Archive for the ‘Tecnologia’ Category

Iliad ha già un milione di utenti

giovedì, luglio 26th, 2018

Roberto Catania

 

Un milione di utenti in meno di un mese. Iliad, il nuovo operatore di telefonia mobile attivo dallo scorso mese di giugno anche in Italia, ha venduto la sua milionesima SIM card tricolore. A comunicarlo è Benedetto Levi, Amministratore Delegato della filiale tricolore dell’azienda francese, che per l’occasione ha fatto pure sapere che l’attuale offerta da 5,99 euro verrà mantenuta anche per i prossimi 200 mila utenti.

Tariffe, trasparenza, facilità d’iscrizione: le ragioni di un successo annunciato

Ormai lo si può dire a ragion veduta. La chiave che ha convinto tanti italiani a passare a Iliad è da ricercare soprattutto nel rapporto costi-benefici della tariffa unica con cui l’azienda si è presentata nel nostro Paese: 5,99 euro al mese per avere minuti illimitati verso fissi e mobili in Italia, SMS illimitati verso tutte le numerazioni nazionali, minuti illimitati verso fissi e mobili dell’Unione Europea e alcuni Paesi extra-europei, 30 Giga di Internet su rete 4G/4G+ più 2 GB extra da usare in Unione Europea, rappresentano ad oggi un’offerta senza pari. (altro…)

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Chiude Mosaicoon: addio alla Silicon Valley siciliana

mercoledì, luglio 4th, 2018

Si è chiuso il sogno della startup tutta siciliana Mosaicoon. L’azienda era nata nel 2010 con l’idea di proporre campagne virali di marketing e pubblicità sul web in grado di attrarre l’attenzione dei grandi brand.

Un’idea che di fatto ha portato la stessa Mosaicoon a raccogliere premi in tutta Europa e anche ad aprire nuovi sedi in tutto il mondo contando al suo interno circa 100 dipendenti. Il quartier generale restava però lì a Palermo, una costruzione all’avanguardia vicino al mare dove i dipendenti potevano esprimere tutta la loro creatività. (altro…)

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Cybercrime fuori controllo, colpito oltre un miliardo di persone nel mondo

lunedì, luglio 2nd, 2018

E’ in costante crescita l’allarme per la cybersicurezza. Nel 2017 il crimine informatico ha colpito oltre un miliardo di persone nel mondo, con danni per oltre 500 miliardi di dollari. A rivelare questi dati inquietanti è il Rapporto Clusit 2018 presentato a Milano. Sono cresciuti del 240% gli attacchi informatici rispetto al 2011, anno corrispondente alla prima edizione del Rapporto e del 7% rispetto al 2016. Le conseguenze di questa nuova guerra informatica si riversano tanto nella geopolitica e nella finanza, quanto sui privati cittadini.

Secondo il Rapporto, la principale arma del cybercrime è il semplice malware, un virus malevolo, che ha raggiunto un livello di produzione industriale a costi sempre più bassi. Basti pensare che solo nel 2017 è cresciuto del 95%. “La situazione che emerge è molto preoccupante, perché questo scenario prefigura concretamente l’eventualità di attacchi con impatti sistemici molto gravi”, ha spiegato Andrea Zapparoli Manzoni, membro del Comitato Direttivo Clusit.

“Le minacce sono cresciute al punto da aver raggiunto la cronaca, andando in tre direzioni diverse: il cybercrime, cioè tutte le organizzazioni criminali che oggi usano internet per compiere dei reati più o meno gravi, dall’estorsione al ransomware (un tipo di malware che limita l’accesso del dispositivo che infetta richiedendo un riscatto) a cose più sofisticate. Poi abbiamo notato un aumento significativo del 30% dello spionaggio sia governativo che in un ambito industriale, forse ancor più pericoloso. Il terzo scenario, il più inquietante di tutti, è che nel 2017 abbiamo visto definitivamente la discesa in campo degli Stati nello svolgimento di attività di information war, di hacking, di sabotaggio, di alterazione della percezione dell’opinione pubblica tramite la diffusione delle fake news“. (altro…)

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Un’app per consegnare pizze con i droni: così Federico ha conquistato Apple

sabato, giugno 9th, 2018
BRUNO RUFFILLI
INVIATO A SAN JOSE

Pensi di essere un’eccezione? «No, penso che ci siano molti altri ragazzi come me, ne ho conosciuti alcuni qui». Qui è San Jose, California, dove si tiene la Worldwide Developer Conference di Apple, e a parlare è Federico Galbiati, 17 anni, che da Cupertino è stato invitato in California a seguire l’evento annuale che riunisce gli sviluppatori per le piattaforme software della Mela. È uno dei 350 vincitori delle borse di studio messe a disposizione di Apple, che quest’anno hanno visto una presenza record di italiani. Ma, a differenza di molti altri, non frequenta la Developer Academy napoletana, e a San Jose ci è arrivato da solo, sfruttando abilmente un luogo comune che vede legati a doppio filo gli italiani e la pizza.

«Ho pensato a un’app per ottimizzare la consegna tramite drone e ho immaginato che questo drone dovesse consegnare delle pizze. È necessario diminuire i consumi della batteria e consegnare i colli in maniera efficiente, e per questo ho studiato un algoritmo. Considera le destinazioni e il numero dei colli e sceglie il percorso più breve e con cui ne consegna di più». Un po’ come fa Uber Pool, che ottimizza il percorso più breve per caricare e portare a destinazione più persone con mete diverse. «Sì, utilizza anche un altro algoritmo piuttosto noto, il Travelling Salesman Problem, che funziona ma che nel mondo reale darebbe troppe combinazioni, per cui ci ho lavorato un po’». (altro…)

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GDPR: tutto quello che c’è da sapere in 12 punti

sabato, maggio 26th, 2018

Roberto Catania

Il GDPR (General Data Protection Regulation) è ufficialmente il nuovo riferimento normativo sulla privacy. Dopo 2 anni di “periodo di grazia”, dunque, il nuovo Regolamento europeo per il trattamento dei dati personali è diventato a tutti gli effetti vigente.

Da oggi, in pratica, tutte le società e le pubbliche amministrazioni che richiedono i dati personali per offrire servizi e prodotti, devono sottostare alle nuove regole fissate dall’Europa. Ce ne siamo accorti in questi giorni guardando le tante comunicazioni piovute nella nostra casella di posta che hanno provato a spiegarci (in modo a volte piuttosto confusionario) quali saranno d’ora in poi i nuovi diritti e doveri in materia di trattamento dei dati.

In linea di massima si può dire che il ruolo del GDPR sia quello di radunare e armonizzare tutte le precedenti norme (comunitarie e non), compresa la vecchia Direttiva 95/46/EC sulla protezione dei dati e il codice per la protezione dei dati personali e il dlgs.n. 196/2003 (che viene abrogato ma solo per le parti in contrapposizione con il nuovo regolamento).

L’idea è dunque quella di fornire alle autorità locali un nuovo strumento di riferimento che sancisca in modo unico e inoppugnabile le regole per il trattamento dei dati. Ai singoli Paesi è comunque concessa la facoltà di legiferare per adeguarsi al nuovo quadro normativo, cosa che verrà fatta anche in Italia con un decreto legislativo ancora in fase di completamento. (altro…)

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Smartphone e non solo: arriva in Italia Xiaomi

lunedì, maggio 7th, 2018
AP

Xiaomi Mi Mix 2, il top di gamma dell’azienda cinese

Hardware, servizi internet e strategia di vendita: così Xiaomi parte all’attacco dell’Italia. L’azienda cinese ha avuto finora una distribuzione sporadica e non ufficiale nel nostro Paese, ma dal 24 maggio sarà presente in forze, prima con smartphone e braccialetti fitness, poi con scooter elettrici, smart tv, router e una gamma sempre più ampia di prodotti.

 La regola del 5

Il sito web è già attivo, anche se non è ancora possibile concludere gli acquisti, e curiosando tra le pagine si nota anche un link a Mediaworld, che vende uno degli smartphone più popolari di Xiaomi, il Redmi 5 Plus, disponibile anche su Amazon Italia. Come il top di gamma Mi MIX 2, uno dei primi smartphone tutto schermo, progettato da Philippe Starck, rappresenta bene l’essenza dell’azienda: design curato, buoni materiali, prestazioni eccellenti con pochi fronzoli. O, per dirla con le parole del fondatore Lei Jun: “Prodotti sorprendenti, prezzi onesti” (altro…)

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Zuckerberg annuncia: “Fino a 15 anni su Facebook solo col permesso dei genitori”

mercoledì, aprile 18th, 2018

“Le persone di età compresa tra i 13 e i 15 anni in alcuni paesi Ue avranno bisogno del permesso di un genitore o tutore per compiere azioni specifiche su Facebook”. È l’annuncio del social network che, con un documento ufficiale, ha spiegato i cambiamenti che la piattaforma ha avviato per adattarsi al Gdpr, il Regolamento Europeo sulla privacy. Tutti gli aggiornamenti saranno poi estesi al resto del mondo.

“In base al Regolamento Europeo in materia di Protezione dei Dati Personali (Gdpr) le persone di età compresa tra i 13 e i 15 anni in alcuni paesi dell’Ue hanno bisogno del permesso di un genitore o tutore per compiere alcune azioni specifiche su Facebook, come vedere inserzioni sulla base dei dati dei partner e includere nel loro profilo le opinioni religiose e politiche – si legge nella nota – Questi adolescenti vedranno una versione meno personalizzata del social con condivisione limitata e annunci meno rilevanti, fino a quando non otterranno il permesso da un genitore o tutore di usare tutti gli aspetti di Facebook”.

Un provvedimento importante anche se, finora, i ragazzini hanno sempre trovao il modo di aggirare le limitazioni del social network, a cominciare dalla soglia di età richiesta, almeno 13 anni, per iscriversi alla piattaforma. “Nel corso di quest’anno – aggiunge Facebook – presenteremo un nuovo centro globale di risorse online dedicato ai ragazzi e faremo più educazione per rispondere alle loro domande più comuni sulla privacy”.

Zuckerberg annuncia: "Fino a 15 anni su Facebook solo col permesso dei genitori"

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Zuckerberg ammette: Facebook raccoglie dati anche su persone non iscritte

giovedì, aprile 12th, 2018

Si sapeva già che Facebook crea “profili fantasma”, incrociando i dati degli amici di vari utenti. Ora la conferma arriva dallo stesso Zuckerberg, nella seconda giornata di audizione alla Commissione Energia e Commercio della Camera dei Rappresentanti americana per discutere dello scandalo Cambridge Analytica.

 «In generale, raccogliamo informazioni su persone non iscritte a Facebook per motivi di sicurezza». È un passaggio della risposta che il fondatore e Ceo di Facebook, elabora per rispondere ad una domanda del deputato Ben Lujan, rappresentante del New Mexico. Il congressman si infervora davanti alle spiegazioni fornite dall’interlocutore: «Mi sorprende che non se ne sia parlato molto oggi. Lei dice che ognuno controlla i propri dati. Ma voi raccogliete dati su persone che non sono iscritte e che non hanno firmato nessun accordo sulla privacy. Dobbiamo sistemare tutto questo».

 

Il meccanismo è semplice ma inesorabile: partendo dalla rubrica di un utente, Facebook registra il nome e il numero di una persona, anche se non iscritta. Ma questa persona, nella rubrica di un altro, può avere associato a quello stesso numero altri dati, o una foto. E quei dati, come la mail o il nome, possono essere stati usati magari per mettere un like su una pagina web, fornendo altri dettagli: così alla fine Facebook raccoglie tutte le informazioni disponibili che fanno capo agli stessi identificatori (ad esempio il numero di telefono o la mail) e costruisce un profilo di quella persona anche se non è ufficialmente iscritto al social network. Tutto, naturalmente, per poter calibrare meglio i messaggi pubblicitari che questa persona vedrà nella sua navigazione sul web.   (altro…)

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Facebook, Zuckerberg apre alle regole: «Una legge per aiutarci tutti»

mercoledì, aprile 11th, 2018

Davanti alle Commissioni del Senato, Mark Zuckerberg ha rinunciato alla solita maglietta e alle certezze consolidate. «Ho sbagliato e chiedo scusa», sono state le parole con cui ha esordito nell’audizione seguita in diretta tv praticamente da tutto il mondo. Completo blu, camicia bianca e cravatta azzurra, il fondatore, presidente e amministratore delegato di Facebook, si è presentato visibilmente contratto e, per così dire, con le mani alzate. I senatori lo hanno accolto con ruvida cortesia, come il repubblicano John Thune: «Lei impersona il sogno americano, ma siamo preoccupati che questo sogno diventi un incubo per la privacy». Il democratico Bill Nelson lo ha avvisato: «Ci aspettiamo che si rimedi a questa situazione, se non agisce Facebook, lo dovrà fare il Congresso»

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Facebook, l’Italia chiede i danni: «Dati e profili usati per fini elettorali»

martedì, aprile 10th, 2018

La contestazione del garante della Privacy è chiara: Facebook ha permesso un trasferimento di dati alla società Cambridge Analytica senza il consenso degli interessati, cambiando la finalità d’uso. E quella finalità era di propaganda elettorale. Per questo l’Italia chiederà l’applicazione delle sanzioni previste dal Nuovo regolamento europeo – che saranno operative dal 25 maggio prossimo — pari al 4 per cento del fatturato globale della società. Ma soprattutto amplierà l’indagine alle altre aziende specializzate in marketing politico che avevano siglato accordi con il colosso californiano di Mark Zuckerberg. Il sospetto è che i profili italiani coinvolti nello scambio illecito di informazioni siano ben più dei 214.134 comunicati inizialmente. E finiti nella Rete della società britannica perché amici dei 216 connazionali — il dato, secondo il Garante, è maggiore di quello dichiarato dal social network mercoledì scorso (57) — che avevano scaricato la applicazione “this is your digital life” dell’accademico Aleksandr Kogan. Si teme, inoltre, che le “vittime” siano stati influenzate su alcuni temi come il razzismo e l’immigrazione. Secondo le verifiche svolte dagli analisti dell’intelligence, ci sono infatti stati scambi fra gli italiani profilati da Cambridge Analytica — che in queste ore stanno ricevendo un avviso sulla loro pagina Facebook della possibile violazione — e alcuni finti account che avevano come caratteristica quella di avere la parola “Salvini” nell’intestazione.

La riunione Ue

L’incontro di questa mattina a Bruxelles tra i Garanti europei per la Privacy servirà a fornire i risultati dei controlli svolti da ognuno a livello nazionale, ma soprattutto a decidere le prossime mosse. Antonello Soro porterà il quadro della situazione italiana, ribadendo la necessità di ampliare i compiti della task force che era stata creata per verificare l’utilizzo delle informazioni degli utilizzatori di WhatsApp da parte di Facebook. In questa contesto, si parla di due piattaforme che fanno capo alla stessa società. (altro…)

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