Archive for the ‘Università’ Category

Concorso docenti, il grande business dei crediti: migliaia di euro alle università private

sabato, Luglio 18th, 2020

di Francesca Sironi

Davide si è laureato nel 2009. Biologia alla Statale di Milano. Ha preso un master in cooperazione internazionale ed è partito con un progetto all’estero. Quando è tornato in Lombardia, a febbraio, ha saputo, insieme a migliaia di altri laureati precari, che la ministra Lucia Azzolina stava per indire un maxi-concorso pubblico per l’arruolamento di nuovi professori alle scuole medie e superiori. La sua categoria, scienze, è una delle più richieste, insieme a italiano e geografia per le medie, matematica, e soprattutto, sostegno.

Così si è attivato. Per iscriversi al concorso doveva ottenere, secondo una legge del 2017 firmata dall’ex ministra all’Istruzione Valeria Fedeli, 24 crediti in ambiti specifici: pedagogia, psicologia, antropologia, metodologie didattiche. Lo spirito della legge era chiaro: garantire che i futuri docenti abbiano una preparazione di base sui nuovi approcci all’insegnamento.

Il risultato però, più che una grande opera di aggiornamento professionale, sembra esser diventato un sukh di offerte a 500 euro a pacchetto, 790 tutto-incluso compreso un master che fa salire un po’ in graduatoria, pronta-consegna di esempi da cui imparare, esami ritagliati dai corsi di laurea per avere nel modo più diretto possibile tutte le condizioni previste all’abilitazione. Gli atenei privati, soprattutto telematici, si sono mossi per primi, nell’offrire le certificazioni necessarie ad iscriversi alla prova nazionale per vie efficaci e soprattutto flessibili.

Gli esami sono diventati presto, così, cartelle di quiz a risposta multipla da preparare a casa e poi sostenere a distanza davanti a una telecamera. Monografico di Psicologia modello patente. Il tutto per cifre che partono da una base d’asta di 50 euro a “credito”, il valore base dei meccanismi dell’università per stabilire la consistenza (in termini di studio, solitamente) di ogni esame.

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Università, Svimez: si rischia di avere 10mila iscritti in meno per la crisi innescata dal Covid-19

lunedì, Giugno 22nd, 2020

Nell’anno accademico 2020/21 si rischia un crollo degli iscritti all’Università a causa della crisi economica innescata dall’emergenza coronavirus. Lo denuncia lo Svimez stimando 10mila iscritti in meno, di cui due terzi al Sud. “Una valutazione dei possibili effetti della crisi Covid sulle iscrizioni all’Università, basata su quanto accadde nella precedente crisi, fa scattare l’allarme, soprattutto con riferimento al Mezzogiorno“, si legge.

Già la precedente crisi economica, quella del 2008-2009 che si è trascinata fino al 2013, aveva provocato un crollo delle iscrizioni alle Università, soprattutto nel Mezzogiorno, evidenzia lo Svimez: tra il 2008 e il 2013 il tasso di passaggio scuola-Università nel Mezzogiorno è crollato di 8,3 punti percentuali, quattro volte la diminuzione del Centro-Nord (1,6 punti).

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QS World University Rankings, la scalata delle università italiane

mercoledì, Giugno 10th, 2020

di ILARIA VENTURI

Sempre al top il Politecnico di Milano, fa un balzo in avanti l’ateneo di Bologna, la Sapienza rientra nelle top 200. In generale aumentano di due le università italiane in gara. Non è andata male, anzi. La diciassettesima edizione del QS World University Rankings, la classifica universitaria globale più consultata al mondo, pubblicata oggi dagli analisti di QS Quacquarelli Symonds, certifica l’avanzata dell’accademia italiana. Nonostante tutto, ovvero un sistema sottofinanziato, che soffre per i cervelli in fuga e la ricerca precaria. Reputazione accademica e impatto della ricerca prodotta, due degli indicatori del Ranking, sono i punti forti dei nostri atenei in questa analisi.

La classifica mondiale è dominata dal Massachusetts Institute of Technology, al primo posto per il nono anno consecutivo. Le prime tre università rimangono americane: Stanford University (seconda) e Harvard (terza). La prima università del Regno Unito e in Europa è Oxford, che è quinta, cedendo il quarto posto al California Institute of Technology. La sua concorrente connazionale, Cambridge, è al settimo gradino come lo scorso anno. Sesta è l’ETH di Zurigo. Le due migliori università asiatiche sono di Singapore: la National University of Singapore (undicesima) e la Nanyang Technological University (tredicesima).

Rispetto alle italiane Ben Sowter, direttore QS Intelligence Unit, commenta: “Quest’anno si assiste ad un trend positivo e di crescita per la maggior parte delle università italiane incluse nella nostra classifica, grazie ad un miglioramento in media significativo nell’indicatore che misura la reputazione accademica e in quello che misura l’impatto della ricerca prodotta. Esiste una chiara correlazione tra queste due dimensioni”.

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Università, aperti solo biblioteche e laboratori. Lezioni online fino a gennaio 2021

venerdì, Maggio 22nd, 2020

di Gianna Fregonara

La fase 2 delle Università italiane è ufficialmente cominciata il 4 maggio e durerà fino al 31 luglio: i portoni degli Atenei sono dunque aperti ma di fatto si può entrare solo in laboratori e biblioteche, a turni e su prenotazione. Ogni università ha stilato il proprio calendario che generalmente non comprende le lezioni, che sono finite, ma neppure gli esami e la discussione delle tesi di laurea. La didattica resta online non solo in Lombardia dove i rettori avevano fatto sapere da subito di voler rinviare la riapertura delle aule. Ci sono rare eccezioni, coma la Sapienza di Roma che da metà giugno dà la possibilità di discutere la tesi in presenza e — se le condizioni di sicurezza lo permetteranno — di fare esami per piccoli gruppi.

I fuorisede

Le indicazioni restano molto flessibili: in questo finale di anno accademico; a mancare non è la volontà ma gli studenti che sono in gran parte tornati a casa, per tornare in Ateneo dovrebbero muoversi su treni e bus. Molti fuorisede hanno disdetto stanze e appartamenti per limitare le spese, causando per la prima volta da anni un calo nelle cifre chieste per gli affitti del prossimo anno. Persino gli open day si stanno svolgendo via web. E il primo appuntamento in aula per le matricole sarà l’esame di ingresso a Medicina: il test è previsto per il 3 settembre e se non si troveranno abbastanza spazi per accogliere decine di migliaia di studenti in un solo giorno la prova potrebbe essere scaglionata, come ha spiegato il ministro dell’Università Gaetano Manfredi.

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Manfredi: “L’università rischia un crollo degli iscritti”

lunedì, Aprile 27th, 2020

Il ministro per la Ricerca e l’Università Gaetano Manfredi teme che, tra gli effetti economici negativi causati dalla pandemia di coronavirus, ci possa essere un netto calo degli iscritti nelle università italiane, come già accaduto durante la crisi economica del 2008. Manfredi ha spiegato le sue preoccupazioni in un’intervista alla Stampa

“Questa crisi ci ha insegnato che abbiamo bisogno di più competenza, ricerca, scienza. Il rischio di un calo di immatricolazioni sarebbe un pessimo segnale per la ripartenza del Paese. […] Stiamo pensando di introdurre misure di sostegno economico per gli studenti”

Il ministro ricorda che nel 2008 le immatricolazioni calarono del 20%, e solo quest’anno “eravamo riusciti a tornare a livelli pre-crisi”: uno scenario per quale sono allo studio delle misure per evitarlo, tra cui, dice il ministro, l’introduzione di possibili misure economiche rivolte agli studenti. Una delle soluzioni allo studio è l’allargamento della “no tax area”, la misura che permette agli studenti con redditi bassi di non pagare le tasse universitarie. 

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L’università italiana scala il ranking per discipline: otto dipartimenti tra i primi dieci al mondo

giovedì, Marzo 5th, 2020

di ILARIA VENTURI

Otto dipartimenti universitari italiani sono tra i primi dieci al mondo, due in più rispetto allo scorso anno. Insomma, l’università italiana avanza nei ranking internazionali, mostra le sue eccellenze, nonostante il sistema sia sottofinanziato e la ricerca soffra di mancanza di stabilità e prospettive per i suoi cervelli migliori. A certificarlo è la nuova edizione della classifica mondiale 2020 messa a punto da QS Quacquarelli Symonds stilato per aree disciplinari e materie.

La guida alla performance universitaria in 48 diverse discipline accademiche pone l’Italia al quarto posto come miglior sistema universitario in Europa, superata da Francia, Paesi Bassi e Germania oltre che dalla Svizzera. Tra le eccellenze c’è La Sapienza con il Dipartimento di Storia e Storia Antica: si è classificato al secondo posto nel mondo dietro a Oxford in Classic&Ancient history, perdendo il primato dello scorso anno. Dietro c’è Cambridge, Harvard è nona

L'università italiana scala il ranking per discipline: otto dipartimenti tra i primi dieci al mondo

Buone le performance anche del Politecnico di Milano, che è al sesto posto al mondo per Arte e Design, come lo scorso anno: davanti ci sono università inglesi (primo è il Royal College of Art) e americane. Il Politecnico si classifica poi al settimo a livello globale per Architettura facendo un balzo in avanti dall’undicesimo posto del 2019 in una gara guidata dal Mit, seguito dalla Dlft University e dall’inglese Ucl.

L’università di Bologna è il primo ateneo d’Italia per numero di materie presenti (21) nella top 100: un risultato che possono vantare solo 70 università al mondo, osserva il rettore Francesco Ubertini. “L’alta qualità diffusa in tutti i campi del sapere è una caratteristica centrale del nostro ateneo – spiega – questi risultati lo confermano, premiando tanto le competenze, la preparazione e l’impegno dei nostri docenti e ricercatori che i forti investimenti fatti in questi anni”.

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Scuole e università chiuse fino al 15 marzo: «Allo studio misure per fare stare a casa un genitore»

giovedì, Marzo 5th, 2020

La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha confermato la chiusura di scuole e università in tutta Italia da domani, giovedì 5 marzo, fino al 15 marzo: «Per noi non è stata una decisione facile, abbiamo aspettato il parere del comitato scientifico», ha dichiarato in una conferenza stampa a Palazzo Chigi. La misura è stata definita «prudenziale». In serata, poco dopo le 22 il premier Giuseppe conte ha firmato il decreto.

La vice ministra dell’Economia Laura Castelli ha aggiunto: «Siamo consapevoli dell’impatto che una misura come la chiusura delle scuole potrà avere sui nuclei familiari e sul Paese, per questo ci stiamo muovendo con la massima celerità e determinazione a tutela dei lavoratori pubblici e privati. È in fase di definizione una norma che prevede la possibilità per uno dei genitori, in caso di chiusura delle scuole, di assentarsi dal lavoro per accudire i figli minorenni. Ne ho già parlato con il Ministro Gualtieri e gli altri Ministri competenti: faremo tutto quello che è necessario per venire incontro ai bisogni dei cittadini e delle famiglie e per ridurre al massimo i disagi».

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Coronavirus, chiuse tutte le scuole fino a metà marzo | Ma il ministro Azzolina frena: “Decideremo nelle prossime ore”

mercoledì, Marzo 4th, 2020

Per rispondere all’emergenza coronavirus, il governo ha deciso di chiudere tutte le scuole d’Italia fino a metà marzo. Lo stop riguarda le scuole di ogni ordine e grado su tutto il territorio nazionale. Ma non sembra ancora esserci il via libera definitivo visto che pochi minuti dopo il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ha detto: “Abbiamo chiesto solo un parere tecnico, la decisione nelle prossime ore”.

Meloni: “Al lavoro per misura a sostegno, dopo chiusura scuole” – “Sto lavorando a una misura da proporre al governo per aiutare i genitori che da domani si ritroveranno i figli a casa. Serve un sostegno che possa essere un allungamento del congedo parentale oppure un bonus baby sitter. Non possiamo lasciare soli mamme e papà, che devono andare a lavorare”. Lo ha detto Giorgia Meloni, leader di Fdi, in merito alla chiusura delle scuole.
 

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Brexit, Londra dice addio all’Erasmus. Studenti in rivolta

giovedì, Gennaio 9th, 2020

Londra, 9 gennaio 2020 –  Il governo britannico di Boris Johnson intende far uscire il Regno anche dall’Erasmus, lo storico programma di scambio fra studenti europei, non appena sarà in vigore la Brexit. La questione è stata definita ieri pomeriggio, con la netta bocciatura di un emendamento alla legge di ratifica del divorzio da Bruxelles presentato dall’opposizione liberaldemocratica in una Camera dei Comuni ormai dominata dai conservatori di Boris Johnson dopo la vittoria elettorale del mese scorso. Il voto, per quanto atteso, ha suscitato oggi reazioni di protesta sui social media da parte di vari studenti e accademici del Regno, nello stesso giorno in cui si attende l’ok finale dei Comuni della ratifica, prima del passaggio di rito dell’iter della legge la settimana prossima alla Camera dei Lord.

La notizia sta rimbalzando sulle prime pagine dei media internazionali, accompagnata da molte polemiche. La fine di Erasmus era del resto stata annunciata, sullo sfondo della promessa del premier Tory di mettere fine alla libertà di movimento automatica con l’uscita dall’Ue e di cambiare in generale le regole del gioco sull’immigrazione, con una sostanziale equiparazione fra europei e non e un sistema a punti per il filtro degli ingressi basato in futuro come in Australia sull’esclusiva valutazione delle qualità degli aspiranti.

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Sorpresa, l’Università italiana sale in cattedra

mercoledì, Novembre 20th, 2019

di FEDERICO DEDORI

La classifica degli Atenei

Milano, 20 novembre 2019 – Quante volte ci siamo sentiti dire che le università italianesono peggiori di quelle del resto del mondo? Intesa San Paolo e Italiadecide hanno sfatato questo mito. Presentata ieri a Milano la ricerca pluriennale sulla reputazione dell’Italia quest’anno focalizzata sul sistema universitario. La ricerca dal titolo ‘L’Italia e la sua reputazione: l’Università‘ ha preso in riferimento i ranking Qs World University Rankings e Times Higher Education usandoli per analizzare il numero di università presenti nelle prime 100, 200, 500 e 1000 posizioni a livello globale. La stima affidabile individuerebbe inoltre 20 mila atenei nel mondo. Emerge che il 40% degli atenei italiani è incluso nei primi 1000 a livello mondiale, risultato migliore di Stati Uniti, Cina e Francia che si fermano sotto il 10%, ma anche di Regno Unito, Germania e Spagna. Le prime mille università rappresentano il 5% di tutte le università a livello globale.

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