Archive for the ‘Sicilia’ Category

Stromboli, forte eruzione: “Il cielo si è oscurato”. Il video

giovedì, Maggio 20th, 2021

Palermo, 19 maggio 2021 – Una colonna di fumo alta, il lancio di lapilli incandescenti e un’ampia fuorisciuta di lava segnalano una forte eruzione del vulcano di Stromboli. La colata di lava sta scendendo verso il mare lungo la depressione desertica dell’isola, zona di Stroboli chiamata sciara del fuoco. Sono diverse le piccola frane provocate dall’eruzione del vulcano e dalla colata della lava. Il boato è stato avvertito distintamente dagli abitanti e dai turisti che hanno cominciato in questi giorni a popolare l’isola delle Eolie.

L’attività del vulcano di Stromboli si era intensificata negli ultimi giorni, come sottolineato anche dai bollettini dell’Ingv di Catania che ieri aveva evidenziato “una attività vulcanica esplosiva normale di tipo stromboliano accompagnata da attività a tratti intensa all’area numero 2”. Oggi l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha comunicato che “a partire dalle ore 12:47 si è osservato un incremento dell’attività esplosiva dall’area craterica Nord che alle ore 12:51 ha prodotto un flusso piroclastico che ha raggiunto la linea di costa sviluppandosi in mare per oltre 1 km e producendo una nube di cenere che ha raggiunto un’altezza stimata di circa 1.5-2 km sul livello del mare. Altri flussi piroclastici di minore intensità – prosegue la nota – si sono verificati a partire dalle ore 13:02 producendo modeste nubi di cenere e materiale grossolana caldo che raggiunge la linea di costa. Il fenomeno è tuttora in corso”.

All’Adnkronos ha parlato un abitante di Ginostra, Gianluca Giuffrè, testimone seppur a distanza della forte eruzione del vulcano: “C’è stata una forte eruzione, ma senza boato. Si è alzato un grossissimo nuvolone che però si è riversato sul lato di Stromboli, sul lato di Ginostra dove vivo io non è successo nulla”.

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Il centro per disabili era un lager: picchiati i pazienti. Blitz dei carabinieri: tre operatori arrestati

giovedì, Aprile 22nd, 2021

di Francesco Patanè

Cinque dipendenti avevano trasformato un centro residenziale per l’assistenza ai disabili affetti da paralisi spastica in un luogo di terrore, con violenze fisiche e verbali, minacce e umiliazioni nei confronti degli ospiti disabili, incapaci di difendersi o di chiedere aiuto. Schiaffi, calci, insulti e minacce erano all’ordine del giorno nella struttura privata nel quartiere Brancaccio a Palermo. Fino a questa mattina quando i carabinieri della stazione di Brancaccio hanno messo fine alle torture subite dai disabili con l’esecuzione di cinque misure di custodia cautelare firmate dal gip su richiesta della procuratrice aggiunta Laura Vaccaro e dei suoi sostituti del dipartimento fasce deboli della procura di Palermo. Per tre operatori è stata disposta la misura degli arresti domiciliari, mentre altri due hanno l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria con contestuale “divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalle persone offese”. I cinque indagati sono ritenuti a vario titolo responsabili del reato di maltrattamenti contro familiari e conviventi.

Mesi di intercettazioni e videoriprese hanno accertato la violenza che quotidianamente subivano i disabili ospiti della struttura: le telecamere nascoste piazzate dai carabinieri hanno ripreso un dipendente che prendeva per i capelli un ragazzo seduto sul divano e lo trascinava a terra, hanno immortalato un suo collega mentre colpiva ripetutamente un paziente alla testa e al volto quando era con gli altri ospiti in una delle stanze comuni della struttura, hanno filmato un operatore prendere la testa di un ragazzo e sbatterla contro un muro. In altre immagini un dipendente della struttura lancia contro il paziente una sedia a rotelle. Immagini tremende che testimoniano la violenza dei cinque dipendenti della struttura nei confronti dei disabili spastici.

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Covid in Sicilia, dati e tamponi alterati per mantenere l’Rt basso: arresti nella sanità. Indagato l’assessore regionale

martedì, Marzo 30th, 2021

Scandalo in Sicilia. Avrebbero alterato i dati sulla pandemia (modificando il numero dei positivi e dei tamponi) diretto all’Istituto Superiore di Sanità, condizionando i provvedimenti adottati per il contenimento della diffusione del virus. Con questa accusa i carabinieri del Nas di Palermo e del Comando Provinciale di Trapani stanno eseguendo un’ordinanza di misura cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di alcuni appartenenti al Dipartimento Regionale per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico (Dasoe) dell’Assessorato della Salute della Regione Siciliana. Le accuse sono: falso materiale ed ideologico. L’assessore regionale alla Sanità della Sicilia Ruggero Razza è indagato sui dati falsi sulla pandemia. Oggi gli è stato notificato un invito a comparire con avviso di garanzia. È accusato di falsità materiale ed ideologica. I carabinieri gli hanno anche sequestrato dei telefoni. Sull’assessore Razza «sebbene non emerga ancora compendio investigativo grave, è emerso il parziale coinvolgimento nelle attività delittuose del Dasoe», il Dipartimento della Sanità della Regione siciliana. Lo dicono gli inquirenti. «In concomitanza con l’esecuzione dei chiesti provvedimenti restrittivi, è stato notificato anche un invito a comparire e contestuale avviso di garanzia, nonché sequestro dei telefoni cellulari per falsità materiale ed ideologica nei confronti dell’Assessore Regionale per la Salute, Ruggero Razza, sul conto del quale», spiegano gli investigatori.

Ai domiciliari sono finiti la dirigente generale del Dasoe Maria Letizia Di Liberti, il funzionario della Regione Salvatore Cusimano e il dipendente di una società che si occupa della gestione informatica dei dati dell’assessorato Emilio Madonia. L’inchiesta nasce dalla scoperta che in un laboratorio di Alcamo (Tp), da qui la competenza della Procura di Trapani, erano stati forniti dati falsati su decine di tamponi. I pm hanno avviato accertamenti che sono arrivati all’assessorato regionale. Diverse intercettazioni confermerebbero l’alterazione dei dati inviati all’iss.

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Etna, l’attività del vulcano non si ferma: è la sesta eruzione di seguito

giovedì, Febbraio 25th, 2021
Dopo una fase iniziale di media intensità ora fontane di lava alte 400 metri – Ansa /CorriereTv
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che a partire dal tardo pomeriggio si è registrato un incremento in intensità e frequenza dell’attività stromboliana al cratere di Sud Est. Attività che interessa le due bocche nella parte più orientale del cono, con fontane di lava alte 400 metri. Prosegue la fase di incremento dell’ampiezza del tremore vulcanico, che mostra valori medio-alti. Le sorgenti risultano localizzate al di sotto del Cratere di Sud Est ad una profondità di circa 2500 m sopra il livello del mare. Anche l’attività infrasonica è in aumento, e le sorgenti degli eventi sono localizzate in corrispondenza del cratere di Sud Est.
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Etna, eruzione spettacolare: aeroporto chiuso, colonna di fumo alta chilometri

martedì, Febbraio 16th, 2021

L’Etna dà spettacolo in Sicilia, ma è anche motivo di preoccupazione visto che l’unità di crisi dell’aeroporto di Catania si è riunita per fare il punto della situazione. Una impressionante eruzione è avvenuta sul vulcano siciliano con forte attività esplosiva dal cratere di Sud-est e l’emissione di una alta nube di cenere lavica che si disperde verso sud. L’eruzione è visibile a decine di chilometri di distanza e i cittadini stanno invadendo i social con foto e video. Lapilli, oltretutto, piovono in un’area molto vasta. Dalla stessa bocca eruttiva dell’Etna emerge un trabocco lavico che ha prodotto un modesto collasso del fianco del cono generando un flusso piroclastico che si è sviluppato lungo la parete occidentale della valle del Bove. Le fontane di lava si sono comunque esaurite nel giro di poco più di un’ora. Restano ancora alimentate le due colate laviche si dirigono verso la desertica Valle del Bove.

Etna, lo spettacolo dell’eruzione in timelapse

Chiuso aeroporto di Catania. L’aeroporto internazionale di Catania ha sospeso la propria operatività per l’emergenza cenere lavica legata alla spettacolare eruzione in corso sull’Etna. lo ha deciso l’unità di crisi dello scalo. La colonna di fumo e cenere emessa dal cratere di Sud-Est è alta oltre un chilometro e il buio non consente di garantire la sicurezza dei voli.

Etna, eruzione iniziata alle 16.10

L’incremento dell’attività esplosiva è stato registrato dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia- Osservatorio etneo (Ingv-Oe), dalle 16.10. Il fenomeno si poi evoluto in fontana di lava con la formazione di una nube di cenere altissima e spessa che si sta disperdendo verso sud facendo cadere cenere lavica e lapilli grossi anche alcuni centimetri sui paesi etnei.

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Palermo, arrestato il nuovo capomafia dello Zen: il boss distribuiva la spesa ai poveri durante il lockdown

martedì, Gennaio 26th, 2021

La Dda di Palermo ha disposto il fermo di 16 persone accusate di associazione mafiosa, tentato omicidio, estorsioni, danneggiamenti, per aggravate e detenzione abusiva di armi da fuoco. L’indagine riguarda il “mandamento” mafioso di Tommaso Natale e, in particolare, le famiglie di Tommaso Natale, Partanna Mondello e Zen-Pallavicino.

Secondo le indagini, il capomafia palermitano Giuseppe Cusimano sarebbe stato il punto di riferimento per le famiglie indigenti del quartiere Zen e avrebbe tentato di organizzare una distribuzione alimentare per i poveri durante il primo lockdown del 2020.

E’ la conferma di quanto gli inquirenti denunciano dall ‘inizio della pandemia: Cosa Nostra tenta di accreditarsi come referente in grado di fornire aiuti alla popolazione alla ricerca del consenso sociale e di quel riconoscimento sul territorio, indispensabili per il potere mafioso. 

Il boss che faceva beneficenza durante il lockdown era il pupillo di Calogero Lo Piccolo, l’erede di una famiglia che ha segnato la storia di Cosa nostra. Quando non distribuiva la spesa, aveva anche maniere piuttosto sbrigative. E minacciava incursioni armate contro chi non accettava le sue disposizioni. Mafia, summit in gommone per non essere intercettati

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Terremoto in Sicilia, scossa di magnitudo 4.6 vicino a Ragusa

mercoledì, Dicembre 23rd, 2020
Terremoto in Sicilia

Catania – Forte scossa di terremoto di magnitudo 4.6 è stata registrata questa sera, alle 21.27, nella Sicilia orientale. Il sisma si è verificato in mare davanti alla costa Ragusana. Secondo quanto riportato dalll’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia l’epicentro è stato localizzato a 15 chilometri da Acate, a 30 km di profondità. Ingv ha poi aggiornato la scossa a magnitudo 4.4, con coordinate geografiche (latitudine, longitudine) 36.92, 14.37, confermando la profondità di una trentina di chilometri.  

La scossa è stata nettamente avvertita nel Ragusano, nel Siracusano e nel Catanese. La terra ha tremato per circa una quindicina di secondi. Il sindaco di Ragusa, Giuseppe Cassì, ha affermato che non sono stati segnalati danni. Nello Musumeci, il presidente della Regione, è in contatto con il prefetto di Ragusa Filippina Cocuzza e con il capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina, per essere aggiornato sulle ricognizioni nelle zone colpite, e di eventuali conseguenze.

Il tweet dei Vigili del Fuoco (Ansa)
Il tweet dei Vigili del Fuoco (Ansa)

In alcuni paesi vicini, come Vittoria e Modica, la gente si è riversata per strada per la paura. Il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, ha confermato: “Per il momento non si registrano danni a cose e persone. C’e’ tanta paura tra la popolazione, molta della quale ha preferito scendere in strada ed era comprensibilmente impaurita”. E ha aggiunto: “Ci sono in giro i vigili del fuoco ed il personale della Protezione civile per fare una ricognizione ma ancora non abbiamo segnalazione di danni e speriamo davvero che non ce ne siano. Io ero a casa, ho avvertito la scossa: davvero ha fatto paura”. 

Panico anche a Comiso, vicino a Ragusa, dove vive Stefano Sucato: “Ho avuto tanta paura, tremava tutto. Tanta gente è scappata ed è ancora in strada”. La scossa è stata avvertita anche in alcune zone della Sicilia occidentale, spiega: “Mia moglie si torva a Lascari, nel palermitano, e anche lei l’ha avvertita”.

Stefano Branca, direttore dell’Ingv di Catania, ha chiarito che il sisma non ha alcun legame con l’attività in corso dell’Etna. “Assolutamente no” ha assicurato Branca. “Dal punto di vista della magnitudo non è stato significativo, poichè profondissimo (circa 30 km). Siamo in presenza dello spostamento della placca africana, che si muove di un millimetro l’anno. E’ la dinamica della crosta terrestre”.

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Blitz contro clan di Messina: 33 arresti | Corse clandestine di cavalli per le strade della città

mercoledì, Novembre 11th, 2020

Importante operazione dei carabinieri di Messina nei confronti del clan Galli: è stata individuata una rete di distribuzione della droga che opera in vari quartieri del capoluogo e sono state arrestate 33 persone. Sono accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, corse clandestine di cavalli, scommesse clandestine, maltrattamento di animali, estorsione, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. 

Le strade scelte per le gare vengono chiuse al traffico da gruppi di giovani a bordo di scooter e moto reclutati dal clan per consentire il passaggio indisturbato dei calessi trainati dai cavalli.Controversie sulle corse risolte dai clan Il clan messinese, secondo gli inquirenti, si rivolgeva alla famiglia mafiosa dei Santapaola di Catania per regolare i rapporti e le controversie sulle gare clandestine tra scuderie messinesi e catanesi che si svolgevano tra le due province. L’inchiesta ha ricostruito anche i rapporti tra i Galli e il catanese Sebastiano Grillo per l’organizzazione delle corse e i contatti con esponenti della clan Santapaola per la risoluzione di controversie connesse alla gestione delle scommesse clandestine. Le gare tra messinesi e catanesi venivano organizzate nella zona di Fiumefreddo di Sicilia, al confine tra la provincia di Messina e quella di Catania.

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Venti arresti di mafia a Palermo: clan teneva sotto scacco commercianti, ultras e cantanti neomelodici

martedì, Ottobre 13th, 2020

Dopo anni di silenzio i commercianti del quartiere Borgo Vecchio di Palermo si sono ribellati al racket e hanno denunciato gli estorsori mafiosi: 20 tra boss, gregari ed esattori del clan sono stati fermati dai carabinieri. Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa, associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, ai furti e alla ricettazione, tentato omicidio aggravato, estorsioni e danneggiamenti.

Oltre 20 le estorsioni accertate nel corso dell’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia guidata dal Procuratore Francesco Lo Voi, 13 delle quali scoperte grazie alle denunce spontanee delle vittime. In 5 casi, invece, i commercianti hanno ammesso di pagare dopo essere stati convocati dagli inquirenti. Un risultato straordinario in un quartiere in cui la paura consente a Cosa nostra di controllare capillarmente le attività commerciali. L’indagine che ha portato ai fermi è la prosecuzione di inchieste passate sul mandamento mafioso di Porta Nuova e, in particolare, sulla famiglia mafiosa di Borgo Vecchio.

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Catania blindata per il processo Salvini, strade e piazze chiuse, 500 poliziotti in campo

venerdì, Ottobre 2nd, 2020

dalla nostra inviata ALESSANDRA ZINITI

Catania. Lo striscione “Leghisti not welcome” al terminal dell’aeroporto di Fontanarossa la dice lunga sul clima che si respira in città alla vigilia dell’udienza preliminare che domattina vedrà l’ex ministro dell’Interno e leader della Lega Matteo Salvini comparire davanti al gup Nunzio Sarpietro con l’accusa di sequestro di persona aggravato dei 131 migranti presi a bordo della nave Gregoretti il 25 luglio del 2019 e trattenuti per sei giorni prima di poter sbarcare al porto di Augusta.

Catania è blindata. Il Comitato per l’ordine e la sicurezza presieduto dal prefetto Claudio Sammartino ha messo in campo un imponente dispositivo di protezione, ben 500 uomini tra poliziotti, carabinieri e guardia di finanza provenienti anche dalla Campania e dalla Puglia per evitare che l’atmosfera attorno al Palazzo di giustizia (dove domani sarà proibito entrare) si surriscaldi. Non ci sono infatti solo le truppe di parlamentari ed esponenti politici di vario livello del centrodestra, riunite dalla Lega alla Nuova Dogana dal leader della Lega per una tre giorni che formalmente è stata convocata solo per parlare di politica e delle imminenti amministrative in alcuni comuni siciliani ma che – di fatto – attirerà da tutta la Sicilia pullman di bandiere verdi che sono stati, però,  caldamente invitati a non manifestare a sostegno del loro leader vicino al tribunale.
Da tenere a bada ci saranno i contromanifestanti, quelli della rete “Mai con Salvini” : dentro c’è di tutto, dal Pd ai centri sociali che domattina ( nelle stesse ore dell’udienza) sfileranno in un corteo di protesta. Facile che possa esplodere la scintilla alla minima provocazione tra i due schieramenti.

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