Archive for the ‘Vaticano’ Category

I meriti della rivoluzione sessuale con cui la Chiesa non ha mai fatto i conti

venerdì, Aprile 12th, 2019

Bisogna ammetterlo: la pubblicazione di queste riflessioni di Benedetto XVI sullo scandalo dei pedofili – problema di cui si era a lungo occupato come prefetto della Congregazione per la dottrina della fede – arrivano a ingarbugliare una situazione già pesante per il suo successore. Sono un aiuto o un modo, forse inconsapevole, di far capire che da solo il papa non ce la fa? E sono state scritte veramente da lui, ormai molto anziano? Queste le prime domande che sorgono a scorrere le pagine, piuttosto dense di pensiero e di ricordi personali, che nello stile confermano come sia proprio l’antico professore Joseph Ratzinger l’autore.

In modo ordinato l’argomentazione è suddivisa in tre parti: la prima descrive il contesto storico, cioè la rivoluzione sessuale, in cui lo scandalo della pedofilia ha preso le dimensioni preoccupanti che ora conosciamo; la seconda è una severa analisi dell’incapacità dimostrata dalla chiesa di rispondere a questo cambiamento; la terza si sofferma sulle possibilità di uscire dalla crisi.

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Ratzinger e la pedofilia: «Il collasso spirituale è cominciato nel ’68»

giovedì, Aprile 11th, 2019

Massimo Franco

Con un’ombra di minimalismo, spiega di avere «messo insieme degli appunti con i quali fornire qualche indicazione che potesse essere d’aiuto in questo momento difficile». Ma sono ben altro. Le diciotto pagine e mezzo sulla «Chiesa e lo scandalo degli abusi sessuali», scritte dal Papa emerito, Benedetto XVI, rappresentano l’analisi più corposa dei vertici vaticani su un tema che sta squassando l’universo cattolico, e non solo: la pedofilia. E il fatto che arrivino dopo la riunione del febbraio scorso a Roma dei presidenti delle conferenze episcopali del mondo, convocati da Francesco, aggiunge interesse e mistero a questo documento. Anche perché Joseph Ratzinger punta il dito su un «garantismo» della Chiesa per il quale, negli Anni Ottanta del secolo scorso, sulla pedofilia «dovevano essere garantiti soprattutto i diritti degli accusati. E questo fino al punto di escludere di fatto una condanna. Il loro diritto alla difesa venne talmente esteso che le condanne divennero quasi impossibili».

Il testo è un pugno nello stomaco. E probabilmente non potrà non creare polemiche, perché ci sarà chi vedrà nelle affermazioni di Benedetto XVI un attacco a un’evoluzione dei costumi in Occidente negli ultimi cinquant’anni. Joseph Ratzinger parte da lontano, e spiega di avere deciso di pubblicarlo sul mensile tedesco Klerusblatt dopo «contatti», li definisce così, con il segretario di Stato, Pietro Parolin, e con lo stesso Papa Francesco. Dunque, ne ha informato i vertici della Santa Sede. Ma scorrendolo, probabilmente qualcuno avrà la sensazione che finisca per affiancare e sovrastare le conclusioni della riunione globale di febbraio

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Il Papa non riceve Salvini: cambi linea

giovedì, Marzo 28th, 2019

di NINA FABRIZIO

Roma, 28 marzo 2019 – Finché la politica sui migranti resta questa nessuna udienza privata. È il messaggio, molto semplice, che papa Francesco ha fatto avere al ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che da tempo si è mosso con canali non formali per ottenere un agognato incontro col Pontefice. 
La manovra di avvicinamento al Papa del ministro che ha iniziato i trasferimenti dei richiedenti asilo proprio a partire dal Centro di Castelnuovo di Porto, dove Bergoglio aveva celebrato la lavanda dei Piedi a inizio pontificato in un gesto dimostrativo a favore dell’accoglienza, parte già poco tempo dopo essere stato nominato vicepremier, dall’occasione della celebrazione congiunta tra Gendarmeria vaticana e Polizia italiana della Festa del patrono San Michele Arcangelo nel settembre dello scorso anno.

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Il cardinale Pell, tesoriere del Vaticano, colpevole di violenza sessuale nei confronti di bambini

martedì, Febbraio 26th, 2019

di ALBERTO CUSTODERO

Il cardinale George Pell, tesoriere e numero tre del Vaticano, è stato riconosciuto colpevole di violenza sessuale nei confronti dei bambini. È stato condannato per crimini sessuali contro minori in Australia, diventando il più alto funzionario della Chiesa cattolica condannato in un caso di pedofilia.

Il vescovo Pell, 77 anni, è stato condannato a dicembre per violenza sessuale negli anni ’90 su due bambini del coro nella sacrestia della cattedrale di Saint Patrick di Melbourne. Ma il tribunale di Melbourne ha vietato fino a oggi i media di pubblicare l’esito della sentenza.

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Un incontro che rompe il tabù Però il “mea culpa” non basta

lunedì, Febbraio 25th, 2019

Stefano Filippi

Paradossalmente, l’intervento più efficace durante il vertice vaticano per la protezione dei minori è stato pronunciato fuori dai Sacri palazzi.

È la testimonianza di don Vinicio Albanesi, 76 anni, fondatore della Comunità di Capodarco che assiste disabili, minori abbandonati, stranieri, tossicodipendenti. A Tv2000 don Albanesi ha rivelato di avere subito abusi in seminario, ma di avere voluto diventare ugualmente prete perché il bene che gli mostravano altri sacerdoti era più forte del male inflittogli dai suoi superiori. All’epoca parlare non sarebbe servito. Invece, ha aggiunto don Albanesi, «bisogna reagire guardando all’orizzonte in termini solari. Essere preti significa diventare come Gesù Cristo che ha aiutato i bimbi, i ciechi e gli zoppi, che ha guarito e non provocato ferite. Significa anche imparare a perdonare».

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Espiazione pubblica

venerdì, Febbraio 22nd, 2019

Inizia con uno choc quella che, forse impropriamente, ma con un’immagine che aiuta a comprendere, si può definire la Norimberga della Chiesa sulla pedofilia.

Come Norimberga segnò un tornante della Storia per cui le nazioni uscite dalla guerra pronunciarono ad alta voce il loro “Mai più”, allo stesso modo, la Chiesa cattolica nel summit mondiale che è cominciato oggi per volontà di Papa Francesco, è arrivata a dover superare una curva a gomito. E deve affrontare con decisione la salita se non vuole precipitare. Anche la Chiesa, nel suo insieme, o meglio, nei suoi vertici chiamati a Roma tutti insieme, è chiamata a dire il suo “Mai più”.

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Papa Francesco, selfie con la spilla ‘Apriamo i porti’

lunedì, Febbraio 18th, 2019

Roma, – ‘Apriamo i porti‘. E’ la scritta sulla spilla con la quale si è fatto ritrarre Papa Francesco durante l’incontro a Sacrofano con le realtà di accoglienza ‘Liberi dalla paura’. Come raccontato da Avvenire e documentato dalle foto, è successo quando don Nandino Capovilla, parroco a Marghera (Venezia), si è avvicinato al Papa che ha preso la spilla in mano e si è fatto fotografare. Le immagini sono state rilanciate dal parroco sul suo profilo Facebook.

“Saliamo sui tetti! Coraggiosamente Papa Francesco non perde occasione, taglia corto con le esortazioni scontate. Si concede una foto che rilancia quell’Apriamo i porti, che sta unendo cittadini dal nord al sud del Paese e che per i cristiani è obbligo evangelico per essere liberi dalla paura”, scrive don Capovilla su Facebook postando il selfie con il Papa e ricordando le parole pronunciate a Sacrofano dal pontefice: “La paura è l’origine di ogni schiavitù e di ogni dittatura. Sulla paura del popolo cresce la violenza dei dittatori”.

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Vaticano, la responsabilità dei vescovi al centro del summit sugli abusi

venerdì, Febbraio 15th, 2019

FRANCESCO PELOSO città del vaticano

La responsabilità dei vescovi nei casi di abuso sessuale sui minori nella Chiesa: è questo il tema più rilevante al centro del prossimo summit internazionale sullo scandalo pedofilia che si svolgerà in Vaticano dal 21 al 24 febbraio con la partecipazione di tutti i presidenti delle Conferenze episcopali del mondo. E in effetti si tratta di uno dei nodi più delicati e tuttora irrisolti di una vicenda già di per sé drammatica e dolorosa.

“Cover up” e vescovi

Il problema è quello dell’insabbiamento – il cosiddetto “cover up” – dei casi di abuso, cioè di quel sistema di protezione dei sacerdoti colpevoli, in vigore per diversi decenni, reso possibile da un ruolo attivo svolto in questo senso dai vescovi. In passato, molti preti autori di violenze su minori, anche “predatori seriali” come hanno dimostrato nel tempo vari procedimenti giudiziari, sono stati spostati di parrocchia in parrocchia e poi di diocesi in diocesi, dunque, via via che reiteravano i reati proseguiva parallelamente l’azione di occultamento e protezione nei loro confronti (da ricordare che lo scandalo scoppiò nei primi anni duemila nella diocesi di Boston proprio in riferimento a diverse decine di casi di preti abusatori non denunciati ma appunto trasferiti da una sede all’altra).

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“Costruiamo il futuro insieme o non ci sarà”. Francesco tende la mano al mondo islamico

martedì, Febbraio 5th, 2019

domenico agasso jr inviato ad abu dhabi

Conta ciò che ha detto. «O Costruiamo insieme l’avvenire, o non ci sarà futuro». «È giunto il tempo in cui le religioni si spendano con coraggio per aiutare la famiglia umana a maturare la capacità di riconciliazione». Ma conta soprattutto dove lo ha detto. Il contesto è decisivo per cogliere la portata delle parole di Francesco, primo papa a camminare sul suolo del Golfo. Il Pontefice sta visitando uno Stato confessionale islamico in cui i cristiani e le altre minoranze religiose godono di relativa libertà, ma con dei limiti: le attività religiose devono essere svolte tra le mura dei luoghi di culto, e le chiese non possono avere campane o esibire la croce.


Ecco, il Papa è ospite d’onore degli emiri ad Abu Dhabi. E viene davvero onorato, con una sontuosa cerimonia dietro l’altra, tra aerei che volano con i colori del Vaticano, imponenti ma discrete misure di sicurezza, qualche drone che spunta qua e là. Una pulizia sulle strade che di più non si può , zero cartacce per terra. Ed efficienza in ogni tipo di servizio per il seguito vaticano. Tutto questo, tra lunghi – lunghissimi – suv neri, imponenti grattacieli e hotel extralusso. E il Pontefice riceve anche un riconoscimento, appena creato: il «Premio della Fratellanza Umana».

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Yemen, il Papa: assicurare il cibo ai bambini, il loro grido sale a Dio

lunedì, Febbraio 4th, 2019

salvatore cernuzio città del vaticano

Assicurare la distribuzione del cibo nello Yemen e lavorare per il bene della popolazione stritolata da fame e violenze. Mentre si scaldano i motori dell’aereo Alitalia che lo porterà ad Abu Dhabi, in quegli Emirati Arabi membri della coalizione guidata dall’Arabia Saudita responsabile della crisi nella regione («la peggiore crisi umanitaria provocata dall’uomo», secondo l’Onu), Papa Francesco durante l’Angelus in piazza San Pietro lancia un appello «alle parti interessate e alla Comunità internazionale per favorire con urgenza l’osservanza degli accordi raggiunti» affinché si eviti il definitivo tracollo nel Paese mediorientale.

«Con grande preoccupazione seguo la crisi umanitaria nello Yemen», dichiara il Pontefice affacciato dalla finestra del Palazzo Apostolico. «La popolazione è stremata dal lungo conflitto e moltissimi bambini soffrono la fame, ma non si riesce ad accedere ai depositi di alimenti. Il grido di questi bambini e dei loro genitori sale al cospetto di Dio», afferma Bergoglio. «Faccio appello alle parti interessate e alla Comunità internazionale per favorire con urgenza l’osservanza degli accordi raggiunti, assicurare la distribuzione del cibo e lavorare per il bene della popolazione. Invito tutti a pregare per i fratelli dello Yemen», esorta recitando insieme ai fedeli un’Ave Maria. «Preghiamo forte, perché sono dei bambini che hanno fame, che hanno sete, che non hanno medicine, che sono in pericolo di morte. Portiamo con noi questo pensiero a casa», aggiunge a braccio.

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