Crisi di governo, il centrodestra si appella al Colle. Salvini e Meloni: «Pronti ad andare da Mattarella»

La delusione è forte, ma il centrodestra promette battaglia: «Se ci rivolgeremo a Mattarella? Sicuramente sì, se c’è un governo che non ha la maggioranza e passa il tempo a convincere, non voglio pensare con quali proposte, qualcuno a cambiare casacca, un governo che da oggi, se c’è, è ancora più debole, non credo che il garante della Costituzione potrà osservare questo scempio ancora a lungo, avverte Salvini, il calciomercato «è roba da signorine in confronto: ce la fanno con due di Forza Italia e i senatori a vita».

Stessa linea la Meloni: «Rispetto alle premesse e alle speranze di Conte e Casalino le cose non sono andate come speravano: sentivo parlare di decine di responsabili ma al netto di casi singoli, dall’altra parte ce ne sono di più, il centrodestra ha mantenuto la sua compattezza e non era scontato. Ho parlato con Salvini, parlerò con Berlusconi. Ora dobbiamo chiedere un colloquio con il Colle».

Mentre cambiavano i voti perché riammessi all’ultimo secondo quelli di Nencini e Ciampolillo, da FI si usavano gli stessi toni degli alleati: «Il governo non è in grado di governare, si regge sul voto di due traditori e tre senatori a vita. Non ha la maggioranza nelle commissioni, così non va da nessuna parte. Conte deve andare al Quirinale, i nostri voti sono indispensabili per votare lo scostamento.», diceva Tajani. Ma la paura adesso è che si formi un gruppo di responsabili con un simbolo — quello socialista di Nencini — e il governo abbia capacità attrattiva sui centristi, anche se daUdc, Cambiamo e dal partito di Lupi non arrivano aperture. E anche su parlamentari in sofferenza di FI. L’unico partito del centrodestra ad aver esposto il fianco all’offensiva di Conte.

CORRIERE.IT

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