Archive for the ‘Sicilia’ Category

Coronavirus Palermo, il discorso di compleanno del bimbo in quarantena: “Non sembro Giuseppe Conte?”

giovedì, Aprile 2nd, 2020

“Non sembro Giuseppe Conte?”. Inizia così il discorso di compleanno di Massimiliano, bimbo palermitano di 6 anni, in quarantena come tutti che ha festeggiato via Skype. Prima di tagliare la torta assieme a parenti e amici collegati lui faceva il suo discorso. “Ho anch’io chi scrive per me: mia madre e non la pago nemmeno”.

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Scuole e università chiuse fino al 15 marzo: «Allo studio misure per fare stare a casa un genitore»

giovedì, Marzo 5th, 2020

La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha confermato la chiusura di scuole e università in tutta Italia da domani, giovedì 5 marzo, fino al 15 marzo: «Per noi non è stata una decisione facile, abbiamo aspettato il parere del comitato scientifico», ha dichiarato in una conferenza stampa a Palazzo Chigi. La misura è stata definita «prudenziale». In serata, poco dopo le 22 il premier Giuseppe conte ha firmato il decreto.

La vice ministra dell’Economia Laura Castelli ha aggiunto: «Siamo consapevoli dell’impatto che una misura come la chiusura delle scuole potrà avere sui nuclei familiari e sul Paese, per questo ci stiamo muovendo con la massima celerità e determinazione a tutela dei lavoratori pubblici e privati. È in fase di definizione una norma che prevede la possibilità per uno dei genitori, in caso di chiusura delle scuole, di assentarsi dal lavoro per accudire i figli minorenni. Ne ho già parlato con il Ministro Gualtieri e gli altri Ministri competenti: faremo tutto quello che è necessario per venire incontro ai bisogni dei cittadini e delle famiglie e per ridurre al massimo i disagi».

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Mafia, l’urlo della vedova dell’agente Schifani: “Mio fratello arrestato, per me è morto ieri”

mercoledì, Febbraio 19th, 2020

di SALVO PALAZZOLO

Ha appena finito di leggere i giornali, che riportano la notizia dell’arresto del fratello per associazione mafiosa, e dice: “Sono devastata per tutto questo”. Rosaria Costa, la vedova dell’agente Vito Schifani, morto nella strage di Capaci, non ha parole per definire il suo dolore. “E’ come se fosse morto ieri purtroppo”, dice a Repubblica. Non lo nomina neanche il fratello che adesso è rinchiuso nel carcere palermitano di Pagliarelli con l’accusa di essere stato “un mafioso riservato” al servizio della cosca mafiosa dell’Arenella, quella guidata da uno scarcerato eccellente, Gaetano Scotto, il boss ritenuto dai magistrati trait d’union fra mafia e ambienti deviati delle istituzioni. 

“Sono devastata”, ripete. “Ma la mafia non mi fermerà”. Rosaria Costa vive ormai da anni lontano dalla Sicilia, ma continua senza sosta il suo impegno per la legalità. E le parole pronunciate il giorno del funerale del marito e delle altre vittime della strage di Capaci (“Io vi perdono, ,ma voi dovete inginocchiarvi”) sono ancora un simbolo di ribellione, un percorso di riscatto. Chissà, forse, Rosaria sta meditando di rilancare il suo appello, proprio a suo fratello arrestato per associazione mafiosa. Ma per il momento è chiusa nel suo dolore. Però, dice ancora: “Mi hanno voluto colpire al cuore per quelle parole che ho detto. La mafia non mi fermerà, continuerò il mio impegno”.

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Agrigento, maxi sequestro per il “re” dei supermercati. Il tribunale: “E’ socialmente pericoloso”

venerdì, Febbraio 14th, 2020

di SALVO PALAZZOLO

Nel 2018, era stato condannato a 8 anni per bancarotta fraudolenta, dalle imprese del suo gruppo impegnato nella distribuzione alimentare erano scomparsi 50 milioni di euro. Adesso, scatta un maxi sequestro per l’imprenditore di Porto Empedolce Giuseppe Burgio, 56 anni, che attualmente si trova agli arresti domiciliari. La sezione Misure di prevenzione del tribunale di Agrigento ha emesso il provvedimento, che prevede anche l’obbligo di soggiorno, su richiesta del questore della città dei templi. Le indagini, condotte dall’Ufficio Misure di prevenzione della Divisione di polizia anticrimine e dal nucleo di polizia economico finanziaria, hanno fatto scattare un giudizio di “pericolosità sociale qualificato” per Burgio, “in quanto indiziato del reato di intestazione fittizia di beni al fine di agevolare il delitto di riciclaggio” scrivono i giudici

Agrigento, maxi sequestro per il “re” dei supermercati

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Dal mare tre sub morti e cento chili di hashish. Un giallo alla Camilleri

lunedì, Gennaio 20th, 2020

di ALESSANDRA ZINITi

20 gennaio 2020 I corpi di tre uomini in muta da sub che affiorano uno dopo l’altro sulle spiagge della Sicilia settentrionale senza che nessuno ne abbia mai segnalato la scomparsa, pacchi pieni di panetti di hashish, tutti uguali, che compaiono, negli stessi giorni, su altre spiagge, dal nord al sud dell’isola senza che nessuno vada a ritirarli. Ecco, immaginate l’arenile di Marinella sotto casa del commissario Montalbano. Se Andrea Camilleri fosse ancora con noi ci avrebbe scritto un altro romanzo. Pane per gli uomini del commissariato di Vigata e per le autopsie del mitico dottor Pasquano.

Suggestioni letterario-televisive a parte, è un giallo appassionante quello che da alcuni giorni sta impegnando le energie di diversi procuratori siciliani alle prese con un rompicapo che, almeno per il momento, non riesce ad andare oltre le ipotesi più fantasiose ma parte da un assunto: improponibile pensare che quei tre uomini con mute identiche addosso ( uno con scarpe da tennis), morti non si sa né dove, né quando, né come, siano tre sub “normali” riaffiorati senza vita dopo una battuta di pesca andata a male. Nessuno li ha riconosciuti ( anche perché i corpi sono ormai devastati dall’acqua) né in Italia risultano sub scomparsi.

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Mafia: colpo ai clan, 94 arresti. In cella i boss messinesi: «Truffa ai fondi Ue per 10 milioni di euro»

mercoledì, Gennaio 15th, 2020

di Alessio Ribaudo

Per anni hanno impaurito gli imprenditori dei Nebrodi, gestito il traffico di droga ma, soprattutto, hanno messo le mani su decine di milioni di euro di fondi pubblici legati al settore dell’agricoltura. Stamattina però, 94 persone sono stati arrestate (46 sono ai domiciliari) dai carabinieri del Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri e la Guardia di Finanza, coordinati dalla direzione distrettuale antimafia di Messina. Diverse centinaia di militari, dalle prime luci dell’alba, hanno anche sequestrato anche 150 aziende. L’inchiesta dei magistrati dello Stretto, coordinati dal procuratore Maurizio de Lucia, ha decapitato i clan dei Batanesi e dei Bontempo Scavo di Tortorici, un piccolo centro abbarbicato sui Nebrodi, che negli anni Novanta era stato il terreno di scontro di una violenta guerra di mafia. Da tempo, invece, secondo gli inquirenti le due «famiglie» avrebbero scelto di deporre una «tregua» armata e di spartirsi gli affari: come quello delle truffe all’Unione europea e all’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea). «Anche se sotto la cenere cova sempre la voglia di fare piazza pulita del concorrente», scrivono i magistrati. Quella tratteggiata dagli inquirenti è una mafia moderna, dedita più alle truffe che alle estorsioni e agli omicidi grazie alla connivenza di insospettabili imprenditori e professionisti. Viene così mandata in soffitta la «radicata» credenza che Messina sia la provincia «babba» (stupida) rispetto alla sanguinosa e potente Cosa nostra palermitana e catanese.

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Messina, sequestro da dieci milioni di euro al “re” dei videopoker legato ai clan

giovedì, Gennaio 9th, 2020

di SALVO PALAZZOLO

Dagli anni Novanta è un manager attivissimo nel settore del gioco, a Messina. Un tempo, si occupava di bische. Poi, è passato ai videopoker. Domenico La Valle, 59 anni, è ritenuto il braccio imprenditoriale del clan Trovato, che opera nella zona Sud della città. Le indagini del nucleo di polizia economico finanziaria, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia diretta da Maurizio de Lucia, hanno portato a un decreto di sequestro per l’imprenditore. Il provvedimento è stato emesso dalla sezione Misure di prevenzione del tribunale della città dello stretto. Riguarda gli investimenti messi in atto dal “re” del gioco negli ultimi anni: società di noleggio di videopoker, sale giochi, un distributore di carburanti e diversi immobili intestati ai familiari.

Già vent’anni fa, La Valle era finito al centro di alcune indagini. Ma era uscito sempre assolto, fino al processo concluso nel febbraio 2018, l’anno successivo la sentenza è stata confermata in appello: 13 anni di carcere, per associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni, violenza privata, gioco d’azzardo, usura, lesioni e per tutta una serie di reati fiscali.

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Stretto di Messina, arrestati sindaco di Villa San Giovanni, ad e presidente del servizio traghetti per corruzione

mercoledì, Dicembre 18th, 2019

di ALESSIA CANDITO

Appalti pubblici aggiustati, telecomandati, per favorire sempre e solo la holding internazionale padrona del traghettamento tra Reggio Calabria e Messina. È una vera e propria bufera quella che ha travolto l’amministrazione di Villa San Giovanni e la Caronte&Tourist, società che da decenni monopolizza o quasi l’attraversamento dello Stretto di Messina e i collegamenti con le isole minori.

Nel giro di poche ore, agli arresti disposti dalla procura di Reggio Calabria, guidata da Giovanni Bombardieri, sono finiti il sindaco di Villa San Giovanni, Giovanni Siclari, di Forza Italia, fratello del senatore Marco Siclari; il presidente della Caronte, Nino Repaci; l’amministratore delegato Calogero Famiani; il geometra Giancarlo Trunfio dell’Ufficio Tecnico del Comune; un vigile urbano, Vincenzo Bertuca; l’Ingegnere Francesco Morabito, capo dell’Urbanistica. Ma almeno altre sei persone sono destinatarie di provvedimenti cautelari, che sono stati eseguiti fra ieri sera e questa notte dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria.

Le contestazioni sono corruzione, abuso d’ufficio, turbativa d’asta, falso in atto pubblico e, solo per un indagato (il cui nome non è ancora noto), concorso esterno in associazione mafiosa.

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Esplode una fabbrica di fuochi d’artificio nel Messinese, cinque morti e due feriti

giovedì, Novembre 21st, 2019

E’ di cinque morti e due feriti gravi il bilancio di una duplice esplosione in una fabbrica di fuochi d’artificio a Barcellona Pozzo di Gotto, nel Messinese. Una delle vittime è Venera Mazzeo, di 71 anni, ed era la moglie del titolare. Uno degli operai che si trovava all’interno della fabbrica al momento dello scoppio è morto in ospedale dopo essere stato soccorso dai vigili del fuoco. Un’altra persona risulta dispersa. Aperta un’inchiesta per strage.

Messina, esplode una fabbrica di fuochi d'artificio: morti e feriti

Nella zona si è sentito un boato e subito dopo uno più forte, che si è udito fino al comune limitrofo di Milazzo, causando panico. Due le esplosioni, infatti, avvenute nella fabbrica di articoli pirotecnici di Vito Costa e dei figli.

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L’ultimo giallo su Messina Denaro in un’intercettazione. “Iddu lo accompagnavano alla stazione di Trapani”

mercoledì, Novembre 13th, 2019

al nostro inviato SALVO PALAZZOLO

TRAPANI – “Iddu veniva a Trapani”, sussurra il figlio di un storico mafioso palermitano. E’ una tranquilla mattina di due anni fa. “Iddu?”, chiede il vecchio massone trapanese. “Sì, iddu – conferma il rampollo – lo accompagnava Mimmo alla stazione”. Forse con una Mercedes. E’ un attimo, la conversazione è disturbata, ma gli occhi del giovane maresciallo del Ros che con i suoi compagni dà la caccia a Matteo Messina Denaro si illuminano. “Iddu”, lui, Trapani, stazione, Mimmo, come uno dei fedelissimi del superlatitante, Mimmo Scimonelli, che aveva proprio quel tipo di auto. Ecco cos’era la “carrozza” di cui parlavano i mafiosi quattro anni fa, quando distribuivano i pizzini: “Con la stessa carrozza arrivarono”, così dicevano. La carrozza del treno. Nell’epoca di auto veloci e aerei, nessuno mai – fino a due anni fa – aveva pensato alla vecchia carrozza ferroviaria per la fuga infinita del pupillo di Totò Riina, Matteo Messina Denaro, il capomafia trapanese condannato all’ergastolo per le stragi del 1993.

Questa è un’indagine che continua a riservare un colpo di scena dietro l’altro. E stamattina il nuovo capitolo della storia è iniziato prima dell’alba: i carabinieri del Ros e i finanzieri del nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo hanno arrestato il vecchio massone trapanese dell’intercettazione su “Iddu” alla stazione, si chiama Antonio Messina, e altre due persone accusate di aver organizzato un traffico di hashish fra la Spagna, Milano e la Sicilia.

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