Archive for the ‘Cronaca’ Category

L’ultima fuga del bandito Max, il “re delle evasioni”

sabato, Settembre 18th, 2021

Pierangelo Sapegno

Anche l’altra notte, l’ultima volta che l’hanno preso, a Bolzano, ha provato a scappare. Ma a 62 anni, mezzo sciancato, il fisico pieno di acciacchi, non è andato troppo lontano. Max Leitner, una carriera di rapine, ma soprattutto di fughe, diceva sempre: «Non mi prenderanno vivo, piuttosto la faccio finita. E di certo non tornerò in carcere». Invece c’è sempre tornato. L’ha fregato una donna, questa volta, una nigeriana, di cui s’era invaghito, mica tanto corrisposto però. L’hanno chiamato «il Re delle evasioni», Max, un soprannome un po’ letterario, perché ha passato buona parte della sua vita sempre cercando di fuggire. Sin dall’inizio, nel 1990, quando lo fermarono in Austria dopo una rapina a un portavalori. Sparatoria e fuga, un suo classico. Poi carcere e prima evasione. Riparò in Italia e si consegnò a Bolzano, fermandosi in cella solo qualche settimana. Scappò calandosi dalla finestra con le lenzuola, il metodo che devono aver vagheggiato almeno una volta tutti i carcerati. Il primo ad adoperarlo fu un ladro magro e ribelle della Londra del 1700, Jack Sheppard, che cercò di dileguarsi così fra i topi e le fogne. Visse poco, Jack, 22 anni appena, giusto il tempo di entrare nella storia delle grandi evasioni.

Max è ancora vivo, a inseguire la volta buona. Viene sempre preso, però. Dopo Bolzano, Padova, un’altra rapina, sparatoria e ancora fuga, poi carcere a Bergamo, solita evasione, l’arresto a Rabat, la prigione di Asti e di nuovo da capo. Convince il cappellano a portarlo a pregare sulla tomba del padre, ma arrivato al cimitero riesce a dileguarsi fra quelle lapidi e i cipressi. Lo ribeccano e si fa 10 anni in silenzio. Quando esce è libertà vera fino all’altra notte. Per quelli come lui, o come Graziano Mesina, l’altro re delle evasioni, è una specie di dannazione. Anche Graziano cercò di scappare la prima volta che lo arrestarono. Era accusato di tentato omicidio, perché aveva aggredito il vicino che gli aveva ucciso la cagna. «Mi ha rubato l’uva», si era scusato quello. Allora Mesina aveva squartato il cane per vedere se aveva davvero mangiato l’uva, e siccome non aveva trovato niente gli era saltato addosso per rendergli la pariglia. Quando lo beccarono, scappò liberandosi delle manette e saltò sul primo treno che passava alla stazione. Lo consegnarono alla polizia i ferrovieri. Da allora tentò di evadere 22 volte, e molte ci riuscì, come l’11 settembre 1966 quando scappò con Miguel Atienza scalando un muro del carcere alto 7 metri.

Rating 3.00 out of 5

Nubifragio a Malpensa, 10 persone salvate: erano rimaste intrappolate nelle auto a causa degli allagamenti

venerdì, Settembre 17th, 2021
Nubifragio a Malpensa, allagamenti e auto intrappolate

Dieci persone sono state tratte in salvo dai vigili del fuoco, dopo essere rimaste intrappolate nelle loro auto, nel perimetro esterno dell’aeroporto internazionale di Milano Malpensa (Varese), a causa di allagamenti causati da un violento nubifragio. Sono inoltre intervenuti gli specialisti del soccorso fluviale, impiegati anche nella zona Cargo dello scalo, dove circa venti persone sono state evacuate con gommoni da Rafting. 

L’aeroporto è stato chiuso, a causa della perturbazione ha investito il Nord della Lombardia, dalle 19 alle 21:15. Ed è stato riaperto solo dopo la ripulitura delle piste. Molte le squadre dei vigili del fuoco impegnate sul posto, per estrarre automobilisti e viaggiatori appena sbarcati, rimasti intrappolati a bordo delle loro vetture, nelle strade e nei sottopassi del perimetro esterno dell’aeroporto e appena fuori.

Quattro squadre hanno lavorato per soccorrere le persone e i lavoratori, tra cui alcuni rimasti bloccati dall’acqua nell’area Cargo e portati fuori con un gommone da rafting. Diversi i video postati sul web da parte di passeggeri appena sbarcati o da dipendenti dello scalo internazionale, che hanno immortalato uno scalo sommerso dall’acqua, scale interne con la pioggia che per diversi minuti è scesa all’interno ininterrottamente e locali tecnici, tra cui quello dei carrelli per i bagagli o altre strumentazioni di supporto all’imbarco e allo sbarco, anch’essi sommersi dall’acqua.

Rating 3.00 out of 5

Otto e mezzo, lite sul Green pass. E Massimo Cacciari reagisce male con Lilli Gruber

giovedì, Settembre 16th, 2021

Giada Oricchio

Incontenibile Massimo Cacciari: “Basta non ce la faccio più”. Il filosofo, ospite nella puntata di mercoledì 15 settembre a “Otto e Mezzo”, il programma di LA7, ne ha avuto per tutti: dal green pass al disconoscimento del direttore del “DomaniStefano Feltri fino a Lilli Gruber. Sull’obbligo vaccinale, Cacciari sottolinea che occorrerà una legge specifica perché la Costituzione è chiara: “Se si farà una legge verrà meno l’ipocrisia che il green pass è un atto volontario quando di fatto è obbligatorio. Secondo me rimangono serissimi dubbi costituzionali. Devono fare una legge e assumersi tutte le responsabilità delle conseguenze sull’assunzione di un farmaco”.

Le critiche di Feltri agli intellettuali che parlano troppo suscita la reazione piccata del pensatore veneto: “Non la conosco, non ci siamo mai incontrati. Basta che legga il sottopancia? Eh scusi, proprio non so chi sia” e il direttore replica: “Non è vero, l’ho perfino chiamata per scrivere sul mio giornale. Lei sa chi sono io e io so chi è lei”.

Cacciari, molto risentito per l’illazione sulla sua incompetenza, rivendica la carriera e la profonda conoscenza della filosofia del diritto. Poi si altera e puntualizza: “Dire che noi siamo perfettamente informati è risibile. Basta vedere come informano le big pharma che cambiano bugiardini ogni settimana! Manca una corretta informazione. Io mi sono informato sui rischi che correvo e mi sono liberamente vaccinato. Un governo autorevole poteva andare in questa direzione, il problema è che non è autorevole per niente perché se lo fosse farebbe il consenso informato. L’Aifa (Agenzia italiana del Farmaco, nda) ha trasmesso ad agosto dati contraddittori a detta del suo Presidente! Non è corretto obbligare le persone a vaccinarsi in queste condizioni!”.

Una serata complicata per Lilli Gruber che dopo aver riportato la calma tra Cacciari e Feltri, è costretta a mettere fine anche al secondo round, quello tra Cacciari e il giornalista Luca Telese. Il pensatore sbotta con la conduttrice: “Non mi si vuol capire, basta! Passiamo oltre. Parlate di tanta informazione, ma quale? Basta vedere cosa hanno fatto su AstraZeneca. Quali sono i dati? Quanti vanno in rianimazione, quanti crepano? C’è un database che spiega cosa succede ai vaccinati? L’informazione riguarda solo che il vaccino è efficace”.

Cacciari ne fa una questione di principi e di tutela dello Stato di diritto dove le leggi non possono essere spezzate e piegate in base a esigenze contingenti, ma i giornalisti in studio dissentono da questa linea, lo smentiscono con altri dati e sottolineano che viviamo in una situazione di emergenza assoluta. Telese osserva: “Ma se la pensa così perché si è vaccinato?” e il filosofo esplode: “Ma cosa c’entra?! Cosa vuol sentirmi dire?! Io dico quello che voglio, non quello che vuole lei… ooohhh”.

Rating 3.00 out of 5

Mafia, arresti in Veneto e Friuli Venezia Giulia: con minacce ed estorsioni controllavano fiere e attività economiche

mercoledì, Settembre 15th, 2021

TRIESTE. Direzione investigativa antimafia e Nucleo di polizia economico finanziaria di Trieste hanno eseguito nella notte un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di numerose persone accusate, a vario titolo, di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Gli indagati avrebbero «costretto – con reiterate condotte intimidatorie – numerosi commercianti ambulanti friulani e veneti a non esercitare la propria attività imprenditoriale e al fine di impedire il regolare svolgimento, a Bibione (Venezia), della nota manifestazione fieristica estiva denominata “I Giovedì del Lido del Sole”», si legge nel dispositivo.

Obiettivo degli accusati era di riuscire a ottenere un diretto controllo delle attività economiche e condizionare così il libero mercato e lo sviluppo economico e sociale della rinomata località turistica. «Particolarmente significativi – sottolinea la Dia – alcuni episodi in cui sono state organizzate spedizioni punitive con armi nei confronti di chi non sottostava alla egemonia imposta dal capo del gruppo criminale anche in altre manifestazioni fieristiche del litorale friulano-veneto». Ancora in corso perquisizioni di uomini e donne dei Reparti territoriali della polizia, dei carabinieri e della Guardia di finanza e dei militari dell’8 Reggimento Genio Guastatori di Legnago nelle province di Udine, Venezia e Pordenone.

Rating 3.00 out of 5

Eitan, la diplomazia in campo: Tel Aviv non si schiera e Roma prende tempo

martedì, Settembre 14th, 2021

Francesca Sforza

La vicenda familiare che ha coinvolto il piccolo Eitan Biran si è allargata a tal punto da lambire il rapporto bilaterale tra Italia e Israele, tanto che pur mancando – al momento – gli estremi per eventuali interventi da parte dei governi, le autorità sono state chiamate a rilasciare dichiarazioni ufficiali su quanto intendono fare. «Stiamo accertando l’accaduto per poi intervenire», ha detto il ministro degli esteri Luigi Di Maio rispondendo ieri alle domande dei giornalisti. Fonti diplomatiche israeliane fanno sapere che al momento «la vicenda viene seguita da vicino, ma non esiste una posizione ufficiale, non c’è una linea».

L’ambasciatore israeliano a Roma Drod Eydar preferisce non rilasciare dichiarazioni sull’accaduto, limitandosi ad osservare che al momento si tratta di una questione tra due famiglie, che la vicenda è seguita dai canali giudiziari e che occorre attendere prima di pronunciarsi in un senso o nell’altro. Ogni azione israeliana, del resto, non può che essere successiva a quella dell’Italia, che al momento, tramite il Ministero di Giustizia, sta attivando le procedure.

Quali, precisamente? Ad oggi “il caso Eitan” è gestito solo da un punto di vista giudiziario, su due binari paralleli, quello civile e quello penale. Il procedimento civile è stato avviato nel momento in cui la tutrice legale del bambino, Aya Biran-Nirko, la sorella residente in Italia del defunto padre di Eitan ha presentato alla procura un’istanza di rientro in base alla Convenzione dell’Aja del 1980, che si occupa delle procedure inerenti gli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori e che ha come obiettivo quello di «assicurare l’immediato rientro dei minori illecitamente trasferiti o trattenuti in qualsiasi Stato contraente» e «assicurare che i diritti di affidamento e di visita previsti in uno Stato contraente siano effettivamente rispettati negli altri Stati contraenti». Essendo Italia e Israele entrambi Stati contraenti, la Convenzione rappresenta in definitiva la piattaforma internazionale più corretta per cercare di risolvere questa disputa. Una volta che Israele avrà ricevuto dal ministero della Giustizia italiano tutta la documentazione, sarà a quel punto la magistratura israeliana a doversi pronunciare su un eventuale rientro di Eitan in Italia.

Rating 3.00 out of 5

La strage delle innocenti: dal 2019 sono 289 le donne vittime di omicidio volontario

giovedì, Settembre 9th, 2021

FABIO ALBANESE

Domenica scorsa Chiara, martedì Piera che è viva per miracolo, ieri è toccato a Ada. Verona, Sassari, Catania. In poco più di tre giorni, tre tappe della infinita via crucis di donne aggredite, ferite, uccise da uomini, spesso i loro ex compagni. Una strage che da inizio anno conta 66 vittime in Italia e che non si arresta. Ieri è toccato a Ada Rotini, 46 anni, originaria di Noto, nel Siracusano, uccisa con decine di colpi di coltello dal marito Filippo Asero, 47, sposato nel luglio 2020 e che la donna aveva deciso di lasciare nello scorso giugno, dopo appena 11 mesi. Ieri mattina, forse temendo qualcosa si era fatta accompagnare dalla madre, dalla sorella e dall’anziano uomo cui faceva da badante per tornare nella casa coniugale, nella zona Sud est di Bronte, paese alle falde dell’Etna conosciuto per il suo famoso pistacchio, per portare via le ultime cose, in vista dell’udienza di separazione. Le familiari e l’anziano però sono rimasti in auto, nella stretta via Boscia.

Ada è entrata in quella casa da sola. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, Asero avrebbe tentato di convincerla a tornare insieme, lei si sarebbe rifiutata. Ed è cominciata la carneficina. Il medico legale conterà una trentina di colpi di coltello inferti su tutto il corpo, uno al collo l’ha sgozzata quando lei, fuggendo, era già in strada. Una scena che sarebbe stata ripresa dalla telecamera di sorveglianza di un’abitazione vicina e il cui filmato è stato sequestrato dai carabinieri. Anche l’anziano che la donna assisteva ha tentato di aiutare Ada, si è preso una coltellata al braccio ed è finito in ospedale. Asero si è quindi piantato nell’addome quello stesso coltello, tre volte, ma non è morto: l’elisosccorso lo ha trasportato all’ospedale Cannizzaro di Catania con ancora la lama conficcata e che i chirurghi gli hanno tolto in sala operatoria. È grave, ma non in pericolo di vita. Ada, invece, è morta subito, davanti a diverse persone del quartiere che sentendo le sua urla disperate erano accorse, tra loro pure un carabiniere fuori servizio, impotenti e impietrite. Lascia orfani due figli, Ada Rotini: una bambina di 11 anni e un ragazzo di 19, avuti da un precedente matrimonio. E sconcerto, e mille interrogativi, a poco più di due settimane da un altro terribile episodio avvenuto ad Aci Trezza, sempre nel Catanese ma sul mare dal lato opposto dell’Etna, quando nella notte tra il 22 e il 23 agosto a morire fu Vanessa Zappalà, 26 anni, uccisa a colpi di pistola dall’ex fidanzato Tony Sciuto, 38, poi impiccatosi: una vera e propria esecuzione con il colpo di grazia alla testa, avvenuta davanti a un’amica e a una cugina della vittima.

Allora come ieri e tante altre volte, una relazione finita e un uomo che cerca di riavviarla con una pistola o un coltello, e il sangue di una donna che diceva di amare. Anche Asero diceva di amare Ada: su uno dei suoi due profili Facebook postava cuori e «ti amo» sotto foto in cui la baciava. Lei, invece, dal suo Facebook lo aveva già cancellato. Da mesi, le uniche foto pubblicate riguardavano lei e i suoi due figli. Non c’era più spazio per quell’uomo, conosciuto nel 2018 e che l’anno scorso si era decisa a sposare, trasferendosi da Noto a Bronte, non immaginando che quello non era amore ma possesso e sopraffazione. Violenza. Asero aveva avuto anche guai, e grossi, con la giustizia. Era accaduto nel 2001, quando in paese fu ucciso Sergio Gardani, 32 anni, per dissidi in un clan legati alla droga. Fu accusato del delitto, processato e condannato all’ergastolo. Tre anni dopo, però, in appello fu assolto per non aver commesso il fatto. Uscito dal carcere, voleva rifarsi la vita, ma ieri ne ha spenta un’altra.

Rating 3.00 out of 5

No Vax minacciavano azioni violente: perquisizioni della polizia a Milano, Roma e altre città

giovedì, Settembre 9th, 2021

Scattano i provvedimenti contro i No Vax violenti. Dalle prime ore di giovedì mattina, la polizia sta eseguendo una serie di perquisizioni in diverse città – Milano, Bergamo, Roma, Venezia, Padova e Reggio Emilia – nei confronti di alcuni appartenenti ai movimenti No Vax che su un gruppo Telegram avevano ipotizzato di compiere azioni violente nel corso delle manifestazioni contro i provvedimenti del Governo. Le indagini, coordinate dalla procura di Milano, sono state condotte dalla Digos e dalla Polizia Postale. Oltre alle abitazioni degli indagati, i controlli hanno riguardato pc, cellulari, tablet e account social.

Otto perquisiti a Milano

A Milano, in particolare, le perquisizioni operate dalla Digos sono state otto. Tra gli indagati e tra i presunti obiettivi oggetto delle attenzioni sui canali social non vi sarebbero state personalità o vip.

CORRIERE.IT

Rating 3.00 out of 5

Il tabaccaio che ha rubato il Gratta e Vinci a Napoli: «Sono io la vittima»

lunedì, Settembre 6th, 2021

di Fulvio Bufi

Il tabaccaio più famoso d’Italia voleva espatriare. Destinazione Canarie: Fuertaventura. E dopo la brillante idea di scappare dalla sua rivendita di via Materdei con in tasca il Gratta e Vinci da cinquecentomila euro che una cliente gli aveva portato a vedere per avere conferma della fortuna capitatale, aveva elaborato un’altra strategia da genio del crimine: esibire al check-in i suoi documenti, presentarsi, cioè, con quel nome e cognome segnalato a tutte le polizie d’Italia dopo la denuncia presentata dalla donna ai carabinieri.

Fermato dalla polizia di frontiera

Ora si starà chiedendo dov’è che il suo piano perfetto ha toppato, e come avranno fatto a accorgersi di lui quei due agenti della polizia di frontiera che, mentre aspettava tranquillo di sapere a quale gate dell’aeroporto di Fiumicino avviarsi, gli si sono avvicinati e gli hanno chiesto di seguirli. Gli hanno notificato una denuncia a piede libero per furto e, per quanto in questi casi non sia previsto un interrogatorio, gli hanno chiesto di restituire il tagliando sottratto alla cliente. E qui il tabaccaio di via Materdei, che ha 57 anni e si chiama Gaetano Scutellaro , ha offerto un altro colpo di teatro, spiegando di non avere con sé nessun Gratta e Vinci — cosa peraltro confermata dalla perquisizione sia personale che dei bagagli alla quale è stato sottoposto — ma spingendosi addirittura a sostenere di essere lui la vittima del furto e di voler denunciare la donna che lo ha denunciato. Insomma, un comportamento sconclusionato in linea con tutta la storia, almeno per come appare finora. Una storia senza senso sin dal principio, perché Gaetano, che da qualche tempo aveva trasferito la licenza d’esercizio della tabaccheria a sua moglie, non poteva non sapere che quel tagliando sarebbe stato immediatamente bloccato e quindi non avrebbe mai potuto incassare il mezzo milione della vincita.

Il biglietto annullato
Rating 3.00 out of 5

L’estate nera dei traghetti

giovedì, Agosto 19th, 2021

Marco Fagandini, Tommaso Fregatti

L’ultimo episodio in un’estate da incubo per i traghetti è un guasto alla pompa di sentina della Excellent della Gnv, bloccata in porto a Genova martedì da un controllo prima della partenza per Palermo, con oltre 750 passeggeri già a bordo. E la compagnia di navigazione ha dovuto far arrivare un altro traghetto per riprogrammare il viaggio con ventiquattr’ore di ritardo, tra le proteste e la rabbia dei passeggeri.

L’ennesimo guasto in un 2021 davvero nero per i traghetti pronti a salpare da Genova, tra motori che vanno ko, overbooking, navi che arrivano in porto con ore di ritardo, altre che vengono cancellate dall’oggi al domani e passeggeri trasferiti su imbarcazioni che partono da porti lontani centinaia di chilometri. I dati sono disarmanti. A Genova almeno sette traghetti sono stati soppressi dall’inizio di giugno: 5 cancellazioni per la Gnv, 2 per la Moby-Tirrenia. E 55 navi hanno accumulato ritardi significativi: 40 quelli di Gnv rispetto ai 15 della compagnia di Vincenzo Onorato. Disservizi – le due compagnie si giustificano parlando di «problemi meteomarini» o «sanificazioni dovute all’epidemia» – che hanno attirato l’attenzione delle associazioni di consumatori. Con Assoutenti Liguria pronta «a dare battaglia», soprattutto per l’overbooking. «Una pratica commerciale scorretta», tuona il presidente Furio Truzzi. Protagonista di un sospetto caso di overbooking sulla Gnv un’impiegata genovese, che ha prenotato ad aprile un Genova-Palermo e ritorno con cabina per agosto: Carla F. ha ricevuto l’avviso via mail della cancellazione della nave «per sopravvenuta indisponibilità». Con il consiglio di un itinerario alternativo oppure una partenza differita di 4 giorni. Ma anche a Palermo, è arrivata una nuova mail, con un’altra cancellazione. «Ma questa volta – spiega – mi hanno detto a voce che non c’era più disponibilità di cabine. Eppure l’avevo prenotata ad aprile».

Maria C., anche lei genovese, doveva partire per la Sardegna il 3 agosto sulla Moby Otta e si è trovata, la sera prima di imbarcarsi, catapultata a Livorno. «Mi hanno detto che la partenza era riprogrammata dalla Toscana. L’orario era alle 9, abbiamo dovuto metterci in viaggio alle 4», attacca. Ma all’arrivo a Livorno Maria C. scopre che i passeggeri del suo traghetto sono stati accorpati a quelli dello Sharden della Tirrenia. Risultato: posti a sedere esauriti e sovraffollamento. Dalla Tirrenia fanno sapere che il 3 agosto il viaggio della Moby Otta è stato annullato per un intervento di revisione al motore disposto dal Rina, l’ente certificatore del rispetto delle norme di sicurezza.

Rating 3.00 out of 5

Cinque giorni ostaggi del rave party: “Hanno anche ucciso le mie pecore”

giovedì, Agosto 19th, 2021

Flavia Amabile

INVIATA A VALENTANO (VITERBO). La musica pompa a tutto volume. Alle dieci del mattino, le quattro del pomeriggio, le tre di notte. Non si ferma mai. Intorno alle casse a migliaia ballano, si abbracciano, bevono, fumano, tirano, riempiono siringhe. E’ il grande rave-party di Ferragosto, l’appuntamento condiviso su migliaia di profili e canali in tutt’Europa che da cinque giorni tiene in ostaggio Valentano, comune di circa tremila abitanti in provincia di Viterbo. Lo Stato, infatti, ha scelto di non intervenire, di lasciare che diecimila persone di varie nazionalità occupassero un terreno privato, un’azienda agricola al centro di un’area protetta dove vivono cormorani fagiani e caprioli, e ne facessero quello che volevano. Un morto per annegamento, quattro persone in coma etilico ricoverate in ospedale, decine di interventi delle ambulanze che percorrono di continuo la strada che porta al rave-party mentre ancora si continua a ballare e in tanti si chiedono come sia possibile.

«E’ accaduto tutto in una notte, li abbiamo trovati con i miei operai al mattino. Abbiamo denunciato ma non è accaduto nulla», racconta Piero Camilli, proprietario del terreno che la mattina della vigilia di Ferragosto ha trovato diverse installazioni sonore con casse potenti e tende, furgoni, auto e persone a girare liberamente nella sua proprietà . Come siano arrivati e come abbiano scelto il suo terreno nessuno è in grado di dirlo. I rave-party funzionano attraverso canali lontani dall’ufficialità. «Sono stato invitato», dice un ragazzo toscano che ieri stava andando a piedi dal grande spiazzo adibito a discoteca permanente al lago di Mezzano, lo specchio d’acqua posto al centro della riserva, una delle attrattive di quest’area. «Chi mi ha invitato? Amici». «Sono arrivato con il passaparola», risponde un altro. «Ci sono delle app, c’è Telegram, c’è Signal, ognuno ha il suo modo di essere informato», risponde Filippo, barba, capelli ricci, occhiali scuri e marcato accento romano. Oppure c’è Wickr me, ma va bene qualunque tipo di canale in grado di offrire sicurezza e anonimato a chi lo usa. La notizia del rave ha iniziato a circolare e si è sparsa rapidamente. «Promettevano un luogo unico, immerso nella natura, con possibilità di fare il bagno. Ci è sembrata un’occasione per una bella vacanza e per conoscere altre persone», racconta Andrea, arrivata dalla Francia con il fidanzato. Non sapeva che avrebbe violato una proprietà privata. «L’abbiamo capito in questi giorni ma ormai eravamo qui, non volevamo fare di nuovo tutti i chilometri per tornare indietro, abbiamo preferito restare». Più diretto Filippo: «Proprietà privata? Ma era inutilizzata! E poi si è creata una mini cittadina autogestita. Non abbiamo fatto male a nessuno». Inutilizzata non è il termine che userebbe Piero Camilli per definire il suo terreno, un’azienda che ha creato 40 anni fa e dove ha duemila pecore e 500 bovini, produce latte e carni cercando di essere attento alla qualità del suo prodotto, al rispetto della natura. «Hanno rotto un cancello per entrare, rubato il gasolio, pezzi di trattore, i cani di chi sta partecipando al rave party hanno ucciso le mie pecore. Vendono eroina e cocaina sul mio terreno e lo Stato ha deciso di trattare? Perdonatemi ma mi vergogno di essere italiano».

Rating 3.00 out of 5
Marquee Powered By Know How Media.