Archive for the ‘Sanità’ Category

Coronavirus, la corsa mondiale al vaccino: a che punto sono i 4 finalisti

giovedì, Luglio 30th, 2020

di Laura Cuppini

Lo sforzo senza precedenti della comunità scientifica mondiale per arrivare a un vaccino contro Sars-CoV-2 procede a grandi passi. Sono almeno 4, su oltre 160, le aziende con candidati nella fase clinica di efficacia: AstraZeneca (azienda svedese a cui l’Italia ha prenotato 400 milioni di dosi di vaccino insieme ad altri Paesi europei), Moderna (che collabora con i National Institutes of Health), BioNTech/Pfizer (accordo industriale Usa-Germania) e CanSino (società cinese). A questi si aggiungerà un vaccino sviluppato in Russia dall’Istituto di ricerca Gamaleya, new entry nella lista dei candidati di cui si sta valutando l’efficacia clinica.

A che punto sono arrivati gli studi e i test?
Globalmente 25 gruppi di ricerca si trovano nella fase di sviluppo clinico, quella in cui il vaccino viene somministrato a esseri umani. Gli studi più avanzati, descritti sopra, sono appena entrati o stanno entrando nella fase 3, che serve a dimostrare l’efficacia e richiede diversi mesi, se non anni, di lavoro. Perché vi sia l’approvazione dell’Agenzia regolatoria di riferimento, si deve dimostrare, con uno studio su decine di migliaia di persone sane, che il farmaco è in grado di prevenire l’infezione o almeno le forme gravi di malattia, senza causare effetti collaterali di rilievo.

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Diagnosi precoce, testato esame del sangue che individua il tumore 4 anni prima che si manifesti

giovedì, Luglio 23rd, 2020

di TIZIANA MORICONI

Scoprire 5 dei tumori più comuni e difficili da trattare con quattro anni di anticipo rispetto a quanto è possibile fare oggi, attraverso l’analisi del sangue. È quello che mostra di poter fare un nuovo test sperimentale – chiamato PanSeer – in uno studio pubblicato oggi su Nature Communications, coordinato dall’Università della California di San Diego e condotto insieme a diverse università cinesi. 

Negli ultimi anni la ricerca sulla biopsia liquida ha avuto una grande accelerazione: quello che sembrava un miraggio – cioè la possibilità di scoprire il cancro quando è ancora ai primissimi stadi, invisibile con le normali tecniche di imaging – sta diventando un obiettivo sempre più realistico e prossimo. Il nuovo sistema, ancora lungi dal poter essere impiegato nella pratica clinica, si aggiunge ad altri promettenti test che sono in fase di sviluppo o validazione. Nello specifico, PanSeer sembra poter identificare i tumori di stomaco, esofago, colon retto, polmoni e fegato con un’affidabilità media del 91%. Va sottolineato, però, che per confermare queste potenzialità sarà necessario attendere i risultati dello studio su larga scala. 

Un test del sangue per scoprire 50 tipi di tumore di TIZIANA MORICONI


Cercare la firma del tumore nel Dna circolante

Come altre biopsie liquide, il sistema rileva dei “segnali” nel Dna già associati ai tumori: si tratta di metilazioni, cioè modifiche chimiche (la sequenza delle “lettere” resta la stessa, ma cambia la struttura) in grado di modulare l’espressione dei geni. PanSeer ha analizzato il Dna tumorale circolante metilato (ctmDNA), interrogando oltre 12 mila schemi di metilazione e utilizzando, tra gli altri, i dati del Cancer Genome Atlas.

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“Tamponi a chi arriva in Italia in porti, aeroporti e stazioni”

lunedì, Luglio 6th, 2020

Francesca Angeli

«Errore tragico aver detto che il virus è finito». Il professor Francesco Vaia direttore sanitario dell’Istituto Spallanzani, centro di riferimento per l’emergenza Covid, di fronte all’esplosione di tanti nuovi focolai lancia un appello alla comunità scientifica: «eviti di lanciare messaggi sbagliati che disorientano l’opinione pubblica».

Professor Vaia assistiamo ad una risalita dei contagi dovuti a casi di importazione e a comportamenti irresponsabili da parte di pazienti positivi. Come si può intervenire per contenere la diffusione del virus?

«A Roma i casi sono già in diminuzione: se si interviene immediatamente la diffusione viene arginata. Per i casi di importazione è necessario porre un’attenzione forte a porti, aeroporti e stazioni. La misurazione della temperatura e l’autocertificazione non sono misure sufficienti. Tutti coloro che provengono da Paesi dove il virus è in crescita, come il Messico, il Brasile o il Bangladesh, devono essere sottoposti a tampone per verificare l’eventuale positività».

Un test appena scesi dall’aereo o dal treno?

«Certamente. La sanità pubblica ha svolto egregiamente il suo compito e continuerà a farlo ma occorre la collaborazione di tutta la società: la sanità da sola non può farcela. Per quanto riguarda i controlli le società che gestiscono le grandi stazioni devono collaborare. Siamo in grado di eseguire test che danno il risultato in poche ore. Il viaggiatore viene identificato e registrato. Nel caso in cui si riscontri la positività viene rintracciato ed isolato. Non c’è un altro modo per impedire che il virus circoli».

Che cosa la preoccupa?

«Vedo troppo rilassamento in giro. Mi preoccupa la caduta della vendita di mascherine. La comunità scientifica e tutte le istituzioni più importanti a cominciare dall’Organizzazione mondiale della sanità hanno mandato messaggi contraddittori confondendo i cittadini. Si deve insieme fare uno sforzo per dare messaggi chiari ed univoci. Io non mi sono mai voluto candidare né nel partito degli ottimisti né in quello dei pessimisti. Ma chi ha detto che il virus è finito ha compiuto un tragico errore».

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Speranza valuta Tso per chi è positivo al virus e rifiuta le cure

domenica, Luglio 5th, 2020

“Sto valutando con il mio ufficio legale l’ipotesi di trattamenti sanitari obbligatori nei casi in cui una persona deve curarsi e non lo fa”: lo ha riferito a Repubblica il ministro della Salute Roberto Speranza, parlando del caso dell’imprenditore veneto che ha rifiutato le cure ed è andato in giro pur essendo positivo al coronavirus.

“Ma attenzione”, ha aggiunto il ministro, “il mio giudizio su come si sono comportati gli italiani in questa crisi è positivo, senza questa sintonia di fondo tra le misure adottate e i comportamenti individuali noi non avremmo piegato la curva”.

Per Speranza “l’unico strumento che funziona e ha funzionato” resta “la persuasione” per “far capire a tutti che finché il virus sarà attivo dovremo rispettare le tre regole rimaste: mascherina, distanziamento fisico di almeno un metro senza assembramenti e rispetto delle regole igieniche a partire dal lavaggio delle mani”.

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Speranza: “Il vaccino lo paga lo Stato e verrà distribuito gratis prima alle classi più a rischio”

domenica, Giugno 14th, 2020

“I dati sono incoraggianti, la direzione giusta, ma finché il vaccino non sarà disponibile il rischio che il virus riparta va sempre considerato. Non finirò mai di raccomandare massima cautela”, ha detto Speranza nell’intervista al Corriere della Sera a proposito della possibile seconda ondata di contagi che potrebbe arrivare in autunno.

Sul rifare tutto, il ministro ammette, “non lo so sinceramente. Ci sarà modo di ragionare su tutto e lo farò con la massima serietà. Quel che è certo è che ho sempre agito avendo a cuore la salute e la vita delle persone”.

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Coronavirus, le consulenze d’oro di Roberto Burioni (e del suo socio Nicola Bedin)

sabato, Giugno 6th, 2020

di Emiliano Fittipaldi e Giovanni Tizian

Coronavirus, le consulenze d'oro di Roberto Burioni (e del suo socio Nicola Bedin)

La Fase 2 della pandemia da Coronavirus, per le aziende italiane, è affare complesso da gestire. Per i fatturati in picchiata e i business ancora boccheggianti, in primis. Ma anche per la gestione della sicurezza sul lavoro di operai e dipendenti e (in caso di ristoranti, bar e negozi) dei clienti. Fabbriche e uffici che stanno riaprendo hanno infatti bisogno per legge di rispettare decine di regole di igiene, direttive sul distanziamento e protocolli di vario tipo. Se non lo fanno rischiano multe salate, nuovi blocchi delle attività e della produzione, e – in caso di contagio – possibili cause civili.

Ecco perché, mentre ricercatori in mezzo mondo sono chini sui vetrini a cercare cure e vaccini, altri scienziati da qualche settimana offrono soluzioni per affrontare la riapertura. Organizzando attività di consulenza ad hoc. Obiettivo: vendere servizi anti-Covid a imprese e gruppi industriali interessati.

Leggendo le cronache, tra le varie iniziative spicca il progetto chiamato “Back on track”. «Un servizio di consulenza», si legge in una brochure informativa spedita a potenziali clienti, «realizzato da Lifenet Healthcare e dal professor Roberto Burioni». Il virologo del San Raffaele di Milano è ospite fisso di programmi tv, e non ha bisogno di presentazioni. Meno conosciuta è la Lifenet: una srl «focalizzata su attività ambulatoriali e ospedaliere» fondata nel 2018 da Nicola Bedin. Un brillante quarantenne con relazioni importanti che è stato per sette anni amministratore delegato proprio del San Raffaele, e che pochi giorni fa è stato designato a sorpresa come nuovo presidente di Snam.



Bedin e Burioni, partnership nata con l’arrivo del Covid 19, propongono da qualche settimana alle aziende italiane un pacchetto di «indicazioni e linee guida per riprendere l’attività aziendale in sicurezza rispetto al coronavirus». Gli affari di Lifenet  (controllata da Bedin attraverso un’altra società, la Invin srl, di cui possiede il 70 per cento delle quote) vanno a gonfie vele: nelle ultime settimane il gruppo ha firmato contratti da centinaia di migliaia di euro con aziende e marchi top.

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Sanità, Speranza e l’inchiesta di “Repubblica”: “Priorità è stata lotta al Covid, ora attenzione su altre patologie”

venerdì, Giugno 5th, 2020

Presente all’inaugurazione dell’Hub nazionale e regionale sulle terapie intensive all’ospedale Maggiore di Bologna il ministro della Salute Roberto Speranza, che insieme al governatore Stefano Bonaccini ha visitato i 34 nuovi posti letto di terapia intensiva realizzati in soli 40 giorni. Una rete ospedaliera Covid Intensive Care composta da 6 strutture (S.Orsola di Bologna, Ospedale Maggiore di Parma, Policlinico di Modena, Ospedale Civile di Baggiovara e Infermi di Rimini) sempre disponibili per i pazienti Covid.

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Corte dei Conti: “Aver privilegiato i grandi ospedali non ha protetto gli italiani”

domenica, Maggio 31st, 2020

La concentrazione delle cure nei grandi ospedali, verificatasi negli ultimi anni, e il conseguente impoverimento del sistema di assistenza sul territorio ha lasciato la popolazione italiana “senza protezioni adeguate” davanti all’emergenza Covid. Lo scrive la Corte dei Conti in un approfondimento sulla sanità nell’ultimo Rapporto sulla finanza pubblica, sottolineando che le strutture territoriali sono diventate sempre meno efficaci. 

La crisi, spiega la Corte, ha messo in luce anche, e soprattutto, i rischi insiti nel ritardo con cui ci si è mossi per rafforzare le strutture territoriali, a fronte del forte sforzo operato per il recupero di più elevati livelli di efficienza e di appropriatezza nell’utilizzo delle strutture di ricovero.

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Il vaccino funziona: da dicembre un miliardo di dosi l’anno

sabato, Maggio 30th, 2020

di Alessandra Cattoi  

Due mesi che valgono due anni, o forse di più. Sono passati sessanta giorni dall’avvio della sperimentazione clinica del vaccino contro il virus SARS-CoV-2 dell’azienda biothec americana Moderna e i primi risultati, resi pubblici il 18 maggio, sono stati definiti da tutti gli esperti molto promettenti. Innanzitutto il vaccino si è dimostrato sicuro, non comporta effetti collaterali ed è ben tollerato. Ma soprattutto i dati mostrano che le persone vaccinate hanno sviluppato livelli di anticorpi uguali o superiori a quelli misurati in soggetti infettati dal virus e successivamente guariti. Notizie tanto incoraggianti da fare sbilanciare anche Anthony Fauci, direttore del Niaid (National Institute of Allergy and Infectious Diseases) e capo della task force della Casa Bianca per l’emergenza coronavirus. Fauci si è detto «cautamente ottimista» rispetto all’efficacia del vaccino di Moderna «proprio perché» ha dichiarato alla Cnn, «i primi risultati hanno dimostrato la capacità di neutralizzare il virus con la somministrazione di dosi ragionevoli di vaccino, ed è lecito prevedere che se gli stessi livelli di anticorpi saranno confermati su un numero più ampio di persone, il vaccino potrà proteggere dall’infezione».

Alla frenetica corsa verso il vaccino per sconfiggere la piaga del 2020, partecipa anche Andrea Carfí, scienziato italiano, da dieci anni negli Usa e da due a capo del team sulle malattie infettive di Moderna.  Intervistato  dal sito dell’Espresso lo scorso marzo, era apparso ottimista fin dai primi giorni della prima fase di sperimentazione sull’uomo e, a quanto pare, i fatti oggi gli danno ragione.

«La cautela era e continua ad essere d’obbligo ma si, confermo che l’ottimismo era ben risposto», dice oggi Carfi all’Espresso. «Infatti, su tutti i 45 volontari sottoposti alla prima fase di sperimentazione, il vaccino è risultato sicuro, confermando i dati ottenuti in studi clinci di altri nostri vaccini. Abbiamo anche osservato la produzione di anticorpi in tutti i soggetti vaccinati e in otto di loro abbiamo dimostrato la presenza di anticorpi neutralizzanti, cioè in grado non solo di riconoscere il virus ma anche di bloccarlo evitando cosí l’infezione. Dopo la somministrazione del vaccino, i titoli di questi anticorpi appaiono paragonabili a quelli di persone infettate e poi guarite da infezione da SARS-CoV-2. Tra qualche settimana avremo i risultati definitivi di tutti i 45 volontari a cui è stato somministrato il vaccino mRNA. Nel frattempo continuiamo i test su modelli animali. Sappiamo già che i topi vaccinati con mRNA-1273 (il nome del vaccino di Moderna, ndr) hanno anticorpi che neutralizzano il virus e, più importante, sono protetti quando esposti al virus.

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Milano, 18enne con polmoni “bruciati” dal Covid-19: trapianto riuscito

venerdì, Maggio 29th, 2020

Sono stati trapiantati entrambi i polmoni a un 18enne ridotto in fin di vita dal coronavirus, Il Covid-19 gli aveva “bruciato” i due organi rendendoli incapaci di respirare in pochi giorni. L’intervento, il primo di questo tipo in Europa, è stato eseguito dai medici del Policlinico di Milano, sotto il coordinamento del Centro nazionale trapianti, con il Centro regionale trapianti e il Nord Italia transplant program.

E’ la prima volta in Europa per un’operazione di questo tipo: negli stessi giorni un intervento analogo anche in Austria. La pandemia aveva cambiato la vita al ragazzo: anche se Francesco, questo il suo nome, era giovane e perfettamente sano, il virus lo ha infettato e gli ha danneggiato irrimediabilmente i polmoni, “bruciando” ogni capacità di respirare normalmente.

La vicenda Il ragazzo nizia ad avere la febbre il 2 marzo e il 6 marzo vieneb ricoverato in terapia intensiva all’Ospedale San Raffaele di Milano. Due giorni dopo viene intubato e il 23 marzo viene collegato alla macchina Ecmo per la circolazione extracorporea. Ma ormai i suoi polmoni sono compromessi irrimediabilmente, e a metà aprile i medici del San Raffaele, confrontandosi con quelli del Policlinico, decidono di tentare di donargli polmoni nuovi. Una cosa mai provata finora, se non in pochi rari casi in Cina (e in un singolo caso a Vienna, eseguito pochi giorni dopo l’intervento di Milano effettuato il 18 maggio scorso).

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