Archive for the ‘Economia – Lavoro’ Category

Petrolio a picco dopo stime Opec. Carige torna agli scambi e crolla del 50%

martedì, novembre 13th, 2018

–di

Chiusura in rialzo per le Borse europee sulla scommessa che si profili all’orizzonte un accordo tra Stati Uniti e Cina sul fronte del commercio internazionale, in vista del G20 in Argentina, quando si incontreranno il presidente americano, Donald Trump e quello cinese, Xi Jiping. Il Segretario al Tesoro Usa, Steven Mnuchin, e il vice premier cinese, Liu He, hanno infatti ripreso i colloqui sul fronte dei dazi e si parla di una possibile visita a Washington di Liu prima del G-20 in Argentina. In Europa Italia e Gran Bretagna sono rimaste sotto la lente. La prima nell’attesa della risposta del Governo Conte alle autorità europee sulla manovra economica, che deve essere consegnata entro la mezzanotte a Bruxelles. La seconda mentre vanno avanti le trattative per la Brexit, anche se il vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans, ha invitato l’Europa a prepararsi a tutte le eventualità. Il vicepresidente della Commissione Ue ha anche detto che ci sono «progressi nel negoziato per la Brexit ma ancora non ci siamo». Così il listino londinese è rimasto al palo. A Milano il FTSE MIBè salito dello 0,9% e lo spread si è attestato a 304 punti, in attesa della lettera italiana all’Europa, dopo le critiche espresse dalla Commissione. Ma proprio oggi il ministro all’economia, Giovanni Tria, ha preannunciato «Il tasso di crescita non si negozia». Tasso che prevede una crescita del pil italiano nel 2019 all’1,5%, contro la stima dell’1,2% della Commissione europea. Ha destato preoccupazione l’andamento del greggio, con il wti a picco dopo la diffusione delle nuove stime dell’Opec.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

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Tim: Genish sfiduciato, le deleghe dell’ad a Conti

martedì, novembre 13th, 2018

Amos Genish lascia la guida operativa di Tim. Il manager israeliano ha presentato le dimissioni a un consiglio straordinario del gruppo telefonico che si è riunito questa mattina alle 7 e ha deciso di conferire ad interim i poteri esecutivi al presidente Fulvio Conti. La nomina del nuovo amministratore delegato di Tim dovrebbe comunque avvenire in tempi brevi, forse già in settimana. E’ probabile che la scelta verrà fatta all’interno del consiglio di Tim o tra i manager della società. Nel primo caso le deleghe operative potrebbero passare ad Alfredo Altavilla, già braccio destro di Sergio Marchionne in Fca, che dal mercato viene visto come il candidato più accreditato. Nel caso della scelta interna si fa invece il nome di Stefano De Angelis, che fino a pochi mesi fa ha gestito Tim Brasil e che sarebbe gradito al fondo Elliott. (altro…)

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«Pensioni, il calcolo: con “Quota” 100 ridotte fino al 30%»

lunedì, novembre 12th, 2018

In pensione con quota 100? Sì, ma potrebbe costare caro ai papabili pensionati. Lo stima l’ Ufficio parlamentare di Bilancio (Upb) nella relazione, davanti a Camera e Senato, sulla manovra. Chi usufruisse della cosiddetta Quota 100 per andare in pensione, potrebbe infatti avere penalizzazioni sull’importo dell’assegno che crescono «da circa il 5 per cento, in caso di anticipo solo di un anno, a valori oltre il 30 per cento se l’anticipo è di oltre 4 anni».

«Pensioni, il calcolo: con “Quota” 100 ridotte fino al 30%»

I maggiori vantaggi, per chi sceglie Quota 100, saranno come aveva già scritto L’Economia, per chi ha iniziato a lavorare tra 22 e 26 anni, a patto di accettare una rendita considerevolmente più bassa (LEGGI QUI LE CARDS SU QUOTA 100)

Pensioni, quota 100: chi può andare e chi no. Ma si può perdere un quarto dell’assegno – Nuove pensioni in 2 minuti-Videoscheda (altro…)
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L’Italia gioca la carta del petrolio: ecco i nuovi equilibri in Libia

lunedì, novembre 12th, 2018

 

In vista del vertice di Palermo ampio spazio è stato dato al lato politico del dossier libico. Le vicende che riguardano Haftar, i suoi tira e molla, i rapporti con Al Serraj ed il ruolo sia dell’Italia che degli altri attori internazionali. Poco o nulla invece si è detto di quello che potrebbe essere il vero elemento in gioco non solo della conferenza di Palermo ma, in generale, delle varie mosse diplomatiche svolte in questi giorni: il petrolio.

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La Libia non è soltanto un paese che detiene molti giacimenti e molto greggio nel suo sottosuolo. La vera peculiarità dell’oro nero libico sta nella sua qualità. Poco zolfo, poco denso, il petrolio libico costituisce una vera e propria manna. Grazie a queste qualità la sua raffinazione costa molto poco, garantendo maggiori guadagni quindi per le compagnie (ed i paesi a cui esse appartengono) che riescono a mettere le mani sulle risorse energetiche libiche.
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Potere e poltrone: nel caso Confcommercio la sorpresa Palenzona

sabato, novembre 10th, 2018
gianluca Paolucci, Michele sasso
torino

Il consiglio direttivo di Confcommercio del prossimo 14 novembre si preannuncia piuttosto caldo. La convocazione formale riguarda la nuova governance, con la cancellazione della figura del direttore generale dall’organigramma dell’associazione. Sul tavolo ci sarà però, con ogni probabilità, la testa del presidente Carlo Sangalli. E il potere, i soldi e le poltrone legate alla guida della più grande associazione di rappresentanza del mondo delle imprese, con oltre 700 mila associati.

Il mandato di Sangalli scade nel 2020, ma lo scandalo esploso con le accuse di molestie mosse dalla ex segretaria Giovanna Venturini ha di fatto accelerato la successione alla poltrona più alta. A confrontarsi, secondo quanto ricostruito, sono almeno quattro cordate. Di queste, la più interessante, per il peso e il ruolo di colui che appare il capofila: Fabrizio Palenzona.  Borghi (Federmoda), Postacchini (Emilia) e Coppa (Piemonte) gli altri pretendenti alla poltrona più alta

Ma ad ambire al posto di Sangalli non c’è solo l’ex vicepresidente di Unicredit – nonché presidente dell’associazione dei concessionari autostradali Aiscat, di Prelios, della Federazione autotrasportari, per restare alle principali e senza neppure sfiorare gli incarichi passati -.

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Piazza Affari ancora la peggiore in Europa, affondano Tim e Leonard

venerdì, novembre 9th, 2018

–di e

L’Europa ha chiuso in rosso(Parigi -0,48%, Madrid -0,45% e Londra -0,5% circa%), con l’eccezione di Francoforte (+0,02%), all’indomani delle decisioni della Federal Reserve, che ha confermato una nuova stretta sui tassi a dicembre. Sono andati male soprattutto titoli industriali, auto e il comparto petrolifero (Saipem -5,12% ed Eni -0,76%), schiacchiato dal fatto che il Wti è scivolato temporaneamente sotto quota 60 dollari in vista del summit dell’Opec che si terrà nel weekend. Piazza Affari (-0,88%), ancora una volta la peggiore nel Vecchio Continente, ha comunque ridotto i ribassi rispetto al -1,5% toccato durante la seduta, complice il fatto che lo spread tra BTp e Bund, in precedenza tornato sopra 300 punti, ha chiuso a 299 punti. A Milano la seduta è stata orientata da una serie di trimestrali: sono andate bene le utilities, trainate da Terna (+1,31%), che ha chiuso i primi nove mesi con utile netto e ricavi in aumento, ma anche Ferragamo (+2,06%), sostenuta dal fatto che gli analisti hanno visto progressi nel terzo trimestre. Molto male invece Telecom (-4,83%), dopo la maxi svalutazione da 2 miliardi di euro degli avviamenti, e Leonardo (-8,79%), che ha confermato i target. Tuttavia secondo gli analisti occorrerà un quarto trimestre molto brillante per centrarli. I future a dicembre del Wti, in territorio “orso” e in calo superiore al 20% dal picco di ottobre, scendono dello 0,9% a 61,28 dollari, quelli del Brent a gennaio dello 0,7% a 70,16 dollari al barile. Euro in correzione, dopo essere arrivato mercoledì sopra 1,15 dollari: vale 1,1353 dollari (1,1341 in apertura e 1,1425 alla chiusura di ieri), e vale 129,095 yen, mentre il rapporto dollaro/yen è a 113,692. (altro…)

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Rc auto, la Lega stanga i furbetti: niente assicurazione? Massacro e ritiro patente

venerdì, novembre 9th, 2018

Nella raffica di emendamenti al decreto fiscale che accompagna la Manovra 2018 c’è ampio spazio anche per i furbetti dell’assicurazione Rc auto. Dal fronte leghista è partita la caccia a chi viene multato più di una volta per la mancanza dell’assicurazione obbligatoria, con la proposta destinata a passare di una multa che può arrivare fino a 7mila euro, oltre al fermo amministrativo del veicolo per 45 giorni e la sospensione della patente per due mesi.

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Pace fiscale, la guida. Tutti gli sconti su cartelle, multe e liti

venerdì, novembre 9th, 2018

di CLAUDIA MARIN

Roma, 9 novembre 2018 – Al via la prima fase operativa della pace fiscale. E sulla rampa di lancio, tra le varie formule per mettersi in regola con il Fisco, ci sono le sanatorie flash sugli accertamenti. Ma sul sito dell’Agenzia delle Entrate sono disponibili anche i moduli per la cosiddetta rottamazione-ter. Ci vorranno ancora settimane, invece, per far partire anche le altre vie per sistemare la propria posizione. Ma la partita del condono con annessi e connessi è tuttora aperta in Parlamento.

Tant’è che ieri sera si contavano circa 600 emendamenti al provvedimento, con in primo piano novità di rilievo provenienti dalla stessa maggioranza e, nello specifico, dalla Lega: da una tassa ad hoc sui money transfer allo stop alla patente per gli evasori seriali per la Rc auto, fino alle sanatorie per Imu e Tasi. Le modifiche della maggioranza sono in tutto un centinaio e non su tutte le proposte c’è già accordo tra i due azionisti. Entrambi sono a favore di un ampliamento della rottamazione, che dovrebbe diventare extralarge e comprendere anche avvisi bonari ed errori formali, oltre a imbarcare nella pace fiscale vera e propria anche gli omessi versamenti. La Lega va oltre e chiede di specificare la possibilità per gli enti locali di consentire ai cittadini di sanare anche Imu, Tasi, o imposta sulle insegne, pagando solo il dovuto senza le sanzioni.

Sempre la Lega chiede, però, una stretta sugli evasori seriali della Rc auto, che se beccati più volte rischiano non solo il raddoppio delle sanzioni ma anche il fermo dell’auto e la sospensione fino a due mesi della patente. (altro…)

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Svimez, dalla Manovra effetti maggiori al Sud. Ma con i fondi per il reddito di cittadinanza non si arriva a 780 euro

venerdì, novembre 9th, 2018

MILANO – Gli effetti della prossima Legge di Bilancio si faranno sentire prevalentemente al Sud. È il giudizio espresso dalla Svimez nel rapporto 2018. “L’impatto dei provvedimenti contenuti nella manovra sull’evoluzione del Pil al Centro-Nord e al Sud, darebbe un impulso positivo nel Mezzogiorno di circa lo 0,3% nel 2019 sull’aumento previsto del prodotto lordo dell’1%, e di poco più dello 0,4% nel 2020 sul Pil allo 0,9% ipotizzato. Nel Centro-Nord, i valori risultano decisamente inferiori, quasi lo 0,2% nel 2019 e 0,24% nel 2020”, si legge nel rapporto.

Svimez spiega di aver stimato “gli effetti della manovra sia al Centro-Nord che nel Mezzogiorno sulla base della ripartizione territoriale degli interventi previsti, sia in termini di minori entrate che di maggiori spese” e “nel biennio 2019-20 il Sud beneficerà di circa il 40% delle minori entrate e di oltre il 40% delle maggiori spese”. Per cui “nelle sue linee essenziali le misure espansive andrebbero a vantaggio del Mezzogiorno”.

Reddito di cittadinanza, risorse insufficienti per arrivare  780 euro

Su una delle misure più attese del governo, il reddito di cittdinaza, la Svimez evidenzia però che le risorse srtanziate non bastano per arrivare i 780 euro promessi. La somma stanziata, si spiega, “consentirebbe di ampliare significativamente la platea dei destinatari rispetto all’attuale Reddito di Inclusione ma non di assicurare il raggiungimento della soglia dei 780 euro indicata dal Governo, in quanto il raggiungimento di tale soglia richiederebbe uno stanziamento di circa 15 miliardi”. (altro…)

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Piazza Affari in coda all’Europa, pesano stime Ue e Unicredit

giovedì, novembre 8th, 2018

di e

Le nuove stime della Commissione Ue sulla crescita, che parlano di un rallentamento generalizzato nei prossimi anni, hanno messo il freno alle Borse europee (Parigi -0,13%, Francoforte -0,45%, Londra +0,2% circa e Madrid -0,11%) e in particolare a Milano (-0,57% il FTSE MIB), fanalino di coda, sull’allarme lanciato su rischio crescita, peggioramento del deficit e mancato calo del debito. Ma già in apertura su Piazza Affari pesava il calo di Unicredit (-3,81%), che inaspettatamente ha rivisto i target 2018 sui ricavi e 2019 sul Cet1 ratio. Inoltre, archiviate le elezioni di metà mandato in Usa, l’attenzione torna sulla Fed: nella serata italiana sarà probabilmente annunciato un nulla di fatto sul costo del denaro, ma a interessare saranno le indicazioni sulle prossime mosse. A Piazza Affari i riflettori sono stati puntati sulle banche, dopo una serie di trimestrali in chiaroscuro (bene Banco Bpm, +2,98%). Sul Ftse Mib a passo rapido Finecobank (-2,6%), dopo il rialzo della raccolta di ottobre, e Telecom Italia (+1,35%), su indiscrezioni su un accordo commerciale con Open Fiber. In coda Mediaset (-3,64%), penalizzata dallo scivolone della controllata Mediaset Espana (-7,6% a Madrid) e, più in generale, dal calo del settore media europeo innescato dall’abbassamento della guidance della tedesca Prosiebensat (-14,2% a Francoforte).

Spread BTp/Bund

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