterra. Ma anche i contatti online con famosi reclutatori virtuali del Califfato quali Raphael Hostey, un convertito di Manchester che dalla Siria, utilizzando varie piattaforme social, ha creato un network globale di simpatizzanti jihadisti. (altro…)

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La confessione del fondatore di Twitter: «Internet non funziona più. E scusateci per Donald Trump»

domenica, maggio 21st, 2017

Che lo avesse intuito, lo dimostra una parabola pressoché unica, nel mondo senza pause della Silicon Valley: la fondazione, nel 1999, della piattaforma «Blogger», una delle prime a consentire a chiunque di poter scrivere, e pubblicare, in Rete; il lancio, nel 2006, di Twitter; la creazione, nel 2012, di Medium, piattaforma minimalista e «controcorrente» (solo parole, pochissime immagini: nell’era di Instagram e Snapchat). Ma leggere, sul New York Times, lo sfogo di Evan Williams fa impressione: perché l’intuizione viene posta in termini espliciti, con poche possibilità di fraintendimento.

Eccola, dunque: «The Internet is broken», Internet non funziona più. Williams ne è convinto da anni (e per questo ha fondato Medium), ma «le cose continuano a peggiorare». Facebook usata per trasmettere omicidi; Twitter in preda a orde di troll; la diffusione di «fake news» con modalità e rapidità inedite. «Un tempo pensavo che, se avessimo dato a tutti la possibilità di esprimersi liberamente e scambiarsi idee e informazioni, il mondo sarebbe diventato automaticamente un posto migliore. Mi sbagliavo».

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L’attacco hacker riparte dalla Cina: infettati centinaia di migliaia di computer

lunedì, maggio 15th, 2017

L’allarme per il virus “WannaCry” riparte dalla Cina. L’agenzia per la cyber-sicurezza di Pechino ha avvertito che centinaia di migliaia gli indirizzi Ip raggiunti con certezza dal virus. Da venerdì la diffusione del ransomware è in corso, anche se – assicurano le autorità – sta rallentando. Sono state già colpite le reti intranet di diverse imprese nel settore bancario, dell’istruzione, dell’energia elettrica, ma anche l’assistenza sanitaria e i trasporti hanno subito conseguenze. L’autorità cinese per il cyberspazio ha avvertito gli utenti di installare e aggiornare i software di sicurezza. La polizia e il governo hanno fatto sapere di aver adottato misure contro l’attacco e anche le compagnie di sicurezza online, tra cui Qihoo 360, Tencent e Kingsoft Security hanno detto di essere al lavoro. Per le autorità si tratta di “una sfida senza precedenti in materia di sicurezza su Internet”.

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WannaCry, i consigli degli esperti: “Aggiornate sistema operativo e antivirus. Non aprite link sospetti”

lunedì, maggio 15th, 2017

di ROSITA RIJTANO

ROMA – Rientro in ufficio domani per migliaia di impiegati e liberi professionisti italiani, dopo il weekend di WannaCry: l’attacco informatico che ha colpito organizzazioni e aziende in molti Paesi del mondo, inclusa l’Italia. Un virus chiamato in gergo ransomware che rende inaccessibili i dati dei nostri computer e, per ripristinarli, chiede un riscatto da pagare in bitcoin, la moneta elettronica. Fino ad ora il malware ha fatto danni limitati nel nostro Paese, raggiungendo un paio di università. Ma continua a far paura e l’allerta rimane alta. Ecco una serie di consigli pratici per chi domani si trova di nuovo di fronte al proprio pc.
Io, cittadino, come mi difendo da WannaCry? Il malware colpisce chi ha il proprio computer collegato alla Rete e un sistema operativo Windows, dato che il software malevolo si diffonde grazie a EternalBlue, una cyber arma della Nsa (l’agenzia per la sicurezza nazionale statunitense), diffusa online lo scorso aprile dal gruppo hacker Shadow Brokers. Uno strumento che sfrutta una vulnerabilità presente nel sistema operativo firmato Microsoft. “Le prime cose da fare – spiega a Repubblica Davide Del Vecchio, membro del comitato direttivo del Clusit, l’associazione italiana per la sicurezza informatica – sono aggiornare sia l’antivirus sia il sistema operativo, dato che questa falla è stata risolta dalla stessa Microsoft con un update che risale allo scorso marzo chiamato MS17-010″.

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