Archive for the ‘Economia – Lavoro’ Category

Fitch e toto governo pesano su Milano, -1,5% con stacco cedole. Spread a 186 punti

lunedì, maggio 21st, 2018

–di e

In una giornata in cui il FTSE MIB era già appesantito dallo stacco cedola di 19 big di Piazza Affari, il nome di Giuseppe Conte come possibile futuro presidente del consiglio, sconosciuto ai più, e l’allarme di Fitch non hanno rassicurato gli investitori. L’indice principale della Borsa di Milano ha perso l’1,52% (i dividendi pesavano per l’1,74%), quando il Cac40 a Parigi e il Ftse100 a Londra hanno chiuso in positivo. Francoforte e Zurigo sono rimaste chiuse per la Pentecoste. Con l’accordo tra Lega e Movimento 5 Stelle sul programma di governo, è scattato il toto-nomi sui ministri del nuovo esecutivo, in attesa delle convocazioni dei due leader Matteo Salvini e Luigi Di Maio al Quirinale. Quello dell’economista Paolo Savona, 82 anni, un passato in Banca d’Italia e ministro dell’Industria nel Governo Ciampi e a capo Dipartimento Ue di Palazzo Chigi a metà anni duemila con Berlusconi premier, crea preoccupazioni in chiave europea, in quanto Savona ha espresso posizioni in chiave anti-euro. Intanto l’agenzia di rating Fitch nel pomeriggio ha pubblicato un rapporto nel quale esprime perplessità sul governo Lega-M5S. In particolare, per Fitch le politiche concordate dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega, «due dei partiti più populisti ed euroscettici d’Italia, aumentano i rischi per il profilo di credito della nazione, attraverso soprattutto un allentamento fiscale e potenziali danni alla fiducia». In questo contesto, lo spread tra BTp e Bund è arrivato a 186 punti base, con il rendimento del BTp decennale italiano arrivato ai massimi dal 2014. Oltreoceano, invece, Wall Street è in deciso progresso grazie alla «tregua» sui dazi tra Stati Uniti e Cina. Tra i titoli, in evidenza Fca (+2,61%), quando si aspetta la presentazione del nuovo piano industriale in calendario per il prossimo primo giugno e tra le speculazioni riguardo strategie di produzione del gruppo, Saipem (+2,16%) e Cnh Industrial (+1,67%), che recupera ancora sulla scia delle indicazioni della concorrete Usa Deere. (altro…)

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Con la flat tax metà dei risparmi sull’Irpef vanno alla fascia più ricca

sabato, maggio 19th, 2018
PAOLO BARONI
ROMA

La flat tax? Sarà solo per pochi. Cifre alla mano la riforma fiscale messa a punto da Lega e 5 Stelle avvantaggerà solo i redditi più alti e non comporterà alcun tipo di vantaggio per quelli più bassi. Secondo uno studio di Lef, Associazione per la legalità e l’equità fiscale, infatti, solo 4 contribuenti su 10 avranno uno sconto significativo sulle tasse per effetto di questa riforma: si tratta di circa 16,4 milioni di persone su un totale di 41 milioni. Ad essere esclusi da ogni tipo di beneficio sarebbe chi dichiara meno di 20 mila euro l’anno, mentre il vantaggio inizia a prendere consistenza solo dai 35 mila in su (4,9 milioni di contribuenti) per diventare poi molto importante sopra quota 100 mila.

 

Come cambia il prelievo (altro…)

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Le Borse ancora in calo ​E lo spread arriva a 160

venerdì, maggio 18th, 2018

Lo spread anche oggi continua a salire. Il differenziale tra i Btp e i bund tedeschi ha toccato quota 160.

Il Btp si è attestato al 2,2 per cento ed è ancora in crescita rispetto ai livelli toccati ieri con una chiusura a 157,5 punti base. Ma anche le borse continuano la loro danza nell’incertezza degli scenari politici del nostro Paese. Milano ha ceduto l’1,44 per cento, Londra lo 0,34 e Francoforte lo 0,38 per cento. In calo anche Parigi con un -0,22 per cento. Su Piazza Affari pesa ancora Mps che dopo le parole di Borghi sulla banca senese. Tengono invece la loro corsa i Treasury Usa: il decennale è stabile a quota 3 per cento. (altro…)

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Via la Fornero e tagli alle pensioni d’oro. Stanziati 5 miliardi. Dubbi sui costi dell’operazione

venerdì, maggio 18th, 2018

di BARBARA ARDU’

ROMA – Il sogno nemmeno tanto nascosto di molti italiani di andare in pensione prima potrebbe diventare realtà. Nell’ultima bozza del “contratto” di governo stipulato da M5s e Lega, è scritto nero su bianco. La legge Fornero verrebbe dunque superata, messa da parte. Quota 100 è l’obiettivo. Si potrà dunque andare in pensione quando la somma dell’età e degli anni di contribuzione dia cento. Semplice, basta un’addizione. Se chi vuole uscire dal mercato del lavoro ha 60 anni di età e 40 anni di contributi versati, la strada è aperta. Chi ha iniziato a lavorare da ragazzo potrà dunque andare in pensione anche a 59 anni. L’obiettivo è scritto nel contratto, “è consentire il raggiungimento dell’età pensionabile con 41 anni di anzianità contributiva, tenuto altresì conto dei lavoratori impegnati in attività usuranti”. Salta quindi l’età pensionabile, quel paletto dei 66 anni e 7 mesi (senza considerare l’aumento o la diminuzione dell’aspettativa di vita calcolata dall’Istat e introdotta dal governo Berlusconi, che scatta ogni due anni) fissata dalla legge Fornero e poi ammordidita dal precedente governo per alcune categorie di occupati, quelli che svolgono lavori usuranti. (altro…)

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Milano in attesa del premier, spread si allenta. Londra tocca i massimi

giovedì, maggio 17th, 2018

–di e

Alla fine di una seduta segnata da continui cambi di passo e oscillazioni attorno alla parità, Milano ha terminato in modesto rialzo (+0,29%), con la performance peggiore in Europa. Positive infatti le altre piazze principali, con Parigi a +0,98% (al livello più alto dal 28 dicembre 2007), Francoforte a +0,91%, i massimi da febbraio, a Madrid a +0,83% . Londra ha chiuso al record storico in rialzo dello 0,7%. A innervosire Piazza Affari sono state ancora le incertezze politiche, mentre prosegue la girandola di indiscrezioni e smentite sui progressi dell’accordo di Governo tra Lega e Movimento 5 Stelle e, soprattutto, sul nome del possibile presidente del Consiglio. Segnale tangibile delle perplessità del mercato è l’ampliamento dello spread tra BTp e Bund, che si è allargato nel corso della seduta fino a 158 punti, per poi assestarsi in area 150 punti. Proprio questo ha affossato le banche, in generale calo. La peggiore è stata comunque Banca Mps (-8,86%), schiacciata dalla possibilità che un Governo Lega-M5S «ridefinisca gli obiettivi» dell’istituto, ovvero faccia mancare supporto al piano di ristrutturazione.

Sul Ftse Mib le migliori Recordati e Tenaris, in coda Ubi
Sul Ftse Mib sono andate male soprattutto le banche, con Unicredit in ribasso dell’1,86%, Mediobanca a -0,86%, Banco Bpm a -1,13%, Intesa Sanpaolo a -0,79% e Banca Mediolanum a -0,49%. La peggiore del listino è stata Ubi Banca (-2,7%), che ha risentito anche del brusco ribasso di Mps: l’istituto è stato più volte chiamato in causa dalle indiscrezioni per un intervento su Mps e da sempre è indicato dai rumors come l’eventuale cavaliere bianco, cosa peraltro sempre smentita dai diretti interessati. Hanno invece svettato Recordati (+6,81% e ai massimi in tre mesi), sostenuta da voci di un interesse da parte della private equity Cvc, e Tenaris (+3,28%), in buon aumento, come tutti i titoli del comparto petrolifero ed energetico, sulla scia dell’aumento del greggio, che si è portato ai massimi da novembre 2014. Bene anche il settore del lusso, sostenuto da Moncler (+2,45%), che ha beneficiato di raccomandazioni positive da parte di Goldman Sachs e ha fatto da traino anche a Ferragamo (+1,61%) e Luxottica (+1,8%). (altro…)

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M5s-Lega tagliano le accise alla benzina: 20 centesimi in meno al litro

giovedì, maggio 17th, 2018

Mentre proseguono gli aumenti dei carburanti sulla rete nazionale, Matteo Salvini e Luigi Di maio mettono a punto un piano per tagliare le accise sulla benzina.

Il provvedimento è stato inserito ieri sera nel contratto di governo e, come spiega Repubblica, potrebbe essere approvato già nel primo Coniglio dei ministri del futuro governo gialloverde. Una misura che potrebbe far calare di circa 20 centesimi al litro il prezzo della benzina e al tempo stesso creare un buco di circa 6 miliardi di euro nelle casse dello Stato.

Dopo i rialzi messi a segno martedì, oggi è di nuovo Eni a intervenire sui prezzi raccomandati di benzina e diesel, con ritocchi in salita di un centesimo su benzina e diesel. Sul territorio sta continuando, quindi, senza sosta il trend di aumento dei prezzi praticati, già ai massimi dal 2015, alimentato dai movimenti delle compagnie degli ultimi giorni. Nel dettaglio, in base all’elaborazione di Quotidiano Energia dei dati comunicati dai gestori all’Osservaprezzi carburanti del Tesoro, il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina è di 1,618 euro al litro, con i diversi marchi che vanno da 1,621 a 1,629 euro al litro e il no-logo che si assesta a 1,595. Il prezzo medio praticato del diesel è di 1,490 euro al litro, con le compagnie che passano da 1,491 a 1,513 euro al litro mentre il no-logo si ferma a 1,470. (altro…)

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Bozza Lega-M5s, Cottarelli: “Cancellare 250mld di debito? Assolutamente impossibile”

giovedì, maggio 17th, 2018

In occasione dell’incontro “Debito e deficit non creano ricchezza” organizzato dalla Fondazione Luigi Einaudi a Roma, Carlo Cottarell, commenta la bozza del contratto di governo tra Lega e M5s. “Chiedere alla BCE di cancellare 250 miliardi di debito pubblico? Magari, ma mi sembra irrealistica – afferma l’ex commissario per la spending review, ridendo – Spero che sia una provocazione finita nella bozza per sbaglio, perché è una cosa assolutamente impossibile”.

di Francesco Giovannetti

REP.IT

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Lo spread sfonda quota 150. Piazza Affari in rosso (-2,3%) sconta il contratto M5S-Lega

mercoledì, maggio 16th, 2018

 

Giornata nera per Piazza Affari, sotto schiaffo dell’incertezza politica e soprattutto delle indiscrezioni emerse sulla prima bozza del contratto stilato tra Movimento 5 Stelle e Lega. Bozza che prevede la richiesta alla Bce dell’azzeramento di debiti per 250 miliardi di euro. Le notizie hanno spinto lo spread sopra i 150 punti (esattamente a 151), in rialzo di venti punti sui livelli di ieri. Sul finale il FTSE MIBha accusato un ribasso del 2,32%, andando in controtendenza con gli indici europei, che hanno tutti chiuso con un bilancio positivo.

Mediaset e banche sotto il tiro delle vendite

A Piazza Affari Mediasett è scivolata del 5,28%, pagando dazio non solamente alle vendite generalizzate sul mercato italiano, ma anche ai risultati trimestrali giudicati deludenti, con l’utile diminuito del 78% a 3,5 milioni di euro, su ricavi in flessione del 3,2% a 860,6 milioni di euro. Rimane inoltre il rebus della raccolta pubblicitaria rimasta piatta nei primi 4 mesi dell’anno e nonostante la società conti su un miglioramento nei prossimi mesi, grazie al traino delle partite dei Mondiali. Equita ha ricordato che Vivendi da un momento all’altro potrebbe anche decidere di vendere la propria quota, pari quasi al 30% del capitale, provocando uno scossone sul mercato (altro…)

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Preoccupazione dei mercati: lo spread sale a 150, Piazza Affari peggiora

mercoledì, maggio 16th, 2018

di RAFFAELE RICCIARDI

MILANO – Lo spread tra Btp e Bund supera i 150 punti base e poi ritraccia, mentre Lega e M5s dicono di essere alla stretta finale per dar vita al nuovo governo. Dopo i moniti dell’Europa sul rispetto delle regole, in particolare dell’impegno a far scendere il debito pubblico, secondo la piattaforma Bloomberg il Btp decennale italiano di riferimento è tornato a rendere il 2% e il differenziale con gli omologhi titoli tedeschi si è portato fino a 150,1 punti (dai 130 della chiusura di ieri sera): massimi da metà gennaio.

Nel grafico Bloomberg, lo strappo del rendimento dei Btp nelle ultime ore

Nel grafico Bloomberg, lo strappo del rendimento dei Btp nelle ultime ore

Nelle sale operative, annota l’agenzia finanziaria Usa, pesa soprattutto l’indiscrezione di un possibile accordo sulla richiesta all’Eurosistema di cancellare 250 miliardi di debito italiano. Un’idea (definita “superata” nelle stesure seguenti del contratto di governo, dalle parti in causa) che rimette al centro del dibattito soluzioni radicali: Jason Simpson, da Societe Generale, ricorda come i mercati hanno dato per scontato – negli ultimi mesi – che gli aspetti più estremi dei programmi elettorali sarebbero stati limati. Il rialzo di queste ore, va detto, s’iscrive in una generale crescita dei rendimenti del comparto obbligazionario. (altro…)

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Borse in altalena, a Milano (+0,31%) corre Pirelli

martedì, maggio 15th, 2018

–di e

Le Borse europee hanno chiuso con segno quasi totalmente positivo (in calo Madrid, -0,47%) una seduta fortemente volatile, che ha visto gli indici del Vecchio Continente oscillare in continuazione tra cali e guadagni, indecisi sulla direzione da prendere, nonostante le parole incoraggianti del Fondo monetario sulla crescita. Milano (+0,31%) si è scrollata di dosso i timori sul Governo ancora da formare ed è stata la migliore, complice anche l’assestamento dello spread tra BTp e Bund in area 130 punti. A sostenerla è stato il guizzo di Pirelli(+4,34%), premiata dopo i conti del primo trimestre e una serie di commenti positivi da parte degli analisti, e di Saipem (+2,44%). Per quanto riguarda le altre piazze, Parigi ha finito in rialzo dello 0,23%, Francoforte attorno alla parità a -0,06% e Londra in rialzo dello 0,16% circa. Non ha aiutato il calo di Wall Street, penalizzata dal fatto che il rendimento dei titoli di stato decennali è tornato sopra il 3% .

Bene le banche, giù Unipolsai e titoli del comparto editoriale
A fare da traino al Ftse Mib sono state le banche, incoraggiate dal fatto che il Fondo monetario internazionale ha parlato di “miglioramenti incoraggianti” sulla riduzione degli Npl e che anche l’Abi ha sottolineato che le sofferenze nette sono calate in marzo a 53,9 miliardi, segnando un -30% su base annua e un -39% dal picco di novembre 2015. Ubi Banca ha dunque guadagnato l’1,71%, Intesa Sanpaolo lo 0,89% e Unicreditlo 0,28%. Fuori dal listino principale bene anche Bper (+1,14%), mentre ha ceduto terreno Banca Mps (-1,52%), colpita dalla prese di beneficio dopo la volata delle ultime sedute, innescata dalla trimestrale migliore delle aspettative. In coda al Ftse Mib sono finite Unipolsai(-1,92%%), debole insieme al comparto dopo che l’Ivass, l’authority Ue, ha aperto alla possibilità di stress test anche per le assicurazioni, e Banca Mediolanum (-1,68%), che da oggi ha preso il posto di Yoox-net-a-Porter, dopo che Richemont ha completato l’Opa sul gruppo online. In generale male i titoli del settore editoriale, dopo le trimestrali di gruppi come Cairo Communication (-4,07% le azioni nonostante i conti positivi) e Mondadori (-3,41%), che ha visto calare i ricavi del 6,7% e peggiorare le perdite a 13,6 milioni. Debole anche Atlantia (+0,14%), sebbene sia terminata con successo l’operazione di Abertis che la società ha promosso insieme a Hotchief, società controllata dalla spagnola Acs. (altro…)

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