Archive for the ‘Scienza’ Category

Piramide di Giza, svelato il mistero della costruzione

martedì, settembre 26th, 2017

di MARIA LUISA PRETE

E’ UNA delle sette meraviglie del mondo antico e da sempre un enigma per studiosi e appassionati. Ora però la Piramide di Cheope, conosciuta anche come Grande Piramide di Giza, vede per la prima volta aprirsi uno spiraglio sul suo passato. Come è stato possibile, nell’Età del bronzo, realizzare un’opera così imponente, alta 147 metri, in un’epoca in cui le tecnologie a disposizione non erano sicuramente quelle di cui disponiamo oggi? Come hanno potuto trasportare dalle cave quei pesantissimi blocchi che la compongono nel 2.600 a.C.? Un mistero che sembra finalmente essere svelato grazie al ritrovamento di un antico papiro, di una barca cerimoniale e alle tracce di antichi canali. Mettendo insieme questi elementi, gli archeologi hanno appena scoperto il modo ingegnoso attraverso il quale centinaia di operai trasportarono i blocchi di granito di due tonnellate e mezzo, provenienti da Aswan, a oltre 800 chilometri di distanza, per dare forma alla dimora funebre del faraone Khufu (Cheope in greco), appartenente alla IV dinastia.

I misteri svelati dal papiro. I lavoratori hanno caricato 170mila tonnellate di pietra calcarea lungo il Nilo in barche di legno fatte di tavole tenute insieme da corde, attraverso un sistema di canali costruito appositamente e un porto interno a pochi metri dalla base della piramide. Nel porto marittimo Wadi Al-Jarf è, infatti, stato ritrovato il rotolo di papiro che confermerebbe l’ipotesi. Scritto da Merer, un sovrintendente responsabile di una squadra di 40 operai, è l’unico documento esistente sulla costruzione della Grande Piramide e descrive nel dettaglio in che modo le pietre venivano spedite. (altro…)

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Tempesta magnetica dopo la più forte eruzione solare degli ultimi 11 anni. E stasera ne arriva un’altra

venerdì, settembre 8th, 2017

E’ ARRIVATA ed è stata più intensa del previsto, la tempesta magnetica innescata dalla più potente eruzione solare degli ultimi 11 anni. E’ stata classificata G4 nella scala da 1 a 5 e ha provocato blackout radio, problemi ai sistemi di navigazione Gps, e aurore che hanno fermato il traffico. Lo sciame di particelle elettricamente cariche scagliate dall’eruzione “ha colpito il campo magnetico della Terra alle 1,56 (ora italiana), qualche ora prima rispetto alle previsioni iniziali”, ha detto all’ANSA il fisico solare Mauro Messerotti, dell’Osservatorio di Trieste dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), consigliere per il meteo spaziale della direzione scientifica dell’Inaf e dell’università di Trieste.

Adesso la tempesta è diventata più debole, ha aggiunto, ma questa notte era classificata di classe G4, cioè severa, nella scala di intensità che va da 1 a 5. ‘La tempesta – ha proseguito Messerotti – ha creato problemi alle comunicazioni radio nelle regioni polari e anche a latitudini più basse e ha disturbato i sistemi di navigazione Gps perché l’atmosfera era ricca di particelle elettricamente cariche e i ricevitori a Terra non riuscivano a captare i segnali inviati dai satelliti Gps”. Il fenomeno ha innescato anche aurore spettacolari, molto più brillanti del solito, visibili in tutte le zone polari, ma anche a latitudini più basse come l’Arkansas, negli Stati Uniti. In Scandinavia, secondo il sito Spaceweather, le aurore sono state così brillanti che hanno bloccato il traffico. (altro…)

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Modificati gli embrioni umani: “È la prima volta senza errori”

venerdì, luglio 28th, 2017
paolo mastrolilli
inviato a New York

Il primo embrione umano modificato geneticamente negli Stati Uniti è stato prodotto in Oregon. Finora questa pratica era stata documentata ufficialmente solo in Cina, ma la svolta americana annuncia un’accelerazione, che potrebbe portare nel prossimo futuro alla nascita di bambini su ordinazione.

La notizia è stata pubblicata dalla MIT Technology Review , secondo cui l’esperimento è stato condotto dallo scienziato originario del Kazakistan Shoukhrat Mitalipov, alla Oregon Health and Science University. La tecnica utilizzata è quella del Crispr, seguendo un processo di gene-editing chiamato «germline engineering», che rende permanenti le modifiche al codice del Dna e automatica la loro trasmissione ai figli di chi le ha subite. I tre esperimenti tentati in Cina avevano avuto risultati contraddittori, perché non tutte le cellule degli embrioni costruiti avevano recepito i cambiamenti in maniera omogenea. Ciò aveva generato effetti «off-target», ossia fuori bersaglio, e il fenomeno chiamato «mosaicism». Mitalipov però ha usato una tecnica diversa e, iniettando Crispr molto presto, nello stesso momento in cui le uova venivano fertilizzate in vitro, avrebbe superato o limitato questo problema.

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Anche il Sole finirà in una scatola

mercoledì, maggio 3rd, 2017
lorenzo cresci
 

E adesso, presidente? «Adesso disegniamo il futuro». Davide Malacalza, presidente di Asg Superconductors, passa la mano sui cavi superconduttori di ultima generazione, quelli potenzialmente destinati a rivoluzionare il mondo dell’eolico, dell’aviazione a motore elettrico, della navigazione. Fili sottilissimi, frutto della combinazione tra boro e magnesio, due elementi presenti in natura e che, combinati, e a una certa temperatura diventano quei superconduttivi destinati a mandare nell’album dei ricordi il rame.

 «Fattore 1000», semplifica il fisico Gianni Grasso, ricercatore impegnato nella superconduttività e che nel 2003 ha scommesso su questa combinazione chimica, trovando l’appoggio di un imprenditore. Il futuro è a San Desiderio, collina genovese, dove ha sede la «Columbus», azienda-prototipo voluta dallo stesso Malacalza per studiare il futuro dei materiali per applicazioni industriali nella superconduttività.

Cento chilometri e siamo alla Spezia, in una delle sedi di Asg Superconductors, realizzata per portare a termine un altro sogno, quello delle bobine che saranno il cuore del progetto internazionale «Iter», il programma che promette, entro otto anni, di avviare la prima iniezione di plasma che consentirà di dimostrare che è possibile «portare» il Sole sulla Terra, sfruttando energia dalla fusione nucleare. «Ecco perché qualcuno ha definito la Liguria una piccola Silicon Valley della superconduttività», dice Malacalza. Che racconta dell’emozione dei dipendenti, quando la bobina «è stata mossa per la prima volta». (altro…)

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Buon “Pi Greco Day”: la giornata della costante matematica

martedì, marzo 14th, 2017

Nel 1988 il fisico statunitense Larry Shaw insieme ad alcuni appassionati ha festeggiato per la prima volta il “Pi Greco day”, giornata dedicata alla costante matematica più famosa tra gli studenti di tutto il mondo. Da allora viene festeggiata ogni 14 marzo: ecco come è nata questa ricorrenza

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Allarme terremoto: arriva il sisma che distruggerà Los Angeles

lunedì, marzo 13th, 2017

Allarme della United States Geological Survey (USGS) che ha minacciosamente dichiarato che la California del Sud è in ritardo su un forte terremoto previsto lungo la Grapevine, vicino a Los Angeles. Secondo l’analisi, riportata dal Daily Mail e ripresa da Dagospia, in questa zona le scosse significative accadono una volta ogni cent’anni, ergo la regione è 60 anni in ritardo. Cosa significa questo? Lo studio, pubblicato sul Journal of Geophysical Research, dice che per quanto concerne i terremoti su questo tratto della faglia, “sono stati registrati intervalli individuali sismici che vanno da 22 a 186 anni”, il che significa che un terremoto potrebbe verificarsi in qualsiasi momento oggi stesso o potrebbe tardare un altro paio di decenni”. (altro…)

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Il sistema delle sette Terre che può ospitare gli alieni

giovedì, febbraio 23rd, 2017
L’annuncio della Nasa: probabile la presenza di oceani di acqua liquida

Ecco come potrebbe apparire in questa simulazione della Nasa la superficie di uno dei sette pianeti, quello identificato come «f»

gabriele beccaria

Siamo soli o non siamo soli nell’Universo? Chi ama il tormentone ha da ieri sera un motivo in più per estenuarsi: a Washington il professor Thomas Zurbichen ha dichiarato, con gravità e convinzione, che adesso «rispondere alla domanda è una priorità della scienza». (altro…)

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Alpha GO: il suo trionfo è solo l’inizio

mercoledì, febbraio 22nd, 2017

Il cervello sintetico in diretta: un’immagine di come si attiva un network neurale durante un processo di riconoscimento: a realizzare questo «scanning» senza precedenti è la società britannica Graphcore

gabriele beccaria

Leggete queste righe e fate un salto nel futuro. Siete nel 2022 e, prima di curiosare intorno a voi, osservate lo smartphone. È il suo cuore ipertecnologico a essere sconcertante: avete tra le mani un assistente personalizzato. Riconosce il vostro viso e quello della vostra famiglia. Conosce le vostre abitudini e ciò che amate e odiate. Monitora non solo gli acquisti, ma dati sensibili come la pressione sanguigna e il colesterolo ed esegue previsioni sulle espressioni del Genoma. Vi controlla in silenzio, ma conversa con voi. (altro…)

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In missione sull’asteroide che vale una fortuna

mercoledì, gennaio 18th, 2017

L’asteroide Psyche (nelle foto il rendering della missione della Nasa) fu scoperto nel 1852, dall’Osservatorio astronomico di Capodimonte a Napoli, dall’italiano Annibale de Gasparis

paolo mastrolilli
inviato a new york

Altroché Donald Trump: la vera rivoluzione dell’economia globale potrebbe venire dalla Nasa, se riuscisse nel progetto di mettere le mani su un asteroide scoperto da un astronomo italiano, che custodisce ricchezze imparagonabili a quelle della Terra. Lo scopo della missione naturalmente non è quello di depredare il corpo celeste, ma piuttosto studiarlo, però i suoi tesori stanno comunque affascinando gli scienziati.

 Il 17 marzo del 1852 Annibale de Gasparis, direttore dell’osservatorio astronomico di Capodimonte, scoprì un asteroide che chiamò Psyche, in onore della sua passione per la mitologia greca. Quasi due secoli dopo, la Nasa ha deciso di andarci sopra, con una missione proposta dall’Arizona State University ed inserita nel Discovery Program, cioè una serie di esplorazioni a basso costo nel sistema solare. Psyche orbita intorno al Sole fra Marte e Giove, si trova a una distanza dalla nostra stella tre volte superiore a quella della Terra, e ha un diametro di 210 chilometri. La sua caratteristica più intrigante, però, è la composizione. Tutto metallo, in particolare ferro, nickel e forse oro, per un valore complessivo che gli scienziati stimano in circa 10.000 quadrilioni di dollari. Un numero astronomico, appunto, soprattutto se paragonato all’intera economia del nostro pianeta, che vale quasi 74 trilioni di dollari. In altre parole, se l’agenzia spaziale riuscisse a sfruttare le sue risorse, farebbe saltare il sistema economico globale.

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‘La cometa di Betlemme? Una congiunzione planetaria”, la stella di Natale secondo gli scienziati

domenica, dicembre 11th, 2016

di MASSIMILIANO RAZZANO

SIMBOLO della notte del 25 dicembre, dal presepe e all’albero delle feste, la cometa torna a farla da padrona negli addobbi natalizi. Ma cosa sappiamo su quella stella che, secondo la tradizione, guidò i Re Magi verso Betlemme? Si tratta dell’apparizione di una nuova stella, di un fenomeno astronomico o solamente una metafora per descrivere un evento eccezionale come la Natività? Da secoli gli astronomi si interrogano su questa domanda, cercando una corrispondenza fra il racconto del Vangelo e i fenomeni astronomici. I calcoli suggeriscono che a guidare i Magi fu probabilmente una congiunzione planetaria molto rara. Ne è convinto Grant Mathews, astrofisico teorico dell’Università di Notre Dame, nello stato americano dell’Indiana, che da anni si occupa di studiare la stella di Betlemme dal punto di vista astronomico.

Secondo i suoi calcoli, l’evento in questione sarebbe infatti un allineamento planetario avvenuto nel 6 (sei anni) avanti Cristo. Un evento astronomico così raro e simbolico potrebbe aver catturato l’attenzione degli studiosi dell’epoca, e oggi potrebbe aiutare gli scienziati a fornire una datazione più accurata degli eventi narrati nei Vangeli.

Indietro nel tempo. Mathews non è l’unico ad aver studiato la stella di Betlemme, che da sempre incuriosisce gli astronomi. Grazie alle leggi della fisica possiamo infatti calcolare la posizione dei corpi celesti nel passato, e fare così un salto indietro nel tempo per scoprire come appariva il cielo in una determinata epoca.

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