Archive for the ‘Tecnologia’ Category

Chiusa la Iptv pirata Xtream Codes. Multe fino a 25mila euro per i 700 mila utenti del «pezzotto»

mercoledì, Settembre 18th, 2019

Un colpo al business della pirateria televisiva online. È scattata una vasta operazione della Guardia di finanza (Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche) contro una delle più importanti organizzazioni che sta dietro a una diffusa Iptv pirata a pagamento: sequestrata ed oscurata Xtream Codes. Un «pezzotto», come vengono chiamati in gergo queste soluzioni per vedere le pay tv in maniera illegale pagando cifre ridotte rispetto agli abbonamenti legali, che aveva oltre «50 milioni di utenti di cui 700mila collegati nel momento delle perquisizioni» spiega il tenente colonnello Gianluca Berruti.

Multe fino a 25mila euro

Il rischio per gli utenti è una multa da 2.500 a 25mila euro, e dai sei ai tre anni di reclusione. Sebbene sommerso e poco noto, questo settore illegale vale solo in Italia vale un fatturato di 200 milioni (leggi l’approfondimento di Federico Fubini) e conta circa 5 milioni di utenti . Secondo i militari poi sarebbero circa 6mila le persone che hanno perso il posto di lavoro a causa del «pezzotto» e del sistema costruito intorno a esso.

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L’Italia sta pagando caro l’analfabetismo digitale. Le colpe e i rimedi

mercoledì, Settembre 11th, 2019

di Milena Gabanelli e Mauro Magatti

La società digitale è ormai realtà e nei prossimi anni il processo si intensificherà, considerati i cambiamenti radicali che si stanno mettendo in moto con la diffusione dell’Intelligenza artificiale, della robotica, della realtà aumentata, dei big data. Tutte innovazioni che impatteranno sul modo di lavorare e sulle professionalità del futuro. Con il 5G nasceranno le smart city, dove per far funzionare il sistema di reti integrate (ospedali, ambulanze, traffico urbano, nettezza urbana, servizi energetici, municipali ecc) occorrerà che tutti gli addetti dei vari settori sappiano dialogare con la tecnologia.

Quartultimi in Europa
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Ricercatori Google trovano una falla negli iPhone: hackerati per 2 anni

sabato, Agosto 31st, 2019

Grosso buco nella sicurezza informatica dei telefonini Apple. Attraverso una serie di siti “malevoli” è stato possibile per due anni hackerare gli iPhone sfruttando una serie di vulnerabilità di iOS, il sistema operativo di Apple dedicato ai dispositivi mobili. La scoperta è di un gruppo di ricercatori di Google Project Zero che hanno subito avvisato i “colleghi”.

Le vulnerabilità sono state comunicate a Cupertino a febbraio e immediatamente gli ingegneri Apple hanno messo a punto le correzioni di sicurezza.

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I 10 pin per smartphone più scontati: facili da ricordare (e da rubare). C’è anche il vostro?

mercoledì, Giugno 12th, 2019

T arah Wheeler è una ricercatrice informatica ed esperta di cybersecurity. Sulla sua pagina Twitter ha pubblicato l’elenco dei codici numerici più utilizzati dai possessori di smartphone. Nel tweet, che ha avuto molto seguito, l’esperta conclude avvertendo che il 26% di tutti i telefoni del mondo viene ‘craccato’ usando uno di questi codici.

REP.IT

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M5S, il Garante per la privacy multa la piattaforma Rousseau per 50 mila euro

giovedì, Aprile 4th, 2019

La piattaforma Rousseau dell’omonima associazione di Davide Casaleggio «non gode delle proprietà richieste a un sistema di evoting (voto elettronico, ndr)». Non dà, quindi, le adeguate garanzie «che prevedono la protezione delle schede elettroniche e l’anonimato dei votanti in tutte le fasi del procedimento elettorale elettronico» durante l’espressione delle preferenze da parte degli iscritti al Movimento 5 Stelle. È la conclusione a cui è giunto il Garante della privacy, che negli ultimi due anni ha monitorato gli interventi dell’Associazione e l’ha ammonita per le ripetute intrusioni degli hacker. Con l’odierno provvedimento è arrivata una multa da 50 mila euro e la richiesta — per scongiurare ulteriori sanzioni — di consentire la verifica a posteriori delle attività compiute, assegnare credenziali di autenticazione ad uso esclusivo di ciascun utente con privilegi amministrativi, definendo per ciascuno i differenti profili di autorizzazione, e realizzare un sistema di voto che fornisca garanzie di sicurezza, autenticità e riservatezza.

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Più di mille italiani intercettati su cellulare per errore da hacker di Stato

sabato, Marzo 30th, 2019

di ALESSANDRO LONGO

ROMA – Alcune centinaia di utenti italiani, forse oltre un migliaio, sono stati infettati per errore da un software pensato per intercettazioni di Stato, tramite una ventina di app inserite su Google Play Store. Lo spyware, il cui nome è Exodus, è stato scoperto dalla società no profit Security No Borders, in un’inchiesta fatta in collaborazione con la rivista Motherboard. A quanto si legge nel rapporto, come poi confermato da molti esperti a Repubblica, Exodus è usato dalle principali procure per intercettare criminali (le loro telefonate, registrare i suoni ambientali, copiare la rubrica, il registro telefonico, la posizione gps, le conversazioni Facebook e via di questo passo). Il problema è che per un errore nel codice questo software finiva per intercettare in modo indiscriminato chiunque scaricasse queste app con lo spyware, presenti liberamente sullo store di Google (prima che Big G le rimuovesse proprio nei giorni scorsi). Perlopiù si trattava di app (ovviamente all’apparenza normali) che si presentavano come strumenti per migliorare le prestazioni del cellulare oppure per ricevere offerte promozionali del proprio operatore e quindi esclusive per chi le installava

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Apple Watch, è il tempo del cuore. L’orologio fa l’elettrocardiogramma: la nostra prova

giovedì, Marzo 28th, 2019

al nostro inviato TIZIANO TONIUTTI

Apple Watch, è il tempo del cuore. L'orologio fa l'elettrocardiogramma: la nostra prova

LONDRA – L’unione con il corpo umano è il nuovo orizzonte delle tecnologie, c’è un collegamento sempre più stretto tra i dispositivi che usiamo tutti i giorni, la loro evoluzione e la nostra fisiologia. E il mercato dei dispositivi indossabili – i “wearable” – esplode. Tra queste categorie di prodotto, l’Apple Watch è il più venduto orologio smart al mondo e anzi, come non manca di ricordare il numero 1 di Apple Tim Cook dal palco dello Steve Jobs Theater durante l’ultimo keynote – è l’orologio più venduto in assoluto. Con l’introduzione della series 4, Apple Watch ha fatto il salto di qualità come dispositivo di monitoraggio, introducendo nuovi elettrodi integrati nel vetro posteriore e nella Corona digitale, che si affiancano a quello ottico. Questi elettrodi, abbinati all’app ECG, mettono gli utenti clienti in condizione di effettuare un elettrocardiogramma simile a una lettura monoderivazione, un ECG con tanto di referto che si può poi inviare al medico. L’aggiornamento permette l’attivazione della funzione di notifica di ritmo irregolare sul Watch, che è anche in grado di controllare di tanto in tanto in background il ritmo cardiaco e di inviare una notifica se viene rilevato un ritmo cardiaco che risulta corrispondere a una fibrillazione atriale.

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Usa, Apple perde contro Qualcomm: pagherà 31 milioni

sabato, Marzo 16th, 2019

Il produttore statunitense di componenti per smartphone Qualcomm ha vinto una lunga battaglia legale contro Apple, accusata di aver violato un brevetto. Un tribunale federale della California gli ha dato ragione e ora la Mela dovrà risarcirlo con 31 milioni di dollari. I componenti utilizzati contestati sono quelli su iPhone 7, 8 e X. Questo giudizio “è l’ultima vittoria nella nostra disputa legale mondiale per riconoscere che Apple sta usando le nostre tecnologie senza pagare”, ha detto Qualcomm in una nota.

In questo caso, le tecnologie in questione sono quelle che consentono a uno smartphone di connettersi rapidamente a Internet non appena viene acceso o che consentono alle applicazioni di elaborare i dati in modo più efficiente.

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“A rischio i nostri dati”: il governo mette al bando Huawei e Zte per il 5G

giovedì, Febbraio 7th, 2019

federico capurso roma

«L’Italia metterà al bando Huawei e Zte». Fonti qualificate della Difesa e della Farnesina chiudono «definitivamente» all’ipotesi di affidare ai due colossi cinesi delle telecomunicazioni lo sviluppo delle infrastrutture su cui viaggerà la tecnologia 5G. Per farlo, Palazzo Chigi è pronto ad utilizzare il “golden power”, lo strumento con cui è possibile recedere da contratti già firmati senza pagare penali, perché riguardanti strutture considerate strategiche per il Paese.

La nuova rete 5G non fornirà solo una più veloce connessione Internet, ma sarà in grado di interconnettere automobili senza guidatore, università, ospedali, televisioni: l’intera vita di un Paese. In Italia sono già scese in campo le più importati compagnie telco: da Wind a Telecom, da Vodafone a Iliad, fino alle due multinazionali cinesi. Ecco perché Washington mostra tutta la sua preoccupazione per la sicurezza delle telecomunicazioni nei paesi Nato. Ancor di più se, come in Italia, sono presenti basi militari americane.

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Apple, falla sicurezza su FaceTime: si può ‘spiare’ chi neanche risponde

martedì, Gennaio 29th, 2019

9to5Mac, il sito specializzato sui prodotti dell’azienda di Cupertino, ha scoperto un grave bug su iPhone che riguarda le videochiamate che si effettuano attraverso FaceTime. Seguendo una determinata procedura, è possibile ascoltare la persona che si sta chiamando anche se questa non ha ancora risposto o non ha alcuna intenzione di rispondere. Il meccanismo è spiegato in questo video realizzato da MacRumors, altro sito dedicato al mondo Apple.

Se la persona chiamata, senza rispondere, spinge il tasto dell’accensione, sul display di chi chiama comparirà anche ciò che riprende la videocamera dell’ignaro interlocutore. “Siamo consapevoli del problema e abbiamo identificato una soluzione che sarà diffusa con un upgrade del software più avanti nel corso della settimana” ha detto un portavoce Apple al sito Cnet dedicato alle nuove tecnologie. In effetti, dopo il clamore mediatico suscitato negli Usa dalla scoperta del bug, nella pagina Apple riguardante lo stato del funzionamento dei servizi “Face Time” è contrassegnato dal semaforo giallo e dalla voce “problema”. Lo stesso sito Cnet ha scritto che, dopo aver riportato il problema ad Apple, le chiamate di gruppo FaceTime – responsabili della falla – sono diventate “temporaneamente non disponibili” e non è stato più possibile, dunque, “riprodurre il bug” a cura di Pier Luigi Pisa

REPTV

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