Archive for the ‘Cronaca’ Category

Coronavirus, truccata la prima gara per 24 milioni di mascherine: imprenditore in manette

giovedì, Aprile 9th, 2020

C’è stata una turbativa sulla prima gara bandita da Consip per l’acquisto e la fornitura di dispositivi di protezione individuale e di apparecchiature sanitarie per un valore complessivo di 258 milioni. Lo ha scoperto la Guardia di Finanza al termine di un’indagine lampo che ha portato all’arresto di Antonello Ieffi, imprenditore di 42 anni, per turbativa d’asta e inadempimento di contratti di pubbliche forniture. Il lotto su cui è stata accertata la turbativa è relativo alla fornitura di 24 milioni di mascherine chirurgiche per un importo complessivo di 15,8 milioni.

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Albiano Magra, crolla ponte sul fiume: «Là c’è un mezzo, scappate. C’è odore di gas»

mercoledì, Aprile 8th, 2020
Crolla un ponte sul fiume Magra, in provincia di Massa Carrara – Twitter /CorriereTv
Le prime immagini da Albiano Magra dove è crollato un ponte sul fiume. Le immagini mostrano la struttura che si è accartocciata su se stessa. Il cedimento è avvenuto attorno alle 10.30 dell’8 aprile lunga la statale 70. Rimasto coinvolto un furgone in transito
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Città della Pieve, incendio a casa di Mario Draghi: paura ma nessun ferito

mercoledì, Aprile 8th, 2020

di Redazione online

Città della Pieve, incendio a casa di Mario Draghi: paura ma nessun ferito

Paura a Città della Pieve, in Umbria, per l’incendio scoppiato nella casa dell’ex presidente della Banca centrale europea Mario Draghi. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco intorno alle 23 di martedì sera. Le fiamme – che si sono sviluppate a partire da una canna fumaria – sono state domate e non ci sono stati feriti.

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Meno male che chiusi con noi ci sono i bambini

mercoledì, Aprile 8th, 2020

di FRANCESCO MERLO

È sempre speciale guardare un bambino, anche se è la mamma che gli accende la telecamera per mostrare al mondo il suo disagio. I bambini infatti sono veri anche quando recitano. Perciò il video, che qui vi proponiamo, è un documento, non una fiction. Racconta, infatti, meglio di noi giornalisti, e con la verità che i nostri scrittori ancora non acchiappano, la carcerazione dell’Italia. Noi per pudore la chiamiamo lockdown, ricorriamo cioè all’inglese, non per la solita esterofilia del “tu vo fa l’americano”, ma per segnare una distanza da un concetto brutale. Questo bel bimbo siciliano invece non la chiama in nessun modo, non nomina la violenza che lo domina. Non la capisce, vorrebbe rifiutarla, e chiede aiuto per evadere.

Perché non andare dal nonno? Pretende dunque dalla mamma una valigia per il suo viaggio veloce che è un altro simbolo che tutti abbiamo perduto. Non vuole uno zaino e non dice “trolley”, che è il bagaglio a mano con le ruote, ma dice “valigia” che è un oggetto ben più solenne e capiente: “Io preparo le mie cose e tu mi fai la valigia” propone alla mamma. Per lui, la vita chiuso in casa è un’insopportabile frenesia senza nome, un’agitazione del corpo: sbuffa, si lamenta, dice di non poterne più e alla fine, per protesta, si carcera davvero. Si nasconde infatti dietro una tenda, vuole stare da solo e al buio, che è l’ aggravio di pena che si auto infligge: “È così che mi volete?”.

Coronavirus, lo sfogo del bimbo è irresistibile: “Mamma, non ce la faccio più, preparo la valigia”

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Pio Albergo Trivulzio, 30 morti da inizio aprile. Bare anche in chiesa. E arriva l’ispezione del governo

martedì, Aprile 7th, 2020

di ILARIA CARRA

MILANO – Il governo invia una squadra di ispettori al Pio Albergo Trivulzio. Il ministro della Salute Roberto Speranza e il suo vice Pierpaolo Sileri hanno deciso di approfondire la situazione di emergenza nel polo geriatrico più importante del Paese, sulla cui condotta la procura di Milano ha già aperto un’inchiesta con l’ipotesi di diffusione colposa di epidemie e omicidio colposo. Il sospetto sul quale anche Roma, ora, vuole vederci chiaro riguarda l’ipotesi che alla “Baggina”, come da sempre i milanesi chiamano la storica struttura cui tutta la città è affezionata, siano stati nascosti casi di Covid-19 mettendo a rischio ospiti e operatori.

Nella struttura, compresa sia la Rsa sia la riabilitazione, sono morti solo a marzo, in piena emergenza coronavirus, 70 anziani. Ma gli ospiti qui continuano a morire: solo nella prima settimana di aprile se ne sono aggiunti altri 30, 26 nella casa di riposo e 4 temporaneamente nella struttura riabilitativa. Dove però i ricoveri sono stati bloccati a metà marzo, per via del rischio contagio, quindi i pazienti presenti sono “solo” 242 rispetto ai 350 di capienza normale.

Se si considera solo l’ospizio, dunque, dall’inizio dell’anno a ieri in tutto il complesso (via Trivulzio, Merate e Principessa Jolanda) sono mancati 147 ospiti, 44 in più rispetto ai 103 del 2019. L’obitorio del Pat è una stanza di sofferenza piena di lenzuoli bianchi arrotolati, sdraiati uno accanto all’altro. Altre sale sono state adibite a ricovero provvisorio di bare. Ognuna con un foglio di carta sopra, un nome, una storia. Nessuno, qui, ha fatto il tampone: che siano vittime del virus è, però, per la maggioranza quasi una certezza.

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Accordo Poste-carabinieri: militari consegneranno la pensione agli anziani soli

lunedì, Aprile 6th, 2020

“Circa 23mila pensionati di età pari o superiore a 75 anni potranno richiedere, delegando al ritiro i carabinieri, la consegna della pensione a domicilio per tutta la durata dell’emergenza da Covid-19, evitando così di doversi recare negli Uffici postali”. E’ quanto previsto da una convenzione tra Poste e Arma dei Carabinieri.

Napoli, il coronavirus fa tornare di moda il “panaro” per la spesa

Napoli, il coronavirus fa tornare di moda il "panaro" per la spesa

Un paniere di legno intrecciato o di plastica con una lunga corda che cala dal balcone per raccogliere la spesa. Una tradizione antica della spesa a domicilio che si era persa negli anni 2000 e che è tornata in auge al tempo del coronavirus. A Napoli le signore anziane hanno recuperato “o’ panar” che avevano giudiziosamente riposto in uno sgabuzzino, seguendo l’antica regola del “puo’ sempre servire” e
infatti ora serve. I negozi hanno riattivato il garzone che esce con le buste e distribuisce la spesa nei cestini che penzolano dai balconi, prendendo i soldi e riponendo insieme alla busta del cibo anche
il resto.  Il “panaro” è tornato di moda, penzolando dai balconi dei vicoli del centro e nelle strade dei grandi quartieri di periferia, da Pianura a Secondigliano. 

Il servizio, spiegano dall’Arma, “non potrà essere reso a coloro che abbiano già delegato altri soggetti alla riscossione, abbiano un libretto o un conto postale o che vivano con familiari o comunque questi siano dimoranti nelle vicinanze della loro abitazione”.

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Coronavirus, 400mila mascherine al giorno prodotte dai detenuti per gli istituti di pena

domenica, Aprile 5th, 2020

di LIANA MILELLA

ROMA – Saranno i detenuti, in tre carceri italiane, Bollate a Milano, Rebibbia a Roma e Salerno, a produrre mascherine per il personale degli sitituti penitenziari. 400mila al giorno. Con 320 detenuti coinvolti, 8 macchinari tecnologicamente avanzati, 3 stabilimenti produttivi situati all’interno di altrettante sedi penitenziarie. È questo il progetto, siglato oggi, per la produzione industriale di mascherine protettive realizzato in partnership fra il ministero della Giustizia e il commissariato per l’emergenza Covid-19. D’accordo il Guardasigilli Alfonso Bonafede e Domenico  Arcuri.

Come rende noto il ministero della Giustizia “la produzione servirà a soddisfare prioritariamente il fabbisogno di dispositivi protettivi in dotazione al personale che opera negli istituti penitenziari su tutto il territorio nazionale”, ovviamente servirà “ai detenuti in base alle indicazioni delle autorità sanitarie” e consentirà anche, secondo quanto assicura via Arenula, “di mettere a disposizione della Protezione Civile l’abbondante parte residua per essere distribuita alle altre amministrazioni impegnate a fronteggiare l’emergenza sanitaria, prime fra tutte le strutture ospedaliere”.

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A Pasqua stretta sui controlli: parte il piano dei blocchi stradali

sabato, Aprile 4th, 2020

Luca Sablone

In strada c’è ancora troppa gente: solamente nella giornata di giovedì le forze dell’ordine hanno messo sotto la lente di ingrandimento 246.829 persone e 97.698 attività commerciali, con 7.659 sanzioni, 85 denunce per false autodichiarazioni e altre 24 per violazione della quarantena.

A ciò si aggiungono anche 258 commercianti multati e 53 attività chiuse. In otto giorni sono state complessivamente 43.558 le persone beccate fuori casa senza una valida motivazione. Dati che preoccupano soprattutto in vista di Pasqua: si teme un boom di multe e di trasgressori. Perciò il Ministero dell’Interno sta predisponendo controlli più rigidi: nei prossimi giorni è attesa la diffusione della circolare che servirà a regolare gli accertamenti calibrandoli sull’emergenza Coronavirus.

A destare timore sono le località del Sud: la leggera discesa della curva del contagio potrebbe aver generato un senso di maggiore tranquillità che potrebbe portare all’organizzazione di gite fuori porta; ma in particolare si vuole evitare la fuga da parte sia dei lavoratori del Nord che hanno origini meridionali – e dunque potrebbe essere tentati dal desiderio di raggiungere i parenti – sia di chi possiede una seconda casa in luoghi di villeggiatura.

Controlli più serrati

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Patenti scadute, proroga ad agosto per il rinnovo. Ma non per tutti

venerdì, Aprile 3rd, 2020

di Maurizio Caprino

Patente, revisione, carta d’identità: le proroghe

Le patenti in scadenza possono essere rinnovate entro il 31 agosto. Lo ha chiarito una circolare del ministero delle Infrastrutture (Mit), che scioglie il nodo creato dal maxi decreto legge sull’emergenza coronavirus (Dl 18/2020, noto anche come Cura Italia). Ma attenzione: della proroga non potrà fruire chi aveva lasciato scadere la patente prima che venisse dichiarata l’emergenza.

Il Dl ha prorogato le scadenze, viste le difficoltà di sottoporsi alle visite mediche necessarie per il rinnovo delle patenti. Sono comunque proroghe che potrebbero essere allungate in futuro, se l’emergenza causata dal Covid-19 dovesse imporre divieti di uscire di casa per periodi più prolungati rispetto a quelli prevedibili in marzo.

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Il nodo
Da un lato, l’articolo 103 del Dl prevede che «tutti gli atti abilitativi comunque denominati» in scadenza tra il 31 gennaio (data in cui il Governo ha ufficialmente dichiarato lo stato di emergenza) e il 15 aprile restano validi fino al 15 giugno. E la patente è un atto abilitativo.

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Coronavirus, la beffa delle mascherine: chi le produce in Italia non ha il via libera per distribuirle

venerdì, Aprile 3rd, 2020

di Milena Gabanelli

Coronavirus, la beffa delle mascherine: chi le produce in Italia non ha il via libera per distribuirle

La data è del 1 aprile, il mittente è il presidente dell’Ordine dei medici, i destinatari sono i presidenti degli Ordini dei medici nei capoluoghi di Regione, e il testo è questo: «Vi comunico che il Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri, mi ha appena informato che le mascherine che riportavano la dizione ffp2 equivalenti, inviate dalla Protezione civile in data odierna agli Ordini dei medici capoluoghi di Regione, non sono dispositivi autorizzati per l’uso sanitario dalla Protezione civile. Vi chiedo quindi di sospendere immediatamente la distribuzione e l’utilizzo di quanto ricevuto, informando nel contempo eventuali medici o strutture che ne fossero già in possesso». In pratica era robaccia cinese.

Sappiamo che ogni giorno vengono sdoganate 20 milioni di mascherine in arrivo da Cina, India, Sri Lanka, che il decreto del 17 marzo autorizza l’importazione in deroga alle norme vigenti, quindi può entrare materiale senza certificazione Ce, e che l’Agenzia delle dogane può bloccarlo quando non è chiaro il destinatario, ma non può più fare le analisi di conformità. È richiesta solo l’autocertificazione del produttore, e se poi quella partita non è «sicura», valla a ripescare. Qualche importatore ha chiesto una valutazione del prodotto finito acquistato in Cina al Politecnico di Milano. L’esito: la maggior parte è porcheria. A testarle ci pensa la Centrale acquisti lombarda (Aria spa).

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