Archive for the ‘Sport’ Category

Jacobs e Tamberi: i dieci minuti che ci ricorderemo per sempre

lunedì, Agosto 2nd, 2021

di Marco Imarisio,inviato a Tokyo

Tra le 14.43 e le 14.53 del primo agosto 2021, abbiamo vissuto qualcosa che nessuno poteva immaginare. I due ori più belli e inattesi, siamo l’Italia

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Sono i dieci minuti più belli della storia dello sport italiano.

Tra le 14.43 e le 14.53 del primo agosto 2021, abbiamo vissuto qualcosa che nessuno poteva immaginare. E che adesso racconterà a figli e nipoti.
Noi eravamo quelli che prendevano gli ori negli sport cosiddetti minori
, come se ne esistesse qualcuno con minor dignità degli altri. Noi eravamo quelli che le medaglie si pesano e non si contano, e quindi le porte dell’atletica erano sempre chiuse, perché si aprono solo ai super uomini.

Sembrava una Olimpiade difficile, con le delusioni della scherma e del tiro, con tanti piazzamenti che non sembravano neppure premi di consolazione per la fatica di essere venuti fin qui, a Giochi così strani e duri da vivere per un atleta.

In un attimo è cambiato tutto. E forse questo dovrebbe insegnarci qualcosa sul nostro eterno pessimismo. Sulla nostra costante sfiducia nei nostri mezzi. Con due ori che contengono anni di sofferenza della nostra atletica, anni da brutti anatroccoli che si accontentavano di qualche buona gara.

Due ori che contengono storie di vita pazzesche. Cinque anni fa, Gimbo Tamberi non sapeva neppure se avrebbe potuto ancora correre, non dico saltare, con i legamenti della caviglia sinistra spezzati. Lui è il primo a sapere da quale sofferenza viene, e per questo ha portato con sé in pedana il gesso che gli aveva fatto compagnia per tanti mesi, per non dimenticare.

Lemont Marcel Jacobs, italiano di El Paso cresciuto a Desenzano
, che quasi non parla inglese, è uno schiaffo in faccia a qualunque stereotipo, a qualunque pregiudizio.

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Tokyo 2020, Jacobs scrive la storia: medaglia d’oro nei 100 metri piani!

lunedì, Agosto 2nd, 2021

Non ci si può credere, ma è la verità. L’uomo più veloce del mondo è italiano: Marcell Jacobs vince la finale dei 100 metri piani alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Il 26enne, che era già il primo italiano di sempre a correre nell’atto conclusivo della disciplina nella storia dei Giochi, chiude addirittura in 9’’80. Record su record sbriciolati, dopo quello già ottenuto in semifinale. Sul podio anche Kerley e De Grasse.

Tokyo 2020, Jacobs vince i 100 metri: le foto della cavalcata

È una domenica veramente bestiale. Dopo Gianmarco Tamberi, l’atletica italiana chiude questo fantastico 1° agosto 2021 con un’altra sensazionale, straordinaria, incredibile (e potremmo aggiungere altri aggettivi simili) medaglia d’oro alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Non è un sogno: è tutto vero. Lamont Marcell Jacobs è campione olimpico nei 100 metri piani. Non era mai capitato che un azzurro arrivasse alla finale dell’atto conclusivo della più corta e veloce gara outdoor dell’atletica leggera; figuriamoci addirittura salire sul gradino del podio più alto. Invece, è pura realtà. La storia è compiuta. Il tempo? 9’’80. Da non crederci.

Quante emozioni nel giro di pochissime ore. Prima la semifinale, dove aveva già ottenuto il record d’Europa con il suo 9’’84 (terzo tempo complessivo). E poi, l’apoteosi in finale. Una freddezza quasi germanica, una tranquillità debordante sui blocchi di partenza. Dopo la falsa partenza (e la conseguente squalifica) del britannico Zharnel Hughes, non ce n’è però per nessuno al via. Jacobs parte, accelera e domina; qualche suo contendente s’immagina (o perlomeno spera) di batterlo in volata. Ma non è così. La prima sagoma che taglia il traguardo è nettamente quella del 26enne, nato a El Paso (Texas) ma cresciuto a Desenzano sul Garda. Alle sue spalle, rispettivamente per l’argento e il bronzo, ci sono Fred Kerley e il canadese Andre De Grasse.

Ad aspettarlo in fondo alla pista c’è proprio Tamberi, fresco vincitore nel salto in alto. Dovevano trionfare insieme; dovevano portare l’Italia sul tetto del mondo. E così è stato. Jacobs si scoglie; capisce di essere ufficialmente diventato l’uomo più veloce del mondo. Capisce che ha vinto la gara più prestigiosa e più iconica delle Olimpiadi; quella più mediatica e più seguita a ogni latitudine del pianeta. E, in tutto questo, migliora di quattro centesimi il record europeo che aveva siglato un paio di ore prima nelle semifinali. Meraviglioso.

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Quadarella, splendido bronzo: “Mi sono detta, Simo sta medaglia adesso te la prendi”

sabato, Luglio 31st, 2021

GIULIA ZONCA

Il riscatto è di bronzo per Simona Quadarella che si toglie dalle spalle tonnellate di frustrazione e aggiusta l’Olimpiade iniziata male. Persa nei 1500 in cui ha lasciato che i dubbi la divorassero prima dello start e concentrata negli 800 dove si piazza dietro alle due donne dei Giochi Ledecky e Titmus e forse in un altro momento sarebbe persino andata all’attacco del secondo posto, ma quando perdi poi vuoi essere sicura di vincere, di uscirne, di respirare e di sorridere. E qualsiasi medaglia olimpica è un successo. 

«Una gara di testa, gestita bene. Mi sono detta: Simo sto podio te lo prendi perché questi dovevano essere i tuoi Giochi e non li butti». La gastroenterite patita due settimane prima della partenza l’ha provata «non tanto e non solo i due giorni da schifo e i 3 chili persi ma tutte le sicurezze evaporate, quando hanno posticipato la data del biglietto aereo mi è sembrato di non avere più speranze».

Ammette che è per questo e non per l’eventuale debolezza causata dal virus, che è entrata in gara sopraffatta nei 1500, poi ha visto Gregorio Paltrinieri e tutto è cambiato. «Mi ha esaltato, mi ha messo i brividi. Il mio allenatore mi ha guardato e mi ha detto: Ecco, queste sono le palle, tu che vuoi fare?». Lo ha dimostrato con la terza piazza di un podio pesantissimo.  Medagliata nella distanza con cui Novella Calligaris ha preso il bronzo nel 1972 e Alessia Filippi ha raggiunto l’argento nel 2008, una specialità di tradizione a cui lei è legata: «Alessia è sempre stata una delle mie atlete preferite, romana come me». L’Olimpiade di Quadarella è stata un rebus che è riuscita a decifrare solo all’ultima occasione: «Le finali al mattino sono state un problema, tutto mi si è presentato un po’ fuori fuoco. Mi aspettavo una competitività diversa, ma credo di aver pagato l’aver fatto sempre tutto bene. Fino a qui quasi percorso netto e poi mi sono trovata a gestire situazioni inedite. Lo schiaffo del quinto posto nella gara che sentivo più mia mi ha svegliato». 

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Olimpiadi, le medaglie degli italiani in diretta: tutti i risultati di oggi a Tokyo 2020

giovedì, Luglio 29th, 2021

di Marco Imarisio, Luca Gelmini, Nino Luca, Arianna Ravelli, Gaia Piccardi e Flavio Vanetti

I risultati delle gare di oggi, giovedì 29 luglio, e le medaglie degli atleti italiani che gareggiano alle Olimpiadi

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Partenza sprint degli azzurri. Un oro, un argento e un bronzo e la medaglia sicura delle ragazze del fioretto. Quella più preziosa arriva dal canottaggio: fantastiche Valentina Rodini e Federica Cesarini. Bronzo per l’equipaggio uomini: Stefano Oppo e Pietro Ruta. Nel nuoto Gregorio Paltrinieri conquista un argento miracoloso (disciplina 800 sl).
Finora l’Italia è a quota 18 medaglie dall’inizio dei Giochi. Qui il medagliere completo delle Olimpiadi.


Il programma completo del 29 luglio e gli italiani in gara


Ore 8.00 – Fioretto femminile si arrende alla Francia
Clamoroso flop delle fiorettiste nella semifinale contro la Francia: avanti di 11 stoccate al termine del quarto match (20-9), si sono fatte riacciuffare in maniera rocambolesca e hanno perso per 45-43. Purtroppo sono state fatali due pesanti sconfitte di Arianna Errigo: 5-9 contro la Ranvier (l’assalto che ha ridato fiducia alle francesi, risalite a -5) e poi il crollo nel turno finale contro la Thibus: 3-9. Forse era il caso che non chiudesse lei, smarritasi dopo aver cominciato bene. Sembrava tutto facile, è finita con un incubo: l’Italia non difenderà il titolo di Londra 2012, l’ultimo assegnato nel fioretto femminile e alle 11.30 italiane contenderà il bronzo agli Usa. (Flavio Vanetti, inviato)

Ore 5.26 – Tiro a volo, Jessica Rossi fuori da finale trap
Finisce male, per Jessica Rossi. Una dei nostri portabandiera è stata subito eliminata nella «sua» gara, quel tiro al piattello che nove anni fa a Londra 2012 le aveva dato una medaglia d’oro ancora più bella perché inattesa. Aveva cominciato alla grande, con un 25/25, l’atleta emiliana, ma è stata solo una illusione. Tre errori consecutivi nella batteria seguente le hanno chiuso la porta della finale, come avvenne a Rio 2016. «Io sono una tiratrice. Sparo, è quel che faccio, per questo non sono mai agitata». Lo ripete spesso, questo mantra, quasi a darsi forza. A Londra, quando sbagliò il primo tiro della finale ormai stravinta, dopo 92 centro consecutivi, il pubblico si alzò in piedi per applaudirla, come faceva lo stadio di San Siro quando Niels Liedholm sbagliava un passaggio. Era un mostro di precocità sportiva a quale tempo, oggi è una donna ancora giovane, ha solo 29 anni, con una vita che gira intorno alla passione ereditata dal padre. Ha sempre detto che vuole andare avanti fino a 45 anni, anche se questa delusione l’ha colpita, si vedeva dall’espressione, da quel che si può cogliere attraverso il velo di timidezza che le ha sempre fatto da scudo. Anche Silvana Stanco, 28 anni, italiana nata in svizzera da genitori emigrati dall’Irpinia, è figlia d’arte. A Rio 2016 venne lasciata a casa per fare spazio alla rivale Jessica, e non la prese bene. Adesso è in finale (si comincia alle 14.30), dopo due batterie che autorizzano alla speranza. Lo sport dà, lo sport toglie. (Marco Imarisio, inviato)

Ore 4.53 – Miressi sesto nei 100 sl
Alessandro Miressi solo sesto nella finale dei 100 metri stile libero vinta dall’americano Caeleb Dressel in 47”02 davanti all’australiano Chalmers (47”08) e al russo Koleshnikov (47”44). Il gigante di Torino chiude in 47”86: «Non era quello che mi aspettavo, sono arrabbiato con me stesso non so cosa sia successo, forse la gara si è sviluppata dall’altra parte della vasca, non lo so, ho fatto una str…» (Arianna Ravelli, inviata).

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Olimpiadi, Paltrinieri più forte anche della malattia. «L’argento? Un miracolo»

giovedì, Luglio 29th, 2021

di Arianna Ravelli, inviata a Tokyo

Nuoto, Gregorio Paltrinieri a Tokyo conquista la medaglia più sofferta (dopo la mononucleosi che gli ha impedito anche di allenarsi): «Passare da sentirsi come un Dio alle retrovie è dura. Ma ho tenuto duro»

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Se le medaglie si pesano, l’argento di Gregorio Paltrinieri negli 800 metri entra di diritto tra le medaglie più pesanti delle Olimpiadi di Tokyo e non solo. Di sicuro tra le più emozionanti. Forse persino più dell’oro di Rio nei 1500. «Quella medaglia era così attesa, che quando è arrivata ho detto: ok, non me la sono neanche goduta tanto. Questa invece è stata totalmente inaspettata, avevo solo sensazioni negativi, non trovavo un appiglio. E invece sono qui con l’argento».

Medaglia d’argento

Un’impresa commovente per la forza mentale e il coraggio messi in vasca, e per il messaggio di speranza che regala all’Olimpiade delle fragilità esibite. Fermo ai primi di giugno per la mononucleosi, con una fastidiosa febbre serale e le placche in gola, due settimane senza vedere una piscina nel momento cruciale della preparazione, altre due in cui poteva nuotare solo ad andamento lentissimo («un paio di vasche e poi dovevo mangiare delle fette biscottate per reintegrare»), Greg quando arriva al blocco della corsia otto dove l’ha relegato una batteria faticosissima («sono stato super fortunato a entrare per pochi decimi»), ha una sola opzione: dare tutto. Senza calcoli o strategie. E senza più il ruolo di favorito che avrebbe avuto cucito sul costume se non si fosse ammalato.

La gara a Tokyo

Così Greg parte subito a razzo: in testa ai 100 in 55’’15, ai 200 in 1’52’’86. I suoi rivali storici, l’ucraino Romanchuk e il tedesco Wellbrock forse sono spiazzati, forse non lo vedono là in fondo dov’è. Fatto sta che ai 300 Greg allunga ancora in 3’50’’55. Ci si aspetta una risposta dagli altri, ci si aspetta che vadano a prenderlo e che Paltrinieri crolli.

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Olimpiadi: altre 4 medaglie per l’Italia. Nuoto da favola, Garozzo e Bacosi d’argento

lunedì, Luglio 26th, 2021

Storico argento della 4X100 stile libero maschile, bronzo di Martinenghi nei 100 rana. Gli staffettisti: “Una gioia incredibile”. Nicolò: “Una cascata di emozioni”. Pellegrini in semifinale per un soffio. Skeet: Diana Bacosi argento per un piattello. Fioretto, Garozzo cede in finale e manca un clamoroso bis. Tennis: Fognini agli ottavi. Volley maschile: Italia sconfitta dalla Polonia

di GIUSY ANNA MARIA D’ALESSIO E REDAZIONE ONLINE

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Olimpiadi di Tokyo 2020, le gare e i risultati di oggi 26 luglio

lunedì, Luglio 26th, 2021

DAGLI INVIATI A TOKYO

L’alba italiana si colora di argento e bronzo: la prima è quella di Nicolò Martinenghi terzo con il tempo di 58”33 nella finale dei 100 metri rana. Storica e inaspettata la medaglia d’argento nella staffetta 4×100 stile libero maschile in 3.10.11. Il quartetto azzurro (Alessandro Miressi, Thomas Ceccon, Lorenzo Zazzeri e Manuel Frigo) ha chiuso alle spalle degli Stati Uniti in 3.08.97. Bronzo all’Australia in 3.10.22. Il quartetto azzurro scende ancora sotto il record italiano (19 centesimi) già stabilito in batteria e chiude in 3’10″11.

Dopo la vasca, l’altra medaglia d’argento arriva dall’azzurra Diana Bacosi che l’ha conquistata nello skeet: la tiratrice 38enne è stata battuta nella sfida finale per 56-55 dall’americana Amber English, medaglia d’oro. Bronzo alla cinese Meng Wei. «Speravo nell’oro, di bissare Rio, è arrivato l’argento ma ho dato tutto ciò che avevo e sono contenta così –  ha detto l’azzurra –  Ho dato continuità alle mie prestazioni, e alla fine ho perso l’oro per un piattello: nello sport può succedere»

Sedici nuovi casi di Covid ai Giochi
Gli organizzatori delle Olimpiadi di Tokyo 2020 hanno segnalato 16 nuovi casi di Covid-19 legati ai Giochi. Il comitato organizzatore ha dichiarato nel suo aggiornamento che tre atleti erano tra quelli risultati positivi. Gli organizzatori non hanno dichiarato quali atleti sono stati colpiti, ma hanno affermato che non erano residenti in Giappone. Gli ultimi numeri portano il totale dei test Covid-19 positivi legati alle Olimpiadi dal 1 luglio a 148

Fra questi il tennista olandese Jean-Julien Rojer che è stato eliminato dal torneo di doppio insieme al compagno Wesley Koolhof. Rojer è stato messo in isolamento. La coppia, testa di serie numero otto del tabellone, doveva giocare contro i neozelandesi Marcus Daniell e Michael Venus che avanzano così ai quarti di finale.

Tifone in arrivo, i Giochi si preparano a posticipi
Il tifone Nepartak si sta avvicinando con velocità verso Tokyo dove si stanno svolgendo le Olimpiadi. L’arrivo delle prime forti piogge nella capitale nipponica e’ previsto nella tarda serata di oggi mentre il picco della tempesta tropicale è atteso nella giornata di domani. Ovviamente si tratta di previsioni anche perche’ l’occhio del ciclone attualmente è ancora sull’Oceano Pacifico. Questa mattina a Tokyo come sempre c’e’ un elevato tasso di umidità e il cielo è coperto. Come apprende l’AGI a Tokyo la popolazione non sembra essere particolarmente preoccupata dall’arrivo del tifone, la vita quotidiana scorre normalmente anche se fortemente segnata dallo stato di emergenza dovuto alla pandemia di coronavirus. L’organizzazione dei Giochi sta cercando di modificare il calendario di alcuni sport quali canottaggio e tiro con l’arco ma si teme non saranno gli unici. Resterà poi da organizzare l’aspetto logistico a seguito di eventuali danni agli impianti all’aperto che potrebbero provocare i venti di burrasca previsti tra i 72 e i 108 chilometri orari.

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Uniti in nome delle diversità, la sfilata che libera l’orizzonte

sabato, Luglio 24th, 2021

GIULIA ZONCA

DALL’ INVIATA A TOKYO. La ragazza dalle lunghe trecce rosa sarebbe fragile ma accende il mondo. Succede di non essere perfetti e scoprirsi incredibili e Naomi Osaka passa dal ruolo di tennista suscettibile che fatica a parlare in pubblico e preferisce ritirarsi dal Roland Garros piuttosto che rispondere alle domande a ultima tedofora delle Olimpiadi più complicate della storia. Diventa l’atleta che scioglie la paura e la faccia del motto con cui questi Giochi vogliono essere ricordati: «Unity in diversity». 

La musica dei videogiochi che fa da colonna sonora alla cerimonia è ideale per i supereroi delle Olimpiadi: «Dragon Quest», «Monster Hunter», «Fantasy Star Universe», temi da cacciatori di felicità, da portatori di futuro. Gli atleti entrano in scena con tutte le loro storie e le mescolano, come degli X-Men che trovano i superpoteri proprio cercando di nascondere i difetti. Gente che a un certo punto si è sentita a disagio perché troppo dotata in qualcosa, considerata strana eppure capaci di prodigi. Eccoli, sono così, tutt’altro che indistruttibili, anzi spaventati dal Covid, costretti a così tante precauzioni da non poter stare dietro alla loro imprescindibile routine, obbligati uscire dalla ripetitività che li rende forti ed esporsi ai dubbi però decisi a prendersi questa occasione e a renderla meravigliosa.

Si muovono con cautela con il bandierone da tenere a quattro mani in una sfilata delle nazioni che il Cio ha voluto il più possibile alla pari e persino l’Iran accetta l’invito di presentare un uomo e una donna insieme, come l’Italia che apre la via dell’oro con due che lo hanno portato al collo: Jessica Rossi ed Elia Viviani. Separati, distanziati, ma questo anno e mezzo sbandati li ha resi più testardi e più attenti, ormai disposti a sfoggiare i loro numeri speciali. Sanno di essere guardati, imitati e sanno che questo è un palco unico, quello in cui si giocano il successo e pure quello con cui possono spingere per una società più aperta. Una che non giudichi Osaka perché si sente provata e ha bisogno di passare un po’di tempo fuori dalla mischia.

Non sono robot, sono gente disposta al sacrificio e portata a riconoscerlo. Sono come non te li aspetti e il Giappone che mette l’ultima torcia in mano ad Osaka, con papà haitiano e vita americana, consegna pure la bandiera a Rui Hachimura, cestista della Nba, madre giapponese e padre del Benin. Si celebrano gli «hafu» che starebbe per «metà e metà», per un’idea di multiculturalismo che la squadra di casa propone con 35 atleti su 583 e che la monocromatica società nasconde. Solo il 4 per cento degli abitanti di Tokyo è nato in un altro stato contro il 35 per cento di Londra. Quando Hachimura è stato scelto, i suoi social si sono impregnati di insulti razziali, ma questo gruppo gioca contro lo stereotipo. La parata apre le Olimpiadi blindate e scardina punti di vista dallo sguardo contro. Libera l’orizzonte.

I lacci arcobaleno della capitana dell’hockey tedesco, gli adesivi per la comunità Lgbtq del Canada e il saluto festosissimo in mezzo alla piccola, compatta e seriosa parata di Hong Kong che fa pensare a un momento di euforia per pretendere libertà. Loro limitati da una Cina sempre più invadente, costretti a inventarsi comunicazioni alternative e scrivere sui muri proteste che ogni giorno vengono affogate nella vernice bianca, non parlano ma si vogliono farsi vedere. I campioni mostrano i muscoli per essere un punto di riferimento. Gli islamici della Gran Bretagna si sentiranno più inclusi dopo che uno di loro per la prima volta ha rappresentato l’isola ai Giochi.

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La cerimonia di apertura delle Olimpiadi, in diretta

venerdì, Luglio 23rd, 2021

di Marco Imarisio e Gaia Piccardi, inviati a Tokyo

Cerimonia e sfilata: si aprono i Giochi olimpici di Tokyo 2020

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Afp

DAI NOSTRI INVIATI
TOKYO — Con la cerimonia inaugurale di venerdì 23 luglio sono ufficialmente iniziate le Olimpiadi di Tokyo.


Qui la diretta video della cerimonia. Qui le immagini più belle e significative. Sotto il racconto dei nostri inviati.
OLIMPIADI DI TOKYO 2020: NOTIZIE, MEDAGLIE, STORIE

Ore 16.59 – La storia del Giappone nel passaggio della torcia (e Naomi Osaka ultima tedofora)
La storia del Giappone, nel passaggio della torcia. L’ultimo passaggio, dai ragazzi di Fukushima a Naomi Osaka, la donna nuova per questo Paese, cosmopolita, vera cittadina del mondo, è l’immagine del Giappone come vorrebbe essere e diventare. Anche con questi Giochi così stropicciati, da brutto anatroccolo. E comunque, anche solo a livello simbolico, dopo questo anno e mezzo di pandemia é stato bello rivedere il mondo unito, tutti insieme. (di Marco Imarisio)

Ore 16.16 – Le lacrime trattenute a fatica della presidentessa di Tokyo 2020
Un attimo di verità, dopo tante parole vane, dopo tanta diplomazia per riuscire a far cominciare questi Giochi. Le lacrime trattenute a fatica sul podio dei discorsi dalla presidentessa di Tokyo 2020 Seiko Yoshimoto dicono più di ogni altro discorso della fatica e della tensione che circondano le Olimpiadi giapponesi. Era la ministra dello Sport, si dimise per assumere questo ruolo dopo una serie di rinunce dovute più che altro alla poca voglia di associare il proprio nome a una impresa così impopolare nel proprio Paese. «Vorremmo tanto portare un momento di pace alle persone che ne hanno tanto bisogno in questi tempi difficili», ha detto con gli occhi lucidi e la mano tremante. E sembrava voler dire che forse, tutto sommato, il peggio è passato. Non solo per i Giochi. Speriamo. (di Marco Imarisio)

Ore 15.55 – L’emozionante ologramma del mondo (e le note di Lennon)
L’ologramma del mondo sospeso sopra lo stadio olimpico di Tokyo. Le note di Imagine che partono. Per la prima volta da quando è cominciata la cerimonia d’inaugurazione dell’Olimpiade, ci si emoziona. Brividini. (di Gaia Piccardi)

Ore 15.46 – Il Giappone sfila senza la sua star, Naomi Osaka (che potrebbe essere la sorpresa finale della cerimonia)
Nella delegazione del Giappone mancava la stella assoluta, la tennista Naomi Osaka, che due mesi fa si è ritirata dal Roland Garros trovando il coraggio di spiegare che soffre di una forma di depressione. Doveva essere in campo domani per il primo turno del torneo olimpico, ma è stato spostato a domenica. Potrebbe essere lei la sorpresa finale della cerimonia, l’atleta che avrà l’onore di accendere le fiamma. E dopo le polemiche sul suo conto di questi mesi, sarebbe davvero una gran scelta. Anche considerando che Osaka è una vera cittadina del mondo: padre haitiano, madre giapponese, ma cresciuta negli States. (di Marco Imarisio)

Ore 15.38 – La sfilata degli atleti Usa
I due portabandiera, Sue Bird (stella della Wnba e girlfriend della fuoriclasse del calcio Megan Rapinoe) e Eddy Alvares, hanno scelto di non stare davanti alla squadra ma di essere “inglobati” dal gruppo dei compagni d’avventura qui all’Olimpiade di Tokyo: gli Stati Uniti d’America, elegantissimi in Ralph Lauren e applauditi in tribuna d’onore dalla first lady Jill Biden, hanno sfilato così. One for all, all for one. (di Gaia Piccardi)

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Sue Bird e Eddy Alvares, i portabandiera Usa (Getty Images)

Ore 14.55 – Baci e abbracci vietati, divise sgargianti (tranne la Germania, che ha scelto un «inguardabile» verde)
Mica facile il riconoscimento facciale degli atleti sotto le mascherine. E allora concentriamoci sugli abiti. I colori sgargianti dell’Africa (l’Angola elegantissima, il Kenya in fucsia, lo Zambia in verde smeraldo, le tute sgargianti del Congo), i vestiti tradizionali dell’Afghanistan e dell’Arabia Saudita, i cappelli di paglia delle Isole Cook, i sandali delle Seychelles, i turbanti dell’Oman, il Suriname con i copricapo di piume e la Nuova Zelanda con i mantelli di pelliccia, El Salvador con le braghe a fiori, le donne in rosso con fascia in vita dei Roc, i russi neutrali per colpa dello scandalo doping, armati di bandierine olimpiche, festanti nonostante tutto. Indelebili ricordi all’ingresso di Tonga che quattro anni fa, a Rio 2016, ci regalò un sogno con il portabandiera Pita Taufatofua, che si presentò al Maracanà in gonnellino e a torso nudo, ricoperto d’olio come una sardina pronta da impanare. L’alfiere è sempre Pita, che replica il total nude look (with oil). Il Cio aveva raccomandato sobrietà anche nella sfilata (vietatissimi baci e abbracci), e così è stato. L’insufficienza nella divisa va alla Germania, in indefinibile simil-verde e scarpe gialle fluo. Si può dire? Inguardabile. (di Gaia Piccardi)

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Partono le Olimpiadi “della sofferenza”, da oggi il mondo si aggrappa allo sport

venerdì, Luglio 23rd, 2021

GIANNI RIOTTA

TOKYO. La cerimonia sarà dimessa, «Niente celebrazioni, solo riverente omaggio alla sofferenza» lascia trapelare l’imperatore Naruhito. Per una volta in sintonia con il Trono del Crisantemo, la crassa volgarità degli spot si allinea alla modestia, dopo Toyota gli sponsor tutti chiedono austerità. I picchetti della protesta contro l’inaugurazione dei Giochi della XXXII Olimpiade, oggi nello Stadio di Tokyo, il terzo nel quartiere di Shinjuku, dietro la vecchia stazione ferroviaria, sono sparuti, ma 7 cittadini su 10 volevano cancellare la kermesse, impauriti da costi, pandemia, assenza di tifosi, turisti, applausi.

Lo stadio, opera dell’architetto Kengo Kuma, è costato il triplo di quello inglese a Londra 2012, sprechi, confusione, ritardi. Dalle tribune si lanceranno con altoparlanti i cori di altre edizioni, perdute voci di tripudio nel caldo afoso. La sfilata in pista non vedrà i volti degli atleti, da Hend Zaza, a 12 anni il più giovane, nato in Siria, senza mai aver conosciuto la pace, impegnato nel tennis da tavolo, fino a Mary Hanna, nata l’1 dicembre 1954, australiana, sei Olimpiadi nel dressage equestre. Solo i portabandiera, poi qualche coreografia, orfana del musicista Cornelius, cacciato per gesti odiosi contro i disabili, e del direttore Kentaro Kobayashi, licenziato per battute contro l’Olocausto. Vessillo olimpico affidato alla nostra Paola Egonu, una gioia vera.

Sono in palio 339 medaglie, presentate su un vassoio ai premiati per evitare contagi, 33 le discipline, l’oro dei vincitori riciclato da tecnologia di scarto, omaggio alla sostenibilità. Debuttano il karate, letteralmente «mano cinese», praticato per secoli sull’isola di Okinawa da maestri come Ankō Itosu, lo skateboarding delle periferie, il surf, che dalla California del film di Milius «Un mercoledì da leoni» passa alle onde basse della spiaggia di Tsurigasaki, 50 km. Sud Est di Tokyo, e infine l’arrampicata sul muro da palestra, tre prove tra altezza e velocità, con regole così controverse, il filosofico eroe del K2 Walter Bonatti sarebbe inorridito, che già a Parigi 2024 saranno modificate.

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