Roma, spionaggio e rivelazione di segreto: fermati due ufficiali di Marina e forze armate russe

L’articolo 86 (Rivelazione di segreti militari, a scopo di spionaggio) riguarda il «militare che rivela, nell’interesse di uno Stato estero, notizie concernenti la forza, la preparazione o la difesa militare dello Stato e che devono rimanere segrete». L’articolo 88 (Procacciamento di notizie segrete, a scopo di spionaggio) si riferisce invece al «militare che, allo scopo di darne comunicazione a uno Stato estero, si procura notizie concernenti la forza, la preparazione o la difesa militare dello Stato e che devono rimanere segrete». Un reato punito con la reclusione «non inferiore a venti anni» e anch’esso in origine con la pena di morte, e poi dell’ergastolo, «se il fatto ha compromesso la preparazione o la difesa militare dello Stato».

Il ministero degli Esteri
La Farnesina ha comunicato che il Segretario Generale del Ministero degli Affari esteri, Elisabetta Belloni, ha convocato al Ministero questa mattina – su istruzioni del Ministro Luigi Di Maio – l’Ambasciatore della Federazione Russa presso la Repubblica Italiana, Sergey Razov.

«In occasione della convocazione al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale dell’ambasciatore russo in Italia, abbiamo trasmesso a quest’ultimo la ferma protesta del governo italiano e notificato l’immediata espulsione dei due funzionari russi coinvolti in questa gravissima vicenda». Lo riferisce in un post su Facebook il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in merito alla vicenda che ha portato all’arresto di un ufficiale della Marina italiana e ha visto coinvolto personale dell’ambasciata russa a Roma. «Ringrazio la nostra intelligence e tutti gli apparati dello Stato che ogni giorno lavorano per la sicurezza del nostro Paese», conclude Di Maio.

Il Cremlino
«Confermiamo il fermo il 30 marzo a Roma di un funzionario dell’ufficio dell’Addetto Militare e sono in corso le verifiche delle circostanze dell’accaduto». E’ quanto spiegano dall’Ambasciata Russa in Italia in merito al fermo di un Capitano di Fregata della Marina Militare e di un Ufficiale delle Forze Armate Russe di stanza in Italia con le accuse di spionaggio e di rilevazione di segreto. «Per adesso riteniamo inopportuno commentare i contenuti dell’accaduto. In ogni caso – chiariscono – ci auguriamo che quello che è successo non si rifletta sui rapporti bilaterali tra la Russia e l’Italia». Un augurio ribadito dal portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov: «Auspichiamo che i buoni rapporti tra Italia e Russia continuino».

«Mosca dovrà rispondere in modo simmetrico alla decisione dell’Italia di espellere due diplomatici russi», ha detto il vice presidente della commissione per gli Affari internazionali della Duma, Alexei Cepa. «Naturalmente saremo costretti a rispondere in modo analogo. Ci sarà una risposta simmetrica», ha detto Cepa.

Le reazioni
«Il fermo di due persone, tra cui un ufficiale italiano, accusate di spionaggio costituisce un fatto di assoluta gravità che al di là dei risvolti giudiziari impone reazioni forti e decise. Tale attività di intelligence volta all’acquisizione di informazioni sensibili, non potrebbe essere considerata, qualora accertata, come un atto di amicizia, propedeutico ad una leale e proficua relazione tra i due Paesi e la stessa Unione Europa, dimensione all’interno della quale l’Italia ha sempre mantenuto un atteggiamento propositivo verso la Federazione Russa». Così Stefania Craxi, senatore di Forza Italia e Vicepresidente della Commissione esteri ed immigrazione.

«Ovviamente, non conosco il contenuto di tale documentazione classificata – prosegue -. Ma, indipendentemente dalla loro natura, è indispensabile avere delle risposte. A chi rispondeva l’ufficiale russo? Qual è il grado di coinvolgimento del governo di Mosca? Qual è l’obiettivo di una simile missione? È pertanto necessario che, nel mentre gli organi inquirenti proseguono il loro lavoro sostenuti dall’eccellente attività dei nostri Ros e degli uomini dell’Aisi, la Farnesina, dopo la convocazione dell’Ambasciatore russo, interessi della vicenda gli organismi internazionali e la stessa Nato. Lo dico perché non siamo in presenza di un caso isolato. Ricordo che il 30 agosto scorso, in una base Nato in Italia, un tenente colonnello francese è stato arrestato mentre consegnava documenti e informazioni riservate alla Russia. Purtroppo, siamo in una nuova fase».

«Desidero rivolgere i miei complimenti ai Carabinieri del Ros e ai nostri Servizi segreti per la brillante operazione che oggi ha portato al fermo di due militari, un italiano e un russo, con l’accusa di spionaggio. Il presidente del Consiglio Draghi venga immediatamente in Aula a riferire su un episodio gravissimo e su cui bisogna fare subito piena luce» è la dichiarazione del capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida.

«Il ritorno di interesse di Vladimir Putin verso l’Italia avviene nel peggiore dei modi. L’attività dell’intelligence russa nei confronti del nostro Paese, con l’acquisizione di materiale classificato riguardante le telecomunicazioni militari, è un atto ostile e come tale va trattato dal nostro governo. La reazione a questo grave episodio di violazione della sovranità italiana, e quindi europea e dunque dell’Alleanza atlantica, deve essere ferma e determinata». A dirlo è Osvaldo Napoli, deputato della commissione Esteri. «Non penso a un’escalation di ritorsioni diplomatiche, a questo punto non saprei quanto utili, credo piuttosto nell’utilità – rileva il parlamentare di Cambiamo! – di mantenere e rafforzare le sanzioni alla Russia. Una decisione in questo senso è credibile se sarà condivisa da tutti gli alleati europei e occidentali. Sono certo che il ministro degli Esteri avrà la sensibilità e la premura di informare tempestivamente il Parlamento».

Il Regno Unito esprime «solidarietà» all’Italia e alle azioni intraprese «contro le attività maligne e destabilizzanti della Russia che puntano a danneggiare il nostro alleato nella Nato». Lo scrive in un tweet il ministro degli Esteri britannico, Domic Raab, allegando un precedente post del ministro degli Esteri Luigi Di Maio a commento della vicenda.

L’analista

L’operazione dei Carabinieri a Roma, contro un capitano della marina e un dipendente dell’ambasciata russa, «è presumibilmente un altro colpo al Gru», i servizi di intelligence militari russi, scrive Mark Galeotti, esperto di forze di sicurezza russe, alla School of Slavonic and East European Studies di Londra e all’Institute of International Relations di Praga in un tweet in cui sottolinea «l’interesse per le potenziali ricadute politiche. Sarà interessante ora vedere se il diplomatico russo sarà espulso, e nel caso, se Mosca risponderà nel solito modo (con l’espulsione di diplomatici italiani, ndr)». «L’Italia è stato generalmente uno dei Paesi dell’Unione europea più amici della Russia, o almeno uno dei più tolleranti», aggiunge (come la Bulgaria, che ha appena espulso due spie russe, ricorda). «Si è esaurita la pazienza?», si chiede. I presunti agenti del Gru impiegati nelle operazioni per l’avvelenamento di Aleksei Navalny e per Sergei Skripal sono stati identificati da siti di giornalismo investigativo come Bellingcat e The Insider.

LA STAMPA

Rating 3.00 out of 5

Pages: 1 2


No Comments so far.

Leave a Reply

Marquee Powered By Know How Media.