Archive for the ‘Economia – Lavoro’ Category

Flat tax, Alitalia, Iva: i conti che non tornano e le promesse del governo

martedì, Marzo 26th, 2019

di Ferruccio de Bortoli

Per fortuna non si parla più di uscita dall’euro. La corrente numismatica del governo e della maggioranza sembra aver riposto nel cassetto dei ricordi la nostalgia della lira. O perlomeno ne pratica un culto discreto, quasi esoterico. Una passione vintage. Ma la trappola della memoria non risparmia — è il caso di usare questo verbo — nessuno. Del resto, tutto ciò che è simbolo di una giovinezza perduta esercita un fascino irresistibile. Nei giorni scorsi mi è stata regalata una moneta da mille lire. Non me la ricordavo più. Ebbe una diffusione molto limitata sul finire del secolo scorso quando l’euro stava per nascere. Circolò insieme alla banconota da mille lire. Assomiglia alle vecchie cinquecento lire e un po’ alla moneta da due euro. Mi sono quasi commosso nell’averla tra le mani. E non credo che mai guarderò una moneta da cinquanta centesimi — più o meno alla pari al cambio euro-lira — con lo stesso trasporto. Se il valore è solo nei sentimenti potrei commuovermi persino per gli assegnini — quasi carta straccia a volte misera, lurida — che per breve tempo infestarono le nostre tasche. Era uno scandalo. Una figuraccia internazionale. Eppure eravamo nel pieno della sovranità che alcuni rimpiangono. La sovranità di dimostrarci incapaci persino di produrre gli spiccioli. I sentimenti non hanno un valore di mercato. Non hanno un tasso di cambio. Bisogna ammettere che in quanto a immaginazione l’attuale maggioranza non è seconda a nessuno. La moneta del desiderio è come l’albero del pane. Non lesina i suoi frutti. Siccome non si possono emettere tutti gli euro di cui avremmo bisogno, come molti sognerebbero di fare senza indebitarsi, li coniamo con il pensiero libero. In assenza di gravità economica.

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Dazn, dall’Antitrust multa da 500 mila euro: “Pubblicità ingannevole”

martedì, Marzo 26th, 2019

MILANO – Mezzo milione di multa per Dazn. È la sanzione inflitta dall’Antitrust al servizio di streaming sportivo per pubblicità e informazioni ingannevoli sul pacchetto Calcio 2018/19, al termine di una istruttoria avviata nel mese di agosto 2018 nei confronti di Perform Investment Limited e Perform Media Services S.r.l.

L’Autorità ha rilevato che le due società, in violazione dell’art. 21 del Codice del Consumo, hanno utilizzato, nell’attività promozionale dell’offerta del servizio streaming Dazn per la visione in diretta delle partite serie A e serie B nella stagione 2018/19, messaggi pubblicitari attraverso cui veniva enfatizzata la possibilità di fruizione del servizio “quando vuoi, dove vuoi”, senza fare alcun riferimento alle limitazioni tecniche che avrebbero potuto, invece, renderla complicata o addirittura impedirla, come hanno dimostrato le difficoltà incontrate in concreto dai consumatori all’inizio della stagione.

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Lavoro, Istat: “Tra 2000 e 2016 la produttività è cresciuta dello 0,4%”

lunedì, Marzo 25th, 2019
Lavoro, Istat: "Tra 2000 e 2016 la produttività è cresciuta dello 0,4%"

Tra il 2000 e il 2016 la produttività del lavoro in Italia è aumentata dello 0,4% mentre di oltre il 15% in Francia, nel Regno Unito, in Spagna e del 18,3% in Germania. E’ quanto emerge dal settimo rapporto Istat sulla Competitività dei Settori Produttivi in cui si sottolinea che questa è “la differenza più significativa” tra l’Italia e gli altri maggiori Paesi della Ue.

Sul fronte della competitività né il “costo del lavoro né l’evoluzione dei prezzi sembrano avere svolto un ruolo di freno per il Paese”, spiega l’Istat.

Tuttavia, nel 2018, la dinamica della produttività del lavoro risulta in linea con quella dell’area euro (-0,1% sul 2017): è la prima volta che accade dal 2013. “Ciò nonostante il divario accumulato negli ultimi 15 anni verso quasi tutte le principali economie avanzate – osservato l’Istat – è ancora lontano dal colmarsi”.

TGCOM

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Congedo di paternità, scatto in avanti a P&G: otto settimane pagate per i neo-papà

lunedì, Marzo 25th, 2019

di BARBARA ARDU’

ROMA – Che il lavoro delle donne aiuterebbe a fare crescere il Pil (e non di poco) ce lo raccontano da anni gli economisti, Fondo monetario internazionale compreso. Peccato però che le donne siano pagate meno degli uomini e spesso considerate un problema quando arriva la materinità. Per andare incontro al problema si punta su asili, smart working, part-time, congedi, ma quasi sempre declinati al femminile. E gli uomini? In fondo un figlio si fa in due. E’ così che Procter&Gamble Italia ha deciso di puntare sui padri concedendo dal 1° marzo un permesso retribuito di otto settimane consecutive. La finestra temporale inizia con la nascita e finisce dopo i 18 mesi di vita del mese del bambino. Un’iniziativa che ha proprio l’obiettivo di sostenere la genitorialità proprio per ridurre il gender gap nel mondo del lavoro. Sono già tre i giovani papà che ne hanno fatto richiesta, diventando dei modelli per i colleghi.

P&G è una multinazionale Usa che da tempo attua una politica di apertura verso le minoranze e le famiglie allargate. Il permesso viene infatti concesso anche ai genitori di una coppia dello stesso sesso, in caso di adozione e in contemporanea con il congedo parentale previsto dall’Inps (cinque giorni). L’azienda si impegna a integrare le previsioni di legge al 100%.

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Aerei, sciopero confermato. Oggi a terra quasi 100 voli Alitalia e Air Italy

lunedì, Marzo 25th, 2019

MILANO- Disagi in vista oggi per chi vola. I lavoratori aderenti a Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo si fermano dalle 10 alle 14 e nella stessa fascia oraria Anpac e Apnav confermano lo sciopero di 4 ore per piloti e assistenti di volo Alitalia. Venerdì, al termine di una trattativa durata quasi 12 ore, Anpac e Anpav avevano sottoscritto in sede ministeriale l’accordo di proroga della cassa integrazione per 70 comandanti e 60 assistenti di volo.

I disagi interesseranno quindi tutti i viaggiatori con voli in partenza nella fascia dello stop, ad eccezione dei voli internazionali riportati nella comunicazione dell’Enac. Stop più prolungato invece per il personale navigante di Air Italy, che ha indetto uno sciopero di 24 ore. La compagnia, dal suo sito, spiega che “le fasce orarie garantite sono dalle 07.00 alle 10.00 e dalle 18.00 alle 21.00” mentre al di fuori di queste sono comunque assicurati quattro collegamenti internazionali e uno nazionale.

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Flat Tax: quali categorie ci guadagnano davvero

lunedì, Marzo 25th, 2019

di Milena Gabanelli e Rita Querzé

La flat tax cambierà per molti lavoratori la prossima dichiarazione dei redditi. Intanto chiariamo che una flat tax c’era già, e si applicava a coloro che hanno la partita Iva fino a 30 mila euro l’anno. Era stata introdotta dal centrosinistra. La sfruttavano 935 mila italiani.

Il governo gialloverde ha alzato il tetto a 65 mila euro lordi, sui quali si pagherà solo il 15% di tasse. Ai redditi più bassi non conviene, mentre per 320 mila contribuenti (stima il Mef) lo sconto medio sarà di 5.095 euro. Vuol dire che qualcuno dovrà accontentarsi di poche centinaia di euro, altri avranno un vantaggio superiore ai 10 mila euro. Poi c’è un «regalo» per chi se la passa già bene, e un altro per le partite Iva con buon giro d’affari e in grado di pianificare l’attività.

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Aerei, sciopero confermato per lunedì 25 marzo. A terra quasi 100 voli Alitalia

domenica, Marzo 24th, 2019

MILANO- Disagi in vista per chi volerà  lunedì mattina. I lavoratori di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo si fermeranno dalle 10 alle 14 e nella stessa fascia oraria Anpac e Apnav hanno confermato lo sciopero di 4 ore per piloti e assistenti di volo Alitalia. “Nella tarda serata di ieri, al termine di una trattativa durata quasi 12 ore”, si legge in una nota, “Anpac e Anpav hanno responsabilmente deciso di sottoscrivere in sede ministeriale l’accordo di proroga della cassa integrazione per 70 comandanti e 60 assistenti di volo. Anpac e Anpav, in rappresentanza dei piloti e degli assistenti di volo di Alitalia SAi e Alitalia Cityliner, in considerazione del fatto che l’atteggiamento del management in amministrazione straordinaria non ha consentito di superare le attuali criticità, sono quindi costrette a confermare lo sciopero di quattro ore previsto per il prossimo 25 marzo”.

I disagi interesseranno quindi tutti i viaggiatori con voli in partenza nella fascia dello stop, ad eccezione dei voli internazionali riportati nella comunicazione dell’Enac. Stop più prolungato invece per il personale navigante di Air Italy, che ha indetto uno sciopero di 24 ore. La compagnia, dal suo sito, spiega che “le fasce orarie garantite sono dalle 07.00 alle 10.00 e dalle 18.00 alle 21.00” mentre al di fuori di queste sono comunque assicurati quattro collegamenti internazionali e uno nazionale.

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Fondi per Genova e Trieste. Nell’intesa Italia-cina spunta il 5G, Washington già in allarme

domenica, Marzo 24th, 2019

alessandro barbera roma

Sette pagine, sei paragrafi e una parola in fondo a una parentesi che farà sobbalzare dalla sedia qualche alto funzionario di Casa Bianca e Dipartimento di Stato. Paragrafo due, punto due: «Le parti collaboreranno nello sviluppo della connettività infrastrutturale, compresi aspetti quali le modalità di finanziamento, interoperabilità e la logistica, in settori di reciproco interesse (quali strade, ferrovie, ponti, aviazione civile, porti, energia e telecomunicazioni)». La sigla «5G» non c’è, ma è come se ci fosse. L’accordo sulla via della Seta fra Roma e Pechino contiene tutto ciò che agli occhi degli Stati Uniti non avrebbe dovuto esserci. Lo avevano già fatto Portogallo, Grecia, Ungheria e Polonia, ma l’Italia ha scelto di essere il primo dei grandi partner europei e del G7 a firmare comunque. La cosa non è passata inosservata a Berlino e Parigi, e soprattutto a Bruxelles, che su questa partita si è mostrata incapace di incidere. Solo il tempo dimostrerà se questo sia stata la prova di una scelta lungimirante, o se nel lungo periodo si ritorcerà contro gli interessi italiani. Una cosa è certa: per il momento le intese concretamente firmate sono poca cosa rispetto ai rischi geopolitici – quelli sì rilevanti – che paventa Washington.

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L’abbaglio elettorale del salario minimo: rischio boomerang per occupazione e stipendi

sabato, Marzo 23rd, 2019

di MAURIZIO RICCI

In tempi di recessione, evocare aumenti salariali suona fasullo, ma, se siamo sotto elezioni, è una facile schiacciata a rete. Puntualmente, dunque, nel frullatore della propaganda è entrato anche un tema scivoloso e complesso come l’introduzione di un salario minimo legale. Ma è l’uovo di Colombo per il rilancio dell’economia o una ricetta semplicistica per l’Italia e un vaneggiamento se applicato in Europa? Vediamo.

Perché in Italia non c’è

Un minimo da pagare comunque, per legge, al lavoratore esiste nella maggior parte dei paesi europei. Non in Italia. Ma neanche in Scandinavia. Il motivo è che siamo paesi con sindacati forti. In Italia, la Costituzione prevede che la paga sia fissata da un contratto collettivo e oltre l’80 per cento dei lavoratori italiani – minimo compreso – è, in linea di principio, coperto da un contratto. Allora, dove è il problema? Nel numero di contratti. Se io e mio zio mettiamo in piedi un sindacato che firma con quattro imprenditori un contratto dove si prevede la paga di 2 euro l’ora per un neurochirurgo e lo spediamo al Cnel, quello è un contratto collettivo che fa – almeno a termini di legge – testo. Infatti, in Italia esistono oltre 800 contratti. Il risultato è che, chi lo cerca, trova il minimo che vuole. Bisognerebbe stabilire che valgono solo i contratti firmati da organizzazioni effettivamente rappresentative, ma questo presuppone che si regoli,  come voleva la Costituzione, la rappresentanza sindacale e non ci si riesce da 70 anni.

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Reddito di Cittadinanza, dopo due settimane 500mila richieste ai Caf

sabato, Marzo 23rd, 2019

A due settimane esatte dall’entrata in vigore del provvedimento, sono oltre 500mila gli italiani che si sono rivolti agli sportelli dei Caf per presentare domanda per il Reddito di Cittadinanza. Secondo i dati della Consulta Nazionale dei Caf, “mentre al Nord e al Centro è chiesto da persone singole rispettivamente per il 21% e il 23%, al Sud la percentuale si abbassa fino al 12,4”.

Secondo i dati raccolti in 10 città campione su 7.964 domande presentate fino al 20 marzo, gli under 30, i Millennials, rappresentano il 6,8% delle domande presentate. Il dato è trascinato da una percentuale al Sud del 10,3%, mentre al nord sono il 4,7% e al centro il 3,2%.

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