Archive for the ‘Cronaca’ Category

Babbo Natale raddoppia il lavoro e va su YouTube. Regali e abbracci in arrivo

giovedì, Dicembre 3rd, 2020

di RITA BARTOLOMEI

Babbo Natale (foto Kimmo Syväri)

Rovaniemi (Finlandia) – Babbo Natale vuol salvare un sogno. E lo fa in diretta streaming, via social. Per scaldarci il cuore, come sempre, come si può. Stavolta, nei giorni del virus globale, non ne hanno bisogno solo i bambini ma anche gli adulti di tutto il mondo. Nella sua casa di Rovaniemi, in Lapponia, al circolo polare artico, attorniato dai suoi elfi, il personaggio più amato – in origine c’era il vescovo cristiano San Nicola – sta scrutinando i messaggi che gli sono arrivati da ogni parte del globo. Quest’anno è anche più indaffarato di sempre.

Nuovo Dpcm Natale, Speranza: “Vaccino gratis per tutti e divieto spostamenti”

Perché ‘Visit Finland’, il sito turistico ufficiale del paese più felice dell’universo – così nelle statistiche degli ultimi tre anni – lo ha ingaggiato per cancellare la tristezza di questi tempi difficili. Non possiamo abbracciarci? Niente paura, Babbo Natale ci farà da messaggero. Recapiterà non solo i regali del cuore. Ma anche i saluti, i desideri, persino le proposte di matrimonio degli ultimi romantici. Tutto il bene del mondo finisce nell’ufficio che non chiude mai. E da lì torna indietro con un carico di magia.

“Stiamo trascorrendo un periodo difficile – scrivono gli ideatori della campagna –. Magari non ci è possibile incontrare le persone più care. Per questo insieme a Babbo Natale vogliamo aiutarti a stare in contatto con chi è più importante per te, per fargli arrivare un pensiero”. Il piano della felicità è entrato nel vivo. I desideri sono stati raccolti, a migliaia. Ora inizia la selezione. “Nelle prossime settimane Babbo Natale esaminerà insieme ai suoi elfi tutti i messaggi e sceglierà quelli da trasformare in video di auguri”, informa il sito. Saranno caricati sul canale YouTube pubblico di ‘Visit Finland’, “te lo invieremo tramite e-mail entro il 13 dicembre”.

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Lidia Menapace grave a causa del covid L’Anpi: «Forza partigiana, siamo con te!»

mercoledì, Dicembre 2nd, 2020

«Lidia Menapace sta male. Abbiamo avuto notizie di un suo ricovero a Bolzano a causa di questo maledetto covid.

Le condizioni sembrano molto gravi. Forza Lidia, forza partigiana, siamo tutti con te!».

Lo comunica su Facebook Anpi Alto Adige.

Menapace, “sottotenente Bruna” durante la Resistenza, è stata nel 1964 la prima donna eletta in consiglio provinciale a Bolzano (assieme Waltraud Deeg) e la prima donna in giunta provinciale. Dal 2006 al 2008 è stata senatrice di Rifondazione comunista.

lidia menapace e corradopontalti.png

Lidia Menapace, all’anagrafe Lidia Brisca, nata a Novara il 3 aprile 1924, fin da giovane vive a Bolzano. Alle politiche del 2006 fu eletta al Senato con Rifondazione Comunista e fu candidata varie volte (anche con i Verdi): nel 2018 alle elezioni politiche era nella lista di Potere al popolo.

È una protagonista della storia sociale, politica e culturale degli ultimi sessant’anni in Italia.

Staffetta partigiana, prima donna consigliera ed assessora della provincia di Bolzano, cattolica, simpatizzante del Pci, senatrice quindi per Rifondazione comunista, pacifista e femminista militante, impegnata senza soste nel segno dei valori della libertà e dell’eguaglianza.

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Su Amazon un libro sull’ammirazione per Salvini, ma sono solo pagine bianche

martedì, Dicembre 1st, 2020

E’ libro il più venduto nella categoria “Scienze politiche” di Amazon, piazzato davanti a “Una terra promessa” di Barack Obama. Costa 6,99 euro, ha una copertina flessibile e ha 110 pagine. Ma sono tutte bianche. Nel volume dal titolo “Perché Salvini merita fiducia, rispetto e ammirazione” non c’è scritta nemmeno una riga. L’annuncio è accompagnato da un avvertimento che con onestà precisa: “Questo libro è pieno di pagine vuote. Nonostante anni di ricerche, non abbiamo potuto trovare niente da dire su questo argomento, così per favore sentitevi liberi di usare questo libro per gli appunti”.

Perciò chi lo compra è avvisato, sebbene fra le recensioni degli acquirenti non manchino le proteste di chi si è sentito “truffato”: “È una vergogna ed un imbroglio. All’interno solo pagine bianche e senza nemmeno i numeri delle pagine Pagine a righe e basta che se credeva di fare colpo questo “analista politico” del m..ga ha dimostrato di essere un vuoto a perdere. Lui. Lo restituisco”, scrive una signora che ha acquistato il libro senza leggere l’avviso. Ma c’è anche chi si complimenta con l’autore, definendo la sua trovata “geniale”.

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“Giù le mani dalla messa di mezzanotte”. Il 58% degli italiani boccia il Natale anticipato

domenica, Novembre 29th, 2020

di ANTONIO NOTO

Il sondaggio di Noto

Il Natale in dimensione Covid, così come l’ha definito il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, è alle porte. Tra regole e raccomandazioni di comportamento il Governo sta utilizzando la stessa modalità di comunicazione dei mesi precedenti – non si comprende se frutto di una strategia oppure no – che determina la diffusione mediatica di una serie di proposte, che potrebbero trasformarsi in direttive ed ordinanze e sulle quali si apre un dibattito pubblico, prima che una parte di queste diventino leggi.

Pertanto in questi ultimi giorni sono fioccate varie ipotesi sui comportamenti che gli italiani dovrebbero rispettare durante le festività e sui termini di riapertura delle scuole. In attesa dunque di nuovi dpcm si è chiesto agli italiani quale fosse l’opinione in merito. È da notare che dal sondaggio emerge una sorta di duplicità dei giudizi, cioè se la preoccupazione di poter essere contagiato è ancora molta alta, coinvolge il 62% degli italiani, al contempo però non risultano pienamente accettate le ipotesi in campo. Questo sentimento però sembra essere principalmente generato dal non comprendere il legame esistente tra alcune restrizioni ed una diminuzione del rischio di contagio. Quindi ciò che viene messo in discussione non è il sacrificio personale nel rispettare una limitazione ma la sensazione di non percepire un beneficio nel momento in cui si mettono in atto alcuni comportamenti restrittivi.

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“Svizzera in pista, noi sciatori beffati due volte”

domenica, Novembre 29th, 2020

di BEPPE BONI

Gli svizzeri fanno gli svizzeri. E mentre l’Europa, Italia compresa, si interroga su come organizzare il Natale part time, dal turismo invernale, alle cene, alle feste, loro procedono in autonomia e aprono gli impianti sciistici. “Italiani benvenuti. Il Covid? Qui si scia“. Una scelta controcorrente che assomiglia a quella di San Marino (poi ha fatto retromarcia) con i locali aperti mentre in Italia erano chiusi. Flavio Roda, bolognese di Vidiciatico, ex allenatore di Alberto Tomba, è il numero uno della Federazione italiana sci.

Il sondaggio: “Giù le mani dalla messa di mezzanotte”. Il 58% degli italiani boccia il Natale anticipato

Presidente come la mettiamo con la Svizzera?

“La Svizzera tutela i propri interessi e applica un protocollo di sicurezza sugli impianti ritenuto idoneo”.

Quindi scelta giusta?

“È un Paese fuori dall’Europa e agisce con meno vincoli. L’economia del turismo invernale nei Paesi nordici è fondamentale”.

In Italia, se il Governo non cambia idea, si potrà sciare solo a gennaio.

“Il problema non è tenere aperti o chiusi gli impianti. Con un protocollo di sicurezza condiviso da tutto il mondo dello sci si possono aprire le piste senza problemi. Sono convinto che anche l’Austria cambierà idea”.

Covid, tracciamento fallito: perso tempo. “Mai fatte tutte le assunzioni per i controlli”

Serve una norma europea?

“Se la regola deve essere tutto chiuso non serve. Aprire a gennaio non è la soluzione”.

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Covid e crisi demografica: popolazione italiana sotto quota 60 milioni

sabato, Novembre 28th, 2020

di Luca Cifoni

Era previsto che ci si arrivasse, ma all’inizio del 2031. Invece l’aumento della mortalità legato al Covid, unito alla persistente crisi delle nascite, ha dato una drastica accelerazione al declino demografico del nostro Paese, riportando già a fine agosto la popolazione residente sotto la soglia dei 60 milioni. Sotto di poco, certo; e sulla base ad una rilevazione che è ancora provvisoria. Ma si tratta di una tendenza che difficilmente cambierà di intensità nei prossimi mesi. Anzi, i 59.991.186 residenti conteggiati dall’istituto di statistica nell’ultimo bilancio demografico mensile in realtà non tengono conto della seconda ondata dell’epidemia, che sta provocando – come già a marzo ed aprile – un incremento della mortalità probabilmente anche superiore a quello segnalato dai bollettini sul coronavirus.

E nemmeno risentono di un altro fattore più volte segnalato dal presidente Gian Carlo Blangiardo, l’effetto dell’attuale incertezza sulle scelte riproduttive degli italiani: già per il mese di dicembre si attende un ulteriore calo delle nascite legato ai mancati concepimenti di marzo. A fine anno i nuovi nati sarebbero 408 mila, contro i 420 mila del 2019 che erano già il minimo dall’unità nazionale, mentre nel 2021 si scenderebbe a quota 391 mila.

Covid, le vittime hanno in media ​30 anni di più dei positivi: 80 contro 48

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Dal superbonus alle tasse: la truffa gira via mail

venerdì, Novembre 27th, 2020

di RITA BARTOLOMEI

Una falsa mail
Una falsa mail

Roma – Virus malevoli, trojan bancari e malintenzionati sempre attivi, più che mai in questo periodo natalizio diverso da sempre, gravato dall’epidemia di Covid-19. In 24 ore l’Agenzia delle Entrate ha diffuso due raccomandazioni per mettere in guardia da altrettanti attacchi. Nella mail truffaldina che sta circolando sul superbonus – chiaramente si cercano sempre gli argomenti più popolari, esche perfette per imbrogliare – si rivede una vecchia conoscenza, Ursnif, il malware bancario che ruba le chiavi di accesso ai conti correnti, scoperto due anni fa.

C’è tutto quello che può trarre in inganno: il logo dell’Agenzia, un mittente a prima vista istituzionale, ‘gli organi dell’Agenzia delle Entrate’, la firma che t’aspetteresti,  ‘ufficio comunicazioni della direzione nazionale’. E sopratuttto la promessa di capire finalmente come ottenere il massimo dei vantaggi cambiando infissi e caldaia di casa vostra, con un allegato ‘operativo’.  Peccato che sia tutto falso, il trucco è proprio nel  file zip, che a sua volta contiene un xlsb e alla fine v’inietta  la spia. Non mandiamo in giro mail  con “comunicazioni contenenti dati personali dei contribuenti”, s’affretta a precisare il vero ente. Quindi ripete il consiglio di sempre: non aprire gli allegati, cestinare subito. Vale anche per la falsa mail che – fra l’altro in inglese – sollecita presunte imposte da pagare sulle transazioni bancarie, a nome del direttore delle Entrate. 

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La giornata contro la violenza alle donne tra flash mob e iniziative on line

mercoledì, Novembre 25th, 2020

di Caterina Pasolini

Nell’anno della pandemia in cui diminuiscono gli omicidi, i femminicidi continuano a crescere:  triplicati nei giorni del lockdown. I numeri ufficiali della polizia raccontano che il 75% delle vittime dei delitti compiuti in famiglia è composto da ragazze, mogli, ex fidanzate Nell’anno del Covid la giornata contro la violenza alle donne, il 25 novembre, è più importante che mai. Il coronavirus ha cambiato le nostre vite, abolito la socialità, ma non certo la violenza sulle donne. L’ha solo celata dietro le mura di casa, in famiglia, luogo del delitto per eccellenza perche è qui che avviene la maggior parte degli omicidi, delle violenze in cui la vvvitma è donna. Lo confermano i dati raccolti dalla direzione centrale della polizia criminale nei primi sei mesi dell’anno confrontati allo stesso periodo del 2019.

Secondo i dati più aggiornati del ministero dell’Interno, le donne uccise fino al 19 novembre quest’anno sono 96, l’anno scorso nello stesso periodo erano 98, a fronte però di 50 omicidi totali in meno. Invece nel primo semestre 2019 i femminicidi erano il 36% degli omicidi totali, nel 2020 da gennaio a giugno sono saliti al 46%. Se negli anni 90 su 5 uomini uccisi c’era una donna, ora il rapporto è alla pari.  E in famiglia le cose vanno sempre peggio: le vittime sono al 75% ragazze, mogli, ex fidanzate. Senza contare che proprio nei giorni del lock down i femminici sono triplicati, una donna uccisa ogni 48 ore.

Femminicidi, un caso ogni tre giorni

E  così nei giorni della pandemia che impediscono assembramenti e manifestazioni  il movimento femminista NON UNA DI MENO organizzerà contro la violenza sulle donne, la violenza di genere, iniziative sparse per l’Italia,  flashmob, presìdi, campagne social e assemblee virtuali al grido: “Se ci fermiamo noi, si ferma il mondo”. Le idee sono chiare: “Le conseguenze del lockdown si misurano nei dati della violenza domestica destinati ad aumentare ancora con le nuove misure di confinamento, con i centri anti-violenza femministi e le case rifugio che hanno dovuto far fronte a un’emergenza nell’emergenza per non lasciare nessuna da sola e con l’accesso all’aborto che è diventato ancora più complicato. Lavoratrici e madri sono obbligate a un’impossibile conciliazione tra lavoro e famiglia, tra salario e salute. Ma sono soprattutto le donne e le persone lgbt, migranti, precarie e non garantite a pagare la crisi e a perdere per prime il lavoro. La tenuta della sanità e della scuola mostra un sistema sociale distrutto dalle politiche di austerity e fondato sulle diseguaglianze”, dicono le attiviste chiedendo che le risorse del Recovery Fund vadano a finanziare sanità e scuola pubblica, a garantire un reddito di autodeterminazione, un salario minimo europeo e un welfare veramente universale”.

Il manifesto promosso da ANPI, ARCI, CGIL, CISL, Libera, UIL e realizzato da Ugo Nespolo
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Giornata contro la violenza sulle donne: perché si celebra il 25 novembre

mercoledì, Novembre 25th, 2020

di Silvia Morosi

Giornata contro la violenza sulle donne: perché si celebra il 25 novembre

Il 25 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Ma da dove ha origine questa ricorrenza?

La storia delle sorelle Mirabal

Per scoprilo, serve tornare indietro al 1960. Il 25 novembre di quell’anno, infatti, tre sorelle furono uccise dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo, a Santo Domingo, nella Repubblica Dominicana. Dopo essere state fermate per strada mentre si recavano in carcere a far visita ai mariti, furono picchiate e gettate in un burrone dai loro carnefici che cercarono di far passare quella brutale violenza per un incidente. All’opinione pubblica fu subito chiaro che le tre donne erano state assassinate. Patria, Minerva e María Teresa Mirabal — questi i loro nomi — erano conosciute come attiviste del gruppo clandestino Movimento 14 giugno, inviso al governo. A causa della loro militanza, nel gennaio del 1960 furono anche arrestate e incarcerate per alcuni mesi(l’approfondimento su Poche Storie).

La lotta alla dittatura

Le tre sorelle sono passate alla storia anche con il nome di Las Mariposas (le farfalle), per il loro coraggio di opporsi alla dittatura e di lottare per i diritti. Il 3 agosto 1960, in seguito alle pressioni dell’opinione pubblica e alle accuse di «violazione dei diritti umani» formulate dall’Organizzazione degli Stati Americani contro il regime, il presidente Héctor Bienvenido rassegnò le dimissioni a favore del vicepresidente Joaquín Balaguer, mentre Trujillo venne assassinato il 30 maggio 1961. Le tre sorelle sono state ricordate nel 1995 dalla scrittrice dominicana Julia Alvarez ne «Il tempo delle farfalle», libro dal quale è stato anche tratti il film In the Time of the Butterflies con Salma Hayek nel ruolo di Minerva (qui il trailer).

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Aperture impianti di sci, i dubbi della Lombardia: “Costi troppo alti con queste misure”

domenica, Novembre 22nd, 2020

di FULVIO D’ERI

Milano – Se non diventa zona gialla… difficilmente gli impianti sciistici lombardi potranno aprire i battenti. E’ una questione di costi. La bozza del documento “Proposta di linee guida per l’utilizzo degli impianti di risalita nelle stazioni e nei comprensori sciistici da parte degli sciatori amatoriali”, in discussione alla conferenza delle Regioni di lunedì prossimo prima di poterla poi presentare per il parere vincolante e la successiva approvazione a Governo e Comitato tecnico scientifico, non convince o, meglio, sarebbe economicamente inattuabile nelle zone arancioni.

700 chilometri di piste

Vediamo il perché. Se una Regione è zona rossa il problema non si pone perché gli impianti non possono aprire. La bozza prevedrebbe invece l’apertura al 50% della capienza nelle zone arancioni e un certo via libera, con mascherine e protezioni ovviamente, nelle zone gialle. In Lombardia ci sono circa 700 chilometri di piste da sci alpino. Il più grande comprensorio è quello di Livigno, in provincia di Sondrio, con le sue 115 chilometri di piste e i 32 impianti di risalita. Cento i chilometri del comprensorio Pontedilegno-Tonale (Bs) con 28 impianti. Poi c’è Bormio (So) con 50 km e 11 impianti, Aprica (So) con 50 km e 11 impianti, Madesimo/Campodolcino (So) con 37 km e 12 impianti. Poi Piani di Bobbio (Bg), Montecampione (Bs), Passo Maniva (Bs), Valmalenco – Alpe Palù (So), Foppolo (Bg) e Santa Caterina Valfurva (So). E via via tutti gli altri. E via via tutti gli altri per una trentina di comprensori totali.

Costi non sostenibili

La Lombardia, fulcro del movimento sciistico nazionale insieme al Trentino Alto Adige, stando alle ultime notizie potrebbe diventare zona arancione a partire da venerdì 27. Ma tra zona rossa e quella arancione l’unica differenza di rilievo è che i cittadini potranno circolare liberamente… nel comune di residenza.

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