Archive for the ‘Vaticano’ Category

Covid, anticipare la Messa a Natale? Il vescovo di Monreale dà il via libera: “Il problema non è l’orario ma il rispetto delle regole”

venerdì, Novembre 27th, 2020

di Paolo Rodari

CITTA’ DEL VATICANO – “Non c’è nulla di strano ad anticipare la messa di Natale di due ore. Vorrei dire a Boccia che il problema non è l’orario, ma semmai il rispetto delle regole. E noi le regole le rispettiamo. Già in Vaticano il Papa celebra due ore prima, e la vigilia di Natale nelle parrocchie c’è già chi celebra la sera alle diciotto. Dov’è il problema? Non ne farei un dramma”.

Michele Pennisi è vescovo di Monreale. A causa del Covid-19 ha dovuto ridurre momentaneamente l’orario dei dipendenti dell’importante museo diocesano. Le sue parrocchie celebrano con pochi fedeli. Nel Duomo al posto dei 400 posti a sedere ne vengono occupati 150.

Covid, anticipare di qualche ora la messa di Natale: il governo tratta con la Cei

di Tommaso Ciriaco 26 Novembre 2020

Gesù può nascere due ore prima, come ha detto il ministro Boccia?
“Al di là delle battute, a messa sì, può essere celebrata prima come già avviene ovunque”.

Pensa che la Cei sia d’accordo?
“Mi sento di dire che se il governo avanzasse questa richiesta la Cei non avrebbe problema a recepirla. Ripeto: la messa di mezzanotte non è un tabù intoccabile”.

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Come cambia la Messa dal 29 novembre: dal nuovo Padre nostro alle invocazioni

lunedì, Novembre 23rd, 2020

Roma- Da domenica prossima, 29 novembre, entra in vigore il nuovo messale. Oggi è stata quindi l’ultima volta in cui in chiesa si è recitato il Padre Nostro come lo conosciamo da sempre. Il cambio sarà applicato nella gran parte delle diocesi, ma i ritardatari potranno comunque adottare le nuove preghiere entro la prossima Pasqua. Il fatto è che la maggior parte dei fedeli sarà impreparata, visto che a causa della pandemia da Coronavirus gli incontri in parrocchia sono ridottissimi ed è difficile arrivare a una comunicazione capillare. 

Come cambia il Padre nostro

Dal 29 la preghiera più conosciuta e usata dei cattolici dovrà cambiare: il “non c’indurre in tentazione” diventerà tassativamente “non abbandonarci alla tentazione”. La nuova traduzione dal testo originale in greco antico – caldeggiata da Papa Francesco – è già stata adottata anche da altre conferenze episcopali nelle loro rispettive lingue. 

Fratelli e sorelle

In più, in diversi passaggi, il termine “sorelle” sarà affiancato a quello finora usato di di “fratelli”. Ad esempio nell’atto penitenziale si dirà: “Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli e sorelle…”. Poi: “E supplico la beata sempre Vergine Maria, gli angeli, i santi e voi, fratelli e sorelle…”. 

Cambiano “Signore, pietà” e “pace in terra”

Il nuovo Messale stabilisce poi di privilegiare le invocazioni in greco antico “Kirie, eleison” e “Christe, eleison” rispetto all’italiano “Signore, pietà ” e “Cristo, pietà”. 
Ancora: al momento del Gloria al posto di “pace in terra agli uomini di buona volontà”, si dovrà dire “pace in terra agli uomini, amati dal Signore”: una traduzione considerata più fedele all’originale greco del Vangelo. 

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Vaticano, il rapporto choc sul cardinale pedofilo: «Ignorate tutte le denunce»

mercoledì, Novembre 11th, 2020

di Franca Giansoldati

CITTÀ DEL VATICANO Il devastante dossier reso pubblico dal Vaticano sull’ex cardinale McCarrick punito a ottant’anni suonati da Papa Francesco due anni fa quando ormai nessuno poteva più far finta di niente sulle inchieste americane sugli abusi mette a nudo un sistema di controllo fragile, permeabile e sostanzialmente incapace di funzionare a ogni livello. APPROFONDIMENTI

Bufera sul cardinale Dziwisz, l’episcopato polacco chiede al Vaticano una commissione di inchiesta

POTERE
L’ex arcivescovo di Washington era talmente influente da permettersi di farla sempre franca. Chi sapeva taceva e le sue attività benefiche e diplomatiche lo mettevano al riparo da ogni critica, facendogli da scudo, riparandolo dalle voci malevole. Già sotto il pontificato di Benedetto XVI vigeva il divieto di farlo viaggiare e farlo partecipare a cerimonie pubbliche, ma McCarrick tirava dritto. Papa Francesco in un primo momento non fece nulla anche se l’allora Sostituto Becciu, si legge nel rapporto, lo mise sull’avviso chiedendogli un intervento. Solo nel 2018 Bergoglio si decise a passare alle maniere forti togliendo a Theodore McCarrick la porpora e riducendolo allo stato laicale. Da allora egli vive in un convento.
Strana parabola per un uomo che andava a pranzo con Obama, preparava il disgelo con Castro, faceva la spola con la Cina portando avanti il dossier della normalizzazione dei vescovi e, soprattutto, aveva una efficientissima rete di donors’ per alimentare l’attività della Papal Foundation, una delle principali organizzazioni a sostegno dell’attività economica del pontefice.
Il dossier McCarrick è devastante: nelle oltre 400 pagine dimostra che vi furono vescovi, arcivescovi, cardinali e pontefici non in grado di esercitare l’autorità per bloccarlo o verificare se fossero vere oppure no le notizie sulle sue condotte sessuali. L’allarme avrebbe dovuto suonare nei primi anni Novanta, quando McCarrick era in predicato per diventare vescovo di una piccola diocesi. Il primo passo della sua grande scalata al potere.

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La “trincea” di Benedetto XVI: ecco come ha difeso l’Europa

giovedì, Novembre 5th, 2020

Francesco Boezi

Il baricentro del cattolicesimo non è più lo stesso. Gli anni della centralità dell’Europa – quelli di San Giovanni Paolo II e Benedetto XVI – sono passati. Oggi la confessione cristiano-cattolica è maggioritaria in Brasile, come in altre nazioni del Sud America, e si sta sviluppando attorno alle “periferie economico-esistenziali”. Quelle preferite da papa Francesco. La ruota della storia gira, e la Chiesa cattolica non sembra avere intenzione d’azionare una forza in senso contrario.

Ma non è stato sempre così. Il pontificato di Joseph Ratzinger, così come quello del suo predecessore del resto, si è distinto per europa-centrismo.

Nell’immaginario tradizionale, il “mite teologo” di Tubinga rappresenta ancora l’ultimo ostacolo al dilagare del relativismo, del multiculturalismo, del lacisimo e della secolarizzazione. Benedetto XVI è ancora l’immagine plastica di uno scatto d’orgoglio della cosiddetta civiltà occidentale. A pensarlo sono soprattutto i conservatori europei, che guardano con nostalgia al precedente pontificato. Si pensi, a titolo esemplificativo, al tema delle radici cristiane, che Ratzinger avrebbe voluto vedere all’interno del testo della poi mai approvata Costituzione europea: “Non si può pensare di edificare un’autentica “casa comune” europea trascurando l’identità propria dei popoli di questo nostro Continente. Si tratta, infatti, di un’identità storica, culturale e morale, prima ancora che geografica, economica o politica; un’identità costituita da un insieme di valori universali, che il Cristianesimo ha contribuito a forgiare, acquisendo così un ruolo non soltanto storico, ma fondativo nei confronti dell’Europa”, ha dichiarato l’ex Papa nel 2007, in una riunione del coordinamento degli episcopati del Vecchio continente, il Comece. E il tema delle “radici cristiane” avrebbe accompagnato il pontefice tedesco durante l’intera permanenza al soglio di Pietro. Così Ratzinger benedice i muri: “Proteggono e aprono solo al bene”

Benedetto XVI non è mai stato un sovranista. Anzi, in termini di “schieramenti politici”, per usare una forzatura, è lecito riscontare come Ratzinger sia stato un europeista convinto. Per quanto il consesso europeo odierno possa non aver tenuto conto delle istanze che l’ex prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede ha tenuto a portare avanti nel corso della fase in cui è stato il vescovo di Roma: “Sapete di avere il compito di contribuire a edificare con l’aiuto di Dio una nuova Europa, realistica ma non cinica, ricca d’ideali e libera da ingenue illusioni, ispirata alla perenne e vivificante verità del Vangelo”, ha aggiunto nell’occasione sopracitata dinanzi ai vescovi europei. Certo, l’Europa di Ratzinger non è e non era quella dei “nuovi diritti”. E il Vecchio continente che aveva in mente Benedetto XVI non sembra essere neppure quello privo d’identità ed aperto a qualunque forma di contaminazione culturale. L’ex pontefice era favorevole alla dialettica, fosse anche quella del dialogo interreligioso, ma non alla rinuncia delle caratteristiche spirituali ed identitarie del bacino europeo. “Il diritto a non emigrare” di Joseph Ratzinger

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Il cardinale Müller: «Unioni civili per le coppie omosessuali? Io sono leale al Papa ma non è al di sopra della parola di Dio»

venerdì, Ottobre 23rd, 2020

di Gian Guido Vecchi

Il cardinale Müller: «Unioni civili per le coppie omosessuali?  Io sono leale al Papa ma non è al di sopra della parola di Dio»

«Tutto questo ha creato una grande confusione, ho ricevuto centinaia di chiamate, i fedeli sono totalmente smarriti: che cosa voleva dire, il Papa? Possibile? Perché non si esprime chiaramente?». Il cardinale Gerhard Ludwig Müller, 73 anni a fine dicembre, teologo e curatore dell’opera omnia di Ratzinger, fu nominato nel 2012 da Benedetto XVI prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede ed è rimasto in carica fino al 2017. «In Germania, con Benedetto, mi dicevano che ero troppo papista, adesso sono diventato un nemico del Papa! Una cosa assurda, per me: sono un cattolico, un sacerdote, ho scritto tanti libri sul primato del Papa, l’ho sempre difeso contro protestanti e liberali. Però…».

Però, eminenza?
«Però il Papa non è al di sopra della Parola di Dio, che ha creato l’essere umano maschio e femmina, il matrimonio e la famiglia. Sono cardinale e sempre dalla parte del Papa, ma non a tutte le condizioni. Non è una lealtà assoluta. La prima lealtà è alla Parola di Dio. Il Papa è il Vicario di Cristo, non è Cristo. E io sono credente in Dio».

Ma Francesco non ha parlato di matrimonio, ha detto che ci vorrebbe un riconoscimento giuridico per le coppie omosessuali, le unioni civili…
«E qual è la differenza, in fondo? In molti Stati le cosiddette unioni sono state soltanto la premessa del riconoscimento dei matrimoni gay. Per questo tanti fedeli sono disturbati, pensano che queste parole sarebbero solo il primo passo verso una giustificazione delle unioni omosessuali, per la Chiesa, e questo non è possibile».

E perché?
«Dall’inizio della Scrittura, nella Genesi, si dice che Dio ha creato l’uomo e la donna. Gesù lo ricorda ai farisei: l’uomo si unirà con sua moglie e i due saranno una sola carne. Per questo il solo matrimonio possibile è tra uomo e donna e i rapporti sessuali sono riservati esclusivamente al matrimonio. Non vogliamo condannare le persone con tendenza omosessuale, anzi vanno accompagnate e aiutate: ma secondo le condizioni della dottrina cristiana».

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Unioni gay, un’ombra sulla svolta. Il rischio: sdoganare l’utero in affitto

venerdì, Ottobre 23rd, 2020

di MARINA TERRAGNI

Papa Francesco non ha parlato spesso di utero in affitto: pratica stigmatizzata, insieme alla gender theory, nell’esortazione Amoris Laetitia (2016). C’è poi stata la bella omelia del 1° gennaio scorso, giorno di Maria Santissima, in cui ha spiegato che “da come trattiamo il corpo della donna comprendiamo il nostro livello di umanità. Va liberato dal consumismo, va rispettato e onorato; è la carne più nobile del mondo. Oggi pure la maternità viene umiliata perché l’unica crescita che interessa è quella economica”. Anche qui – in filigrana ma nemmeno troppo – il no di Francesco alla Gpa.

Andrea e Dario: “Abbiamo ispirato il Papa”

E’ stato perciò uno choc per molti, soprattutto per molte credenti – e anche per tantissime non credenti impegnate nella lotta contro la mercificazione del corpo femminile – l’apparente apertura del Papa a una coppia gay che all’utero in affitto è ricorsa ben tre volte, climax del documentario Francesco di Evgeny Afineevsky presentato al Festival del Cinema di Roma e premiato dal Vaticano.

Nel doc si riferisce della telefonata del Pontefice a una coppia di credenti gay – coppia già celebre per il motto “la madre è solo un concetto antropologico” – con tre figli nati da maternità surrogata. I due si rivolgono a Francesco perché vorrebbero che i bambini frequentassero la parrocchia ma temono una discriminazione.

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Papa Francesco: “Favorevole alle unioni civili per le coppie gay”

giovedì, Ottobre 22nd, 2020

Roma – “Gli omosessuali hanno diritto ad essere parte della famiglia. Sono figli di Dio e hanno il diritto a una famiglia. Nessuno dovrebbe essere respinto, o emarginato a causa di questo. Quello che dobbiamo fare e una legge per le unioni civili. In questo modo sono garantiti”. Sono coraggiose e rivoluzionarie le parole di Papa Francesco, contenute in un’ intervista al regista americano Evgeny Afineevsky, inserita nel film documentario “Francesco”, passato oggi alla Festa di Roma. In un’anticipazione della pellicola, il sito statunitense Catholic News Agency riporta lasvolta del Papa, che si dice favorevole a unalegge di “unioni civili”. 

Il regista, che domani riceverà in Vaticano il Kinéo Movie for Humanity Award, si è detto “toccato da lui non come Papa, ma come persona. Lui è un vero gesuita, un uomo d’azione, ma anche un vero leader una cosa che manca molto oggi”.

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Vaticano: arrestata Cecilia Marogna, la donna dell’inchiesta Becciu

mercoledì, Ottobre 14th, 2020

La guardia di finanza ha arrestato a Milano la manager del caso Becciu, Cecilia Marogna, per un mandato di cattura internazionale emesso dagli investigatori vaticani tramite l’Interpol. Si tratta della donna, esperta di relazioni diplomatiche, coinvolta nello scandalo finanziario che sta investendo il Vaticano. Nel mirino sarebbero finiti bonifici per mezzo milione di euro ricevuti dalla Santa Sede. L’accusa è di peculato per distrazione di beni.

I bonifici oggetto d’indagine riguarderebbero operazioni segrete umanitarie in Asia e Africa, ma sarebbero finiti, quasi per la metà, nell’acquisto di beni di lusso.

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Papa Francesco: “Più donne nelle istituzioni di responsabilità della Chiesa”

lunedì, Ottobre 12th, 2020

Preghiamo perché i fedeli laici, specialmente le donne, partecipino maggiormente nelle istituzioni di responsabilità della Chiesa”. Lo ha detto papa Francesco al termine dell’Angelus. “Nessuno di noi è stato battezzato prete né vescovo – ha osservato – siamo stati tutti battezzati come laici, laici e laiche. Sono protagonisti della Chiesa”.

Mai più messe da parte
“Oggi – ha proseguito il Papa – c’è ancora bisogno di allargare gli spazi di una presenza femminile più incisiva nella Chiesa e di una presenza laica, si intende, ma sottolineando l’aspetto femminile, perché in genere le donne vengono messe da parte”. Non solo. “Dobbiamo promuovere l’integrazione delle donne nei luoghi in cui si prendono le decisioni importanti”, ha ribadito il pontefice. E ha concluso: “Senza cadere nei clericalismi, che annullano il carisma laicale e anche rovinano la faccia della Santa Madre Chiesa”.

REP.IT

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Becciu, il Gran Maestro difende la dama amica del cardinale

mercoledì, Ottobre 7th, 2020

di NINA FABRIZIO

Papa Benedetto XV, quello della condanna alla guerra “inutile strage”, teneva ignaro in casa una spia antitaliana al servizio degli Imperi Centrali, Austria e Germania. In tempi molto più recenti, la ’Papessa’ Francesca Chaouqui, ex consulente in Vaticano nel 2013, riuscì, in combutta con il marito informatico, a rifilare oltre le mura leonine la vendita, per centinaia di migliaia di euro, di un presunto sofisticatissimo software che altro non era che il Cloud della Apple. Che dire, allora di fronte alla nuova Mata Hari che avrebbe raggirato addirittura la Segreteria di Stato di papa Francesco?

Cecilia Marogna, managing director della LogSic D.o.o. basata in Slovenia e con tre dipendenti, formalmente società operante nell’assistenza sociale, è riuscita a ottenere dal primo dicastero del Vaticano, grazie ai suoi buoni uffici con il cardinale dimissionato Angelo Becciu, consulenze onerose per “mediazioni” riguardo “a rapimenti di missionari e religiosi, sicurezza delle nunziature nel mondo” e più in generale attività di “intelligence” a beneficio della Santa Sede.

Tutto secondo quanto dichiarato dalla stessa Marogna dopo che con l’inchiesta della magistratura vaticana avviata per fare luce sulle “opache” operazioni finanziarie per l’acquisizione di un immobile di lusso a Londra, è venuto fuori che la stessa Segreteria le avrebbe versato 500mila euro per le sue attività. E a difenderla è entrato in campo ieri sera anche il Gran Maestro del Grande Oriente Democratico, Gioele Magaldi, che serafico afferma: “Cecilia? La conosco, è rigorosa, onesta, non avrebbe mai fatto affari loschi”. Marogna ha precisato lei stessa ieri alla stampa di aver ricevuto dal Vaticano 500mila euro “in 4 anni e incluso il mio compenso, i viaggi, le consulenze, tutto quello che ho dovuto gestire”. I soldi sono arrivati a tranche a Lubiana. Categorica sulle illazioni: “Non sono l’amante” dell’ex cardinale.

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