Archive for the ‘Sport’ Category

Cristiano Ronaldo, primo giorno da Juve. Il bagno di folla c’è: “Portaci la Champions”

lunedì, luglio 16th, 2018

di ANDREA BONZI

 

Niente luci né raggi laser: la presentazione monstre di Cristiano Ronaldo non ci sarà. Vuoi perché il ‘piccolo’ Allianz Stadium sarebbe stato preso d’assalto da decine di migliaia di tifosi; vuoi perché un’esibizione all’americana non sarebbe stata in linea con lo stile Juventus, il punto è che quella di oggi sarà una giornata intensa ma sobria per il campione lusitano. E, di sicuro, sarà una giornata superblindata.

Cristiano Ronaldo arriva al J Medical (LaPresse)

Le tappe del suo primo giorno a Torino da bianconero sono fissate. Ronaldo, sbarcato ieri pomeriggio all’aeroporto di Caselle, ha iniziato la giornata con le visite mediche al JMedical e il bagno di folla che c’è stato (a dispetto delle previsioni). (altro…)

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Mondiali, la finale di Mosca: la grande occasione

domenica, luglio 15th, 2018
antonio barillà
dall’inviato a mosca

In fondo al Mondiale delle contraddizioni, Francia e Croazia fiutano la storia: i Bleus hanno vinto una volta sola, quando Kylian Mbappé nemmeno era nato, i biancorossi – oggi davvero: la Fifa impone la tradizionale maglia a scacchi – non hanno mai sollevato un trofeo.

Nazionali all’opposto

Squadre differenti: giovane e sfrontata quella del navigato Didier Deschamps, solida e scaltra quella di Zlatko Dalic, il ct venuto dal nulla, a un passo dal trionfo più grande dopo aver accarezzato coppette in Albania e negli Emirati. L’approccio dei due allenatori è differente come le strade battute, come i colpi cui s’affidano oltre la tattica: uno gli scatti brucianti di Mbappé, il velocista, l’altro la luce di Luka Modric, il cervello. Deschamps – che può diventare il terzo ct, dopo Zagallo e Franz Beckenbauer, a conquistare una coppa già sollevata da calciatore – detta infatti ricette classiche («Concentrazione, serenità, fiducia»), ricorda l’irrazionalità del pallone rievocando il gol all’Argentina ma ammette d’aver divorato video e approntato piani, Dalic richiama invece il compianto Johan Cruijff con l’invito a «divertirsi e godersela», confessa di «non insistere sugli allenamenti perché non c’è niente da allenare» e assicura che «in un torneo così non c’è tempo per giochini psicologici».
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Cristiano Ronaldo alla Juve coi soldi olandesi e l’aiutino fiscale di Renzi

venerdì, luglio 13th, 2018

di Ugo Bertone

Matteo Renzi ha trovato un’ altra ragione per esser viola di rabbia. Mai l’ ex premier fiorentino avrebbe immaginato che la norma contenuta nella legge di bilancio 2017 varata dal suo governo sarebbe stata così importante, anzi probabilmente decisiva, per convincere Cristiano Ronaldo a far le valigie da Madrid in direzione Juventus, imitando gli altri Paperoni (55 nel primo anno di applicazione) che hanno scoperto il BelPaese per motivi fiscali.

Ai sensi dell’ articolo 24 bis del Tuir, infatti, i neo residenti in Italia possono pagare un forfait di 100 mila euro a fronte di tutti i loro redditi di fonte estera (per un massimo di 15 anni). Il regime, per giunta, può essere esteso ai familiari con il versamento di altri 25 mila euro ciascuno: noccioline, a fronte dei guadagni che la premiata ditta Cr7 ricava ogni anno grazie ai frutti del marchio: diritti di immagine, proventi da pubblicità e sponsorizzazione, oltre ai non trascurabili interessi sul capitale degli investimenti finanziari e immobiliari. Un fiume di denaro in arrivo da ogni parte del mondo, amplificato dalla pubblicità via web.
Un fiume di denaro che in Spagna ha suscitato la curiosità dell’ Agenzia delle Entrate che ha contestato al giocatore la mancata dichiarazione di 14,7 milioni di euro provenienti dai diritti di immagine, secondo l’ accusa occultati in alcune società delle isole Vergini Britanniche.

Vicenda archiviata – Una vicenda ormai archiviata, anche se il fisco spagnolo, grazie ad un accordo con l’ Italia, potrà comunque chiedere a Ronaldo di saldare le sue pendenze (è stata concordata, pare, una multa di 18,8 milioni). (altro…)

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Capolavoro Belgio, 2-1 al Brasile: i Diavoli Rossi in semifinale con la Francia

sabato, luglio 7th, 2018

Sarà Francia-Belgio la prima semifinale della Coppa del Mondo 2018 in Russia. Dopo il successo dei Blues nel pomeriggio contro l’Uruguay, in serata il Belgio supera per 2-1 il Brasile al termine di una partita spettacolare, ricca di emozioni e con un finale da brividi. I Diavoli Rossi tornano in semifinale ai Mondiali dopo 32 anni, l’ultima e unica volta fu nel 1986 quando sulla loro strada incrociarono un insuperabile Diego Armando Maradona. L’autorete di Fernandinho su colpo di testa di Kompany e il gol di De Bruyne nel primo tempo regalano al Belgio una storica vittoria, ma il protagonista assoluto è Courtois autore di almeno 3-4 parare straordinarie. Grande la prova a tutto campo anche di Hazard. Non basta la rete di Renato Augusto alla Seleçao che recrimina anche per un palo di Thiago Silva e per la mancata concessione di un rigore su Gabriel Jesus (pagate forse le troppe sceneggiate di Neymar e compagni). Il Brasile cade dopo 15 risultati utili consecutivi, con il ct Tite che certamente si sarà pentito di aver lasciato in panchina Douglas Costa. Prosegue la maledizione delle squadre sudamericane che in Europa non riescono a vincere il Mondiale dal 1958, quando a riuscirci fu il Brasile di Pelè.

Diverse le novità nelle formazioni di Brasile e Belgio. Nella Seleçao si rivede Marcelo, recuperato da un problema muscolare, mentre a centrocampo Fernandinho prende il posto dello squalificato Casemiro. Per il resto Tite conferma il 4-2-3-1 con Willian, Coutinho, Neymar alle spalle di Gabriel Jesus. Nel Belgio la novità principale è l’assenza di Dries Mertens, lasciato in panchina dal ct Martinez con lo spostamento in avanti di De Bruyne. Le altre novità sono a centrocampo con gli inserimenti dall’inizio di Fellaini e Chadli, entrambi decisivi nella vittoria contro il Giappone. (altro…)

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Ronaldo, a un passo dalla Juve

venerdì, luglio 6th, 2018
antonio barillà
inviato a kazan

Sempre più vicino. Cristiano Ronaldo fa un altro passo verso la Juve. Il vertice di Madrid tra Jorge Mendes, agente del portoghese, e José Angel Sanchez, braccio destro di Florentino Perez, si è concluso con la definitiva rottura tra CR7 e il Real. Mendes non dà certezze («Se lasciasse i blancos, sarebbe per una nuova sfida, la nuova tappa di una carriera straordinaria. Al Real sarà sempre grato» dice a Record), ma non s’intravvedono margini per ricucire e rinnovare il contratto. Perez, che dopo aver esternato il suo disappunto per la gestione della vicenda da parte del calciatore e del suo entourage ha disertato l’incontro, pretende che Ronaldo si assuma pubblicamente la responsabilità di un addio doloroso in sé e per i riflessi che propaga, accrescendo il senso di smobilitazione già diffuso dalle dimissioni di Zinedine Zidane e indebolendo la figura del presidente. Non solo. Non si accontenta, a questo punto, dei 100 milioni di euro stanziati dalla Juventus, ma ne pretende 150. E anche trattando, secondo i suoi più stretti collaboratori, non ne accetterebbe meno di 130.

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La staffetta

martedì, luglio 3rd, 2018

Può darsi che la splendida vittoria delle staffettiste italiane nere ai Giochi del Mediterraneo sia «la risposta all’Italia razzista di Pontida», come dicono Saviano e il Pd. Ma mi chiedo se il dirlo non renda quell’Italia ancora più sorda al richiamo di chi irride i suoi timori invece di sforzarsi di comprenderli. Quando provi disagio per l’immigrazione incontrollata, magari perché abiti in un quartiere dove ti finisce addosso di continuo, vederti sventolare in faccia a mo’ di sfida un fulgido esempio di integrazione non elimina il tuo fastidio, ma alimenta il tuo vittimismo. Come si può fare cambiare idea a qualcuno a cui non si riconosce il diritto di averne maturata una diversa sulla propria pelle? Chi convive con lo spavento o la preoccupazione andrebbe rassicurato, utilizzando storie di successo come quella delle staffettiste per mandare segnali di speranza, non di incomunicabilità.
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La Russia apre le danze con la partita più scarsa

giovedì, giugno 14th, 2018

nostro inviato a Mosca

La Russia è nel pallone. Mosca è il centro del mondo, letteralmente invasa dai tifosi delle trentuno squadre (più i padroni di casa), con i sudamericani a farla da padrone nella piazza Rossa blindata dal concerto di Placido Domingo alla presenza di Vladimir Putin.

I quindici milioni di abitanti della città bagnata dalla Moscova dicono di non aver mai visto nulla di simile. Soprattutto per il pallone che da queste parti non è certo sport nazionale, ma anche con una squadra dalle ambizioni limitate, l’entusiasmo è contagioso. È come se il Paese si fermasse, perché ad esempio il turismo culturale è come se fosse bandito per un mese, per lasciare posto al variegato popolo del pallone. (altro…)

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Diritti tv: “Pacchetti assegnati a Sky e Perform”. Raggiunto l’importo di 973 milioni

giovedì, giugno 14th, 2018
tiziana cairati
milano

Sky e Perform hanno vinto la partita dei diritti televisivi del prossimo triennio per un totale di 973 milioni. La televisione del magante Rupert Murdoch e la sport media company con sede nel Regno Unito si sono aggiudicati rispettivamente il pacchetto 1 e 2 per 780 milioni e il pacchetto 3 per 193 milioni.

Sky, quindi, trasmetterà 266 partite in esclusiva spalmate su sette finestre orarie (i due anticipi del sabato, due match della domenica pomeriggio alle 15, quello delle 18, oltre al posticipo della domenica sera alle 20.30 e il Monday Night lunedì alle 20.30). Mentre Perform tre gare ogni giornata di campionato: il sabato alle 20.30, e due incontri della domenica alle 12.30 e 15. Numeri alla mano il lavoro fatto dall’advisor della Lega Infront è ottimo, perché ai 973 milioni vanno aggiunti altri 150 milioni di variabile, legato tra le altre cose al numero di abbonati, per un totale di 1miliardo e 123 milioni (l’obiettivo minimo era stato fissato a un miliardo e 100).

 

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Mondiali Russia 2018: ecco come funzionerà il Var (e cosa cambia)

martedì, giugno 12th, 2018

Giovanni Capuano

Sarà il primo Mondiale dell’era Var, ovvero la video assistenza arbitrale che gli appassionati italiani hanno imparato a conoscere nell’ultima stagione della Serie A e che nel mondo si sta cominciando a diffondere superando anche le resistenze politiche di chi vorrebbe tornare al passato. La Fifa ha scelto Russia 2018 come grande debutto per la tecnologia e non ha badato a spese.

Tutto dovrà essere perfetto perché nel mese di sfide a Mosca e dintorni si gioca una fetta importante della credibilità del pallone e del nuovo governo di Gianni Infantino. L’uomo venuto dalla Uefa che ha sfidato proprio la Uefa accelerando sulla svolta Var.

La grande incognita nasce da qui. Non ovunque si utilizza uno strumento che nell’ultima Serie A, secondo il report ufficiale della Lega, ha contributo a far crollare dal 5,78 allo 0,89 per cento gli errori arbitrali attraverso 2023 chick o controlli al video. Risultati positivi che hanno posto l’Italia all’avanguardia visto che altrove, dove la sperimentazione è stata portata online, le cose sono andate decisamente meno bene.

Con gli occhi di tutto il mondo puntati addosso, ogni minima sbavatura non sarà accettata. La Fifa ne è consapevole e ha messo in campo il massimo sforzo perché tutto funzioni alla meraviglia: convocazioni extra per le federazioni (come la nostra) che hanno già sperimentato il sistema, raduni a Coverciano, investimenti tecnologici che, in alcuni casi, saranno anche superiori alle reali necessità. (altro…)

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Formula uno, Gp Canada: trionfo Vettel, Hamilton quinto. Ferrari in testa al Mondiale

lunedì, giugno 11th, 2018

Dalla nostra inviata ALESSANDRA RETICO

MONTREAL – Seb balla sulla storia. E’ di Vettel il gp del Canada, dove la Ferrari non vinceva dal 2004 con Michael Schumacher. Sul circuito dove Gilles Villeneuve, il prediletto di Enzo Ferrari, si prendeva il primo gp della carriera nel 1978, il tedesco raccoglie un’eredità che sin dalla vigilia non ha nascosto di voler celebrare: “Vincere qui ha un significato speciale per la Scuderia. Per i tifosi della Rossa, sempre molto affettuosi e numerosi. Quello che Gilles ha lasciato è ancora vivo”. Sventola una bandiera col Cavallino appena sceso dalla sua Loria, poco prima quella a scacchi veniva sventolata dalla modella Winnie Harlow con un giro d’anticipo (“sì continuo a spingere, lo so che ne manca un altro”). Un altro e basta, per fare vivissimo questo successo di Seb, il 50esimo della carriera, il terzo dell’anno, che lo porta a recuperare lo svantaggio accumulato contro il rivale e campione del mondo Lewis Hamilton e a superarlo di un punto (121 contro 120 punti del britannico). “Ma il campionato è ancora lungo. Quello che mi fa felice è di essere io quello che guidava la Ferrari tornata al successo su questa pista, è una cosa che mi rende molto fiero”.

Partito dalla pole position che il Cavallino non otteneva da 17 anni, Seb ha comandato per tutta la gara lasciandosi alle spalle la Mercedes di Valtteri Bottas e la Red Bull di Verstappen. Giù dal podio, nell’ordine, la Red Bull di Daniel Ricciardo, la Mercedes di Lewis Hamilton che in Canada ha vinto sei volte solo quinta e la Ferrari di Kimi Raikkonen sesta. Gara senza particolari batticuori né colpi di scena, a parte la safety car entrata in pista al primo giro dopo che il beniamino di casa Lance Stroll ha perso aderenza con la sua Wiliams e preso la Toro Rosso di Brendon Hartley, finita di traverso sul muro. Senza colpe, diranno i giudici. In aria volano pezzi di lamiere blu e tutti e due, dopo una stretta di mano mesta, si ritirano. Lance al centro medico per controlli (nulla di grave), Brendon a fare qualche accertamento in più all’ospedale. (altro…)

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