Archive for the ‘Scuola’ Category

Maturità 2019, le materie della seconda prova multidisciplinare | Allʼorale il candidato sceglierà fra tre buste

venerdì, Gennaio 18th, 2019

Nella seconda prova scritta della maturità 2019 debutta la prova multidisciplinare. Al liceo Classico sono previsti latino e greco, mentre allo Scientifico matematica e fisica. “Comunichiamo le materie con largo anticipo – ha detto il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, rivolgendosi agli studenti -. Come sapete da quest’anno ci sono delle novità. Per sostenervi organizzeremo delle simulazioni a febbraio, marzo e aprile”.

Le materie della seconda prova negli altri istituti – Scienze umane e diritto ed economia politica sono le materie previste per la seconda prova di maturità al liceo delle Scienze umane opzione economico sociale. Discipline turistiche e aziendali e inglese sono le materie scelte per l’Istituto tecnico del turismo. Per l’indirizzo informatica gli studenti si cimenteranno con informatica e sistemi e reti. Poi scienza e cultura dell’alimentazione e laboratorio servizi enogastronomici sono le materie opzionate per l’Istituto professionale per i servizi di enogastronomia. Per l’indirizzo servizi per l’agricoltura ecco, invece, le prove scelte: economia agraria e dello sviluppo territoriale e valorizzazione attività produttive e legislazione di settore.

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Pubblica amministrazione, nel 2019 bloccate le assunzioni: l’Università si ribella

venerdì, Dicembre 21st, 2018

ROMA – Un pezzo della manovra riporta un pezzo dell’Italia pubblica ai tempi di Mario Monti e dello spread a 600. Per attenersi alle richieste europee, il governo in carica congela ogni assunzione e ogni concorso in settori chiave della Pubblica amministrazione per i quali erano già stati approntati – nel corso della Legge di Bilancio – manovrine di assunzione. Al comma 208 bis del maxi-emendamento ora al Senato è stato aggiunto un passaggio di quattro righe che dice: per l’anno 2019 la Presidenza del Consiglio dei ministri, tutti i ministeri, gli Enti pubblici non economici, le agenzie fiscali e le Università non possono effettuare assunzioni di personale a tempo indeterminato “con decorrenza giuridica ed economica anteriore al 15 novembre 2019”. L’ultimo passaggio vuole indorare la pillola di uno stop inaspettato e pesante: non durerà tutto l’anno, solo undici mesi e mezzo.

Nel blocco alle assunzioni non ci sono le forze di polizia (che il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha tutelato fino all’ultimo): sono previste, e restano in Legge di Bilancio, 1.043 assunzioni in quattro corpi (polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia penitenziaria) nel 2019 e 6.150 da qui al 2023. Nei vigili del fuoco, ancora, ci sono 850 assunzioni per il prossimo anno. E queste rimangono.

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Maturità 2019, da Eco a Comisso. Il test sulle tracce

domenica, Dicembre 16th, 2018

di ANDREA GIANI

Roma, 16 dicembre 2018 – Sono disponibili sul sito del Ministero dell’Istruzione (miur.gov.it) i primi esempi di tracce per la prova di italiano della nuova Maturità. La prima traccia, che riguarda l’analisi e l’interpretazione di un testo, è tratta da un brano dello scrittore veneto Giovanni Comisso, estrapolato dal saggio ‘Mio sodalizio con De Pisis’. L’esempio dell’analisi e produzione di un testo argomentativo si rifà invece a un testo di Umberto Eco, pubblicato nel 1964, e ad un articolo della pubblicitaria Annamaria Testa, intitolato ‘ La fatica di leggere e il piacere della lettura’. L’ultimo esempio afferisce alla riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità. La citazione scelta è tratta dal saggio di Daniel Mothé ‘L’utopia del tempo libero’ , che presenta alcuni dei paradossi della fruizione del tempo libero nella società contemporanea. 

“Giusta riforma”

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Marco Bussetti, il ministro che non c’è: ecco chi comanda davvero nella scuola italiana

mercoledì, Dicembre 12th, 2018

di Vittorio Malagutti e Francesca Sironi

Missione compiuta. Anche quest’anno la sacra famiglia può stare tranquilla. Garantisce Marco Bussetti. Nel nome, parole sue, dei «nostri valori e delle nostre tradizioni», il ministro dell’Istruzione non ha esitato a spendersi personalmente in difesa del presepe, invitando le scuole di ogni ordine e grado a «non nasconderlo». Un classico. Già nel lontano 2004, dalla stessa poltrona di Bussetti, la berlusconiana Letizia Moratti pubblicò addirittura una lettera aperta sul tema, schierandosi, manco a dirlo, dalla parte di Gesù bambino. E le cronache di quattro anni fa raccontano di un Matteo Salvini impegnato a recapitare statue dei pastorelli ad altezza quasi naturale in un istituto di Bergamo dove il preside aveva lasciato libertà di scelta agli insegnanti. Adesso che Salvini comanda a Roma e un suo uomo si è insediato al ministero dell’Istruzione, l’annoso dibattito sugli addobbi natalizi, non proprio una questione centrale per il futuro del Paese, riassume alla perfezione la strategia del governo a trazione leghista. Simboli e parole d’ordine servono a mobilitare gli elettori: il migrante, le Ong, l’euro.

Anche il presepe, nel suo piccolo, funziona a meraviglia quando si parla di istruzione e di valori da trasmettere ai giovani. Intanto però, ben nascosto dal polverone della propaganda, c’è chi manovra per cambiare i connotati della scuola italiana. Non è il peso piuma Bussetti, neofita assoluto della politica, già professore di ginnastica e dirigente del provveditorato di Milano, catapultato nei palazzi romani per intercessione del suo amico Giancarlo Giorgetti, ora sottosegretario alla presidenza del Consiglio. E neppure Lorenzo Fioramonti, il viceministro con targa Cinque Stelle che fin qui è riuscito a ottenere, quattro mesi dopo l’insediamento, la sola delega all’Università e non quella per la Ricerca, che forse arriverà prossimamente, ma forse anche no. A tracciare la rotta, quindi, non sono il ministro né il suo vice. I due, peraltro, vivono praticamente da separati in casa, con il secondo costretto ad apprendere dai giornali, anzi da Twitter, notizie come il siluramento del capo dell’Agenzia spaziale italiana, Roberto Battiston, deciso da Bussetti.

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Maturità 2019, cosa cambia col nuovo esame

martedì, Novembre 27th, 2018

Roma – Come cambiano le prove della maturità? Sono più articolate, formulate a volte in maniera complessa, anche se la scansione resta abbastanza simile alle edizioni precedenti. Ma ci sono delle novità di cui tenere conto. Uno dei punti che preoccupano maggiormente gli studenti che dovranno affrontare gli esami a fine anno scolastico riguarda lo svolgimento della seconda prova scritta, che finora era abbastanza prevedibile, come l’alternanza latino greco al classico, la matematica allo scientifico. Dalla composizione della traccia al numero di quesiti che saranno proposti, passando per le tipologie di elaborato che potranno essere oggetto d’esame (per l’indirizzo amministrazione, finanza e marketing degli istituti tecnici) sul sito del Miur, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, sono disponibili da oggi tutti i quadri di riferimento per la predisposizione e lo svolgimento della nuova maturità, prevista a giugno con le regole fissate dal decreto legislativo 62 del 2017.

LO SVOLGIMENTO
Due scritti invece di tre, con eliminazione della terza prova elaborata dalle commissioni, e una conseguente maggiore attenzione alle prime due prove, predisposte a livello nazionale. I quadri pubblicati oggi descrivono caratteristiche e obiettivi in base ai quali saranno costruiti sia il primo scritto, italiano, che la seconda prova, diversa per ciascun indirizzo di studi. E sono il frutto del lavoro di esperti delle varie discipline che hanno contribuito alla loro stesura. Per docenti e studenti sarà possibile cominciare a esercitarsi con specifiche simulazioni. Anche il Ministero, a partire dal mese di dicembre, mette a disposizione tracce-tipo per accompagnare ragazzi e insegnanti verso il nuovo esame. Per la prima volta vengono rese disponibili anche apposite griglie nazionali di valutazione, che consentiranno alle commissioni di garantire una maggiore equità nella correzione degli scritti. Anche queste sono disponibili on line da oggi.
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Caos scuola, cattedre vuote e aule a rischio. E c’è anche l’incognita pensioni

lunedì, Novembre 19th, 2018

di VERONICA PASSERI

Roma, 19 novembre 2018 – Come sta la scuola italiana a due mesi dalla prima campanella? Di certo in movimento – vedi gli studenti e i ricercatori in piazza negli ultimi giorni – ma anche con ancora tante emergenze. Dalle cattedre scoperte alla mancanza di docenti di sostegno, dalla carenza di presidi a un sistema di reclutamento che non funziona come dovrebbe.

Cattedre scoperte – All’inizio di questo anno scolastico è stato stimato, secondo i dati del Miur, che sei cattedre su dieci sarebbero rimaste scoperte per la mancanza di docenti di ruolo da assumere. Al termine delle immissioni in ruolo i numeri raccontano il paradosso della scuola italiana. Il Miur ha chiesto e ottenuto (previa autorizzazione dal Ministero dell’economia) 57.322 nuove assunzioni ma solo 25.105, ovvero il 43,8% sono state assegnate. Il Mef, ovviamente, va a nozze perché risparmia un sacco di soldi (i supplenti, si sa, costano meno dei docenti di ruolo). Il problema, strutturale, sta nel sistema di reclutamento, da qui l’appello dei sindacati della scuola a «fare i concorsi».

Valzer supplenti – Per i posti rimasti liberi si ricorre ai supplenti con un nuovo paradosso: il numero maggiore di cattedre è al Nord (ne sono state assegnate di ruolo infatti solo 13mila) e la maggior parte di insegnanti è al Sud. E quindi chi accetta la cattedra al Nord punta subito al rientro a casa. La macchina dell’assegnazione delle supplenze è a dir poco farraginosa e quasi ovunque gli uffici scolastici regionali hanno concluso solo a fine ottobre le operazioni. Ma neppure questo significa docenti in classe ovunque perché spesso i candidati non si presentano nemmeno alle convocazioni oppure si fanno assegnare la cattedra e si mettono subito in malattia. (altro…)

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Nuova Maturità: 2 scritti e più attenzione al percorso di studi

giovedì, Ottobre 4th, 2018

Due prove scritte invece di tre, più l’orale. Più attenzione al percorso svolto dai ragazzi nell’ultimo triennio, con un punteggio maggiore assegnato al credito scolastico. Griglie di valutazione nazionali per la correzione delle prove scritte. Sono alcune delle novità dell’esame di Maturità in vigore da quest’anno scolastico. Lo comunica il Miur con una circolare inviata agli istituti. Il punteggio finale resterà in centesimi.

TGCOM

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Scuola, primo sciopero del nuovo anno scolastico: sit-in davanti al Parlamento

martedì, Settembre 11th, 2018

Scuola, primo sciopero del nuovo anno scolastico: sit-in davanti al Parlamento

Un gruppo di precari della scuola ha organizzato un sit-in davanti al Parlamento, in quello che è il primo sciopero del nuovo anno scolastico. La mobilitazione, prevista dalle 9 alle 14, è stata indetta dall’Anief in occasione della discussione alla Camera del decreto Milleproroghe. “I precari sono giunti da tutta Italia per dimostrare di non essere dei fantasmi”, ha fatto sapere l’associazione sindacale. All’iniziativa partecipano anche i Cobas.

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Nelle scuole scatta il blitz dei Nas. “Via i bimbi che non sono vaccinati”

giovedì, Settembre 6th, 2018
Grazia longo, paolo russo
roma

Sui vaccini la maggioranza ingrana la retromarcia. Dopo avere di fatto cancellato l’obbligo con un blitz al decreto milleproroghe ora è arrivato il dietrofront per mezzo di un emendamento allo stesso provvedimento, che ripristina il divieto di iscrizione a scuole materne e asili dei bambini non in regola con la profilassi.

E per avere certezza che nessuno abbia dichiarato il falso, ha accolto di buon grado la proposta dei carabinieri del Nas di avviare una ricerca a campione su tutto il territorio nazionale a caccia dei furbetti dell’autocertificazione. Una decina, finora, i documenti falsi scoperti tra le 330 scuole sotto esame (asili nidi, materne ed elementari).

Il dietrofront del governo, a giudicare dai commenti al vetriolo sulla pagina Facebook del ministro della salute Giulia Grillo, non è stata presa bene dai No vax, che confidando in una imminente cancellazione dell’obbligo per decreto, pensavano di prendere tempo con l’autocertificazione, che in base alla circolare a doppia firma Salute-Istruzione, sarebbe sufficiente per iscrivere i piccoli. Uno stratagemma fatto saltare dall’emendamento presentato ieri dai due relatori del milleproroghe, i pentastellati Vittoria Baldino e Giuseppe Bompane, che quasi sicuramente incasserà il via libera con ampia maggioranza bi-partisan.< (altro…)

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Presidi, al via il concorsone: 35mila candidati per 2.425 posti

lunedì, Luglio 23rd, 2018

di SALVO INTRAVAIA

ROMA – Oltre 35mila aspiranti presidi all’assalto di più di 2mila poltrone. Parte questa mattina il concorso per il reclutamento di 2.425 dirigenti scolastici che colmeranno gli enormi vuoti d’organico presenti in tutta la Penisola. I 34.580 docenti laureati che hanno presentato domanda nel 2017 dovranno risolvere un rompicapo di 100 quesiti a risposta multipla in 100 minuti. E dopo si apre un lunghissimo percorso di formazione e ulteriore selezione che durerà, con tutta probabilità, oltre un anno. Per questa ragione, nella maggioranza, c’è chi pensa a ridurre i tempi apportando alcune modifiche in corso d’opera per concludere le operazioni entro il mese di agosto 2019 e avere i nuovi presidi al proprio posto per l’avvio del 2019/2020.

La prima scrematura avverrà oggi. La prova sarà computer-based e dopo i cento minuti il computer comunicherà al candidato il punteggio ottenuto. Saranno ammessi alla prova successiva coloro che si piazzeranno, nella graduatoria nazionale, entro i primi 8.700 posti. Seguirà una prova scritta e un colloquio. La prima, anche questa al computer metterà di fronte all’aspirante preside sette quesiti a risposta aperta di cui due nella lingua straniera prescelta dal candidato. Il colloquio, oltre a saggiare la conoscenza dei contenuti oggetto del concorso, verificherà le competenze informatiche e di lingua straniera. A questo punto, il Miur stilerà un’altra graduatoria nazionale. (altro…)

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