Archive for the ‘Cultura’ Category

I sindaci di tutta Italia osservano un minuto di silenzio per ricordare le vittime Covid-19 Diretta da Montecitorio

martedì, Marzo 31st, 2020
Bandiere a mezz’asta sui municipi e 60 secondi di raccoglimento. Lo faranno anche 6 deputati di altrettanti partiti | CorriereTV
Oggi i sindaci di tutta Italia osservano un minuto di silenzio per ricordare le vittime Covid-19: bandiere a mezz’asta sui municipi e 60 secondi di raccoglimento. Lo faranno anche 6 deputati di altrettanti partiti che sono anche sindaci (tutti i partiti tranne i 5 stelle, che non hanno deputati-sindaco). Si trovano davanti a Montecitorio alle 12
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“Inopportuno riaprire”. Intervista a Franco Locatelli (Css)

domenica, Marzo 29th, 2020

Riaprire il Paese adesso, anche parzialmente “è francamente prematuro, inopportuno”. Di più: “farlo ora vanificherebbe tutti i sacrifici fatti per fermare l’avanzata del coronavirus nel nostro Paese”. Franco Locatelli va dritto al punto. Per il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, che fa parte anche del Comitato tecnico scientifico della Protezione civile, la lieve deflessione che si registra nel numero dei nuovi casi di contagio da covid-19, la riduzione del dato relativo agli accessi ai pronto soccorso – specie in Lombardia- “devono essere una spinta a mantenere le misure di contenimento e distanziamento sociale attualmente in vigore”. L’obiettivo, non ancora centrato, è far abbassare sempre di più il valore “R0” (“erre con zero”, che indica il tasso di contagiosità di un virus) “fino a raggiungere almeno quota 1 (che vuol dire: una persona ne contagia 1, ndr) – spiega Locatelli – Farlo diminuire ancora, portandolo, dunque, sotto quota 1 sarà possibile solo facendo attenzione al contagio interfamiliare e attraverso politiche ben strutturate di “contact tracing” (per rintracciare tutte le persone venute in contatto con i contagiati, ndr)”.

La voce è pacata, garbo e gentilezza quelli che ricordano i suoi studenti alla Sapienza di Roma, dove insegna Pediatria, e i genitori dei piccoli pazienti che ha in cura al “Bambino Gesù”, dove dirige il dipartimento di Onco-Ematologia e terapia cellulare e genica, ma il tono è fermo, determinato. Bisogna procedere così per fermare il virus che sta spaventando il mondo. L’Italia non può riaprire, non ancora. Non si può allentare la presa adesso.  

Professor Locatelli, partiamo dai numeri. L’ultimo bollettino mostra un nuovo calo dei casi di positivi al Covid-19 e un incremento, il più alto dall’inizio dell’emergenza, dei guariti. Cosa ci dicono questi dati?

“Premettendo che i dati è sempre meglio inquadrarli in una prospettiva di qualche giorno, possiamo dire che questa settimana stiamo registrando una lieve deflessione nel numero dei nuovi casi di positivi al Covid-19 e una riduzione degli accessi ai pronto soccorso, specie in Lombardia.

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Dantedì, gli studenti leggono la «Divina Commedia»

mercoledì, Marzo 25th, 2020
Il video realizzato dalle classi III C e III H dell’Istituto Statale V. Gassman di Roma per l’«edizione zero»: alle 12 del 25 marzo studenti e cittadini invitati a leggere l’Alighieri – Ministero dell’Istruzione /Corriere Tv
Il 25 marzo si celebra il Dantedì, istituito a partire dalla proposta di Paolo Di Stefano sul «Corriere della Sera» del 18 giugno 2017 e sostenuta dal nostro giornale. Questo 25 marzo 2020, data individuata come inizio del viaggio della «Divina Commedia», per iniziativa del governo su proposta del ministro per i Beni culturali Dario Franceschini, si celebra dunque per la prima volta Dante. Per l’emergenza coronavirus le iniziative sono tutte digitali. Il Mibact e il Ministero dell’Istruzione hanno invitato gli italiani, alle 12, a leggere l’Alighieri e a riscoprire i versi della «Commedia». Hanno partecipato gli studenti nelle lezioni a distanza, e i cittadini che hanno voluto prendere parte all’iniziativa. Altre pillole, letture in streaming, performance online per tutto il giorno. Gli hashtag ufficiali sono #Dantedì e #ioleggoDante.
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Luis Sepúlveda è risultato positivo al Coronavirus

domenica, Marzo 1st, 2020

di SEVERINO COLOMBO

Luis Sepúlveda è risultato positivo al Coronavirus

Luis Sepúlveda e la moglie Carmen Yáñez sono risultati positivi al test del coronavirus (Covid-19). Lo scrittore cileno, residente in Spagna, e la moglie hanno presentato i primi sintomi due giorni dopo il rientro da un festival letterario a Povoa de Varzim, in Portogallo. Il contagio è stato confermato sabato 29 febbraio dalle autorità sanitarie delle Asturie, che con Sepúlveda adesso registrano il loro primo caso di coronavirus.

Sepúlveda — autore, tra l’altro, di bestseller mondiali Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare e Il vecchio che leggeva romanzi d’amore — è ricoverato nel reparto malattie infettive del Central University Hospital of Asturias di Oviedo. Avrebbe dovuto partecipare al festival Libri Come a Roma il 12 marzo, ma la sua presenza è, al momento, annullata.

Lo scrittore cileno naturalizzato francese, Sepúlveda ha manifestato primi sintomi il 25 febbraio al rientro dal festival Correntes d’Escritas, che si è svolto dal 15 al 23 febbraio nella cittadina Póvoa de Varzim, nel Nord del Portogallo. In quell’occasione il romanziere ha alloggiato in casa di un amico.

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C’era una volta la paura

venerdì, Febbraio 28th, 2020

Stefano Massini, con una scelta imprevedibile, punta tutto sul racconto di una bellissima favola orientale. C’era una volta una foresta con tanti animali, fra cui un coniglio che aveva sempre strizza.

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Scontro per un Raffaello in prestito alle Scuderie: si dimette il comitato scientifico degli Uffizi

mercoledì, Febbraio 26th, 2020

di LAURA MONTANARI

Gli Uffizi concedono in prestito il Leone X di Raffaello alle Scuderie del Quirinale a Roma in vista della mostra che si aprirà il prossimo 5 marzo e scoppia la polemica. Si dimette in blocco il comitato scientifico degli Uffizi. In una lettera inviata al Ministero dell’università e al Comune di Firenze, cioè gli enti che li hanno nominati, Donata Levi, Tomaso Montanari, Fabrizio Moretti e Claudio Pizzorusso, spiegano di aver lavorato per mesi alla compilazione della lista delle opere d’arte considerate come inamovibili dal museo fiorentino: 23 in tutto, lista approvata dallo stesso direttore Eike Schmidt. E invece ecco di Leone X va in prestito.

Raffaello superstar già 70 mila prenotati alle Scuderie del Quirinale. È sfida a Caravaggio

di CARLO ALBERTO BUCCI
Secondo Montanari, Levi, Moretti e Pizzorusso, quell’opera di Raffaello non doveva muoversi da Firenze e invece Schmidt fa sapere perchè il dipinto appena restaurato dall’Opificio delle Pietre dure con un finanziamento Lottomatica può essere esposto alle Scuderie: “Rivendico pienamente il patriottismo di questa decisione, in difformità con quanto suggerito dal comitato consultivo delle Gallerie degli Uffizi: la grande mostra su Raffaello, un evento culturale epocale sarà uno dei grandi motivi di orgoglio dell’Italia nel mondo intero quest’ anno, non poteva fare a meno del Leone X , un capolavoro che tra l’altro è in ottima salute e in perfetta condizione di viaggiare a Roma dopo essere stato restaurato dagli specialisti dell’opificio delle Pietre Dure.

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Roma, sepolcro di Romolo: il mistero del sarcofago ritrovato

martedì, Febbraio 18th, 2020

A caccia di Romolo. Il Direttore del Parco Archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo, parla di «eccezionale scoperta» emersa dagli scavi alla Curia-Comitium nel cuore del Foro Romano. Potrebbe trattarsi della Tomba di Romolo? Stiamo ai fatti ufficiali. Come spiega una nota del Parco Archeologico, si tratta del frutto delle indagini archeologiche programmate. Di fronte alla Curia-Comitium, si legge, «è emerso un ambiente sotterraneo con all’interno un sarcofago in tufo di circa 1,40 metri di lunghezza, associato a un elemento circolare, probabilmente un altare. Il sarcofago è stato scavato nel tufo del Campidoglio e dovrebbe pertanto risalire al VI secolo avanti Cristo». Si tratta di scavi decisi anche in base alla documentazione di Giacomo Boni all’inizio del ‘900 «che aveva consentito di ipotizzare la presenza nel Foro Romano, a pochi metri dal Lapis Niger e dal Comizio, di un heroon dedicato al fondatore della città di Roma». Un heroon era un santuario monumentale dedicato a un eroe.

Torniamo alla scoperta: «Il contesto coincide con quello che le fonti tramandano essere il punto post rostra, ovvero dietro i Rostra repubblicani, dove si colloca il luogo stesso della sepoltura di Romolo. Non è un caso che in asse con l’ambiente sotterraneo si trovi il Lapis Niger, la pietra nera indicata come luogo funesto perché correlato alla morte di Romolo».

Tutto questo verrà spiegato, annuncia la direzione del Parco, venerdì durante una conferenza stampa. Insomma il sarcofago e l’altare, stando alla nota, sarebbero legati al culto di Romolo. Venerdì verranno illustrati gli scavi e le prospettive di valorizzazione. Alfonsina Russo lo aveva già annunciato nel dicembre scorso presentando i piani della sua direzione: «Siamo impegnati a tutelare con attenzione tutto il Parco Archeologico del Colosseo con l’area dei Fori.

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Cos‘è un algoritmo e cosa succede quando sbaglia

mercoledì, Febbraio 12th, 2020

di Milena Gabanelli e Andrea Marinelli

Gli algoritmi sono istruzioni per risolvere problemi complessi ed effettuare operazioni, l’equivalente di una ricetta che i computer seguono passo dopo passo per ottimizzare e semplificare i processi: Internet è mosso da algoritmi, così come i motori di ricerca, i social network, le app, i navigatori, l’intelligenza artificiale, i videogiochi, i siti di dating e quelli che consigliano viaggi, libri o vini. Tutte queste cose, senza algoritmi, non esisterebbero, e noi pensiamo che si muovano con precisione assoluta. Siccome sono «programmi» costruiti da uomini, succede che possano sbagliare: un’analisi del 2017 del Pew Research Center spiega come un utilizzo errato può dare a governi e grandi corporation troppo controllo sulla vita degli utenti, creare le cosiddette «filter bubble» che offrono agli utenti continue conferme delle loro opinioni e, soprattutto, perpetrare le discriminazioni.

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Mogol: “La musica di un tempo era immortale. Quella di oggi è per giovani e si brucia presto”

domenica, Febbraio 9th, 2020
Courtesy of Giulio
Courtesy of Giulio Mogol

Quando lo raggiungiamo al telefono, il Maestro Giulio Mogol ci confessa candidamente che non ha avuto modo di guardare il Festival di Sanremo: “Sa, vado a letto presto”. Ma la curiosità e l’esperienza di lunga data come autore delle canzoni dei più grandi artisti della storia, lo portano un momento dopo a chiederci: “Come è? Me lo racconti”. E a riuscire a commentare comunque alcuni spunti di ragionamento.

“E’ un bel Festival, Maestro”, gli confessiamo. “Ci sono molte nuove tendenze, come il rap ad esempio”. Mogol ha un’idea precisa sul rap.

“E’ una forma musicale basata sulle parole e la ritmica. La linea melodica non c’è, c’è solo la parte ritmica. E’ musica per i giovani, come il rock. Anche il rock era musica per i giovani, lo è ancora. Ma aveva una melodia”.

Nessuna demonizzazione, dunque. Anzi. Tuttavia a volte si critica al rap un linguaggio troppo violento, aggressivo

“Credo si tratti di musica nata sul web. Giovani che scrivono e mettono sul loro sito per far ascoltare le proprie canzoni ad altri giovani. Amano le tinte forti: è il loro modo di parlare, il loro linguaggio, a volte anche un po’ brutale. Però anche lì c’è del buono e del cattivo”.

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Sanremo 2020, il monologo di Rula Jebreal: “Brutalizzata e stuprata, mia madre si è voluta liberare del suo corpo”

mercoledì, Febbraio 5th, 2020
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“‘Lei aveva la biancheria intima quella sera?’, ‘Si ricorda di aver cercato su internet il nome di un anticoncezionale quella mattina?’, ‘Lei trova sexy gli uomini che indossano i jeans?’, ‘Se le donne non vogliono essere stuprate devono smetterla di vestirsi da poco di buono’”. È iniziato così, con una lista di frasi rivolte alle vittime nei processi per stupro, il monologo di Rula Jebreal sul palco di Sanremo. “In Italia ogni tre giorni viene uccisa una donna, solo la scorsa settimana ne sono state uccise sei. Negli ultimi due anni in media 88 donne al giorno hanno subito violenza, una ogni 15 minuti. Nell′80% dei casi il carnefice non deve bussare alla porta perché ha le chiavi di casa”, ha proseguito la giornalista e scrittrice.

“Sono cresciuta in un orfanotrofio, insieme a centinaia di bambine: la sera ci raccontavamo le nostre storie tristi, che toglievano il sonno. Erano le storie delle nostre mamme: stuprate, uccise”, ha detto la Jebreal sul palco dell’Ariston alternando lo straziante racconto a dati e citazioni di canzoni. Da ‘La Cura’ di Battiato a ‘La donna cannone’ di De Gregori, da ‘Sally’ di Vasco a ‘C’è tempo’ di Fossati. 

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