Archive for Novembre, 2018

È morto Sandro Mayer, direttore del settimanale ‘Dipiù’

venerdì, Novembre 30th, 2018

Sandro Mayer (LaPresse)

Milano, 30 novembre 2018 – Lutto nel mondo dell’editoria e della tv. È morto Sandro Mayer all’età di 77 anni. La notizia arriva dall’ospedale Fatebenefratelli di Roma, dove Sandro ha passato la sua ultima notte. Giornalista e scrittore, Mayer era nato a Piacenza nel 1940. Laureato in scienze politiche è stato direttore del settimanale ‘Gente‘ per 20 anni, dal 2004 dirigeva alcune testate di Cairo Editore, tra cui ‘Dipiù‘ e ‘Dipiù Tv‘. Famoso e apprezzato per le sue pubblicità in tv, Mayer ha partecipato a molti programmi televisivi, come ‘Ballando con le stelle‘, ‘Domenica In‘ e ‘Buona Domenica‘. Ha lavorato, inoltre, come autore e regista di teatro, firmando le commedie ‘Il silenzio dei sogni’ e ‘Bivio d’amore’, entrambe tratte da due suoi romanzi, nonché il musical ‘Il miracolo di Padre Pio’. (altro…)

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Borse in apnea prima del G20 ma Piazza Affari tiene. Spread a 291

venerdì, Novembre 30th, 2018

–di

Le Borse europee hanno chiuso deboli in una seduta vissuta senza azzardi con il focus puntato sui rapporti commerciali globali dopo la firma del “nuovo Nafta” tra Usa-Messico-Canada e l’attesa per il faccia a faccia Trump-Xi al G20 Buenos Aires. Il petrolio di nuovo in netta discesa (Wti gennaio a 50,5 dollari al barile e Brent gennaio a 60,3 dollari), complice l’incertezza sulla volontà di tagliare la produzione da parte di alcuni Paesi chiave prima del prossimo meeting Opec, e la cautela sul comparto auto, molto sensibile al tema della guerra commerciale, ha frenato le piazze azionarie: Milano è stata la migliore chiudendo a +0,15% nel Ftse Mib, mentre gli altri indici hanno terminato le negoziazioni in rosso. Nell’intero mese di novembre Piazza Affari ha guadagnato lo 0,77%. Telecom Italia e’ stata per una volta la migliore tra le big (+1,8%). Brillante Cnh (+1,7%) grazie all’ok sull’intesa commerciale nordamericana. Giu’ il lusso, il settore auto e alcuni bancari a cominciare da Banco Bpm (-1,6%).

Anche Wall Street è cauta mentre l’attenzione degli operatori è tutta concentrata sul G20 di Buenos Aires e soprattutto sui contatti Usa-Cina e sull’evolversi delle relazioni commerciali tra i due Paesi: potrebbe essere un passaggio decisivo per evitare i nuovi dazi Usa contro Pechino che partiranno a gennaio. Il rappresentante commerciale statunitense, Robert Lighthizer, che ha detto di aspettarsi che l’attesa cena di domani tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e l’omologo cinese, Xi Jinping, «sarà un successo». Lighthizer, però, non si è sbilanciato sulla possibilità di trovare un accordo.

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Il 60% degli immigrati in Italia ha la pensione senza aver mai lavorato

venerdì, Novembre 30th, 2018

I dati arrivano dall’Osservatorio sui cittadini extracomunitari. Si tratta di un ufficio compreso all’interno dell’Inps che analizza l’impatto degli immigrati sul nostro sistema pensionistico.

Tema su cui tanto si è dibattutto e che vede Matteo Salvini e Tito Boeri (guarda caso) su due fronti diversi. Il primo, pronto a ribadire che gli stranieri non vadano accolti tutti. Il secondo, convinto che saranno i migranti a pagarci l’assegno di riposo dal lavoro.

Chi ha ragione e chi torto? I dati ad oggi sembrano dirci che per ora sono gli italiani a pagare tante pensioni agli stranieri. Al sistema assicurativo pubblico sono registrati ben 2.259.000 immigrati su un totale di circa 6 milioni di extracomunitari residenti nel Belpaese. A incassare già un assegno sono in 90mila e sei su dieci – secondo quanto riporta La Verità – non avrebbero il sussidio coperto da contributi versati in passato. Tradotto: a pagargli la pensione sono gli italiani con le loro tasse. (altro…)

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Rinvii e poltrone: ecco i nuovi Dc

venerdì, Novembre 30th, 2018

In uno dei corridoi di Palazzo Madama che introduce alla buvette del Senato, il presidente dei senatori grillini, Stefano Patuanelli, parla del paradosso di Giuseppe Conte sul global compact, il documento delle Nazioni Unite che equipara gli immigrati che hanno diritto all’asilo politico a quelli economici: il premier all’assemblea dell’Onu a New York aveva annunciato che lo avrebbe firmato; a Roma, invece, si è rimesso alle decisioni del Parlamento, disertando il vertice di Marrakech dove avrebbe dovuto dare la sua adesione all’iniziativa delle Nazioni Unite.

«Il vizio di Giuseppe confida il capogruppo 5stelle è che vuole piacere a tutti. La sua qualità, invece, è che sa incassare. Ricorda quei ministri democristiani che dicevano una cosa con il sorriso e, magari, qualche ora dopo, il suo contrario con la stessa espressione in viso. Noi non faremo nessuna battaglia sul Global Compact e, semmai, il Parlamento affronterà la questione nelle aule deserte di agosto. Nel movimento l’anima ministeriale si sta rafforzando». Cambia lo scenario e il personaggio, ma non la sostanza del ragionamento. A Montecitorio il sottosegretario agli Esteri grillino, Manlio Di Stefano, è sulla stessa linea di Patuanelli: «Con tutti i casini che abbiamo, ci manca solo il Global Compact! Lo rinviamo al prossimo anno e, comunque, non faremo barricate. Faremo sfogare un po’ dei nostri che sono in Parlamento, che hanno l’ossessione di Salvini per l’immigrazione, ma finirà lì. Noi che siamo nel governo sappiamo benissimo che le intese dell’Onu sono scritte sull’acqua, per cui non valgono guerre in seno alla maggioranza». (altro…)

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Di Maio, sequestrate aree nel terreno del padre: gli abusi ignorati fino a ieri

venerdì, Novembre 30th, 2018

Cinque tra immobili e capannoni, più un campetto di calcio. Tutte di proprietà di Antonio Di Maio, padre del capo politico del M5S, e di una sua sorella. Ma almeno su quattro di queste costruzioni gravano fondati sospetti di abusi edilizi. Su questi elementi saranno trasmessi in giornata gli atti e la relazione dalla polizia municipale di Mariglianella alla Procura di Nola.
Dal breve video si può notare, in alto a sinistra del cancello principale, l’edificio alto in grigio che dovrebbe essere “la casa dei nonni”, secondo le spiegazioni fornite dal vicepremier Luigi Di Maio in tv. A destra dello stesso cancello, invece, ecco due costruzioni in muratura: una più piccola ancora molto grezza, l’altra in parte dipinta di rosa, che non risulterebbero censite e che risalgono ad un periodo successivo. In fondo, dietro attrezzi per l’edilizia ed altro materiale di risulta, ecco un altro immobile quasi tutto in lamiera ma non di quelli costruiti in modalità “temporanea”, e dunque anche per questo mancherebbe il titolo per la realizzazione. Ed anche il quinto manufatto, non visibile dalla strada, è stato censito solo oggi dai vigili.

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Giallo tessere elettroniche, tutte le contraddizioni di Di Maio. E neanche l’affidamento a Poste è scontato

venerdì, Novembre 30th, 2018

Sono bastati sei giorni, al ministro del Lavoro Luigi Di Maio, per derubricare un “ordine di stampa” in un “ho dato mandato al mio staff di lavorare con Poste…”. Insomma, l’annuncio in grande stile a Piazza Pulita di Corrado Formigli s’è rivelato un bluff. In quell’occasione Di Maio aveva detto, testuale: “Abbiamo già dato mandato di stampare i primi 5-6 milioni di tessere elettroniche che arriveranno a casa e saranno carte di credito come tutte le altre”. L’annuncio aveva sollevato interrogativi e dubbi: a chi è stato dato il mandato, sulla base di quale bando, quali le specifiche tecniche e i capitolati dell’appalto?

Domande, queste, rivolte ieri alla sottosegretaria all’Economia Laura Castelli (M5s), ospite a Otto e mezzo su La7, “Le tessere per il reddito di cittadinanza e altre cose sono dettagli che renderemo noti tutti assieme. È vero che le tessere si stanno stampando”, conferma.

“Chi stamperà le tessere del reddito di cittadinanza?”: Castelli impreparata, lo sconcerto di Sallusti

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G20, Trump cancella l’incontro con Putin: “Stop al dialogo dopo l’aggressione a Kiev”

venerdì, Novembre 30th, 2018
paolo mastrolilli
inviato a Buenos Aires

Trump scarica Putin, o quanto meno prende le distanze da lui, per la prima volta da quando ha cominciato la sua corsa alla Casa Bianca. Potrebbe trattarsi solo di una mossa tattica, dettata magari dagli ultimi problemi giudiziari e di politica interna, ma esiste anche la possibilità di un cambio di strategia più duraturo.

Ieri mattina, cogliendo di sorpresa lo stesso Cremlino, Donald ha annullato via Twitter il vertice con Vladimir in programma domani al G20 di Buenos Aires, dopo una drammatica riunione avvenuta sull’Air Force One già in volo verso l’Argentina. La spiegazione ufficiale è che il presidente non ha digerito l’aggressione lanciata domenica dalla Marina russa contro quella ucraina, nelle acque dello stretto di Kerch. Quella ufficiosa è che l’inchiesta del procuratore Mueller sul Russiagate sta accelerando, in particolare dopo la confessione dell’avvocato Cohen, secondo cui Trump aveva continuato a negoziare la costruzione di una torre a Mosca, fino a poche settimane prima della sua nomination come candidato presidenziale del Partito repubblicano. In questo clima, il capo della Casa Bianca potrebbe aver deciso che non era più opportuno farsi fotografare sorridente vicino al collega del Cremlino, durante la stretta di mano inevitabile a Buenos Aires.

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Pensioni, Ue contro la riforma. Penalizzazioni al 12 per cento

venerdì, Novembre 30th, 2018
alessandro barbera, fabio martini
roma

In pensione prima sì, ma spendendo molto meno. Da cinque giorni Matteo Salvini e Luigi Di Maio stanno ragionando, litigando, cercando la via d’uscita migliore al messaggio più importante che sabato scorso il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker ha riservatamente affidato al presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella cena di Bruxelles. Il senso, sviluppato fra una portata e l’altra, è stato questo: cari italiani, la questione più seria nella vostra legge di bilancio non è il reddito di cittadinanza, una misura modulabile in varie soluzioni che risponde ad un problema sentito in tutta l’Unione. La cosa più indigeribile della vostra manovra – ha spiegato Juncker – è la controriforma previdenziale. E non solo perché prefigura un’insidia strutturale alla sostenibilità del debito italiano. La Commissione europea è preoccupata che un passo indietro radicale nell’età pensionabile potrebbe dar corpo ad un «modello italiano»: l’inizio di un contagio, capace di innescare processi politici in altri Paesi dell’Unione, dove il problema dell’invecchiamento della popolazione e dei suoi costi è persino più grave.

I rischi del modello italiano

Certo, il ragionamento sul rischio del «modello italiano» è stato più sfumato, Juncker ha insistito sull’insidia strutturale di una spesa previdenziale che si impennasse, consigliando un’attenuazione di quella riforma, ma nell’establishment europeo (del quale Junker è un campione), la preoccupazione principale ha un’inclinazione diversa, ed è quella di un indebolimento dell’Italia e di un effetto-contagio (in questo caso finanziario) in tutta l’Unione. (altro…)

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Più sicurezza non solo a parole

venerdì, Novembre 30th, 2018

Più volte nelle ultime settimane il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha annunciato l’invio di nuovi poliziotti nelle questure e nei commissariati di tutta Italia. Ha dovuto chiarire che questo avverrà entro il prossimo febbraio perché «il governo si è impegnato ad assumere ottomila uomini delle forze dell’ordine» ma per farlo deve trovare i soldi. Questo non gli ha però impedito di usare uno dei suoi slogan preferiti: «Dalle parole ai fatti». Appena due giorni fa lo stesso Salvini si è schierato al fianco del commerciante di Arezzo che ha sparato e ucciso un ladro entrato nel suo negozio, rassicurandolo perché «con la nuova legge sulla legittima difesa non sarà processato».

In realtà anche con le nuove norme un accertamento dei giudici sarà comunque necessario. Ma il punto da affrontare è proprio questo: quando le persone sono legittimate a usare un’arma per difendersi, vuole dire che il sistema sicurezza non funziona. Perché è giusto che i cittadini debbano essere protetti, ma a questo deve pensare lo Stato. Altrimenti si arriva alla giustizia «fai da te», alla vendetta privata. Bisogna impedire ai ladri di entrare nelle case, ma devono essere i poliziotti e i carabinieri a farlo. E dovrebbe essere proprio il ministro dell’Interno a rivendicarlo, anziché esortare i commercianti ad armarsi. Spetta a lui trovare il modo di dare seguito alla promessa fatta più volte, e ribadita nelle ultime ore, di dotare gli oltre ottomila Comuni italiani di un sistema di videosorveglianza in tutte le aree ritenute maggiormente a rischio.
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Di Maio, il padre: Luigi attaccato con ferocia, non ha la minima colpa

venerdì, Novembre 30th, 2018

“Le mie responsabilità non possono ricadere sui miei figli”. Lo afferma Antonio Di Maio, il padre del vice presidente del Consiglio italiano e leader politico dei Cinque Stelle, dopo il caso sui lavoratori in nero nell’azienda di famiglia e il sequestro di alcuni beni su terreni di loro proprietà. “Le due vicende sono totalmente differenti”, puntualizza a chi gli fa notare analogie con il caso del padre di Matteo Renzi.

“Mio figlio, giustamente, – afferma al Corriere della Sera – ha preso le distanze dagli errori che ho commesso, ha garantito subito la massima trasparenza presentando tutte le carte. Non si è sottratto alle domande, non ha fatto nulla per favorirmi o nascondere fatti e ha fatto bene. Lo conosco, è mio figlio, non avrebbe potuto avere altro comportamento perché è una persona onesta”. (altro…)

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