Archive for the ‘Spettacoli -Eventi -TV’ Category

Non è l’Arena, Alessandro Sallusti lascia la diretta: “Cremlino palazzo di m… basta sceneggiate”

lunedì, Giugno 6th, 2022

A Non è l’Arena, il talk show condotto dalla Piazza Rossa di Mosca, da Massimo Giletti su La7, è accaduto di tutto. L’ultima puntata era stata preceduta da fortissime polemiche per la richiesta da parte del conduttore di condurre il programma dalla Russia con un’intervista a Maria Zakharova, portavoce del ministro degli Esteri del Cremlino, Sergej Lavrov. Tra gli ospiti in collegamento dell’Italia c’era anche il direttore di Libero, Alessandro Sallusti.

Cosa voglio capire qui. Massimo Giletti arrivato a Mosca: clamorosa 'missione' in Russia

E proprio Sallusti nel corso della trasmissione ha deciso di abbandonare la diretta. Dopo che la Zakharova aveva parlato quasi un’ora, il direttore di Libero, rivolgendosi a Giletti, ha affermato: “A questa sceneggiata io non voglio più partecipare, grazie”.
E ancora: “Pensavo fossi andato a Mosca per parlare al popolo russo. Mi trovo davanti ad un asservimento totale di fronte alla peggiore propaganda che ci possa essere. Il Cremlino è un palazzo di merda, lì il comunismo ha fatto i più grossi crimini”. Poi l’affondo: “Rinuncio al compenso pattuito ma non ci sto a fare la foglia di fico a quei due coglioni che hai lì di fianco, me ne vado”.

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Johnny Depp e Amber Heard, un processo-reality tra droga, lusso e volgarità: l’altro volto di Hollywood

giovedì, Giugno 2nd, 2022

di Matteo Persivale

Per sei settimane, un pubblico record ha seguito il processo, con le sue testimonianze a tratti incredibili. Il momento clou è stato lo sfogo-confessione di Depp sulla sua infanzia, mai raccontata in 37 anni di carriera

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Scene da un matrimonio, il film per la tv di Ingmar Bergman del 1973, quasi mezzo secolo dopo rappresenta ancora il sommo esempio del modo in cui l’arte può raccontare la disgregazione di un amore attraverso il sublime.

Le scene dal matrimonio Depp-Heard, in diretta tv e in streaming su YouTube, Facebook, Twitter, TikTok («trial by TikTok», processo via TikTok l’ha ribattezzato la solitamente pacata Bbc) per sei settimane dal tribunale della Virginia nel quale ieri sera è stato pronunciato il verdetto dei sette giurati, purtroppo non avevano niente di bergmaniano, niente di sublime, solo l’oceano di volgarità delle reciproche accuse di violenza, l’abuso di droga e alcol, i messaggini irriferibili, il duello dei periti da 600 dollari l’ora (quelli a buon mercato) o 1.000 dollari (quelli più costosi).

Le interazioni sui social media hanno cancellato la guerra in Ucraina, l’inflazione-record, il Covid, l’aborto che presto tornerà illegale negli Usa, la scalata a Twitter di Elon Musk: Depp contro Heard 24 ore su 24, con il canale dedicato alla diretta, Law & Crime, ha polverizzato un record che a nessuno sembrava possibile, superando il miliardo di clic su dirette, siti internet e quotidiani, serotini riassunti della giornata di dibattimento.

Per sei settimane il mondo ha potuto guardare in diretta il reality show — più freak show da circo di una volta che reality, in effetti — di tutto quello che avevamo sempre sospettato su Hollywood nei momenti di pessimismo: soldi, droga, alcol, aerei privati, alberghi di lusso, sganassoni, e un’infinita sfilata di galoppini, «assistenti», avventizi, parrucchieri, truccatrici, portieri, cascherini, la variegata fauna di coloro che circondano le «celebrities» creando — quando funziona, cioè non in questo caso — un cordone sanitario che li distacca e li protegge dal mondo esterno.

Lei: «Si è versato una maxipinta di vino».
Lui: «Sei solo un avanzo di night, una ex spogliarellista alla canna del gas».
Lei: «Se ne girava per la casa con l’affare sempre di fuori».
Lui: «Bevevo whisky di mattina perché l’happy hour è a tutte le ore».
Lui, nei messaggini a un amico: «Affoghiamola prima di bruciarla!!!…».

Il portiere che nega di aver visto Heard ferita, ma lo fa collegato in remoto, dalla sua auto, fumando una grossa sigaretta elettronica che riempie di una fitta nebbia l’abitacolo.

Gli unici momenti davvero sorprendenti sono stati quelli della lunga confessione di Depp sulla sua infanzia e gioventù, argomenti dai quali si era sempre tenuto lontanissimo in 37 anni di carriera hollywoodiana.

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DiMartedì, Bruno Vespa sconcertato: “Ci affidiamo alla buona volontà di Putin”

mercoledì, Maggio 25th, 2022

Basta una semplice domanda a Bruno Vespa per smontare le posizioni dei pacifisti, che sembrano flirtare pericolosamente con la propaganda russa. Ospite di Giovanni Floris a DiMartedì, su La7, il giornalista e conduttore di Porta a porta chiede al professore e storico Angelo D’Orsi: “Che succede se smettiamo di dare le armi all’Ucraina?”. 
“La Russia consoliderà la propria posizione sulla parte russofona del Paese, e questo porterà a una divisione dell’Ucraina come successo in altre situazioni – spiega D’Orsi, che di fatto ipotizza una resa incondizionata di Kiev -. Questo è un principio di realismo politico”. “Cioè ci affidiamo alla buona volontà di Putin che decide dove e come fermarsi”, replica con una punta di sarcasmo Vespa. “No no no è inutile che mi prenda in giro, noi dobbiamo lasciar decidere agli ucraini. L’Ucraina non ha rispettato gli accordi di Minsk“, è la contro-replica di D’Orsi, secondo cui bisogna far decidere alle popolazioni di Donbass e Crimea.   Vespa non si trattiene: “Io su questo sono d’accordo, ma Putin non ha mai detto di volere qualche territorio ucraino.

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L’Ucraina vince l’Eurovision 2022 con la Kalush Orchestra

domenica, Maggio 15th, 2022

di Renato Franco e Andrea Laffranchi, inviati a Torino

La 66ª edizione di Eurovision Song Contest è stata vinta dagli interpreti di «Stefania»

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In una finale dove la politica irrompe tra le canzoni, l’Eurovision Song Contest se lo porta a casa proprio l’Ucraina. Ma già prima del verdetto gli scenari di guerra avevano coperto la musica dell’Esc: Zelensky che con un video invita a votare la Kalush Orchestra, gli hacker filorussi che minacciano un attacco informatico per impedirne la vittoria, la sigla di apertura con i Rockin1000 che suonano «Give Peace a Chance». Quindi durante la gara la stessa band ucraina che lancia un appello in mondovisione: «Aiutate il popolo ucraino, aiutate Mariupol». Applausi e standing ovation.

Folklore e rap, assoli di flauto e breakdance, costumi tradizionali dei Carpazi e streetwear: la loro canzone «Stefania» è dedicata alla mamma del leader del gruppo, Oleg Psiuk, ma con il rumore dei missili ha assunto un significato più ampio e universale che è arrivato a tutti. Una vittoria storica, uno schiaffo dei popoli europei a Putin: il vento della solidarietà e dell’empatia ha spinto l’Ucraina in cima alla classifica. I voti delle giurie nazionali avevano invece messo in competizione Regno Unito (secondo alla fine), Svezia (terza) e Spagna, con l’Ucraina solo quinta, ma il televoto è stato determinante. «Il nostro coraggio impressiona il mondo, la nostra musica conquista l’Europa» ha scritto sul suo canale Telegram il presidente Volodymyr Zelensky. I vertici Ue invece hanno salutato così su Twitter la vittoria: «Stanotte la tua canzone ha conquistato il nostro cuore. Celebriamo la tua vittoria in tutto il mondo. L’Ue è con te», ha scritto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. «L’augurio è che l’Eurovision del prossimo anno possa essere ospitato a Kiev in un’Ucraina libera e unita», ha aggiunto il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, citando anche alcuni versi della canzone vincitrice, «Stefania»: «Troverò sempre la strada di casa, anche se tutte le strade sono distrutte». Un messaggio di congratulazioni è arrivato anche dall’Alto rappresentante Ue per gli Affari esteri Josep Borrell: «Lunga vita alla musica! Viva l’Europa! Gloria all’Ucraina!».

Delusione per Mahmood e Blanco che hanno sempre galleggiato nella parte alta della classifica ma non hanno mai dato la sensazione di avere la marcia giusta: alla fine un sesto posto senza infamia e senza lode.

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Assimilare Putin ad Hitler? per Cacciari: “Una perfetta idiozia e volgare propaganda”

lunedì, Maggio 9th, 2022


Massimo Giletti intervista Massimo Cacciari sulla situazione di guerra in ucraina, il filosofo attacca duramente chi paragona la figura di Putin a quella di Hitler.

LA7

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“Non mi prenda per il c…”. Per il russo finisce male in tv

lunedì, Aprile 11th, 2022

Massimo Giletti perde la pazienza con il giornalista russo: “Essere preso per il c… da lei non mi va, non può mettere in dubbio quello che dico io. Ho 30 anni di lavoro serio, non mi prenda in giro”

Luca Sablone

"Non mi prenda per il c...". Per il russo finisce male in tv

La propaganda raggiunge livelli altissimi in tempi di guerra: nel corso del conflitto militare tra Ucraina e Russia va in scena anche una lotta di comunicazione, con le fazioni che tengono a far passare determinati messaggi e a oscurare altre verità. Anche l’informazione ne esce vittima. Nell’ultima puntata di Non è l’arena su La7 gli animi si sono accesi proprio in riferimento a questo fattore, nello specifico per quanto riguarda l’attività di propaganda portata avanti da Mosca: i russi continuano a scaricare puntualmente le pesanti accuse e, anzi, puntano il dito contro gli ucraini per le immagini terribili che arrivano dal campo di guerra.

A perdere le staffe è stato Massimo Giletti che, dopo aver tentato di instaurare un dialogo proficuo con il giornalista russo Alexey Bobrovsky, ha allargato le braccia per lo sconcerto e ha risposto a muso duro. “Vabbè, abbia pazienza. Lei mi manda questa roba qua, io le dimostro il contrario e lei mi viene a dire lo stesso che ha ragione? Ma lei sta scherzando?”, è stata la replica del conduttore Giletti. Che subito dopo ha rincarato la dose senza usare mezzi termini: “Non mi prenda in giro. Non può mettere in dubbio quello che dico. Ho 30 anni di lavoro ed essere preso per il culo da lei non mi va”.

Massimo Giletti ha risposto per le rime al giornalista russo, che in precedenza aveva messo in dubbio l’attendibilità di una registrazione audio usata per smontare le tesi sostenute dalla propaganda russa: Alexey Bobrovsky aveva fatto notare che si trattava di un semplice messaggio vocale, senza un video dimostrativo e senza certezze. Ma il conduttore di Non è l’arena, con tanto di cellulare in mano, ha assicurato la veridicità della conversazione (senza poter ovviamente mostrare i contenuti in diretta televisiva).

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Rai, Vespa: “Orsini non lo invito. Con la guerra nel mio talk non c’è posto per il né-né”

sabato, Aprile 9th, 2022

di Lorenzo De Cicco

ROMA – Sulle poltrone della “terza Camera”, che governa da 26 anni filati, Alessandro Orsini non lo farebbe accomodare. A Bruno Vespa il talk formato “né né”, specialmente in tempi di guerra, proprio non piace.

Vespa, ha detto che trasformare la questione Russia-Ucraina “in un derby alla Roma-Lazio è avvilente”. C’è stata una degenerazione in questi anni, nei salotti tv, prima col Covid ora con la guerra?
“La pandemia ci ha insegnato quanti danni può fare una informazione distorta. L’estremismo No Vax portato in televisione ha sulla coscienza tante anime fragili. Con la guerra non si può commettere lo stesso errore. È in gioco la civiltà occidentale, la libertà per cui si sono battuti i nostri padri. Da una legittima critica agli errori degli ucraini in passato, non si può passare al “né né” tipico di troppi italiani”.

Dev’esserci una differenza, anche in questo approccio, tra servizio pubblico e tv commerciali?
“Quando si parla a milioni di persone su temi fondamentali, tutto è servizio pubblico. Se compro un medicinale, non mi chiedo se me lo venda una farmacia comunale o una privata”.

Bianca Berlinguer parla di pluralismo delle idee da garantire. Ma può valere tutto, lo scienziato ospitato insieme al no-vax convinto che nel siero ci sia il grafene, fino a chi sostiene contro-narrazioni simili alla propaganda di Putin?
“Non giudico il lavoro dei miei colleghi e Bianca è una brava professionista. In ogni trasmissione, se si usano toni troppo alti, si stona e il pubblico deve tapparsi le orecchie. Un conto è il confronto, altro è la rissa. Ed è facile portare lo spettatore meno informato fuori dei sentieri della storia”.

La commissione di Vigilanza Rai prepara un pacchetto di regole per i talk: basta tuttologi, solo ospiti competenti, rotazione delle presenze per evitare il solito circolo, evitare la rappresentazione teatrale delle contraddizioni. È d’accordo?
“Questo è lo stile di Porta a porta da sempre. Ma credo sia impossibile regolare con un decalogo parlamentare una materia così complessa e soggettiva”.

Le nuove regole al vaglio della Vigilanza chiedono di privilegiare gli ospiti “a titolo gratuito”. Si può fare un buon programma di informazione senza pagare gli opinionisti? A Porta a Porta ci sono compensi per le ospitate?
“Il budget ospiti di Porta a porta è, absit iniuria, la mensa della Caritas, viste le cifre che girano. Nella storia del programma gli opinionisti non sono mai stati pagati. Dall’anno scorso, visto che le altre trasmissioni d’informazione pubbliche e private facevano contratti a raffica, rischiavamo di restare all’asciutto o con presenze poco equilibrate e abbiamo fatto due o tre piccoli contrattini, per garantirci un minimo di pluralismo”.

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Oscar, Will Smith si dimette dall’Academy: “Non voglio più permettere alla violenza di prendere il sopravvento sulla ragione”

sabato, Aprile 2nd, 2022

Will Smith si dimette dall’Academy, dopo lo schiaffo a Chris Rock sul palco della Notte degli Oscar. Lo ha reso noto lo stesso Smith in un comunicato pubblicato da Variety, aggiungendo che accetterà “qualsiasi ulteriore conseguenza che il board valuti appropriata”.

Will Smith sale sul palco degli Oscar 2022 e tira uno schiaffo a Chris Rock

L’Academy of Motion Pictures Arts and Sciences è l’associazione americana dei professionisti del cinema. L’attore, sotto procedimento disciplinare per l’aggressione al comico durante la cerimonia per una battuta sulla testa rasata della moglie Jada Pinkett che soffre di alopecia, rischiava già l’espulsione o la sospensione. Alle prese con la più grave crisi della sua carriera, nonostante la statuetta come Miglior attore protagonista ricevuta proprio domenica notte, Smith ha definito le sue azioni “scioccanti, dolorose e imperdonabili”.

LO SPECIALE

“La lista delle persone che ho ferito è lungo – scrive Smith nella sua dichiarazione – e include Chris, la sua famiglia, molti dei miei cari amici, tutti i presenti e gli spettatori di tutto il mondo. Ho tradito la fiducia dell’Academy. Ho tolto agli altri candidati e ai vincitori l’opportunità di celebrare i loro successi e il loro straordinario lavoro. Sono affranto”. “Voglio far sì che l’attenzione vada di nuovo a coloro che la meritano, e consentire all’Academy di tornare all’incredibile lavoro che svolge per supportare la creatività e il talento”, ha affermato. Per poi concludere: “Il cambiamento richiede tempo e io mi sto impegnando per non permettere mai più alla violenza di prendere il sopravvento sulla ragione”.

Il board dell’Academy ha aperto un’azione disciplinare nei confronti di Smith, dando all’attore la possibilità di presentare una difesa scritta prima della riunione del 18 aprile. Il produttore della serata Will Parker ha raccontato che quella sera la polizia era pronta ad arrestare Smith, ma Rock non ha voluto procedere con la denuncia.

Gli organizzatori della Notte degli Oscar, inoltre, avevano provato ad allontanare Smith, ma l’attore si è rifiutato di lasciare la cerimonia. Smith si era poi scusato con Chris Rock e con l’Acedemy via social con un post su Instagram: “La violenza in tutte le sue forme è velenosa e distruttiva”, aveva scritto anche in quella occasione.

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Berlusconi non si sposa. E Totti non si lascia

mercoledì, Febbraio 23rd, 2022

Berlusconi non si sposa. E Totti non si lascia. Le notizie hanno fatto il giro del web. Ma entrambi i protagonisti si sono affrettati a smentire i gossip.

“Nelle ultime ore ho letto sui media tante cose su di me e soprattutto sulla mia famiglia. Non è la prima volta che mi succede di sentire queste fake news”. Francesco Totti smentisce categoricamente la crisi con Ilary Blasi e affida a un video su instagram un appello che pronuncia con tono deciso: “Mi rivolgo a tutti voi che scrivete queste cose. Fate attenzione, perché di mezzo ci sono i bambini e i bambini vanno rispettati. E sinceramente mi sono veramente stancato di dover smentire”. Poco prima, anche Ilary aveva fatto capire che la famiglia è unita, postando un video, sempre sullo stesso social, in cui si trovano tutti in un noto ristorante della capitale, a due passi dal Quirinale.

“Il rapporto di amore, di stima e di rispetto che mi lega alla signora Marta Fascina è così profondo e solido che non c’è alcun bisogno di formalizzarlo con un matrimonio. Le indiscrezioni comparse oggi sugli organi di stampa non rispondono dunque a verità. Ma proprio perchè si tratta di un legame così profondo e così importante, assieme a Marta sto progettando per un prossimo futuro di festeggiarlo come merita, con un appuntamento che coinvolgerà i miei figli e gli amici a me cari”. Lo afferma con una nota il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

L’HUFFPOST

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Una media del 58% di share, è il Sanremo più riuscito dai tempi di Mike Bongiorno

lunedì, Febbraio 7th, 2022

(di Silvia Motta)

E con le mani e con i piedi e con la testa ciao ciao a questo Sanremo 2022, che si è confermato giorno dopo giorno un Festival di straordinario successo. Con una media superiore al 58% di share è il Sanremo più riuscito dal 1997 con Mike Bongiorno, un’altra era geologica per il Festival e per la Tv. Riuscire a tenere incollati più di 11 milioni di telespettatori al vecchio televisore, dopo che l’analogico ha ceduto il passo al digitale terrestre moltiplicando la rosa dei canali, e dopo che le piattaforme streaming e il web hanno svecchiato la fruizione del piccolo schermo, pare quasi un miracolo. Ma a un’attenta analisi, più che metterci lo zampino San Gennaro c’ha messo tanto del suo Amadeus, che ha saputo amalgamare e impiattare gli ingredienti come uno chef stellato.

I numeri hanno stupito sin dal primo giorno. Esordisce con un 54,7% di share che non si vedeva, alla prima serata, dal 2005 di Bonolis. Di primo acchito, nel mio intimo da analista cronica, riconduco il dato a tutti quegli anziani esasperati dal Covid che cercano un po’ di gioia davanti alla tv. Ma a smentire l’incancrenito pregiudizio spiccano il 70% dei telespettatori teenagers dai 15 ai 19 anni e il 75% dei telespettatori dai 20 ai 24 anni. Incredibile! Interrogo i miei figli adolescenti (in casa ne ho un panel di ben quattro elementi), guardo sui social i commenti delle loro cricche, eppure qualcosa mi sfugge… Mettiamo in fila tutti gli elementi: alla prima puntata un Amadeus perfetto, performer più che conduttore, consapevole di ogni accento, ritmo spietato, energia da vendere, un Fiorello in formissima che gli offre il picco della serata con 16 milioni e mezzo di telespettatori, Ornella Muti in sordina ma che fa il suo. Ci penso… non sono proprio tutti e tre di primo pelo eppure lo spettacolo palpita, è immediato, pulito e rigoroso nei modi e nei tempi, offre una cornice perfetta per incastonare la spontanea freschezza di cantanti giovanissimi che calcano il palco più temuto della storia della televisione italiana con la spontanea baldanza di chi vi sale per la prima volta e ci si vuole divertire, tra costumi di scena e codici da Fantasanremo.

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