Archive for the ‘Scienza’ Category

La Terra ha una sorella, ma è a 100 anni luce: si chiama TOI-700 D

giovedì, Gennaio 9th, 2020
È il primo pianeta scoperto dal telescopio spaziale Tess | Ansa – CorriereTv
Si chiama TOI-700 D d ed è il primo esopianeta scoperto dal telescopio spaziale Tess della NASA. L’annuncio è stato dato durante il 235° meeting dell’American Astronomical Society a Honolulu. Il pianeta si trova a 100 anni luce dalla Terra, nella costellazione meridionale del Dorado. È nella “zona abitabile”, sarebbe roccioso e potrebbe esserci l’acqua. La stella ha circa il 40% della massa e delle dimensioni del nostro Sole e approssimativamente la metà della sua temperatura superficiale. È più grande della Terra del 20% e completa un’orbita in 37 giorni. Nel sistema planetario rilevato dal telescopio ci sono anche TOI.700 B e TOI-700 C, che sarebbero fuori dalla zona abitabile.
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L’ultima eclissi solare del decennio, le immagini dalla rete

venerdì, Dicembre 27th, 2019
Il sole e la luna hanno disegnato un anello di fuoco nel cielo | Ansa – CorriereTv
Il sole e la luna hanno disegnato un anello di fuoco nel cielo. Lo spettacolare evento è stato immortalato solo in quella porzione di globo che va dall’Arabia Saudita al Kenya fino all’india, la Thailandia, le Filippine e la parte nord-occidentale dell’Australia. Non è stato visibile, infatti, in Europa e in altre parti del mondo.
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Ecco come sarebbe la Terra se gli oceani si prosciugassero: il risultato è impressionante

mercoledì, Dicembre 18th, 2019

Questo video è stato postato da uno scienziato, James O’Donaghue, sulla base di uno studio della Nasa risalente al 2008: mostra come sarebbe la Terra se gli oceani si prosciugassero. Dato che il 70% della superficie del nostro pianeta è ricoperta d’acqua, il risultato è impressionante.

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Il polo nord magnetico ‘scappa’ verso Nord, navigazione a rischio

martedì, Dicembre 17th, 2019

La ‘fuga’ del polo nord magnetico verso la Siberia continua a preoccupare gli scienziati di tutto il mondo. Il fenomeno sotto osservazione da mesi rischia di mandare in tilt le app negli smartphone nonché la navigazione marittima e aerea basata su programmi militari e civili.

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Il polo nord magnetico si sposta verso la Siberia. E fa perdere la bussola

di ELENA DUSI
Il fatto è che il polo nord magnetico è il punto della superficie terrestre dove le linee di flusso del campo geomagnetico, creato dal ferro fuso che si muove nel nucleo del pianeta, sono perpendicolari al suolo e dirette verso il terreno. Dalla sua posizione dipendono infatti le regolazioni di bussole e di sistemi di navigazione.

Il polo nord magnetico – a differenza di quello geografico – non ha una collocazione definitiva ma è in perenne movimento, con spostamenti sempre più veloci e sempre meno prevedibili. Così, dopo avere gironzolato per secoli nell’artico canadese con minimi spostamenti, dagli anni Novanta si è mosso a un ritmo senza precedenti, allontanandosi di 55 chilometri all’anno e senza dare segni di rallentamento.

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Cosa sta facendo Parmitano sulla Stazione Spaziale e perché

lunedì, Dicembre 2nd, 2019
Italian astronaut Luca Parmitano, crew member of the mission to the International Space Station (ISS),...

Molti di noi seguono con interesse le acrobazie che Luca Parmitano sta svolgendo all’esterno della Stazione Spaziale Internazionale di cui in questo periodo è comandante, il primo di nazionalità italiana.

Con cadenza settimanale, oggi sarà la terza volta, il 9 dovrebbe essere quella finale, dopo essersi messo la tuta bianca per le passeggiate spaziali, Luca, accompagnato dal suo collega americano Drew Morgan, si sposta verso la posizione S3 dell’asse principale della Stazione, per un intervento di sostituzione di un componente del sistema di raffreddamento dell’esperimento AMS-02.

Chiamato  anche il “cacciatore di antimateria”, AMS-02 pesa circa 7,5 tonnellate, consuma più di due chilowatt ed è grande come una sala da pranzo:  è stato sviluppato nel corso di vent’anni da una collaborazione internazionale con una importante partecipazione italiana, per effettuare la misura di precisione della piccola componente di  antiparticelle nei raggi cosmici, potenziale indicatore di nuovi fenomeni fisici nel cosmo.

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Marte, l’annuncio dell’entomologo William Rosomer: «Insetti e serpenti sul pianeta rosso»

giovedì, Novembre 21st, 2019
Marte, l'annuncio dell'entomologo William Rosomer: «Insetti e serpenti sul pianeta rosso»

Il professor William Rosomer, uno dei più stimati entomologi americani, ha studiato per anni le fotografie scattate dai rover della Nasa su Marte. Oggi si dice certo dell’esistenza di diverse specie di insetti – sia vivi che fossili – sul pianeta rosso. Lo ha annunciato martedì a St. Louis, in Missouri, in occasione del congresso annuale dell’Entomological Society of America.

Api, bombi e serpenti

Attraverso la proiezione di una serie immagini, il professore emerito dell’Università dell’Ohio ha affermato che «la vita su Marte c’è stata e c’è ancora». Nello specifico, avrebbe riconosciuto la presenza di creature simili ad api, bombi e serpenti: «Tre regioni del corpo, una sola coppia di antenne e sei zampe — ha spiegato — sono tradizionalmente sufficienti per stabilire l’identificazione come insetto sulla Terra. Per gli artropodi bastano invece un esoscheletro e appendici articolate. Queste caratteristiche dovrebbero essere valide anche per identificare un organismo su Marte. Su queste basi, nelle foto dei rover si possono vedere forme simili ad artropodi e insetti terrestri».

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Nasa, una nuova simulazione mostra come è fatto un buco nero

venerdì, Settembre 27th, 2019
Nasa, una nuova simulazione mostra come è fatto un buco nero

Una nuova simulazione della Nasa mostra con un dettaglio senza precedenti come è fatto un buco nero. Dall’immagine si può vedere il corpo celeste dentro la zona d’ombra, circondato da un disco di materiale gassoso caldissimo.
Grazie a un campo gravitazionale molto intenso, un buco nero può attirare a sè qualsiasi cosa. Il corpo celeste assorbe la materia mentre intorno si forma un anello di materiale gassoso espulso a causa della rotazione della galassia attorno al proprio centro.

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Scoperta acqua su un pianeta simile alla Terra

giovedì, Settembre 12th, 2019

ROMA – C’è acqua nell’atmosfera di un pianeta che si trova a 110 anni luce dalla Terra e che ruota intorno a una stella più piccola e fredda del Sole alla distanza ideale – la cosidetta fascia abitabile – per avere temperature che permettono all’acqua di essere allo stato liquido e, forse, per poter ospitare la vita. La scoperta, pubblicata sula rivista Nature Astronomy, è del gruppo dell’University College di Londra di cui fanno parte il greco Angelos Tsiaras, l’italiana Giovanna Tinetti e il tedesco Ingo Waldmann.

Il pianeta si chiama K2-18 b ed era stato scoperto nel 2015 dal telescopio spaziale Kepler della Nasa. E’ una delle centinaia delle cosiddette super-Terre, ossia pianeti con una massa compresa fra quelle della Terra e di Nettuno. La sua massa è infatti otto volte superiore a quella del nostro e al momento è l’unico pianeta esterno al Sistema solare ad avere sia acqua, sia temperature che potrebbero sostenere la vita. La sua stella, K2-18, è una nana rossa molto attiva, tanto che il pianeta K2-18 b potrebbe essere esposto a molte radiazioni e avere perciò un ambiente più difficile rispetto a quello terrestre.

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Spazio, un asteroide gigantesco ‘sfiorerà’ la Terra il prossimo 14 settembre

martedì, Agosto 27th, 2019

È largo 290 metri e lungo 650 l’asteroide che ‘sfiorerà’ il nostro Pianeta il 14 settembre 2019. ‘2000 QW7’, questo il nome del corpo celeste, si avvicinerà alla Terra a una distanza minima di 5.3 milioni di chilometri, viaggiando a una velocità di 23.100 chilometri orari. La distanza, anche se può sembrare enorme, in realtà non lo è: si tratta di 0,03564 unità astronomiche (un’unità astronomica è la distanza media della Terra dal Sole e corrisponde a circa 150 milioni di chilometri).

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Il gene che aiuta i denti a rigenerarsi

sabato, Agosto 10th, 2019

Scoperto l’interruttore genetico che regola la riparazione dei denti: è il gene Dlk1, che agisce stimolando una particolare popolazione di cellule staminali responsabile della produzione della dentina, il tessuto che costituisce il ‘corpo’ del dente sotto lo smalto. Questo meccanismo molecolare, scoperto negli incisivi a crescita continua dei topi, può essere manipolato: nei primi test sugli animali ha dimostrato di favorire la rigenerazione, aprendo la strada a nuove cure per denti cariati o danneggiati da traumi. A indicarlo è lo studio pubblicato sulla rivista Nature Communications da una collaborazione internazionale coordinata dall’università britannica di Plymouth.

“Le cellule staminali sono molto importanti, perché in futuro potrebbero essere usate in laboratorio per rigenerare tessuti danneggiati o persi a causa di malattie, quindi è cruciale capire come funzionano”, afferma il coordinatore dello studio, Bing Hu.

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