Pd, Orlando: “Non presenterò liste dove ci sono dubbi su regolarità tesseramento”

ROMA – “Prima di dire che sono casi isolati aspettiamo quello che dirà Fiano e il quadro generale del tesseramento. Mi auguro che siano casi isolati”. Lo ha detto il ministro della Giustizia e candidato alla segreteria del Pd, Andrea Orlando, ospite di Omnibus, su La7, in merito alle presunte irregolarità nel tesseramento del partito a Napoli, dove è stato inviato Emanuele Fiano per le verifiche. ” Voglio sperare che siano casi isolati e che Orfini abbia gli elementi per dirlo”, ha aggiunto.

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“Chiederò che commissione per il congresso dia una valutazione complessiva sull’andamento del tesseramento in tutto il Paese – ha proseguito Orlando -. Se ci saranno problemi in alcune realtà non presenterò lì le liste. Non voglio voti che non si sa da dove vengono”.

Secondo il ministro il meccanismo del congresso “funziona male”, e ha aggiunto: “Votai Bersani perché si era impegnato a cambiarlo. Le primarie sono un fatto positivo ma serve un sistema regolato, come negli altri Paesi. Non è colpa di Renzi, è un meccanismo che fin dall’inizio non ha previsto degli anticorpi, e i segnali ci sono stati”.

Orlando ha continuato a spiegare il suo programma. Al Congresso del Pd “non mi candido contro Renzi ma per affermare un’altra piattaforma politica” ha detto ancora. “Non ho votato Renzi e non sono diventato renziano in questi anni, ho sempre cercato di affermare il mio punto di vista”, ha rivendicato il Guardasigilli.

“Sui rapporti con Renzi ci sarebbero da scrivere capitoli – ha aggiunto – ricordo i caffè di D’Alema a Palazzo Vecchio mentre stavamo facendo una campagna per Cuperlo segretario, ricordo una manifestazione a Bari con Emiliano a sostegno di Renzi. Nei partiti è così”.

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Orlando ha accennato anche al “rischio di trasformare il congresso in una ‘lotta nel fango’. Io proponevo una conferenza programmatica per affrontare i temi e rispondere alle domande arrivate con il referendum. Mi è stato detto di no, ma i fatti mi stanno dando ragione: c’è stata la scissione, Emiliano chiama elettori di altri partiti per votare contro Renzi, l’ex premier va in California come se non avesse governato in questi anni, si è aperta la pagina prevedibilissima delle tessere. Per questo serve una candidatura che tenga insieme il Pd”.
REP.IT

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