Archive for the ‘Campania’ Category

Napoli, netturbini con la laurea: 26mila in coda per 500 posti da operatore ecologico

martedì, Settembre 13th, 2022

Antonio Piedimonte

NAPOLI. Tutti in coda per un posto da spazzino. La Napoli in perenne ricerca di lavoro ieri si è ritrovata dinanzi all’ingresso della Mostra d’Oltremare per provare a vincere il concorso e lavorare come operatore ecologico nell’«Asia», la più grande azienda di servizi di igiene ambientale del Sud. Cinquecento i posti a disposizione, 26.114 i candidati; non è un record ma ci manca poco. Oltre mille partecipanti – per l’esattezza 1.232 – hanno una laurea, 10.445 un diploma di scuola media superiore, il resto, dunque la maggior parte, possiede la sola licenza media.

Nel lungo percorso transennato c’è di tutto, dal giovanotto in bermuda e maglietta volutamente sgualcita alla signora con un attillato vestito leopardato, dagli over 35 accompagnati da mammà alle donne in stato di gravidanza, sino ai non pochi signori con i capelli grigi o persino bianchi. I candidati che superano i 50 anni sfiorano quota tremila.

Sono tutti in attesa di entrare, hanno una busta gialla con gli effetti personali (borse e zaini sono stati trattenuti come da prassi) e appaiono piuttosto tesi. Il pensiero è rivolto ai cinquanta quesiti a risposta multipla, e al fatto che ci sono cinquanta minuti per rispondere ad almeno trenta quiz sorteggiati fra oltre cinquemila domande di cultura generale, nozioni di igiene ambientale, gestione rifiuti e altro.

Il tema delle risposte si riverbera anche dall’altra parte delle transenne, lì dove sta uscendo chi ha già fatto l’esame. «Io proprio non ho capito il criterio, tante domande per andare a scopare le strade?», dice Luisa. Che poi aggiunge ironica: «Se non so chi ha vinto il festival di Sanremo o non ho visto i film sui pirati non sono idonea al lavoro di spazzino?». Il riferimento è a due quiz che chiedono l’anno in cui i Maneskin hanno vinto la celebre gara canora e il nome del capitano della saga dei Pirati dei Caraibi, una polemica già riecheggiata.

Tra chi aspetta di entrare, invece, c’è Daniele Aterrano, neolaureato in lingua cinese, uno dei pochi disposti a parlare: «Sì, lo so, con il mio titolo di studio le aspettative sarebbero diverse, che dire?, la situazione la conosciamo tutti. Io provo a fare tutte le cose che posso fare, poi vediamo. Tanti amici mi dicono “sali” (al Nord, ndr), però trasferirsi non è una cosa così semplice, e lo stesso vale per la Cina, dove per giunta hanno ancora problemi con il Covid». Ha qualche desiderio nel cassetto? «Vorrei usare la mia laurea e lavorare con le aziende». Sorride al taccuino della Stampa anche Angela, che sembra una ragazzina ma ha trentotto anni e la fede al dito. «Ho una laurea in Scienze sociali ma sono ancora una precaria. Che dovevo fare? Ho una famiglia, i tempi sono quelli che sono, il lavoro è lavoro. Se mi pigliano sarò una netturbina con la laurea».

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Reddito di cittadinanza, maxi-operazione in 5 Regioni: scoperti 5mila irregolari | Tra loro anche camorristi, rapinatori e parcheggiatori abusivi

mercoledì, Novembre 3rd, 2021

Percepivano il reddito di cittadinanza senza averne diritto. Sono in totale 4.839 le posizioni irregolari scoperte dai carabinieri nel corso di una maxi-operazione in Campania, Puglia, Abruzzo, Molise e Basilicata. La truffa ai danni dello Stato ammonta a quasi 20 milioni di euro. Solo nel Napoletano, i percettori irregolari erano 2.441: tra loro anche camorristi, parcheggiatori abusivi, rapinatori, truffatori e lavoratori in nero.

C’è chi aveva la Ferrari, chi la barca, chi molteplici appartamenti, chi un autonoleggio con 27 auto, chi una scuola di ballo. E c’è persino chi si è inventato di avere dei figli. Le irregolarità sono state riscontrate nel 12% dei 38.450 nuclei familiari controllati per un campione di 87.198 persone. Ben 1.338 percettori indebiti del reddito erano già noti alle forze di polizia per altri motivi e 90 di loro hanno condanne o precedenti per gravi reati di tipo associativo. 

A Napoli scoperti 2.441 irregolari

 Nel Napoletano il blitz ha permesso di individuare 2.441 percettori irregolari. Nel lungo elenco figurano truffatori di anziani, scippatori, pusher, contrabbandieri di sigarette, e lavoratori “in nero” (un carrozziere, un barista, una commessa). C’è un finto spazzino il quale, armato di scopa, rapinava le sue vittime la mattina presto mentre si recavano al lavoro. Ci sono anche 75 individui con precedenti che sono risultati imparentati con note famiglie malavitose napoletane (Tolomelli, D’Amico, Sorianiello, Puccinelli, Giuliano e Giannelli).

Tra i beneficiari anche la moglie di un boss

A percepire il sussidio, in modo indiretto poiché era intestato alla moglie convivente, c’era anche il boss Fausto Frizziero, ai domiciliari per associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione e reati connessi allo spaccio di droga. Frizziero è ritenuto un elemento di vertice dell’omonimo clan che fa affari illegali tra i quartieri Chiaia e Posillipo di Napoli. Ma tra i ‘furbetti’ dalla fedina penale nera ci sono anche cinque persone legate agli Amato-Pagano, gli scissionisti di Secondigliano, alcuni ritenuti appartenenti al clan Cifrone, alla famiglia malavitosa dei Balzano. Dieci sono affiliati al clan Grimaldi/Vanella Grassi.

In provincia di Napoli, invece, sono 25 le figure di spicco della criminalità organizzata locale che rientrano nel novero dei percettori illeciti: si tratta di familiari di affiliati ai clan Nuvoletta, Orlando, Polverino, Amato-Pagano e De Rosa-Pianese. C’è la moglie di un affiliato al clan “Polverino”, la moglie del nipote del capo clan della stessa organizzazione mafiosa.

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La rapina di Casavatore: i fucili puntati contro i bimbi in pizzeria sono l’abisso

martedì, Ottobre 12th, 2021

di Marco Demarco

Una pizza con i genitori a «Un posto al sole». Ma poi eccoli precipitare tutti, e più di tutti i bambini, in una livida atmosfera da «Gomorra-La serie», in un abisso di paura, minacciati da fucili spianati in faccia. Noi guardiamo le immagini della rapina di Casavatore, protetti dall’incredulità, storditi dall’assenza del sonoro, scossi dall’improvviso apparire di qualcosa che sì, è proprio un fucile, mentre quello più in là è davvero un kalashnikov. Noi abbiamo anche avuto tutto il tempo di razionalizzare, di indignarci, di chiederci come siano possibili cose del genere.

Ma i bambini? Loro che erano nella realtà e non nell’immaterialità della videoregistrazione, che hanno visto il fucile finire sulla faccia del padre e hanno incrociato gli occhi terrorizzati della madre, riusciranno mai a dimenticare gli attimi che hanno vissuto? Doveva essere una felice serata passata in compagnia, in una pizzeria che porta il nome di una fiction famosa, un nome che evoca la Napoli bella di Posillipo e di Marechiaro. Si è trasformata invece nel suo opposto, in un precipitare improvviso nella città brutta, quella delle bande di camorra, delle «stese», cioè delle sparatorie nelle piazze e nei vicoli. O delle rapine a mano armata.

Come questa. Casavatore è un paesone grigio della parte più grigia dell’area metropolitana di Napoli. È al confine col quartiere di Secondigliano, a due passi dalla location preferita dal cinema e dalle tv per le storie criminali. Qui sabato hanno fatto irruzione in due, col volto coperto da mascherine anti-Covid, e hanno cambiato in pochi secondi la vita degli altri. Quello col mitra rimane sulla porta, defilato, a controllare da lontano. E a vedere il video quasi si ha l’impressione che nessuno se lo fili. Né i camerieri, che continuano ad attraversare la sala con le pizze in mano, né i clienti.

L’altro, invece, occupa di forza la scena. Dovendo scegliere dove colpire, non esita un momento: sceglie di proposito il tavolo con i bambini. Nelle immagini si vede una mamma che prova a proteggere il figlio stringendolo a sé. Un padre si proietta invece su un altro bambino per coprirgli gli occhi con le mani. E poi anche le orecchie, alternativamente. Solo così riusciamo a intuire fino a che punto le minacce che noi non sentiamo, in quella sala invece rimbombano. Non c’è perciò bisogno di scomodare Zygmunt Bauman per capire quale sarà la peggiore conseguenza di questi momenti.

Per questi bambini sarà assai difficile ricostruire la fiducia in qualcosa e in qualcuno, avendo verificato di persona che il male ti può trovare ovunque, anche se sei c on i tuoi genitori. Per altri versi, invece, noi che guardiamo a distanza rimaniamo spiazzati da un’altra presenza. In una diversa inquadratura si vede un uomo con una chitarra in mano, un «posteggiatore», uno di quelli che cantano con un filo di voce «Era di Maggio» o «Indifferentemente». È immobile. Impietrito. Il contrasto tra il fucile e la chitarra è da sceneggiatura, più che da cronaca vera.

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Bimbo precipitato dal balcone, la confessione del domestico: “Ho fatto cadere Samuele, poi sono andato a mangiare una pizza”

martedì, Settembre 21st, 2021

Grazia Longo

ROMA. Si può lanciare un bimbo di quattro anni dal terzo piano e poi uscire di casa come niente fosse per andare a mangiare una pizza, ignorando l’orrore? Non è il copione di una sceneggiatura pulp, ma proprio quello che venerdì alle 12,30 ha fatto a Napoli Mariano Cannio, 38 anni, arrestato per la morte del piccolo Samuele Gargiulo.

Ieri la gip Valentina Gallo ha convalidato il fermo emesso venerdì scorso dalla Procura di Napoli, guidata da Giovanni Melillo, nei confronti di Cannio, affetto da problemi psichici, domestico a ore da pochi giorni a casa della famiglia Gargiulo. L’uomo, difeso dall’avvocato Mariassunta Zotti, si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma le nove pagine dell’ordinanza di convalida contengono i verbali degli interrogatori di venerdì: «Ad un tratto l’ho preso in braccio e sono uscito fuori al balcone. Giunto all’esterno con il bambino tra le braccia mi sono sporto e ho lasciato cadere il piccolo. Ho immediatamente udito delle urla provenire dal basso e mi sono spaventato consapevole di essere la causa di quello che stava accadendo». Ecco le parole da brividi pronunciate da Cannio, mentre rendeva le prime sommarie informazioni.

«Sono fuggito a casa – ha poi aggiunto – e sono andato a mangiare una pizza nella Sanità. Poi, sono rientrato, mi sono steso sul letto e ho iniziato a pensare a quello che era accaduto, dopo sono sceso e sono andato a un bar in via Duomo e ho preso un cappuccino e un cornetto, perché avevo una fame nervosa. Poi sono rientrato a casa dove mi avete trovato». Sempre venerdì sera, dopo la nomina del difensore d’ufficio, l’uomo di fronte alla pm Barbara Aprea e alla polizia della squadra mobile ha corretto un po’ il tiro e ha accennato ad un malore: «Fuori al balcone, avendo sempre il piccolo in braccio, e appena uscito in prossimità della ringhiera, ho avuto un capogiro. Mi sono affacciato dal balcone mentre avevo il bambino in braccio perché udivo delle voci provenire da sotto a questo punto lasciavo cadere il bambino di sotto».

Ma la gip Valentina Gallo non crede «alla circostanza del capogiro, peraltro non dichiarata in prima battuta dal Cannio nel corso delle sommarie informazioni. Non è verosimile che l’indagato avesse avvertito un malore di tale intensità mentre lasciava la presa del bambino che aveva in braccio lasciandolo cadere, dimostrandosi invece totalmente cosciente nei momenti immediatamente precedenti e successivi al gesto».

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Napoli, la spesa per il reddito di cittadinanza sfiora quella dell’intero Nord

mercoledì, Aprile 28th, 2021

La spesa per il reddito di cittadinanza a marzo a Napoli si avvicina a quella dell’intero Nord Italia. E’ quanto emerge dalle tabelle dell’Inps, secondo cui nel capoluogo campano 157mila famiglie percepivano il reddito o la pensione di cittadinanza, mentre nell’intero Nord 224.872 nuclei. Poiché l’importo medio è più basso al Nord che al Sud, a marzo sono stati spesi per il sussidio 109,7 milioni nel Settentrione e 102,2 solo a Napoli.

Su base geografica, dal rapporto dell’Inps emerge che 1,8 milioni di percettori del reddito di cittadinanza si trovano nelle Regioni del Sud, 452mila nelle Regioni del Nord e 334mila in quelle del Centro. La Campania è la prima Regione in Italia per sussidi, con il 22% delle prestazioni erogate, seguita dalla Sicilia con il 20%, dal Lazio con il 10% e dalla Puglia con il 9%: in queste regioni risiede il 61% delle famiglie con il reddito.

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Essere un rider a Napoli: come si vive di consegne con la paura delle rapine, una notte con Emanuele

mercoledì, Marzo 3rd, 2021


Di Vincenzo Ammaliato

Lavora duramente con scarse garanzie e poche tutele. E’ impegnato dieci ore al giorno, sei giorni la settimana. Guadagna in media poco più di mille euro al mese. Ma lui, Emanuele Petrone, “rider” napoletano, il suo lavoro lo vede come un’opportunità. “Non ho un capo che mi comanda – dice col piglio da scugnizzo il ventiquattrenne – gestisco autonomamente il mio orario e non sono schiavizzato in un magazzino, o in qualche bottega con una paga da fame. La cosa che non mi va giù – aggiunge – è che ho la stessa percentuale di tassazione di un architetto, un avvocato, un ingegnere, quando io sono un semplice portapizze”. Emanuele è uno dei 2mila e 500 rider che girano fra Fuorigrotta e San Giovanni a Teduccio consegnando a domicilio i pasti ordinati dai napoletani sulle piattaforme on line di delivery. Con le prime restrizioni dovute al contenimento della pandemia da coronavirus nel marzo del 2019 anche nella città partenopea è scoppiato il particolare segmento, raggiungendo rapidamente numeri impensabili in così breve tempo.

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Napoli, crolla facciata della chiesadel Rosario a piazza Cavour: traffico paralizzato, gente in strada

mercoledì, Gennaio 20th, 2021

Una parte della facciata della Chiesa di Santa Maria del Rosario alle Pigne (conosciuta come del ‘Rosariellò) è crollata per cause in corso di accertamento stamane in Piazza Cavour nel centro di Napoli. Crollato anche un solaio con parte dell’edificio adiacente alla chiesa. Secondo quanto si apprende dalla Polizia Municipale,che con i vigii del fuoco sta facendo accertamenti, non vi sarebbero feriti. Il crollo è avvenuto intorno alle 8. La zona è molto frequentata: accanto alla chiesa vi è la Salita Stella utilizzata da automobilisti e pedoni così come l’area di Piazza Cavour.  

I padri che celebrano le funzioni nella Chiesa del Rosariello a Napoli sono entrati, insieme con i Vigili del Fuoco, nella struttura per una verifica all’interno di eventuali danni. Contrariamente a quanto appreso in precedenza, la Chiesa era regolarmente aperta al culto. «È un vero miracolo che non sia rimasto coinvolto nessuno – dice un residente – dal momento che alle spalle vi è un istituto scolastico anche per le elementari e la zona è molto frequentata». Sul posto, oltre ai Vigili del Fuoco e la Polizia Municipale c’è anche la Polizia di Stato oltre a unità della Protezione Civile. 

IL MESSAGGERO

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Napoli, paura all’Ospedale del Mare, esplosione nella notte: si apre voragine di 50 metri, Covid residence evacuato

venerdì, Gennaio 8th, 2021

Esplosione nella notte nel parcheggio dell’Ospedale del Mare di Ponticelli a Napoli. Il Covid Residence è stato evacuato. A quanto sembrerebbe una enorme voragine si è aperta nel parcheggio interno dell’ospedale. Un buco di 50 metri per 50 e profondo almeno 15 metri, in cui sono finite delle auto. Non ci sarebbero vittime o feriti. Sul posto i vigili del fuoco

IL MESSAGGERO

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Napoli, in 6 pestano rider per rubare lo scooter. Arrestati, ci sono minori

lunedì, Gennaio 4th, 2021

di Luca Marconi e Felice Naddeo

In sei accerchiano e picchiano un rider di 50 anni per rubargli lo scooter, in via Calata Capodichino a Napoli, nella serata di domenica 3 gennaio poco dopo le 20.30. L’aggressione è documentata da un cittadino che, dal balcone di casa, ha ripreso l’intero raid criminale. La banda accerchia l’uomo e inizia il pestaggio. Poi viene speronato per farlo cadere e portargli via il mezzo. Lui resiste, ma la furia dei criminali alla fine ha la meglio. Uno dei componenti della banda disarciona la vittima trascinandolo per la borsa del delivery e porta via lo scooter, che in realtà è della figlia del rider ma è utilizzato dal padre per le consegne.

Il video del pestaggio diventa ben presto virale sui social, grazie anche al consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli che lo posta sulla sua pagina Facebook e poi lo consegna alle forze dell’ordine chiedendo un intervento immediato. E le indagini partono subito nella notte: in poche ore la polizia individua e arresta cinque dei sei componenti della gang. Tra di loro ci sono anche minorenni: proprio sotto casa di uno di loro viene trovato lo scooter rubato, che in mattinata viene riconsegnato dagli agenti al legittimo proprietario. L’esito dell’operazione della polizia è stato annunciato in diretta social dallo stesso Borrelli: «Li hanno presi, sono stati arrestati». Ed è stato il consigliere regionale ad accompagnare in mattinata il rider in Questura per recuperare lo scooter.

La solidarietà e i ringraziamenti
La vittima, Gianni Lanciano
La vittima, Gianni Lanciano

Il rider aggredito è Gianni Lanciano, 50 anni, da macellaio serviva catene di supermercati. Poi ha perso il lavoro con la crisi e per garantire sostegno alla famiglia ha iniziato a consegnare cibo a domicilio. «Ringrazio tutti per la solidarietà che mi è stata espressa – dice oggi – c’è tanta gente di buon cuore. Ma io vorrei solo un lavoro stabile, pagare le tasse come ho sempre fatto e vivere tranquillamente». Già ieri sera, sempre sui social, era partita una raccolta fondi con migliaia di persone che hanno donato dai 5 ai 10 euro. Nell’elenco compare anche Mohamed Fares, il giocatore della Lazio ha offerto 2.500 euro per contribuire a ricomprare lo scooter al rider. In poche ore, la raccolta fondi ha totalizzato undicimila euro. «Mi sono commosso, io ringrazio tutti coloro che mi sono vicini – ha detto Lanciano – io non vorrei approfittare della bontà dei cittadini napoletani».

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Botti di Capodanno: otto feriti a Napoli, mai così pochi

venerdì, Gennaio 1st, 2021
Botti di Capodanno: otto feriti a Napoli, mai così pochi

Fuochi d’artificio a Napoli scoppiati a mezzanotte del 31 dicembre 2020 (Imagoeconomica)

Anche grazie al lockdown per il Covid, sono diminuiti drasticamente i feriti per i botti di Capodanno. È record storico a Napoli e provincia: sono stati infatti soltanto otto i feriti quest’anno, tre nel capoluogo e cinque nell’hinterland. Sono tutti maggiorenni e nessuno è in pericolo di vita. Il più grave ha avuto 30 giorni di prognosi per la guarigione. Una donna avrebbe una ferita alla testa da un colpo sparato da un’arma. Lo scorso anno ci furono 48 feriti nel Napoletano. I fuochi d’artificio sono durati almeno 45 minuti. Sono esplosi molti ordigni ad alto potenziale, da un cortile condominiale di viale Colli Aminei per mezzora è rimasta in azione una batterie di razzi a pochi centimetri dai cassonetti della spazzatura.

Proiettile vagante
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