Archive for the ‘Tecnologia’ Category

Iliad sbarca sulla rete fissa, accordo con Open Fiber

mercoledì, Luglio 8th, 2020

Roma – Iliad sigla un accordo con Open Fiber per lo sbarco sulla rete fissa. L’operatore utilizzerà la rete interamente in fibra ottica FTTH (Fiber To The Home, la fibra che arriva direttamente all’interno di case e uffici), con cui Open Fiber sta cablando il Paese. L’intesa viene ufficializzata con un comunicato congiunto. La partnership strategica con un player come Iliad, informa la nota, comprende l’intero perimetro del piano che Open Fiber sta realizzando con investimento diretto (271 città). Tale accordo, si legge ancora, conferma l’efficace strategia commerciale che Open Fiber – che ha a oggi accordi con più di 100 operatori – sta perseguendo e il suo ruolo sempre più rilevante nel panorama nazionale e internazionale.  Iliad, ricorda il comunicato, è presente in Italia con una base utenti di oltre 5 milioni e mezzo di persone conquistate in meno di 2 anni dall’ingresso sul mercato. Il Gruppo vanta oltre 25 milioni di utenti tra fisso e mobile in Europa,

Iliad e Open Fiber

Iliad, si legge nel comunicato, “ha da sempre espresso interesse verso il segmento della rete fissa in Italia, in ottica di convergenza tra fisso e mobile, e ha recentemente confermato la volontà di accelerare in tale direzione, per offrire anche in questo segmento un servizio trasparente, semplice e di alta qualità”. Prosegue la nota: “L’accordo siglato con Open Fiber è il primo passo verso il raggiungimento di tali obiettivi”.

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Twitter, si potrà twittare anche a voce

venerdì, Giugno 19th, 2020

Non solo frasi, foto, video e gif. Twitter a breve consentirà di cinguettare anche con la voce. Il social network sta infatti testando una nuova funzione che permette di pubblicare messaggi audio. Il test al momento riguarda una piccola percentuale di utenti che usano Twitter su iPhone, ma “nelle prossime settimane” tutti i possessori del melafonino avranno accesso alla novità.

Twitter Fleet, in Italia arrivano le Storie che scompaiono in 24 ore

“A volte 280 caratteri non sono sufficienti, e alcune sfumature della conversazione si perdono. Per questo a partire da oggi stiamo testando una nuova funzione che aggiungerà un tocco più umano al modo in cui utilizziamo Twitter: la vostra voce”, spiega la compagnia sul blog.

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Anonymous attacca di nuovo e mette in mezzo la Lega

mercoledì, Giugno 17th, 2020

di ARTURO DI CORINTO

“Si comunica che in data odierna la Camera di Commercio stanzierà mille mila milioni di euro per i contribuenti afflitti dalla crisi. Un ringraziamento particolare va alla Lega che ha contribuito a creare tale fondo benefico trovando sotto il materasso la cifra di 49 milioni di euro”. Avete letto bene, anche se si tratta di una burla: la notizia, scritta nero su bianco, fino a ieri campeggiava sul sito della Camera di Commercio di Roma. Autori di questa intrusione informatica gli Anonymous italiani che, grazie alla falla di un content management system (sistema di gestione dei contenuti web) per i servizi delle Pubbliche Amministrazioni, sono penetrati in centinaia di siti dedicati alla trasparenza e ai servizi per il cittadino.

Anonymous attacca di nuovo e mette in mezzo la Lega


Il risultato è che adesso il sito per l’amministrazione trasparente dell’Agid è in manutenzione, quello della Camera di Commercio è stato appena ripulito dalle notizie fasulle e decine di pubbliche amministrazioni devono cambiare password e riconfigurare i propri servizi. Tra questi ci sono probabilmente anche Equitalia giustizia, Aci Informatica, l’istituto Poligrafico Zecca dello Stato, ENAC, Ente Nazionale per l’Aviazione Civile e il Ministero dell’Ambiente oltre che comuni capoluogo come Teramo, l’Aquila, Cosenza.

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App Immuni in attesa dell’ok del Garante della Privacy: si parte in 4 regioni (ma occhio alle truffe)

lunedì, Giugno 1st, 2020

di Alessandro Vinci

App Immuni in attesa dell'ok del Garante della Privacy: si parte in 4 regioni (ma occhio alle truffe)

Potrebbe avvenire già nel pomeriggio di oggi, lunedì primo giugno, l’atteso lancio di Immuni su App Store e Google Play. Il condizionale è però d’obbligo. Da un lato, infatti, la netta sensazione è che il team di sviluppo della software house Bending Spoons abbia ormai completato la messa a punto della piattaforma, dall’altro restano ancora da compiere gli ultimi passi – più o meno formali –, specie in riferimento all’arrivo del definitivo «via libera» da parte del Garante della Privacy. Previste in giornata le ultime riunioni per fare il punto della situazione. Non dovessero essere queste le ore decisive, tutto slitterà a domani. In ogni caso, con leggero ritardo sulla scadenza di fine maggio inizialmente «pronosticata» dalla ministra dell’Innovazione Paola Pisano. L’app Immuni sarà dunque disponibile al download in tutta Italia nello stesso momento, ma le sue funzione verranno attivate inizialmente solo in alcune zone e solo dal 3 giugno. Quelle indicate per la sperimentazione.

Test (con tutta probabilità) in quattro regioni

Sebbene scaricabile da tutti gli italiani, l’app dovrebbe inizialmente essere attiva in via sperimentale in sole quattro regioni. Salvo sorprese dell’ultimo minuto (mai da escludere prima degli annunci ufficiali) saranno Liguria, Puglia, Abruzzo e Marche.

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SpaceX, la storia è scritta: lanciata la navicella Crew Dragon

sabato, Maggio 30th, 2020

Federico Giuliani

La navicella della SpaceX di Elon Musk, la Crew Dragon, con a bordo i due astronauti della Nasa, Doug Hurley e Bob Behnken, è partita dal Kennedy Space Center a Cape Canaveral, in Florida, per raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale.

Il lancio, rinviato nei giorni scorsi a causa del maltempo, è avvenuto dalla rampa 39/A.

Fino all’ultimo il lancio era in dubbio per via delle cattive condizioni meteo, poi migliorate. Una decina di minuti prima del conto alla rovescia arriva il messaggio che tutti aspettavano. “Weather is go for launch”: la Nasa concede il via libera. Tre, due, uno: decollo.

Lanciato in orbita il razzo della Space X

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App Immuni, Apple e Google aggiornano i loro sistemi per il tracciamento contagi

giovedì, Maggio 21st, 2020

Roma – Per la App Immuni arriva il ‘timbro’ di Apple e Google. Cupertino e Mountain View hanno pubblicato il software che permetterà agli smartphone il tracciamento dei contagi da Coronavirus. L’aggiornamento sarà disponibile per i dispositivi gia’ nelle prossime ore. 

Sono 22 i governi, tra questi anche l’Italia, che ne hanno fatto richiesta: e ora spetta a questi ultimi la messa a punto finale. Per il lancio definitivo, manca il ‘documento di valutazione d’impatto per la protezione dei dati personali’ al quale sta lavorando il Ministero della Salute. Sarà a breve consegnato al Garante della privacy per la prevista valutazione. Sulle tempistiche, la previsione è di avere la app pronta per fine maggio. L’età minima per poterla utilizzare sarà di 14 anni e, al primo accesso, all’utente sarà richiesto di inserire la provincia di residenza.

“Abbiamo lavorato con le autorità sanitarie di tutto il mondo che decideranno come usare questa tecnologia”, affermano Apple e Google che dal 10 aprile hanno collaborato per creare una interfaccia (Api) che i governi integreranno sulle loro applicazioni “per farle funzionare meglio” sui sistemi operativi iOS e Android. 

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Coronavirus, App Immuni: ecco come funziona (e i dubbi che restano). La corsa per essere pronti il 18 maggio

giovedì, Aprile 30th, 2020

di Martina Pennisi

Coronavirus, App Immuni: ecco come funziona (e i dubbi che restano). La corsa per essere pronti il 18 maggio

Epa

Pezzo dopo pezzo, l’applicazione italiana di tracciamento dei contatti che dovrà provare a contribuire al contenimento del virus nella fase 2 inizia a prendere forma.

I tempi

I tempi sono il primo punto da affrontare e sono legati più ad Apple e Google che al decreto sulla parziale riapertura dal 4 maggio: ieri i due colossi californiani hanno dato agli sviluppatori indicati dai governi, compresi gli italiani di Bending Spoons, la prima versione delle Api (interfacce di programmazione) su cui si baseranno le applicazioni nazionali che hanno aderito alla loro iniziativa. La versione definitiva e gli aggiornamenti necessari sono attesi per il 15 maggio, data che dovrebbe coincidere con l’ultimo passaggio del Garante per la privacy e con il conseguente inzio delle sperimentazioni dell’app di due settimane in due o tre Regioni. L’obiettivo del ministero dell’Innovazione è di essere pronti a livello nazionale già per il 18 maggio, ma c’è un iter da compiere.

Il nome

Sul tavolo c’è anche il nome: il dicastero di Paola Pisano ha affidato a Paolo Iabichino, ex direttore creativo esecutivo di Ogilvy Italia e fondatore dell’osservatorio Civic Brands, la selezione di un’alternativa a «Immuni», che mal rappresenterebbe la missione di avvisare chi è stato a contatto con un infetto. Ecco un altro punto importante: quantomeno in una prima fase, l’unico compito che dovrà svolgere l’app sarà quello del tracciamento dei contatti. Sappiamo ormai da giorni che il download sarà volontario — ieri la ministra Pisano ha detto che si può puntare a un’adesione del 25-30% — e che l’app userà il bluetooth e non raccoglierà i dati sulla posizione.

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Colao: “Serve una rapida adozione della app per il tracciamento dei contatti”

martedì, Aprile 28th, 2020

di JAIME D’ALESSANDRO

ROMA – E’ stato detto a più riprese: la app Immuni, creata per tracciare la prossimità fra cittadini poi risultati positivi e isolare così le infezioni sul nascere, è solo uno degli strumenti che ci porteranno alla fase due. Ma è un tassello importante perché, se venisse scaricata volontariamente da almeno il 60 per cento della popolazione, permetterebbe di combattere la pandemia senza chiudere di nuovo il Paese.

stazione futuro riccardo luna

La battaglia segreta sull’app Immuni che ritarda la Fase 2

Peccato che della app, prevista a inizio maggio, si siano perse le tracce. Vittorio Colao, a capo della task force governativa sulla ripartenza, prova ora a forzare la mano e chiede una “rapida adozione della tecnologia per il contact tracing” nel primo rapporto consegnato nei giorni scorsi alla Presidenza del Consiglio.

Fa parte dei cinque ingredienti essenziali per far ripartire l’Italia: test per ricostruire le infezioni passate e tamponi per avere la fotografia istantanea dell’epidemia, mascherine per proteggersi e proteggere gli altri, app per tracciare i contatti di chi risulta positivo e scongiurare la comparsa di eventuali focolai, cure a domicilio.

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Coronavirus, ecco come funzionerà la app italiana per combattere la pandemia

giovedì, Aprile 9th, 2020

di JAIME D’ALESSANDRO

ROMA – “L’applicazione di “contact tracing” non ha l’obiettivo di geolocalizzare ma quello di ricostruire gli eventuali contatti fra persone”. La ministra dell’Innovazione, Paola Pisano, racconta così la via italiana alla lotta al Coronavirus ai tempi degli smartphone. Nessun modello coreano fatto di analisi delle immagini delle videocamere di sicurezza e dei dati inviati dal gps, ma “semplice” mappa delle prossimità fra cittadini grazie al bluetooth. A patto che i cellulari delle persone coinvolte abbiamo l’applicazione istallata. Non ha ancora un nome la app scelta dalla task force di 74 esperti, quello lo dirà il presidente Conte, né si sa quando verrà lanciata con esattezza. Ma la via scelta somiglia molto a quella intrapresa da Singapore, dove adesso stanno affrontando la terza recrudescenza del Coronavirus. Si tratta di un’app che si limita a registrare segnali di vicinanza in forma anonima, grazie a bluetooth e wi-fi, e avverte chi è entrato in contatto con una persona risultata positiva.

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Convivere con il virus: dal tracciamento alle cure a casa, le quattro mosse per ripartire

di LUCA FRAIOLI
Come funziona. I cittadini italiani che la scaricheranno forniranno tre informazioni: qual è il dispositivo con il quale sono stati in contatto, a che distanza, per quanto tempo. Nel caso in cui qualcuno risultasse positivo, l’operatore medico che deve essere autorizzato dal cittadino stesso, attraverso un codice identificativo anonimo invierà un messaggio di allerta per informare tutti quegli utenti, sempre identificati in modo anonimo che sono entrati in contatto con chi ha contatto il virus.

“Sarò chiara”, sottolinea Paola Pisano, “l’obiettivo è ridurre le possibilità di contagio, ma non sarà una sola applicazione a risolvere tutto. L’applicazione è parte di un sistema integrato del quale i protagonisti saranno inevitabilmente aspetti non tecnologici”.

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Dalla scuola su Youtube alla spesa digitale: sarete stupiti da cosa poter fare online

mercoledì, Febbraio 26th, 2020

Non soltanto ha fatto scoprire le potenzialità del telelavoro, ma ha aperto davanti agli occhi di chi è rimasto chiuso in casa le infinite possibilità della rete e della tecnologia: il coronavirus ha fatto impennare la cosiddetta “homebody economy”, l’economia che continua a girare grazie a chi è isolato o in quarantena, armato solo di una connessione e di un dispositivo digitale. Se in Italia alcune soluzioni non sono ancora state adottate, in Cina iniziano ad affermarsi e ad essere apprezzate dalla popolazione, pur in un tempo cupo come quello che sta vivendo. E così c’è chi scopre che non è necessario uscire per andare a fare la spes e che è possibile immaginare una scuola in cui le lezioni non si svolgano solo in classe. Ecco come la vita diventa più smart da remoto:

Fare la spesa comodamente da casa

In Italia Esselunga, Carrefour, Pam Panorama e altri big dei supermercati consentono ai clienti di ricevere la spesa comodamente a casa. Basta collegarsi sui siti ufficiali, seguire le istruzioni, riempire il carrello e attendere il suono del campanello. Anche Amazon offre servizi di spesa online: per i clienti Amazon Prime c’è Amazon Pantry che consente di acquistare migliaia di prodotti di ogni genere, dagli alimenti alle bevande ai prodotti per la cura personale e della casa. Il costo della spedizione è fisso indipendentemente da cosa si acquista ed è pari a 4,99 euro per ogni ordine effettuato. I costi di spedizione sono nulli se si acquistano più di cinque prodotti. Per i clienti di Amazon Prime c’è anche Prime Now che consegna l’ordine nella fascia di 2 ore al costo di 3,49€ per ordini inferiori a 50€ e senza costi aggiuntivi per ordini superiori a 50€. C’è poi la startup Supermercato24.it che da pc o telefono permette di scegliere la catena della propria città in cui fare la spesa (ce ne sono più di 20, tra cui Lidl, Carrefour, Coop Lombardia, Conad, Pam Panorama). Un personal shopper si recherà a fare la spesa e poi consegnerà i prodotti al destinatario in giornata (entro un’ora nelle grandi città).

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