Governo, ultime news: lista dei ministri pronta. Alle 19 Draghi salirà al Quirinale

Ore 13.30 – Renzi: «Io non entro di sicuro. Governo merito di Mattarella»
Da più parti è stato indicato come il vincitore della partita politica della crisi, come l’astuto manovratore riuscito a raggiungere l’obiettivo prefissato. Matteo Renzi al New York Times si era anche di fatto attribuito il merito di aver portato Draghi a palazzo Chigi («Ho fatto tutto da solo, con il 35»). Ma a L’aria che tira, su La 7, oggi ha spiegato che «l’operazione Draghi l’ha costruita il presidente della Repubblica, che ha detto a tutti i partiti: basta discussioni, facciamo i vaccini e spendiamo bene i 209 miliardi del Recovery». Renzi ha anche sottolineato che «è oggettivo che Draghi sia migliore di Conte», ricorrendo a un paragone calcistico: «Abbiamo uno che gioca per il pallone d’oro e uno che gioca per le categorie minori». Poi ha confermato che non entrerà nel nuovo esecutivo: «Quello di Matteo Renzi nel totoministri è un nome sicuro. Sicuro che non entra».

Ore 13.00 – IL PUNTO DELLA SITUAZIONE
Mario Draghi è pronto per sciogliere la riserva, ma restano ancora alcuni dettagli da definire nella composizione del governo. Per questo potrebbe recarsi già oggi al Quirinale, per comunicare al presidente Sergio Mattarella l’accettazione piena del mandato, ma concedendosi ancora qualche ora per mettere a punto l’elenco. In alternativa potrebbe rimandare la salita al Colle domani o dopo, arrivandoci però con la lista dei ministri già definita. L’agenda pubblica del capo dello Stato continua a non riportare, per oggi e per i prossimi giorni, alcun appuntamento. In queste ore il premier incaricato sta contattando i possibili «tecnici» che nel nuovo esecutivo si vedrebbero assegnati alcuni dei dicasteri chiave, soprattutto quelli economici che dovranno gestire il Recovery plan. E resta da sciogliere il nodo del ministero per la transizione ambientale ed energetica, punto che sta particolarmente a cuore al M5S e che per questo è stato inserito nel quesito sottoposto agli iscritti ella piattaforma Rousseau, che si sono espressi a favore del nuovo governo, seppure con un consenso inferiore al 60%. Alcuni ministeri potrebbero poi essere «spacchettati» per creare incarichi ad hoc, non tanto e non solo nell’ottica di aumentare le poltrone, e assecondare le tante anime della sua variegata maggioranza, quanto piuttosto per avere figure competenti per gestire dossier delicati, come per esempio le Comunicazioni (QUI i nomi più accreditati).

Ore 12.49 – Da Berlusconi una rosa di 4 nomi: spunta Brunetta
Una lista di 4 nomi azzurri sarebbe arrivata in queste ore sul tavolo di Draghi firmata da Silvio Berlusconi. Il presidente di Forza Italia avrebbe demandato ad Antonio Tajani e Gianni Letta il compito di tenere il dialogo aperto con l’ex governatore di Bankitalia per la delicata partita sulla presenza degli azzurri nel nuovo esecutivo. Secondo quanto apprende l’Adnkronos, il leader forzista ieri sera avrebbe fatto pervenire al premier incaricato una rosa di 4 papabili: oltre allo stesso Tajani e alle capigruppo di Senato e Camera Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini, spunta il nome del responsabile economico del partito, Renato Brunetta, già in passato al governo alla Pubblica amministrazione.

Ore 12.05 – Casaleggio: «Di Battista fondamentale per il Movimento»
«Alessandro è fondamentale per il Movimento. È una persona che stimo, in grado di portare avanti con coerenza i principi e le battaglie del M5S». Lo scrive Davide Casaleggio in un post su Facebook, parlando dell’annuncio di Di Battista di volersi «fare da parte». «Anche grazie a lui e alla sua passione durante questi anni —sottolinea il figlio del co-fondatore del Movimento —, oggi molti siedono in posizioni importanti nelle istituzioni». E ancora: «Chi oggi guida l’azione politica del M5S dovrà fare in modo di non gestire questo momento con arroganza oppure la larga parte contraria alla scelta di ieri potrebbe allontanarsi». In un’intervista al Corriere della Sera, Casaleggio ha sottolineato le difficoltà che avrà ora il M5S in un governo che tiene insieme tutti.
. Una stoccata è arrivata invece da Federico Pizzarotti, primo sindaco eletto dai M5S (a Parma) e da tempo fuoriuscito: «La farsa è finita, stop alle scatolette di tonno».

Ore 11.52 – Salvini: «Con Draghi vogliamo ritorno alla normalità»
«Non vediamo l’ora di cominciare a lavorare perché l’Italia ha bisogno di risposte concrete. Le priorità della Lega non sono i ministeri ma sono risolvere i problemi della salute, del lavoro e del ritorno alla vita normale. Non mettiamo veti. Prima si parte, meglio è. Poi su nomi, posti e contro-posti non abbiamo chiesto niente». Così il leader della Lega Matteo Salvini, a Roma, incontrando alcuni giornalisti. «Se abbiamo indicato una rosa di nomi? Non abbiamo indicato nulla», ha chiarito, sottolineando come «chiunque rappresenterà la Lega lo farà al meglio».E se dopo l’annuncio di Di Battista, il M5S sembra perdere pezzi, ha ribadito Salvini «diventa ancora più importante la compattezza, la concretezza e la responsabilità della Lega, di Forza Italia e del centrodestra che ha scelto la linea del Governo, con tutto il rispetto di chi fa altre scelte che non sta a me contestare o commentare». Giorgia Meloni? «Io rispetto le scelte di Giorgia e non ho niente da contestare a nessuno» (qui il video dell’intervento del leader leghista).

Ore 11.39 – Bonino: maggioranza Draghi non sarà monopartito
Un governo dei presidenti «non farà venire meno le differenze dei politici». Draghi «illustrerà in Parlamento le priorità del governo che, a grandi linee, pur nella sua benvenuta sobrietà comunicativa, ha indicato a tutte le delegazioni nel secondo turno di consultazioni. Questo non vuol dire che le differenze tra i partiti non ci siano. C’è accordo sul programma di governo, poi ogni forza politica porterà avanti le sue iniziative e le sue battaglie. Mica siamo diventati un monopartito». A parlare la senatrice di +Europa, Emma Bonino, su Rainews24. Tra le riforme da fare che il premier incaricato ha elencato alle delegazioni — ha precisato — ci sono giustizia civile e amministrativa: «Noi di +Europa e Azione abbiamo chiesto di portare avanti anche la riforma della giustizia penale, a cominciare dalla situazione delle carceri».

Ore 11.38 – Italia viva: «Con la Lega insieme due anni, non due secoli»
«Sottolineare ironizzando le svolte di questo o quel partito non credo sia uno sport utile al Paese in questa fase e poi: chi non ha peccato scagli la prima pietra. Nessuno metta paletti, veti o pretenda posti in questo governo, dobbiamo tirare fuori il Paese dall’emergenza sanitaria, economica ed educativa». Una posizione chiara quella espressa dal presidente dei senatori di Italia Viva, Davide Faraone , a Coffee Break, come riportato in una nota in cui si considera che «il pragmatismo di Lega e Forza Italia è positivo». Faraone ha poi aggiunto che «dovremo governare insieme due anni, non due secoli, lo sforzo di mettere da parte le questioni divisive per dare una mano a Draghi non mi pare non possa essere fatto».

Ore 11.08 – Fassina (Leu): «Dibba, abbiamo bisogno anche di te»
«Caro Alessandro, abbiamo bisogno anche di te e di tutti i no del M5S in maggioranza a sostegno del governo Draghi. Sconfitti su Giuseppe Conte, non vinti. Siamo in un’altra fase, ma la battaglia per la giustizia sociale e ambientale continua». Così, Stefano Fassina, in un tweet rivolto a Alessandro Di Battista e a quanti nel M5S hanno votato no al governo Draghi.

Ore 11 – Draghi dovrebbe sciogliere riserva tra oggi e domani
Il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi dovrebbe sciogliere la riserva tra questa sera e domani.È quanto si prevede in ambienti parlamentari, secondo i quali ci sarebbero ancora alcune caselle da definire nella squadra del Professore, in modo particolare quella relativa al ministero della transizione ecologica. Fonti vicine all’incaricato e fonti del Colle stamane hanno spiegato ai giornalisti che al momento non ci sono previsioni sui tempi.

Ore 10.06 – Zingaretti: «Mai avanzato una rosa di nomi»
«Il Pd non ha avanzato alcuna rosa di nomi per la composizione del governo. Come ho detto ieri, ci rimettiamo al rispetto dell’articolo 92 della Costituzione che conferisce al presidente della Repubblica e al presidente incaricato questo compito. Un ipotesi sulla quale c’è l’unanimità della direzione nel corso della quale abbiamo suggerito dei criteri per la squadra: qualità, pluralismo politico, differenza di genere». Così il segretario del Pd Nicola Zingaretti . «Abbiamo indicato con grande chiarezza quali sono i nostri progetti, le nostre idee, i nostri valori al professor Draghi per l’esperienza che inizia. Ora aspettiamo, ci rimettiamo nelle mani del professor Draghi e del presidente Mattarella per quella che sarà la strada di governo» (QUI il video).

Ore 9.15 – Meloni: «Astensione? Valuteremo alla fine»
Astensione sulla fiducia al governo Draghi? «L’appello all’astensione l’avevo fatto io a tutto il centrodestra, proprio perché credo nella compattezza della coalizione. Ho detto e ripeto che faremo la valutazione sul voto alla fine, quando avremo la squadra e il governo, per ora non si sa nulla». A chiarire, ancora una volta, la posizione di Fdi, è Giorgia Meloni, intervenendo a Sky Tg24 Start. «Non mi pare ci siano stati in questi anni punti di contatto con Di Battista, ma rispetto la sua posizione all’interno del Movimento», ha aggiunto. «Si è battuto per il no, con un quesito normale probabilmente avrebbe anche vinto, perché il quesito su Rousseau era surreale e forzato, e giustamente con la vittoria del sì si è fatto da parte».

Ore 9. 03 – Salvini: «Con Draghi c’è sintonia sulle urgenze. Ora lavoriamo su tre priorità: salute, lavoro e ritorno alla vita»
«Non l’avevo mai incontrato prima, non riesco a giudicare una persona dopo 2-3 incontri e quindi a differenza di altri, non ho dei pregiudizi. Diciamo che in sintonia sui temi concreti e sulle urgenze vere dell’Italia, ci siamo». Questo il giudizio espresso su Canale 5 dal leader della Lega, Matteo Salvini, nei confronti di Mario Draghi. «Nelle settimane passate in televisione si sentiva Conte che parlava di legge elettorale, di proporzionale e altre cose che non contano in questo momento per la vita dei cittadini. Ora è tempo di lavorare», ha aggiunto. Il ministero per la Transizione ecologica «può essere una buona idea, a patto che non venga gestito con ideologia e pregiudizio. Lo sviluppo di un paese significa difendere l’ambiente ma anche portare avanti le opere», ha concluso. «Lasciamo perdere litigi, ideologie, teccati ideologici e lavoriamo su tre priorità: salute, lavoro e ritorno alla vita».

Ore 8.24 – Casaleggio: «Ora Draghi dovrà difendere interessi italiani»
«Non è una questione di persona, ma di scelte. Ora Draghi si trova a difendere gli interessi degli italiani e non della Bce. Mi auguro che questo governo possa pensare a politiche espansive in questo momento emergenziale e soprattutto staccare la figura di Draghi da interessi prevalentemente di Paesi esteri, come era normale che fosse quando era a capo della Bce, e di focalizzarsi invece su quelli italiani. Anche l’apparenza oltre che la sostanza in politica è importante». Davide Casaleggio, in un’intervista al Corriere della Sera, parla della scelta dell’M5S.

Ore 8.20 – Il totoministri: ecco i nomi più accreditati
Tra i nomi più accreditati per un ministero c’è quello del leghista Giancarlo Giorgetti, che ha un solido rapporto con Draghi. Per Forza Italia, in alternativa ad Antonio Tajani, si pensa al deputato Andrea Mandelli o alle parlamentari Anna Maria Bernini e Mara Carfagna. Per il M5S — invece — si fa il nome Stefano Patuanelli, mentre per il Pd non si esclude che al governo possa tornare il vicesegretario Andrea Orlando. A figure tecniche di alto profilo dovrebbero andare ministeri chiave: alla Giustizia continua a essere accreditata Marta Cartabia, al Viminale potrebbe restare Luciana Lamorgese, alla transizione ecologica o Sviluppo economico si parla di Enrico Giovannini. Occhi puntati anche sul ministero dell’Economia, per il quale si fa il nome di Daniele Franco, direttore generale della Banca centrale.

Ore 8 – Sarà il gran giorno di Draghi?
Con il sì del Movimento 5 Stelle arrivato dal voto sulla piattaforma Rousseau (con il 59% dei voti) , il premier incaricato Mario Draghi ha incassato l’appoggio di tutti i gruppi parlamentari, escluso quello di FdI, che ha già annunciato l’astensione. Liberi e Uguali è ancora in forse, in attesa di valutare alcuni punti del programma e la composizione dell’esecutivo. L’ex presidente della Bce potrebbe salire già oggi al Colle per sciogliere la riserva, con pronta la lista dei ministri. Dopo la cerimonia del giuramento, ci potrebbe essere «il voto nelle Aule di Camera e Senato entro martedì», ha pronosticato ieri il capogruppo Pd al Senato Andrea Marcucci. Il futuro presidente del Consiglio è ora impegnato sulla squadra di governo.

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