Archive for the ‘Istruzione’ Category

Bambini senza libri, poco sport e scuole pericolanti: quando la povertà comincia dall’educazione

lunedì, Ottobre 21st, 2019

di VALERIA STRAMBI

Edifici poco sicuri, investimenti in istruzione che vanno a singhiozzo e abbandono scolastico alle stelle. Se in Italia quasi la metà degli studenti under 18 non legge neppure un libro che non sia stato “imposto” dalla professoressa, sono in costante crescita i numeri di chi è sempre connesso alla rete, in classe e fuori: solo il 5,3% dei minori non usa Internet quotidianamente. Molti giovani (almeno uno su sette) si perdono lungo il percorso e finiscono per lasciare gli studi, mentre chi continua ad andare a scuola è spesso costretto a farlo in strutture inadeguate (settemila sono da considerarsi “vetuste” e più di 21mila non hanno il certificato di agibilità).  È la fotografia che emerge da ll tempo dei bambini, il decimo “Atlante dell’infanzia a rischio” di Save the Children, l’organizzazione internazionale che da cento anni lotta per salvare i più piccoli e garantire loro un futuro: qui l’edizione 2018. Il report, a cura di Giulio Cederna, è suddiviso in più sezioni e traccia un bilancio della condizione dI bambini e adolescenti in Italia negli ultimi dieci anni. 

Tra i bambini italiani 1,2 milioni di poveri
La cifra dei minori che vivono in povertà assoluta, cioè senza i beni indispensabili per condurre una vita accettabile, è più che triplicata, passando dal 3,7% del 2008 al 12,5% del 2018 e arrivando a toccare quota 1,2 milioni. Difficili sono anche le condizioni abitative: in un Paese in cui circa due milioni di appartamenti rimangono sfitti, negli anni della crisi (2011-2014) il 14% dei minori ha patito condizioni di grave disagio.  

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Materie maturità 2019, tutte le simulazioni della seconda prova

sabato, Gennaio 19th, 2019

di VERONICA PASSERI

Le simulazioni della prova mista

Roma, 19 gennaio 2018 – Tutta nuova la maturità 2019 che scatta il 19 giugno e che metterà quasi 500mila maturandi davanti all’inedita realtà – prevista dalla riforma dell’esame di Stato e temutissima – di una seconda prova scritta non più dedicata a una sola materia ma multidisciplinare. Prova mista, insomma, in tutti gli indirizzi possibili. Ieri il decreto del ministero con le materie della seconda prova: ecco, dunque, che al liceo classico sono previsti latino e greco insieme per la versione da tradurre mentre allo scientifico ci si dovrà cimentare con matematica e fisica. Ma secondo indiscrezioni e a parziale consolazione degli studenti le prove saranno di tipo scolastico, più semplici, insomma, di quelle proposte in alcune maturità degli ultimi anni.

Maturità 2019, ecco le materie d’esame

Se gli scritti passano, appunto, da tre a due, all’orale il colloquio resta multidisciplinare e anche qui c’è una novità: non essendo più prevista la tesina elaborata dallo studente saranno le commissioni a preparare un elenco di spunti sulla base del documento che sarà consegnato il 15 maggio dal consiglio di classe e che fa il punto sul percorso didattico svolto dagli alunni. Il giorno dell’esame una sorta di ‘lotteria’: seduto davanti alla commissione lo studente sceglierà, a caso, una delle tre buste chiuse che contengono altrettanti spunti e con la celebre frase ‘il candidato illustri’ prenderà il via l’orale. Una parte del colloquio riguarderà le attività realizzate nell’ambito ‘Cittadinanza e Costituzione’. La prova Invalsi non conterà né sul giudizio di ammissione all’esame né tanto meno sul punteggio finale mentre l’alternanza scuola-lavoro viene ridotta a un breve racconto all’orale.

Conterà di più l’intero percorso svolto dallo studente e non solo l’exploit il giorno dell’esame: i crediti del triennio finale varranno 40 punti su 100 (prima erano 25) e le correzioni degli scritti saranno fatte su una griglia nazionale, omogenea, i cui criteri sono stati diffusi lo scorso novembre. Questo eviterà la solita polemica sui 100 ‘facili’ in alcune regioni rispetto ad altre.

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La classifica dei migliori istituti italiani per andare all’Università o cercare lavoro

giovedì, Novembre 8th, 2018
raffaele angius

Scegliere la scuola superiore è il primo passo nella vita adulta di un giovane, che nella sua formazione pone le basi per il futuro. Per assistere ragazzi e famiglie nella scelta, Fondazione Agnelli lancia l’edizione 2018/2019 dell’Eduscopio: uno strumento semplice con cui le famiglie possono effettuare una ricerca personalizzata confrontando dati e punteggi degli istituti selezionati in base al proprio luogo di residenza. I percorsi possibili sono due: i più affini al proseguimento degli studi o quelli orientati all’introduzione nel mondo del lavoro. Questi ultimi sono classificati sia per percentuale di occupazione post-scolastica e coerenza del lavoro con gli studi scelti.

Milano

Per quanto riguarda i percorsi scolastici votati al proseguimento degli studi, L’Alexis Carrel supera il Sacro Cuore nella classifica dei Licei classici migliori della città, mentre l’Alessandro Volta resta primo tra gli scientifici. Per la prima volta nell’Eduscopio, debutta la categoria dei Licei di scienze applicate, dove eccelle l’Ettore Molinari. Tra gli Istituti superiori mirati all’introduzione lavorativa, il Pietro Custodi, l’Ernesto Breda, l’Amerigo Vespucci e il Correnti sono i migliori, rispettivamente in ambito economico, tecnologico, servizi e industriale.

 

Roma

Il Mamiani non è più al primo posto né tra i classici né tra gli scientifici: lo hanno superato il Torquato Tasso e l’Augusto Righi. Il Vittorio Colonna è primo invece per le scienze applicate. Nella classifica dei tecnici, l’Istituto di Via dei Papareschi, il Giovanni Giorgi, l’Amerigo Vespucci e il Carlo Cattaneo sono i primi classificati rispettivamente per l’ambito economico, tecnologico, servizi e industriale.

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Scuola, ok dal consiglio dei ministri all’assunzione di 57.322 docenti

giovedì, Agosto 9th, 2018

Il Consiglio dei ministri ha approvato l’autorizzazione ad assumere, a tempo indeterminato, sui posti effettivamente vacanti e disponibili, per l’anno scolastico 2018/2019, 57.322 unità di personale docente, di cui 43.980 docenti su posto comune e 13.342 docenti su posto di sostegno; 46 unità di personale educativo; 212 dirigenti scolastici; 9.838 unità di personale Ata. Lo rende noto il comunicato stampa del Cdm. Il 17 luglio scorso il titolare del Miur, il ministro Marco Bussetti, aveva firmato l’apposito decreto.

Per il reclutamento di nuovi dirigenti scolastici è partito nelle scorse settimane, con la prova preselettiva, anche il concorso da 2.452 posti bandito lo scorso novembre. Nel frattempo, per l’anno scolastico 2018/2019, è stata prevista e accolta la richiesta di assunzione di 212 dirigenti dalle graduatorie di precedenti concorsi. In una intervista di alcuni giorni fa a QN Bussetti ha fatto notare che le assunzioni “sono più di quelle dell’anno scorso. E i sindacati lo sanno. Siamo partiti dalla copertura del turn over e cercheremo poi di coprire quanti più posti vacanti possibili”. (altro…)

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