Archive for the ‘Scuola’ Category

Scuola e Covid, l’ipotesi: se c’è un caso di contagio, in Dad solo chi non è stato vaccinato

giovedì, Luglio 29th, 2021

di Valentina Santarpia

Allo studio il «modello francese» per favorire la partenza in settembre: oggi il piano arriva alle Regioni

Il modello francese — quarantena in Dad solo per i non vaccinati — potrebbe piacere anche alla scuola italiana. «Un’ipotesi percorribile», ammette il capo dei presidi, Antonello Giannelli, sottolineando che però «prima devono cambiare il protocollo sanitario della gestione delle quarantene, elaborato dall’Iss, che risale all’anno scorso». E infatti i ministeri della Salute e dell’Istruzione non si sbilanciano: se anche l’ipotesi fosse adottata, diventerebbe un «allegato» al piano per la ripresa della scuola. Le linee guida sono state già scritte e oggi dovevano arrivare ufficialmente sul tavolo della conferenza Stato-Regioni, ma c’è il rischio che, con il rinvio del decreto del governo sulle nuove regole, la presentazione slitti. I contenuti sono comunque noti, e ricalcano le indicazioni del Comitato tecnico scientifico. La premessa è quella ribadita ieri dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi a Radio 1: a settembre si tornerà a scuola in presenza, ha spiegato il ministro, dicendosi «ottimista» perché vede «che tutti stiamo lavorando moltissimo».

E infatti il documento, una quindicina di pagine agili, parte da qui: «La sfida è assicurare a tutti lo svolgimento in presenza delle attività scolastiche, il recupero dei ritardi e il rafforzamento degli apprendimenti, la riconquista della dimensione relazionale e sociale dei nostri giovani, insieme a quella che si auspica essere la ripresa civile ed economica del Paese». Tanto è vero che il piano include le attività di preparazione al ritorno a scuola (la scia del piano estate) e si occupa pure delle assemblee degli studenti, che si ritiene debbano svolgersi in presenza proprio per salvaguardare la socialità. Per garantire però il «ritorno alla pienezza della vita scolastica» è essenziale che il personale «assicuri piena partecipazione alla campagna di vaccinazioni».

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Scuola, il pressing dei presidi: i professori devono vaccinarsi

giovedì, Luglio 22nd, 2021

di Gianna Fregonara

Il capo del sindacato dei presidi rilancia l’obbligo per gli insegnanti. Il Cts: per fare a meno del distanziamento serve la quasi totalità dei vaccinati. De Luca: in classe solo gli immunizzati

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Non è nell’ordine del giorno del Consiglio dei ministri di oggi. Ma non è escluso che se ne parli: la questione del vaccino agli insegnanti e al personale scolastico tiene banco, anche in vista dell’incontro al ministero dell’Istruzione con i sindacati per cominciare a discutere del protocollo per tornare in classe a settembre. È il capo del sindacato dei presidi,Antonello Giannelli, a rilanciare l’idea dell’obbligo della vaccinazione, parlando a RaiNews2: «Per riprendere in sicurezza e fare a meno del distanziamento, come si legge nel parere del Cts, servirebbe la totalità dei vaccinati o la quasi totalità, secondo percentuali che lo stesso Cts dovrebbe precisare. Qualora non si riuscisse in tempi molto rapidi a ottenere questa vaccinazione si dovrebbe valutare una forma di obbligo per coloro che sono a contatto con l’utenza».

Sileri e la moral suasion

Una soluzione, quella di introdurre l’obbligo, che non convince il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri: «Sono 215 mila gli insegnanti non vaccinati: sembra un numero altissimo, mentre invece è una percentuale bassa e localizzata in alcune regioni. Credo che una moral suasion sia necessaria in quelle regioni che altrimenti avrebbero seri problemi nella didattica».

Il sindacato

Il tema dell’obbligo è per ora «controverso», per usare le parole della ministra Mariastella Gelmini e divide i partiti che sostengono il governo. I sindacati degli insegnanti evitano di entrare nel merito: «È una decisione del governo, non oggetto di trattativa — spiega Francesco Sinopoli segretario Cgil scuola — se si riterrà che serve per la salute pubblica, ci adegueremo. Non vorremmo però che la questione della vaccinazione diventasse un diversivo rispetto ai problemi che vanno risolti in vista di settembre, a partire dagli insegnanti dell’organico Covid per i quali ci sono i fondi solo fino a dicembre».

Docenti non prenotati: regioni divise

Non è neppure chiaro quanti siano i docenti che ancora non si sono prenotati. La struttura del commissario Figliuolo è ottimista sui numeri e farà il punto con le Asl il 20 agosto. Lo stesso Giannelli pensa che siano meno dei circa 200 mila che compaiono nel report del governo di venerdì scorso: «Centomila potrebbe essere un numero ragionevole». Ci sono Regioni che hanno completato la platea come la Campania e il Friuli-Venezia Giulia, il Lazio e il Molise dove mancano rispettivamente 114 e 15 persone all’appello. E poi Regioni come la Liguria, la Sicilia, la Calabria e la Sardegna dove l’immunizzazione procede troppo lentamente per arrivare in tempo per settembre. Un eventuale obbligo vaccinale, con esclusione dall’insegnamento o attivazione della Dad potrebbe ricadere su quegli studenti che i dati dell’Invalsi hanno indicato come i più bisognosi di tornare in classe per recuperare.

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Maturità 2021, l’esame orale da un’ora al via oggi alle 8:30 con la mascherina

mercoledì, Giugno 16th, 2021

Si comincia. Ore 8:30 entrano i primi studenti sorteggiati per la maturità 2021. Per ogni classe saranno cinque al giorno, distanziati e con mascherina chirurgica (vietata quella di comunità, sconsigliata la Ffp2). Si andrà avanti fino alla prima settimana di luglio. Poi toccherà ai privatisti.

La maturità da un’ora

Quest’anno sono 540.024 quelli impegnati con la seconda maturità dell’era Covid: ci sarà soltanto la prova orale, come lo scorso anno. Durerà circa un’ora ed è divisa in quattro parti: la prima verte sull’elaborato che gli studenti hanno preparato a casa nell’ultimo mese, seguirà l’interrogazione su un testo di italiano trattato durante l’anno, l’analisi di materiali della commissione (una foto, un grafico, un’opera d’arte, un verso) e, per finire, si parlerà dell’esperienza scuola-lavoro, il Pcto, sempre che non sia stato oggetto dell’elaborato. Non c’è la valutazione a parte per l’educazione civica di cui si era parlato a inizio anno.

Il punteggio

Gli studenti hanno a disposizione fino a 40 punti per poter arrivare al massimo dei 100 complessivi. Gli altri sessanta li portano in dote dagli ultimi tre anni di scuola. Anche quest’anno ci potranno essere le lodi, come sempre per coloro che hanno conseguito 60 punti per il triennio e un 40 pieno nell’esame.
Gli studenti più bravi potrebbero, però, rimanere delusi dal premio in denaro che ogni anno viene attribuito ai migliori e che ha già subito pesanti tagli: nel 2007 era di mille euro, ma lo scorso anno, visto anche che i super bravi sono stati il doppio dell’anno prima (oltre 12 mila) l’assegno è stato di soli 95 euro.

La maturità di Bianchi

Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha difeso a più riprese la scelta di aver mantenuto la maturità leggera: «Non sarà un esame con gli sconti». Quanto alla sua di maturità, ha raccontato di aver preso 56/60: con questo punteggio di fascia alta, anche se non con il massimo dei voti, è stato congedato dal suo liceo scientifico. «In ginnastica sono andato sempre molto male – ha raccontato a Skuola.net -, ma ero un grande appassionato di storia». Meglio di lui ha fatto l’ex ministra Lucia Azzolina che alla maturità aveva preso anche la lode.

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I presidi alla Raggi: a Roma scuole pericolose

lunedì, Maggio 31st, 2021

Valentina Conti

Dopo l’ultimo episodio nella Capitale, il crollo del controsoffitto all’Istituto Comprensivo Maria Montessori a Montesacro, i presidi pretendono garanzie a stretto giro sull’edilizia scolastica. Con il rientro a settembre da organizzare, l’appello rivolto alle istituzioni è quello di agire subito, nei mesi estivi, per evitare il rischio di incappare in ulteriori complicazioni ad anno scolastico iniziato.

In una lettera indirizzata al Comune di Roma e Città Metropolitana di Roma Capitale, il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi del Lazio, Mario Rusconi, chiede con urgenza «di avere conoscenza della programmazione di controlli su singoli edifici scolastici, per quanto di rispettiva competenza, al fine di evidenziare situazioni di criticità prima che diventino irreparabili», oltre che di «dare riscontro alle segnalazioni che pervengono dai diversi istituti scolastici sulla manutenzione dei plessi». Suggerendo altresì di «rendere note le azioni di pianificazione delle spese in tema di manutenzione ordinaria e straordinaria anche attraverso conferenze di servizio territoriali». «Riteniamo indispensabile – conclude il leader del sindacato che riunisce i capi di istituto del Lazio – che durante il periodo estivo siano allertati tutti i servizi in merito al capitolo manutenzione, per garantire il rientro a scuola degli studenti in sicurezza e tranquillità».

Un concetto ribadito a chiare lettere dalla vicepresidente della sezione romana dell’ANP e dirigente scolastico del Liceo Isacco Newton, Cristina Costarelli: «Torniamo a chiedere un intervento sistematico sulle scuole del Lazio, partendo dalla Capitale. Da tempo – dice Costarelli – domandiamo una ricognizione di controllo, sul fronte edilizia scolastica, in un quadro generale in cui una volta per tutte vengano stabilite, e rese pubbliche, delle priorità. Accanto ad una programmazione puntuale comprensiva delle spese comunicate agli istituti».

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La scuola (perduta) al Sud e la Dad che divide: quel 34% dei ragazzi senza tablet e pc

venerdì, Aprile 30th, 2021

di Goffredo Buccini

Sono «le voci di fuori» della Dad. I derubati da un altro anno di esclusione nelle città del nostro Sud, dove bambini e ragazzi non hanno potuto frequentare in classe nemmeno la metà del tempo rispetto ai loro coetanei di Roma, Firenze o Milano: alle superiori di Napoli 31 giorni sui 134 da calendario, tagliati dai Dpcm e dalle ulteriori restrizioni regionali, 58 su 144 alle medie di Bari, 45 su 134 alle secondarie di Reggio Calabria Sono voci che raccontano la storia di un divario formativo sempre più grave per studenti come Lorenzo, 13 anni, che «faceva finta», si metteva davanti al computer e subito la testa gli viaggiava altrove: i professori della sua scuola media, eternamente in didattica a distanza nella periferia problematica di Napoli Est, l’avevano dato per «quasi disperso»; o come Michela, sua coetanea, che ci avrebbe messo testa e pure cuore, nelle lezioni in video, se solo non avesse dovuto combattere col fratellino disabile e i genitori disoccupati per un angolino tranquillo davanti all’unico tablet nel solo buco di stanza del loro basso, la cucina.

Sono storie di mamme e papà che non possono aiutare i figli perché avrebbero bisogno di essere aiutati a loro volta: come Rosanna, dello Zen di Palermo, incapace di scaricare sul telefonino le app per permettere al suo Massimo, 8 anni, di seguire le lezioni online e alla fine assistita dai volontari di Save the Children perché il bambino non perdesse un altro anno di elementari. Secondo i dati della Svimez (l’associazione per lo Sviluppo del Mezzogiorno), vive al Sud il 34% dei ragazzi con famiglie prive di dispositivi informatici e coi titoli di studio più bassi: «Il rischio è che un terzo dei ragazzi italiani venga escluso dal percorso formativo a distanza, con conseguenze rilevanti nei prossimi anni sui tassi di dispersione scolastica».

Questione meridionale e questione scolastica al tempo della pandemia coincidono fino a sovrapporsi. E non ci consola granché sapere che la tendenza del Covid-19 a impoverire i più poveri sia planetaria: i minori di America latina, Caraibi e Asia meridionale hanno perso il triplo dell’istruzione rispetto ai coetanei dell’Europa occidentale.

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Scuola, scatta il “Piano estate”: partecipazione volontaria

mercoledì, Aprile 28th, 2021

La partecipazione degli studenti al “Piano estate” per la scuola, che prevede istituti aperti a luglio e agosto per recuperare la socialità persa in questi mesi di pandemia, sarà volontaria sia per gli studenti che per i docenti. Le attività potranno svolgersi in spazi aperti delle scuole e del territorio, teatri, cinema, musei, biblioteche, parchi e centri sportivi, con il coinvolgimento del terzo settore, di educatori ed esperti esterni.

Il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, lo definisce un “ponte” tra questo e il prossimo anno, per “costruire un nuovo inizio” e che prevede un investimento da 510 milioni di euro.

Tre fasi – Il piano è stato pensato in tre fasi:  potenziamento degli apprendimenti a giugno, recupero della socialità a luglio e agosto, accoglienza a settembre fino all’avvio delle lezioni. Si farà largo uso di laboratori, ma anche di attività educative incentrate su musica, arte, sport, digitale, percorsi sulla legalità e sulla sostenibilità, sulla tutela ambientale.


Bianchi: “La scuola non si è mai fermata” – “La scuola non si è mai fermata durante tutta la pandemia. E’ rimasta sempre in contatto con le nostre ragazze e i nostri ragazzi”, precisa Bianchi. “L’emergenza sanitaria ha inevitabilmente accentuato problematiche preesistenti, ha evidenziato le diseguaglianze e accresciuto le fragilità”, afferma assicurando che riporterà la scuola “al centro della comunità”, lavorando insieme ai territori, alle associazioni, promuovendo i Patti educativi. Un percorso di “trasformazione ed evoluzione” dell’intero sistema di Istruzione, per dare vita a una scuola “affettuosa, che sappia stare al fianco dei nostri bambini e ragazzi, che, partendo dai più fragili, sia punto di riferimento per tutta la comunità e le famiglie”.


Le attività saranno complementari e integrate con quelle organizzate dagli enti locali. Le risorse saranno dedicate soprattutto alle aree più fragili del Paese, in particolare del Sud.


I finanziamenti – Tre sono le linee di finanziamento. 150 milioni di euro saranno assegnati direttamente alle singole istituzioni scolastiche (in media 18mila euro ciascuna) per attività aggiuntive svolte dal personale interno, non escluso quello del cosiddetto “organico Covid”, per cui sarebbero sottoscritti nuovi contratti, ed esterno e per l’affidamento di contratti di beni e servizi; 320 milioni previsti dal Pon destinati al contrasto della povertà educativa: le scuole potranno decidere se partecipare, contando anche sul supporto tecnico messo a disposizione dall’Indire. Il 70% delle risorse sarà destinato alle regioni meridionali, il 10% a quelle del centro, il 20% a quelle settentrionali. Infine 40 milioni di euro saranno attribuiti direttamente alle scuole che aderiranno a un avviso emanato dal ministero.

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Scuola, 7 giorni per sperimentare il 70% in presenza. Il ministero suggerisce quinte e prime al 100%

sabato, Aprile 24th, 2021

maria teresa martinengo

Da lunedì sarà il 70% della popolazione scolastica – non il 100% – a frequentare le scuole superiori nel Piemonte diventato giallo, ma resterà alle scuole la possibilità di organizzarsi in base alla propria situazione. È quanto è emerso al Tavolo prefettizio di coordinamento regionale, riunito ieri mattina. «Dopo molte perplessità e incertezze, le attività didattiche – hanno riassunto i segretari di Flc Cgil, Luisa Limone, Cisl Scuola, Maria Grazia Penna, e Uil Scuola, Diego Meli – sono previste in presenza al 70% con una sperimentazione di una settimana. Le criticità riguardano i trasporti, soprattutto per la città di Torino, e in alcuni casi l’adeguata capienza delle aule rispetto alle necessità di distanziamento. Sono stati opportunamente esclusi i doppi turni, considerando la difficoltà di riorganizzazione per le scuole e per le famiglie». Il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Fabrizio Manca spiegato che, «il consueto monitoraggio quotidiano dei contagi e delle criticità nei trasporti sarà oggetto di attenta analisi del Tavolo prefettizio ulteriori valutazioni nel corso della prossima settimana. Ci sarà la possibilità di rimodulare le indicazioni, incrementando, se le condizioni lo consentiranno, la percentuale di presenza».

Ancora: «Nel rispetto delle scelte organizzative delle scuole, che sono e restano autonome, nonché dipendenti dalle esigenze degli specifici contesti e dalle necessità di applicare i protocolli di sicurezza già adottati, sarebbe preferibile – ha scritto ai presidi – dare la priorità tendenzialmente alla frequenza in presenza al 100% della classi quinte, in vista dell’esame di maturità, e possibilmente delle prime». I dirigenti scolastici stanno valutando gli aggiustamenti necessari per arrivare alla percentuale stabilita.

E ieri la Regione ha annunciato il nuovo bando che prevede la messa a disposizione di un milione di euro per il reclutamento di psicologhe e psicologi che saranno coinvolti per il sostegno del personale scolastico, delle studentesse e degli studenti e delle famiglie. Entro 30 giorni dall’assegnazione delle risorse, l’Ordine degli Psicologi del Piemonte procederà alla mappatura dei bisogni per mettere a punto interventi specifici.

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Scuola, si riapre: ecco tutte le incognite e i nodi ancora irrisolti

domenica, Aprile 18th, 2021

Flavia Amabile

Domani ci saranno otto milioni e mezzo di studentesse e studenti nelle scuole, secondo il sito Tuttoscuola. Non accadeva da febbraio dello scorso anno. Dal 26 aprile il numero dovrebbe ancora aumentare per effetto della riapertura al cento per cento delle lezioni in aula nelle regioni arancioni e gialle annunciata dal presidente del Cosiglio. Ma non ci sarà un «tutti a scuola». I presidi hanno trascorso la giornata di ieri a chiarire che non possono farcela. «È stato un annuncio ad effetto molto simpatico, ma nella realtà cambierà poco – spiega Mario Rusconi, presidente dell’Associazione presidi del Lazio –. La gran parte dei miei colleghi delle superiori sottolinea di non poter garantire le misure di sicurezza in vigore con un rientro al 100%». Ad autorizzare le scuole a non modificare la situazione attuale dovrebbero essere le circolari che saranno emanate dagli Uffici Scolastici Regionali. «Inseriranno la possibilità di continuare al 50% se non riusciranno a rispettare i protocolli di sicurezza», spiega Rusconi. Lo stesso timore emerge anche nel commento dei sindacati, che affidano a una nota unitaria la richiesta di «aggiornare i protocolli di sicurezza, peraltro mai puntualmente applicati, che sono fermi all’estate del 2020». Chiedono di risolvere i problemi dei trasporti e del tracciamento, di proseguire i vaccini e comunque di «consentire» che le scuole «possano auto organizzarsi».

Il caso trasporti, seimila bus in più

Per la riapertura delle scuole «sono stati stanziati 390 milioni per un programma di trasporti pubblici locali da attuarsi con le Regioni», ha spiegato il presidente del Consiglio Mario Draghi due giorni fa ricordando anche che però una parte dei fondi ancora non è stata spesa, e che ci sono dei limiti alla capienza al 50%, «ma è stato fatto molto». Secondo gli ultimi dati forniti dal ministro Enrico Giovannini dieci giorni fa «risultano programmati fino al mese di giugno 2021 servizi aggiuntivi che prevedono l’impiego di 6.144 mezzi, anche privati, con un onere finanziario complessivo di circa 320 milioni di euro». In totale «sono state stanziate dall’inizio della pandemia e fino ad oggi risorse pari a circa 2,3 miliardi di euro. Dette risorse sono destinate sia alla compensazione dei minori ricavi tariffari, sia, nella misura di circa 453 milioni come concordato in sede di Conferenza Unificata, al finanziamento dei servizi aggiuntivi di trasporto pubblico». Un potenziamento c’è stato ma ancora non sembra sufficiente se il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga nel commentare le riaperture in un’intervista a Radio24 ha ammesso di essere «perplesso» sulle scuole perché «ci sono dei problemi tecnici importanti». E si augura «una differenziazione molto ampia degli orari». Una scelta di cui si va discutendo dallo scorso autunno. 

I tamponi annunciati non sono mai arrivati

Era agosto quando si iniziò a parlare di tamponi per tornare in classe in sicurezza. Dei tamponi si persero le tracce in autunno. Riapparvero nelle discussioni sul rientro dopo le vacanze di Natale e sono diventati protagonisti del rientro dalle vacanze di Pasqua quando il governo era cambiato e Agostino Miozzo appena nominato consulente dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi per la gestione delle scuole aveva sottolineato la necessità di un piano tamponi regolare negli istituti. Miozzo aveva precisato di essersi ispirato all’esperimento della provincia autonoma di Bolzano che aveva deciso un tracciamento di massa dopo Pasqua con tamponi nasali «fai da te» per tutti gli studenti.

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Scuola, scrutini “senza sconti” a fine anno

mercoledì, Aprile 7th, 2021

Domani, concluse le vacanze di Pasqua, cinque milioni e mezzo di ragazzi torneranno sui banchi di scuola. Infanzia, primarie e prima media anche in zona rossa, secondo l’ultimo decreto voluto da Mario Draghi. Resteranno in Dad circa tre milioni di studenti: per il 25-50% del tempo alle superiori in zona arancio, per il 100% in zona rossa (dove la Dad si estende a seconda e terza media). A oggi le regioni rosse sono Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana e Valle d’Aosta.

A poco più due due mesi dalla fine dell’anno scolastico, si pensa allo scrutinio: verifiche, test, interrogazioni, pagelle, bocciatura o promozione o recupero, ammissione alla classe successiva, o all’esame di maturità. Problemi che riguardano soprattutto gli adolescenti, dato che alle primarie e alle medie le bocciature sono rarissime. Quest’anno, a differenza del precedente, non ci saranno ordinanze ministeriali: le regole saranno quelle ordinarie, decidono professori e consigli d’istituto. Una scelta “minimalista” sgradita al Codacons, che ha già annunciato ricorsi. Mentre i presidi invitano al sangue freddo: “Siamo sicuri che i docenti terranno conto di tutte le problematiche incontrate dagli studenti – fa sapere l’Anp – e premieranno i più meritevoli”. Nessun liberi tutti, quindi, ma “fiducia” e “flessibilità”. Con probabile aumento dei “rimandati a settembre”, con l’estate per mettersi al passo. Unico ammorbidimento alle viste: l’ammissione in caso di frequenti assenze dovute alla scarsa connessione Internet. Gli studenti quest’anno potranno essere bocciati, nonostante i tanti mesi di didattica a distanza, ma “dovranno avere fiducia nei loro insegnanti, li conoscono li hanno seguiti tutto l’anno”, spiega il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, intervistato dal Tg3.

L’anno scorso – sconvolto dalla prima ondata di pandemia – è prevalsa la linea del “tutti promossi salvo casi eccezionali” per decisione della ministra Azzolina, ma quest’anno le cose andranno diversamente. Il dicastero dell’Istruzione, guidato da Patrizio Bianchi, ha già fatto sapere informalmente che non sono previste ulteriori ordinanze sulla valutazione degli studenti. Ribadendo la “massima fiducia” nella decisioni dei singoli consigli di classe che conoscono e sono in grado di valutare i ragazzi. La posizione del Miur è netta: quest’anno la situazione è radicalmente diversa, la Dad si è trasformata in “didattica digitale integrata” ben più strutturata e organizzata, sono state stanziate risorse per i tablet e impostata un’offerta formativa ad hoc. Criticità come il rischio di ricorsi massicci da parte delle famiglie non rientrano nel campo di azione ministeriale. Come non si possono prendere in considerazione le scelte di alcune Regioni – come la Campania – dove la didattica in presenza è stata praticamente azzerata, perché il governo ha consentito – fino all’ultimo provvedimento firmato da Draghi – di emanare ordinanze locali più restrittive.

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Scuole Lazio: da martedì riaprono asili, materne, elementari e medie

venerdì, Marzo 26th, 2021

di Redazione Scuola

Scuole Lazio: da martedì riaprono  asili, materne, elementari  e medie

Il Lazio riapre le scuole. Lo ha annunciato su Facebook il presidente della Regione Nicola Zingaretti: «In riunione con l’Unità Covid Regione Lazio. Da martedì nel Lazio, se #zonaarancione, ripartono le scuole in presenza: asili, elementari e medie». Dai tre ai quattordici anni gli studenti tornano in classe, dopo due settimane di Dad. Dovranno invece aspettare i ragazzi e le ragazze delle scuole superiori, visto che da giovedì prossimo cominciano le vacanze di Pasqua: per loro ci saranno altri tre giorni di Dad. «Dopo Pasqua potranno riaprire le superiori, garantendo agli studenti di fare il tampone rapido gratuito e senza certificato medico in tutti i drive in della regione #scuolasicura».

Tamponi per gli studenti

Il Lazio si porta avanti anche sulla questione dei tamponi e offre di nuovo agli studenti – lo aveva fatto per le scuole superiori anche a gennaio – la possibilità di fare il tampone rapido presso gli hub della Regione senza ricetta e gratuitamente: si tratta di una forma di screening volontario che l’assessore alla scuola Di Berardino ha annunciato dopo una riunione con i presidi e le associazioni sindacali.

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