Archive for the ‘Cronaca’ Category

Feste a casa e pane per gli anziani soli, così la zona rossa resiste all’isolamento

giovedì, Febbraio 27th, 2020

M. SER.

MILANO. C’è lo chef che prepara il pane per gli anziani e le famiglie in difficoltà, il volontario che apre «Radiocodogno» per informare la comunità, la maestra di zumba che trasmette le lezioni online per permettere a tutti di seguire il corso da casa, la mamma che inventa la filastrocca per spiegare al figlioletto che cosa gli sta succedendo attorno. E la bimba che esorcizza il virus con un bellissimo disegno: lo vede come un mostro verde e brutto da sconfiggere. «Ma che si può combattere. Perché – rassicura mamma e papà – a me non fa paura». Nei dieci comuni della «zona rossa» ai tempi del virus l’essere «lontani» dal resto del mondo diventa piano piano una ricchezza.

Sono storie di resilienza quotidiana, piccoli gesti di umanità scoperti quasi per caso. Occasioni, direbbe qualcuno. O forse il rovescio della medaglia di questa emergenza virus. Perché ogni dramma nasconde in sé una parte di rinascita, ogni pianto un soffio di nuova vita. Eccola la Codogno che si scopre d’improvviso fragile ma fortissima. La «zona rossa» che non si ferma davanti ai varchi con i militari armati e il volto coperto dalla mascherina. La città del coronavirus che resiste, riparte e (ri)scopre se stessa.

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Coronavirus, Sala chiama Conte: “Riapriamo Milano al più presto”

giovedì, Febbraio 27th, 2020

di PIERO COLAPRICO

MILANO – Al centesimo messaggino, il senso di Beppe Sala per il bon ton istituzionale è andato in conflitto con il senso di Beppe Sala per l’opportunità politica.

E il sindaco di Milano s’è smarcato dall’idea di “serrata totale” di una metropoli che, se si ferma, è in qualche modo perduta nella sua identità. Già martedì, nel rinviare l’importante e redditizio appuntamento del Salone del Mobile a giugno, Sala aveva spiegato la necessità di “sconfiggere il coronavirus, ma anche il virus della sfiducia”. Ieri il suo rilancio è stato a tutto campo: “Mi sono messo a telefono con Roma, ho parlato con il Presidente del Consiglio, l’ho invitato a venire presto a Milano per rendersi conto di persona della nostra situazione”.

In queste telefonate, pur non essendoci alcuna conferma ufficiale, è certo che Giuseppe Conte abbia assicurato il sindaco sul suo desiderio di una seria trasferta in Lombardia, per andare in giro ovunque serva, raccogliere le richieste delle varie categorie sociali e “provvedere”.

“Milano a luci spente non piace nessuno, che sia una città riaperta al più presto”, dice Sala e non c’è solo lui in questa prospettiva di rinascita nel rispetto della sanità pubblica. Si stanno facendo i conti tra realtà e psicosi: il vero problema (in prospettiva) riguarda i posti nelle rianimazioni, dov’è necessario curare chi peggiora, non il tasso di mortalità o la quantità di tamponi positivi. Infatti, “Ci sono finalmente le condizioni per chiedere al Governo un graduale ritorno alla normalità”, dice il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, che oggi alle 18 incontra i presidenti delle Province, i sindaci dei capoluoghi e i prefetti.

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Milano, riaprono i locali: paura e vento scoraggiano la movida

giovedì, Febbraio 27th, 2020
Bar e ristoranti sui Navigli sono ancora vuoti | Ansa – CorriereTv
Nonostante l’ordinanza che consente ai locali del Capoluogo lombardo di rimanere aperti anche dopo le 18, il timore dell’epidemia di coronavirus continua a scoraggiare cittadini e turisti a uscire. Come mostrano le immagini in timelapse dei Navigli
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Test in blocco e stop dei voli: ecco perché l’Italia ha il record di contagi

mercoledì, Febbraio 26th, 2020

Francesca Bernasconi

In Italia, il numero dei contagiati dal Covid-19 continua ad aumentare. Tanto che il nostro Paese è diventato il terzo più colpito al mondo, dopo Cina e Corea del Sud, e il primo in Europa.

Ma cosa ha determinato il record europeo di malati in Italia?

Una prima ragione potrebbe essere ricercata nel fatto che noi “cerchiamo” i contagiati. Lo dimostra il numero di tamponi effettuati: “Finora sono stati effettuati oltre 3mila tamponi”, aveva reso noto il commissario della protezione civile Angelo Borrelli, sottolineando “un livello altissimo di screening sanitario”. Dello stesso avviso è anche Massimo Andreoni, direttore scientifico della società italiana di malattie infettive e tropicali Simit, che al Corriere della Sera ha rivelato: “La crescita improvvisa può essere dovuta a diverse cause. La prima è appunto la strategia di sottoporre al prelievo con tampone faringeo tutti i contatti delle persone malate. Questo ha permesso di individuare persone che non sarebbero mai state diagnosticate come positive. Noi abbiamo cercato, gli altri no”. E infatti, in Francia sarebbero stati eseguiti solamente 300 test per cercare il nuovo coronavirus.

Un’altra causa del grande numero di casi da Covid-19 in Italia potrebbe essere legata alla decisione di chiudere le rotte aeree con la Cina, senza impedire ai passeggieri di fare scalo in altre nazioni per poi arrivare in Italia. L’Organizzazione mondiale della sanità, invece, aveva consigliato “il monitoraggio attento di chi arriva e di chi parte”, senza bloccare i voli dalla Cina, perché considerata una misura poco utile, proprio per la possibilità per i passegeri di fare scalo in altri Paesi. Walter Ricciardi, il rappresentante dell’italia nell’Executive Board dell’Oms, aveva rivelato ad AdnKronos: “Serve monitorare attentamente chi entra ed esce e il blocco dei voli diretti, oltre a complicare gli spostamenti per chi dalla Cina vuole tornare in Italia, rischia di favorire ingressi da Paesi terzi”. In questo modo, aveva avvisato, risulta più difficile “tracciare” chi entra e chi esce dal Paese.

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Ndrangheta, 65 arresti tra cui un consigliere di Fratelli d’Italia

martedì, Febbraio 25th, 2020

Di ALESSIA CANDITO

Gravitano nell’orbita di clan che hanno scritto di proprio pugno la storia della ‘ndrangheta e dall’Australia alla Calabria, passando per la Lombardia, si sono dimostrati in grado di dominare la vita economica e politica di intere comunità. E di mettere a libro paga politici e rappresentanti istituzionali, fra cui il neoeletto consigliere regionale di Fratelli d’Italia Domenico Creazzo, sindaco di Sant’Eufemia e vicepresidente del parco dell’Aspromonte, e un parlamentare per il quale è stata presentata richiesta di autorizzazione a procedere.

Sessantacinque persone, fra capi, gregari e uomini a disposizione del clan Alvaro, sono state arrestate questa mattina all’alba dagli agenti della Squadra Mobile di Reggio Calabria e del commissariato di Palmi. Su richiesta della procura antimafia guidata da Giovanni Bombardieri e per ordine del Tribunale in 53 sono finiti in carcere e 12 ai domiciliari, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, diversi reati in materia di armi e di sostanze stupefacenti, estorsioni, favoreggiamento reale, violenza privata, violazioni in materia elettorale, aggravati dal ricorso al metodo mafioso e dalla finalità di aver agevolato la ‘ndrangheta, nonché di scambio elettorale politico mafioso.

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Coronavirus: Bar vuoti, turisti in fuga la corazzata, Milano paga il conto più caro

martedì, Febbraio 25th, 2020

di ALESSIA GALLIONE e ETTORE LIVINI

MILANO – La Milano da bere del terzo millennio – quella scintillante, ricca e ottimista nata sulla scia dell’Expo – inizia a pagare in un lunedì di sole primaverile il conto (salatissimo) all’emergenza coronavirus. “Guardi qui: come descriverebbe la scena lei? Per me è surreale”, dice Paolo Pisola. Come ogni mattina il responsabile di Sant Ambroeus, il “salotto del dolce” a due passi dal Duomo, ha apparecchiato i tavoli e riempito le vetrinette di cannoncini, brioches e bignè. A quest’ora (mezzogiorno) di solito c’è la fila per aspettare un posto. Bancone e dehors, invece, sono deserti.

Il colpevole? Quel coprifuoco da Covid-19 che ieri, in poche ore, ha paralizzato la città mandando in tilt la macchina perfetta dell’economia di Milano, una corazzata da 166 miliardi di Pil all’anno, il 9,6% di quello italiano: i consumi di energia sono calati dell’8,5% rispetto ai lunedì delle ultime settimane. Sui treni pendolari di Trenord hanno viaggiato 350 mila persone, il 60% in meno del solito. Il salone delle anagrafe di via Larga – una bolgia dove di solito si attende il proprio turno per ore – serviva ieri i cittadini con efficienza e rapidità elvetiche grazie a un calo del 30% dell’afflusso. E ai centralini degli hotel sono piovute disdette pari un terzo delle prenotazioni. Un bollettino di guerra che rischia di diventare una Caporetto per la Lombardia (e per l’Italia), se la quarantena imposta alla città si allungherà oltre il 2 marzo.

Nel tritacarne sono finiti un po’ tutti. “Io perderò 350 mila euro”, calcola Lionello Cerri, produttore cinematografico e ad delle sale dell’Anteo. Lui e i suoi colleghi sono stati costretti ad abbassare la saracinesca e spegnere i proiettori “con una perdita per il grande schermo milanese di 100 mila spettatori”. Le strade – con traffico ferragostano – e i tram semivuoti sono la fotografia di una settimana che si preannuncia nera. La movida meneghina, con l’obbligo di chiudere alle 18 birrerie e tapas bar, rischia il crac. “Domenica nel nostro pub di via Casati avevo fatto a stento 80 euro di coperti – dice Luca Scanni socio di Pavé, che gestisce un ristorante, una gelateria, una pasticceria (un “must” del panettone artigianale) -. Ora devo chiuderlo. E come farò con il ristorante che è a due passi dal Policlinico, location a questo punto non felicissima…?”.

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Coronavirus, rientrati 40 italiani da Mauritius: «Un incubo, trattati come pacchi»

martedì, Febbraio 25th, 2020

«È stato un incubo». Volti scuri, malcontento e rabbia per i 40 turisti italiani arrivati a Fiumicino con un volo Alitalia dalle Mauritius, nell’Oceano Indiano. «Non è giusto. Abbiamo subito una vessazione fuori dal comune, un disagio assurdo. Non capiamo perché solo noi, lombardi e veneti, non siamo scesi alle Mauritius. Perché solo noi, e gli altri? Sono stati con noi sul volo, quindi sono contagiati anche loro dal Coronavirus», raccontano alcuni ragazzi. Il gruppo, composto da persone provenienti da Lombardia e Veneto, faceva parte dei 212 passeggeri arrivati ieri mattina nella capitale dell’arcipelago.

Proprio per volontà delle autorità locali, ai 40 cittadini veneti e lombardi, che non mostravano alcun sintomo influenzale o disturbi di altro genere, è stata data la scelta tra sbarcare per sottoporsi a un periodo di quarantena in due ospedali della capitale Port Louis oppure rientrare subito in Italia. Tutti hanno scelto il rientro e Alitalia si è attivata immediatamente. Arrivati a Fiumicino c’è poca voglia di parlare e la rabbia sale tra chi, dopo mesi di sacrifici, aveva messo da parte i soldi per una vacanza in famiglia. «Chiederemo un risarcimento. Siamo partiti da Malpensa e nessuno ci ha controllato, neanche qui a Roma siamo stati controllati.

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Il piano segreto delle Forze armate 19 basi per le «strutture protette»

domenica, Febbraio 23rd, 2020

Fausto Biloslavo

L’esercito ha preparato una lista di 19 basi, dalle Alpi alle isole, da utilizzare come «struttura protetta» per le quarantene che potrebbero essere necessarie a causa dell’esplosione del coronavirus nel nostro Paese.

In totale 3.500 posti letto, già allertati 2mila uomini pronti a intervenire per l’emergenza. I rimpatri dei connazionali dalle zone a rischio all’estero continuano con il trasferimento a Roma di 19 italiani e 3 stranieri dal Giappone. E tutti i militari dei caschi blu dell’Onu in Libano, che partono o arrivano, compresi gli italiani, devono sottoporsi a controlli stringenti. Del contingente comandato dal generale Stefano Del Col fanno parte anche 419 militari cinesi.

L’esplosione del virus in Italia ha «svegliato» il governo, che «nelle ultime ore sta chiedendo di tutto alle Forze armate, a cominciare dalla strutture alloggiativi protette. Una prima lista di disponibilità su tutto il territorio nazionale è già pronta» spiega una fonte con le stellette del Giornale. Le prime due strutture sono già allertate a Milano e Piacenza con una disponibilità di circa 200 letti. Per il capoluogo lombardo si tratta dell’ospedale militare di Baggio. Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, ha confermato che «è stata approntata almeno una delle due strutture. Stiamo attendendo dal governo l’ok».

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Nel Carnevale horror c’è un piccolo dittatore a sua insaputa

sabato, Febbraio 22nd, 2020

di PAOLO DI PAOLO

Ieri sera, sulla animatissima piazza di Testaccio, ho contato un Harry Potter, un canonico Uomo Ragno, un sempreverde Superman in monopattino, diverse meravigliose principesse, una Biancaneve e un più azzardato Joker.

C’era, a dire il vero, anche uno scheletro, ma forse si trattava di un avanzo di Halloween. Un Hitler no, non mi pare ci fosse. Sto parlando, ovviamente, di maschere di carnevale. Il problema però è che un bambino travestito da Hitler è stato fotografato a piazza Navona da una nostra lettrice. Cappello, scarponi, cravattino e baffetti d’ordinanza.

Al posto della svastica, per fortuna, le due crocette che Chaplin ha usato nel film parodistico “Il grande dittatore”. Genitori cinefili? Mah.

La scelta di far mascherare un ragazzino in quel modo è obiettivamente demenziale. Non fa ridere. Non è divertente. La lettrice ci ha raccontato che fra i passanti c’erano più o meno tre squadre: i curiosi, i perplessi e gli sgomenti. In particolare ha notato un gruppo di turisti – tedeschi – che, “annichiliti”, continuavano a scattare foto. Il piccolo dittatore, armeggiando nel frattempo con la bomboletta di schiuma, ha impiastricciato l’abito di una povera principessa, che è scoppiata a piangere. E il pianto irrefrenabile ha distratto il capannello di spettatori.

Nelle stesse ore in cui un’operazione della Guardia di Finanza portava al sequestro di 5,2 milioni di articoli carnevaleschi fra Roma e provincia “perché non conformi agli standard di sicurezza” e potenzialmente dannosi per la salute, circolano dunque maschere non conformi agli standard di intelligenza e potenzialmente dannose, se non per la salute fisica, per quella mentale.

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“Non siamo più il paese di Schettino”. L’orgoglio di Meta per il capitano Arma

mercoledì, Febbraio 19th, 2020

di NINO FEMIANI

Meta di Sorrento (Napoli), 19 febbraio 2020 – Le sue gesta fanno tornare alla mente l’epoca eroica della marineria di Meta di Sorrento quando la ricchezza di armatori e capitani coraggiosi produsse il più bel centro storico della Penisola Sorrentina dove anche la casa più umile era impreziosita da raffinatezze architettoniche. Quel tempo, che sembrava archiviato sotto la polvere dei libri di storia, poi raggiunto da schizzi di fango dopo le imprese del metese Francesco Schettino che naufragò sugli scogli delle Scole al Giglio, ora è tornato a galla, grazie al coraggio e ai nervi d’acciaio di Gennaro Arma, il ‘brave captain’ della Diamond Princess, la nave-lazzaretto ormeggiata in Giappone dal 5 febbraio. Giuseppe Tito più di altri conosce la ‘forza tranquilla’ del comandante. Non solo perché è suo amico d’infanzia, ma anche perché di Gennaro, nativo di Meta di Sorrento, è il suo sindaco.
“Come sto vivendo questi momenti? Con trepidazione, come tutti i miei concittadini. Confido che finisca presto e che Gennaro possa tornare a Meta. Ma vivo questi giorni anche con orgogliosa partecipazione”.

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