Archive for the ‘Terrorismo’ Category

Terrorismo, 10 arresti in Abruzzo: cʼè anche un imam del Teramano

sabato, Settembre 7th, 2019

Blitz all’alba dei carabinieri del Ros e dei finanzieri del Gico dell’Aquila, che hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 10 persone. Tra questi, otto di origine tunisina e due italiana, anche l’imam della moschea Dar Assalam di Martinsicuro, nel Teramano, e una commercialista italiana. Tutti sono indagati per reati tributari e di autoriciclaggio, con finalità di terrorismo.

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Non sottovalutare l’Isis

domenica, Agosto 4th, 2019
Non sottovalutare

Do you remember Isis? Sembrava l’incubo del Terzo Millennio, con la sua ambizione di realizzare lo Stato della Jihad in Siria e Iraq, tanto per cominciare, e con la determinazione a soppiantare, a colpi di attacchi spettacolari e sanguinare, al Qaeda nella guida del Jihad globale. Da un po’ di tempo sul Daesh (lo Stato islamico in arabo) e sul suo califfo Abu Bakr al-Baghadi, dato per morto più volte ma senza alcuna certezza, sembra essere calato il sipario. Come se fosse solo il tragico ricordo di un passato stragista ormai archiviato.

Niente di più sbagliato. E a confermarlo è l’Onu. “L’attuale diminuzione” degli attacchi terroristici nel mondo “potrebbe non durare a lungo, forse neanche fino alla fine dell’anno”. E’ l’allarme lanciato in un rapporto degli esperti di terrorismo del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, secondo cui potrebbero esserci nuovi attacchi “ispirati dall’Isis, possibilmente in luoghi inattesi”.

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Massima allerta terrorismo, caccia a un ragazzo siriano a Roma | Intercettato al telefono: “Domani vado in paradiso”

sabato, Luglio 20th, 2019

E’ massima allerta terrorismo a Roma dopo che la questura ha diramato a tutte le sue volanti l’ordine di rintracciare un giovane siriano. In una intercettazione telefonica il ragazzo avrebbe detto “domani a Roma andrò in paradiso”. A riferire la notizia, che ancora non è stata confermata dalle autorità è il Corriere della Sera.

Gli agenti della capitale hanno una foto e una data di nascita mentre il nome non è confermato dato che su Facebook avrebbe tre profili. Nella nota diramata alle pattuglie si chiede la massima attenzione e in caso di intercettazione è necessario l’intervento della Digos.

Le generalità del siriano non sono state divulgate, scrive ancora il Corriere, per poter effettuare accertamenti preventivi e soprattutto non bruciare la possibilità di controllare gli eventuali contatti che il sospetto avrebbe in città. L’antiterrorismo, che si occupa delle indagini, ha ricevuto il supporto anche dei Servizi Segreti. Il siriano potrebbe essere già nella lista dei “sospetti” che sono monitorati in via preventiva dai nostri apparati di intelligence.

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Milano, autista blocca bus di studenti e appicca il fuoco: accusa di strage e terrorismo. “Gesto premeditato per i migranti morti”

giovedì, Marzo 21st, 2019

di ORIANA LISO, MASSIMO PISA e FRANCO VANNI

Ha dirottato lo scuolabus che stava guidando, con due classi di 51 studenti di seconda media a bordo, tenendoli per 40 minuti sotto sequestro con la minaccia di uccidere tutti. Adesso Ousseynou Sy è accusato di sequestro di persona e strage con l’aggravante della finalità terroristica. “Un gesto premeditato: voleva che tutti sapessero e voleva sollevare la questione della strage dei migranti nel Mediterraneo”, spiegano adesso i procuratori che si occupano del caso, aggiungendo che “l’uomo era un lupo solitario, senza legami con l’Isis”. Ma è una strage quella che si è evitata a San Donato Milanese: “Soltanto grazie al coraggio e alla professionalità dei carabinieri un giorno che si sarebbe ricordato per decenni è finito bene: hanno compiuto un’operazione che vediamo nei film con le squadre speciali”. Ed è in procura, in una pausa dell’interrogatorio di Ousseynou Sy, che è stato ricostruito l’accaduto.

Milano, autista blocca bus di studenti e appicca il fuoco: accusa di strage e terrorismo. "Gesto premeditato per i migranti morti"
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Sparatoria a Utrecht Olanda, unità anti-terrorismo in azione: almeno un morto e diversi feriti

lunedì, Marzo 18th, 2019

Ci sarebbe almeno una vittima nella sparatoria avvenuta lunedì mattina, a bordo di un tram a Utrecht, in Olanda. Secondo quanto riporta il De Telegraaf un uomo avrebbe aperto il fuoco a bordo del mezzo pubblico in piazza 24 ottobre: diversi i feriti. Le immagini diffuse sui social mostrano il mezzo fermo al centro di un incrocio nella piazza, circondato da diversi mezzi di emergenza. Sul posto sono intervenute unità antiterrorismo ed elicotteri per i soccorsi: questi ultimi sono stati complicati dal fatto che era in corso uno sciopero delle forze di polizia in tutta l’Olanda. L’aggressore è ancora in fuga.

Secondo alcuni testimoni al quotidiano Algemeen Dagblad ad aprire il fuoco potrebbero invece essere state «diverse persone che si sarebbero poi date alla fuga». Un giornalista dell’agenzia di stampa olandese Anp — arrivato sul posto — ha detto di aver visto una vittima a terra, coperta da un lenzuolo sulle rotaie tra due tram. La polizia olandese, che indaga sulla sparatoria di piazza 24 Ottobre a Utrecht, «prende in considerazione un possibile movente terroristico». Il primo ministro Mark Rutte ha parlato di una situazione «preoccupante» e ha riunito l’unità di crisi.

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Rischio emulazione in Italia

sabato, Marzo 16th, 2019

C’è il rischio che l’attentato in Nuova Zelanda possa innescare gesti di “emulazione” da parte di fanatici dell’ultradestra o di “ritorsione” da parte di estremisti di matrice islamica nei confronti dei cristiani. La strage nelle moschee a Christchurch fa salire nuovamente il livello d’allerta nel nostro paese, anche se non ci sono ad oggi segnali concreti di possibili azioni.

Per sollecitare le forze di polizia sul territorio a tenere alta la guardia e rimodulare le misure già in atto, il Dipartimento di Pubblica Sicurezza ha inviato una Circolare riservata a prefetture e questure, una scelta che va di pari passo con quella di altri paesi europei, primo tra tutti la Francia. “Non potendosi escludere che tale gesto possa determinare azioni di carattere emulativo ovvero ritorsivo”, il Dipartimento chiede di porre la massima attenzione sui luoghi di culto – dunque moschee, sinagoghe, chiese e centri culturali e religiosi – e invita i presidi sul territorio ad attivare ogni fonte investigativa “al fine di raccogliere ogni informazione circa l’eventuale pianificazione delittuosa”. “Bisogna tenere sempre gli occhi ben aperti e stiamo verificando che non ci siano volontà di ritorsioni, magari da parte di cani sciolti in Italia” ha confermato il ministro dell’Interno Matteo Salvini sottolineando comunque che il nostro paese “è ben presidiato”.

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Nairobi, attentato a un hotel. I jihadisti rivendicano l’assalto

martedì, Gennaio 15th, 2019

Raffaello Binelli

Forti esplosioni e spari all’hotel DustiD2 di Nairobi (Kenya). “C’è stata una bomba, ci sono molti spari”, racconta un uomo che lavora negli uffici del complesso dell’hotel.

L’esplosione è stata avvertita anche dagli uffici dell’agenzia Afp, che si trova a circa cinque km di distanza dal compound, che ospita l’albergo e uffici in un quartiere di lusso.

Una guardia privata di sicurezza ha fatto riferimento a “banditi”. Sembra che il commando sia composto da quattro persone e che si trovi ancora nella struttura. Nell’albergo ci sarebbero anche diversi ostaggi, persone rimaste intrappolate. Nell’esplosione hanno preso fuoco anche diverse automobili che hanno reso la zona una blocco di fuoco. I morti, al momento, sarebbero tre e i feriti sono già 14.

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Terrorismo, pentito della jihad fa scattare blitz: 8 fermi. “Rischiate un esercito di kamikaze in Italia”

mercoledì, Gennaio 9th, 2019

di SALVO PALAZZOLO

Potenti gommoni continuano a viaggiare fra la Tunisia e Mazara del Vallo, trasportando uomini e sigarette di contrabbando. La procura di Palermo e i carabinieri del Ros hanno individuato l’ennesimo gruppo che gestisce i cosiddetti “sbarchi fantasma”. Nella notte sono scattati 8 provvedimenti di fermo, ma il capo dell’organizzazione resta latitante. E l’allerta è alta, perché il tunisino ricercato è accusato di aver fatto propaganda jihadista su Facebook. Gli viene contestato di aver “pubblicamente istigato a commettere più delitti in materia di terrorismo”. Il provvedimento è firmato dai sostituti procuratori Gery Ferrara e Claudia Ferrari, dal procuratore aggiunto Marzia Sabella.

E’ stato un pentito della “Jihad”, detenuto a Genova, a svelare i segreti dell’ultima organizzazione specializzata in viaggi veloci verso la Sicilia. “Voglio evitare che vi troviate un esercito di kamikaze in Italia”, così ha iniziato il suo racconto, due anni fa, offrendo nomi e numeri di telefono del gruppo. “Ritengo che alcuni terroristi possano giungere in Italia con il loro aiuto”.

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Strasburgo, il padre della fidanzata di Antonio: “Decisive le prossime 48 ore, serve un luminare”

venerdì, Dicembre 14th, 2018

dal nostro inviato MARCO MENSURATI

STRASBURGO. “Antonio è stazionario, in coma farmacologico, attaccato a tutte le macchine possibili immaginabili. L’ho visto stanotte, la situazione è stazionaria, sono fondamentali le prossime 48 ore”. Parla così Danilo Moresco, il padre di Luana, la fidanzata di Antonio Megalizzi, il giornalista 29enne, gravemente ferito nell’attentato al mercatino di Natale di Strasburgo il cui bilancio, aggiornato questa mattina dalla prefettura francese, è di tre morti accertati, una persona in stato di morte cerebrale e 13 feriti di cui cinque in condizioni critiche.

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Attentato Strasburgo, ucciso il killer: Cherif Chekatt neutralizzato dalla polizia

venerdì, Dicembre 14th, 2018

di Marco Imarisio, inviato a Strasburgo

La caccia all’uomo è durata appena due giorni. Cherif Chekatt non si era mai allontanato da casa. Si era nascosto in un capannone abbandonato nella zona industriale di plaine des Bouchers, poco distante da Neudorf, il quartiere dove è stato visto per l’ultima volta e dove viveva la sua famiglia. Alle 21 di ieri, una donna ha notato un uomo ferito, che si trascinava mentre risaliva rue du Lazaret, la strada principale dell’area, a 800 metri dal suo ultimo domicilio conosciuto. Ha subito chiamato il centralino della Polizia, che ha inviato una vettura con a bordo tre funzionari. Mentre un elicottero sorvolava la zona, gli agenti lo hanno fermato per controllarne l’identità. Chekatt ha estratto dalla tasca della felpa che indossava una pistola, la stessa della strage, e ha subito sparato. Gli agenti hanno risposto al fuoco e lo hanno ucciso. È caduto a faccia in giù, sulla soglia di quello che è diventato il suo ultimo rifugio.

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