Archive for the ‘Spettacoli -Eventi -TV’ Category

Venezia 2020, vincitori: Leone d’Oro a «Nomadland» di Chloé Zhao

domenica, Settembre 13th, 2020

di Stefania Ulivi

Una su otto ce l’ha fatta. È una donna a conquistare il Leone d’oro di Venezia 77: Chloé Zhao con «Nomandland», prodotto e cucito addosso a Frances McDormand. Alla premiazione, condotta come la serata inaugurale da Anna Foglietta non c’erano. Si sono collegate da Pasadine, sedute sul Vanguard, il furgoncino adibito a camper con cui l’attrice ha girato per quattro mesi sulle strade del West, insiema ai moderni nomadi. «See you down the road», il loro saluto. Una strada che sembra diretta agli Oscar di maggio dove certo il lavoro della regista di Pechino, ormai americana di adozione, un film Marvel nel cassetto, non passerà inosservato.

Coppa Volpi a Favino e Kirby

L’Italia vince la Coppa Volpi con Pierfrancesco Favino, per «Padrenostro» (di cui è anche coproduttore), film ispirato all’attentato subito dal padre del regista, Alfonso, vicequestore e dirigente dell’Antiterrorismo nel 1976, per mano dei Nap, Nuclei Armati Proletari, in cui morirono il suo autista e un membro del commando, ucciso dal fuoco amico. Il coronamento di un momento importante per l’attore, dopo le soddisfazioni ricevute con «Il traditore» e «Hammamet». «Mi avete fatto la più bella sorpresa della mia vita. Come ha detto una persona speciale che ha lavorato a questo film, quando si gira un film è come se nascesse una stella. Dedico questo premio ai milioni di schermi che si accenderanno, alla luce che si propagherà, al brillare degli occhi nel buio». Restano a mani vuote gli altri tre titoli italiani del concorso: «Notturno» di Gianfranco Rosi, qui incoronato Leone d’oro nel 2013 per Sacro Gra, così come «Miss Marx» di Susanna Nicchiarelli e «Le Sorelle Macaluso» di Emma Dante. La coppa Volpi tra le attrici, dove concorrenza era agguerrita, va a Vanessa Kirby per «Piece of a woman» che batte se stessa: era in gara anche con «The world to come».

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‘Concerto per l’Italia’, 80 acrobati del palco per l’evento della Scala a cielo aperto

venerdì, Settembre 11th, 2020

di ANNAMARIA LAZZARI

Milano, 11 settembre 2020 – Fervono i preparativi per il “Concerto per l’Italia” della Filarmonica della Scala, in programma questa domenica. Da martedì una squadra di ottanta operai sta lavorando – anche in piena notte – per allestire l’evento sinfonico gratuito in programma in piazza Duomo, diretto dal maestro Riccardo Chailly, con la presenza del violinista Maxim Vengerov. Quello del 13 settembre, alle 20.30, sarà il primo live di musica in piazza Duomo, dopo i mesi di chiusura. Fino all’anno scorso il concerto annuale gratuito della Filarmonica si era svolto a giugno; l’ottava edizione, per la pandemia, è slittata a questo mese.

Il concerto incarna un “messaggio di ripartenza“, sottolinea Hetel Pigozzi, coordinatore generale della Filarmonica. Fra gli operai ci sono “delle maestranze, una vera élite. Per alcuni di loro questo è il primo concerto dopo mesi di forzata inattività. Sono persone felici di essere tornate a lavorare, anche se le preoccupazioni per il settore non sono scomparse”, riflette Alfredo Mastroianni, direttore di produzione che ieri ha fatto il punto sullo stato dei lavori. “Abbiamo già montato la struttura del palcoscenico e anche la copertura, posta ad una altezza di 14 metri”, ha spiegato. Il palco sul lato del Duomo, dove, oltre a direttore e solista, suoneranno 75 musicisti, “misurerà 42 metri di lunghezza per 18 di profondità”, precisa Werner Ficher, altro direttore di produzione. Nella parte opposta invece c’è il ponteggio per lo spazio destinato a telecamere e regia: il concerto sarà infatti trasmesso in diretta da Rai Cultura (su Rai 5, Radio 3 e RaiPlay) in Italia e in altri Paesi del mondo.

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Venezia, primo film italiano in gara. “Noi, fragili figli degli anni di piombo”

sabato, Settembre 5th, 2020

di GIOVANNI BOGANI

Il primo film italiano in concorso a Venezia, Padrenostro, interpretato e coprodotto da Pierfrancesco Favino, fa i conti con le pagine color rosso sangue della nostra storia, con gli anni di piombo che hanno straziato l’Italia degli anni ’70: il terrorismo. Ma lo racconta in modo diverso da tutti i film che lo hanno preceduto.

Padrenostro racconta la vicenda del questore Alfonso Noce, che scampò alla morte in un conflitto a fuoco con i Nuclei armati proletari, una delle formazioni terroristiche di quegli anni. Nell’agguato, Noce rimase ferito, e uno dei terroristi – Martino Zicchitella – perse la vita. Il film, però, si focalizza sui due figli, il figlio del questore e quello del terrorista, che si ritrovano a intrecciare i loro percorsi, e a vivere – da bambini quali erano – le ombre di quell’evento. È questo approccio intimo, emotivo più che politico, la vera novità del film, nelle sale dal 24 settembre, distribuito da Vision. Ne parlano Favino, che è anche coproduttore della pellicola, e il regista Claudio Noce, che è proprio uno di quei due bambini, il figlio del questore.

Favino, lo sa che il segretario leghista Matteo Salvini è arrivato a Venezia per vedere questo film?

“Non lo abbiamo invitato noi, ma ciascuno è libero di andare alle proiezioni. E conoscendo il suo istinto per essere presentento nelle situazioni importanti, questo non può che farci piacere. Quanto alla possibilità di manipolare, di strumentalizzare il film, credo che questa possibilità non ci sia. Questo non è un film pro poliziotti o pro terroristi: questa è una storia di bambini e di figli”.

“Nessuna manipolazione politica – risponderà in serata a distanza Salvini – sono qui per la mia fidanzata Francesca, mi aspetto di divertirmi, a me Favino come attore piace molto”.

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Venezia 77 riaccende il cinema: autori e storie per rivedere il mondo

martedì, Settembre 1st, 2020

dalla nostra inviata ARIANNA FINOS

Venezia 77, la Mostra che s’apre il 2 settembre, è per certi versi molto più organizzata del solito e molto più in alto mare. Il nuovo assetto e le misure sanitarie sono imponenti e imposte dai numeri del Covid. Tra gli accreditati in partenza c’è un po’ di incertezza. Si è buttato, tutti, il cuore oltre l’ostacolo e ora è il tempo di fare le valigie, riempiendole di mascherine, gel e guanti. Roberto Cicutto e Alberto Barbera, il presidente e il direttore, dicono che quest’edizione è all’insegna del coraggio e della ripartenza. Perciò bisogna fare di tutto perché questo momento cui guarda il mondo del cinema non sia una (ri)partenza falsa. Anche perché gli esercenti – rinfrancati dalla tenuta di Tenet – aspettano i nuovi titoli, specie degli autori italiani che copiosi arrivano al Lido, in concorso o sparsi in altre sezioni.

Sui social traspare un po’ di nervosismo: qualche fotografo s’allarma per quella sorta di muro issato davanti alla passerella, Barbera spiega che quella struttura serve per permettere ai fotografi di lavorare in sicurezza. Il pubblico quest’anno dietro le transenne non pervenuto, a evitare la quintessenza dell’assembramento, ma in sala ci sarà. Per gli accreditati e gli ospiti l’idea di lavorare e muoversi tutto il giorno con la mascherina, richiesta non solo in sala ma anche in fila e in tutte le zone all’aperto nel recinto della Mostra, cui si accede da nove varchi. La prenotazione virtuale dei posti è ufficialmente cominciata: gli occhi sono tutti per Lacci, il film di apertura di Daniele Luchetti – tratto dal romanzo di Domenico Starnone e scritto con lui – che porta una schiera di attori italiani amati: Alba Rohrwacher, Luigi Lo Cascio, Giovanna Mezzogiorno, Adriano Giannini.

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Santanchè, il ballo e le balle: la farsa dell’epigramma

domenica, Agosto 23rd, 2020

di   Aldo Grasso

Noi di Cuneo troviamo sempre un’occasione per farci riconoscere. Noi di Cuneo, uomini di mondo, crediamo che esista una generazione Twiga (qualunque cosa voglia dire) o una generazione Billionaire, insomma un lussuoso ideale di vita post-rotonda-sul-mare contro i talebani amici dei divieti (infranti) e del buon senso.

Daniela Santanché ha postato un video in cui si dimena sulle note di «Paradise», vecchia canzone che evoca innamoramenti paradisiaci. È una scena patetica, una lagna contro la limitazione delle libertà: «Se gli italiani sono contenti che oggi tolgono il ballo, domani il canto, poi il voto, io non lo sono, è pazzesco limitare le libertà personali senza evidenze scientifiche».

Flavio Briatore non contento di sfornare la «Crazy Pizza» (subito maltrattata in rete) ha cominciato a polemizzare in video con il sindaco di Arzachena per le restrizioni delle serate danzanti del Billionaire di Porto Cervo: «Un grillino contro il turismo che non ha mai fatto niente nella vita. Una testa di c…». Poi succede, fatalità, che sei dipendenti del Billionaire risultino positivi al Covid. Quarantena: esplode il caso Sardegna.

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Discoteche chiuse, Linus: «Senza regole caos inevitabile. Mio fratello Albertino? È adulto e fa le sue scelte »

martedì, Agosto 18th, 2020

di Chiara Maffioletti

Discoteche chiuse, Linus: «Senza regole caos inevitabile. Mio fratello Albertino? È adulto e fa le sue scelte »

Nelle scorse settimane aveva aspettato, morsicandosi la lingua più volte, ammette adesso. Ma dopo il suo post sui suoi profili social — in cui, senza girarci troppo attorno, ha dato degli ubriachi a chi aveva deciso di riaprire le discoteche —, Linus è finito prepotentemente al centro del dibattito che riguarda un mondo che conosce da vicino: quello della musica, delle discoteche e del divertimento notturno. «Il mio, però, non è un attacco alle discoteche — spiega — se mai una loro difesa, pensando anche ai gestori che sono stati lasciati a metà del guado: a un certo punto è stato detto loro “aprite”, ma buttandogli addosso tutte le responsabilità». La questione più che prevedibile, per il direttore artistico di Radio Deejay, era l’impossibilità di evitare assembramenti in luoghi dove, fondamentalmente, si va per assembrarsi.

«Se prima queste potevano essere opinioni, adesso iniziano ad essere numeri. Sono il primo a dire che non si deve vivere in uno stato di polizia o, comunque, con il terrore continuo. Cerco di fare una vita abbastanza normale, non ho paura di andre la mare o al ristorante, ma era doveroso eliminare tutte le situazioni esageratamente affollabili». Questo mese, a Riccione, sono in corso le serate in piazza della sua radio. La gente c’è. «Ma stiamo seguendo tutte le regole e le indicazioni della questura. Se gli altri anni questi stessi eventi erano pensati per 15, 20mila persone, oggi la piazza ne ospita 2mila al massimo e tutte sedute: sembra di essere al Cremlino, quando si facevano gli spettacoli per la nomenklatura».

Come mai non ha dettoprima quello che pensava? «Perché non volevo finire nella polemica. Ma dopo Ferragosto è arrivata la decisione di chiudere e mi è sembrata a livello di tempistica talmente ipocrita da non riuscirmi più a trattenere». Del resto, «se era pericoloso si poteva intervenire anche prima. Invece hanno preferito aspettare dopo il 15». Nelle settimane precedenti, suo fratello Albertino era sul palco della Praja di Gallipoli, una delle discoteche più criticate per i tanti assembramenti e le poche mascherine. «Mio fratello è adulto e fa le sue scelte. Personalmente non è che la cosa mi facesse impazzire, ma era una sua decisione.

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Lacrime e arcobaleno. Genova ha il suo ponte. “Ma la ferita è viva”

martedì, Agosto 4th, 2020

Marco Menduni

Lacrime e arcobaleno. Genova ha il suo ponte. “Ma la ferita è viva”

Genova. La prima macchina a transitare è quella di Mattarella. Nessuno e nulla è dimenticato, nel giorno dell’inaugurazione del nuovo ponte di Genova. Sono le vittime della tragedia del 14 agosto 2018, il loro ricordo, la loro memoria a fare da trait d’union di tutte le fasi di questa inaugurazione. Il nuovo ponte è pronto e tra poche ore sarà aperto al traffico. Ponte Genova San Giorgio, l’arcobaleno sul nuovo viadotto nel giorno dell’inaugurazione

I 43 nomi vengono scanditi e il presidente della Repubblica è in piedi, durante la lettura del tragico elenco e nei successivi tre minuti di silenzio. Come è stato ai funerali di Stato, come alla celebrazione del primo anno della tragedia. Anche l’arcobaleno appare in cielo in una simbolica, inattesa coincidenza di eventi, e l’iride si mescola alle scie delle Frecce Tricolori. C’è tutto il mondo politico della città, della Regione, dell’Italia, sulle carreggiate del nuovo ponte di Genova. La celebrazione di un’opera straordinaria, qui, sulla carreggiata a 40 metri d’altezza, sorretta da 18 piloni. La celebrazione del «genio italiano» (lo ribadisce, il premier Giuseppe Conte): il progetto di Renzo Piano, le grandi aziende che l’hanno realizzato, i quasi 1.200 lavoratori impegnati in un cantiere che non ha mai riposato. Inaugurazione Ponte Genova San Giorgio: la lettura dei nomi delle 43 vittime del ‘Morandi’

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Nuovo ponte di Genova, l’emozione di chi l’ha costruito. E Cazzullo affronta la «nottata» che deve passare

lunedì, Agosto 3rd, 2020

di Alessandra Coppola

L’inviato Marco Imarisio ripercorre le tappe del viadotto Morandi: dal tragico crollo il 14 agosto 2018 alla ricostruzione record, accompagnato dalle voci dei tecnici. Poi una riflessione su questo momento buio dell’Italia post-Covid

Dopo il dolore del crollo del ponte Morandi, l’orgoglio della ricostruzione. Genova è stata ricucita, grazie a un’impresa inedita che ha coinvolto architetti, ingegneri, operai che hanno lavorato senza sosta in cantiere per quasi due anni, prima per la demolizione infine per ricollocare il viadotto sul torrente Polcevera. L’inviato del Corriere, Marco Imarisio, ha assistito a tutte le tappe di questa vicenda, ha visto le macerie e le nuove campate, ha ascoltato i protagonisti (compreso il figlio di Morandi che riabilita il nome del padre). E lo racconta, nell’episodio di oggi del podcast «Corriere Daily» assieme ai tecnici con la voce incrinata dall’emozione per essere arrivati – dopo tanta fatica – al giorno dell’inaugurazione.

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Morto a 100 anni il grande attore Gianrico Tedeschi, una vita in scena

martedì, Luglio 28th, 2020
Gianrico Tedeschi

PETTENASCO (NOVARA). Aveva festeggiato 100 anni lo scorso 20 aprile, ricevendo gli auguri del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: Gianrico Tedeschi, decano del teatro italiano, volto caro al grande pubblico grazie al varietà e alla pubblicità in tv con Carosello, è morto la notte scorsa nella sua casa di Crabbia di Pettenasco, sul lago d’Orta. Nato a Milano nel 1920, Tedeschi ha trascorso 70 anni in scena – ancora quattro anni fa recitava Dipartita finale con la regia di Branciaroli – attraversando il Novecento e rappresentandolo nel bene e nel male, grazie alla sua fedeltà a principi etici e civili oltre che artistici, alla sua ironia e soprattutto alla sua umanità. Diplomato a vent’anni, Tedeschi parte poi per la guerra, sottotenente in Grecia, e dopo l’8 settembre, rifiutandosi di aderire alla Repubblica di Salò, finisce in un lager nazista in Germania dove recita con i compagni di prigionia (da Giovanni Guareschi a Enzo Paci); dopo la Liberazione riesce a entrare in Accademia a Roma e nel 1947 debutta, scelto e diretto da Strehler.

Inizia così una carriera di successo, che lo vede lavorare con registi che vanno da Visconti a Ronconi, passando per Garinei e Giovannini per un celeberrimo ”My fair lady”, come lo porterà a partecipare agli storici sceneggiati tv, a diventare amato personaggio di un Carosello di dolciumi, a essere in radio con Raffaella Carrà, a far cinema con, tra i tanti, Bragaglia, Steno, Dessin e Rossellini. Recita con Ruggero Ruggeri e Salvo Randone, passando per Anna Magnani, Marcello Mastroianni, Romolo Valli e tantissimi altri, ma anche Renato Rascel e Domenico Modugno, per arrivare oggi ad avere accanto giovani come Massimo Popolizio, Sergio Rubini o Marina Massironi.

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Sanremo 2021 ancora con Amadeus e Fiorello. Festival slitta: le nuove date

venerdì, Luglio 17th, 2020

Sanremo – Il Festival di Sanremo 2021 sarà ancora nel segno di Amadeus e Fiorello. La conferma ufficiale arriva dal direttore di Rai 1, Stefano Coletta, alla presentazione dei nuovi palinsesti Rai. “Sanremo 2021 sarà di nuovo affidato al direttore artistico Amadeus, persona misurata, garbata, ma anche grande intrattenitore, che ha fatto un gran lavoro di selezione delle canzoni”, dice Coletta. “Insieme a lui ci sarà il grande Fiorello. Sarà un Samremo che riaprirà la nostra normalità: viva Sanremo”, conclude. La coppia di conduttori torna dopo il successo di quest’anno, con record su record di share e ascolti. 

Comunicate anche le date per l’edizione 2021 che  “è stata differita dal 2 al 6 marzo” proprio per cercare di “realizzarlo nella formula tradizionale. Al piano B ci stiamo pensando, ma il piano B non è Sanremo”, ha spiegato ancora Coletta, rispondendo a una domanda sulle possibili restrizioni legate all’emergenza sanitaria.

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