Archive for the ‘Piemonte’ Category

Torino, ordine d’arresto per i dirigenti tedeschi della Thyssen. Sentenza italiana eseguibile per i giudici

sabato, Febbraio 23rd, 2019

di SARAH MARTINENGHI

Dopo undici anni e mezzo dalla tragedia della Thyssen in cui persero la vita sette operai, è arrivato il momento per l’ex amministratore Harald Espenhahn e per il dirigente Gerard Priegnitz di scontare la loro condanna: sono stati raggiunti da un ordine d’arresto in Germania in esecuzione alle condanne definitive a nove anni e sei anni e dieci mesi di reclusione.  Secondo quanto riferisce l’agenzia tedesca Onvista i due condannati sono stati arrestati, ma poi la notizia non è stata confermata. La decisione arriva a pochi giorni dalle polemiche in seguito al servizio televisivo delle Iene che aveva messo in dubbio la possibilità che la giustizia tedesca non ottemperasse alla sentenza italiana per possibili vizi procedurali. Contro il provvedimento i difensori dei due manager hanno presentato appello in extremis al tribunale di Essen che ha emesso sentenza secondo la quale non ci sono motivi ostativi sostanziali e procedurali per non seguire il mandato di arresto. Il provvedimento è tuttavia sospeso in conseguenza dell’appello della difesa.

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Tav, nuovo rinvio dei bandi: Telt verso accoglimento della richiesta italiana

martedì, Febbraio 19th, 2019

di PAOLO GRISERI

Verso un nuovo rinvio della partenza dei bandi per la Torino-Lione. Il Consiglio di amministrazione di Telt, riunito a Parigi, sembra orientato ad accogliere la rischiesta italiana di un breve rinvio della partenza delle gare. La rischiesta è arrivata in modo informale e senza atti ufficiali per non irritare Francia e Unione Europea che vorrebbero partire subito. I bandi riguardano lavori nel tunnel di base per 2,3 miliardi

REP.IT

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Sequestrata hamburgheria Eataly e 28 società legate agli imprenditori dei lingotti d’oro

mercoledì, Febbraio 13th, 2019

CARLOTTA ROCCI

C’è anche l’hagriamburgeria Eataly, all’outlet village di Settimo, tra i beni sottoposti a sequestro preventivo nell’ambito dell’indagine, condotta dai carabinieri del comando provinciale di Torino che hanno messo sotto la lente di ingrandimento l’attività di un gruppo di imprenditori che – per messo di società intestate a persone che non esistono – hanno creato un’economia fantasma in grado di far girare milioni di euro.
Il nome di Giuseppe Soldano, l’imprenditore che aveva aperto l’hagriamburgeria, era stato il primo a finire nell’indagine del nucleo investigativo dopo il ritrovamento di 600mila euro in contanti e 75 lingotti d’oro in uno store box di corso Giulio Cesare intestato proprio a Soldano.

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Bombe carta e paura, gli anarchici scatenano la guerriglia a Torino

domenica, Febbraio 10th, 2019

irene famà lodovico poletto torino

Bruciano i cassonetti non lontano dal centro. Si sgretolano le vetrate. Nel sabato dello shopping, quando la movida sta per iniziare, quando le famiglie stanno ancora passeggiando davanti alle vetrine, esplode la follia di chi, vestito di nero, con i caschi e le maschere sul viso, vuol vendicarsi di un «sopruso» che sopruso non è. La Polizia ha chiuso L’Asilo, storica casa del mondo anarchico torinese. Lo ha fatto dopo 25 anni. E dopo che la Digos ha arrestato sei persone sospettate di 23 attentati commessi in giro per l’Italia. Buste esplosive, essenzialmente. E la base dove tutto veniva organizzato era proprio l’Asilo di via Alessandria: due piani, un vecchio edificio di una certa bellezza. È per questo che è nata la vendetta. Il sabato di delirio in centro.

Erano partiti in poco più di mille: destinazione non ufficiale era andare a riprendersi l’Asilo. I duri e puri dell’anarchia indigena e gli amici arrivati da fuori. Dal Veneto, da Milano e da altre zone. E poi la terra di mezzo di gente solidale, ma non anarchica. Solidali per lo sgombero, come i pochi del centro sociale più politico del nord Italia, Askatasuna. È finita come raccontano le immagini di questa giornata. Strade bloccate, ovunque cassonetti in fiamme. E il fiume Dora che fa da spartiacque: sui ponti non si passa perché dall’altra parte sarebbe fin troppo facile arrivare attraverso mille strade all’Asilo.

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Madre uccide i due figli con un’iniezione letale. La lettera: “Non ce la faccio più”

venerdì, Novembre 16th, 2018

Aosta, 16 novembre 2018 – Ha scelto la sera in cui il marito era fuori, ha sedato i suoi figli e poi li ha ‘giustiziati’ con un’iniezione letale. Chissà cos’è passato per la testa a Marisa Charrère, 48 anni, di professione infermiera, e mamma. Lei non lo dirà: dopo i piccoli Nissen di 7 anni e Vivien di 9, ha ucciso anche se stessa. A cercar di rispondere a quel terribile gesto – che ha sconvolto il paesino di Aymavilles, pochi chilometri da Aosta – sono gli inquirenti, che hanno tra le mani le lettere che la donna ha scritto prima di togliersi la vita, ma anche il marito Osvaldo, forestale: lui non cancellerà mai dai suoi occhi le immagini dell’eccidio della sua famiglia, di cui è stato il primo testimone.

Subito dopo aver scoperto i corpi di moglie e figli, l’uomo ha allertato le forze dell’ordine, verso mezzanotte. Sul posto è intervenuta la squadra mobile della questura e si è recato il pm Carlo Introvigne.

LA LETTERA – “Non ce la faccio più”: in due brevi, identiche lettere scritte a mano, Marisa Charrere ha provato a mettere nero su bianco il disagio che l’ha portata a compierequel terribile  gesto. Sui due fogli le stesse parole ma un’impaginazione diversa. Gli inquirenti si sono assicurati che la calligrafia fosse la sua confrontandola con altri scritti trovati in casa.

Da uno uno scambio di sms – appena ieri – con alcune colleghe infermiere per discutere di lavoro, la madre assassina sembrava “lucida e tranquilla“. Marisa Charrere era in servizio nel reparto di Cardiologia. “Non abbiamo nulla da dire”, dichiara al telefono la caposala.

Aosta, l'esterno della casa dove una madre ha ucciso i figli con iniezioni letali (Ansa)
Aosta, l’esterno della casa dove una madre ha ucciso i figli con iniezioni letali (Ansa) (altro…)
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Sabato tutte le categorie produttive in piazza contro i no

martedì, Novembre 6th, 2018

Le categorie produttive di Torino sposano la manifestazione contro i no. Sabato il mondo delle imprese, degli ordini professionali e una parte del sindacato sarà in piazza assieme all’onda, la protesta spontanea nata sui social network. Non ci saranno bandiere ma le categorie invitano tutti gli iscritti a partecipare.

La decisione
La decisione arriva dopo un incontro di tre ore nel centro congressi della Camera di Commercio dove si è concordata una linea comune a difesa del territorio «senza etichette politiche ma con la forte consapevolezza dell’importanza del ruolo di cittadini che amano questo Paese. Non siamo -dice Corrado Alberto, presidente dell’Api-, contro qualcuno, ma contro una politica che non tiene conto della realtà che tutti noi cittadini viviamo ogni giorno, una politica che non dà futuro alle nostre imprese, attività, al lavoro e ai nostri figli».

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Due morti e 18 feriti nell’incidente ferroviario tra un Tir e un treno a Caluso

giovedì, Maggio 24th, 2018
REPORTERS
giampiero maggio
caluso

Si aggrava il bilancio dell’incidente ferroviario accaduto poco dopo le 23,20 di ieri, mercoledì 23 maggio, sulla linea ferroviaria Torino – Chivasso – Ivrea. Salgono a due i morti. Uno è il macchinista del treno, Roberto Madau, 61 anni, di Ivrea. Fra pochi mesi sarebbe dovuto andare in pensione. L’altra vittima sarebbe l’autista del furgone di scorta che anticipava il passaggio dei due Tir che stavano effettuando un trasporto eccezionale e il primo dei quali centrato dal convoglio. Al momento, però, non si conoscono le sue generalità. I feriti sono 18, uno in condizioni gravissime (si tratta della capotreno, in coma farmacologico) e un codice giallo, entrambi trasportati al Cto; gli altri feriti, meno gravi, sono stati smistati nei vari ospedali del Torinese, tra Chivasso, Ciriè, il Giovanni Bosco di Torino e Ivrea.

 

 

REPORTERS

Le indagini

Intorno all’1 è arrivato il procuratore capo di Ivrea, Giuseppe Ferrando, con lui il comandante del nucleo provinciale dei carabinieri di Torino, il colonnello Emanuele De Santis, i vertici della Polfer. Sul luogo dell’incidente è stata organizzata una vera e propria task force. I vigili del fuoco hanno coordinando i soccorsi, ogni dettaglio viene vagliato e ancora non si sa quando il treno deragliato, con le tre carrozze fuori dai binari e le ultime due rimaste in carreggiata, potranno essere rimosse. «Mi hanno detto che ci vorranno due, forse tre giorni» scuote la testa Maria Rosa Cena, il sindaco di Caluso che sta organizzando assieme ai pompieri e alla protezione civile la macchina operativa. L’emergenza è stata coordinata da 118 e Città della Salute.
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Morto Mondonico, portò il Toro alla finale di Coppa Uefa

giovedì, Marzo 29th, 2018

ivana crocifisso
torino

Ha combattuto strenuamente contro la malattia, non perdendosi mai d’animo: Emiliano Mondonico si è spento questa mattina, all’età di 71 anni. L’allenatore è stato legato indissolubilmente al Toro: da giocatore ha vestito la maglia granata per due stagioni, dal 1968 al 1970, ma è stata certamente l’esperienza sulla panchina di quella squadra a consegnarlo per sempre al cuore dei tifosi, e alla storia del calcio italiano. Indimenticabile la cavalcata Uefa del Torino nella stagione 1991/1992, quando i granata sconfissero in semifinale il Real Madrid e si arresero in finale all’Ajax. L’ex tecnico del Toro lascia la moglie Carla e le figlie Clara e Francesca.

LA STAMPA

 

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Antifascisti contro CasaPound, guerriglia nelle strade di Torino

venerdì, Febbraio 23rd, 2018

massimiliano peggio, lodovico poletto
torino

È una serata di guerriglia quella scatenata dalle anime antifasciste accorse nel centro di Torino per assediare la convention di Simone Di Stefano, leader di CasaPound. Lacrimogeni, petardi, bombe carta, lancio di bottiglie e pietre grosse come un pugno. Sei agenti sono rimasti feriti durante un contatto ravvicinato con i manifestanti dall’esplosione di bombe carta contenenti chiodi e cocci. Il più grave è stato colpito a una gamba da un bullone conficcato in un petardo. È stato operato.

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In fiamme il monastero della Sacra di San Michele

giovedì, Gennaio 25th, 2018

gianni giacomino
inviato a sant’ambrogio

«Io per la Sacra sono disposto a morire». I bagliori gli illuminano il volto mentre guarda lassù, sul tetto che brucia come il monastero descritto da Umberto Eco del Nome della Rosa. Padre Giuseppe Bagatini, 82 anni, rettore del monastero, indossa un cappotto blu per coprire la vestaglia, sulla testa e un berretto di lana scura. «Vivo qui da quindici anni. Avevamo appena finito di cenare quando abbiamo visto il fumo». Ha lasciato il monastero insieme agli altri due padri rosminiani che abitano l’Abbazia, Joseph Vinod e Camillo Modesto. «Ero andato a preparare le cose per la messa di domani e mi sarei andato a dormire – racconta – Avevo acceso il computer che a un tratto si è spento. Era saltata la corrente. Ho guardato fuori dalla finestra e ho visto che eravamo avvolti da una nebbia. Quando ho capito che invece era fumo, abbiamo subito dato l’allarme».

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