Il signor Conte sul saliscendi

MASSIMILIANO PANARARI

Panta rei, diceva Eraclito. E anche se l’attribuzione della massima resta tuttora incerta, di sicuro «tutto scorre». Anche nella politica italiana. Prendiamo, come esempio, il fenomeno di leadership politica più recente: il contismo. Il sondaggio di Alessandra Ghisleri per La Stampa del 3 luglio scorso accreditava un potenziale partito personale di Giuseppe Conte del 10% delle intenzioni di voto. Mentre, soltanto tre settimane dopo, sempre le rilevazioni di Euromedia Research indicano un marcato incremento dello scetticismo nei confronti della sua capacità di guida (con l’eccezione dei simpatizzanti pentastellati, che continuano a considerarlo il proprio punto di riferimento). Una vera e propria altalena politica (ed emozionale, dal momento che viviamo nell’epoca dell’opinione pubblica convertitasi in emozione pubblica). E il segno del fatto che, nell’opinione diffusa degli elettori italiani, la star (e «sesta stella») dei 5 Stelle risulta appannata, e il duello con Beppe Grillo, nonostante l’ipermediatico «attovagliamento della pace», ha lasciato strascichi e una scia di dubbi sulla solidità della tregua tra i due contendenti. E, così, l’ex premier che aveva vinto «ai punti» con il Garante – peraltro, ancora in attesa della ratifica della nomina a presidente del Movimento sulla nuova piattaforma che ha scalzato la mitologica Rousseau – si ritrova alle prese con una repentina caduta di popolarità. Ovvero la «polizza vita» più importante per assicurarsi la prosecuzione della carriera politica, nonché la risorsa su cui molto puntava anche l’alleato Pd. All’insegna di una concezione aritmetica della politica, piuttosto tradizionale, che da qualche tempo a questa parte deve, però, fare i conti con la volatilità dell’elettorato, cresciuta anche in Paesi come l’Italia che ha identificato a lungo uno dei modelli per antonomasia di cristallizzazione delle preferenze elettorali. Anche il contismo può allora venire classificato sotto la categoria recente di «leadership a intermittenza», la cui parabola, al passare del tempo, si fa sempre più rapida. E tende a consumarsi via via più velocemente dopo avere conosciuto la fase dei propri fasti. Un processo a tutti gli effetti, che sta diventando strutturale, e quindi non ha investito soltanto Conte – basti pensare al «volo di Icaro» di Matteo Renzi, e proprio in queste ultime settimane a quanto sta accadendo anche all’altro Matteo (Salvini). Se si vuole spendere l’etichetta di «Terza Repubblica», un fattore distintivo può essere individuato precisamente in questo trend, che costituisce uno strappo radicale rispetto all’abituale longevità dei capi politici della Prima (e che rompe anche con certi meccanismi di costruzione del consenso della Seconda). Senza poter contare sulla potenza di fuoco della presidenza del Consiglio e dell’apparato propagandistico a pieno regime di Rocco Casalino, i sondaggi di Conte si stanno dunque sgonfiando.

Rating 3.00 out of 5

Pages: 1 2


No Comments so far.

Leave a Reply

Marquee Powered By Know How Media.