L’anomalia italiana. Così il premier rottama del tutto l’idea di partito

Insomma, c’è una percepibile idiosincrasia dell’inquilino di Palazzo Chigi per i partiti come azionisti del governo che, se non facesse velo a tutto l’ostilità per Matteo Renzi, dovrebbe quantomeno preoccupare quei leader della sinistra pro-Conte (da Pierluigi Bersani a Massimo D’Alema), nati e cresciuti nelle sezioni. Perché, come scriveva Gaetano Salvemini di Giovanni Giolitti (e il premier non lo è) non c’era solo l’anti-giolittismo dei nemici personali di Giolitti o quello di coloro che volevano prendere il suo posto, ma anche quello di chi si sentiva moralmente e politicamente superiore alle pratiche e ai metodi del presidente del Consiglio dell’epoca.

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