Archive for the ‘Tecnologia’ Category

Coronavirus, ecco come funzionerà la app italiana per combattere la pandemia

giovedì, Aprile 9th, 2020

di JAIME D’ALESSANDRO

ROMA – “L’applicazione di “contact tracing” non ha l’obiettivo di geolocalizzare ma quello di ricostruire gli eventuali contatti fra persone”. La ministra dell’Innovazione, Paola Pisano, racconta così la via italiana alla lotta al Coronavirus ai tempi degli smartphone. Nessun modello coreano fatto di analisi delle immagini delle videocamere di sicurezza e dei dati inviati dal gps, ma “semplice” mappa delle prossimità fra cittadini grazie al bluetooth. A patto che i cellulari delle persone coinvolte abbiamo l’applicazione istallata. Non ha ancora un nome la app scelta dalla task force di 74 esperti, quello lo dirà il presidente Conte, né si sa quando verrà lanciata con esattezza. Ma la via scelta somiglia molto a quella intrapresa da Singapore, dove adesso stanno affrontando la terza recrudescenza del Coronavirus. Si tratta di un’app che si limita a registrare segnali di vicinanza in forma anonima, grazie a bluetooth e wi-fi, e avverte chi è entrato in contatto con una persona risultata positiva.

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Convivere con il virus: dal tracciamento alle cure a casa, le quattro mosse per ripartire

di LUCA FRAIOLI
Come funziona. I cittadini italiani che la scaricheranno forniranno tre informazioni: qual è il dispositivo con il quale sono stati in contatto, a che distanza, per quanto tempo. Nel caso in cui qualcuno risultasse positivo, l’operatore medico che deve essere autorizzato dal cittadino stesso, attraverso un codice identificativo anonimo invierà un messaggio di allerta per informare tutti quegli utenti, sempre identificati in modo anonimo che sono entrati in contatto con chi ha contatto il virus.

“Sarò chiara”, sottolinea Paola Pisano, “l’obiettivo è ridurre le possibilità di contagio, ma non sarà una sola applicazione a risolvere tutto. L’applicazione è parte di un sistema integrato del quale i protagonisti saranno inevitabilmente aspetti non tecnologici”.

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Dalla scuola su Youtube alla spesa digitale: sarete stupiti da cosa poter fare online

mercoledì, Febbraio 26th, 2020

Non soltanto ha fatto scoprire le potenzialità del telelavoro, ma ha aperto davanti agli occhi di chi è rimasto chiuso in casa le infinite possibilità della rete e della tecnologia: il coronavirus ha fatto impennare la cosiddetta “homebody economy”, l’economia che continua a girare grazie a chi è isolato o in quarantena, armato solo di una connessione e di un dispositivo digitale. Se in Italia alcune soluzioni non sono ancora state adottate, in Cina iniziano ad affermarsi e ad essere apprezzate dalla popolazione, pur in un tempo cupo come quello che sta vivendo. E così c’è chi scopre che non è necessario uscire per andare a fare la spes e che è possibile immaginare una scuola in cui le lezioni non si svolgano solo in classe. Ecco come la vita diventa più smart da remoto:

Fare la spesa comodamente da casa

In Italia Esselunga, Carrefour, Pam Panorama e altri big dei supermercati consentono ai clienti di ricevere la spesa comodamente a casa. Basta collegarsi sui siti ufficiali, seguire le istruzioni, riempire il carrello e attendere il suono del campanello. Anche Amazon offre servizi di spesa online: per i clienti Amazon Prime c’è Amazon Pantry che consente di acquistare migliaia di prodotti di ogni genere, dagli alimenti alle bevande ai prodotti per la cura personale e della casa. Il costo della spedizione è fisso indipendentemente da cosa si acquista ed è pari a 4,99 euro per ogni ordine effettuato. I costi di spedizione sono nulli se si acquistano più di cinque prodotti. Per i clienti di Amazon Prime c’è anche Prime Now che consegna l’ordine nella fascia di 2 ore al costo di 3,49€ per ordini inferiori a 50€ e senza costi aggiuntivi per ordini superiori a 50€. C’è poi la startup Supermercato24.it che da pc o telefono permette di scegliere la catena della propria città in cui fare la spesa (ce ne sono più di 20, tra cui Lidl, Carrefour, Coop Lombardia, Conad, Pam Panorama). Un personal shopper si recherà a fare la spesa e poi consegnerà i prodotti al destinatario in giornata (entro un’ora nelle grandi città).

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Password di Stato, polemica sulla proposta Pisano: la ministra fa dietrofront

domenica, Gennaio 5th, 2020

“CON l’identità digitale noi avremo un’unica e sola user e password per accedere a tutti i servizi digitali della Pubblica Amministrazione”. Così la ministra dell’Innovazione Tecnologica e della Digitalizzazione Paola Pisano alla trasmissione Eta Beta di Radio 1 spiegava questa mattina in cosa consiste la rivoluzione digitale che ci aspetta. La ministra crede talmente nel sistema da ipotizzarne l’estensione anche ai siti privati o all’ecommerce. Parole che hanno incendiato i social, dove si è aperto un fronte di critiche focalizzate su privacy e sicurezza. Va bene la semplificazione, ma l’idea di una password di Stato preoccupa molti utenti che hanno espresso le proprie perplessità sui rischi di un Grande Fratello che possa spiarci tutti nel privato.

Paola Pisano‏ @PaolaPisano_Min

Vediamo di sgombrare il campo da ogni equivoco: l’identità digitale sarà rilasciata dallo Stato e servirà a identificare il cittadino in modo univoco verso lo Stato stesso. In futuro, per aziende e cittadini che lo vorranno, POTREBBE essere ulteriore sistema di autenticazione

Un allarme ingiustificato, secondo la precisazione arrivata poco dopo dal ministero:  “Nessuna nuova proposta, né nuova password di Stato. Il ministro Paola Pisano si riferiva alla Spid già usata da 5 milioni di italiani. L’intenzione da discutere con tutti gli interlocutori istituzionali competenti è solo quella di affidarne la gestione direttamente allo Stato”.

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Facebook nella bufera: finiti online i dati di 267 milioni di utenti

venerdì, Dicembre 20th, 2019

Facebook torna nella bufera in materia di privacy: una società di sicurezza ha infatti annunciato di aver individuato online un database contenente i dati personali di 267 milioni di utenti del social network. Il file, che sarebbe rimasto online per due settimane dal 4 al 19 dicembre, a quanto pare era liberamente consultabile da chiunque, senza la necessità di inserire alcun tipo di password, e sarebbe stato scaricabile anche da un forum hacker.

Secondo la società di sicurezza Comparitech, i dati potrebbero essere stati estrapolati dalla piattaforma legata gli sviluppatori di applicazioni (API). Oppure attraverso una operazione di “scraping”, una tecnica di estrazione dei dati da un sito usando appositi software.

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I nuovi telescopi che stanno per rivoluzionare la caccia alla vita aliena e perfino la nostra comprensione dell’universo

martedì, Dicembre 17th, 2019

Morgan McFall-Johnsen

La Nasa e altri enti stanno costruendo diversi telescopi per sondare i misteri più sconcertanti dell’universo.

Da vari punti della Terra e dello spazio, i telescopi in via di sviluppo faranno affidamento su tecnologie di nuova generazione nel tentativo di rispondere ad alcuni dei più grandi interrogativi degli scienziati sulla materia oscura, l’espansione dell’universo e la vita aliena.

Alcuni di questi dispositivi forniranno il centuplo delle informazioni offerte dagli strumenti più potenti a nostra disposizione oggi per osservare la volta celeste.

Il lancio del primo di questi telescopi, l’attesissimo James Webb Space Telescope della Nasa, è programmato per il 2021; da quel momento inizierà a scrutare l’atmosfera di mondi distanti in cerca di indizi sulla vita extraterrestre. Già nel 2022 altri nuovi telescopi installati nello spazio effettueranno osservazioni senza precedenti dei cieli, mentre gli osservatori sulla Terra getteranno lo sguardo sull’universo antico.

Ecco i telescopi in lavorazione e le cose su cui questi nuovi strumenti potrebbero far luce.

Dal suo lancio, avvenuto nel 1990, il telescopio spaziale Hubble della Nasa ha scoperto nuovi pianeti, ha rivelato l’esistenza di strane galassie e ha offerto nuovi spunti sulla natura dei buchi neri.

 L’Hubble Space Telescope nel 2002. Nasa/ESA

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La patente e la carta d’identità arrivano sullo smartphone: l’addio definitivo al portafoglio

lunedì, Dicembre 9th, 2019

di Federico Cella

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Una rivoluzione chiamata 5G

Una prima conseguenza sarà la ancora maggiore diffusione di batterie esterne per il proprio telefono. Perché farsi trovare con lo smartphone scarico non sarà più un’opzione. In occasione dello Snapdragon Tech Summit tenuto nei giorni scorsi da Qualcomm nella surreale cornice di Maui, isola delle Hawaii, il principale produttore di chip al mondo ha confermato la possibilità di utilizzare il proprio telefono come carta d’identità, patente e passaporto. L’addio definitivo al portafogli, già spogliato della carta di credito e non solo, è stato annunciato dall’azienda di San Diego (California) insieme a Google: il nuovo servizio sarà infatti disponibile con l’arrivo di Android R, probabilmente chiamato Android 11, il nuovo sistema operativo mobile di Big G che verrà annunciato il prossimo maggio in occasione dell’annuale evento I/O dell’azienda di Mountain View, e quindi sarà disponibile dall’autunno del 2020. Non si tratta di una novità assoluta, perché tracce erano già state “intraviste” a marzo di quest’anno tra i file che compongono l’attuale versione di Android.
La conferma è arrivata mercoledì, durante uno dei keynote di Qualcomm tra le caratteristiche che si troveranno a bordo del nuovo chip mobile – lo Snapdragon 865, chiamato amichevolmente per tutto l’evento “la bestia” – che l’azienda mette a disposizione dei produttori di smartphone che non hanno soluzioni interne per il cuore dei propri telefoni (dunque essenzialmente tutti tranne Apple e Huawei). La possibilità di utilizzare lo smartphone come documento identificativo quando si è alla guida, in aeroporto o in qualunque occasione dove viene richiesto, sarà quindi un’opzione inizialmente destinata ai soli cosiddetti telefoni top di gamma, quelli appunto con a bordo la nuova piattaforma di Qualcomm. Che ovviamente è del tutto declinata sullo sfruttare la connettività 5G, la rivoluzione nel mondo della mobilità che prenderà forma concreta solo dal 2020. «Entro la fine del prossimo anno abbiamo previsto ci saranno almeno 2 milioni di sottoscrizioni ai nuovi piani tariffari, per arrivare a 2,8 miliardi di persone connesse in 5G entro il 2025», ha spiegato Cristiano Amon, il manager brasiliano presidente di Qualcomm. «Siamo di fronte alla più veloce transizione che abbiamo potuto vedere in questi anni di connettività wireless». Il 5G affiancherà l’attuale 4G e le due tecnologie coesisteranno, con i nuovi smartphone con modem 5G che potranno connettersi a entrambe. «Possiamo dire che i migliori telefoni 4G del 2020 saranno dei telefoni 5G». Con Apple a rincorrere, tutti i nuovi smartphone top di gamma dell’anno nuovo saranno pronti per la connettività di nuova generazione.

Ma come funzionerà la digitalizzazione dei documenti di identità? Chi potrà usarla e da quando?

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Nuovo allarme sicurezza per Whatsapp. Occhio ai file Mp4

martedì, Novembre 19th, 2019

A dare l’allarme questa volta è la società di proprietà di Mark Zuckerberg. Un file Mp4 può mettere a rischio la sicurezza di WhatsApp e consentire ai malintenzionati di prendere il controllo del dispositivo. Viene consigliato
agli utenti di aggiornare l’app all’ultima versione in cui è stata inserita una correzione di sicurezza. Secondo il sito GbHackers, al momento non ci sono evidenze del fatto che questa vulnerabilità sia stata sfruttata. A fine ottobre l’app ha fatto causa alla società israeliana Nso, accusandola di essere responsabile di attacchi mirati a circa 1.400 suoi utenti,
utilizzando uno spyware, cioè un software spia.

Le conseguenze. Un attacco di questo tipo avrebbe permesso all’hacker di scaricare e installare sui dispositivi violati un malware, un software maligno, oltre a rendere accessibili e trasferibili i dati sensibili contenuti nello stesso. E tutto questo a insaputa dell’utente. Facebook ha dichiarato di aver preso in carico il problema, etichettando la vulnerabilità come ‘CVE-2019-11931‘.

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Tik Tok, il nuovo social che fa paura alle vecchie app

mercoledì, Novembre 13th, 2019

Francesca Bernasconi

È diventata la startup tecnologica più preziosa del mondo, superando anche l’americana Uber. Si tratta della cinese Bytdance che, con una valutazione di 75 milioni di dollari è balzata in testa alla classifica mondiale.

E della startup fa parte anche il social network più scaricato del momento: Tik Tok.

Il nuovo social, che sta spopolando soprattutto tra i più giovani, si basa sullo stesso concetto alla base delle Storie di Instagram e di Snapchat, che hanno però durata permanente. Tik Tok permette, infatti, di creare brevi video, di massimo 60 secondi, con tanto di colonna sonora, da poter scegliere tra i brani più celebri del momento. La nuova app, come ricorda il Corriere della Sera, punta alla distribuzione di materiale adatto all’utente, che lo tenga incollato allo sfondo nero del social.

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Uber punta sulle due ruote: a Roma c’è Jump, la bici elettrica in sharing che sfida il traffico

martedì, Ottobre 22nd, 2019

di JAIME D’ALESSANDRO

ROMA – A venticinque all’ora per via dei Fori Imperiali, fra le occhiate serie dei vigili e qualche sguardo distratto dei turisti che camminano verso il Colosseo. L’arrivo nel centro della capitale di Jump, il servizio di bici elettriche acquisito da Uber lo scorso anno per 200 milioni di dollari circa, si fa notare. Non foss’altro per il colore dei mezzi: rosso fuoco. Roma è la prima città italiana ad esser toccata, dopo altre diciotto metropoli fra Stati Uniti e Europa. Circa settecento le bici a disposizione che dovrebbero diventare duemila ottocento nel tempo. “Ma con gradualità”, mette le mani aventi Michele Biggi, a capo dell’area del sudovest europeo di Jump.

Uber lancia Jump: ecco come funziona la bici elettrica

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Internet: come proteggere i dati personali o monetizzarli

lunedì, Ottobre 14th, 2019

di Milena Gabanelli, Fabio Savelli

Motori di ricerca, email, Facebook, Apple News, Amazon, Twitter, Google Maps, ecc: tutti servizi che utilizziamo quotidianamente senza pagare nulla. Ma questi colossi che ci mettono a disposizione tecnologie come campano? Riempiendo gli schermi di pubblicità. Internet però è il più grande mercato nella storia dell’umanità, ed ha imparato a sfruttare tutte le informazioni personali prodotte ogni volta che facciamo un clic, elaborandole in algoritmi in grado di orientare i bisogni, i comportamenti sociali, ed influenzare anche le scelte politiche. Si chiama «profilazione»: una merce molto richiesta da migliaia di aziende e gruppi di pressione.

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