Borse in apnea prima del G20 ma Piazza Affari tiene. Spread a 291

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Le Borse europee hanno chiuso deboli in una seduta vissuta senza azzardi con il focus puntato sui rapporti commerciali globali dopo la firma del “nuovo Nafta” tra Usa-Messico-Canada e l’attesa per il faccia a faccia Trump-Xi al G20 Buenos Aires. Il petrolio di nuovo in netta discesa (Wti gennaio a 50,5 dollari al barile e Brent gennaio a 60,3 dollari), complice l’incertezza sulla volontà di tagliare la produzione da parte di alcuni Paesi chiave prima del prossimo meeting Opec, e la cautela sul comparto auto, molto sensibile al tema della guerra commerciale, ha frenato le piazze azionarie: Milano è stata la migliore chiudendo a +0,15% nel Ftse Mib, mentre gli altri indici hanno terminato le negoziazioni in rosso. Nell’intero mese di novembre Piazza Affari ha guadagnato lo 0,77%. Telecom Italia e’ stata per una volta la migliore tra le big (+1,8%). Brillante Cnh (+1,7%) grazie all’ok sull’intesa commerciale nordamericana. Giu’ il lusso, il settore auto e alcuni bancari a cominciare da Banco Bpm (-1,6%).

Anche Wall Street è cauta mentre l’attenzione degli operatori è tutta concentrata sul G20 di Buenos Aires e soprattutto sui contatti Usa-Cina e sull’evolversi delle relazioni commerciali tra i due Paesi: potrebbe essere un passaggio decisivo per evitare i nuovi dazi Usa contro Pechino che partiranno a gennaio. Il rappresentante commerciale statunitense, Robert Lighthizer, che ha detto di aspettarsi che l’attesa cena di domani tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e l’omologo cinese, Xi Jinping, «sarà un successo». Lighthizer, però, non si è sbilanciato sulla possibilità di trovare un accordo.

Istat: Pil italiano in calo nel terzo trimestre dopo 14 rialzi consecutivi
Sul fronte macroeconomico, questa mattina l’Istat ha rivisto al ribasso la valutazione preliminare del Pil del terzo trimestre e indicato una diminuzione congiunturale dello 0,1% rispetto alla variazione nulla della stima precedente.
Si tratta del primo calo dell’attività economica dopo un periodo di espansione protrattosi per 14 trimestri. L’istituto di statistica ha inoltre annunciato che l’indice dei prezzi al consumo è sceso dello 0,1% su base mensile in novembre, con un incremento dell’1,7% su base annua. L’inflazione ha quindi registrato una lieve accelerazione dall’1,6% del mese precedente. Il tasso di disoccupazione giovanile, infine, è salito in ottobre rispetto a settembre di 0,1 punti, arrivando al 32,5 per cento.

Banche deboli, Banco Bpm giù dopo mini rinvio su Npl
Deboli le banche (a parte la performance di Bper) e in particolare Banco Bpm, all’indomani del cda che ha sancito un mini rinvio sulla prevista maxi cessione di circa 8 miliardi di Npl. L’istituto è infatti in attesa di nuove offerte migliorative da parte delle cordate in gara e punta a chiudere l’operazione entro le prossime due settimane. L’operazione è comunque definita «in dirittura d’arrivo» da alcune fonti finanziarie. Appare invece imminente l’accordo con il Credit Agricole sul riassetto del credito al consumo, che prevede la vendita di ProFamily (100% Banco Bpm) ad Agos Ducato (61% Agricole e 39% Banco) e la firma di un nuovo accordo commerciale di distribuzione. Dossier che è propedeutico alla vendita dei crediti deteriorati, dato che l’incasso dell’operazione consentirà di bilanciare l’impatto patrimoniale negativo legato alla cessione degli Npl. Tra gli altri istituti spicca invece la performance di Bca Carige dopo che lo Schema Volontario del Fondo interbancario per la Tutela dei depositi ha dato il via libera al suo intervento nel bond da almeno 320 milioni della banca ligure necessario per il rafforzamento patrimoniale.

Pirelli premiata dal buy di Hsbc, a Parigi male Faurecia
Quanto a Pirelli, le quotazioni della Bicocca beneficiano del giudizio degli analisti di Hsbc, che in un report sul comparto europei degli pneumatici e della componentistica hanno alzato la raccomandazione sul titolo a “buy” dal precedente “hold”, sottolineando che i dati del terzo trimestre «hanno dimostrato che la strategia premium sta funzionando e la visibilità sulla crescita di volumi degli pneumatici più grandi di 18 pollici e sull’associato miglioramento del mix è molto alta». La capacità della società di registrare risparmi sostenibili, aggiungono gli esperti, «mette in luce una gestione solida e flessibile, che ci rende più fiduciosi anche sui risultati 2019 e 2020». Quanto ai concorrenti di Pirelli, gli analisti hanno confermato il “buy” su Michelin (-1,11% a Parigi) e Schaeffler (-2% a Francoforte). Taglio di rating a “reduce” da “hold”, invece, per Faurecia, che a Parigi cade del 6,6%.

Euro in lieve ribasso, torna giù il petrolio
Sul mercato dei cambi, euro in ribasso a 1,1346 dollari da 1,1393 ieri in chiusura. La moneta unica vale anche 129,04 yen (129,29), mentre il rapporto dollaro/yen e’ a 113,52 (113,48). In netto calo il prezzo del petrolio: il future gennaio sul Wti segna -1,81% a 50,52 dollari al barile, mentre l’analoga consegna sul Brent si attesta a 58,68 dollari (-1,39%). C’è molta incertezza sulle posizioni dei grandi produttori sui livelli di output di greggio in vista del meeting dell’Opec della prossima settimana: secondo alcune ricostruzioni, la Russia non vedrebbe l’urgenza di un taglio alla produzione.

Spread BTp-Bund poco mosso a quota 291
Chiude in lieve rialzo lo spread BTp/Bund in una giornata che ha visto movimenti molto limitati nonostante le notizie in arrivo dal
G-20 e la revisione al ribasso del Pil, per la prima volta in negativo dopo quattordici trimestri. Il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano (Isin IT0005340929) e il pari scadenza tedesco ha terminato gli scambi a 291 punti base dai 288 della chiusura di ieri. Il rendimento del BTp decennale benchmark e’ risalito al 3,22%, dal 3,20% del closing ieri.

Andamento dello spread Btp / Bund

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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