Covid, si va verso lo stop allo spostamento tra regioni dopo il 15 febbraio. Ecco cosa cambia
paolo russo
Con la curva dei contagi che non si piega e le varianti a fare sempre più paura, il dado è oramai tratto: si andrà alla proroga del divieto di spostamento anche dalle regioni gialle, in scadenza il prossimo lunedì. Contatti informali tra governo uscente ed entrante ci sono già stati e tutti convergono sul fatto che riaprire i confini in queste condizioni non si può.
L’unica incognita è se a firmare il decreto legge di proroga sarà Conte oppure Draghi. In quest’ultimo caso si aprirà una finestra di 48 ore giudicata comunque non troppo pericolosa. Oggi le Regioni diranno al governo la loro sulla necessità o meno di varare già nel week end il decreto senza attendere l’insediamento del nuovo governo. Ma la proroga o subito o dopo un paio di giorni ci sarà. Coronavirus: i contagi in Italia e quali sono le regioni da tenere sotto controllo
A raccomandare prudenza sono i numeri del bollettino di ieri, che conta ancora 12.956 casi. E sono oramai due settimane che la curva non scende sotto quella soglia quando il numero dei tamponi è quello standard di metà settimana. Anche i decessi che sembravano in discesa ora oscillano tra i 300 e gli oltre 400 al giorno, ieri 336. Numeri ancora troppo alti per abbassare la guardia. Tanto più in presenza di varianti sicuramente più contagiose del virus, che sembrano dilagare a macchia d’olio. I casi di infezione attribuibili alle varianti inglese o brasiliana (di quella sudafricana è emerso solo un caso in Lombardia) sembrano infatti molto più numerosi dei numeri ufficiali. Due studi condotti nelle provincie abruzzesi di Chieti e Pescara e nel bresciano nel primo caso rilevano il 50% di casi attribuibili a mutazioni del virus, nel secondo un pur sempre preoccupante 43%.
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