Salvini frena sulla ‘Via della Seta’: dopo il sì Tav, un altro passo per accreditarsi a Bruxelles e Washington

“Se si tratta di aiutare imprese italiane a investire all’estero, siamo disponibili a ragionare con chiunque. Se si tratta di colonizzare l’Italia e le sue imprese da parte di potenze straniere, no”. Matteo Salvini frena sulla via della Seta ma non riesce a bloccare l’intesa commerciale tra Roma e Pechino. La firma ci sarà quando il presidente Xi Jinping sarà a Roma la prossima settimana, confermano da Palazzo Chigi dopo i paletti piazzati da Salvini e dal sottosegretario Giancarlo Giorgetti in via Bellerio. Sarà un accordo quadro all’interno del quale si negozieranno i singoli capitoli, specificano dalla presidenza del Consiglio. Ma perchè Salvini frena, al punto di smentire sia le posizioni iniziali del Carroccio, che quelle ancora attuali del sottosegretario di area Lega Michele Geraci, economista, docente di finanza in tre università a Shanghai, di fatto la ‘mente’ del Memorandum con Pechino?

. Come? Cercando di non finire isolato in Europa, puntando quindi ad un’alleanza tra il Ppe e i sovranisti: esattamente ciò che l’amministrazione Trump non gradisce. Figurarsi ora che il governo dei populisti italiano sta per firmare un accordo che permetterà alla Cina di aprire le sue vie del commercio in Europa.

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