Tav, Paolo Foietta: “Folle l’analisi costi-benefici di Ponti. Ma la Torino-Lione è solo rallentata”

di PAOLO GRISERI

Da questa mattina Paolo Foietta, 62 anni, commissario di governo della Torino-Lione, non ha più un ufficio e un incarico. La sua è una delle teste che i No Tav hanno sempre sperato di veder rotolare.

Foietta, lei ha perso il posto, i No tav hanno vinto?
“Non esageriamo. Non meritano tanta importanza. Sono pur sempre una minoranza nel Paese. Nessuno mi ha cacciato. Semplicemente, alla scadenza del mandato il governo non lo ha rinnovato”.

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Dunque, scatoloni, modello Lehman Brothers?
“Scatoloni, certo. Li ho già preparati nei giorni scorsi. Da oggi, 15 febbraio, il mio ufficio nella stazione di Porta Nuova è stato destinato ad altro”.

Anni di lavoro inutile?
“Spero proprio di no.  Eravamo quasi riusciti a far partire i cantieri anche sul lato italiano”.

Poi che cosa è accaduto?
“E’ accaduto che i 5 stelle, sempre più una minoranza in val di Susa dove a marzo non sono nemmeno riusciti ad eleggere un parlamentare, sono andati al governo del Paese e hanno cominciato a lavorare per bloccare tutto”.

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