L’Italia in zona gialla: solo Valle d’Aosta, Sicilia e Sardegna in arancione da lunedì

Le Regioni vanno all’attacco: «Più che pensare alla revisione delle misure e del coprifuoco — dice il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini — il governo dovrebbe affidarsi più che all’Rt dei contagi a un Rt ospedaliero». Lo stesso dicono il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, così come il governatore del Veneto Luca Zaia. Cambiare i parametri, insomma: «Conta di più monitorare il sovraffollamento delle strutture ospedaliere. Qui da noi — dice Bonaccini — c’erano oltre 400 persone in terapia intensiva fino a una settimana fa, oggi sono 200. Questo significa che il virus ancora colpisce, ma fa meno paura perché stiamo vaccinando la parte della popolazione più fragile».

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Rezza: «Il Covid diventerà come l’influenza»

Il direttore della prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, invita però a non cantar vittoria troppo presto. L’esperienza disastrosa dell’estate scorsa dovrebbe servirci. «C’è una tendenza al miglioramento — dice Rezza —. Per la prima volta abbiamo sotto la soglia critica sia l’occupazione delle terapie intensive sia dei reparti ospedalieri. Ma occorre massima cautela. Bisogna continuare a tenere comportanti prudenti». Il professore sembra comunque ottimista: «Probabilmente l’infezione nel tempo si endemizzerà. Anche se non arriveremo all’immunità di gregge, possiamo raggiungere il controllo dell’epidemia. Il Covid-19 diventerà come l’influenza, infettando la popolazione ma senza conseguenze eccessive. Molto però dipenderà dall’andamento delle vaccinazioni».

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