Archive for the ‘Piemonte’ Category

Esplosione di Quargnento, c’è un fermo. Interrogato il proprietario della cascina

sabato, Novembre 9th, 2019

di FEDERICA CRAVERO e CRISTINA PALAZZO

09 novembre 2019 È Giovanni Vincenti, il proprietario della cascina esplosa di Quargnento (Alessandria), l’uomo ascoltato per dieci ore dai carabinieri nell’ambito delle indagini per la morte dei tre vigili del fuoco.

Nella notte il Comando provinciale di Alessandria ha diramato un comunicato che recita: “Al termine di serrate ed articolate indagini, abbiamo proceduto al fermo di indiziato di delitto nei confronti di un soggetto ritenuto responsabile dei delitti di disastro doloso, omicidio, e lesioni volontarie”.

Alessandria, funerali vigili del fuoco. Lo sfogo del pompiere con Conte: “Non fate abbastanza per noi”

Dai carabinieri non arriva alcuna conferma ufficiale sul fatto che il fermato sia Vincenti, come appare probabile. Sarà il procuratore capo Enrico Cieri, che coordina le indagini, a fornire altre indicazioni oggi alle 9 quando terrà una conferenza stampa sul caso.

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Cascina esplosa nell’Alessandrino. Nino, Marco e Matteo: il sacrificio degli eroi

mercoledì, Novembre 6th, 2019

di VIVIANA PONCHIA

Marco, Nino e Matteo

Quargnento, (Alessandria) 6 novembre 2019 – Nino, Marco e Matteo. Quando da bambini dovevano rispondere alla fatidica domanda (cosa vuoi fare da grande?) rispondevano: i pompieri. Gli eroi no. E nemmeno le vittime del dovere. Erano ragazzi pieni di sogni, passioni e qualche tatuaggio. “Quando si muore così, senza aver salvato delle vite umane, fa ancora più male – riflette il capo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, Fabio Dattilo –. Il nostro è un lavoro a rischio, lo sappiamo. Però se rischi la vita per salvare quella di qualcun altro, un incidente lo digerisci meglio. Se muori per niente allora è insopportabile”. Ma è solo la prospettiva di chi resta.

Antonio (Nino) Candido, 32 anni, credeva che qualcosa da salvare ci fosse e per questo aveva seguito le orme di suo padre. Originario di Reggio Calabria, sposato da un anno e da poco arrivato ad Alessandria, il più giovane dei tre amava i tatuaggi, il basket, i viaggi e i suoi due pittbull. “Mi ha salvato la vita” diceva della moglie su Instagram.

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I timer e l’audio choc: così i vigili di Alessandria sono caduti in trappola

martedì, Novembre 5th, 2019

Luca Sablone

Una notizia tragica che ha scosso l’Italia intera, ma che con il passare dei minuti diventa sempre più inquietante. Sulla morte dei vigili del fuoco ad Alessandria continuano ad aleggiare numerosi punti interrogativi, dubbi, ambiguità e sospetti dopo l’incendio divampato.

Elementi nuovi che via via si aggiungono e che potrebbero chiarire la vicenda.

Anche su questo ci sono due ipotesi contrastanti: una secondo cui i vigli del fuoco sarebbero stati colpiti da una seconda esplosione dopo essere intervenuti per domare la prima; secondo fonti investigative invece avrebbero inizialmente cercato di spegnere un principio di incendio e solamente dopo essere arrivati sul posto vi sarebbe stata l’esplosione. Un abitante ha raccontanto: “C’è stata una piccola esplosione prima di mezzanotte. Ma non ci avevo fatto troppo caso. Poi ho sentito arrivare vigili del fuoco. Poco dopo la mezza un botto molto più forte, che ci ha svegliati”.

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Esplode edificio nell’Alessandrino, morti tre vigili del fuoco

martedì, Novembre 5th, 2019

Tre vigili del fuoco sono morti per l’esplosione di un edificio a Quargneto, in provincia di Alessandria. La deflagrazione sarebbe avvenuta verso le 2 della notte in una porzione disabitata di una cascina, a causa di una fuga di gas o per un incendio. Rimaste ferite anche un carabiniere, non in pericolo di vita.

Stando a quanto emerso, i vigili del fuoco sarebbero intervenuti dopo una prima deflagrazione che aveva fatto crollare parte dell’edificio. Mentre i soccorritori erano a lavoro si sarebbe però verificata una seconda esplosione, che li ha investiti. Un pompiere, inizialmente dato per disperso, è stato recuperato ormai senza vita, dopo alcune ore, sotto le macerie.

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In fiamme la Cavallerizza Reale a Torino, è patrimonio Unesco

lunedì, Ottobre 21st, 2019

Fiamme alla Cavallerizza Reale, storico complesso architettonico nel centro di Torino dichiarato patrimonio dell’Unesco. L’incendio è scoppiato poco prima delle 8 e sta riguardando il tetto. Sul posto sei squadre dei vigili del fuoco.

Lo stabile da anni è occupato da collettivi. Già alcuni anni fa c’era stato un incendio. Il fumo alto e le fiamme hanno accolto al risveglio i residenti della zona. Non ci sarebbero feriti ma ancora da capire quali siano le cause dell’incendio. 

VIDEO – Il tetto della Cavallerizza Reale in fiamme

Il collettivo che occupa lo stabile – “Cavallerizza Irreale” – rassicura in un post su Facebook, scrivendo che le fiamme sono scoppiata nella zona delle “Pagliere, sezione del complesso della Cavallerizza Reale non vincolata al patrimonio Unesco”.

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Videoslot irregolari, scoperta evasione da 2 milioni di euro | Denunciato il re delle slot del Piemonte

mercoledì, Ottobre 16th, 2019

Maxi evasione fiscale scoperta dalla Gdf piemontese legata alla manipolazione delle slot machine. Le videoslot erano state modificate in modo da non essere collegate alla rete dei monopoli o, in alcuni casi, venivano modificate per comunicare a “singhiozzo” gli incassi. Il danno erariale è stato stimato attorno ai 2 milioni di euro. Denunciata una persona.

La guardia di finanza ha sequestrato centinaia di slot irregolari all’imprenditore denunciato perché gestiva il lucroso business dello slot manomesse in tutto il Torinese e nelle provincie di Cuneo, Vercelli, Imperia. Un milione di euro le sanzioni comminate.

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Torino: ricatto alla Juve, per i capi ultrà scatta il Daspo decennale

venerdì, Settembre 27th, 2019

di CRISTINA PALAZZO

Un altro colpo per i big della curva bianconera: il Daspo decennale.Trentotto Daspo per esponenti delle tifoserie ultras della Juventus sono le misure prese dal questore di Torino Giuseppe De Matteis nei confronti di personalità di spicco dei gruppi coinvolti nell’operazione “Last Banner” che ha portato in carcere una decina di leader del tifo organizzato bianconero. Tra i Daspo emessi per la prima volta ci sono stati provvedimenti che durano fino a dieci anni. Come dire: perdersi gli otto scudetti consecutivi di Allegri.

Il blitz della Digos di Torino risale a una settimana fa, dopo un anno di indagine del gruppo criminalità organizzata della procura torinese. I capi ultrà divisi tra carcere e obbligo della firma aspettano il tribunale del Riesame. Giuseppe Franzo, fondatore degli ultra “Quelli di via Filadelfia”, uno degli undici capi ultrà arrestati una settimana fa si è presentato ieri davanti ai giudici della sezione del tribunale alla quale si possono impugnare le misure cautelari.

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I ragazzi di Greta alla Regione: “Dichiari l’emergenza climatica”

lunedì, Settembre 9th, 2019

Li chiamano i ragazzi di “Fridays for Future” perché ogni venerdì manifestano per sollecitare l’attenzione pubblica sull’urgenza di costruire un futuro sostenibile per il pianeta. Ma questa volta i seguaci piemontesi di Greta Thunberg scenderanno in strada martedì, cioè domani, per un presidio davanti a Palazzo Lascaris nel giorno del Consiglio regionale. «Arriveremo alle 10 con i nostri striscioni, come sempre liberi da simboli di partito», racconta il portavoce torinese Luca Sardo. L’obiettivo è chiedere che la Regione «dichiari all’unanimità l’emergenza climatica, perché questa battaglia riguarda ciascuno di noi, indipendentemente dall’appartenenza politica ».

È l’appello che una delegazione di manifestanti, a cui si uniranno anche attivisti di Greenpeace e Legambiente da tutto il Piemonte, farà ai politici regionali nel corso di un’audizione alle 13. «Leggeremo un discorso con il quale chiederemo che il Piemonte, come hanno già fatto Emilia Romagna, Toscana e Liguria, si impegni a rispettare gli accordi di Parigi, che prevedono di dimezzare le emissioni entro il 2030 e di azzerarle entro il 2050».

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I poliziotti del servizio di ordine pubblico pagati con gift card da 1,02 euro non ricaricabili

sabato, Aprile 13th, 2019

Massimiliano peggio torino

Se vi dovesse capitare di rimanete intrappolati in coda al supermercato, perché di fronte a voi un cliente paga il conto con un malloppo di carte con codici a barre, ciascuna da 1 euro e 2 centesimi, non perdete la pazienza. Quel cliente è quasi sicuramente un poliziotto. Da circa un mese agli agenti impegnati nei servizi di ordine pubblico, ad esempio negli stadi o nelle manifestazioni di piazza, non vengono più consegnati i tradizionali «beni di conforto» , di retaggio militare, ma una moderna gift card da utilizzare al supermercato. Il classico sacchetto, con brioche o tavoletta di cioccolato e bottiglia d’acqua, è stato monetizzato dall’amministrazione della polizia, in accordo con le organizzazioni sindacali, con un valore di 1,02 euro. Per pagare questo importo, che si matura ad ogni servizio della durata di non meno di sei ore di lavoro, si è scelto il metodo moderno delle tessere con codici a barre. Ma sono «non cumulative». Quindi i poliziotti ricevono una tessera plastificata ad ogni servizio.

Alla faccia della «spending review», dice Eugenio Bravo segretario torinese del sindacato di polizia Siulp, sollevando il caso a livello nazionale. E aggiunge: «Prevedere una singola card dal valore di 1,02 euro oltre a far accumulare a ciascun poliziotto un numero spropositato di tessere da conservare e utilizzare, il costo in sé della scheda plastificata sembra proprio che superi il valore monetario della card stessa».

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Torino: il killer dei Murazzi libero per un errore giudiziario, arrivano gli ispettori del ministero

venerdì, Aprile 5th, 2019

SARAH MARTINENGHI E OTTAVIA GIUSTETTI

Arriveranno gli ispettori del ministero per capire dove si è inceppata la macchina della giustizia impedendo che Said Mechaquat, l’assassino dei Murazzi finisse in carcere per una condanna a 18 mesi per maltrattamenti in famiglia. Il Guardasigilli vuol capire cosa è successo. Cosa non ha funzionato. Perché se la giustizia avesse fatto il suo corso – ripetono i familiari di Stefano Leo, il commesso di 34 anni ucciso con una coltellata sul lungopo Machiavelli, a Murazzi, la mattina di sabato 23 febbraio – oggi il giovane biellese sarebbe ancora vivo.

Del caso della sentenza incredibilmente mai eseguita di condanna per Said Mechaquat la Corte d’Appello parlerà nel dettaglio solo oggi. Né la procura generale né la procura ordinaria che avrebbe dovuto ricevere gli atti per disporre l’ordine di carcerazione hanno voluto commentare senza prima aver visto tutte le carte. Dal 18 aprile 2018 si sono perse le tracce della sentenza e negli uffici al settimo piano del Palazzo di giustizia nulla è mai arrivato. Eppure era irrevocabile la sentenza che il 20 giugno 2016 condannava Said Mechaquat a un anno e sei mesi di carcere per maltrattamenti aggravati, lesioni e minacce nei confronti dell’ex compagna Ambra. I

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