Europee, Di Maio presenta 4 alleati del M5s e “scarica” Christophe Chalençon


Mancano due alleati per creare un gruppo autonomo – Dalla lotta alla casa ai diritti dei piccoli agricoltori, dalle posizioni anti-abortiste alla critica all’Ue e alla Nato. I primi quattro alleati del Movimento 5 stelle sono partiti molto diversi tra loro, accomunati dalla fede nella democrazia diretta e dalla volontà di una “nuova Europa”. Ora, però, il M5s ne deve cercare altri due: secondo i regolamenti europei infatti per creare un gruppo autonomo in Parlamento servono almeno sette forze politiche.

L’alleato croato Zivi Zid – In Croazia l’alleato pentastellato è il partito Zivi Zid (Scudi umani), nato nel 2014 per difendere il diritto alla casa dei cittadini. Il leader è Ivan Vilibor Sincic, che si è presentato al primo turno delle presidenziali nel 2014, arrivando terzo con il 16,4% dei voti. Il nome del partito nasce dalle barriere umane organizzate per impedire gli sfratti. Le altre battaglie principali del partito sono per il rafforzamento della democrazia diretta, in particolare dei referendum, contro il sistema speculativo finanziario, per l’abbandono della Nato. Zivi Zid si caratterizza anche per la sensibilità sui temi ambientali e chiede il bando totale dei prodotti Ogm per rilanciare le eccellenze dell’agricoltura. “Vogliamo rendere l’Europa ai popoli, toglierla dalle mani della burocrazia europea e delle banche”, ha spiegato Sincic.

L’alleato polacco Kukiz’15 – In Polonia Di Maio ha scelto Kukiz’15, fondato nel 2015 da Pawel Kukiz, candidato alle elezioni presidenziali dove ottenne il 21% arrivando terzo. Cantante e attore, Kukiz si è espresso più volte contro l’aborto e l’adozione da parte degli omosessuali. Il suo partito, euroscettico, nazionalista e fautore della democrazia diretta ha ottenuto 42 seggi alla Camera dei deputati e ha cooperato con il partito di estrema destra Ruch Narodowy. La battaglia principale è la proposta di riformare il sistema elettorale polacco passando dal proporzionale ai collegi uninominali. “Rifiutiamo – ha detto Kukiz – destra e sinistra, sono divisioni fittizie, bisogna dividere tra onesti e disonesti. Basta con l’aristocrazia europea, costruiamo una nuova Europa, non un’Europa di burocrazia e corruzione”.

L’alleato finlandese Liike Nyt –  In Finlandia il M5s ha trovato l’intesa con Liike Nyt (Movimento Adesso), di stampo liberale e fortemente orientato alla democrazia partecipativa, fondato nell’aprile 2018 a Helsinki dal deputato Harry Harkimo. Il primo obiettivo è quello di incrementare l’uso delle piattaforme digitali per dar voce ai cittadini. In tema economico punta alla difesa dello stato sociale e dell’economia di mercato e alla tutela delle piccole e medie imprese. “Vogliamo una democrazia in cui i cittadini possono decidere direttamente, siamo per la libertà politica”, ha spiegato la cofondatrice Karolina Kahonen.

L’alleato greco Akkel – In Grecia il riferimento è Akkel (Partito dell’agricoltura e allevamento) fondato nel 2014 da Evangelos Tsiobanidis. Il movimento ha naturalmente particolarmente a cuore gli interessi dei piccoli produttori, pescatori e coltivatori diretti ed è contrario agli accordi di libero scambio come il Ceta ma anche alle sanzioni contro la Russia. “La Grecia non è più una nazione indipendente ma occupata come nella seconda guerra mondiale dai nazisti, occupata da interessi di altri Paesi dell’Ue e della Nato”, ha denunciato Tsiobanidis.

Presto un manifesto comune in 10 punti – Le forze politiche del nuovo gruppo presenteranno un loro manifesto in dieci punti (tra gli altri riforma delle istituzioni comunitarie togliendo poteri alla commissione; democrazia diretta; lotta alle lobby; promozione del made in e tutela delle produzioni locali; tutela della salute e dell’ambiente) ma ognuna avrà anche un proprio programma.

TGCOM

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