Archive for the ‘Piemonte’ Category

I poliziotti del servizio di ordine pubblico pagati con gift card da 1,02 euro non ricaricabili

sabato, Aprile 13th, 2019

Massimiliano peggio torino

Se vi dovesse capitare di rimanete intrappolati in coda al supermercato, perché di fronte a voi un cliente paga il conto con un malloppo di carte con codici a barre, ciascuna da 1 euro e 2 centesimi, non perdete la pazienza. Quel cliente è quasi sicuramente un poliziotto. Da circa un mese agli agenti impegnati nei servizi di ordine pubblico, ad esempio negli stadi o nelle manifestazioni di piazza, non vengono più consegnati i tradizionali «beni di conforto» , di retaggio militare, ma una moderna gift card da utilizzare al supermercato. Il classico sacchetto, con brioche o tavoletta di cioccolato e bottiglia d’acqua, è stato monetizzato dall’amministrazione della polizia, in accordo con le organizzazioni sindacali, con un valore di 1,02 euro. Per pagare questo importo, che si matura ad ogni servizio della durata di non meno di sei ore di lavoro, si è scelto il metodo moderno delle tessere con codici a barre. Ma sono «non cumulative». Quindi i poliziotti ricevono una tessera plastificata ad ogni servizio.

Alla faccia della «spending review», dice Eugenio Bravo segretario torinese del sindacato di polizia Siulp, sollevando il caso a livello nazionale. E aggiunge: «Prevedere una singola card dal valore di 1,02 euro oltre a far accumulare a ciascun poliziotto un numero spropositato di tessere da conservare e utilizzare, il costo in sé della scheda plastificata sembra proprio che superi il valore monetario della card stessa».

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Torino: il killer dei Murazzi libero per un errore giudiziario, arrivano gli ispettori del ministero

venerdì, Aprile 5th, 2019

SARAH MARTINENGHI E OTTAVIA GIUSTETTI

Arriveranno gli ispettori del ministero per capire dove si è inceppata la macchina della giustizia impedendo che Said Mechaquat, l’assassino dei Murazzi finisse in carcere per una condanna a 18 mesi per maltrattamenti in famiglia. Il Guardasigilli vuol capire cosa è successo. Cosa non ha funzionato. Perché se la giustizia avesse fatto il suo corso – ripetono i familiari di Stefano Leo, il commesso di 34 anni ucciso con una coltellata sul lungopo Machiavelli, a Murazzi, la mattina di sabato 23 febbraio – oggi il giovane biellese sarebbe ancora vivo.

Del caso della sentenza incredibilmente mai eseguita di condanna per Said Mechaquat la Corte d’Appello parlerà nel dettaglio solo oggi. Né la procura generale né la procura ordinaria che avrebbe dovuto ricevere gli atti per disporre l’ordine di carcerazione hanno voluto commentare senza prima aver visto tutte le carte. Dal 18 aprile 2018 si sono perse le tracce della sentenza e negli uffici al settimo piano del Palazzo di giustizia nulla è mai arrivato. Eppure era irrevocabile la sentenza che il 20 giugno 2016 condannava Said Mechaquat a un anno e sei mesi di carcere per maltrattamenti aggravati, lesioni e minacce nei confronti dell’ex compagna Ambra. I

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Un nuovo corteo pro Tav: sabato 6 aprile scende in piazza il popolo del Sì

venerdì, Aprile 5th, 2019

andrea rossi torino

Un corteo da piazza Vittorio a piazza Castello lungo via Po, aperto dalla società civile – le associazioni e i comitati nati e scaldatosi negli ultimi mesi – e dominato dal richiamo all’Europa.

Il popolo del Sì, sabato 6 aprile, per la terza volta negli ultimi cinque mesi tenta la prova della piazza. Lo fa in un momento particolare, con le elezioni alle porte e la bagarre sulla Tav da settimane finita in secondo piano, dopo il via libera ai bandi per lavori da 2,3 miliardi. Eppure il popolo del Sì vuole tenere alta l’attenzione e quindi tenta un’altra prova di forza, in un contesto più difficile rispetto alle volte precedenti.

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La manifestazione di sabato 6 segna anche tre snodi significativi. Il primo riguarda la partecipazione attiva all’organizzazione del corteo del mondo produttivo e dei sindacati. Le altre volte avevano aderito e partecipato, questa volta c’è un salto evidente. «La società civile e le imprese di ogni ordine e settore hanno deciso di mettersi in gioco, sottolinea Corrado Alberto, presidente dell’Api. La piattaforma raggruppa 43 sigle del mondo produttivo e sindacale più tre comitati civici, dalle madamin di Sì Torino va avanti a Osservatorio 21 a Si Tav-Si Lavoro dell’ex sottosegretario Mino Giachino, altra colonna dell’organizzazione.

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Delitto Murazzi, il padre di Stefano Leo: “Ucciso per un sorriso, inaccettabile”

martedì, Aprile 2nd, 2019

Non riesce a trovare pace Maurizio Leo, padre di Stefano, il 34enne ucciso il 23 febbraio a Torino, nella zona dei Murazzi, in riva al Po, da Said Machaouat che ha poi confessato di averlo fatto perché non sopportava di vedere una perosna felice. “Il pensiero che mio figlio sia morto per uno sguardo, forse per un sorriso che aveva regalato al suo assassino, è inaccettabile”, ha detto il padre della vittima.

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Torino, busta esplosiva alla sindaca Appendino

martedì, Aprile 2nd, 2019

massimiliano peggio, andrea rossi torino

Quattordici grammi di polvere pirica. Una lampadina rotta come detonatore. Fili e una batteria. La busta esplosiva a strappo era indirizzata «all’ufficio della sindaca, piazza Palazzo di Città 1». Mittente: «la scuola Diaz». È la risposta dell’ala anarchica allo sgombero di un centro sociale dello scorso 7 febbraio, e alle tensioni successive, con cortei e proteste. Così Chiara Appendino è finita nel mirino.

Il plico, recapitato durante il Consiglio comunale, è stato messo in sicurezza, in una stanza del Comune dove non poteva provocare danni anche in caso di esplosione. Sono arrivati gli artificieri della polizia e gli investigatori della Digos.

In quel momento la sindaca era in ufficio, a pochi passi dall’aula dove l’attendevano per rispondere a due richieste di comunicazioni presentate dalle opposizioni. Molto scossa, non se l’è sentita di presentarsi in Sala Rossa. Si è affacciata invece alla conferenza dei capigruppo, dove si discuteva sul da farsi: tra chi riteneva che la seduta dovesse continuare per dare un segnale di fermezza e coesione, mostrando che Torino non cede alle intimidazioni, e chi sosteneva che fosse il caso di fermarsi. Ha prevalso la seconda tesi, il Consiglio comunale è stato rimandato. Appendino è tornata in ufficio dove ha ricevuto la visita del questore Francesco Messina. «Se qualcuno pensa di intimidirmi, si sbaglia di grosso. Avanti, più determinata di prima», ha poi scritto sui social.

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Il giorno degli anarchici, negozi chiusi, tram fermi: “Lasciate l’auto a casa”

sabato, Marzo 30th, 2019

federico genta torino

La Juventus è impegnata all’Allianz Stadium contro l’Empoli. L’area intorno al parco del Valentino ospita gli atleti del Duathlon mentre Biennale Democrazia snocciola un cartellone di trentaquattro eventi. Il tutto mentre un nutrito gruppo di anarchici annuncia una sfilata non esattamente pacifica in giro per la città, anche ma non solo a ridosso del centro. Insomma, oggi gli ingredienti per un sabato particolarmente caotico ci sono tutti. Questo non significa che Torino sarà inaccessibile, con il centro blindato per evitare incidenti – tanto che ancora un incontro tra gli esercenti, la polizia municipale e Massimo Guerrini, presidente della Circoscrizione 1, ha rasserenato gli animi – ma non mancheranno le difficoltà negli altri quartieri.

Per dire: dalle parti di corso Palermo preferisce non aprire anche il benzinaio. E ai negozianti di San Salvario è stato consigliato di chiudere: «Dicono di non poter proteggere le nostre vetrine».

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Torino, ordine d’arresto per i dirigenti tedeschi della Thyssen. Sentenza italiana eseguibile per i giudici

sabato, Febbraio 23rd, 2019

di SARAH MARTINENGHI

Dopo undici anni e mezzo dalla tragedia della Thyssen in cui persero la vita sette operai, è arrivato il momento per l’ex amministratore Harald Espenhahn e per il dirigente Gerard Priegnitz di scontare la loro condanna: sono stati raggiunti da un ordine d’arresto in Germania in esecuzione alle condanne definitive a nove anni e sei anni e dieci mesi di reclusione.  Secondo quanto riferisce l’agenzia tedesca Onvista i due condannati sono stati arrestati, ma poi la notizia non è stata confermata. La decisione arriva a pochi giorni dalle polemiche in seguito al servizio televisivo delle Iene che aveva messo in dubbio la possibilità che la giustizia tedesca non ottemperasse alla sentenza italiana per possibili vizi procedurali. Contro il provvedimento i difensori dei due manager hanno presentato appello in extremis al tribunale di Essen che ha emesso sentenza secondo la quale non ci sono motivi ostativi sostanziali e procedurali per non seguire il mandato di arresto. Il provvedimento è tuttavia sospeso in conseguenza dell’appello della difesa.

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Tav, nuovo rinvio dei bandi: Telt verso accoglimento della richiesta italiana

martedì, Febbraio 19th, 2019

di PAOLO GRISERI

Verso un nuovo rinvio della partenza dei bandi per la Torino-Lione. Il Consiglio di amministrazione di Telt, riunito a Parigi, sembra orientato ad accogliere la rischiesta italiana di un breve rinvio della partenza delle gare. La rischiesta è arrivata in modo informale e senza atti ufficiali per non irritare Francia e Unione Europea che vorrebbero partire subito. I bandi riguardano lavori nel tunnel di base per 2,3 miliardi

REP.IT

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Sequestrata hamburgheria Eataly e 28 società legate agli imprenditori dei lingotti d’oro

mercoledì, Febbraio 13th, 2019

CARLOTTA ROCCI

C’è anche l’hagriamburgeria Eataly, all’outlet village di Settimo, tra i beni sottoposti a sequestro preventivo nell’ambito dell’indagine, condotta dai carabinieri del comando provinciale di Torino che hanno messo sotto la lente di ingrandimento l’attività di un gruppo di imprenditori che – per messo di società intestate a persone che non esistono – hanno creato un’economia fantasma in grado di far girare milioni di euro.
Il nome di Giuseppe Soldano, l’imprenditore che aveva aperto l’hagriamburgeria, era stato il primo a finire nell’indagine del nucleo investigativo dopo il ritrovamento di 600mila euro in contanti e 75 lingotti d’oro in uno store box di corso Giulio Cesare intestato proprio a Soldano.

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Bombe carta e paura, gli anarchici scatenano la guerriglia a Torino

domenica, Febbraio 10th, 2019

irene famà lodovico poletto torino

Bruciano i cassonetti non lontano dal centro. Si sgretolano le vetrate. Nel sabato dello shopping, quando la movida sta per iniziare, quando le famiglie stanno ancora passeggiando davanti alle vetrine, esplode la follia di chi, vestito di nero, con i caschi e le maschere sul viso, vuol vendicarsi di un «sopruso» che sopruso non è. La Polizia ha chiuso L’Asilo, storica casa del mondo anarchico torinese. Lo ha fatto dopo 25 anni. E dopo che la Digos ha arrestato sei persone sospettate di 23 attentati commessi in giro per l’Italia. Buste esplosive, essenzialmente. E la base dove tutto veniva organizzato era proprio l’Asilo di via Alessandria: due piani, un vecchio edificio di una certa bellezza. È per questo che è nata la vendetta. Il sabato di delirio in centro.

Erano partiti in poco più di mille: destinazione non ufficiale era andare a riprendersi l’Asilo. I duri e puri dell’anarchia indigena e gli amici arrivati da fuori. Dal Veneto, da Milano e da altre zone. E poi la terra di mezzo di gente solidale, ma non anarchica. Solidali per lo sgombero, come i pochi del centro sociale più politico del nord Italia, Askatasuna. È finita come raccontano le immagini di questa giornata. Strade bloccate, ovunque cassonetti in fiamme. E il fiume Dora che fa da spartiacque: sui ponti non si passa perché dall’altra parte sarebbe fin troppo facile arrivare attraverso mille strade all’Asilo.

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