Etruria, il verbale segreto del procuratore Rossi

È durata pochi minuti, giovedì scorso, l’audizione segreta del procuratore di Arezzo Roberto Rossi di fronte alla commissione parlamentare. E in quella fase il magistrato ha escluso responsabilità del cda di Etruria sulla falsificazione dei prospetti. «Non ho nascosto nulla rispetto alla posizione dell’ex vicepresidente Pier Luigi Boschi», aveva scritto nella lettera inviata due giorni fa al presidente Pier Ferdinando Casini per negare di aver mentito. In realtà la lettura del verbale tuttora riservato fornisce una ricostruzione diversa. Nonostante fosse incalzato dal deputato 5 Stelle Carlo Sibilia, nulla ha detto Rossi sul fatto che Boschi e gli altri consiglieri fossero indagati, né dei rilievi di Consob nei loro confronti. E invece è proprio il dossier dell’organismo di vigilanza dei mercati a rivelare le «segnalazioni» alla magistratura e la difesa di Boschi che ha negato ogni responsabilità scaricando eventuali omissioni e irregolarità sui manager della banca.

«Il cda non vota»

Sibilia interroga Rossi su tutti gli aspetti dell’inchiesta che coinvolge Boschi. Parte dalla bancarotta poi chiede chiarimenti sui vari aspetti delle verifiche. Fa domande dirette. Il magistrato chiarisce che «Boschi non è tra i rinviati a giudizio per bancarotta», spiega che si «prendono le responsabilità dai comportamenti di chi delibera le sofferenze», tiene a sottolineare: «Non so perché si dimentica sempre che Boschi che entra come amministratore senza deleghe». Si va avanti ancora fino a che Sibilia lo sollecita esplicitamente sulla denuncia presentata dalla Consob sul falso in prospetto relativo alle emissioni obbligazionarie del 2013. Il procuratore chiede di passare all’audizione segreta. Nella prima parte spiega la procedura specificando che «il cda emette una delibera e incarica il direttore generale di elaborare il prospetto informativo per l’emissione delle obbligazioni subordinate che poi invia alla Consob». Chiarisce che in questo caso la Consob ha approvato il prospetto esattamente il 18 aprile 2013. Aggiunge che «Consob ha approvato anche il supplemento». Sibilia chiede se il cda votò il prospetto e Rossi è categorico: «Il prospetto non viene approvato dal cda. Questo è un dato accertato». Si inserisce il parlamentare 5 Stelle Alessio Villarosa e insiste chiedendo se il cda vide il prospetto. Rossi lo esclude: «Non lo vede in sede istituzionale, non lo vede in seduta cda, poi se qualcuno lo abbia avuto non lo so dire».

La difesa di Boschi

Nella relazione inviata da Consob al procuratore che ha determinato l’apertura dell’inchiesta viene specificato che «le responsabilità di Etruria per le contestate carenze informative presuppone che le persone fisiche deputate ai più alti livelli della sua amministrazione, attraverso azioni e omissioni, o anche demandando taluni compiti a propri collaboratori di fiducia non sono state in grado di evitare che l’emittente diffondesse tra il pubblico informazioni incomplete». Proprio in quel dossier è contenuta la difesa, finora inedita del banchiere, padre del sottosegretario alla Presidenza Maria Elena. Boschi dichiara di «non aver partecipato alle riunioni del cda» dove si presero le decisioni. E poi aggiunge: «Nelle relazioni presentate annualmente al cda dalle funzioni Risk Management, Internal Audit e Compliance, peraltro rilasciate anche dalle strutture che si sarebbero dovute attivare per una revisione della classificazione, mai sono stati minimamente evidenziati dubbi sulla corretta profilatura dei titoli».

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