Archive for the ‘Economia – Lavoro’ Category

Grazie al Ceta il Canada ci copia il parmigiano

domenica, Settembre 22nd, 2019

Andrea Muratore

Mentre deve ancora entrare nel vivo la discussione nel governo giallorosso sul Ceta, l’accordo di libero scambio Ue-Canadache l’Italia non ha ancora nè ratificato nè respinto per via parlamentare, e mentre il Ministro dell’Agricoltura, la renziana Teresa Bellanova, apre alla ratifica mentre il Movimento Cinque Stelle rimane più guardingo arrivano dati preoccupanti sugli effetti della liberalizzazione degli scambi nel settore agroalimentare.

A lanciare l’allarme è la sezione bresciana della Coldiretti, presidio dello sviluppo agroalimentare di una delle province italiane più avanzate nel settore, che ha riportato dati sconfortanti sull’export di una delle eccellenze della casearia italiana, il settore dei formaggi. Secondo la Coldiretti bresciana, il cui esponente Ettore Prandini è oggi a capo dell’organizzazione nazionale, il Ceta ha prodotto “un crollo devastante delle esportazioni in Canada di questi simboli agroalimentari del Made in Italy, che si sono ridotte praticamente di un terzo, scendendo a soli 1,4 milioni di chili nel primo semestre del 2019”, rispetto al primo semestre 2018.

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Più liquidità e mutui meno cari con le nuove mosse Bce

venerdì, Settembre 20th, 2019

Andrea Muratore

La Banca centrale europea si è mossa: Mario Draghi lascerà in eredità a Christine Lagarde un set di strumenti di politica monetaria fortemente rafforzato dalla ripresa di un quantitative easing condotto in termini meno ampi rispetto a quello del triennio 2015-2018 (gli acquisti della Bce saranno pari a 20 miliardi di euro di titoli al mese) ma senza limiti prefissati di tempo.

L’ultima battaglia – che sembra destinata a risolversi in una vittoria – di Draghi è stata indirizzata a lasciare in eredità all’Eurotower la sua filosofia economica. Una filosofia espansiva che ha però il suo raggio d’azione nei circuiti eminentemente finanziari, senza quell’indirizzo verso l’economia reale che spetterebbe alla politica e di cui la Bce avrebbe potuto al massimo essere un’utile supplenza. Se gli stimoli alla crescita saranno relativamente pochi e il nuovo Qe rischia di alimentare degli indici borsistici già inflazionati e altalenanti, vi sono settori in cui lo stimolo monetario potrebbe infiltrarsi fino all’economia reale.

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Lavoro, Inps: in sette mesi 353mila contratti stabili in più, +148% sul 2018

giovedì, Settembre 19th, 2019

Nei primi sette mesi dell’anno la variazione netta dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato (assunzioni più trasformazioni, meno cessazioni) risulta pari a 353.176 contratti, registrando così un incremento del 148,3% rispetto allo stesso periodo del 2018. Il dato emerge dall’Osservatorio dell’Inps sul precariato. Si conferma il boom delle trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato, che passano da 279.000 a 439.000 (+57,5%).

Le trasformazioni dai contratti a termine in fissi, si accompagnano, fa notare l’Inps, alla crescita delle “conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo (+20,1%)”. Passando alle cessazioni, tra gennaio e luglio del 2019 segnano una riduzione annua che, spiega l’Inps, “ha riguardato i contratti in somministrazione e i rapporti a termine; in crescita risultano invece le cessazioni di rapporti con contratto intermittente, stagionale, in apprendistato e a tempo indeterminato”.

In questi sette mesi, fa sapere ancora l’Inps, “sono stati incentivati 66.581 rapporti di lavoro con i benefici previsti dall’esonero triennale strutturale per le attivazioni di contratti a tempo indeterminato di giovani”, in diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-8,8%).

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Pasta, latte e vino si comprano sfusi come nell’Italia degli anni Sessanta

giovedì, Settembre 19th, 2019

roberto giovannini

ROMA. E’ stato il boom economico degli anni ’60 a decretare la graduale fine della vendita dei prodotti sfusi nel nostro paese. La nascita dei primi supermercati all’«americana» e le popolarissime réclame di Carosello fecero scoprire agli italiani la fascinazione dei prodotti di marca, la magia dei lunghi banconi carichi di scatole di cartone e flaconi di plastica. Ma per molti anni nel Belpaese tutto (dalla frutta all’olio, al vino e alle sigarette) si vendeva sfuso: niente plastica o cellophane, ma cartocci confezionati dai negozianti con carta paglia, carta pane, carta oleata, carta da zucchero. Per i liquidi, come vino ed olio, ci pensavano i clienti a portarsi le bottiglie da casa. E dai grandi sacconi di tela o juta sgorgavano legumi e grani. Poi, la Rivoluzione del commercio, l’infatuazione per le Grandi Marche (che comunque facevano pagare ai consumatori il costo del packaging e della pubblicità), la «igienizzazione» dello smercio dei prodotti alimentari hanno cambiato tutto. Fino ad oggi: complice la crescente attenzione di cittadini e famiglie per l’ambiente, ma soprattutto per il devastante costo economico ed ambientale del packaging (a cominciare dalla ormai tenutissima plastica) la tendenza si è invertita. E lo «sfuso» sta gradualmente riconquistando spazi, trovando consumatori sempre più interessati e molte catene commerciali pronte a rispondere alla domanda di prodotti sfusi, che consentono agli acquirenti di comprare quantità «libere» e risparmiando sul costo del confezionamento.

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Bonus per la rottamazione dell’auto e giù il cuneo fiscale: le misure allo studio

giovedì, Settembre 19th, 2019

di Enrico Marro e Mario Sensini

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Premio fino a 2mila euro a chi rottama l’auto

Spunta una nuova rottamazione auto. Non se ne è parlato durante il vertice di ieri con i sindacati, ma il governo ha allo studio un bonus di 2 mila euro per chi rottama l’auto fino alla classe Euro 4 nelle città sotto infrazione comunitaria per il mancato rispetto degli obblighi sulla qualità dell’aria. La misura è contenuta nella bozza del decreto legge sul clima che potrebbe essere esaminata già oggi nel Consiglio dei ministri. A chi rottama l’auto inquinante verrebbe riconosciuto un credito fiscale di 2 mila euro da utilizzare entro i successivi cinque anni per l’acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico locale e regionale e di altri servizi ad esso integrativi, inclusi quelli di sharing mobility con veicoli elettrici o a zero emissioni, anche in favore dei familiari conviventi. Stesso incentivo è previsto per ciascun veicolo rottamato, «ai titolari di licenza di trasporto pubblico di piazza e agli autotrasportatori operanti nelle città metropolitane», bonus utilizzabile «per la sostituzione del veicolo rottamato con veicoli ibridi o elettrici o a emissioni ridotte».

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Borse Ue chiudono caute. La Fed taglia i tassi di 25 punti base. Piazza Affari +0,67%, ko Moncler

mercoledì, Settembre 18th, 2019

di Cheo Condina e Stefania Arcudi

Le ultime da radiocor

Le Borse europee , che per tutta la seduta hanno preferito la cautela in attesa delle decisioni della Federal Reserve, non hanno riservato sorprese nel finale e hanno chiuso con rialzi modesti (Parigi +0,11%, Francoforte +0,14%, Madrid +0,4% circa), con l’eccezione di Londra (-0,09%). La Banca centrale americana, andando incontro ai desideri del presidente Donald Trump, che da tempo chiede azioni decise della Fed a sostegno dell’economia, ha annunciato un secondo taglio dopo quello di fine luglio, con un taglio di 25 punti base all’1,75-2%.

Nel frattempo, la Fed è intervenuta sul mercato monetario statunitense iniettando 75 miliardi di dollari di liquidità dopo i 53 miliardi di ieri. Attraverso la Fed di New York, sono stati temporaneamente comprati asset dai dealer di Wall Street. Le due mosse (le prime dal 2008 con questa portata) sono in risposta al timore che la Fed stia perdendo il controllo sul tasso di riferimento.
Chiusura positiva anche per Piazza Affari (+0,67% il FTSE MIB), che, pur chiudendo sotto i massimi di giornata, è stata la migliore del Vecchio Continente, complice il ribasso dello spread a 139 punti, contro i 141 della chiusura di ieri. Il rendimento decennale è sceso allo 0,88%. Gli occhi sono anche su Wall Street, che opta per la cautela e si muove in modesto calo, appunto in attesa della Fed e nonostante il fatto che il dato sui nuovi cantieri si è portato al massimo da giugno 2007. Il focus degli investitori resta puntato anche sull’andamento del petrolio, oggi in calo dopo il rally delle sedute precedenti e dopo i recenti attacchi in Arabia Saudita.

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Meno sconti sulle tasse: perché la promessa del governo è una mission impossible

mercoledì, Settembre 18th, 2019

di  Vittorio Malagutti

Il primo della lista è il bonus di 80 euro per tutti i lavoratori dipendenti che guadagnano meno di 26 mila euro l’anno. Lo sconto fiscale varato nel 2014 dal governo di Matteo Renzi costerà allo Stato 9 miliardi di euro nel 2019, distribuiti su oltre 11 milioni di beneficiari. In seconda posizione troviamo le detrazioni per la ristrutturazione delle abitazioni, che pesano per quasi 7 miliardi sui conti pubblici, poi l’esenzione Irpef della prima casa che vale 3,6 miliardi. Sono invece oltre 18 milioni gli italiani che ogni anno detraggono le spese sanitarie dalla dichiarazione dei redditi, con un risparmio, finanziato dall’Erario, di 3,3 miliardi. L’elenco potrebbe continuare ancora a lungo: sono infatti oltre 500 le agevolazioni fiscali, sotto forma di deduzioni, detrazioni ed esenzioni, che lo Stato garantisce a particolari categorie di cittadini. Si va dalle detrazioni Irpef per le spese veterinarie al ribasso delle accise per gli autotrasportatori, dalla cedolare secca sugli affitti di abitazioni al credito d’imposta per le imprese armatoriali, giusto per citare alcune delle voci che compaiono nella lista ufficiale degli sconti. Un ginepraio gigantesco che si è esteso a dismisura nel corso degli anni.

Giuseppe Conte si riferiva proprio a questi benefici quando, lunedì 9 settembre, presentando il programma di governo alla Camera, ha citato anche «il riordino del sistema delle agevolazioni fiscali». L’obiettivo è chiaro. Un taglio netto di quelle che gli addetti ai lavori chiamano tax expenditures, spese fiscali in italiano, potrebbe rivelarsi una scorciatoia per racimolare una manciata di miliardi, almeno sei o sette secondo gli ottimisti, che andrebbero a finanziare la prossima manovra di bilancio. Conte non è certo il primo presidente del Consiglio che, alla ricerca affannosa di nuove risorse, si dice pronto a metter mano a questo capitolo del bilancio dello Stato.

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Atlantia, l’ad Castellucci si è dimesso. Buonuscita da 13 milioni. Totale copertura legale

mercoledì, Settembre 18th, 2019

ROMA – Giovanni Castellucci si dimette da amministratore delegato e direttore generale di Atlantia. Lo si legge nella nota diffusa al termine del cda, che ha accolto le sue dimissioni definendo con lui una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

Questa risoluzione “prevede la corresponsione di un importo  a titolo di incentivo all’esodo pari a 13 milioni 95 mila 675 euro, “oltre alle competenze di fine rapporto”. La cifra di 13 milioni sarà versara in 4 rate (“di cui la prima contestualmente alla sottoscrizione dell’accordo, la seconda il 2 gennaio 2020, la terza il 2 gennaio 2021 e la quarta il 2 gennaio 2022”).

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Borse sull’ottovolante del petrolio. Piazza Affari chiude in rosso con le banche

martedì, Settembre 17th, 2019

di Chiara Di Cristofaro e Cheo Condina

Le ultime da radiocor

Altra giornata all’insegna della debolezza per le Borse europee con il greggio che tiene banco, questa volta con un calo del 5,1% (Wti a 59,7 dollari) sulle voci di un rapido ritorno alla produzione da parte dell’Arabia Saudita dopo i danni causati dagli attacchi dei ribelli yemeniti, anche se ripristinare la produzione non significa rimettere in piena attività gli impianti colpiti dall’attacco nel weekend – che appaiono fortemente danneggiati – ma ricorrere ad altre fonti di approvvigionamento.

Così in Europa pagano dazio soprattutto il comparto dell’energia (-2% lo stoxx di settore) e quello delle banche (-1,7%), che trascina al ribasso Piazza Affari, peggior listino del Vecchio Continente con un ribasso finale dello 0,76%. A Milano le peggiori sono Saipem (-4,6%) e Prysmian (-3,8% dopo il taglio delle stime della concorrente americana Corning) oltre a tutti gli istituti di credito con Banco Bpm e Unicredit in rosso di oltre il 3%.

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Carlo Cottarelli: “DallʼEuropa non avremo soldi, andranno presi in prestito dalle tasche degli italiani”

martedì, Settembre 17th, 2019

Tra le priorità del nuovo governo c’è sicuramente lo stop all’aumento dell’Iva ma si è promesso anche il taglio del cuneo fiscale e il salario minimo. A questo e altri dubbi risponde l’economista Carlo Cottarelli, intevistato da “Stasera Italia”. “Per evitare l’aumento dell’Iva servono all’incirca quindici miliardi, poi dipende tutto da quanto ampie possono essere le misure da adottare. Un Paese con un debito pubblico elevato è ovviamente molto sensibile alle variazioni dello spread e dei tassi d’interesse”.

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