Archive for the ‘Economia – Lavoro’ Category

Al via con Ruffini alle Entrate la grande partita delle nomine

giovedì, Gennaio 23rd, 2020

La prima tornata della grande partita delle nomine dice che all’Agenzia delle Entrate ritorna Ernesto Maria Ruffini. Leggere Matteo Renzi. Il legame tra i due è solido e datato. 2010, prima Leopolda. Sul palco voluto dall’allora sindaco di Firenze salì proprio Ruffini, che disse: “A non pagare le tasse non ci guadagna nessuno, anzi ci perdiamo tutti”. 2015, Renzi premier: Ruffini è nominato amministratore delegato di Equitalia. Poi, nel 2017, diventa direttore delle Agenzia delle Entrate. Il ritorno l’hanno voluto proprio i renziani. Il Pd ha detto subito sì, ma Luigi Di Maio si è messo di traverso per un po’. Al Consiglio dei ministri di giovedì sera, secondo quanto apprende Huffpost da fonti di governo di primissimo livello, sarà tutto sistemato. Ruffini alle Entrate. Marcello Minenna, già assessore al Bilancio della Giunta Raggi, al Demanio in quota 5 stelle. Alle Dogane Antonio Agostino: viene dal Cipe, voluto dai grillini e da Conte. 

Sarà quindi la riunione dei ministri in programma domani alle 21, al ritorno del premier e del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri da Davos, a dare il via libera alle prime nomine di peso. La partita si sblocca. Basta pensare che l’incarico dei direttori delle tre agenzie fiscali – appunto Entrate, Dogane e Demanio – è scaduto il 9 dicembre, ma già da prima, come è consuetudine, è partita la rumba della successione. La traccia politica è quella della spartizione. I pesi delle poltrone sono differenti. Se è vero che Le Dogane hanno un’importanza strategica in tempi di Brexit e il Demanio è centrale in questioni come la riforma del catasto, è però altrettanto evidente che le Entrate, per ruolo e ampiezza dei compiti, ha un peso specifico decisamente maggiore. 

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Parcelle milionarie e conflitti d’interesse, ecco la casta che si arricchisce con la crisi

giovedì, Gennaio 23rd, 2020

di Vittorio Malagutti

Nell’Italia con il motore in panne e il Pil stagnante c’è un settore che non conosce crisi. Anzi, viaggia a gran velocità e muove una giostra milionaria di incarichi, consulenze e relative parcelle. È l’industria dei salvataggi aziendali, cioè concordati, curatele fallimentari, amministrazioni straordinarie. Una ristretta cerchia di professionisti, in prima fila avvocati e commercialisti, si spartisce la ricchissima torta dei compensi per la gestione o la liquidazione delle grandi imprese in difficoltà. La lista dei gruppi a rischio naufragio si allunga di mese in mese.

Ci sono le storie infinite, tipo Alitalia e Ilva, che continuano a macinare perdite mentre passano da un commissario all’altro. E poi un variegato elenco di casi critici, decine e decine di marchi noti e meno noti, accomunati da un futuro incerto che potrebbe spazzare via migliaia di posti di lavoro. Per esempio, giusto per citare le cronache più recenti, colossi delle costruzioni come Astaldi e Condotte, oppure Mercatone Uno, i grandi magazzini del mobile. E così, mentre il Paese si impoverisce e il made in Italy perde letteralmente i pezzi, aumentano di conseguenza le occasioni d’affari per gli specialisti in crac e affini, quelli che “risolvono problemi”, per dirla con Mr. Wolf di Pulp Fiction, il film di Quentin Tarantino.

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Astaldi, inchiesta bomba della procura: indagati per corruzione i commissari

I giudici capitolini hanno perquisito gli uffici dei professionisti Ambrosini, Gatti e Rocchi, che gestiscono il concordato preventivo del colosso delle costruzioni. Nel mirino i compensi da decine di milioni di euro. Usate intercettazioni che potrebbero terremotare il mondo delle consulenze delle amministrazioni straordinarie. Fonti della magistratura: la procedura deve andare avanti

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Piazza Affari (-0,6%) in preallarme su Governo, spread in tensione e banche giù

mercoledì, Gennaio 22nd, 2020

di Chiara Di Cristofaro e Stefania Arcudi

Le ultime da radiocor

Piazza Affari sconta l’incertezza politica innescata dall’atteso addio di Luigi Di Maio alla guida del Movimento 5 Stelle. Milano (-0,58%) è stata tra le peggiori in Europa, in attesa di capire chi sarà il nuovo leader e che posizioni avrà nei confronti del Governo. Di questa situazione, sul Ftse Mib, ha approfittato Atlantia (+2,15%), che proprio in Di Maio aveva il suo principale oppositore pubblico, in quanto acceso sostenitore della revoca delle concessioni ad Aspi.
Milano, che ha finito sui minimi di seduta, è stata penalizzata dal cattivo andamento delle banche, rallentate dalle incertezze politiche che, per ampia parte della seduta, hanno fatto lievitare lo spread a 167 punti (il differenziale è calato nel finale, chiudendo a 161 punti, dai 162 di ieri).
Le altre Borse europee, archiviato per ora l’allarme del coronavirus partito dalla Cina, hanno tentato, e fallito, il rimbalzo dopo i cali di ieri (Parigi -0,58%, Francoforte -0,3%, dopo avere aggiornato in avvio i massimi storici intraday, Madrid -0,47% e Londra -0,51%), preferendo la cautela dopo le parole di Donald Trump, che ha minacciato dazi sulle auto europee, e in attesa delle decisioni della Bce, in arrivo domani.

Nel frattempo, Wall Street viaggia in rialzo grazie a una serie di conti aziendali superiori alle attese che fanno ben sperare per il proseguimento della stagione delle trimestrali. Finora, circa il 10% delle aziende quotate sull’S&P 500 ha pubblicato i conti e circa il 75% ha superato le attese degli analisti. Sostegno anche dal dato sulle vendite di case esistenti, unico di rilievo della giornata: a dicembre è salito del 3,6% su novembre a un tasso annualizzato di 5,54 milioni di unità contro stime per un rialzo dell’1,9%. Su base annuale c’è stato un incremento del 10,8%, il sesto aumento annuale di fila.

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Acqua minerale con vetro a rendere: ecco come risparmiare 950.000 euro di petrolio al giorno

mercoledì, Gennaio 22nd, 2020

di Domenico Affinito e Milena Gabanelli

Emergenza clima, non si parla d’altro, e attendiamo tutti che qualcun altro faccia qualcosa. Intanto nel nostro piccolo possiamo fare tante cose. Prendiamone una: siamo i campioni mondiali di consumo di acqua minerale in bottiglia. Ogni italiano ne beve, stando agli ultimi dati, 224 litri a testa all’anno: 11 miliardi di bottiglie. L’84 è in plastica e solo il 10/15% finisce negli impianti di riciclo, il resto va nei termovalorizzatori, in discarica o disperso nell’ambiente, spesso in mare, dove diventano microplastiche ingoiate dai pesci e che poi ci ritroviamo nel piatto. Considerando che il peso medio di una bottiglia vuota è 40 grammi, produciamo 369,6 mila tonnellate di plastica all’anno solo per l’acqua, che equivalgono a 5,87 milioni di barili di petrolio in un anno (per fare un kg di Pet servono 2 kg di petrolio).

Il vetro sì, ma possiamo fare meglio
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Ponti a rischio: ancora 3.500 quelli senza controlli e manutenzione in Italia

martedì, Gennaio 21st, 2020

di Milena Gabanelli e Andrea Pasqualetto

L’allarme era stato lanciato un anno fa: 992 ponti che attraversano le strade e autostrade italiane gestite da Anas, costruiti in buona parte negli anni Sessanta, risultavano senza padrone. Non avevano cioè un proprietario certo che provvedesse alla manutenzione. La mappa era stata realizzata dopo che ci scappò il morto: anno 2016, cavalcavia di Annone, dietro il crollo si scoprì l’assenza di manutenzione dovuta al fatto che nessuno sapeva di doversene occupare, mentre il traffico pesante continuava a passarci sopra. In attesa di capire se queste strutture sono in carico a Province, Comuni o Consorzi, Il Ministero delle Infrastrutture tranquillizzava dunque tutti chiedendo ad Anas di sorvegliarli «al fine di assicurare l’incolumità della vita umana», scriveva preoccupato il direttore generale del Trasporto stradale, Antonio Parente. Un anno dopo a che punto siamo? I ponti in questione sono stati controllati? L’incolumità è stata garantita? Risposta: ci sono ancora 763 cavalcavia senza proprietà e su questi non sono state fatte le ispezioni approfondite, previste per legge con cadenza annuale, ma soltanto quelle «a vista» dei cantonieri. Anas ci scrive che comunque non sono emerse criticità tali da richiedere interventi di manutenzione.

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Oxfam, le diseguaglianze si accentuano. Duemila Paperoni più ricchi di 4,6 miliardi di persone

lunedì, Gennaio 20th, 2020

di BARBARA ARDU’

Jeff Bezos, patron di Amazon, nel 2018 perse per un po’ lo scettro di uomo più ricco del mondo, riconquistandolo poco dopo. Tutto riconducibile a un sali e scendi delle azioni in Borsa. Se non fosse per questa variabile, prontamente registrata dai media, il quadro delle diseguaglianze di ricchezza e reddito nel mondo non è che sia cambiato di molto da un anno all’altro, anzi forse è peggiorato e peggiora per le nuove generazioni. Ce lo ricorda puntuale come ogni anno Oxfam alla vigilia del meeting annuale del World economic Forum a Davos dove si incontreranno a giorni gli uomini più ricchi o più potenti del pianeta. Un antidoto, quello di Oxfam, al rischio di una assuefazione di massa alle diseguaglianze.   

E sì perché a scorrere i numeri i Paperoni di Forbes son sempre lì. In 2153, forti di un patrimonio di 2.019 miliardi (dati di metà 2019), vantano  una ricchezza superiore a quella complessiva di 4,6 miliardi di persone, circa il 60% della popolazione mondiale.

Una ricchezza quindi tutta concentrata al vertice della piramide sociale. Un esempio? Tutte le donne del continente africano messe insieme, hanno più o meno la ricchezza dei 22 uomini più ricchi del mondo. Numeri spaziali. E sì perché se il patrimonio di una delle persone più ricche del mondo fosse impilato con banconote da 100 dollari bucherebbe lo spazio suborbitale terrestre, superando i cento chilometri d’altezza.

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Dichiarazione dei redditi 2020, come cambia il 730

domenica, Gennaio 19th, 2020

Roma, 19 gennaio 2020 – C’è ancora tempo – si comincerà il 15 aprile con la disponibilità online dei modelli precompilati – ma è ora di pensare alle spese per risparmiare sulle tasse presentando il 730-2020 sui redditi del 2019. L’Agenzia delle entrate ha approvato il nuovo modello che dovrà essere presentato (sul sito dell’Agenzia o attraverso un Caf o un professionista abilitato) entro il 23 luglio. Il nuovo modello conferma deduzioni e detrazioni (come gli interessi sui mutui prima casa o le spese sanitarie), ma introduce anche alcune novità. A partire da quella che riguarda gli eredi che potranno utilizzare il 730-2020 per presentare la dichiarazione dei redditi (non però al sostituto d’imposta, come l’azienda o l’ente previdenziale) delle persone decedute nel 2019 o entro il 23 luglio di quest’anno. Novità anche per i figli (fino a 24 anni) a carico. In questo caso, il limite complessivo di reddito annuo per essere considerati tali è elevato a 4mila euro. 

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Lavoro cercasi, 10 bonus a chi assume

domenica, Gennaio 19th, 2020

di CLAUDIA MARIN

Roma, 19 gennaio 2020 – Hanno toccato quota 10 gli incentivi previsti per chi assume giovani, donne, cassintegrati, disoccupati, titolari del reddito di cittadinanza. Alle formule esistenti anche nel 2019, si sono aggiunti un nuovo sconto per l’apprendistato e la revisione del mai applicato bonus “eccellenze”. Senza contare che l’anno cominciato sarà il primo per valutare gli effetti degli sgravi per chi ingaggia i beneficiari del sussidio anti-povertà. “La vera novità – spiega Enzo De Fusco, uno dei più noti consulenti del lavoro italiani – è il bonus ‘laureati eccellenti’ rivisto per il 2020: un provvedimento per facilitare l’ingresso di neo laureati con il massimo dei voti nel mondo del lavoro”. Ed evitare, semmai, la loro fuga all’estero. 

Ma vediamo, nello specifico, come si compone la batteria di agevolazioni utilizzabili dalle imprese e dai datori che vogliano assumere, partendo proprio dal bonus citato. Si tratta di uno sgravio triennale per i laureati “eccellenti”, che nel 2019 non ha funzionato per una raffica di complicazioni procedurali e che nel 2020 viene semplificato e affidato in gestione all’Inps: prevede, per i 110 e lode e per i dottorati, un esonero dei contributi a carico del datore di lavoro fino a 8mila euro l’anno. 

La seconda via stabilita dalla manovra riguarda gli apprendisti: ebbene, per le imprese, principalmente le artigiane, fino a 9 dipendenti l’assunzione di apprendisti di primo livello comporta uno sgravio del 100% dei contributi dovuti nei primi tre anni di contratto, con aliquota al 10% dopo il terzo anno. Si incentiva l’alternanza scuola lavoro, con la possibilità di conquistare: la qualifica e il diploma professionale; il diploma di istruzione secondaria superiore; il certificato di specializzazione tecnica superiore.

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Cuneo fiscale, il taglio porta benefici da 192 a 1.200 euro l’anno

venerdì, Gennaio 17th, 2020

La proposta di taglio del cuneo fiscale illustrata dal governo ai sindacati prevede benefici che vanno da un massimo di 1.200 euro l’anno per i redditi più bassi, per poi scendere fino ai 192 euro annui per chi guadagna 39mila euro e zero per chi arriva a 40mila. Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha spiegato che “il taglio del cuneo fiscale sarà erogato ogni mese dal primo luglio”. Soddisfatto Maurizio Landini (Cgil): “Strada giusta”. 

Secondo fondi di governo, il cuneo fiscale interesserà circa 16 milioni di lavoratori. 

Le fasce dei benefici La proposta illustrata dal governo ai sindacati prevede benefici che vanno da un massimo di 1.200 euro l’anno per i redditi più bassi (tra circa 8.200 e 28mila euro di reddito), per poi scendere gradualmente fino ai 192 euro annui che arriveranno nella busta paga di chi guadagna 39mila euro e zero per chi arriva a 40mila. Chi ha redditi fino a 33mila euro potrà contare su un beneficio appena sopra i 1.000 euro. Chi ne guadagna 37mila avrà circa 576 euro l’anno in più.

Gualtieri: “Bonus mensile, fino a 100 euro in busta paga” Il ministro Gualtieri ha precisato che il taglio del cuneo fiscale sarà erogato “ogni mese”, partirà “dal primo luglio e consentirà di aumentare fino a “100 euro lo stipendio netto, estendendo la platea a più di 4 milioni di lavoratori”, rispetto a chi già riceve il bonus Irpef varato dal governo Renzi.

“Ampia convergenza con i sindacati” L’incontro con i sindacati, ha detto ancora Gualtieri, è andato “molto bene, c’è stata ampia convergenza sulla modalità con cui varare questo primo intervento importante a sostengo dei redditi da lavoro dipendente. Il cuneo fiscale rappresenta il primo passo di una più generale riforma fiscale” che sarà elaborata nei prossimi mesi con l’obiettivo di varare la legge delega entro aprile. Si tratta comunque di “un primo segnale importante e concreto a sostegno della crescita”.

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Meno di mille euro a un pensionato su tre, Istat: ampi divari e disuguaglianze

mercoledì, Gennaio 15th, 2020

“Il 36,3% dei pensionati riceve ogni mese meno di 1.000 euro lordi, il 12,2% non supera i 500 euro. Un pensionato su quattro (24,7%) si colloca, invece, nella fascia di reddito superiore ai 2.000 euro”. Lo rileva l’Istat che, in base a dati del 2018, definisce “ampia la disuguaglianza di reddito tra i pensionati: al 20% con redditi pensionistici più alti va il 42,4% della spesa complessiva”.

Nel 2018 spesi 293 miliardi per 16 milioni di pensionati – Nel 2018 i pensionati risultano circa 16 milioni, per un numero complessivo di trattamenti pari a poco meno di 23 milioni. La spesa totale, inclusa la componente assistenziale, nello stesso anno ha raggiunto i 293 miliardi di euro, il 2,2% rispetto al 2017.  Il peso relativo della spesa pensionistica sul Pil si attesta quindi al 16,6% contro il 16,5% del 2017, segnando quindi un’interruzione del trend decrescente osservato nel triennio precedente. 

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