Archive for the ‘Scuola’ Category

La scuola (perduta) al Sud e la Dad che divide: quel 34% dei ragazzi senza tablet e pc

venerdì, Aprile 30th, 2021

di Goffredo Buccini

Sono «le voci di fuori» della Dad. I derubati da un altro anno di esclusione nelle città del nostro Sud, dove bambini e ragazzi non hanno potuto frequentare in classe nemmeno la metà del tempo rispetto ai loro coetanei di Roma, Firenze o Milano: alle superiori di Napoli 31 giorni sui 134 da calendario, tagliati dai Dpcm e dalle ulteriori restrizioni regionali, 58 su 144 alle medie di Bari, 45 su 134 alle secondarie di Reggio Calabria Sono voci che raccontano la storia di un divario formativo sempre più grave per studenti come Lorenzo, 13 anni, che «faceva finta», si metteva davanti al computer e subito la testa gli viaggiava altrove: i professori della sua scuola media, eternamente in didattica a distanza nella periferia problematica di Napoli Est, l’avevano dato per «quasi disperso»; o come Michela, sua coetanea, che ci avrebbe messo testa e pure cuore, nelle lezioni in video, se solo non avesse dovuto combattere col fratellino disabile e i genitori disoccupati per un angolino tranquillo davanti all’unico tablet nel solo buco di stanza del loro basso, la cucina.

Sono storie di mamme e papà che non possono aiutare i figli perché avrebbero bisogno di essere aiutati a loro volta: come Rosanna, dello Zen di Palermo, incapace di scaricare sul telefonino le app per permettere al suo Massimo, 8 anni, di seguire le lezioni online e alla fine assistita dai volontari di Save the Children perché il bambino non perdesse un altro anno di elementari. Secondo i dati della Svimez (l’associazione per lo Sviluppo del Mezzogiorno), vive al Sud il 34% dei ragazzi con famiglie prive di dispositivi informatici e coi titoli di studio più bassi: «Il rischio è che un terzo dei ragazzi italiani venga escluso dal percorso formativo a distanza, con conseguenze rilevanti nei prossimi anni sui tassi di dispersione scolastica».

Questione meridionale e questione scolastica al tempo della pandemia coincidono fino a sovrapporsi. E non ci consola granché sapere che la tendenza del Covid-19 a impoverire i più poveri sia planetaria: i minori di America latina, Caraibi e Asia meridionale hanno perso il triplo dell’istruzione rispetto ai coetanei dell’Europa occidentale.

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Scuola, scatta il “Piano estate”: partecipazione volontaria

mercoledì, Aprile 28th, 2021

La partecipazione degli studenti al “Piano estate” per la scuola, che prevede istituti aperti a luglio e agosto per recuperare la socialità persa in questi mesi di pandemia, sarà volontaria sia per gli studenti che per i docenti. Le attività potranno svolgersi in spazi aperti delle scuole e del territorio, teatri, cinema, musei, biblioteche, parchi e centri sportivi, con il coinvolgimento del terzo settore, di educatori ed esperti esterni.

Il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, lo definisce un “ponte” tra questo e il prossimo anno, per “costruire un nuovo inizio” e che prevede un investimento da 510 milioni di euro.

Tre fasi – Il piano è stato pensato in tre fasi:  potenziamento degli apprendimenti a giugno, recupero della socialità a luglio e agosto, accoglienza a settembre fino all’avvio delle lezioni. Si farà largo uso di laboratori, ma anche di attività educative incentrate su musica, arte, sport, digitale, percorsi sulla legalità e sulla sostenibilità, sulla tutela ambientale.


Bianchi: “La scuola non si è mai fermata” – “La scuola non si è mai fermata durante tutta la pandemia. E’ rimasta sempre in contatto con le nostre ragazze e i nostri ragazzi”, precisa Bianchi. “L’emergenza sanitaria ha inevitabilmente accentuato problematiche preesistenti, ha evidenziato le diseguaglianze e accresciuto le fragilità”, afferma assicurando che riporterà la scuola “al centro della comunità”, lavorando insieme ai territori, alle associazioni, promuovendo i Patti educativi. Un percorso di “trasformazione ed evoluzione” dell’intero sistema di Istruzione, per dare vita a una scuola “affettuosa, che sappia stare al fianco dei nostri bambini e ragazzi, che, partendo dai più fragili, sia punto di riferimento per tutta la comunità e le famiglie”.


Le attività saranno complementari e integrate con quelle organizzate dagli enti locali. Le risorse saranno dedicate soprattutto alle aree più fragili del Paese, in particolare del Sud.


I finanziamenti – Tre sono le linee di finanziamento. 150 milioni di euro saranno assegnati direttamente alle singole istituzioni scolastiche (in media 18mila euro ciascuna) per attività aggiuntive svolte dal personale interno, non escluso quello del cosiddetto “organico Covid”, per cui sarebbero sottoscritti nuovi contratti, ed esterno e per l’affidamento di contratti di beni e servizi; 320 milioni previsti dal Pon destinati al contrasto della povertà educativa: le scuole potranno decidere se partecipare, contando anche sul supporto tecnico messo a disposizione dall’Indire. Il 70% delle risorse sarà destinato alle regioni meridionali, il 10% a quelle del centro, il 20% a quelle settentrionali. Infine 40 milioni di euro saranno attribuiti direttamente alle scuole che aderiranno a un avviso emanato dal ministero.

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Scuola, 7 giorni per sperimentare il 70% in presenza. Il ministero suggerisce quinte e prime al 100%

sabato, Aprile 24th, 2021

maria teresa martinengo

Da lunedì sarà il 70% della popolazione scolastica – non il 100% – a frequentare le scuole superiori nel Piemonte diventato giallo, ma resterà alle scuole la possibilità di organizzarsi in base alla propria situazione. È quanto è emerso al Tavolo prefettizio di coordinamento regionale, riunito ieri mattina. «Dopo molte perplessità e incertezze, le attività didattiche – hanno riassunto i segretari di Flc Cgil, Luisa Limone, Cisl Scuola, Maria Grazia Penna, e Uil Scuola, Diego Meli – sono previste in presenza al 70% con una sperimentazione di una settimana. Le criticità riguardano i trasporti, soprattutto per la città di Torino, e in alcuni casi l’adeguata capienza delle aule rispetto alle necessità di distanziamento. Sono stati opportunamente esclusi i doppi turni, considerando la difficoltà di riorganizzazione per le scuole e per le famiglie». Il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Fabrizio Manca spiegato che, «il consueto monitoraggio quotidiano dei contagi e delle criticità nei trasporti sarà oggetto di attenta analisi del Tavolo prefettizio ulteriori valutazioni nel corso della prossima settimana. Ci sarà la possibilità di rimodulare le indicazioni, incrementando, se le condizioni lo consentiranno, la percentuale di presenza».

Ancora: «Nel rispetto delle scelte organizzative delle scuole, che sono e restano autonome, nonché dipendenti dalle esigenze degli specifici contesti e dalle necessità di applicare i protocolli di sicurezza già adottati, sarebbe preferibile – ha scritto ai presidi – dare la priorità tendenzialmente alla frequenza in presenza al 100% della classi quinte, in vista dell’esame di maturità, e possibilmente delle prime». I dirigenti scolastici stanno valutando gli aggiustamenti necessari per arrivare alla percentuale stabilita.

E ieri la Regione ha annunciato il nuovo bando che prevede la messa a disposizione di un milione di euro per il reclutamento di psicologhe e psicologi che saranno coinvolti per il sostegno del personale scolastico, delle studentesse e degli studenti e delle famiglie. Entro 30 giorni dall’assegnazione delle risorse, l’Ordine degli Psicologi del Piemonte procederà alla mappatura dei bisogni per mettere a punto interventi specifici.

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Scuola, si riapre: ecco tutte le incognite e i nodi ancora irrisolti

domenica, Aprile 18th, 2021

Flavia Amabile

Domani ci saranno otto milioni e mezzo di studentesse e studenti nelle scuole, secondo il sito Tuttoscuola. Non accadeva da febbraio dello scorso anno. Dal 26 aprile il numero dovrebbe ancora aumentare per effetto della riapertura al cento per cento delle lezioni in aula nelle regioni arancioni e gialle annunciata dal presidente del Cosiglio. Ma non ci sarà un «tutti a scuola». I presidi hanno trascorso la giornata di ieri a chiarire che non possono farcela. «È stato un annuncio ad effetto molto simpatico, ma nella realtà cambierà poco – spiega Mario Rusconi, presidente dell’Associazione presidi del Lazio –. La gran parte dei miei colleghi delle superiori sottolinea di non poter garantire le misure di sicurezza in vigore con un rientro al 100%». Ad autorizzare le scuole a non modificare la situazione attuale dovrebbero essere le circolari che saranno emanate dagli Uffici Scolastici Regionali. «Inseriranno la possibilità di continuare al 50% se non riusciranno a rispettare i protocolli di sicurezza», spiega Rusconi. Lo stesso timore emerge anche nel commento dei sindacati, che affidano a una nota unitaria la richiesta di «aggiornare i protocolli di sicurezza, peraltro mai puntualmente applicati, che sono fermi all’estate del 2020». Chiedono di risolvere i problemi dei trasporti e del tracciamento, di proseguire i vaccini e comunque di «consentire» che le scuole «possano auto organizzarsi».

Il caso trasporti, seimila bus in più

Per la riapertura delle scuole «sono stati stanziati 390 milioni per un programma di trasporti pubblici locali da attuarsi con le Regioni», ha spiegato il presidente del Consiglio Mario Draghi due giorni fa ricordando anche che però una parte dei fondi ancora non è stata spesa, e che ci sono dei limiti alla capienza al 50%, «ma è stato fatto molto». Secondo gli ultimi dati forniti dal ministro Enrico Giovannini dieci giorni fa «risultano programmati fino al mese di giugno 2021 servizi aggiuntivi che prevedono l’impiego di 6.144 mezzi, anche privati, con un onere finanziario complessivo di circa 320 milioni di euro». In totale «sono state stanziate dall’inizio della pandemia e fino ad oggi risorse pari a circa 2,3 miliardi di euro. Dette risorse sono destinate sia alla compensazione dei minori ricavi tariffari, sia, nella misura di circa 453 milioni come concordato in sede di Conferenza Unificata, al finanziamento dei servizi aggiuntivi di trasporto pubblico». Un potenziamento c’è stato ma ancora non sembra sufficiente se il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga nel commentare le riaperture in un’intervista a Radio24 ha ammesso di essere «perplesso» sulle scuole perché «ci sono dei problemi tecnici importanti». E si augura «una differenziazione molto ampia degli orari». Una scelta di cui si va discutendo dallo scorso autunno. 

I tamponi annunciati non sono mai arrivati

Era agosto quando si iniziò a parlare di tamponi per tornare in classe in sicurezza. Dei tamponi si persero le tracce in autunno. Riapparvero nelle discussioni sul rientro dopo le vacanze di Natale e sono diventati protagonisti del rientro dalle vacanze di Pasqua quando il governo era cambiato e Agostino Miozzo appena nominato consulente dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi per la gestione delle scuole aveva sottolineato la necessità di un piano tamponi regolare negli istituti. Miozzo aveva precisato di essersi ispirato all’esperimento della provincia autonoma di Bolzano che aveva deciso un tracciamento di massa dopo Pasqua con tamponi nasali «fai da te» per tutti gli studenti.

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Scuola, scrutini “senza sconti” a fine anno

mercoledì, Aprile 7th, 2021

Domani, concluse le vacanze di Pasqua, cinque milioni e mezzo di ragazzi torneranno sui banchi di scuola. Infanzia, primarie e prima media anche in zona rossa, secondo l’ultimo decreto voluto da Mario Draghi. Resteranno in Dad circa tre milioni di studenti: per il 25-50% del tempo alle superiori in zona arancio, per il 100% in zona rossa (dove la Dad si estende a seconda e terza media). A oggi le regioni rosse sono Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana e Valle d’Aosta.

A poco più due due mesi dalla fine dell’anno scolastico, si pensa allo scrutinio: verifiche, test, interrogazioni, pagelle, bocciatura o promozione o recupero, ammissione alla classe successiva, o all’esame di maturità. Problemi che riguardano soprattutto gli adolescenti, dato che alle primarie e alle medie le bocciature sono rarissime. Quest’anno, a differenza del precedente, non ci saranno ordinanze ministeriali: le regole saranno quelle ordinarie, decidono professori e consigli d’istituto. Una scelta “minimalista” sgradita al Codacons, che ha già annunciato ricorsi. Mentre i presidi invitano al sangue freddo: “Siamo sicuri che i docenti terranno conto di tutte le problematiche incontrate dagli studenti – fa sapere l’Anp – e premieranno i più meritevoli”. Nessun liberi tutti, quindi, ma “fiducia” e “flessibilità”. Con probabile aumento dei “rimandati a settembre”, con l’estate per mettersi al passo. Unico ammorbidimento alle viste: l’ammissione in caso di frequenti assenze dovute alla scarsa connessione Internet. Gli studenti quest’anno potranno essere bocciati, nonostante i tanti mesi di didattica a distanza, ma “dovranno avere fiducia nei loro insegnanti, li conoscono li hanno seguiti tutto l’anno”, spiega il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, intervistato dal Tg3.

L’anno scorso – sconvolto dalla prima ondata di pandemia – è prevalsa la linea del “tutti promossi salvo casi eccezionali” per decisione della ministra Azzolina, ma quest’anno le cose andranno diversamente. Il dicastero dell’Istruzione, guidato da Patrizio Bianchi, ha già fatto sapere informalmente che non sono previste ulteriori ordinanze sulla valutazione degli studenti. Ribadendo la “massima fiducia” nella decisioni dei singoli consigli di classe che conoscono e sono in grado di valutare i ragazzi. La posizione del Miur è netta: quest’anno la situazione è radicalmente diversa, la Dad si è trasformata in “didattica digitale integrata” ben più strutturata e organizzata, sono state stanziate risorse per i tablet e impostata un’offerta formativa ad hoc. Criticità come il rischio di ricorsi massicci da parte delle famiglie non rientrano nel campo di azione ministeriale. Come non si possono prendere in considerazione le scelte di alcune Regioni – come la Campania – dove la didattica in presenza è stata praticamente azzerata, perché il governo ha consentito – fino all’ultimo provvedimento firmato da Draghi – di emanare ordinanze locali più restrittive.

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Scuole Lazio: da martedì riaprono asili, materne, elementari e medie

venerdì, Marzo 26th, 2021

di Redazione Scuola

Scuole Lazio: da martedì riaprono  asili, materne, elementari  e medie

Il Lazio riapre le scuole. Lo ha annunciato su Facebook il presidente della Regione Nicola Zingaretti: «In riunione con l’Unità Covid Regione Lazio. Da martedì nel Lazio, se #zonaarancione, ripartono le scuole in presenza: asili, elementari e medie». Dai tre ai quattordici anni gli studenti tornano in classe, dopo due settimane di Dad. Dovranno invece aspettare i ragazzi e le ragazze delle scuole superiori, visto che da giovedì prossimo cominciano le vacanze di Pasqua: per loro ci saranno altri tre giorni di Dad. «Dopo Pasqua potranno riaprire le superiori, garantendo agli studenti di fare il tampone rapido gratuito e senza certificato medico in tutti i drive in della regione #scuolasicura».

Tamponi per gli studenti

Il Lazio si porta avanti anche sulla questione dei tamponi e offre di nuovo agli studenti – lo aveva fatto per le scuole superiori anche a gennaio – la possibilità di fare il tampone rapido presso gli hub della Regione senza ricetta e gratuitamente: si tratta di una forma di screening volontario che l’assessore alla scuola Di Berardino ha annunciato dopo una riunione con i presidi e le associazioni sindacali.

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Il governo al lavoro sulle scuole. Figliuolo: “Ipotesi test studenti e docenti per monitorare i contagi”

giovedì, Marzo 25th, 2021

Il governo per riaprire in sicurezza le aule dopo Pasqua pensa all’utilizzo dei tamponi. Due team sanitari dlel’esercito inviati in Molise e Basilicata

Il governo al lavoro sulle scuole. Figliuolo: “Ipotesi test studenti e docenti per monitorare i contagi”

La scuola al primo posto. Mario Draghi, nell’intervento di ieri nell’emiciclo parlamentare in vista del Consiglio europeo, era stato chiarissimo: la prima cosa da far ripartire sono le scuole. Dopo Pasqua. E aveva aggiunto «speriamo». Ora per mettere in moto le prime speranze, si comincia con la pianificazione. E così nel vertice di stamattina a palazzo Chigi oltre si sono gettate le prime basi. Ma come fare? Lo spiega il generale Francesco Figiluolo: «Monitorare l’andamento dei contagi nelle scuole con test periodici per i ragazzi e i docenti. A sottoporre la richiesta – che sarà valutata in maniera definitiva solo nei prossimi giorni – è stato il ministro per l’Istruzione Patrizio Bianchi». In buona sostanza, si inizierà a controllare con tamponi sia gli studenti che i loro professori, innalzando ancora di più le misure di controllo per rendere sicure le aule e salvaguardare la didattica. Intanto, anche sul fronte del sostegno alle Regioni il governo inizia a muoversi. Due team sanitari mobili dell’Esercito, infatti, sono pronti per partire in Molise e in Basilicata proprio «a sostegno della campagna vaccinale, in particolare delle persone di elevata fragilità ed over 80, così come indicato dalle raccomandazioni del ministero della Salute».

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Scuola, ricerca sui dati di 7,3 milioni di studenti: stare in classe non spinge la curva della pandemia

lunedì, Marzo 22nd, 2021

di Elisabetta Andreis

Scuola, ricerca sui dati di 7,3 milioni di studenti: stare in classe non spinge la curva della pandemia

In Italia, dove le classi sono rimaste chiuse ben più a lungo che negli altri Paesi europei, non c’è correlazione significativa tra diffusione dei contagi e lezioni in presenza. L’apertura delle scuole è dunque scagionata, o almeno questa è la conclusione cui arriva una mastodontica ricerca, la prima di questo tipo in Italia, condotta da una squadra di epidemiologi, medici, biologi e statistici tra cui Sara Gandini dello Ieo di Milano. «Il rischio zero non esiste ma sulla base dei dati raccolti possiamo affermare che la scuola è uno dei luoghi più sicuri rispetto alle possibilità di contagio», sintetizza l’epidemiologa e biostatistica. Gli studi analizzano i dati del Miur e li incrocia con quelli delle Ats e della Protezione civile fino a coprire un campione iniziale pari al 97% delle scuole italiane: più di 7,3 milioni di studenti e 770 mila insegnanti.

L’apertura delle scuole

«I numeri dicono che l’impennata dell’epidemia osservata tra ottobre e novembre non può essere imputata all’apertura delle scuole»: il tasso di positività dei ragazzi rispetto al numero di tamponi eseguito è inferiore all’1%. «Di più: la loro chiusura totale o parziale, ad esempio in Lombardia e Campania, non influisce minimamente sui famigerati indici Kd e Rt . Ad esempio a Roma le scuole aprono 10 giorni prima di Napoli ma la curva si innalza 12 giorni dopo Napoli, e così per moltissime altre città», spiega l’esperta. Ancora, il ruolo degli studenti nella trasmissione del coronavirus è marginale: «I giovani contagiano il 50% in meno rispetto agli adulti, veri responsabili della crescita sproporzionata della curva pandemica. E questo si conferma anche con la variante inglese». In altre parole i focolai da Sars-Cov 2 che accadono in classe sono molto rari (sotto il 7% di tutte le scuole) e la frequenza nella trasmissione da ragazzo a docente è statisticamente poco rilevante. Quattro volte più frequente che gli insegnanti si contagino tra loro, magari in sala professori, «ma questo è lo stesso rischio che si assume, ad esempio, in qualunque ufficio».

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Scuole aperte fino a luglio solo per chi vuole, pagelle, esami: ecco il piano del governo

venerdì, Marzo 19th, 2021

Marina Palumbo

Tenere aperte le scuole la prossima estate per attività di laboratorio, ricreative, anche di studio e per ridare ai ragazzi quegli spazi di socialità che sono stati loro negati nei lunghi mesi di didattica a distanza. E’ questo il piano a cui sta lavorando il ministero dell’Istruzione e che sarà pronto dopo Pasqua. Si tratta di quel «ponte» verso il nuovo anno scolastico di cui ha parlato tre giorni fa il ministro Patrizio Bianchi nell’audizione davanti alle Camere. Ma le scuole avranno il tempo e la flessibilità per organizzarsi.
***Iscriviti alla Newsletter Speciale coronavirusPagelle a giugno, ma aperture anche fino ad agosto
Nelle intenzioni dovrebbe funzionare così: l’anno scolastico terminerebbe comunque a giugno, senza subire cambiamenti. Eventuali modifiche toccherebbero ai governatori delle Regioni, che Bianchi incontrerà nei prossimi giorni. La pagella arriverà dunque sempre a metà giugno, ma le scuole potrebbero restare aperte fino a luglio e forse persino parte del mese di agosto. L’obiettivo è avere una offerta non obbligatoria di spazi di laboratorio e socializzazione che permettano ai ragazzi di recuperare, se lo desiderano, una dimensione di relazione e cooperazione.


Sport, laboratori d’arte e teatrali
Il piano dovrebbe riguardare le scuole primarie, le medie e anche le superiori, con iniziative dedicate allo sport, a laboratori teatrali e di spettacolo, che riporterebbero in gioco anche i lavoratori di questo settore che sono fermi da tempo, ma anche giochi, attività artistiche, opportunità per imparare la programmazione su computer, laboratori di fotografia e gite. E gli studenti più grandi sarebbero coinvolti, laddove possibile, nei laboratori con quelli più piccoli. Sarà ogni scuola nella sua autonomia a decidere come procedere.

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Disturbi alimentari, ansia e stress per uno studente su tre in Dad

martedì, Marzo 16th, 2021

di Valentina Arcovio

Non è la qualità della formazione, o almeno non solo quella, che la Didattica a distanza rischia di compromettere. In gioco c’è di più. La lontananza dalla scuola, dagli insegnanti, dai compagni di classe e in generale dalla vita «normale» espone i bambini e i ragazzi a mali ben peggiori, quelli dell’anima. Ansia e stress sono solo il preludio, disturbi alimentari e autolesionismo le tragiche conclusioni.

I dati che abbiamo sono piuttosto eloquenti e hanno dato alla nuova edizione della Giornata nazionale dei disturbi alimentari, che si è celebrata ieri, un’urgenza ancora più importante. Secondo il ministero della Salute, si è verificato un aumento del 30% dei casi di disturbi dell’alimentazione tra i ragazzi e i bambini. Sì, bambini anche di 9-10 anni. Per avere un’idea della grandezza del fenomeno, basta pensare che nel primo semestre del 2020 sono stati rilevati 230.458 nuovi casi, quando nello stesso periodo dell’anno precedente erano stati 163.547. Non solo. A fianco di anoressia, bulimia, ortoressia, binge eating e altre variazioni dei disturbi del comportamento alimentare, c’è il fenomeno dell’autolesionismo. «Spesso sono disturbi, quello del comportamento alimentare e l’autolesionismo, che si presentano insieme», spiega Simonetta Marucci, endocrinologa dell’AME (Associazione medici endocrinologi) ed esperta dei disturbi del comportamento alimentare. «E’ il risultato di un disturbo da stress post-traumatico, causato e alimentato dall’emergenza Covid-19 e da tutto quello che ne consegue, in primis l’isolamento sociale», aggiunge.

Il numero verde

Una subdola epidemia all’interno della pandemia. Il Numero Verde S.O.S. Disturbi Alimentari è: 800 180969. «La Dad allontana di fatto i ragazzi e i bambini dalla scuola, nel luogo dove solitamente le tensioni e lo stress si scaricano e hanno libero sfogo», spiega Marucci. «Pensiamo pure a tutti quei ragazzi e quei bambini che vivono in famiglie già con situazioni problematiche. La scuola – continua – rappresenta per loro una via d’uscita, un ammortizzatore delle tensioni». Ora tutto questo non c’è più. «Isolati nel proprio mondo da cui ci si affaccia solo tramite un computer, si iniziano a covare pensieri negativi», sottolinea Marucci. Terreno fertile per i disturbi dell’alimentazione. L’autolesionismo diventa molto spesso la via di fuga. «Ci si causa un dolore fisico per rendere più sopportabile quello mentale», spiega l’esperta. Stefano Vicari, responsabile di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’ospedale Bambino Gesù, segnala un aumento vertiginoso da ottobre degli accessi in Pronto Soccorso per disturbi mentali, in particolare tentativi di suicidio o atti di autolesionismo. «Per settimane – racconta – abbiamo avuto otto posti letto su otto occupati, e non era frequente, e tutti per tentativo di suicidio».

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