Archive for the ‘Sanità’ Category

Speranza: “Il 2 dicembre presenterò il piano vaccini”. E sul Mes insiste: “Va usato”

giovedì, Novembre 26th, 2020

Io sarò in Parlamento il 2 dicembre per presentare il piano strategico dei vaccini che stiamo costruendo. A dirlo è il ministro della Salute, Roberto Speranza, parlando all’incontro online “La sanità futura tra innovazione e ricerca”, organizzato da Rcs Academy. “L’Italia – ha poi aggiunto – ha iniziato a lavorare dal mese di maggio per promuovere un’iniziativa europea nel campo dei vaccini. È stato il primo motore dell’iniziativa della Commissione europea che ha iniziato a costruire contatti con le aziende farmaceutiche che stanno sviluppando vaccini”.

Coronavirus, i quattro tipi di vaccini in arrivo: pro e contro

A poche ore dal vertice di questa sera alle 18 con il Cts in cui si decideranno le misure anti-Covid per il periodo di Natale, il numero massimo di persone che potranno partecipare ai cenoni nelle case e la ripartenza della scuola in presenza dal 9 dicembre, il ministro Speranza ha riaffrontato il nodo del fondo salva-Stati. Un tema su cui nella maggioranza di governo le forze politiche sono divise, con il Movimento 5 Stelle di traverso rispetto al suo utilizzo.

Secondo Speranza, tuttavia, bisogna riprogrammare il modello di spesa sanitaria e chiudere con la stagione dei tagli. “Abbiamo presentato al Parlamento, sia alla Camera che al Senato – ha insistito – un piano che potrà essere finanziato con tutte le leve di cui disponiamo, con il Bilancio dello Stato, il Recovery fund e il Mes, che per me è uno strumento a cui bisogna guardare con assoluta serenità. Bisogna chiudere con la stagione dei tagli e aprire una nuova grande stagione di investimenti”.
Ma Conte, durante la sua conferenza stampa a Palma di Maiorca, ha replicato: “Faremo in modo che le risorse per il piano sanità siano adeguate”.

Mes, Conte replica a Speranza: “Faremo in modo che risorse per piano sanità siano adeguate”

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Speranza: «Segnali incoraggianti, ma limitazioni sono ancora inevitabili»

mercoledì, Novembre 25th, 2020

di Sara Bettoni

Speranza: «Segnali incoraggianti, ma limitazioni sono ancora inevitabili»

Il ministro Speranza (Ansa)

«Non possiamo permetterci una nuova ondata all’inizio del 2021. La mia linea è e resta quella della massima prudenza. Finché non avremo cure certe e un vaccino sicuro ed efficace, l’unica arma che abbiamo sono le restrizioni». È il messaggio di Roberto Speranza, ministro della Salute, ospite del talk «La sanità futura tra innovazione e ricerca» organizzato da Rcs Academy. Intervistato dal direttore del Corriere Luciano Fontana, il ministro ha fatto il punto sulla situazione pandemica in Italia. «Dobbiamo dire due verità che possono sembrare in contraddizione — ha spiegato —. La prima è che la pressione sugli ospedali è alta e il virus circola in maniera significativa. Non possiamo abbassare la guardia. Ma va considerato con la stessa franchezza che da alcune settimane abbiamo segnali incoraggianti».

Limitazioni inevitabili

Segnali che non possono tradursi in un immediato «liberi tutti», ma che ci dicono che la strada imboccata è quella giusta. A proposito del recente dibattito sulla riapertura delle scuole, delle attività commerciali e l’avvio della stagione sciistica in virtù dei primi dati in miglioramento, Speranza ha sottolineato: «Aspetteremo il report di venerdì per le valutazioni. Da ministro della Salute, credo che con 800 vittime la nostra cautela deve essere massima e ci sono limitazioni inevitabili. Non dimentichiamo quello che è avvenuto in estate. Una parte del Paese ha pensato in buona fede che la battaglia fosse finita e si potesse tornare alla normalità. Vediamo ora quale prezzo salato dobbiamo pagare. Ma non c’è conflittualità tra diritto alla salute e ripresa del Paese». L’epidemia ha messo in evidenza le difficoltà del Sistema sanitario nazionale, in particolare nelle cure sul territorio. Come ripartire?.

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La Sanità futura tra innovazione e ricerca

mercoledì, Novembre 25th, 2020
Dagli investimenti ai piani di riorganizzazione della rete nazionale ospedaliera fino all’industria farmaceutica e ai nuovi dispositivi medici – Luciano Fontana, direttore responsabile Corriere della Sera, Luigi Ripamonti, direttore Corriere Salute e Simona Ravizza, giornalista di Dataroom Coriere della Sera /CorriereTv
L’online talk di Rcs Academy dedicato alla Sanità del futuro. Intervengono Roberto Speranza, ministro della Salute, intervistato da Luciano Fontana, direttore responsabile Corriere della Sera, Lorenzo Positano, Managing Director and Partner Bcg, Elena Bottinelli , amministratore delegato Irccs Ospedale San Raffaele e Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi, Nino Cartabellotta , presidente Fondazione Gimbe, Marco Elefanti, direttore generale Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs – Roma, intervistati da Simona Ravizza, giornalista di Dataroom Corriere della Sera; Fabio Ciceri , direttore scientifico Irccs Ospedale San Raffaele, Massimo Galli, professore ordinario Malattie Infettive Università Studi Milano e direttore divisione clinicizzata Malattie Infettive Asst Fatebenefratelli Sacco Milano, Alberto Mantovani direttore scientifico, Humanitas, Walter Ricciardi , professore di Igiene e Sanità pubblica Università Cattolica e consigliere scientifico del ministro della Salute per la pandemia da coronavirus, Antonella Viola , direttore scientifico Istituto di Ricerca Pediatrica, Città della Speranza, intervistati da Luigi Ripamonti, direttore Corriere Salute.

Intervengono anche Massimo Scaccabarozzi, presidente Farmindustria, Valentino Confalone , Vice President e General Manager Gilead Sciences Italia, Micol Fornaroli , Ceo Mtd Medical Technology and Devices e Marcello Cattani , Country Lead e Direttore Generale Sanofi Itali.
Per partecipare clicca qui

CORRIERE.IT

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Ricciardi: “Vaccino sarà valutato per la sicurezza. Se servirà, lo renderemo obbligatorio”

lunedì, Novembre 23rd, 2020
Ricciardi
Ricciardi

“Dobbiamo aspettare che le aziende presentino ufficialmente i dati all’Ema e alla Fda e i loro dati spero siano confermati dall’autorizzazione ufficiale”. Ma “non c’è dubbio che il vaccino contro il Covid sarà valutato come tutti i vaccini nel passato, in primis per sicurezza e poi per la capacità protettiva”. Lo ha detto Walter Ricciardi, professore di Igiene dell’Università Cattolica e consulente del ministero della Salute, nella trasmissione Agorà, su Rai 3. Per la catena di distribuzione, “le regioni sceglieranno, a seconda di dimensioni e logistica, la via migliore. Quelle più piccole potrebbero prevedere un unico hub e poi le strutture dove si vaccina, per quelle più grandi saranno di più. Ma l’Italia ha tutta la capacità di fare bene questo piano di distribuzione”.  Rispetto all’obbligatorietà del vaccino contro il Covid “per il momento ho consigliato al ministro di prevedere la volontarietà per gli adulti” ma “se capissimo che serve il 90-95% di copertura per ottenere l’immunità di gregge, senza la quale ci troveremmo di fronte alla necessità di dover bloccare la produttività e la mobilità per il Paese, si potrebbe, per cause di forza maggiore, valutare anche l’obbligo”.

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Crisanti: «Sul vaccino Covid ho espresso un concetto di buon senso»

lunedì, Novembre 23rd, 2020

di Andrea Crisanti*

Crisanti: «Sul vaccino Covid ho espresso un concetto di buon senso»

Caro Direttore,

In una recente intervista a Focus life in risposta alla domanda se mi sarei vaccinato a gennaio ho affermato che non lo avrei fatto fino a che i dati di efficacia e sicurezza non fossero stati messi a disposizione sia della comunità scientifica sia delle autorità che ne regolano la distribuzione.

Ho formulato un concetto di buon senso che non esprimeva alcun giudizio negativo sulla bontà del vaccino né tantomeno metteva in discussione la validità della vaccinazione come il mezzo più efficace per prevenire la diffusione delle malattie trasmissibili. La mia storia personale e scientifica ne è la testimonianza.

La mia dichiarazione, che credo abbia interpretato il sentimento dei tanti che hanno a cuore e danno valore al metodo scientifico, è stata ispirata dalla modalità con cui le aziende produttrici hanno comunicato i risultati raggiunti senza accompagnarli ad una adeguata informazione almeno per quanto riguarda la Fase III.

La trasparenza è la misura del rispetto che si nutre nei confronti degli altri e genera un bene prezioso, la fiducia
. In questi giorni le aziende produttrici, invece di condividere i dati con la comunità scientifica, hanno privilegiato una comunicazione basata su proclami non sostanziati da evidenze.

Noi tutti riponiamo in questi vaccini delle grandi aspettative; se le aziende in questione sono in possesso di informazioni che giustificano annunci che possono apparire rivolti in particolare ai mercati finanziari, devono essere rese pubbliche anche in considerazione del fatto che la ricerca è stata largamente finanziata con quattrini dei contribuenti.

La notizia che dirigenti delle due aziende produttrici abbiano esercitato il loro diritto, ne sono certo legittimo, a vendere le azioni per sfruttare i vantaggi legati al rialzo di prezzo non ha contribuito a generare un sentimento di fiducia.

A poche ore dalla mia intervista si è scatenato un inferno mediatico senza precedenti, illustri colleghi in coro hanno fatto a gara per censurare le mie parole definite irresponsabili. Secondo alcuni avrei addirittura messo in pericolo la sicurezza nazionale!

I custodi della ortodossia scientifica non ammettono esitazioni o tentennamenti, reclamano un atto di fede a coloro che non hanno accesso a informazioni privilegiate «il vaccino funzionerà», tuonano indignati. Io sono il primo ad augurarmelo, mi permetto tuttavia di obiettare che il vaccino non è un oggetto sacro. Lasciamo la fede alla religione e il dubbio ed il confronto alla scienza che ne sono lo stimolo e la garanzia.

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Covid, Ippolito (Cts): «Natale? Con pochi invitati e no a spostamenti tra regioni»

domenica, Novembre 22nd, 2020

di Margherita De Bac

Covid, Ippolito (Cts): «Natale? Con pochi invitati e no a spostamenti tra regioni»

Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani e componente del Cts, il lento decremento dei contagi conferma che oggi l’unico intralcio all’epidemia è obbligare la gente a restare a casa?
«Senza misure cosiddette non farmacologiche, quali il distanziamento e la limitazione di movimento, non è possibile affrontare questa pandemia. Il decremento dei contagi osservato è l’indicatore migliore dell’efficacia delle misure adottate nel nostro Paese, analogamente a quanto è avvenuto in altri Paesi europei che hanno avuto il coraggio di adottarle e mantenerle nonostante lamentele e proteste».

Se nelle prossime settimane l’Rt scendesse sotto l’unità si potrebbero avviare progressive riaperture?
«Il governo deciderà le misure tenendo conto dei dati del monitoraggio. In ogni caso escludo che si debba arrivare ad un tana liberi tutti».

Natale contenuto?
«Non è perché è Natale che si debbano usare misure diverse. In questi giorni tutti i Paesi stanno valutando i rischi delle festività sulla base della dinamica della pandemia. Negli Usa, dove è stato registrato 1 milione di nuovi casi di Covid-19 nella sola ultima settimana, i Centers for diseases control hanno emanato raccomandazioni per il giorno del ringraziamento, il prossimo 26 novembre».

Il virologo Anthony Fauci passerà il giorno del ringraziamento su Zoom. Lo dovremmo imitare?
«Un modo sicuro è riunirsi a casa e limitare la lista degli invitati ai familiari più stretti. Con l’aumentare del numero di persone, soprattutto se non conviventi, aumenta il rischio di venire a contatto con il virus. Gli spostamenti da una parte all’altra del Paese per raggiungere amici e familiari non sono una buona scelta. Non dobbiamo perdere i risultati ottenuti».


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Coronavirus, Richeldi (Cts): «Le misure funzionano. Sarà l’ultimo Natale con queste privazioni»

sabato, Novembre 21st, 2020

di Fabrizio Caccia

Coronavirus, Richeldi (Cts): «Le misure funzionano. Sarà l'ultimo Natale con queste privazioni»

ROMA- «Stiamo andando sulla strada giusta». Luca Richeldi è il presidente della Società italiana di pneumologia, primario al Policlinico Gemelli di Roma e componente del comitato tecnico scientifico (Cts). Per la prima volta, forse, dall’inizio di questa guerra contro il Covid, dalla sua voce traspare fiducia.

É così, professore?
«I decessi sono ancora alti, i ricoveri sono ancora alti, ma l’indice Rt a livello nazionale ora è sceso a poco sopra l’1 e ci sono almeno 3 regioni in cui è già sotto».

Il numero dei decessi, però, è impressionante. Quando prevede che inizieranno a calare?
«Analizzando il trend, direi che purtroppo ci vorrà ancora qualche settimana. Mentre per i ricoveri in terapia intensiva, credo che già dalla prossima invece potremo assistere a una riduzione. I numeri sono ancora alti, è vero, ma non dobbiamo lasciarci prendere dallo spavento. Gli strumenti che abbiamo messo in campo stanno funzionando».

É la strada giusta, dice lei. Di chi è il merito?
«Di un grande gioco corale, scienziati, medici, ospedali, istituzioni. Ma soprattutto dei cittadini, che stanno rispettando le regole. Chi è in zona rossa con grande responsabilità sta facendo dei sacrifici anche per il bene di chi è in zona gialla. Sacrifici diseguali per il bene comune. Responsabilità, consapevolezza, per questo credo che sarà un Natale speciale».

Liberi tutti?
«No, al contrario. Dico però che questo senso di responsabilità verso noi stessi e verso gli altri, i sacrifici e le privazioni a cui ancora ci sottoporremo, faranno in modo che questo sarà anche l’ultimo Natale così. Le buone notizie, infatti, che arrivano dal fronte dei vaccini e da quello dei farmaci antivirus, sono incoraggianti. Perciò, anche senza cenoni e senza abbracci, porteremo in famiglia lo spirito giusto, fatto di altruismo e condivisione».

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Crisanti: «Il vaccino a gennaio? Io non lo farei». Polemiche

venerdì, Novembre 20th, 2020

«Normalmente ci vogliono dai 5 agli 8 anni per produrre un vaccino. Per questo, senza dati a disposizione, io non farei il primo vaccino che dovesse arrivare a gennaio. Perché vorrei essere sicuro che questo vaccino sia stato opportunamente testato e che soddisfi tutti i criteri di sicurezza ed efficacia. Ne ho diritto come cittadino e non sono disposto ad accettare scorciatoie». Sono le parole del virologo Andrea Crisanti a Focus Live. «Io sono favorevolissimo ai vaccini — ha continuato Crisanti — ma questi di cui si parla sono stati sviluppati saltando la normale sequenza Fase 1, Fase 2 e Fase 3.

Questo è successo perché hanno avuto fondi statali e quindi si sono potuti permettere di fare insieme le tre fasi perché i rischi erano a carico di chi aveva dato i quattrini. Ma facendo le tre fasi in parallelo, uno si porta appresso tutti i problemi delle varie fasi».

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Vaccino Covid: distribuzione, effetti collaterali, tempi. Domande e risposte

venerdì, Novembre 20th, 2020

di Alessandro Trocino

Vaccino Covid: distribuzione, effetti collaterali, tempi. Domande e risposte

Finalmente ci avviciniamo al momento in cui anche in Italia saranno somministrate le prime dose dei vaccini. Dalla seconda metà di gennaio, verranno distribuite le prime dosi del vaccino Pfeizer/Biontech, poi seguiranno altri prodotti ancora in via di sperimentazione. Ma quali saranno i criteri e le priorità della somministrazione? E quali certezze abbiamo sull’efficacia e sui possibili effetti collaterali? Abbiamo provato a fare un quadro delle questioni principali e dello stato dell’arte, con l’aiuto del professor Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano. Che avverte: «Stiamo arrivando al dunque. Ricordiamoci che vaccinarsi sarà un dovere civico per tutti».

Qual è il primo che arriverà in Italia?

Sono tre i vaccini contro il Covid in avanzato stato di sperimentazione. Quello prodotto da AstraZeneca, multinazionale svedese-britannica con sede a Londra, in collaborazione con lo Jenner Institute dell’Università di Oxford e con la Irbm di Pomezia: quello di Moderna, realizzato in collaborazione con il National institute of health (Nih). E quello prodotto da Pfizer/Biontech, che è l’unico che ha già concluso la fase III della sperimentazione e sarà il primo ad arrivare in Italia.

Quando arriverà e con quante dosi?

Nella seconda metà di gennaio, secondo quanto prevede il commissario Domenico Arcuri, comincerà la somministrazione dei primi 3,4 milioni di dosi di vaccino Pfizer. Dovendosi ripetere due volte la vaccinazione, riguarderà 1,7 milioni di italiani.

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Piano vaccini Covid, Arcuri: «A fine gennaio 3,4 milioni di dosi, distribuite prima a ospedali e Rsa»

giovedì, Novembre 19th, 2020

di Silvia Morosi

Piano vaccini Covid, Arcuri: «A fine gennaio 3,4 milioni di dosi, distribuite prima a ospedali e Rsa»

«Appare prioritario salvaguardare quei luoghi che nel corso della pandemia hanno rappresentato il principale canale di contagio e diffusione del virus, quali a titolo esemplificativo gli ospedali e i presidi residenziali per anziani. A tal fine si potrebbe prevedere in questa prima fase di somministrare il vaccino direttamente nelle strutture ospedaliere e, tramite unità mobili, nei presidi residenziali per anziani». È quanto si legge nel Piano per i vaccini anti-Covid (lo trovate qui) che il commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri, ha inviato ai presidenti delle Regioni, e per conoscenza ai ministri della Salute e degli Affari Regionali. I primi vaccini, ha chiarito, «potrebbero essere disponibili già a partire dai primi mesi del prossimo anno».

Prime dosi da fine gennaio 2021

In particolare «il vaccino Pfizer, il cui iter di validazione sembra essere a oggi il più avanzato, permetterebbe all’Italia di disporre già da fine gennaio 2021 di circa 3,4 milioni di dosi da somministrare a 1,7 milioni di persone. È necessario, pertanto, scegliere il target di cittadini a cui somministrare le prime dosi disponibili», ha detto Arcuri, da poco nominato responsabile del piano operativo per la distribuzione dei vaccini nel nostro Paese.

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