Scuola, il piano degli esperti: più posti sugli autobus e per gli studenti mascherine di stoffa

Le protezioni

Il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo ha chiarito che «al banco se c’è la distanza di un metro possono toglierla». L’Italia, al momento, è uno dei pochissimi Paesi europei a prescriverne l’uso fin dalle elementari. E anche l’Organizzazione mondiale della Sanità le consiglia solo a partire dai 12 anni. Per gli esperti del ministero della Salute quelle chirurgiche spettano solo al personale, mentre bambini e ragazzi possono indossare anche le mascherine di stoffa, portate da casa, a meno che non siano alle prese con attività laboratoriali perché in quel caso sono equiparati a dei lavoratori.

Contagi e tamponi

Altra questione posta dalle Regioni è quella della certezza dei tempi di esecuzione dei tamponi in caso di sospetto Covid a scuola, si tratti di uno studente, di un docente o di un collaboratore. La procedura è molto dettagliata (isolamento in un locale adibito allo scopo, ritorno a casa con accompagnamento dei genitori nel caso di un alunno, telefonata al pediatra o al medico di base per il triage), ma si ferma un passo prima del test diagnostico. Da nessuna parte è scritto quanto tempo ci vorrà per fare l’eventuale tampone prescritto dal medico, mentre la velocità in questi casi è tutto, soprattutto ai fini della tracciabilità dei contatti.

Pia e Pai

Altra grana in vista è quella dei recuperi che dovrebbero partire nelle scuole già dal 1°settembre per compensare quanto è andato perso durante il lockdown. In burocratese si chiamano Pia (Piano di integrazione degli apprendimenti) e Pai (Piano di apprendimento individualizzato). Tradotto si tratta di lezioni di rinforzo rivolte a tutta la classe per la parte di programma che non si è riusciti a svolgere oppure «dedicate» solo agli alunni con qualche insufficienza in pagella. Dopo un braccio di ferro con i sindacati che chiedevano di inquadrarle (e pagarle) come straordinari, il governo ha scelto il compromesso: tutte le lezioni che verranno eventualmente svolte dall’apertura dell’anno scolastico alla prima campanella (1-14 settembre) saranno considerate attività ordinarie e non verranno retribuite. I recuperi in corso d’anno invece sì. Non esattamente un incentivo a fare presto.

CORRIERE.IT

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