Giugno senza divieti, Italia pronta a riaprire

Intanto il report settimanale dell’Istituto superiore di sanità promuoverà oggi la Campania in fascia arancione, lasciando in rosso soltanto Puglia, Sardegna e Valle d’Aosta. Ma a inizio maggio, con il ritorno delle aree gialle, riapriranno per primi bar e ristoranti, inizialmente solo a pranzo, poi gli spettacoli, con tutte le norme di sicurezza che gli scienziati e il governo stanno affinando. Nella seconda parte di maggio, sulla base dei dati, i ristoranti, sempre in zona gialla, potrebbero aprire anche di sera, sfruttando il più possibile il servizio all’esterno. Infine, toccherà a palestre e piscine. Sempre nell’ottica della rimodulazione, dal centrodestra spingono per offrire uno sfogo all’aperto ai locali anche in zona arancione, ma esclusivamente a pranzo. Tornare a cena fuori costringerà poi il governo a ritoccare l’orario del coprifuoco, attualmente fissato alle 22. Un’ipotesi è portarlo a mezzanotte, o almeno alle 23 come a Madrid. La partita comunque non è chiusa e vede contrapposti, al solito, Pd e 5S da un lato, centrodestra (soprattutto Lega) dall’altro. Al presidente del Consiglio Mario Draghi spetterà il compito di trovare una sintesi, seguendo la bussola della curva epidemiologica e del numero di vaccinazioni effettuate. Anche se la mediazione non sarà facile, visto il muro contro che continua a contrapporre il partito di Salvini al rigorista Roberto Speranza. Il capogruppo del Carroccio al Senato Massimiliano Romeo, uscito da Palazzo Chigi dove ha incontrato Draghi, è arrivato a chiedere le prime aperture già lunedì prossimo. Presa di posizione che riapre un fossato con il Pd che difende in tutti i modi Speranza. Il quale a sua volta replica: «Dobbiamo essere tempestivi nelle chiusure quando serve e non sbagliare i tempi delle riaperture, per non vanificare i sacrifici fatti». A questo punto Fedriga, che con le linee guida regionali spinge per le riaperture, dovrà vedersela con il Cts, dove c’è chi ricorda bene le conseguenze della follia di cene ed happy hour dell’estate scorsa. Anche se la linea degli scienziati «non c’è ripresa economica senza la salute» non è più così maggioritaria come un tempo. 

LA STAMPA

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