Archive for the ‘Spettacoli -Eventi -TV’ Category

Sanremo: Fiorello, il grande boh

mercoledì, Dicembre 15th, 2021

LUCA DONDONI

SANREMO. «Il Festival non sarebbe diventato quello che è oggi e come è visto oggi se l’anno scorso non ci fossero stati i Måneskin e questo è un bene per noi, per loro e per tutto lo spettacolo italiano». A 47 giorni dalla partenza del Festival di Sanremo 2022 e poche ore prima della gara che questa sera decreterà i giovani che entreranno in gara, Amadeus, i vertici Rai e il sindaco della cittadina ligure Alberto Biancheri hanno ricordato i trionfatori dell’anno scorso e fatto il punto della situazione confermando che i nodi da sciogliere, prima di poter raccontare lo show che verrà, sono ancora parecchi.

Il primo è quello che riguarda la presenza di Fiorello al fianco del direttore artistico. Lo showman durante la finale 2021 – attaccata da molti nonostante lo sforzo di andare in onda durante la pandemia e senza pubblico all’Ariston – aveva detto: «Voglio fare un in bocca al lupo a chi verrà dopo di noi, vi auguro la platea dell’Ariston piena. Ci vuole il pubblico anche in mezzo all’orchestra, una moltitudine di ospiti internazionali, la folla fuori dal teatro. Deve essere un Festival pieno di gente ma deve andare malissimo». Un anatema che fece arrabbiare i vertici Rai e, si dice, creato un forte imbarazzo tra i due amici per la pelle. Proprio per questo Fiorello, chiamato a far parte di un inaspettato «Amadeus Ter», non sarebbe felicissimo di tornare al festival, anche solo per una sera come si è vociferato. La Rai è sulle spine e Amadeus nelle more: «Fiore è stato fondamentale negli ultimi due anni ma oltre ad essere un amico fraterno è un grande showman. Mi auguro che ci sia anche quest’anno anche se abbiamo un accordo: non si parla mai di Sanremo se non 20 giorni prima. Intanto sto pensando a qualcosa di diverso da quello che è successo negli ultimi due anni e la leggerezza, il divertimento, l’intrattenimento oltre le canzoni ci sarà, non vi preoccupate: appartiene al mio modo di fare spettacolo». Il secondo nodo da sciogliere, ma qualcuno parla di una vera e propria tegola sulla testa della Rai, riguarda l’abbandono di Tim che dopo cinque anni non sarà più il marchio che ha portato la voce di Mina nelle nostre case o l’Amadeus in versione ballerino. Dopo cinque anni – quattro come sponsor unico – la società di telecomunicazioni da pochi giorni guidata dal direttore generale Pietro Labriola e dal presidente Salvatore Rossi, ha deciso di non rinnovare il supporto all’evento. «Nessun problema –. dicono i dirigenti Rai – abbiamo la coda di brand che vogliono mettere il loro nome accanto a quello del festival di Sanremo; quanto prima conoscerete chi sarà della partita».

Amdeus non si è poi sottratto alle domande sui Jalisse che avevano polemizzato per la loro venticinquesima esclusione dalla kermesse che vinsero nel 1997 con “Fiumi di Parole” e che si considerano «vittime di pregiudizio». «Io valuto la canzone e non ritenevo la loro adatta al mio Festival – ha detto Ama –. Niente contro i Jalisse, così come niente contro gli altri 320 esclusi. Credo che la cosa più importante sia quella di lavorare e non lamentarsi perché la lamentela non rende mai merito alla storia di un cantante. Mi hanno insegnato a lavorare sodo e non pensare che ci sia sempre un complotto contro qualcuno. Lavora e magari le cose possono migliorare. Solo così magari in futuro ci sarà un’altra occasione per loro».

Rating 3.00 out of 5

Tg1, troupe sequestrata e pestata dalla senatrice romena: “Finirete a Norimberga”, il video-choc

martedì, Dicembre 14th, 2021

Un’intera troupe sequestrata. È accaduto in Romania alla giornalista Rai Lucia Goracci, “aggredita e sequestrata da una senatrice no vax”, assieme ai suoi cameraman. A denunciare l’accaduto è stato il Tg1, che nella serata di lunedì 13 dicembre ha mandato in onda il servizio. Inviata per raccontare alla tv italiana la situazione nel Paese “penultimo per somministrazione dei vaccini” anti-Covid, la Goracci ha raggiunto per un’intervista la senatrice no vax Diana Șoșoacă.
La donna però non ha reagito bene, negando in primis l’esistenza del virus: “Quale pandemia? Zero persone morte? Saranno tutti giudicati, sarà una Norimberga 2“, ha tuonato la parlamentare che “prima mi mette alla porta, poi – è il racconto dell’inviata di Viale Mazzini – l’incredibile: con un balzo, la senatrice della Repubblica Diana Șoșoacă ci si para davanti e ci chiude dentro. Poi, riprendendoci, chiama la polizia” alla quale dice che delle persone “hanno fatto irruzione nel mio ufficio e mi stanno minacciando”. E ancora, prosegue la testimonianza della troupe e della giornalista: “Riesco a uscire, alla polizia racconto l’accaduto. Torno con gli agenti dai miei colleghi chiusi dentro già da un pezzo, ma un altro shock: i criminali sembriamo diventati noi, così il marito di lei mi prende a pugni“, racconta ancora Goracci nel servizio.

Rating 3.00 out of 5

Sospesi i programmi di Del Debbio e Giordano su Rete 4: Berlusconi ferma i talk sovranisti

mercoledì, Dicembre 1st, 2021

Francesco Olivo

Quirinale o no, c’è una cosa che Berlusconi di questi tempi ripete a tutti i suoi interlocutori: i no vax sono un pericolo per la salute e per la ripresa. Il Cavaliere quindi vede di cattivo occhio che ai nemici dei vaccini venga dato un microfono, che diventa facilmente un megafono. Se poi tutto questo avviene nelle sue televisioni allora non ci siamo. Gli ambienti vicini al presidente di Forza Italia spiegano così la decisione di Mediaset di sospendere i programmi di Mario Giordano e Paolo Del Debbio ben oltre la normale pausa natalizia. Fuori dal Coro e Diritto e Rovescio sarebbero dovuti tornare in onda su Rete 4 l’11 e il 13 gennaio, a ridosso della scadenza del decreto sul super green Pass e a pochi giorni dall’inizio della partita più importante della legislatura: il voto per il presidente della Repubblica. E invece l’appuntamento è rimandato almeno di due settimane, secondo quanto anticipato da Tvblog. Del Debbio e Giordano non potranno raccontare questi momenti decisivi e a molti non è sembrato un caso. Berlusconi vuole salire al Colle, sa che è difficile, crede che però non sia impossibile. La strategia per allargare la base di consensi è iniziata da tempo e ha come premessa quella di dare una nuova immagine di sé, quella istituzionale, europeista, che non polarizzi come un tempo l’opinione pubblica. Un tono da statista molto diverso da quello che emerge da alcuni programmi di Rete 4, il cui spazio dato alle tesi dei No Vax pare non piaccia nemmeno a Piersilvio Berlusconi, ad del gruppo, un parere, da quelle parti, persino più influente di quello del padre. Da Arcore si nega che il presidente abbia chiesto la chiusura provvisoria dei due programmi, ma in molti ricordano che già dopo le Europee emerse una considerazione: gli show “populisti” fanno il gioco di Matteo Salvini (e oggi di Giorgia Meloni), penalizzando Forza Italia che è pur sempre il partito del capo.

Rating 3.00 out of 5

Alec Baldwin spara sul set di un film: uccisa la direttrice di fotografia, ferito il regista

venerdì, Ottobre 22nd, 2021

di Paolo Foschi

La tragedia durante le riprese del film western Rust. Ferita un’altra persona,

desc img
desc img

Halyna Hutchins

Tragedia sul set del film western Rust, in lavorazione in New Mexico, negli Stati Uniti. Secondo la prima frammentaria e confusa ricostruzione, l’attore protagonista Alec Baldwin, che è anche coproduttore, al termine di alcune riprese ha maneggiato una pistola di scena per scaricarla e sono partiti diversi colpi: Halyna Hutchins, 42 anni, direttrice della fotografia, è stata ferita ed è morta durante il trasporto in ospedale. Almeno un proiettile ha raggiunto il regista Joel Souza, 48 anni, ricoverato in gravi condizioni a Santa Fe. Al momento non è stata formalizzata nessuna accusa per l’accaduto, che è oggetto di indagine. «E’ stato un incidente, è stato un incidente» ha ripetuto fra le lacrime e sotto choc l’attore di 68 anni.

Hutchins e Souza «sono stati colpiti quando Baldwin ha scaricato una pistola usata nelle riprese del film», ha detto lo sceriffo di Santa Fe spiegando che la direttrice della fotografia è in seguito deceduta per la gravità delle ferite riportate.

Rating 3.00 out of 5

Barbara Palombelli, la frase scappata in tv sul femminicidio e le scuse: come finisce il caso esploso in tv

sabato, Settembre 18th, 2021

Discutere della morte è pur sempre, una espressione di interesse per la vita” suggeriva Thomas Mann. Vi sono luoghi e situazioni appropriate per discuterne certo, ma a differenza di altri, non crediamo che la tv debba invece restarne fuori. Giusto è parlarne. Basterebbe farlo con maggiore coscienza. Senza spettacolarizzazioni eccessive, limitandosi alla sola cronaca. Se programmi di grande successo affollano i palinsesti televisivi serali, e’ perché il pubblico da casa lo richiede.

Grande polemica dunque, per la frase uscita dalla bocca di Barbara Palombelli, sui femminicidi. In poche ore la Palomba diventa trend topic ed è subissata dagli insulti. “Le si chiuda il programma” urlano i forcaioli. “Sette femminicidi in sette giorni, questi uomini sono stati però esasperati dal comportamento delle donne?” Questa è la frase incriminata. Frase infelice, “scappata” con ogni probabilità, alla giornalista. L’intento era quello di spostare il focus su altro, il che può anche starci in un salotto televisivo. Messa così invece, vi è poco da domandarsi.
Lo scivolone c’è tutto. Immaginiamo lo sappia bene, anche la sempre ottima giornalista. Un assassino rimane tale e compie un atto criminale, anche se esasperato da Belzebu in persona. Parlare di esasperazioni, equivale quasi, a cercare una spiegazione. Basterà chiarire l’intento, chiedere “scusa” e tutto il clamore finirà. Come giusto che sia. Ma se a dire una frase del genere fosse stato invece un giornalista uomo, cosa sarebbe successo? E se fosse stato un politico, magari di destra, cosa si sarebbe scatenato? Quella parte politicamente corretta, salottiera e sinistra che durante il Festival di Sanremo, accusò Amadeus di sessismo, solo perché defini’ le vallette “molto belle” cosa avrebbe fatto? Difficile da sapere, il dubbio rimane.

Rating 3.00 out of 5

Renzo Arbore & Marisa Laurito: “Noi e De Crescenzo, tre fratelli fra cene, risate e tanti viaggi”

mercoledì, Agosto 18th, 2021

Michela Tamburrino

Senza Napoli? Non sarebbe successo. C’entra e non c’entra niente, forse sarebbe successo lo stesso tra persone d’amore. L’amicizia tra Luciano De Crescenzo, Renzo Arbore e Marisa Laurito, rigorosamente citati in ordine d’apparizione, ha radici partenopee lontane, non antiche, un modernariato da intenditori, proprio come è la storia dei tre. Il bello della loro unione, “sempre amici, mai amanti” precisa Arbore, si gioca sul filo del gioco, ironia, sottile sfottò. Correva la metà degli anni Settanta, Laurito faceva provini su provini dopo aver abbandonato il teatro di De Filippo. E così tentò anche per La Mazzetta scritta da De Crescenzo. Scritturata. Le prove si svolgevano a casa di Manfredi ed è lì che lei ha conosciuto questo signore dall’aria simpatica. Simpatizzarono subito.

Flash back: con Arbore, De Crescenzo era già amico. Si erano conosciuti a Roma però le loro gesta erano già leggenda, amplificate da una bella ragazza che concedeva i suoi favori ai due, tanto l’ingegnere abitava a Roma, il giovane musicista a Sorrento e lei si organizzava senza troppi problemi. Anche lì, scoperta la coabitazione, colpo di fulmine di simpatia. «Luciano – racconta Arbore – era un incredibile raccontatore. Furono Roma e Capri testimoni delle nostre imprese che grazie a lui assumevano un valore letterario. “I fattarielli”, li chiamava, storie affascinanti, in parte inventate e in parte vere. Ne parlai con Maurizio Costanzo, gli dissi che esisteva un bravissimo ingegnere che sapeva raccontare in modo esilarante. Costanzo aveva fame di questi personaggi che rimpolpavano una intera leva di umoristi preziosi per i suoi show. Figure oggi scomparse, sostituite da professionisti dello stand up. Luciano e io, amici fuori e dentro il set, due film insieme, programmi televisivi, tante risate, mai una lite».

E siamo a Marisa Laurito che con De Crescenzo presto conosce Arbore. «Fu corrispondenza immediata, diventammo presto un trio – racconta Laurito -, le cene insieme, le canzoni al pianoforte. Avevamo lo stesso modo di giocare. Ovvero, per me era gioco e per Renzo erano i prodromi dell’improvvisazione televisiva. Comunque la nostra modalità di vita e di amicizia. Finalmente stavo trovando la mia strada professionale con un enorme riconoscimento, prima donna al Bagaglino, un contratto triennale meraviglioso. Ma Arbore mi propose Quelli della notte e io decisi per il sì, di pancia e non di cervello. Ninni Pingitore fu tanto signore da sciogliermi dal contratto del Bagaglino e io mi infilai nell’avventura televisiva che mai avrei abbandonato. Mi sono fortificata, con gli altri della trasmissione ci muovevamo come un gregge, gran divertimento». E poi i viaggi. «Partire con Renzo, al contrario di quanto avveniva con Luciano, era divertentissimo. Mai visto un uomo adorare i mercatini più di me, curiosare, comprare. Lui si definisce un urban explorer ed esplora anche i quartieri dimenticati. Arbore è uomo dai mille colori, comprende un’infinità di sfaccettature. Se porti Renzo in profumeria, ci resta più di te, prova, annusa, compra. Mi accompagnava a cercare stoffe ed era curiosissimo».

De Crescenzo in viaggio? Un guaio passato. Prosegue Laurito: «Luciano non era allineato nei viaggi, era insopportabile. In Africa cercava i giornali alle 6 del mattino quando non si trovavano neppure nel pomeriggio. Mi chiamava all’alba: “E io che faccio, presto per la colazione, presto per i giornali. Mi annoio”, un incubo. Però, che uomo affascinante, e che cultura e che simpatia».

Rating 3.00 out of 5

Libero De Rienzo, il ricordo di Emanuele Trevi: «Picchio, contenevi oceani di dolcezza e disperazione»

venerdì, Luglio 16th, 2021

di Emanuele Trevi

Le parole dello scrittore in memoria dell’attore, scomparso a 44 anni: «Un anno della sua vita equivaleva a dieci dei nostri»

desc img

La morte di Libero De Rienzo, il nostro amatissimo Picchio, non lascia solo un enorme e irrimediabile vuoto nel cinema italiano. Certamente, sarà ricordato come un talento di prim’ordine, protagonista di molti tra i film più memorabili degli ultimi vent’anni, ma la pratica di qualsiasi arte ci insegna che la macchina delle illusioni va sempre avanti, e che per lei siamo tutti sostituibili. Il fatto è che Picchio era davvero una persona speciale, capace di contenere in sé oceani di dolcezza e disperazione talmente vasti che tutti noi che lo conoscevamo bene prima o poi ci rendevamo conto che un anno della sua vita equivaleva a dieci dei nostri. Questo aspetto decisamente romantico del suo carattere dapprima affascinava, poi finiva anche per preoccupare, e a volte suscitare addirittura rabbia, perché sempre pretendiamo dalle persone importanti per noi dosi di autoconservazione capaci di rassicurarci.

Fatto sta che non conosco una persona capace più di lui di trasformare i rapporti professionali in legami umani profondissimi, e duraturi nel tempo. Il suo primo successo arrivò nel 2001 con Santa Maradona di Marco Ponti, ma io lo ricordo da prima, addirittura da quando era ancora uno studente di liceo, bellissimo e sfrontato, dotato di un senso dell’umorismo capace di rovesciare a terra ogni forma di inautenticità e luogo comune, fosse pure virtuoso. Non nutriva nessun bisogno o desiderio di studiare, ma adorava leggere, e la scoperta dei romanzi di Thomas Bernhard lo aveva letteralmente fulminato come una rivelazione e una bussola fondamentale nella sua ricerca di verità.

Rating 3.00 out of 5

Raffaella Carrà, il cordoglio del mondo dello spettacolo e della politica

martedì, Luglio 6th, 2021
Raffaella Carrà, il cordoglio online del mondo dei vip

Non era solo una icona della tv ma anche della società: la morte di Raffaella Carrà ha colpito sia il mondo dello spettacolo che quello della politica. Tanti i messaggi di cordoglio per la scomparsa di quella che è definita all’unanimità come la regina del piccolo schermo.

Franceschini: “Addio alla signora della tv italiana” – “Con la scomparsa di Raffaella Carrà se ne va la Signora della televisione italiana. Una donna di grande talento, passione e umanità che ci ha accompagnato per tutta la vita. Addio Raffaella”. Questo il commento del ministro della Cultura Dario Franceschini dopo aver appreso della notizia della scomparsa di Raffaella Carrà.

Mattarella: “Artista popolare, amata e apprezzata” – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è detto “profondamente colpito dalla scomparsa di Raffaella Carrà, un’artista popolare, amata e apprezzata da diverse e numerose generazioni di telespettatori in Italia e all’estero”. “Volto televisivo per eccellenza, Raffaella Carrà ha trasmesso con la sua bravura e la sua simpatia un messaggio di eleganza, gentilezza e ottimismo”, ha sottolineato il Capo dello Stato.

Draghi: “Decisiva nel diffondere la cultura dello spettacolo” – Anche il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha appreso con “profonda tristezza della scomparsa di Raffaella Carrà. Con il suo talento e la sua professionalità ha avuto un ruolo decisivo nel diffondere la cultura dello spettacolo in Italia. La sua risata e la sua generosità hanno accompagnato generazioni di italiani e portato il nome dell`Italia nel mondo. Agli amici e ai nipoti vanno le più sentite condoglianze di tutto il governo”.

Il premier spagnolo Sanchez: “Ci ha riempito l’anima”

 “Raffaella Carrà è stata una donna che ha ispirato a varie generazioni felicità, coraggio e
impegno. La sua musica ci ha rallegrato il cuore, il suo spirito libero ci ha riempito l’anima”. A scriverlo su Twitter è il premier spagnolo Pedro Sanchez. “Riposa in pace, cara Raffaella”, aggiunge Sanchez.

Pippo Baudo: “Era l’ultima vera soubrette” – Anche Pippo Baudo ha espresso il suo dolore per la perdita della “regina della televisione” italiana. “Sono immensamente scosso. Raffaella Carrà è stata un’artista eccezionale, un’autodidatta straordinaria, io la conosco dagli inizi della sua carriera”, ha raccontato in lacrime. “Io non sono riuscito mai a fare un programma con lei, era l’unico rimprovero che le facevo sempre, è il mio grandissimo rimpianto. Aveva studiato ballo, era diventata anche una grande ballerina. Quando fece coppia con Mina, c’era un’asimmetria notevole tra le due, perché Mina è più alta di lei, eppure lei annullava questa asimmetria. E poi, è una delle poche soubrette italiane, forse l’unica, che ha avuto successo nei Paesi ispanici”.

Enzo Paolo Turchi: “Era la numero uno al mondo” – “Sono a pezzi, mi dispiace… Ci siamo conosciuti giovanissimi”. Tra i singhiozzi, Enzo Paolo Turchi ricorda Raffaella Carrà. “L’ho sentita poco tempo fa, non mi ha detto niente della malattia”, aggiunge il ballerino e coreografo, protagonista con la Raffa nazionale del mitico tuca tuca. “Era la numero uno nel mondo,  come persona, come donna. Ho ricordi stupendi con lei. Mi ricordo una volta, eravamo in Spagna per uno spettacolo: c’era un traffico incredibile, la piazza era piena… Eravamo in macchina… Raffaella ha fermato un signore in vespetta, gli ha chiesto un passaggio ed e’ andata con lui. E’ salita sul palco, c’erano diecimila persone ad aspettarla. E’ stata una grande donna”. 

Rating 3.00 out of 5

E’ morta Raffaella Carrà, simbolo dell’Italia e del Tuca Tuca

lunedì, Luglio 5th, 2021

ALESSANDRA COMAZZI

Che cosa dovrebbe fare una ragazza che voglia diventare conduttrice? Studiare da Raffaella Carrà. Più moderna lei, che se n’è andata oggi, lunedì 5 luglio, a 78 anni, di un intero manipolo di ragazzotte con le tette al vento; in grado di rivendicare la propria femminilità ancora ai tempi di «Carràmba che fortuna», facendosi circondare da quaranta bei ragazzi («sono tutti alti due metri, che Dio li benedica», diceva) in modo che anche le spettatrici potessero lustrarsi gli occhi. Carrà nei secoli fedele a se stessa, che canta «Com’è bello far l’amore da Trieste in giù… Tanti auguri, vruum», rigenerante. Provocante. Icona di Paola Sorrentino. Raffa. Mitica Raffa.  L’esordio cinematografico di Raffaella Carrà: aveva solo 8 anni

Nata a Bellaria, romagnolissima, e nata Pelloni, come il Passator Cortese, il bandito alla Robin Hood che rubava ai ricchi per dare ai poveri, del quale si dice sia discendente. Diplomata al Centro sperimentale di cinematografia, comincia la sua carriera proprio al cinema, giovane giovane. E nel 1961 debutta anche in tv, dove comincia a farsi conoscere nel 1969 con «Io, Agata e tu», uno show con Nino Taranto e Nino Ferrer. Lei ha un ruolo piccolo, balla soltanto, ma colpisce il pubblico, pure con il caschetto color platino realizzato dai parrucchieri Vergottini, le tute luccicanti che paiono rubate a Barbarella. Nel 1970 presenta accanto a Corrado la sua prima «Canzonissima», conquista l’Italia, e il mercato discografico, con la sigla «Ma che musica, maestro» e con il «Tuca tuca». Indossa un giacchino corto e un paio di pantaloni aderenti a vita bassa, il completo le lascia scoperto l’ombelico: sarà il primo ombelico scoperto della storia della televisione italiana, se ne occuperà persino il Consiglio di amministrazione della Rai, che alla fine approverà. 

Addio, Raffaella: icona di stile, anticonformista e rivoluzionaria della televisione italiana

Quando la tv in bianco e nero passa ai colori, lei c’è, insieme a Mina (Milleluci). Quando si comincia a far partecipare il pubblico da casa, lei c’è («Pronto, Raffaella», trasmissione del mezzogiorno divenuta famosa per i fagioli: bisognava indovinare il numero di quelli contenuti in un vaso). Quando c’è da passare alla Fininvest di Berlusconi, che aveva in mente di fare una grande Rai, lei passa. Quando c’è da emigrare, lei emigra, in Spagna. Quando c’è da tornare, torna. Quando c’è da inventare un reality prima del reality, storie che si narrano e si sviluppano davanti alle telecamere, lei c’è: con «Carràmba che sorpresa», programma dedicato ai ricongiungimenti, lacrime, retorica e successo. «Carràmba» e «carrambata» diventano parole d’uso comune nella lingua colloquiale italiana.

Rating 3.00 out of 5

La Rai di Mario Draghi: taglio ai costi e ai canali. E le altre tv soffrono con poche idee

sabato, Giugno 12th, 2021

di Carlo Tecce

L’ha detto la televisione. Qui ancora lo dice la televisione. Viva e non vivace, la televisione italiana resiste a ogni nefasta profezia. E soltanto per la televisione, che seduce e illude, che promette propaganda e tradisce le aspettative, i partiti si accapigliano con veemenza ogni tre anni, a ogni rinnovo dei vertici del servizio pubblico Rai, e poi si acquietano e infine si azzuffano per canali, telegiornali, programmi. Queste sono tradizioni a cui ci si affeziona e mai ci si sottrae. Mario Draghi l’ha capito.


Il premier ha fissato le nomine per la metà di luglio e si è promesso, e sì, anch’egli tradisce le aspettative dei partiti, di indicare la coppia presidente e amministratore delegato, cioè non propone, non delega, non negozia. Alla politica lascia la scelta dei membri del Consiglio di amministrazione: non è una concessione, lo prevede la legge. Il presidente di Draghi, però, dovrà ottenere la maggioranza dei due terzi in commissione parlamentare di Vigilanza.


Draghi non propone, non delega e non negozia con i partiti perché la Rai si trova in una situazione di quel serio che volge al preoccupante. Il debito finanziario è di oltre mezzo miliardo di euro, per la precisione 523 milioni. La pandemia, ovvio. Però si tratta della pandemia in un’azienda a controllo statale con 1,8 miliardi di euro di canone garantiti che ha tagliato 170 milioni di costi. Con queste premesse e con le analisi svolte dal ministero del Tesoro, l’azionista, il premier Draghi ha un mandato perentorio per la coppia, così la intende, un suo blocco in un feudo dei partiti, di presidente e amministratore delegato: ridurre, se non dimezzare le attuali 11 reti; ridurre il debito, le perdite, le direzioni; ridurre i prodotti commerciali nei palinsesti; investire sulla piattaforma di Raiplay, sulle sedi locali, sulla radiofonia; aumentare le produzioni interne; ritoccare all’insù, nel prossimo biennio, il canone che adesso è di 90 euro. I soldi che mancano e le idee che tardano, pure Draghi deve attingere dalle repliche dei buoni propositi. Non c’è bisogno di un seminario per comprendere la televisione di oggi: è uguale a quella di ieri. Il guaio è che tra un po’ arriva domani. Arriva, arriva per forza.

Rating 3.00 out of 5
Marquee Powered By Know How Media.