Covid, si va verso lo stop allo spostamento tra regioni dopo il 15 febbraio. Ecco cosa cambia
E poiché le varianti, in particolare la brasiliana e quella sudafricana, diminuiscono l’efficacia del vaccino, è da salutare come una buona notizia quella annunciata dall’ingegnere Alice Ravizza, della start up Usemed del Politecnico di Torino, che sta per produrre un kit gemello di quello che con un semplice pungi dito permette oggi di verificare da casa se si è positivi o meno. Ma che presto potrà verificare anche se si sono sviluppati o meno gli anticorpi dopo la vaccinazione. Sempre da casa propria. Coronavirus, usare la mascherina sui mezzi pubblici è fondamentale: la simulazione è inquietante
Intanto da lunedì scade l’obbligo di chiusura degli impianti da sci nelle regioni gialle, che né il vecchio e nemmeno il nuovo governo hanno intenzione di prorogare. Il governatore lombardo Attilio Fontana ha già dato il via libera alla riapertura degli impianti, anche se una capienza ridotta al 30%. «Fosse per me non riaprirei le stazioni sciistiche», ammette preoccupato il virologo Fabrizio Pregliasco, che pure fa parte della task force regionale anti-Covid.
Ma dopo il via libera del Cts si va verso la ripresa in tutta Italia, salvo che per le piste dell’arancione Alto Adige e di quelle dell’Etna. Appena firmato il nuovo decreto però entreranno in vigore le misure cautelative contenute nel parere del Cts e riprese dalle linee guida regionali. Prima di tutto si scia sempre con la mascherina, poi si potrà vendere un numero limitato di skipass, non superiori al 30% della capacità degli impianti. Le seggiovie potranno andare al 100% della capienza se aperte, al 50 se chiuse. Stessa percentuale fissata per cabinovie e funivie. Quindi chi prima arriva scia. Gli altri si dovranno accontentare di un tè caldo in rifugio.
LA STAMPA
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