Archive for the ‘Istruzione’ Category

L’ultima follia della Sapienza: salgono in cattedra gli islamisti

giovedì, novembre 17th, 2016
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Roma, un milione di euro per un nuovo campo rom

giovedì, luglio 14th, 2016
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Giannini: «Assunti 38mila prof Solo 7mila lontano da casa»

mercoledì, settembre 2nd, 2015

di Antonella De Gregorio

Numeri e tabelle in mano, una selva di microfoni davanti, il ministro Stefania Giannini ha illustrato mercoledì al Miur, in una conferenza stampa, le linee guida del piano straordinario di assunzioni previsto dal governo nella Buona Scuola, il giorno dopo la «clic night» che ha assegnato a migliaia di insegnanti la cattedra che si troveranno ad occupare tra pochi giorni. «Ad oggi abbiamo assunto 38 mila insegnanti: 29 mila ad agosto e 9 mila stanotte – ha detto Giannini -. Poi ci sarà un altro blocco di assunzioni (la fase C, ndr) – altri 55mila insegnanti – , giuridicamente effettuate entro settembre, ma che saranno effettivamente in classe entro novembre». Altri posti saranno assegnati con supplenza «almeno per quest’anno», per dodici mesi. «E sarà l’ultimo anno», spiega il ministro: «Oltretutto abbiamo anticipato all’8 settembre la nomina dei posti di supplenza, per dare alle scuole il personale entro il 15 settembre».

160mila nuovi insegnanti

Giannini ha ricordato il processo complesso che ha portato all’attuale tornata di assunzioni e che, a compimento, «nel settembre 2016», vedrà nella fila della scuola pubblica, 160mila nuovi insegnanti di ruolo. Assunzioni non «demandate a un algoritmo», ha detto in risposta alle polemiche suscitate dalla modalità telematica di comunicazione delle assunzioni, ma stabilite in base a una ragionata visione della scuola.

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Scuola, assegnate (via mail) le sedi a 9mila precari

mercoledì, settembre 2nd, 2015

di Antonella De Gregorio

Entra nel vivo la fase B del Piano straordinario di assunzioni della Buona scuola. Nella notte tra martedì e mercoledì, poco più di novemila insegnanti precari, attraverso una email del Miur, hanno conosciuto il proprio destino: se sono stati assunti e dove. Sono quei precari che, secondo la tempistica scandita dal Miur, rientrano nella seconda fase del piano di assunzioni, quella che assegna i posti residuali dell’organico di diritto su base nazionale. Sedicimila i posti disponibili, poco meno di 9mila quelli assegnati (per coprire le altre cattedre verranno nominati dei supplenti). Grande l’attesa per il responso: se assunti o meno; e se destinati a una provincia del Nord – come molti insegnanti del Sud temevano – o se potranno lavorare vicino casa. Ora tocca a loro: entro dieci giorni (scadenza la mezzanotte dell’11 settembre) dovranno decidere se accettare o meno l’assunzione.

La notte in rete

Forum e social network hanno raccolto per tutta la notte e nella giornata di mercoledì sfoghi e commenti. (Per raccontarci la vostra esperienza scrivete a scuola@corriere.it). Chi ha festeggiato online, chi affidava a compagni virtuali l’amarezza per la mancata nomina. «Mail ricevuta, attendo fase C», scriveva «Spillo16» su un forum. «CGLuke», invece, ha ricevuto la proposta di assunzione, è stato destinato a Ravenna: «escludendo la Sicilia, dove non c’erano posti, sono stato assegnato nella prima provincia indicata», racconta agli altri utenti.

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Maturità 2015: scritti al via. Calvino, la Resistenza e Malala tra le tracce : VIDEO

mercoledì, giugno 17th, 2015

Per il saggio breve o articolo di giornale anche «La letteratura come esperienza di vita» e l’evoluzione tecnologica che cambia il modo di comunicare. Sei ore di tempo

 

 
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Il concorso all’università? È un vestito su misura

martedì, gennaio 13th, 2015

flavia amabile

 Leggere i bandi dei concorsi per ricercatori o professori nelle università italiane e scoprire che in decine e decine di casi in quest’ultimo anno a presentarsi è stato un unico candidato che ha mandato curriculum e titoli, ha sostenuto la prova, ha vinto e si è insediato in un posto che nessuno gli ha conteso.

 Li potremmo definire i mono-concorsi, sono sempre più diffusi a dispetto degli annunci che avevano accompagnato la riforma Gelmini nel 2009 di un sistema che sarebbe stato sempre più competitivo e in grado di attirare italiani e non anche dall’estero. La verità è che ormai non arrivano più nemmeno dall’Italia, come appare dalla lettura dei bandi. (altro…)

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Italia sempre ultima in Europa per numero di laureati

venerdì, aprile 11th, 2014

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C’è una doppia cattiva notizia che arriva da Bruxelles sul fronte dell’Istruzione. Da un lato, l’Italia con il suo 22,4% del 2013 è ancora ultima per numero di laureati. Dall’altro, con il suo 17% è quinta per abbandoni scolastici peggio di noi fanno solo Spagna, Malta, Portogallo e Romania. A confermarlo sono i dati diffusi oggi da Eurostat. Ma lo stesso allarme è contenuto nel Def approvato martedì dal Governo.

Maglia nera in Europa
Eurostat sottolinea che nel nostro Paese si laureavano e si laureano ancora pochi studenti. A fronte di una media europea del 36,8% la quota di popolazione tra i 30 e i 34 anni in possesso di un diploma di alta formazione arriva appena al 22,4 per cento. Una performance che ci vale l’ultima piazza nell’Ue a 28. Meglio di noi hanno fatto anche Romania (22,8%), Croazia (25,9%) e Malta (26%) che ci precedono in classifica. (altro…)

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Istat, 2 milioni di giovani non lavorano e non studiano. Pressione fiscale record oltre il 44%

martedì, febbraio 11th, 2014

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Con oltre due milioni di giovani (nella fascia d’eta 15-29 anni), il 23,9% del totale, che non studiano e non sono impegnati in un’attività lavorativa (i cosiddetti “Neet”), istruzione e lavoro dovranno entrare con forza nell’agenda di rilancio dell’attività di governo. Ma anche altri numeri vanno rapidamente migliorati, a partire da una pressione fiscale record. Nel 2012 ha raggiunto il 44,1%, 3,6 punti percentuali in più rispetto alla media Ue a 27.

Nel 2012 il Pil pro capite in termini reali, valutato ai prezzi di mercato, è di 22.807 euro e rispetto all’anno precedente c’è stato un calo del 2,8 per cento (in termini reali). In diminuzione anche la produttività del lavoro dell’1,2 per cento (2012 su 2011). E negli ultimi 10 anni si è ridotta, pure, la quota di mercato delle esportazioni sul commercio mondiale (si è passati dal 4 per cento del 2003 al 2,7 del 2012), mentre nel 2011 circa il 58 per cento delle famiglie (vale a dire 6 su 10) ha conseguito un reddito netto inferiore all’importo medio annuo (29.956 euro, circa 2.496 euro al mese). (altro…)

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I giovani italiani che ignorano quello che serve per lavorare

martedì, gennaio 14th, 2014

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BRUXELLES
Luigi Offeddu

– La prima è una notizia tristemente già vecchia, da archivio: «La disoccupazione giovanile in Italia è raddoppiata dal 2007, toccando il 40% nel 2013». (41,6% oggi, ndr ). Ma la seconda no, la seconda notizia morde nel vivo: «Tuttavia, questa cifra è solo parzialmente dovuta alla crisi economica: i problemi ribollono molto più nel profondo… Il 47% dei datori di lavoro italiani riferiscono che le loro aziende sono danneggiate dalla loro incapacità di trovare i lavoratori giusti, e questa è la percentuale più alta fra tutti i Paesi esaminati». (altro…)

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Scuola, puntare su apprendistato, tirocini, Its e istruzione tecnica e professionale

mercoledì, febbraio 13th, 2013

«Una formazione per la crescita economica e l’occupazione giovanile». È questo il titolo del documento d’intenti che Confindustria, Cgil, Cisl e Uil hanno firmato stamattina all’università Luiss di Roma: «È un fortissimo segnale di svolta culturale sui temi della scuola, che è un tema strategico, è il luogo dove si costruisce il futuro», ha detto il vice presidente di Confindustria Ivan Lo Bello.

No a nuove riforme
Parti sociali concordi sul «no» a una nuova riforma, ma sulla necessità di far funzionare gli strumenti che già esistono. Il documento riepiloga i punti su cui intervenire per migliorare ell’orientamento, istruzione tecnica e professionale, Its, apprendistato e funzionamento dei Fondi interprofessionali. «L’Italia non può crescere senza il contributo dei giovani – si legge nel documento congiunto – e per questo, se si vuole favorire la crescita e l’occupazione, la formazione deve essere al centro delle politiche del Paese». (altro…)

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