Archive for the ‘Sicilia’ Category

Venti arresti di mafia a Palermo: clan teneva sotto scacco commercianti, ultras e cantanti neomelodici

martedì, Ottobre 13th, 2020

Dopo anni di silenzio i commercianti del quartiere Borgo Vecchio di Palermo si sono ribellati al racket e hanno denunciato gli estorsori mafiosi: 20 tra boss, gregari ed esattori del clan sono stati fermati dai carabinieri. Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa, associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, ai furti e alla ricettazione, tentato omicidio aggravato, estorsioni e danneggiamenti.

Oltre 20 le estorsioni accertate nel corso dell’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia guidata dal Procuratore Francesco Lo Voi, 13 delle quali scoperte grazie alle denunce spontanee delle vittime. In 5 casi, invece, i commercianti hanno ammesso di pagare dopo essere stati convocati dagli inquirenti. Un risultato straordinario in un quartiere in cui la paura consente a Cosa nostra di controllare capillarmente le attività commerciali. L’indagine che ha portato ai fermi è la prosecuzione di inchieste passate sul mandamento mafioso di Porta Nuova e, in particolare, sulla famiglia mafiosa di Borgo Vecchio.

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Catania blindata per il processo Salvini, strade e piazze chiuse, 500 poliziotti in campo

venerdì, Ottobre 2nd, 2020

dalla nostra inviata ALESSANDRA ZINITI

Catania. Lo striscione “Leghisti not welcome” al terminal dell’aeroporto di Fontanarossa la dice lunga sul clima che si respira in città alla vigilia dell’udienza preliminare che domattina vedrà l’ex ministro dell’Interno e leader della Lega Matteo Salvini comparire davanti al gup Nunzio Sarpietro con l’accusa di sequestro di persona aggravato dei 131 migranti presi a bordo della nave Gregoretti il 25 luglio del 2019 e trattenuti per sei giorni prima di poter sbarcare al porto di Augusta.

Catania è blindata. Il Comitato per l’ordine e la sicurezza presieduto dal prefetto Claudio Sammartino ha messo in campo un imponente dispositivo di protezione, ben 500 uomini tra poliziotti, carabinieri e guardia di finanza provenienti anche dalla Campania e dalla Puglia per evitare che l’atmosfera attorno al Palazzo di giustizia (dove domani sarà proibito entrare) si surriscaldi. Non ci sono infatti solo le truppe di parlamentari ed esponenti politici di vario livello del centrodestra, riunite dalla Lega alla Nuova Dogana dal leader della Lega per una tre giorni che formalmente è stata convocata solo per parlare di politica e delle imminenti amministrative in alcuni comuni siciliani ma che – di fatto – attirerà da tutta la Sicilia pullman di bandiere verdi che sono stati, però,  caldamente invitati a non manifestare a sostegno del loro leader vicino al tribunale.
Da tenere a bada ci saranno i contromanifestanti, quelli della rete “Mai con Salvini” : dentro c’è di tutto, dal Pd ai centri sociali che domattina ( nelle stesse ore dell’udienza) sfileranno in un corteo di protesta. Facile che possa esplodere la scintilla alla minima provocazione tra i due schieramenti.

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Incendio ad Altofonte, evacuate oltre 400 persone

domenica, Agosto 30th, 2020

Altofonte (Palermo), 30 agosto 2020 – Paura nella notte in Sicilia e gente che ha dovuto abbandonare le proprie case. Un vasto incendio è infatti divampato nella tarda serata di ieri ad Altofonte, nel Palermitano, dove alcuni residenti a scopo precauzionale hanno lasciato  le abitazioni. Il fronte del fuoco è stimato in circa due chilometri. Secondo i primi accertamenti ci sarebbero stati cinque diversi roghi, sulla cui origine saranno svolte indagini. Sul posto sono intervenute diverse squadre di vigili del fuoco e forestali, personale della protezione civile regionale e i carabinieri. Gli interventi sono coordinati dalla prefettura di Palermo. I pompieri sono impegnati in altri incendi in altri paesi della provincia: Carini, Termini Imerese, Sciara, Polizzi Generosa e Santa Cristina Gela. Un incendio oggi è divampato anche a Monte Pellegrino.

Sono oltre 400 le persone evacuate nella notte. “Tutto il personale dei vigili del fuoco e gli interventi sono stati gestiti dal Posto di Comando Avanzato allestito presso il campo sportivo del comune di Altofonte, che ha fatto da punto di riferimento anche per la popolazione assicurando loro assistenza, in quanto a causa dell’incendio si è reso necessario l’evacuazione di oltre 400 persone dalle rispettive abitazioni poiché minacciate dalle fiamme”, spiegano i vigili del fuoco. “Sul posto anche 3 ambulanze per garantire laddove necessario il soccorso sanitario- dice il Comandante Provinciale Agatino Carrolo- Le operazioni di spegnimento sono state rese difficoltose per il forte vento di scirocco da sud-sudest con raffiche fino a 50/60 km/h”.

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«Viviana Parisi ha ucciso Gioele e poi si è lanciata dal traliccio» Gli esami confermano l’ipotesi

domenica, Agosto 23rd, 2020

di Carlo Macrì, inviato a Messina

«Viviana Parisi ha ucciso Gioele e poi si è lanciata dal traliccio»  Gli esami confermano l'ipotesi

Dal nostro inviato
MESSINA – I primi risultati degli accertamenti tecnici effettuati dalla Polizia scientifica e di quelli sui tessuti confermano la tesi dell’omicidio-suicidio. Viviana Parisi, dopo aver ucciso il piccolo Gioele, 4 anni, è salita sul traliccio dell’Enel e si è lanciata da un’altezza di 15 metri. Tuffandosi come da un trampolino. Gli esami sui tessuti della donna hanno confermato questa ipotesi accertando la «consistenza dei tessuti, che varia con l’impatto». Il corpo è stato trovato a 3 metri dal traliccio. Nella caduta la dj ha perso la scarpa che si era slacciata per effetto dell’impatto sul terreno, spiegano gli inquirenti. Sfuma l’ipotesi che Viviana sia scivolata dal traliccio. In quel caso il corpo si sarebbe dovuto trovare quasi ai piedi del pilone.

La tesi della famiglia

I familiari continuano a pensare che Viviana sia stata aggredita da animali selvatici e che non avrebbe mai fatto del male al piccolo Gioele. L’avvocato Pietro Venuti, però, ammette che «mamma e figlio potrebbero essere morti in due momenti diversi e in due luoghi separati»: «La madre potrebbe aver perso Gioele per un attimo ed essere salita sul traliccio per tentare di avvistarlo. E il bimbo potrebbe essere caduto da qualche altra parte. Gli animali hanno portato i resti lì dove sono stati trovati».

Il luminol

La Polizia scientifica, non avendo trovato tracce di Dna sul traliccio, ha effettuato una serie di analisi con il Luminol. Neanche i satelliti «interrogati» hanno offerto un contributo alle indagini.

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“Viviana non si è uccisa e non ha ammazzato Gioele”. Parla il cugino e legale della famiglia

sabato, Agosto 22nd, 2020

“Viviana non si è uccisa e non ha ucciso il piccolo Gioele”. Ne è convinto Claudio Mondello, il legale e anche cugino del padre di Gioele, il bambino ritrovato senza vita nei boschi di Caronia, anche se manca ancora l’ufficialità che si tratti del bambino scomparso lo scorso 3 agosto. Ma ieri sera il padre del piccolo, Daniele Mondello, ha riconosciuto le scarpette blu del bimbo.

Il cugino, sulle pagine Facebook, fornisce una sua idea. “Faccio mia la ricostruzione di chi ha restituito Gioele alla propria famiglia: Giuseppe Di Bello, ex brigadiere dei Carabinieri – scrive – È probabile che il bambino abbia vagato tra i boschi fino al momento in cui è incorso in un incontro funesto, forse un suino nero dei Nebrodi; in zona ve ne sono molteplici sia da allevamento che allo stato brado”.

Poi scrive sul social: “Mi coinvolse un senso di protezione”. A queste parole Viviana affida il bisogno di condividere la propria vulnerabilità: l’immenso amore per il suo cucciolo – il piccolo Gioele – e la necessità (in primo luogo) di proteggerlo da ogni possibile insidia. È con questo spirito che intraprende un viaggio il quale, se avesse goduto di maggiore fortuna, si sarebbe compiuto nel breve volgere di una mattinata di Agosto. Nessuno ne avrebbe saputo nulla”.

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Giallo di Caronia, il teste alla polizia: “Dopo l’incidente Gioele era vivo, in braccio alla mamma”

martedì, Agosto 18th, 2020

dal nostro inviato SALVO PALAZZOLO

PATTI (Messina) – “Gioele era vivo, in braccio alla mamma, dopo l’incidente in galleria, quando ha scavalcato il guardrail dell’autostrada – dice il procuratore di Patti, Angelo Cavallo – lo ha raccontato un testimone, un turista del Nord, che si è finalmente presentato dopo il nostro appello”. C’è una svolta importante nel giallo di Caronia. “Il piccolo non era ferito né aveva sangue – spiega il magistrato – il testimone ci ha detto che il bambino aveva gli occhi aperti e aveva il viso appoggiato sulla spalla destra della madre. Per il resto, tutte le piste restano ancora aperte sulla fine di Viviana e del suo bambino”, precisa il procuratore subito dopo un lungo vertice con gli investigatori della squadra mobile di Messina, della Scientifica di Catania e i medici legali. “Ora la priorità è trovare il piccolo Gioele – dice ancora Cavallo – abbiamo a disposizione quattro cani della polizia di Stato specializzati nelle ricerche di persone scomparse. Non ci fermiamo”.

Il giallo di Caronia, i familiari di Viviana in procura: ”Gioele si deve trovare. Lo cercheremo noi”

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Viviana Parisi era in cura con psicofarmaci. L’autopsia e il mistero del soccorritore

mercoledì, Agosto 12th, 2020

di Andrea Pasqualetto

Viviana Parisi era in cura con psicofarmaci. L'autopsia e il mistero del soccorritore

Viviana Parisi

MESSINA «La signora Viviana, mamma premurosa, aveva purtroppo dei problemi di salute: è stata a lungo in cura nelle strutture pubbliche e prendeva psicofarmaci. Il Covid ha riacutizzato i problemi e quindi è chiaro che l’ipotesi del suicidio è possibile». Prima ancora che i medici legali dicano qualcosa circa l’autopsia sul corpo di Viviana Parisi, scende in campo l’avvocato Pietro Venuti che con Claudio Mondello assiste la famiglia del marito, Davide Mondello. E mette in chiaro quello che fino a ieri era un pensiero inaccettabile per i familiari: «L’omicidio-suicidio è fra gli scenari, anche se naturalmente si spera sempre di ritrovare il bambino in vita». Parla di Gioele, 4 anni, scomparso con Viviana il 3 agosto e ancora introvabile. Affiora l’angoscia che lei possa averlo ucciso per poi farla finita. «Profondo dolore — aggiunge il legale — la famiglia è sconvolta e combattuta, s’interroga e nutre ancora speranze di rivedere il bambino». Vicino al legale c’è il nonno paterno di Gioele, Letterio Mondello. «Viviana è stata con noi tre mesi durante il Covid — spiega —. Era molto turbata e l’hanno anche ricoverata. Ma era dolcissima e brava e non abbandonava mai il figlio. Non lo dava a nessuno, nemmeno a mia moglie». L’idea che si è fatto su questa vicenda è quella di una Viviana sconvolta dai suoi fantasmi, da una malattia oscura che le turbava la mente da qualche anno. Il bambino potrebbe essere stato vittima di un momento di smarrimento, di follia, nonostante il grande amore. È questa la grande paura. «Se spero di rivedere il piccolo vivo? No, io penso di no dopo tanti giorni…», si lascia andare alla fine il nonno.

L’appello

Ma c’è l’inchiesta penale che al di là delle sensazioni deve produrre prove e al momento prove non ce ne sono. Lo testimoniano le parole del procuratore di Patti, Angelo Cavallo, che dopo aver aperto formalmente un fascicolo per omicidio e sequestro di persona senza tuttavia escludere il suicidio e l’incidente, ha rilanciato il suo appello: «Chi ha soccorso Viviana Parisi dopo l’incidente ha compiuto un’opera meritoria, mi sembra strano che non si siano fatti vivi. Vengano a raccontarci quello che hanno visto».

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San Vito Lo Capo, incendio nella riserva naturale di Monte Cofano. Il sindaco: «Azione criminale»

giovedì, Luglio 30th, 2020

di Silvia Morosi

San Vito Lo Capo, incendio nella riserva naturale di Monte Cofano. Il sindaco: «Azione criminale»

Paura nella riserva di Monte Cofano, nel Trapanese. Un grosso incendio è divampato sulla montagna vicino a San Vito Lo Capo ed è subito scattato l’allarme: la segnalazione è arrivata poco prima delle 21 di mercoledì e, secondo i primi riscontri, l’incendio sarebbe scaturito da almeno quattro differenti punti. Sono intervenuti i vigili del fuoco, i carabinieri e tre squadre di volontari della Forestale per evitare che il fuoco raggiungesse anche altre zone della montagna. Le fiamme sono state domate attorno alle 5 della mattina di giovedì.

Il sindaco: «Azione criminale»

La riserva naturale — situata nei comuni di Custonaci e San Vito Lo Capo, istituita con decreto del 25/7/1997 — è stata riaperta di recente dopo un periodo di chiusura. Il sindaco di Custonaci Giuseppe Morfino parla di «azione criminale contro il nostro patrimonio ambientale». «Un gesto vile che lascia profondamente amareggiati. Un’azione criminale da condannare fermamente auspicando che il colpevole, o i colpevoli, venga individuato e punito. Rivolgo un appello ai cittadini e ai turisti affinché segnalino immediatamente agli organi preposti la presenza anche solo di piccoli focolai, per consentire interventi tempestivi impedendo che fatti gravi di questa portata possano ancora ripetersi con questa violenza distruttiva», ha aggiunto il primo cittadino di San Vito Lo Capo, Giuseppe Peraino.

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Stromboli, esplosioni dal vulcano: paura sull’isola

domenica, Luglio 19th, 2020

di ALESSANDRA ZINITI

Una fortissima esplosione, rivoli di fuoco sulla fiancata che dà verso il centro abitato, una grossa colonna di fumo nero in cielo. E tanta paura. Erano da poco passate le cinque questa mattina, quando al primo chiarore dell’alba, lo Stromboli ha svegliato tutte le isole Eolie con un forte boato e tremori. Il fenomeno, meno intenso, si è ripetuto di nuovo alle 6.23. I prodotti generati dalle esplosioni sono ricaduti in tutta la terrazza craterica e lungo la sciara del fuoco. Dal punto di vista sismico è  stata registrata una breve sequenza di eventi esplosivi e un incremento dell’ampiezza del tremore vulcano.

Nessun danno si è registrato sull’isola dove il vulcano è costantemente monitorato dall’Istituto di vulcanologia e dalla Protezione civile dopo le due eruzioni – di maggiore intensità – che un anno fa crearono grande allarme e la morte di un giovane escursionista messineseMassimo Imbesi, 35 anni, sorpreso con un amico mentre stava salendo sul vulcano dal versante di Ginostra, il borgo di Stromboli raggiungibile solo via mare che conta complessivamente una quarantina di residenti. Era il 3 luglio. A quella fortissima esplosione con trabocco di lava che arrivò a poche centinaia di metri dall’abitato della piccola frazione ne seguì un’altra di simile intensità il 28 agosto.

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Bomba d’acqua su Palermo, nessun cadavere nell’auto sommersa | La Procura apre un’indagine per disastro colposo

venerdì, Luglio 17th, 2020
Palermo, la foto del poliziotto simbolo dell'alluvione

Non ci sono corpi nel sottopasso di Palermo dove la bomba d’acqua ha intrappolato decine di auto. Le macchine, riferisce il capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina, sono state tutte controllate. Nel frattempo la procura ha aperto una indagine per disastro colposo, dopo la violenta alluvione, per accertare eventuali responsabilità nell’assenza di misure necessarie a prevenire e fronteggiare l’emergenza meteo.

A seguito degli straordinari eventi meteorologici la Protezione Civile di Palermo ha attivato la sala Operativa Regionale per dare supporto al Comune nelle attività di ripristino delle condizioni di viabilità dell’asse viale Regione Siciliana. Mezzi anfibi, idrovore e autobotti sono stati messi a disposizione del Dipartimento Regionale per liberare  il sottopasso di via Belgio dove acqua e fango avevano reso impraticabile la viabilità.

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