Piazza Affari si sgonfia sul finale (+0,15%). Spread torna a salire a 246

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Borse europee contrastate (segui qui l’andamento dei principali indici)sebbene lo storico vertice tra il presidente americano, Donald Trump, e il leader nordcoreano, Kim Jong-un, sia andato bene. Sale tuttavia l’attesa per le decisioni che domani prenderà la Federal Reserve in materia di tassi di interesse. Gli esperti scommettono su un rialzo del costo del denaro, soprattutto dopo che oggi è emerso che l’inflazione Usa, sebbene sia risultata in linea con le attese, a maggio si è attestata al 2,8% (+2,2% l’inflazione core), livello superiore agli auspici dell’istituto centrale. Dopodomani, inoltre, si riunirà il consiglio direttivo della Bce per analizzare la fine del cosiddetto Quantitatve Easing, manovra che fino a settembre prevede l’acquisto di asset da parte dell’Eurotower al ritmo di 30 miliardi di euro ogi mese. Dopo la volata della vigilia, il FTSE MIB ha chiuso in rialzo dello 0,15%, dopo aver toccato anche +1%. Si tratta, comunque, di una delle performance migliori del Vecchio Continente, ancora sulla scia delle rassicurazioni del fine settimana fornite dal ministro all’Economia, Giovanni Tria, sulla permanenza nell’euro e sull’attenzione ai conti pubblici. Milano ha risentito dell’andamento dello spread, che dopo essere scivolato in area 230 punti, ha terminato a quota 246. Il rendimento

del Btp decennale si attesta al 2,96%. Francoforte (-0,02%) ha invece risentito dell’indice Zew, quello che misura il morale degli investitori tedeschi, che a giugno è piombato al livello più basso degli ultimi 5 anni . Sono andate male anche Parigi e Londra.
Madrid, per contro, è salita dello 0,16%, spinta dalla notizia che Moody’s ha migliorato l’outlook sul sistema bancario spagnolo da stabile a positivo alla luce della robusta crescita economica del Paese e delle vendite di sofferenze che hanno migliorato la qualità degli asset degli istituti di credito.

Banche volatili, in rialzo le utility
A Piazza Affari hanno più volte cambiato la rotta le azioni delle banche, influenzando la performance dell’intero listino. Sul finale Banca Pop Er è salita dell’1,19%, mentre ha perso quota Banco Bpm(-0,76%). Bene le utility, con A2a che ha festeggiato il risultato elettorale a Brescia con un progresso dell’1,6%. Italgas ha messo a segno un rialzo del 2,9% nell’attesa del piano industriale che verrà presentato domani. Si sono inoltre messe in evidenza le Finecobank (+4,8%), mentre hanno battuto in ritirata le Prysmian a una settimana dal closing della fusione con General Cable.

Rendimento BoT annuali torna in positivo per la prima volta da ottobre 2015
Torna in positivo per la prima volta dall’ottobre del 2015 il rendimento dei BoT annuali. Nel collocamento odierno, infatti, il Tesoro ha emesso 6 miliardi di Buoni a 12 mesi (scadenza giugno 2019) con un rendimento pari allo 0,550%, in rialzo di 91 punti base rispetto all’asta precedente. Per trovare un rendimento positivo su questa scadenza bisogna risalire all’asta del 14 ottobre 2015 quando il rendimento lordo del BoT annuali si attestò allo 0,023%. La domanda si è attestata a 11,67 miliardi di euro, con un rapporto tra domanda e offerta pari a 1,95.

In Italia il tasso di disoccupazione nel primo trimestre sale all’11,1%
Nel primo trimestre il tasso di disoccupazione, dopo la diminuzione dello scorso trimestre, secondo l’Istat aumentato di 0,1 punti in termini congiunturali portandosi all’11,1%. Stabile, invece, l’occupazione stabile, con un aumento di 147mila anno su anno.

Peggiora il morale investitori tedeschi per i dazi, mai così basso da 5 anni
Nubi all’orizzonte degli investitori tedeschi, il cui morale è piombato al livello più basso degli ultimi cinque anni. A giugno l’indice Zew si è attestato su -16,1 rispetto ai -8,2 del precedente mese di maggio. Il dato è peggiore delle attese degli analisti che indicavano un risultato tra -13 e -15. Sui dati di giugno pesano le rinnovate tensioni commerciali con gli Stati Uniti. L’indicatore Zew, particolarmente volatile, a maggio e ad aprile era stato pari a -8,2 punti dopo aver registrato 5,1 punti in marzo e 17,8 punti in febbraio.

Euro sotto 1,17 dollari, petrolio ben impostato
Sul fronte dei cambi, l’euro per tutta la seduta ha navigato sotto la soglia di 1,18 dollari sopra la quale aveva chiuso la vigilia. E’ invece ben impostato il petrolio con il wto che sale di mezzo punto percentuale oltre i 66 dollari al barile.

Inflazione Usa di maggio in linea con le attese

Oltreoceano i prezzi al consumo a maggio sono saliti su base mensile dello 0,2% (dopo il rialzo dello 0,2% registrato a febbraio, marzo e aprile e dello 0,5% di gennaio), così come si attendevano gli analisti.. Il dato potrebbe tranquillizzare i mercati, che a febbraio hanno temuto un aumento dell’inflazione e dunque una Federal Reserve meno accomodante del previsto. Su base annua, secondo le rilevazioni del Dipartimento del Lavoro americano, l’indice dei prezzi al consumo è salito del 2,8% (dopo il +2,5% di aprile, il +2,4% di marzo, il +2,2% di febbraio e il +2,1% di gennaio), oltre le attese che avevano messo in conto un +2,8%. Il dato “core”, ovvero quello depurato dalla componente dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, è cresciuto dello 0,2%, tanto quanto previsto dagli analisti. Su base annuale il dato “core” è salito sdel 2,2% (sotto le previsioni per un +2,7%), lo 0,1% in più sul mese precedente. Ad ogni modo il livello è al di sopra del valore considerato ottimale dalla Federal Reserve, pari al 2%. Il mese scorso i prezzi dell’energia sono aumentati dello 0,9% rispetto al mese precedente, mentre quelli di generi alimentari sono rimasti invariati. Da segnalare che i salari medi settimanali sono aumentati dello 0,1% a maggio.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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