Archive for the ‘Università’ Category

Suarez e la presunta truffa, da dove nasce l’inchiesta: l’ateneo, la convenzione con un’agenzia cinese e un “buco” da 3 milioni

martedì, Settembre 22nd, 2020

di Valentina Santarpia

Suarez e la presunta truffa, da dove nasce l'inchiesta:  l'ateneo, la convenzione con un'agenzia cinese e un  'buco' da 3 milioni

L’esame di Suarez? L’università per Stranieri di Perugia si difende, e sottolinea «la correttezza e la trasparenza delle procedure seguite. L’Ateneo «confida che ciò emergerà con chiarezza al termine delle verifiche in corso». Ma le intercettazioni che hanno portato al blitz di oggi nascono da lontano: l’ateneo è nel mirino delle Fiamme Gialle da tempo. Risalgono a giugno dello scorso anno le notizie sugli ammanchi nelle casse dell’università per stranieri di Perugia, che a settembre aveva già subito un sequestro amministrativo con la Guardia di Finanza impegnata a verificare la presenza dei dipendenti negli uffici e e il lavoro svolto. Nel mirino tre milioni e passa di euro che mancavano alle casse dell’università, e che hanno portato i revisori dei conti a non dare la loro approvazione al bilancio 2018-2019, lo scorso 6 settembre, con parole di biasimo nei confronti dell’amministrazione: «Il Collegio rileva che l’operazione di quantificazione dell’ammanco è avvenuta senza che l’amministrazione abbia preventivamente intrapreso le percorribili azioni di recupero dell’asserito credito – riscontrato già dal mese di aprile 2019 – nei confronti degli studenti limitandosi a richiedere agli stessi il saldo delle somme che residuano. Tale condotta integra ipotesi autonoma di danno erariale».

L’attuale amministrazione ha sempre parlato di «irregolarità» commesse dalla gestione precedente: la rettrice Giuliana Grego Bolli e il direttore generale Simone Olivieri, che ora sono indagati per la vicenda Suarez, hanno convocato una conferenza stampa a gennaio 2020 per spiegare la «gestione lacunosa e omissiva» della precedente amministrazione. Nel marzo 2019, raccontano, era stato scoperto che le entrate per tasse d’iscrizione erano inferiori al 2017 benché il numero degli studenti dei corsi Marco Polo Turandot fosse uguale. A quel punto era partita un’indagine interna che aveva fatto emergere «una situazione amministrativa grave e pesantemente confusa». In più era venuto fuori che nel 2015 erano state firmate dall’Ateneo due convenzioni con un’Agenzia cinese, «delle quali la precedente governance non si era neppure accorta», che garantivano sconti «eccezionalmente elevati» (fra il 37 e il 39%). I tre milioni di «buco» sarebbero quelli che l’agenzia cinese avrebbe dovuto versare per le quote d’iscrizione degli studenti.

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Università: immatricolazioni in crescita

venerdì, Settembre 18th, 2020

di CORRADO ZUNINO

ROMA – Dice il ministro Gaetano Manfredi che il temuto crollo delle iscrizioni all’università non c’è stato. I dati completi arriveranno a metà ottobre, ma i segnali sulle immatricolazioni – le iscrizioni al primo anno – sono incoraggianti. Anche al Sud. “Abbiamo un aumento delle matricole tra il 5 e il 10 per cento nel Mezzogiorno”. In particolare si sta verificando un fenomeno inedito: “Alcuni giovani, che prima cambiavano regione, ora tentano di restare nel territorio di appartenenza. Vale soprattutto per i neo-immatricolati”. Il Covid starebbe mitigando la migrazione al Nord dei diplomati.

Il ministro dell’Universitàha dettagliato un caso: “A Catania l’incremento delle iscrizioni è del 5 per cento”. In generale, Manfredi ha attribuito la buona risposta delle famiglie italiane alle politiche di sconto attuate dal governo: “Abbiamo innalzato la No tax area nelle università al di sopra dei 20-25mila euro, quasi la metà degli studenti in corso non pagano tasse o le pagano in modo estremamente ridotto”.

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Manfredi: “Ora temo una fuga delle matricole. Meno tasse per fermarla”

di CORRADO ZUNINO  
A proposito dell’Università di Catania, il rettore Francesco Priolo ha annunciato, viste le richieste, mille posti in più nei corsi di laurea a numero programmato. L’Università della Calabria annuncia un 60 per cento di preiscritti in più, da 754 a 1.210, per un ateneo che “negli ultimi anni perdeva sistematicamente studenti iscritti”, ha detto il rettore Nicola Leone. Dal 2 settembre Unical ha incrementato i posti per le immatricolazioni in dodici corsi di laurea. Per Comunicazione e Dams, Economia aziendale, Filosofia e storia, Scienze dell’educazione “tutti i candidati che hanno partecipato al concorso hanno ora la facoltà di immatricolarsi”. L’aumento dei posti c’è stato anche per Chimica e Tecnologia farmaceutiche, Farmacia, Informazione scientifica del farmaco e dei prodotti per la salute, Lettere e Beni culturali, Lingue e Culture moderne, Scienza della nutrizione, Scienze e Tecnologie biologiche, Servizio sociale.

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Caos test di Medicina e Veterinaria. Esclusi (per ora) quelli che sono in quarantena per il coronavirus

martedì, Settembre 1st, 2020

di Orsola Riva

Il più classico dei granelli di sabbia rischia di inceppare l’intero ingranaggio dei test d’accesso all’università. Sì, perché accanto ai ragazzi che hanno ballato un’ora di troppo quest’estate, ci sono anche i loro amici che invece hanno trascorso luglio e agosto a spaccarsi la testa sui quiz di Medicina. E, con loro, i futuri infermieri, gli aspiranti architetti, maestri e veterinari. L’impennata dei contagi ha colpito pure loro. Basta essere un contatto stretto per finire in isolamento e addio test. Difficile dire quanti sono, il ministero dell’Università finora ha ricevuto solo qualche segnalazione isolata. Ma potrebbero essere di più. Come fare per dare anche a loro una possibilità?

Il ministro in campo

Qualche giorno fa, il ministro Gaetano Manfredi aveva aperto un piccolo spiraglio. «Stiamo valutando la possibilità di trovare una data alternativa per consentire anche a loro di sostenere il test». Ma lui stesso aveva anticipato che si trattava «di un problema giuridico molto complesso». Alla vigilia della prima prova – quella di Veterinaria al via oggi: diecimila iscritti per 890 posti (ma la vera bomba è Medicina il 3 settembre: più di 65 mila candidati per 13.072 posti) – sul sito del ministero è apparso un avviso dal quale si capisce che il problema è ben presente, ma la soluzione ancora non si è trovata. «Si informa che il Ministero dell’Università e della Ricerca, vista la presenza di candidati destinatari dei provvedimenti sanitari di prevenzione del Covid-19 che non potranno sostenere le prove di accesso programmato, ha provveduto ad avvisare i Ministeri competenti al fine di verificare ogni eventuale possibile gestione delle suddetta situazione». Detto altrimenti: non sappiamo come fare.

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Scuola, il piano degli esperti: più posti sugli autobus e per gli studenti mascherine di stoffa

giovedì, Agosto 27th, 2020

di Gianna Fregonara e Orsola Riva

Scuola, il piano degli esperti: più posti sugli autobus e per gli studenti mascherine di stoffa

Con la riunione di ieri pomeriggio il Comitato tecnico scientifico ha riscritto le regole per i trasporti pubblici in vista della riapertura delle scuole. Se i bus possono garantire una buon ricambio di aria o dispositivi di distanziamento tra le teste dei passeggeri, la capienza potrà passare dal 50 per cento attuale al 70-75 per cento. Queste disposizioni saranno pubblicate nel verbale della riunione.

I mezzi pubblici

Il piano del Cts indica ai Comuni e alle aziende di trasporto urbano e regionale di moltiplicare le corse e di allungare gli orari di punta. Questo dovrebbe consentire alle scuole di organizzare gli ingressi degli alunni a scaglioni. A prendere autobus, treni e metro sono principalmente i ragazzi delle scuole superiori. Per loro è indicato che l’inizio delle lezioni sia dopo l’abituale picco di traffico delle 8.30. Ma la misura più importante per garantire l’effettivo arrivo degli studenti a scuola è il via libera, a determinate condizioni, a un aumento della capienza del mezzi. Per quelli più nuovi, che possono garantire un ricambio di aria con filtri certificati o la messa in opera di distanziatori mobili (tendine, poggiatesta, divisori), sarà possibile arrivare a riempirli fino al 70-75 per cento.

Per garantire più corse — e pagare gli straordinari o eventualmente affittare anche bus privati — ci vorranno più soldi: almeno 200 milioni, secondo la stima del presidente dell’Anci Antonio De Caro. Naturalmente, su tutti i mezzi pubblici, resta obbligatorio l’uso delle mascherine. Si è discusso anche di quelle ieri. Il viceministro della Salute grillino Pierpaolo Sileri e l’infettivologo Massimo Galli chiedono di esonerare i bambini delle elementari. Mentre le Regioni chiedono di calibrarne l’uso in modo differenziato a seconda dell’indice dei contagi dei diversi territori.

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Le università riaprono a metà: boom di stanze disponibili, frena il caro-affitti

martedì, Agosto 25th, 2020

MILANO – Le incertezze sulla ripresa scolastica e, in particolare, i piani contingentati di riapertura delle Università stravolgono il mercato delle stanze in affitto. Una tendenza messa in evidenza dai dati raccolti dal portale Immobiliare.it, secondo il quale “dopo anni in cui accaparrarsi una stanza era diventata per molti studenti e lavoratori ardua impresa, il 2020 registra un’impennata nell’offerta, con picchi che arrivano al +290%”.

Come ricostruito da Repubblica, gli Atenei stanno programmando una ripartenza ‘a metà’ con aule a numero chiuso e riempimento previsto al 50%. In ogni caso si adottano situazioni differenti: se a Bergamo si prevedono le lezioni in presenza solo con meno di 50 studenti, a Roma Tre è prevista l’accoglienza fisica delle matricole mentre per tutti gli altri si andrà avanti con la didattica online. “Il Covid-19 ha avuto come effetto collaterale quello di svuotare, da Nord a Sud, le stanze generalmente affittate agli studenti e ai lavoratori fuori sede. A livello Italia la disponibilità di camere rispetto al 2019 è infatti più che raddoppiata (+149%)”, dicono dal portale immobiliare.

Ecco i dati raccolti sul web. Milano è la città record per quanto riguarda la disponibilità di stanze: +290% su base annuale, seguita da Bologna (+270%). Offerta quasi triplicata a Padova (+180%) e Firenze (+175%) e raddoppiata a Torino (108%), Roma (+130%) e Napoli (+100%).

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Concorso docenti, il grande business dei crediti: migliaia di euro alle università private

sabato, Luglio 18th, 2020

di Francesca Sironi

Davide si è laureato nel 2009. Biologia alla Statale di Milano. Ha preso un master in cooperazione internazionale ed è partito con un progetto all’estero. Quando è tornato in Lombardia, a febbraio, ha saputo, insieme a migliaia di altri laureati precari, che la ministra Lucia Azzolina stava per indire un maxi-concorso pubblico per l’arruolamento di nuovi professori alle scuole medie e superiori. La sua categoria, scienze, è una delle più richieste, insieme a italiano e geografia per le medie, matematica, e soprattutto, sostegno.

Così si è attivato. Per iscriversi al concorso doveva ottenere, secondo una legge del 2017 firmata dall’ex ministra all’Istruzione Valeria Fedeli, 24 crediti in ambiti specifici: pedagogia, psicologia, antropologia, metodologie didattiche. Lo spirito della legge era chiaro: garantire che i futuri docenti abbiano una preparazione di base sui nuovi approcci all’insegnamento.

Il risultato però, più che una grande opera di aggiornamento professionale, sembra esser diventato un sukh di offerte a 500 euro a pacchetto, 790 tutto-incluso compreso un master che fa salire un po’ in graduatoria, pronta-consegna di esempi da cui imparare, esami ritagliati dai corsi di laurea per avere nel modo più diretto possibile tutte le condizioni previste all’abilitazione. Gli atenei privati, soprattutto telematici, si sono mossi per primi, nell’offrire le certificazioni necessarie ad iscriversi alla prova nazionale per vie efficaci e soprattutto flessibili.

Gli esami sono diventati presto, così, cartelle di quiz a risposta multipla da preparare a casa e poi sostenere a distanza davanti a una telecamera. Monografico di Psicologia modello patente. Il tutto per cifre che partono da una base d’asta di 50 euro a “credito”, il valore base dei meccanismi dell’università per stabilire la consistenza (in termini di studio, solitamente) di ogni esame.

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Università, Svimez: si rischia di avere 10mila iscritti in meno per la crisi innescata dal Covid-19

lunedì, Giugno 22nd, 2020

Nell’anno accademico 2020/21 si rischia un crollo degli iscritti all’Università a causa della crisi economica innescata dall’emergenza coronavirus. Lo denuncia lo Svimez stimando 10mila iscritti in meno, di cui due terzi al Sud. “Una valutazione dei possibili effetti della crisi Covid sulle iscrizioni all’Università, basata su quanto accadde nella precedente crisi, fa scattare l’allarme, soprattutto con riferimento al Mezzogiorno“, si legge.

Già la precedente crisi economica, quella del 2008-2009 che si è trascinata fino al 2013, aveva provocato un crollo delle iscrizioni alle Università, soprattutto nel Mezzogiorno, evidenzia lo Svimez: tra il 2008 e il 2013 il tasso di passaggio scuola-Università nel Mezzogiorno è crollato di 8,3 punti percentuali, quattro volte la diminuzione del Centro-Nord (1,6 punti).

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QS World University Rankings, la scalata delle università italiane

mercoledì, Giugno 10th, 2020

di ILARIA VENTURI

Sempre al top il Politecnico di Milano, fa un balzo in avanti l’ateneo di Bologna, la Sapienza rientra nelle top 200. In generale aumentano di due le università italiane in gara. Non è andata male, anzi. La diciassettesima edizione del QS World University Rankings, la classifica universitaria globale più consultata al mondo, pubblicata oggi dagli analisti di QS Quacquarelli Symonds, certifica l’avanzata dell’accademia italiana. Nonostante tutto, ovvero un sistema sottofinanziato, che soffre per i cervelli in fuga e la ricerca precaria. Reputazione accademica e impatto della ricerca prodotta, due degli indicatori del Ranking, sono i punti forti dei nostri atenei in questa analisi.

La classifica mondiale è dominata dal Massachusetts Institute of Technology, al primo posto per il nono anno consecutivo. Le prime tre università rimangono americane: Stanford University (seconda) e Harvard (terza). La prima università del Regno Unito e in Europa è Oxford, che è quinta, cedendo il quarto posto al California Institute of Technology. La sua concorrente connazionale, Cambridge, è al settimo gradino come lo scorso anno. Sesta è l’ETH di Zurigo. Le due migliori università asiatiche sono di Singapore: la National University of Singapore (undicesima) e la Nanyang Technological University (tredicesima).

Rispetto alle italiane Ben Sowter, direttore QS Intelligence Unit, commenta: “Quest’anno si assiste ad un trend positivo e di crescita per la maggior parte delle università italiane incluse nella nostra classifica, grazie ad un miglioramento in media significativo nell’indicatore che misura la reputazione accademica e in quello che misura l’impatto della ricerca prodotta. Esiste una chiara correlazione tra queste due dimensioni”.

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Università, aperti solo biblioteche e laboratori. Lezioni online fino a gennaio 2021

venerdì, Maggio 22nd, 2020

di Gianna Fregonara

La fase 2 delle Università italiane è ufficialmente cominciata il 4 maggio e durerà fino al 31 luglio: i portoni degli Atenei sono dunque aperti ma di fatto si può entrare solo in laboratori e biblioteche, a turni e su prenotazione. Ogni università ha stilato il proprio calendario che generalmente non comprende le lezioni, che sono finite, ma neppure gli esami e la discussione delle tesi di laurea. La didattica resta online non solo in Lombardia dove i rettori avevano fatto sapere da subito di voler rinviare la riapertura delle aule. Ci sono rare eccezioni, coma la Sapienza di Roma che da metà giugno dà la possibilità di discutere la tesi in presenza e — se le condizioni di sicurezza lo permetteranno — di fare esami per piccoli gruppi.

I fuorisede

Le indicazioni restano molto flessibili: in questo finale di anno accademico; a mancare non è la volontà ma gli studenti che sono in gran parte tornati a casa, per tornare in Ateneo dovrebbero muoversi su treni e bus. Molti fuorisede hanno disdetto stanze e appartamenti per limitare le spese, causando per la prima volta da anni un calo nelle cifre chieste per gli affitti del prossimo anno. Persino gli open day si stanno svolgendo via web. E il primo appuntamento in aula per le matricole sarà l’esame di ingresso a Medicina: il test è previsto per il 3 settembre e se non si troveranno abbastanza spazi per accogliere decine di migliaia di studenti in un solo giorno la prova potrebbe essere scaglionata, come ha spiegato il ministro dell’Università Gaetano Manfredi.

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Manfredi: “L’università rischia un crollo degli iscritti”

lunedì, Aprile 27th, 2020

Il ministro per la Ricerca e l’Università Gaetano Manfredi teme che, tra gli effetti economici negativi causati dalla pandemia di coronavirus, ci possa essere un netto calo degli iscritti nelle università italiane, come già accaduto durante la crisi economica del 2008. Manfredi ha spiegato le sue preoccupazioni in un’intervista alla Stampa

“Questa crisi ci ha insegnato che abbiamo bisogno di più competenza, ricerca, scienza. Il rischio di un calo di immatricolazioni sarebbe un pessimo segnale per la ripartenza del Paese. […] Stiamo pensando di introdurre misure di sostegno economico per gli studenti”

Il ministro ricorda che nel 2008 le immatricolazioni calarono del 20%, e solo quest’anno “eravamo riusciti a tornare a livelli pre-crisi”: uno scenario per quale sono allo studio delle misure per evitarlo, tra cui, dice il ministro, l’introduzione di possibili misure economiche rivolte agli studenti. Una delle soluzioni allo studio è l’allargamento della “no tax area”, la misura che permette agli studenti con redditi bassi di non pagare le tasse universitarie. 

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